«Nel partito qualcuno fa girare le liste», De Girolamo attacca Carfagna e De Siano

di Andrea Pellegrino

«Dimissioni del coordinatore regionale De Siano e commissariamento del partito». Nunzia De Girolamo va all’attacco ed accusa anche Mara Carfagna. All’improvviso, durante la composizione delle liste, è scivolata al numero due del suo collegio, senza sapere il perché. Insomma, l’uscente deputata, se non fosse stata salvata in extremis in un collegio fuori regione, si sarebbe ritrovata a rischio rielezione senza neppure conoscere il motivo. «E’ una storia molto strana e che non rispetta le indicazioni dell’unico grande capo e detentore dei voti nel mio partito, che si chiama Silvio Berlusconi – afferma Nunzia De Girolamo –Berlusconi insieme a Niccolò Ghedini, che ringrazio per lo straordinario lavoro svolto, mi aveva chiamato e garantito che io fossi prima. Ma purtroppo, conoscendo certi metodi di alcune persone in Campania, sono sempre stata preoccupata per queste liste, anche visto quanto accaduto 5 anni fa con la fuga di Cosentino». Ed ecco la ricostruzione della vicenda: «La notte di domenica – racconta Nunzia De Girolamo – chiamo il responsabile dell’organizzazione del partito Gregorio Fontana, e chiedo ulteriori garanzie, nonostante quelle già avute dai vertici. Volevo che verificasse visivamente se fossi prima, e, nel collegio di Benevento, la presenza di un coordinatore a me legato. Mi rassicura che è tutto a posto. La mattina seguente, cioè ieri a mezzogiorno, lo chiamo di nuovo per verificare la presenza di un consigliere regionale, Zinzi, uomo molto radicato nel territorio, anche lui fatto fuori. Sento quindi Fontana che è uomo precisissimo, andare nel panico. Dopo 5 minuti mi richiama e mi dice di correre al partito perché inspiegabilmente non sono più la prima della lista, ma la seconda. Quello che forse qualcuno non sa nel mio partito è che c’è sempre una manina che fa girare quelle liste ed io l’avevo vista con i miei occhi. Questo cambiamento avvenuto nella notte significa quindi che qualcuno tra i rappresentanti regionali presenti, contravvenendo alle indicazioni del partito nazionale e del presidente Berlusconi, ha evidentemente cambiato queste liste. Ed io voglio trovare una soluzione a questo “mistero” perché è una questione di giustizia per il Sud: dobbiamo dire basta all’essere rappresentati da un certo tipo di classe dirigente. Si tratta di modi di agire culturali e sociali che noi dobbiamo estirpare e ritengo che lo possa fare solo Silvio Berlusconi a cui chiedo oggi di dare una punizione per chi ha fatto cosa così ignobile come quella accaduta nella notte di domenica. Oggi credo che ci sia solo una cosa da fare: commissariare il signor De Siano, non degno di rappresentare il territorio campano. De Siano deve essere rimosso perché la politica deve dare il buon esempio». Ed ancora spiega: «Quella notte a raccogliere le liste c’erano De Siano, Cesaro, Paolo Russo e, mi spiace molto dirlo, ma c’era anche Mara Carfagna. Io non riesco ad accettare che esista un metodo di donne che odiano le donne. Mi aspetto che lei prenda le distanze da questa classe dirigente, perché lei è una donna diversa che ha fatto tante battaglie per le donne. Chiedo quindi a Silvio Berlusconi, che è molto diverso da tutti questi personaggi, di ristabilire in Campania la buona Campania, ci sono tante persone valide nelle varie province. Lui che è un genio, e vittima di tante ingiustizie deve far sì che avvenga questo cambio di mentalità, che ci sia una cultura diversa, non quella di chi sbianchetta le liste e che imbroglia. Al Sud e in Campania c’è altra classe dirigente sana che non può stare all’angolo». Punta il dito contro il coordinamento regionale anche il consigliere regionale Domenico Zinzi: «E’ indispensabile – osserva – che in una regione chiave come la Campania, Forza Italia venga guidata da una classe politica seria che sia realmente dirigente e che non intenda il partito come un giocattolo da utilizzare a proprio piacimento ignorando quelle che sono le esigenze dei cittadini e del Paese. L’affermazione di Forza Italia passa anche e soprattutto attraverso la rifondazione del quadro dirigente regionale. A questo punto, De Siano faccia per una volta una scelta onesta e saggia: si dimetta». L’interessato però respinge tutte le accuse: «Dimissioni? Se avessi commesso sciocchezze, Berlusconi mi avrebbe destituito immediatamente. La nota dei vertici nazionali di Forza Italia parla chiaro in proposito, è inequivocabile. Ma di cosa parliamo? Se io avessi fatto una sciocchezza del genere, se io avessi fatto un blitz come mi accusano, allora il presidente Berlusconi e i vertici nazionali mi avrebbero destituito ad horas. Lo ripeto, se avessi commesso una sciocchezza tale, già mi avrebbero mandato a casa. Questo significa che tutte le accuse che mi vengono rivolte sono prive di ogni fondamento, come dice chiaramente la nota dei vertici nazionali».




