La Bindi chiede le carte alla Procura. I Cinque Stelle ci vanno

di Andrea Pellegrino

La Commissione parlamentare Antimafia chiede le carte alla Procura della Repubblica di Napoli mentre i Cinque Stelle depositano l’esposto. Il caso De Luca approda ufficialmente in Procura, con due diverse azioni: l’una che arriva dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e l’altra direttamente da Roma. L’obiettivo è accertare o meno se si configuri il reato di voto di scambio dopo le dichiarazioni di De Luca emerse durante l’incontro tra il governatore e i sindaci della Campania per sostenere il sì al referendum. Quell’audio sarebbe dovuto approdare anche nella commissione presieduta da Rosy Bindi ma il voto contrario di Pd ed Area Popolare hanno fermato l’acquisizione. «Abbiamo dovuto prendere atto, nell’Ufficio di Presidenza della Commissione Antimafia, della contrarietà della maggioranza composta da Pd e Area Popolare, che sono rispettivamente i partiti del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Interni, di acquisire l’audio dell’intervento con il quale il presidente della Campania si è rivolto a 300 amministratori locali della sua regione – spiega il senatore Carlo Giovanardi, componente della Commissione Antimafia (Idea-Popolo e Libertà) – Al di là delle infelici battute del presidente Vincenzo De Luca sulle fritture miste e i totani arrosto, dall’audio, che la Commissione non potrà sentire formalmente, emerge un pressante incitamento rivolto agli amministratori a procacciare voti, trascurando anche i loro compiti di istituto per il sì al referendum, contando sul “rispetto” che imprenditori e professionisti devono alla Regione per finanziamenti già erogati e quelli che verranno erogati a loro favore, coinvolgendo anche i loro dipendenti. Preso atto del diniego all’acquisizione dell’audio, abbiamo comunque votato a favore della proposta della presidente Bindi di acquisire informazioni presso la Procura della Repubblica di Napoli su eventuali indagini in corso sulle affermazioni di De Luca e se personaggi citati nell’intervento come esempio da seguire di esperti di clientelismo scientifico e organizzato abbiano a che fare con la criminalità di stampo camorristico diffusa sul territorio», conclude Giovanardi. La richiesta di avvio di inchiesta è stata avanzata dai gruppi Gal, Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega e Sinistra italiana. In Campania, invece, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno depositato presso gli uffici della Procura di Napoli un esposto nei confronti del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Un atto per chiedere alla magistratura partenopea di effettuare gli opportuni accertamenti e valutare la sussistenza di eventuali profili di rilevanza penale rispetto alle parole pronunciate da De Luca nel corso di un’assemblea con 300 amministratori locali, in cui esalta il metodo clientelare e chiede di contattare il mondo dell’imprenditoria e della sanità privata perché portino voti al Sì. Si sono recati in delegazione per il deposito dell’esposto i consiglieri regionali Valeria Ciarambino, Maria Muscarà, Gennaro Saiello, Michele Cammarano e Luigi Cirillo. «Ci facciamo portavoce della Campania onesta, quella che non ha nulla a che fare con le pratiche clientelari, con il voto di scambio, e dei tantissimi cittadini che ci hanno chiesto di denunciare questo fatto scandaloso, che si sta tentando di insabbiare – sottolinea Valeria Ciarambino – la Campania non può essere più rappresentata da questo indegno presidente della Regione, che è reo confesso di clientelismo. In altre parti del mondo civile una simile vicenda avrebbe sollevato lo sdegno e la condanna di tutte le istituzioni e della politica. E invece solo silenzio o persino approvazione da parte di Renzi». «La verità è che ci sono dei passaggi in quei 26 minuti di audio che sono agghiaccianti – aggiunge – De Luca ora tenta di banalizzare e buttarla a ridere parlando di voto di scambio con la frittura di pesce, definendo pazzi i portavoce del Movimento 5 Stelle perché ci indigniamo che le massime istituzioni della nostra Regione facciano o inducano al voto di scambio. Cosa che per il Partito democratico è evidentemente la normalità, vista l’assenza di ogni reazione». «De Luca sta usando le istituzioni, i rapporti istituzionali, il peso istituzionale e il denaro pubblico per fare clientela per il sì al referendum, chiedendo voti contati agli imprenditori e alla sanità privata, oltre che ai “suoi” amministratori locali – attacca Ciarambino – Per questa ragione, oltre all’esposto abbiamo già pronta una mozione di sfiducia e per poterla depositare sfidiamo il centro destra a firmarla o 4 consiglieri capaci di dissociarsi dall’induzione al clientelismo di De Luca». Ed anche il centrodestra ha presentato la sua mozione di sfiducia nei confronti del governatore della Campania. «Le gravi parole pronunciate con alcuni amministratori campani in relazione al Referendum, l’opaco sistema di creazione del consenso e la ritirata scorrettezza isti-tuzionale – secondo quanto riferisce una nota dell’ufficio stampa del capo dell’opposizione di centro destra in Consiglio, Stefano Caldoro – vanno oltre la normale dialettica politica. In Consiglio Regionale sarà dunque necessario discutere del tema». Vincenzo De Luca in serata poi risponde a tutti: «Per ogni elemento di folklore se ne riparlerà dopo il referendum quando comunicheremo anche l’elenco di tutti quelli che saranno querelati per diffamazione».




