Montecorvino, Iannone (Fdi): “Scuola fatiscente, i Ministri intervengano”




Travolse e uccise una 48enne: “Condanna bis per Diele”

Conferma della condanna di primo grado per Domenico Diele. E’ quanto ha chiesto, ieri, il procuratore generale della Corte di Appello di Salerno al termine della requisitoria. L’attore 33enne di origini romane, accusato di omicidio stradale,in primo grado, con il rito dell’abbreviato, è stato condannato a 7 anni e 8 mesi per la morte della 48enne salernitana Ilaria Dilillo avvenuta all’alba del 24 giugno dello scorso anno nel tratto salernitano dell’autostrada A2 del Mediterraneo, all’altezza di Montecorvino Pugliano.Il 23 giugno del 2017, l’attore, al volante di un’auto sulla Salerno-Reggio Calabria investì e uccise la donna in prossimità dello svincolo di Montecorvino Pugliano. Diele era alla guida sotto l’effett odi stupefacenti mentre la vittima stava rientrando a bordo del proprio scooter dopo una serata con amici. L’auto urtò violentemente lo scooter della donna che venne scaraventata a terra morendo sul colpo. La sentenza il 21 maggio.




Il Psi riparte dalle Amministrative: pronta una lista a Pontecagnano

Erika Noschese

Messo alle spalle il risultato delle Politiche dello scorso 4 marzo, il Psi a Salerno ci riprova con le elezioni amministrative. L’obiettivo, nei comuni sopra i 15mila abitanti, è preparare liste socialiste mentre negli altri comuni si punta alle alleanze all’interno del centro sinistra. Il consigliere regionale Enzo Maraio avrebbe, infatti, già dato disposizioni ai segretari provinciali e locali di restare nell’ambito del centro sinistra, con apposite liste civiche. Nello specifico, a Pontecagnano i socialisti hanno già pronta la lista che andrà a sostenere il candidato sindaco Giuseppe Lanzara, grazie ad un «percorso congiunto e condiviso che da tempo facciamo con Lanzara ed il Pd», ha dichiarato il segretario regionale Enzo Maraio. Situazione ancora incerta, invece, a Pellezzano e Campagna dove, in entrambi i casi, c’è un dibattito in corso all’interno delle locali sezioni. A Campagna, infatti, una parte dei socialisti vorrebbe sostenere l’amministrazione uscente guidata da Monaco anche in virtù di consiglieri uscenti appartenenti all’attuale amministrazione. Altri, invece, vorrebbero sostenere Andrea Lembo, figlio del procuratore capo che avrebbe ottenuto anche il sostegno di altri esponenti che, di fatto, hanno ritirato la loro candidatura a primo cittadino. Medesima situazione a Pellezzano con i socialisti divisi tra sindaco uscente ed il candidato Morra. Ad Olevano, invece, il Psi punta alla riconferma di Davide Zecca, assessore uscente alle Politiche Giovanili, iscritto al partito da oltre un anno e che intende riprovarci nuovamente, proponendo la sua candidatura nella lista del sindaco uscente Volzone. A Montecorvino Rovella, invece, i socialisti sosterranno Egidio Rossomando, sindaco uscente. «C’è un’autonomia locale nelle sezioni che noi proviamo a non violentare, senza perdere nessuno», ha dichiarato ancora Maraio. Dunque, se in alcuni comuni del salernitano la situazione è già definita, in altri bisogna ancora attendere ma di certo c’è che il Psi salernitano avrà rappresentanza in ogni comune che il prossimo 10 giugno si recherà alle urne per il rinnovo dell’amministrazione comunale.




