Carmelo Conte: “Bisogna combattere il deluchismo”

di Erika Noschese

“In Campania ci sono le condizioni per una nuova battaglia politica ma per farlo è necessario rimuovere il deluchismo, una pietra di piombo sulla nostra provincia, qualcuno dice una maledizione per la Campania”. Non usa mezzi termini Carmelo Conte, già ministro delle Aree Urbane nei governi Andreotti VI-VII e Amato I che plaude alla decisione del figlio, Federico, di ritirarsi dalla competizione elettorale e non risparmia accuse al governatore della Regione Campania e alla classe dirigente del Pd. Conte lancia un appello ai giovani a ribellarsi a questo sistema di potere ma, in contemporanea, chiede un cambio di passo deciso ai vertici del partito per provare a “ridimensionare De Luca, prima che lo facciano gli elettori. Onorevole, dopo la decisione di suo figlio di ritirarsi dalla competizione elettorale, arrivano una serie di attacchi al Pd. Cosa ne pensa? “La formazione delle liste e le occasioni elettorali dovrebbero servire per qualificare una presenza dei territori in Parlamento, questo lo dicono la Costituzione e la storia politica della prima Repubblica, ma adesso avviene una dissociazione tra la politica e il merito, tra la politica e i territori e la morale, come mai avvenuto prima. In Campania soprattutto c’è un ritorno di tipo borbonico in cui non sono le qualità, le lotte politiche o le proposte a fare la differenza bensì l’appartenenza ad un gruppo di potere o di interessi. Oggi, in Campania, prevalgono personaggi che hanno un potere attuale e, per quanto riguarda il Pd, il grumo di potere che si sta formando ha bloccato la nascita di una classe dirigente nuova. Complessivamente, a livello locale, provinciale e regionale, manca una classe politica nuova. Ad oggi, ci sono le condizioni per una nuova battaglia politica? Io penso di sì ma per farlo è necessario rimuovere il deluchismo”. Alfonso Andria ha consegnato la tessera del Pd, deluso e amareggiato da questa classe politica che si appresta a tornare al voto. Suo figlio, si può dire, ha aperto il valzer delle polemiche e, di conseguenza, ad una serie di addii… “Alfonso Andria ha dato voce ad un malessere diffuso nella nostra regione. Ha avuto la forza, la determinazione, il senso politico e il coraggio di dare voce a questo malessere; se i vertici nazionali del Pd non prendono misure nell’immediato per rassicurare la popolazione, gli iscritti e le istituzioni, lo faranno gli elettori, istantaneamente. Bisogna liberarsi da questa pressione e alcuni lo fanno in silenzio, altri manifestando, altri restituendo la tessera di partito e, altri ancora, come stanno facendo Federico e tanti altri, rinunciando alla candidatura. È in rivolta la base politica di questo partito che prometteva tanto ma c’è una valutazione da fare: nelle liste predisposte per la Campania ci sono nove collegi su tredici che sono stati dati ad altri, agli alleati, e i due unici collegi senatoriali sono stati affidati a due personalità non napoletane. Alla fine, se andrà bene, ci sarà qualche parlamentare a Salerno, Caserta e Napoli. Siamo in presenza di una svendita della Campania ed anche da questo punto di vista, non c’è rappresentanza territoriale e ci domandiamo cosa sia avvenuto. Una spartizione o forse un tentativo di eliminare coloro i quali hanno capacità di intendere, volere, pensare, di sapersi proporre? Non si tratta di collegi ma di civiltà e questo scontro deve essere risolto da interventi che non debbano essere usati per modificare le liste ma per cambiare gli equilibri. Dovrebbe essere il partito a ridimensionare De Luca, non gli elettori; hanno nominato un commissario in Campania, un suo portavoce, ed è la svendita della politica. Non posso non invitare i giovani a ribellarsi”. In questi anni show contro il ministro Speranza, oggi candidato capolista a Napoli… “Noi siamo passati dal rinascimento napoletano che aveva lanciato Bassolino alla decadenza. La cultura napoletana viene rappresentata da un ministro del nord est e non è forse in grado di esprimere una rappresentanza diretta? Questa è pura decadenza, i parlamentari uscenti di Napoli sono stati messi tutti secondi e terzi. Speranza è stato svillaneggiato, accusato; De Luca lo ha definito il nulla e oggi fanno un accordo. Cosa devono dedurne gli elettori? La Campania è ultima in Italia per tutti gli indici più negativi, a partire dalla disoccupazione fino alla povertà e alla delinquenza. Con la scissione di Articolo Uno c’era stata una speranza di cambiamento ma così non è stato, il campo largo non è mai esistito ed è un gruppo ristretto di pochi interessi senza respiro politico. Non ho sentito nessuno parlare del programma del Pd: le Agorà per pochi mesi sono state una piattaforma sulla quale discutere ma oggi è tutto fermo e questa della nostra regione non è una condizione positiva. Il problema è la Campania, sempre più in decadenza”. Cosa pensa della decisione di suo figlio di rinunciare alla candidatura? “Ho apprezzato perché è un atto di responsabilità, di coraggio e di una denuncia; avrà il merito di averla fatta per primo e spero che i cittadini possano riconoscere questo merito. Può vantare di aver avviato un cambiamento, è una delle cose che – storicamente – possono segnare una svolta a Salerno e in Campania come testimoniano le tante chiamate di queste ore”. Crede che per il Pd possa essere l’inizio della fine? Offre il fianco ad una vittoria della destra… “Non posso dire che è la fine del Pd, è un grande partito, esprime un’idea con un suo valore ma questo comportamento è un contributo alla destra e non vi è alcun dubbio. Hanno fatto quanto necessario per far vincere la destra, il tentativo di recuperare sarà anche peggiore perché si criminalizzano le destre senza indicare una soluzione; in Campania le destre sono state determinanti per l’elezione della maggioranza in Regione, c’è una convivenza di tipo elettorale che non fa distinguere più destra e sinistra. Non è la fine del Pd perché si saprà risollevare, ma servono interventi mirati rispetto al grido di dolore giunto dai territori per assumere impegni nei confronti delle comunità, altrimenti commetterebbero un secondo errore”.