Il reddito di cittadinanza? “Una palla”

Il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento Cinque Stelle? “Una palla”, secondo il governatore della Campania Vincenzo De Luca per il quale l’idea dei pentastellati si fonda “su chissà quale strano algoritmo”.




Scafati. Scafati in Movimento: “troppi dubbi ancora da chiarire”

Di Adriano Falanga

“È sembrato dunque un consiglio comunale tutto rosa e fiori come la famiglia del Mulino Bianco, con il solo consigliere di opposizione  Raviotta a dare ulteriore man forte alla maggioranza con “spirito costruttivo”. Ma tanti sono i dubbi e le incognite che per mancanza di un’opposizione responsabile rimangono da chiarire”. Così Scafati in Movimento, esprimendo le proprie perplessità sulla seduta consiliare di lunedi sera. “Riguardo la questione Puc se l’opposizione fosse stata presente avrebbe potuto chiedere quali sono gli adeguamenti al Ptcp, quali gli argomenti contestati dalla Provincia e quali quelli a  cui ci si è dovuti adeguare – scrivono in una nota gli attivisti – Altro punto non chiarito é la presa d’atto delle indicazioni della legge regionale n 1 del 2012 che sembrava avere tutti gli aspetti di una vera e propria sanatoria e che anche con gli emendamenti apportati ci lascia pieni di incognite”.

I grillini ritengono solo propaganda l’istituzione del fondo di solidarietà di 26 mila euro ai commercianti alluvionati. “Non si è fatta chiarezza sulle modalità di accesso alle domande ne tanto meno è stato definito un regolamento appropriato. Il tutto solo per gettare fumo negli occhi strumentalizzando le situazioni di disagio di questi ultimi giorni”. Sulla gestione dei parcheggi a pagamento affidata all’Acse per cinque anni in regime di “house providing”, Scafati in Movimento attacca ancora l’opposizione: “se presente avrebbe potuto chiedere che l’Acse gestisse da sola ed esclusivamente il servizio in maniera più efficace e con un risparmio effettivo per le casse comunali – infine la stoccata –  Ci tocca fare noi da forza extraconsiliare le veci di questa opposizione che si dimostra completamente irresponsabile e inappropriata a ricoprire tale compito”.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Noi con Salvini a Battipaglia

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Tanto clamore per nulla.

Alla presenza di diverse pattuglie del locale commissariato di pubblica sicurezza della Polizia di Stato, alle 10 di ieri mattina, all’interno del Caffè Agorà di via Gramsci, s’è tenuta la conferenza stampa di “Noi con Salvini”. E, alla fine, quelli che avrebbero dovuto contestare si son fermati ad ascoltare e a confrontarsi pacificamente con il segretario provinciale, Mariano Falcone.

Si parte da tre certezze: una campagna d’ascolto, “Il programma scrivilo tu”, che prenderà il via a settembre; alle comunali si correrà da soli, con il proprio candidato sindaco; nelle liste non ci saranno vecchi amministratori.