Spaccio di droga: 33 misure cautelari tra Piana del Sele e napoletano. I nomi e le foto

vittorio pone

Giuseppe Curcio

Vincenzo Strollo

Antonio Sorrentino

Giuseppe Salerno

Francesco Rainone

Francesco Romania

Antonietta Di Marco

Adriano Francione

Carmine Landi

Gianluca Di Benedetto

Alda Di Benedetto

 Pietro Junior Del Mastro

Biagio Parisi

Guglielmo Di Martino

Guglielmo Di Martino

gallery

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicato Stampa

 

 

Il 2 marzo 2016, a Salerno, Battipaglia (SA), Bellizzi (SA), Pontecagnano (SA), Giffoni Valle Piana (SA), Montecorvino Pugliano (SA), Eboli (SA), Napoli e Boscoreale (NA), i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Salerno, supportati da due unità del Nucleo Cinofili di Sarno (SA) e da un equipaggio del 7° Elinucleo di Pontecagnano (SA), avvalendosi dell’ausilio dei reparti territorialmente competenti, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica-DDA, nei confronti di 34 indagati (13 in carcere, 15 agli arresti domiciliari e 5 obbligo di dimora), ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti (6 persone), nonché del reato di spaccio di stupefacenti del tipo “cocaina”, “hashish” e “marijuana” (27 persone).

Le indagini compendiate nell’operazione “THUNDERBOLT 1”, hanno avuto inizio a seguito dall’omicidio di PERSICO Vincenzo (perpetrato a Montecorvino Rovella-SA il 19 gennaio 2014), con lo scopo di definire il contesto delinquenziale in cui era maturato il delitto. All’esito dei primi sviluppi investigativi, il 25 gennaio 2014 furono individuati e sottoposti a fermo di indiziato di delitto quattro pregiudicati locali (VOLPICELLI Alberto, DI LUCIA Angelo, BRUNETTO Nicola e LAMBERTI Domenico), ritenuti coinvolti a vario titolo (esecutori materiali i primi due, favoreggiatore e mandante) nell’omicidio.

L’analisi delle risultanze info-investigative emerse sul conto del pregiudicato LAMBERTI Domenico (alias “Mimmo ‘a mafia”) ha, in par

Mario Castagna

Mario Capriglione

Rosanna Abbate

Samuel Giuliani

ticolare, consentito di accertare che lo stesso era elemento di riferimento per una fitta rete di pusher locali dediti allo spaccio di stupefacenti nei Comuni di San Cipriano Picentino (SA), Montecorvino Pugliano (SA), Giffoni Valle Piana (SA) e località limitrofe, e che i contrasti con il PERSICO erano sorti a causa dell’intromissione di quest’ultimo negli affari illeciti e nella gestione dello spaccio nei medesimi Comuni.

Le investigazioni dalle quali scaturisce il provvedimento in argomento, in particolare, hanno consentito di:

–    individuare i componenti di un nuovo gruppo criminale operante a Battipaglia (SA) e località limitrofe, delineando i ruoli ricoperti dai sodali (promotore, organizzatori delle attività di spaccio, fornitori abituali, corrieri addetti all’acquisto ed al trasporto dello stupefacente e pusher), le modalità di smercio dello stupefacente e il volume di affari giornaliero (il guadagno, al netto delle spese per approvvigionare la droga, è stimato in circa 1.000 euro al giorno);

–    accertare la contestuale operatività, nella Piana del Sele, di quattro significative reti di spaccio, autonome rispetto al gruppo criminale pur con saltuari rapporti di collaborazione con lo stesso, composte da diversi pusher che si rifornivano alternativamente presso la piazza di spaccio di Napoli-Scampia (Lotto H) e l’hinterland partenopeo (Boscoreale), approvvigionando il mercato illecito di Battipaglia, Pontecagnano, Bellizzi, Eboli e dei Comuni Picentini;

–    trarre già in arresto una persona e deferirne due in stato di libertà, nonché effettuare numerosi recuperi e sequestri di sostanza stupefacente sugli acquirenti.