Andria: “Mi hanno emarginato, sono 10 anni che ingoio rospi”

di Erika Noschese

“L’individuazione delle candidature alle imminenti elezioni per il rinnovo del parlamento attraverso una riunione lampo della direzione provinciale, la fase tuttora in corso dei ritocchi alla compilazione delle liste a livello nazionale – caratterizzata dalle vicende disinvolte delle ultime ore e perciò ancora più imbarazzanti – rendono l’idea non di un partito politico ma di un edificio dalle porte girevoli del quale servirsi a seconda delle convenienze”. Con queste parole Alfonso Andria, già presidente della Provincia di Salerno, europarlamentare e senatore ieri mattina ha riconsegnato la tessera di partito del Pd al segretario provinciale Enzo Luciano. Poche parole che esprimono tutto il rammarico di chi, per anni, è costretto a subire cattiverie dal suo stesso partito di appartenenza, nonostante la fedeltà che solo chi fa politica per amore verso i territori nutre. La decisione di Andria non è un fulmine a ciel sereno, stando a quanto racconta ma la consapevolezza di non appartenere più ad un partito politico che oggi è vittima di giochi di potere manovrati dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Caro Enzo, unita alla presente consegno la mia tessera di iscritto. Partecipai da deputato europeo alla costituzione del Pde e nel 2007 alla fondazione del Pd, sin da subito credendo nella novità per l’Italia di quel “progetto etico e politico”, come testualmente scritto nel manifesto dei valori – ha scritto l’ex europarlamentare nella sua comunicazione – in epoca più recente sul piano nazionale e soprattutto nel contesto locale salernitano, lo spirito fondativo è stato, a mio giudizio, svilito e poi tradito. Ho sostenuto le varie candidature Pd dei vertici di Regione Campania, Provincia, Comune di Salerno, la stessa tua a segretario provinciale. Pur avendo fatto militanza con passione e assiduità da tempo non sono più a mio agio. Il ripiegamento del partito a Salerno e nella sua vastissima provincia entro logiche padronali, il ricorso continuo a metodi assolutamente opposti ai principi ispiratori del Pd pur di affermare un’egemonia, spesso basata sull’esercizio muscolare, di fatto ne mortificano la funzione della natura fino a contraddire la sua stessa denominazione”. Andria, pur avendo contribuito alla votazione unanime per la disponibilità alla candidatura nel corso dell’assemblea provinciale, non nasconde la delusione per quanto accaduto e svela retroscena inediti, a partire dalla falsificazione della firma della moglie in occasione delle primarie per scegliere i nomi dei delegati al congresso nazionale.”E’ un mercato, manovre truffaldine”, dice senza scomporsi minimamente. Onorevole, lei ha consegnato la tessera di partito. Nella Sua lettera emerge tutta la delusione per un partito che oggi, forse, Lei non riconosce più… “Non riconosco più quel partito perché non lo vedo attivo, soprattutto nelle realtà locali. Lo vedo molto ripiegato sulle logiche dei potentati locali che hanno una declinazione spesso familistica”. Cosa la delude maggiormente con la presentazione delle candidature? “È la metodologia che mi inquieta. A Salerno io ho partecipato, anche con il mio voto favorevole seppur poco convinto, e ho contribuito all’unanimità all’approvazione della lista dei quindici candidati venuti fuori dalla direzione provinciale lo scorso 1 agosto. Non ho parlato, non ne avevo voglia ma è un capitolo chiuso: dove sono i quindici nomi? Sono sicuramente in ordine differente rispetto a quanto era stato approvato. L’unica certezza è Piero De Luca, capolista al proporzionale, poi Bonavitacola al terzo posto, preceduto da Eva Avossa ma di lei non si hanno più notizie pur essendo parlamentare uscente ed è stata eletta in seconda battuta. Piero De Luca, a Salerno, nel 2018 è stato bocciato, al massimo avrebbero dovuto candidarlo a Caserta, non qui. Candidiamo gli uscenti, dicono, ma cosa significa? Eva Avossa va bene a Salerno, Piero De Luca no, ma di questo continuo cambiamento non se ne può più; sono soldato semplice da dieci anni, ero nella direzione provinciale del partito ed è stato l’unico evento ma io sono presente sul territorio, per gli eventi culturali e ovunque si richieda la mia presenza, anche a livello culturale. Sono chiamato, non mi propongo e capisco le persone: non vogliono più questa minestra riscaldata. Conosco Bonavitacola e mi chiedo: è andato a fare il deputato, se ne è andato per fare il vice presidente della Regione Campania e ora cosa fa? Si candida di nuovo. Sembra una giostra girevole ma ciò che oggi lascia perplessi è la posizione delle varie pedine in determinati posti piuttosto che in altri o non candidate affatto. Poi, era stato detto di non candidare i consiglieri regionali eppure sono in lista. Ma che gioco è questo? Ho inghiottito parecchie pillole, il partito mi ha sempre emarginato eppure portavo voti a De Luca, cosa che ho sempre fatto a partire dal 2010 mentre nel 2020 feci una campagna elettorale su tutto il territorio provinciale e lui l’ha sempre riconosciuto, apprezzando il mio contributo. Non sono mai stato invitato ad una riunione, lo stesso vale per Federico Conte che alla fine ha lasciato il Pde questo è emblematico: dopo le liste, ancora si apportano modifiche e cambiamenti vari. È un mercato”. Federico Conte però ha rinunciato alla candidatura al Senato… “Io so semplicemente che era al numero due, da parlamentare uscente. Doveva essere candidato anche alla Camera ma così non è stato, De Luca non voleva candidare i consiglieri regionali eppure sono stati fatti dei giochi per candidarli. Non è una coalizione bensì una guerra tra bande nella il Pd non si è saputo imporre. Non avrebbe dovuto prendere le difese di Federico ma da iscritto non posso restare indifferente a tutto questo perché bisogna dare voce ai territori. Sono dieci anni che ingoio rospi, tra primarie, mancate candidature e imbrogli perché, vorrei ricordare, è stata falsificata la firma di mia moglie in occasione delle primarie per eleggere i delegati all’assemblea nazionale. Nulla di che, ma c’è stato un imbroglio e quando andammo a votare compariva già la firma di mia moglie, manovre truffaldine senza motivo”. Secondo lei, quanto sta accadendo all’interno della coalizione di centrosinistra potrebbe favorire la vittoria del centrodestra? “Il Pd, anche a livello nazionale, non si è comportato così bene, tanto che hanno reagito anche gli stessi candidati. Si assiste ad una baraonda totale, con l’aggravante che a Salerno c’è una giustapposizione dei ruoli tra il presidente della Regione e il capo del partito; De Luca – che io ho votato per ben tre volte – dovrebbe dedicarsi ad altro, considerando tutte le difficoltà della Campania e non dovrebbe sguinzagliare i suoi amici per favorire le candidature”. Quale sarà il Suo futuro politico? C’è una possibilità di vederla con Azione o altrove? “Non penso di avere un futuro politico e non l’ho fatto per questo, bensì per avere un futuro di dignità e io sono una persona dignitosa. Ho grande spirito di servizio ma la mia dignità non ha prezzo, sono una persona ordinaria che ha servito le istituzioni sul piano locale, nazionale ed europeo ma non tutti lo ricordano. Tanti oggi esprimono apprezzamento per la mia scelta”. È stato contattato da De Luca o dai vertici nazionali o provinciali del partito? “Assolutamente no, non ho avuto questo piacere”.