Lello Ciccone candidato a Battipaglia Gambino approda in “Noi per l’Italia”

Andrea Pellegrino

Ore frenetiche in Forza Italia e nel centrodestra. Movimenti interni, malumori e psicodrammi. Guglielmo Vaccaro, dopo il ritiro delle liste di Parisi dalla competizione, potrebbe traslocare fuori Regione e piazzarsi in uno dei collegi uninominali (dovrebbero essere tre in tutto) consegnati ad Energie per l’Italia. Alberico Gambino, dopo lo stop alla candidatura da parte dei Fratelli d’Italia, pare che approdi nelle prossime ore ed ufficialmente in “Noi per l’Italia”, insomma nella quarta gamba del centrodestra. Il consigliere regionale inizialmente aveva convocato per questa mattina una conferenza stampa, poi rinviata a lunedì. Secondo indiscrezioni Gambino potrebbe essere candidato come capolista al Senato. In Forza Italia poche le certezze. Il tutto è nelle mani di Silvio Berlusconi. Nelle ultime ore pare che Lello Ciccone abbia strappato il collegio uninominale di Battipaglia, con tanto di placet dei vertici regionali, tra cui Paolo Russo. Ciccone avrebbe avuto la meglio anche sul capogruppo forzista di Salerno, Roberto Celano, che ambiva ad una candidatura. Si tratta per Antonio Fasolino al Senato. Il caldoriano potrebbe essere candidato nel collegio nord nel caso in cui non dovesse spuntare un posto nel listino proporzionale. Resta in piedi anche la candidatura di Marzia Ferraioli. Motta e Sica si giocano il derby nei picentini, con il secondo già in pole position da qualche mese. Per l’ex assessore regionale all’Università, Caterina Miraglia, si prospetta il collegio uninominale di Napoli (Chiaia) mentre resta in sospeso l’impegno del rettore Aurelio Tommasetti. Candidature firmate ma senza sicurezza per gli uscenti Enzo Fasano e Franco Cardiello. Più probabile che venga confermato il primo, che dovrebbe essere il numero due del listino proporzionale per la Camera dei Deputati. Tutte riconfermate le donne azzurre: Mara Carfagna a Salerno, Nunzia De Girolamo a Benevento, Maria Stella Gelmini in Lombardia, Gabriella Giammanco a Palermo, Stefania Prestigiacomo a Siracusa. Tra i nomi di altre forze alleate ‘ospitate’ nelle liste FI si fa quello di lady Mastella, Sandra Lonardo.




La Lega vuole 7 collegi in Campania

Andrea Pellegrino

Sette collegi in Campania. E’ la richiesta che arriva direttamente da Matteo Salvini e che è giunta sul tavolo del Cavaliere. Una richiesta che fa rimescolare tutte le carte all’interno della coalizione di centrodestra. In provincia di Salerno, Forza Italia già è stretta dai Fratelli d’Italia che hanno richiesto due collegi uninominali: uno sarà occupato dall’uscente Edmondo Cirielli (Agro) e l’altro tra Luisa Maiuri (Cilento). Entrambi saranno candidati, secondo un primo schema, anche nel listino proporzionale nella lista dei Fratelli d’Italia che vedrà al terzo posto l’attuale consigliere regionale Alberico Gambino. L’ex presidente della Provincia, Antonio Iannone, di Salerno, invece, guiderà la lista proporzionale per il Senato. Problema quote rosa per Forza Italia. Licia Polizio sembra essere intenzionata a candidarsi a Napoli. Di sicuro (o almeno così si vocifera) Mara Carfagna guiderà il listino (per la Camera) in provincia di Salerno, seguita dal coordinatore provinciale azzurro Enzo Fasano, da Nunzia De Girolamo (che sarà capolista anche a Benevento) ed ancora da una new entry o da un ex forzista, tornato alla casa madre, tra cui Guido Milanese. Naturalmente restano le caselle che dovranno essere occupate o aggiustate dal Cavaliere. Qui Berlusconi sarebbe in trattativa con Aurelio Tommasetti ed Antonio Lombardi. Il collegio dei Picentini invece è quasi chiuso su Ernesto Sica mentre resta in dubbio la posizione di Nino Marotta, che dovrebbe rivendicare il posto attraverso un patto tra gli alleati. Marotta però sarebbe in ballottaggio con Eva Longo, senatore uscente che si è vista più volte sbarrata la strada del ritorno in Forza Italia. Giovanni Romano, poi, al Senato mentre l’altro collegio potrebbe spettare ad Energie per l’Italia, quindi a Guglielmo Vaccaro.