Nel contesto delle operazioni è stato eseguito un decreto di perquisizione domiciliare e personale nei confronti di ulteriori 10 indagati, ritenuti responsabili di spaccio di stupefacenti

 

I NOMI

OPERAZIONE “THUNDERBOLT”

 

 

MISURA CAUTELARE IN CARCERE

 

 

  1. COPPOLA Romina, nata a Genk (B) il 24.09.1989, residente a Battipaglia (SA);
  2. DI BENEDETTO Alda, nata a Battipaglia (SA) l’1.04.1987, ivi residente, pregiudicata;
  3. DI BENEDETTO Gianluca, nato a Battipaglia (SA) il 14.01.1979, ivi residente, pregiudicato, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino (AV);
  4. DI BENEDETTO Jessica Paola, nata a Battipaglia (SA) il 12.10.1993, ivi residente, pregiudicata;
  5. DI MARCO Antonietta, nata a Montecorvino Pugliano (SA) il 5.05.1954, residente a Battipaglia (SA), pregiudicata, attualmente detenuta agli arresti domiciliari;
  6. PARISI Biagio, nato a Salerno il 4.11.1976, residente a Battipaglia (SA), pregiudicato;
  7. CAPRIGLIONE Mario, nato a Salerno il 29.10.1993, residente a Battipaglia (SA), pluripregiudicato, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Salerno;
  8. FRANCIONE Adriano, nato a Donaveschingen (D) il 25.06.1980, residente a Battipaglia (SA), pluripregiudicato;
  9. LANDI Carmine, nato a Battipaglia (SA) il 6.01.1678, ivi residente, pregiudicato;
  10. RAINONE Francesco, nato a Montecorvino Rovella (SA) il 9.10.1975, residente a Bellizzi (SA), pregiudicato;
  11. SALERNO Giuseppe, nato a Battipaglia (SA) il 24.03.1980, ivi residente, pluripregiudicato, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Salerno;
  12. SORRENTINO Antonio, nato a Torre Annunziata (NA) il 13.09.1949, residente a Boscoreale (NA), pregiudicato, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale;
  13. STROLLO Vincenzo, nato a Battipaglia (SA) il 19.09.1984, ivi residente, pregiudicato;

 

 

 

ARRESTI DOMICILIARI

 

 

  1. ABBATE Rosanna, nata a Napoli il 18.05.1994 ivi residente nel quartiere Scampia-Lotto H;
  2. CASTAGNA Mario, nato a Salerno l’8.12.1992, residente a Battipaglia (SA), pregiudicato;
  3. CURCIO Giuseppe, nato a Battipaglia (SA) il 22.09.1992, ivi residente, pregiudicato;
  4. D’ALESSIO Gerardo, nato a Battipaglia (SA) il 2.08.1989, residente a Giffoni Valle Piana (SA), pregiudicato;
  5. DEL MASTRO Pietro Junior, nato a Battipaglia (SA) il 31.05.1992, residente a Bellizzi (SA), pregiudicato;
  6. DI MARTINO Guglielmo, nato a  Torino il 19.09.1981, residente a Bellizzi (SA), pregiudicato;
  7. DI MATTEO Anna Rita, nata a Eboli (SA) il 22.05.1976, residente a Bellizzi (SA), pregiudicata;
  8. GENOVESI Nello, nato a Battipaglia (SA) il 31.05.1990, ivi residente;
  9. LAMBERTI André Jean Victor, nato a Nimes (F) l’1.04.1984, residente a Pontecagnano (SA);
  10. MANDIA Felice, nato a Battipaglia (SA) il 21.09.1966, ivi residente;
  11. MOFFA Andrea, nato a Battipaglia (SA) il 23.04.1991, residente a Montecorvino Pugliano (SA), pluripregiudicato, attualmente detenuto agli arresti domiciliari;
  12. OLIVIERI Carmine, nato a Eboli (SA) il 15.02.1987, ivi residente, pregiudicato;
  13. PONE Vittorio, nato a Napoli il 27.06.1992, ivi residente nel quartiere Scampia-Lotto H;
  14. RIZZO Loreto, nato a Battipaglia (SA) il 25.09.1983, residente a Bellizzi (SA), pregiudicato;
  15. ROMANIA Francesco, nato a Flawil (CH) l’8.10.1980, residente a Boscoreale (NA), pluripregiudicato;

 

 

           

OBBLIGHI DI DIMORA

 

 

  1. GIULIANI Samuel, nato a Roma l’8.04.1994, residente a Pontecagnano (SA), pregiudicato;
  2. IANNELLO Carlo, nato a Napoli il 6.05.1995, residente a Battipaglia (SA);
  3. LAMBIASE Gaetano, nato a Salerno l’1.06.1992, residente a Pontecagnano (SA);
  4. LAMBIASE Vincenzo, nato a Salerno il 15.09.1995, residente a Pontecagnano (SA);
  5. MERCADANTE Raffaele, nato a Salerno il 13.10.1992, residente a Pontecagnano (SA).