La leggenda del cavalier Francesco Mazzeo

di Olga Chieffi

La XXXV edizione de’ “’A Chiena”- Intervento co-finanziato dal POC Campania 2014-2020 . Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma unitario di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed eno-gastronomico di portata nazionale e internazionale – ci porterà dal 18 agosto al 17 dicembre in giro sui sentieri naturali e interiori della provincia salernitana, per conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra musica, il nostro artigianato, la nostra terra, la nostra lingua, per costruire finalmente una nostra identità. Il messaggio dell’intero cartellone, firmato da Antonello Mercurio, è chiaro ed iridescente, come quello delle arti perché realizzati con spirito di fiducia, nella speranza di stimolare, in particolare nelle giovani generazioni quell’impennata di orgoglio per le proprie radici, strabilianti, e diverse. E nel dire le cose, nel dire il silenzio presente nel romanzo delle cose, i cinque sensi nel loro domandare devono riaccendere la meraviglia. Venti appuntamenti ci porteranno a riscoprire borghi invisibili, quali Roscigno Vecchia, Serre, Palomonte, San Cipriano Picentino, amministrazioni guidate da sindaci che con Campagna capofila credono fermamente che le bellezze di ieri possano essere volàno per il futuro.“E’ un progetto che sposa in toto – ha dichiarato il sindaco di Campagna Roberto Monaco – l’idea di turismo della Regione che intende allungare la stagione turistica e destagionalizzando eventi prestigiosi, come quello che ospiteremo a Campagna domani sera, con il nostro concittadino Giuseppe Gibboni Premio Paganini 2021”. Stasera, infatti, in Roscigno Vecchia alle 21,30 verrà inaugurata la sezione teatrale Borghi Invisibili, affidata alla creatività e alla regia di Pasquale De Cristoforo. I borghi hanno un fascino particolarissimo, sono pieni di vissuti antichi e vuoti d’abitanti. C’è un gran da fare per rendere loro giustizia e dare alle nuove generazioni una possibilità di riscoprirli nelle loro memorie più antiche. Ecco, allora, che si è pensato di affidare ad un bravo scrittore salernitano, Domenico Notari, la scrittura di quattro racconti che potessero far rivivere antiche “fole” dei quattro borghi interessati dal progetto: Roscigno, Palomonte, Serre e San Cipriano Picentino. Insieme ai racconti letti dallo stesso Pasquale De Cristofaro, ci saranno tanti giovani musicisti che con la loro musica faranno vivere alcun angoli di questi splendidi borghi, mentre i visitatori nel breve ma intenso percorso, saranno accompagnati dagli attori Gabriele Bacco, Michela Ventre e Mario De Caro che interpreteranno una breve e lieve drammaturgia dedicata alla luna, agli amori e all’incanto della poesia. Per Roscigno Domenico Notari ha messo per iscritto “L’usignolo di Roscigno ovvero la leggenda del cavalier Francesco Mazzeo”, allievo e collaboratore del Principe Raimondo di Sangro, ritornato da Napoli al Borgo per catalogare, incaricato da Ferdinando II di rilevare la flora delle nostre zone e di riprodurla con le tecniche di Linneo per un volume, che sarebbe uscito edito dalla Stamperia Reale. Un canto misterioso proveniente dal laghetto formatosi a causa di una frana e una donna dal canto di un rosignuolo o di una sirena. Lontane non sono la Lighea di Tomasi di Lampedusa e la Gelsomina di Domenico Notari Una vita che circolarmente si conclude con l’abbraccio e il silenzio dell’acqua in una ricerca d’amore urano per la scienza e amor profano, nella scena avara di luce, le parole risuoneranno concatenate le une alle altre, appariranno un “armonioso fluire di orgoglio e insolenza”, in quel lago che restituirà solo il corpo dell’assassino Medardo. “O rabido ventare di scirocco che l’arsiccio terreno gialloverde bruci….” scrive Montale e una voce, un canto, un fruscio continuano a giungerci dal lago scomparso. Domani sera doppio appuntamento con ore 21,30, per ‘A Chiena Festival: nella Cattedrale di Campagna, dove il violinista Giuseppe Gibboni torna ad esibirsi, da vincitore del Premio Paganini con l’ Orchestra Sinfonica Internazionale della Campania diretta da Leonardo Quadrini, in un luogo simbolico per i suoi concittadini, per donar loro la sua speciale interpretazione del I concerto del genio genovese, e in contemporanea i Borghi Invisibili andranno in trasferta a Palomonte ospiti alle ore 18 degli spazi della Chiesa Madre di Santa Croce.