«Non accetteremo i responsabili del sacco di Battipaglia e del Mezzogiorno», ha detto Falcone. Liste chiuse a chi ha già amministrato, ma aperte a chiunque altro, «pure agli uomini di Forza Nuova e di Casapound».

L’uomo ha parlato di un «movimento di rottura, che somiglia ai Cinque Stelle nel metodo, ma non nelle idee».

Le priorità sono l’urbanistica, il ripristino della sicurezza, con le “passeggiate della sicurezza” già proposte a Scafati, i fondi europei, la pulizia della città e la riqualificazione di quel «litorale che potrebbe dar lavoro a tante persone». In tutto ciò, però, «verranno prima gli italiani». Come Matteo Salvini. «Non mi vergogno della Lega – ha spiegato lo scafatese – ma di esser stato rappresentato da gente del calibro di De Mita e Bassolino».

Assente il coordinatore cittadino, Guglielmo Marchetta. C’era, però, Michele Ventriglia, membro della segreteria e probabile aspirante sindaco: «vogliamo ripristinare i vecchi progetti abbandonati e ripartire dalle piccole cose». Probabili vendette politiche sul bar chioschetto del liceo Medi, che era della fidanzata e che fu demolito? «Chi mi conosce, sa ch’è una storia chiusa e che non si farà guerra a nessuno».

3. Falcone - Pecoraro - Ventriglia




Tutti contro il nuovo Pua

di Andrea Pellegrino

Oltre ad Italia Nostra e No Crescent, anche Movimento Cinque Stelle e consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi presentano osservazioni alla variante al Pua di Santa Teresa, approvata dalla giunta comunale all’indomani delle prescrizioni imposte dal soprintendente Miccio sulla realizzazione di Crescent e Piazza della Libertà. Su un punto sono tutti concordi: «E’ venuta meno la valenza pubblica». Secondo il Movimento 5 stelle, «la delibera di giunta 377/2014 rappresenta un maldestro tentativo di salvare ciò che è stato finora realizzato in maniera illegittima ed abusiva attraverso la rinuncia all’edificazione di tutti i volumi ancora da realizzare, ivi compresi i negozi nel sottopiazza». Una rinuncia, spiega il consigliere comunale di Ncd Roberto Celano, «che manifesta l’intenzione di voler realizzare un progetto di esclusiva valenza privata», con il “taglio” dell’edificio Trapezio (da destinare a sede della Capitaneria di Porto) e delle due Torri (l’una dell’Autorità Portuale e l’altra del Comune di Salerno). Ma Celano evidenzia – nelle sue osservazioni – anche che «la delibera ha visto la presenza del sindaco Vincenzo De Luca, dichiarato decaduto con sentenza del Tribunale di Salerno resa nel gennaio del 2014 e sospesa solo negli effetti. Tale deliberazione – dice il consigliere comunale – appare, dunque, nulla». Un elemento riportato anche nel documento dei cinque stelle che rincarano sulla sdemanalizzazione: «Il Comune di Salerno a tutt’oggi non ha ancora acquisito l’intera superficie territoriale costituente il Subcomparto 1 né delle aree ad esso esterne e non ha ancora concluso l’iter procedurale necessario alla sdemanializzazione delle aree per circa 20000 mq, in quanto tali aree sono proprietà del Demanio idrico e del Demanio marittimo e quindi esse sono state edificate abusivamente in assenza dei pareri degli enti pubblici titolari delle aree demaniali». Premesse differenti quelle di Raffaele Adinolfi, capogruppo di “Caldoro presidente” che oltre a proporre osservazioni sulla variante al Pua, in merito alla deviazione del Fusandola e all’inopportunità da parte di amministratori attualmente sotto processo di approvare l’atto, condivide la sua idea e soluzione politica sul Crescent: «Anziché tagliare in verticale – spiega il consigliere – quindi eliminando le Torri e l’edificio Trapezio, reputo sia più opportuno un taglio orizzontale della mezza luna. Un Crescent più basso che garantirebbe una sicura visione del paesaggio mantenendo l’interesse pubblico dell’opera». Insomma, il “mezzo Crescent” che già qualche tempo fa lo stesso consigliere Adinolfi aveva proposto all’attenzione dell’amministrazione comunale.