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Nocera I. Tutto sull’operazione che ha portato agli arresti i fratelli Marrazzo, Claudio Trimarco e Adelchi Quaranta

Giuseppe Marrazzo

Giuseppe Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Claudio Trimarco

Claudio Trimarco

Adelchi Quaranta

Adelchi Quaranta

 

 

Tre articoli e foto da Le Cronache oggi in edicola

 

NOCERA INFERIORE. Droga, armi e munizioni: arrestati tre nocerini e un pontecagnanese. Ai domiciliari sono finiti i fratelli Marrazzo, il 23enne Alessandro e il 30enne Giuseppe, il 27enne Claudio Trimarco, tutti di Nocera Inferiore e il 29enne Adelchi Quaranta originario di Pontecagnano ma residente a Montecorvino Pugliano.

Indagati anche il 32enne Antonio Marrazzo (fratello di Alessandro e Giuseppe) e il 24enne Luciano Solferino Tiano, entrambi di Nocera Inferiore di Nocera Inferiore: per questi ultimi, però, il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che non sussistessero i gravi indizi di colpevolezza.

I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un’indagine avviata nel marzo 2014 dalla Sezione operativa del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del maggiore Enrico Calandro, e conclusasi alla fine dello stesso anno. Un’inchiesta che avrebbe portato all’individuazione di diversi soggetti, dediti a vario titolo allo spaccio di cocaina a Nocera Inferiore. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità, a vario titolo, degli indagati in ordine a numerosi episodi di spaccio di cocaina nel suddetto comune; alla detenzione illegale di una pistola calibro 9, con relativo munizionamento, utilizzata per il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Giuseppe Marrazzo (noto perché aveva intrapreso la carriera come cantante neomelodico con il nome d’arte Pino Ferrucci), avvenuto a Nocera Inferiore il nove marzo 2014. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 30 grammi di cocaina e decine di munizioni di vario calibro.

Le indagini sono partite dal tentato omicidio di Cesarano, avvenuto in Napoli, sotto casa dei Marrazzo.

Nelle ore successive, raccolta una voce da una fonte confidenziale su una presunta attività di spaccio da parte di Alessandro Marrazzo, i carabinieri fecero una perquisizione in un box in uso alla famiglia. Nel box i carabinieri trovarono 15 grammi di cocaina e 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto.  Un parente dei tre disse che nutriva da tempo sospetti sull’attività fatte in quel locale dai te fratelli Marrazzo, perché c’era un andirivieni di persone fino a tarda sera.

Da questo sequestro si è poi allargata l’indagine grazie anche all’uso delle intercettazioni telefoniche.

 

LE ACCUSE

NOCERA INFERIORE/PONTECAGNANO. I tre fratelli Marrazzo sono sott’inchiesta per la detenzione di 15 grammi di cocaina, la detenzione di 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto, fatti del 13 marzo dello scorso anno. Questa partita di droga, secondo gli inquirenti, sarebbe stata ceduta da Solferino Tiano.

Alessandro Marrazzo è indagato per detenzione e cessioni di cocaina dall’11 aprile 2014.

Giuseppe e Alessandro Marrazzo e Trimarco avrebbero detenuto cocaina. Trimarco avrebbe anche ceduto due dosi di coca ad un assuntore a Nocera Superiore ed altra quantità della stessa sostanza a consumatori di Nocera Inferiore.

Adelchi Quaranta avrebbe ceduto a Giuseppe Marrazzo una pistola calibro 9X21, un’altra arma a Antonio Marrazzo al costo di mille euro (per questa accusa il gip ha ritenuto non sussistere i gravi indizi di colpevolezza),  e avrebbe ceduto 10 grammi di cocaina ad Alessandro Marrazzo, al costo di 700 euro.