“Squadre Volontari A.I.B. della Regione Campania”, si chiede tavolo tecnico

di Monica De Santis

E’ stata chiesta, al Direttore Generale Lavori Pubblici della Regione Campania, Italo Giulivo, la convocazione di un tavolo tecnico urgente per la condivisione delle problematiche riscontrate all’interno del D.D. 335 del 22.07.2022. A farne richiesta sono state le Odv di Protezione Civile Croce Azzurra di Siano; I Sarrastri Protezione Civile di Sarno, Papa Charlie di Pagani, Millennium della Costa Amalfitana, i Colibrì di Tramonti, la P.A. di Corbara, il gruppo comunale di Battipaglia, di Maiori e di Cava de’ Tirreni, l’Humanitas di Salerno il soccorso Rita Gagliardi di Solofra, Forio C. B. e il coordinamento volontari Campania, le quali specificano che quasi tutte hanno inoltrato la propria adesione al bando a testimonianza della disponibilità di ciascuno a supportare lo Staff regionale nella rilevante problematica AIB ma che la firma delle eventuali convenzioni resterà subordinata alla concessione di un incontro, considerato che le criticità rilevate potrebbero creare notevoli problematiche allo svolgimento delle attività operative di ogni singola o.d.v., nonché allo stesso Staff Regionale. Il bando in questione riguarda le attività di supporto agli incendi boschivi da parte delle “Squadre Volontari A.I.B. della Regione Campania” ovvero la costituzione delle “Squadre Volontari A.I.B. della Regione Campania”, nonché il disciplinare recante le “Procedure operative per la costituzione e gestione delle Squadre Volontari A.I.B. della Regione Campania”. L’intervento muove dalla stipula di convenzioni utili al sostegno delle attività di pattugliamento e lotta attiva agli incendi boschivi che saranno chiamate ad espletare le costituende Squadre di Volontari AIB, afferenti alle Organizzazioni del volontariato di protezione civile iscritte all’Elenco Territoriale del Volontariato di Protezione Civile dotate di moduli per la lotta agli incendi boschivi e adeguatamente formate mediante i Corsi provinciali per operatori AIB erogati dalla Scuola E. Calcara di Protezione civile, in collaborazione con i CSV provinciali. Progetto questo come detto approvato dalla Giunta Regionale che ha anche messo in atto un bando per la “Convenzioni AIB 2022-2024 – Lotta Attiva agli Incendi Boschivi – Squadre Volontari A.I.B. della Regione Campania”, e che ha destinato al precitato Bando, ai sensi della D.G.R. 263 del 01/06/2022, la somma di € 1.500.000,00 (€750.000,00 per singola annualità), rinvenuta sul Piano di Sviluppo e Coesione regionale 2014-2020, area tematica “Ambiente e Risorse Naturali” – settore di intervento “Rischi e adattamento climatico”, con beneficiari le associazioni di volontariato e gruppi comunali di protezione civile e loro coordinamenti. Ma nonostante in molti hanno già aderito al bando, c’è comunque qualcosa che non convince le associazioni che hanno scritto al responsabile del progetto regionale chiedendo, come detto un tavolo tecnico, per risolvere tutte le problematiche da loro riscontrate.




Individuati cinque dei protagonisti della rissa di ferragosto ad Acciaroli

di Monica De Santis

Individuati e denunciati i responsabili della rissa che ha avuto luogo a ferragosto ad Acciaroli di Pollica presso un noto stabilimento balneare. A farlo sono stati i Carabinieri della Compagnia di Vallo della Lucania, in collaborazione con il Reparto Operativo – Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Salerno e con la Stazione di Sant’Anastasia. Si tratta di 5 giovani provenienti dal napoletano, i quali, per futili motivi, hanno iniziato a spintonarsi sulla terrazza della struttura dove erano presenti tantissimi avventori che si stavano intrattenendo, come di consuetudine, per festeggiare il ferragosto. Poi il tutto prosegue e degenera in rissa sulla spiaggia mentre molti clienti, spaventati, si allontanano dal locale nel parapiglia generale. Tranne qualcuno che con il cellulare riesce a riprendere la scena, postandola poi sui social e rendendo la rissa virale. Pochi minuti, questo il tempo che è duraa la scazzottata e poi tutti si sono dileguati. La notizia, compresi i video che ritraggono la vicenda, come detto fa il giro dei social e diviene virale mentre i militari, subito intervenuti con numerose pattuglie sul posto, lavorano incessantemente fino a giungere all’individuazione dei 5 giovani per i quali è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania. Ma non si esclude che nelle prossime ore altri giovani possano essere denunciati. Infatti i video girati da alcuni clienti sono ancora al vaglio degli inquirenti.