Crescent, Pisano contro il Mibact: “Gravi e fantasiose interferenze”

Un duro attacco, quello sferrato dal parlamentare salernitano del Movimento Cinque Stelle, Mimmo Pisano nei confronti del Ministro ai Beni culturali Franceschini. Motivo delle accuse, il Crescent di Salerno. “Dario Franceschini venga a fare una passeggiata sul Lungomare di Salerno – si legge in una nota del deputato pentastellato – per ammirare dal vivo lo straordinario ecomostro Crescent. Il ministro dei Beni culturali si potrà così rendere conto di persona dello sfregio che quel condominio privato rappresenta per il paesaggio costiero della città. Purtroppo, invece, il ministro preferisce andare dietro fantasiosi funzionari del ministero, impegnati ad inventarsi estemporanei  tavoli tecnici, non previsti dalla legge: funzionari persi in interpretazioni di sentenze “cristalline” del Consiglio di Stato, sentenze che non hanno bisogno di ulteriori filosofeggiamenti giuridici.  Inoltre è davvero grave che il segretariato generale del Ministero, la dottoressa Antonia Pasqua Recchia, inviti il Soprintendente Gennaro Miccio ad avviare una procedura ad hoc, anzi “ad monstrum”: procedura che non trova riscontro nella legge e nel codice dei beni ambientali. Metteremo in campo tutti gli strumenti previsti dalle procedure parlamentari , e non solo, per tutelare il rispetto della legalità e per supportare la battaglia che Italia Nostra ed i comitati stanno pertanto avanti da anni con grande coraggio e dignità. Se necessario chiederemo anche la sfiducia del ministro o di chi si è reso protagonista di iniziative quantomeno estemporanee. Infine è davvero indegno e vergognoso l’attacco che il sindaco di Salerno rivolge continuamente ai cittadini che hanno come unica colpa quella di voler difendere un bene, il paesaggio, tutelato dalla Costituzione. Il sindaco pensi piuttosto a difendersi, il 9 ottobre, dalle gravi accuse che i magistrati inquirenti gli rivolgono  sulla vicenda Crescent.

 




Le vittime delle Fonderie Pisano

Tumori e leucemia. Si muore di questo a Fratte, a Coperchia, a Capezzano. Lì, a poche centinaia di metri dalle case, ci sono le Fonderie Pisano, storica azienda metallurgica da decenni al centro di una guerra contro l’inquinamento ambientale che produce. Lì, a Fratte e nelle zone dei Comuni limitrofi, si muore. C’è perfino un bimbo di sei anni affetto da leucemia; tanti altri invece non ce l’hanno fatta. La preoccupazione di un lavoro, quello degli operai della fabbrica, che costa la vita, una preoccupazione che fa paura. Una paura che Massimo Calce, abitante della zona, ha combattuto ma che fa fatica a nascondere tutt’ora: «Essendo residente in zona dal 1980 ho iniziato ad ammalarmi frequentemente, fin quando non mi fu diagnosticato un carcinoma al cervello che oggi ho combattuto. Tutto dipende da ciò che mangiamo o beviamo, ma soprattutto dall’aria che respiriamo, l’unico agente su cui non possiamo agire». Anche i numeri spaventano: «Su 30 persone del quartiere, ben 12 hanno riscontrato tumori, sia di natura benigna che maligna». A calmare l’ira dei residenti non ci riesce nemmeno la pioggia. In tantissimi ieri sono stati presenti al presidio contro le Fonderie Pisano, per manifestare contro le numerose difficoltà che derivano dalla presenza della fabbrica: tutti con le mascherine. L’aria è irrespirabile. Proteste che cercano soluzioni ad un problema che va avanti da ormai 30 anni. A presiedere in via dei Greci oltre i residenti, erano presenti  aderenti di Legambiente, Codacons e Sos utenti consumatori, per esprimere le continue battaglie che tutt’ora sono mandate avanti contro le Fonderie. La fabbrica, incompatibile e sottoposta a diversi ricorsi giudiziari, è collocata in una zona vicino quartieri residenziali che da anni danneggia la salute dei cittadini, con conseguenze quasi sempre tragiche. L’emissione dei fumi e delle fuliggini che provengono dalla fabbrica si estendono per diversi chilometri, raggiungendo le vie salernitane: «Il problema non tocca solo il quartiere. Ad oggi sono state rilevate sostanze tossiche presso la zona dell’Irno e la zona del Carmine di Salerno» spiega Lorenzo Forte, responsabile di Sos utenti consumatori. «L’obiettivo della nostra associazione» – continua – «non è quello di chiudere ma delocalizzare la fabbrica perché una fabbrica nuova, rispettabile di norme ambientali, sarà garanzia anche del lavoratore. Così facendo l’operaio non dovrà più scegliere tra il diritto alla salute o il diritto al lavoro». Ciò che si chiede quindi è rivolto anche alla magistratura che ha la facoltà di accedere ai registri tumori  e analizzare le anomalie verificatesi negli ultimi anni. «C’è bisogno di chiarezza e trasparenza» – spiega Silvia Giordano del Movimento Cinque Stelle – «Non è possibile che tutt’ora la fonderia sia in funzione nonostante le continue denunce e considerata responsabile di numerosi danni ambientali. C’è un alto tasso di malati di tumore e nessun risarcimento danni». C’è bisogno di controlli  e indagini periodici frequenti  che possano far luce su ciò che viene sversato nell’aria. I cittadini sono stanchi di ammalarsi, sono stanchi di vedere i propri cari morire: la loro ribellione non si placherà.