La pistola ceduta a Giuseppe Marrazzo sarebbe stata quella utilizzata da questi per il tentato omicidio di Pietro Cesarano.

Il gip Paolo Valiante ha ritenuto non sussistere i gravi indizi per Antonio Marrazzo e Solferino Tiano.

 

Il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Pino Ferrucci, al secolo Giuseppe Marrazzo

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Alfonso Serra

Nocera Inferiore. I fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono nomi noti alle cronache. Giuseppe non solo per le sue performance di cantante neomelodico con il nome d’arte di “Pino Ferrucci” ma soprattutto per essere stato condannato in due gradi di giudizio (sentenza ancora non definitiva) per il tentato omicidio di Pietro Cesarano, in primo grado a 10 anni di reclusione, pena ridotta in appello a sei anni e otto mesi e la concessione del beneficio degli arresti domiciliari.

Ferrucci o Giuseppe Marrazzo, che dir si voglia, era stato accusato del tentato omicidio di Cesarano e di ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola calibro 9X21, una Taurus modello 92Fs, di proprietà di un salernitano che, si scopre oggi, gli sarebbe stata data da Adelchi Quaranta.

Motivo della lite alla base del tentato omicidio sarebbe stata una situazione economica sospesa tra i due.

La mattina di domenica nove marzo 2014, in via Napoli, dove abita Ferrucci-Marrazzo, per oltre due ore il suo citofono continuò a suonare. A citofonare era Cesarano, noto anch’egli alle cronache. Dopo una prima lite, il “disturbatore” sarebbe tornato a casa del cantate e avrebbe cominciato di nuovo a citofonare. A questo punto, Marrazzo si affacciò dal balcone di casa e esplose cinque colpi di pistola contro il conoscente, fortunatamente senza colpirlo.

Sul posto intervennero i carabinieri che hanno ricostruito la vicenda e, nel corso di una perquisizione, fu trovata la pistola, una calibro 9X21.

Giuseppe Marrazzo è anche stato uno degli indagati per l’omicidio di Guido Garzillo, detto lo “showman”, avvenuto la sera del 12 ottobre 2013, in via D’Alessandro a Nocera Inferiore, anche se per la sera dell’assassinio, Ferrucci avrebbe un alibi: si sarebbe trovato in una festa in un locale pubblico ad Angri, e c’è chi lo testimonia. A Giuseppe Marrazzo gli inquirenti arrivarono anche perché abita a meno di un chilometro metri di distanza dalla casa di Garzillo, e il killer era arrivato ed era andato via a piedi. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, i carabinieri, infatti, perquisirono varie abitazioni di Cicalesi, il quartiere periferico nocerino dove abitano i Marrazzo e i Garzillo, e da casa Marrazzo sarebbe stata gettata da una finestra una pistola giocattolo modificata che può sparare proiettili di vario calibro, e 5 colpi nel serbatoio. Per il solo possesso e la ricettazione di questa arma giocattolo, a gennaio dello scorso anno, fu condannato in primo grado a due anni e cinque mesi di reclusione il trentatreenne operaio Antonio Marrazzo, fratello di Giuseppe.

I due fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono stati anche rinviati a giudizio, lo scorso anno, perché avrebbero rapinato lo zio che tornava dalla Svizzera. Il 19 agosto del 2012, lo zio dei Marrazzo era tornato a Sarno dalla Svizzera. Sceso dal pullman, ad attendere il 48enne zio c’erano i nipoti nocerini che si sarebbero presentati con un bastone con il quale lo avrebbero picchiato, procurandogli lesioni per 40 giorni. I due fratelli si sarebbero appropriati del portafogli dello zio, contenente pare 900 euro in contanti oltre a documenti vari, di un telefonino cellulare e di una valigia.




Montecorvino P. Operazione anticaporalato: 8 marocchini irregolari stipati in un’auto

E’ in corso dalle prime luci dell’alba di questa mattina un’operazione condotta dai Carabinieri della Stazione di Montecorvino Pugliano per contrastare l’impiego di mano d’opera in nero in agricoltura.