Stanze e posti letto sempre più cari per lavoratori e studenti

Stanze in affitto per studenti e lavoratori, prezzi al rialzo e carenza nelle città per la tendenza di proprietari a trovare rendite più favorevoli con locazioni turistiche per supportare costi alti dovuti a rincari energetici, aumento inflazione e tassazione. E per risparmiare molti lavoratori e studenti si adeguano alla ricerca di un posto letto in una camera doppia o tripla. È il dato che emerge da un sondaggio eseguito dall’Otei (Osservatorio Extralberghiero Italiano), coordinato dal presidente nazionale Abbac-Fenailp Agostino Ingenito e che analizza le ultime rilevazioni con tendenze e flussi per il mercato immobiliare ad uso promiscuo. “Il ritorno del turismo, malgrado venti di guerra e rincari, ha spinto molti proprietari o possessori di immobili a rincorrere una rendita più alta, con le locazioni brevi ad uso turistico, utilizzando le opportunità concesse dal Dl50/2017 seppur con una cedolare secca al 21%, determinando però in queste settimane un effetto dirompente sul mercato delle locazioni transitorie, che rischia di rendere ancora più complicata la ricerca di posti letto e stanze per lavoratori e studenti in gran parte delle città italiane – così scrive Agostino Ingenito, in una nota che è stata diramata al Governo e alle commissioni parlamentari. “Occorre che il legislatore intervenga per calmierare il mercato e garantire migliori tutele contro abusivismo e speculazioni, favorendo azioni che consentano di rispondere ai rincari e ai costi energetici subiti dai piccoli proprietari, che spesso hanno come unica fonte reddituale, la locazione di immobili ed al contempo supportare la domanda anche rivedendo quegli accordi territoriali. “In questi giorni in tanti, tra studenti e lavoratori, sono alla ricerca di una stanza o un posto letto. Il ritorno alla normalità, dopo le conseguenze della pandemia, rende però affannosa la ricerca e c’è chi sta cercando soluzioni alternative, compreso la ricerca di un posto letto in camere doppie o triple. É dell’11% in media, rispetto al 2021, l’aumento per una camera singola (dati Immobiliare.it, con 439 euro, mentre un posto letto in doppia costa il 9% in meno, 234 euro) A Milano si arriva a dover sborsare oltre 600 euro per una camera singola. Stando alla rilevazione, i costi sono aumentati anche di oltre il 25% a Roma, Padova, Firenze, Bologna, con costi che variano dai 450 ai 465 euro per una singola nella Capitale euro per una singola. Meno care ma comunque in rialzo, il costo camere per Torino, Venezia e Napoli, che, secondo la rilevazione è a quota media di 337 euro. “Il dato però è falsato in parte tenendo conto che esiste un mercato florido ma parallelo di chi aggira le leggi e si propone sul mercato senza il rispetto di norme e contratti – continua Agostino Ingenito- Pseudo mediatori che compaiono sul web con tanto di portali e profili annunci, offrendo praticamente di tutto, e spesso con condizioni davvero complicate per lavoratori e studenti con soluzioni spesso al limite del decoro, in ambienti poco confortevoli e con costi proibitivi. E intanto l’aumento di immobili destinati al turismo nei centri città, spinge adcercare negli hinterland con il rischio di un vero e proprio far west. “Basta andare sui maggiori social e si scoprono proposte indecorose e a prezzi fuori controllo e spesso non ci sono alternative per lavoratori spesso precari e studenti costretti alla frequenza universitaria e non solo. Un fenomeno a parte riguarda gli studenti delle scuole superiori costretti a trasferirsi dalle isole – continua Ingenito- che avverte: “I candidati alle elezioni politiche diano risposte chiare sul caro vita di queste ultime settimane, vi sono difficoltà sia per proprietari e piccoli imprenditori (tante le agenzie che cercano di far quadrare i conti) che per lavoratori e studenti che vedono ridotte le opportunità di avere tutele in un mercato spesso borderline. Servono più controlli e vanno rivisti accordi territoriali, con tassazioni più favorevoli e incentivi”.