Cristina De Martino




Troppe strisce blu: il Movimento Cinque Stelle consegna al Comune la petizione per il free park

di Marta Naddei

Strisce blu. Strisce blu ovunque. A Salerno, ormai, trovare un parcheggio che non sia a pagamento è impresa piuttosto ardua. Se a questo si aggiunge il costo della sosta nelle aree di parcheggio a Salerno, la situazione diventa davvero gravosa per i cittadini. Per questo 850 salernitani hanno firmato la petizione promossa dal Movimento Cinque Stelle di Salerno al fine di ottenere, da parte dell’Amministrazione comunale, la realizzazione di aree di parcheggio gratuite che compensino l’onda blu presente in città.  La petizione, sottoscritta da quasi un centinaio di cittadini residenti a Salerno, sarà posta proprio all’attenzione dell’amministrazione municipale, ente cui fa capo Salerno Mobilità, la società che gestisce le aree di parcheggio a pagamento. Domani sarà illustrata in una conferenza stampa alla quale prenderanno parte anche i primi firmatari della petizione, ovvero i parlamentari pentastellati Silvia Giordano e Angelo Tofalo.
«I cittadini salernitani si sono dimostrati sensibili nei confronti di questa iniqua scelta sociale perpetrata dall’amministrazione – si legge in una nota del Movimento Cinque Stelle Salerno – Di fatto, se da un lato i cittadini della zona orientale sono completamente estromessi da qualsiasi agevolazione sul pagamento della sosta (nonostante siano contribuenti come tutti gli altri), i cittadini del centro sono illusi da un permesso che non garantisce loro un parcheggio sicuro, ma di fatto risulta essere un salva-condotto a sanzioni in zone, peraltro molto limitate».
I costi esorbitanti del parcheggio in “strisce blu” a Salerno è reso ancor più pesante dalla mancanza di un trasporto pubblico locale adeguato che si barcamena tra un Cstp claudicante e in zona fallimento e una metropolitana che dovrebbe, dopo 15 anni, vedere la luce solo il prossimo novembre. In sostanza, i salernitani sono obbligati a prendere il proprio mezzo privato per spostarsi in città e di conseguenza costretti a pagare il relativo parcheggio. In particolare, nel cuore del centro cittadino le aree di sosta “free” sono praticamente un miraggio sahariano.
«La petizione – spiega la nota del Movimento – chiede all’amministrazione comunale l’uso del buon senso, sapendo che la sosta si può e si deve regolamentare, senza peraltro guardare ad un lucro eccessivamente vessatorio, aumentando il numero di aree di sosta a “strisce bianche” e mantenendo un occhio di riguardo anche ad una quota di posti riservati alle persone con disabilità. Le firme raccolte saranno indirizzate al sindaco, anche Sottosegretario del dicastero competente della materia oggetto della petizione, affinché dia delle risposte quale segnale di trasparenza e responsabilità di un’amministrazione attenta alle richieste dei propri cittadini».