Stipati su una Volkswagen Passat SW condotta da quello che, dai primi accertamenti, sembra essere un “caporale” di nazionalità marocchina, ben otto suoi connazionali tutti irregolari e privi di documenti.

I nove che, come accertato dai Carabinieri del Maresciallo D’ONISE, avevano fatto ingresso nello scorso mese di Maggio in Italia attraverso uno sbarco a Lampedusa, erano diretti in un campo per essere impiegati nella raccolta del pomodoro.

Ancora in corso gli approfondimenti investigativi per  accertare le responsabilità del proprietario del terreno e le condizioni pattuite per le prestazioni di lavoro (sicuramente in nero) e la relativa paga (con l’eventuale detrazione della somma destinata al caporale).

L’autovettura, con targhe bulgare, priva di assicurazione e condotta da persona non munita di patente di guida è stata sottoposta a sequestro.




Montecorvino, ucciso Vincenzo Persico, il figlio del boss

MONTECORVINO ROVELLA. Tre colpi di pistola 7.65 uccidono ieri sera a Montecorvino Rovella il 27enne Vincenzo Persico, detto Coca Cola, figlio di Ciro, vecchio boss del centro storico di Salerno. Serata drammatica ieri a Montecorvino Rovella. Tra le tante persone che stavano passeggiando per il centralissimo Viale dei Capuccini, per il consueto incontro pomeridiano della domenica, c’era anche il 27enne Vincenzo Persico, con l’obbligo di dimora nel comune dei picentini, per alcune pendenze con la giustizia. legati ad una rapina in cui fu coinvolto a Salerno. Il giovane stava andando a trovare una sorella, ai domiciliari per una rapina, ed era a pochi metri dalla casa della donna. Verso le 18, un commando composto da due persone, forse provenienti da Salerno, a bordo di uno scooter di grossa cilindrata si è avvicinato a Persico che stava procedendo lentamente su un ciclomotore. Il passeggero posteriore ha estatto una pistola e ha esploso cinque colpi di pistola calibro 7.65. Tre proiettili hanno raggiunto il bersaglio due al torace ed un terzo alla gamba sinistra del 27enne salernitano, altri due sono andati a vuoto. Sanguinante, Vincenzo Persico, ha percorso circa settanta metri a piedi tentando ad arrivare ad un’abitazione. I killer, con il volto coperto da casco, hanno seguito la vittima, per assicurarsi che morisse, pronti a finirlo con il colpo di grazia. Ma dell’ultimo proiettile non c’è stato bisogno: Vincenzo Persico è caduto a terra privo di sensi. Grazie alla confusione creatosi in questi frangenti, i due sicari sono riusciti a dileguarsi. La vittima è stata immediatamente soccorsa e trasportata da un’ambulanza del 118 all’ospedale San Giovanni di Dio Ruggi D’aragona di Salerno dove i sanitari non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita. Il giovane è infatti morto dopo circa trenta minuti il suo arrivo in ospedale. Sul luogo dell’omicidio sono giunti i carabinieri della compagnia di Battipaglia, guidati dal capitano Giuseppe Costa ed i colleghi della locale stazione, che hanno iniziato le indagini con i rilievi tecnico.scientifici e l’acquisizione di testimonianze di chi ha assistito all’omicidio. Si stanno cercando anche immagini di telecamere che hanno potuto registrare quanto accaduto. Tra le ipotesi un regolamento di conti nell’ambito degli affari illeciti di clan salernitani, ma non si esclude neanchè un sgarro nell’ambito della malavita locale. I Panella-D’Agostino sono un clan storico di Salerno, fino a qualche anno fa egemone nel controllo degli affari illeciti della città capoluogo, in modo particolare il traffico di droga,. Poi, in seguito ad arresti e a mirate azioni di smantellamento, la forza dell’organizzazione si è ridotta, ma non certo scomparsa. L’inchiesta ora potrebbe passare nelle mani della Dda e far luce su nuovi assetti e scissioni che hanno potuto determinare l’omicidio di Vincenzo Persico. Il magistrato titolare dell’inchiesta ha disposto l’autopsia che sarà effettuato forse già domani dal medico legale Giovanni Zotti