Lunedì al via a Sapri Pisacane 2022

di Monica De Santis

Dal 22 al 24 e poi il 26 ed il 28 agosto Sapri ospiterà il Pisacane 2022 “I Trecento e la Spedizione di Sapri”. Tanti gli appuntamenti dunque, a partire dal Corteo Storico, e poi lo Sbarco ed il Processo alla Storia, l’inaugurazione della nuova sede del Centro Studi e Documentazione “Carlo Pisacane” e lo scoprimento, in villa comunale, di una panchina dedicata al giornalista ed ex presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Il via lunedì con “Il Bivacco dei Trecento” nel giardino dell’acqua a Santa Croce alle h.21:30 con musica popolare dei PopoLAnima. Martedì 23 agosto a partire dalle 19:30 il corteo storico con Pisacane che verrà impersonato dal sindaco di Sapri Antonio Gentile mentre a vestire i panni della Spigolatrice sarà la giovanissima saprese Federica Barra, fresca vincitrice del concorso “Spigolatrice 2022”. Il tutto con la partecipazione dei Pistonieri Santa Maria del Rovo di Cava de’Tirreni, del Concerto Bandistico Città di Sapri “M°Antonio Talamini”, del Gruppo Folkloristico “Raffele Viviani”, del Gruppo Storico “Pisacane Città di Sapri” a cura della Pro Loco Sapri e del Gruppo Storico Junior “Associazione Ates Sapri”. A seguire, alle 22, in località Brizzi “Lo Sbarco”, a cura dell’Associazione Artisti Cilentani. Si prosegue mercoledì 24 agosto con il “Processo alla Storia – Costabile Carducci ed i Moti del Cilento del 1848”. Il direttore del Centro Studi “Carlo Pisacane” Cesare Pifano incontrerà l’editore Giuseppe Galzerano con l’assessore comunale alla Cultura, Turismo e Spettacolo Amalia Morabito. A seguire la riduzione teatrale “Costabile Carducci” a cura di Umberto Iervolino. Venerdì 26 agosto alle 17:30 nella biblioteca comunale l’inaugurazione del nuovo Centro Studi e Documentazione “Carlo Pisacane”, nella sala intitolata al professor Luciano Russi, il quale nel 1995 fondò il Centro stesso. Subito dopo, alle 19 nel Viale della Spigolatrice il Convegno “Mazzini e Pisacane” con il sindaco Gentile ed il socio fondatore del Centro Studi “Pisacane” Corrado Limongi e gli interventi di Dario Marino (storico), Luigi Razzano (Direttore dell’Istituto Storico del Risorgimento” Delegazione Sannita), Leone Melillo (Università degli Studi Parthenope), Carmine Pinto (Direttore Dipartimento Studi Umanistici dell’Università di Salerno). A coordinare i lavori sarà il presidente del Centro Studi Pisacane Alfonso Andria. Domenica 28 agosto gran finale con lo scoprimento, in villa comunale alle 19, della panchina intitolata a David Sassoli e la cerimonia di consegna, a partire dalle 21:30 nel viale della Spigolatrice, del Premio internazionale “Carlo Pisacane” proprio in memoria di Sassoli. I premiati, presentati dalla giornalista Maria Rosaria Sica, saranno la Direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo, la Presidente del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) Maria Chiara Carrozza e l’artista Antonio Freda. “Il Processo alla Storia vuol semplicemente significare accurata indagine su uno degli episodi che riguardano in particolare il Cilento ed il Risorgimento italiano – aggiunge il professor Cesare Pisano – La nuova sala presso la biblioteca comunale avrà all’incirca 1500 preziosi volumi catalogati. Tutti gli studiosi e tutti coloro i quali hanno a cuore Pisacane possano nutrirsi di questo immenso patrimonio pisacaniano”.




Genio e Follia: Teodor Currentzis al “Ravello Festival”

Dopo la pausa per il Ferragosto la programmazione della 70esima edizione del Festival vedrà il ritorno nella Città della Musica di uno dei più seguiti, idolatrati ma anche discussi direttori di oggi, Teodor Currentzis. Figura singolare e affascinante, protagonista della scena musicale internazionale, Currentzis è atteso all’Auditorium Oscar Niemeyer questa sera, alle ore 20 di ritorno dalle applauditissime esibizioni al Festival di Salisburgo, di cui da anni rappresenta una delle presenze costanti, di Il castello di Barbablù di Béla Bartók e De temporum fine comoedia di Carl Orff, ancora in coppia con il regista Romeo Castellucci dopo il Don Giovanni di Mozart dell’anno scorso. È proprio al Festival di Salisburgo che il direttore greco di nascita e russo di adozione, in questi ultimi anni ha avuto la sua definitiva consacrazione internazionale, imponendo le sue interpretazioni, sempre sorprendenti e stimolanti di un repertorio molto diversificato, come punto di riferimento imprescindibile nel mondo della musica e del teatro musicale contemporaneo. Rarissime, e quindi imperdibili proprio per poterlo conoscere direttamente al di là della sua oramai vastissima produzione discografica, le sue apparizioni in Italia. Quello di Ravello, infatti, sarà l’unico concerto nel nostro Paese nel corso degli ultimi anni (l’ultima sua esibizione in Italia risale al 2019). Tra l’altro, è notizia di pochi giorni fa la fondazione da parte di Currentzis di Utopia, una nuova orchestra composta da 112 elementi, per lo più solisti e prime parti provenienti da 28 nazioni (Russia e Ucraina comprese) che, sostenuta da mecenati europei, debutterà in tournée nel prossimo autunno. Si tratta di un’idea a lungo coltivata da un gran numero di musicisti provenienti da tutti gli angoli del mondo: unire le persone con un’idea musicale condivisa, per creare senza compromessi ciò che la nostra immaginazione musicale ci propone, ha spiegato Currentzis nella presentazione del progetto. La Musica che unisce, quindi, come sottolineato più volte anche da Alessio Vlad, direttore artistico del Ravello Festival. Per il concerto di Ravello il programma proposto è profondamente simbolico: la Sinfonia n.14, meditazione sulla morte di Sostakovic, compositore grandissimo, che se da un lato è stato simbolo della prevaricazione e della violenza del potere stalinista sull’individuo, dall’altro è stato uno degli esponenti di primo piano nella diffusione della cultura russa nel mondo (voci soliste di Nadezhda Pavlova, soprano e Dmitry Ulyanov, basso) e Metamorphosen, Studio per 23 archi solisti di Richard Strauss, composizione terminata poco prima della caduta del III Reich. Strauss, dal ritiro di Garmisch, vedendo l’immagine della Staatsoper di Vienna, teatro dove erano state messe in scena molte delle sue opere, ridotta in macerie, per la violenta emozione ritrovò quelle forze che voleva fossero sopite. Un mese dopo, terminava Metamorphosen, composizione alla quale aggiunse la scritta “In memoriam” volendo, così, raffigurare la tragica visione delle grandi tradizioni musicali tedesche oramai avvolte nelle spire di un dissolvimento drammatico e inesorabilmente ineluttabile. Nella responsabilità di quella perdita irreparabile, Strauss accomunava vincitori e vinti in una tragedia comune a tutto il genere umano prendendo spunto da due versi di Lutero, “So ist der Leib zwar tot,/der Geist aber ist das Leben” (anche se il corpo è morto, lo spirito è vita) che volevano esprimere, nelle oscurità della Storia, anche un disperato messaggio di speranza rappresentato dalla forza della musica.




Motociclista in divieto di sosta travolge e ferisce vigile urbano

di Monica De Santis

Investito da un motociclista che era stato fermato perchè trovato in sosta vietata. E’ accaduto a Ravello, la città della musica della Costiera Amalfitana dove martedì si è sfiorata la tragedia, con un agente della polizia municipale che ha rischiato grosso durante l’orario di servizio. L’agente, alla richiesta di documenti all’uomo, è stato travolto dal conducente della moto che, successivamente, si è dileguato tra le strade del borgo costiero. Dopo poco tempo, però, si è fatto trasportare al Pronto soccorso dell’ospedale di Ravello per un malore improvviso. E’ stato a questo punto che l’uomo è stato identificato e denunciato. Per l’agente della polizia municipale invece solo tanta paura, con ferite guaribili in 5 giorni. A lui è andata la solidarietà della Csa provinciale: “Non è il primo caso di aggressione a Ravello ai danni di un agente della Polizia Municipale – ha detto Angelo Rispoli, segretario generale della Csa provinciale, in una nota ufficiale con la quale è stato denunciato quello che è accaduto nella cittadina costiera – In un borgo visitato da turisti di ogni parte del mondo non si può sapere che esiste solo un agente che senza armi deve provvedere al controllo e alla sicuezza del territorio. Spero che non si debba intervenire solo quando ci scapperà il morto. Serve un cambiamento radicale subito”. Intanto la solidarietà all’agente travolto dal motociclista è arrivata anche dal sindaco di Ravello.




Grazie ai fondi Pnrr tornerà a rivivere l’ex scuola materna Mariele Ventre

di Monica De Santis

Tornerà a rivivere e ad essere funzionale l’ex scuola materna Mariele Ventre. Tornerà a rivivere grazie ad un importante finanziamento. Ad annunciarlo è stato ieri mattina il sindaco Vincenzo Napoli che ha spiegato che il Comune di Salernoha ottenuto un importante finanziamento di 1.847.970,00 euro dal PNRR Next Generation EU. “E’ un finanziamento importante che conferma la capacità progettuale ed amministrativa del Comune di Salerno e che ci permette di rispondere ad una domanda sempre crescente di servizi essenziali per le famiglie e la nostra comunità”, ha detto lo stesso primo cittadino. Il finanziamento sarà destinato alla demolizione completa dell’ex Scuola Mariele Ventre ed alla costruzione nello stesso sito di un nuovo edificio moderno, ecosostenibile ed attrezzato nel migliore dei modi per accogliere i più piccoli. L’ex scuola materna lo ricordiamo è chiusa da anni e versa in pessime condizioni che lavori di ristrutturazione erano impensabili. L’unica soluzione per quello spazio era ed è il completo abbattimento e la costruzione di nuovi locali. Il progetto presentato nell’ambito dei fondi del PNRR Next Generation EU, prevede proprio questo, ovvero l’abbattimento di tutta la struttura, la bonifica dell’area che attualmente è completamente ricoperta dalla vegetazione che è cresciuta in maniera selvaggia, per poi ricostruire una nuova scuola, moderna e dotata di tutto ciò che può essere utile per i piccoli alunni. Infatti la scuola quando sarà riaperta (i tempi non si conoscono ancora, così come non si conoscono i tempi di inizio lavori) sarà nuovamente destinata ai bambini del nido, dunque dai 3 mesi ai 3 anni e forse vi sarà anche una sezione della materna per i bambini dai 3 ai 5 anni.