Gentiloni blindato in Costiera Niente domande, solo relax

Adriano Rescigno

Un arrivo in punta di piedi per il primo ministro Paolo Gentiloni ad Amalfi, dove tra la voglia di mare di turisti e bagnanti è passato inosservato nonostante le consuete vetture blindate blu Montecarlo, che dietro una cortina di ferro silenziosa e di stampa non gradita si accinge a trascorrere il ponte del primo maggio in Costiera Amalfitana. Gentiloni è giunto all’ingresso della repubblica marinara intorno alle 17.25 iin auto, da Vietri sul Mare attraverso la statale 163 Amalfitana accompagnato da un rigido corteo di sicurezza mentre via mare si aggiungeva alla scorta presidenziale una motovedetta della seziona operativa navale della guardia di finanza. Giunto al lussiosissimo hotel Santa Caterina intorno alle 17.40 il premier accompagnato dalla consorte Emanuela Mauro e dal senatore Luigi Zanda, nemmeno il tempo di posare le valigie che già era in viaggio per Positano dove si è trattenuto per la cena. L’arrivo del primo ministro era atteso intorno alle 14.00 via mare, con attracco direttamente al molo privato della struttura alberghiera in cui trascorrerà probabilmente l’ultima mini vacanza da primo ministro. Alle 14.00 invece i Gentiloni, essendo clienti abituali, erano a pranzo il penisola sorrentina, a Vico Equense, da “Torre del Saracino” dove padrone indiscusso della cucina è lo chef stellato Gennaro Esposito. Silenzio, anche sul menù consumato e niente selfie con i clienti del ristorante. Onde evitare flash e domande indiscrete sul governo che verrà con un possibile accordo M5s – Partito democratico, su consiglio del servizio di scorta, il primo ministro ha lasciato il ristorante da una uscita secondaria. Copione che si ripete all’arrivo ad Amalfi con la stampa tenuta lontano dall’imponente servizio di sicurezza oltre trecento metri dal Santa Caterina, insomma, nemmeno la possibilità di immortalare l’ingresso del premier in hotel è stata concessa. Con i mala tempora che currunt per i dem è meglio evitarli i giornalisti almeno non si cade nell’imbarazzo del non saper rispondere. Oppure, senza avanzare le famose tesi complottiste al premier proprio non andava di farsi vedere con conseguente rottura delle cosiddette quindi meglio sguinzagliare le forze dell’ordine e problema cronisti risolto. Allontanati e schedati. Come già avvenuto lo scorso anno, in concomitanza con la presenza del premier Paolo Gentiloni giunto nel tardo pomeriggio ad Amalfi dove trascorrerà il ponte del primo maggio, il presidio ospedaliero della Costa d’Amalfi da ieri è stato dotato di un’ulteriore ambulanza di tipo a con anestesista rianimatore a bordo h 24, per ogni evenienza, alla luce dell’infarto che ha colpito lo stesso premier nel gennaio dell’anno scorso. Nulla è dato sapere del programma feriale dei Gentiloni dunque, gelosamente organizzato dalla scorta personale. In base alle abitudini adottate dal premier quando è in visita in terra d’Amalfi non è esclusa una passeggiata nel centro storico all’ombra del duomo con colazione alla Caravella oppure Da Gemma. Non è escluso nemmeno un momento in balia del glucosio tra le vetrine della rinomata pasticceria Pansa. Si prega di non disturbare.




Agro. Il ministro Franceschini conferma: la “Tofano” nel polo museale

NOCERA INFERIORE. Nel corso degli Stati generali sul Turismo organizzati dal Ministero dei Beni Culturali con la collaborazione di Rai Cultura, abbiamo incontrato il Ministro Dario Franceschini presente per dare il via ai tavoli tecnici con giornalisti, esperti del turismo, manager, creativi e soprattutto innovatori per dare idee e innovazione nella filiera del turismo. Ciò sarà utile al Ministero che sta predisponendo la riforma sul Turismo che Franceschini vuole presentare al più presto in Parlamento. Per il Ministro «La Campania è sicuramente la regione che nel mondo ha le maggiori potenzialità di crescita» dice, ed è per questo che abbiamo chiesto al capo del dicastero se c’è un progetto di sviluppo anche per i beni archeologici e culturali dell’Agro Nocerino sarnese e se in questa strategia rientrano le competenze della Sovrintendenza di Pompei e di Ercolano. «Ercolano diventerà un istituto autonomo con i 20 musei che hanno già la loro autonomia ed è un modo per valorizzarlo – dice Franceschini – Avrà un direttore scelto con selezione internazionale e ovviamente resterà in un circuito che riguarda tutti i siti dell’area vesuviana». Mentre per l’agro nocerino sarnese il Ministro conferma che «Nocera resta nelle competenze del Polo museale (di Pompei, ndr), nulla è immutabile e le cose possono cambiare». In esclusiva per Le Cronache, il Ministro Franceschini conferma il fermento che c’è intorno ad alcuni siti del nostro territorio. Ciò, dunque, dovrebbe spingere i comuni e le associazioni presenti sul territorio dell’Agro a fare sistema, a proporre una progettualità integrata con le strategia regionali e nazionali. Al centro di tutto ciò ci sarebbe la riqualificazione della ex Caserma Tofano. E proprio su questo edificio, di circa 25mila mq, che si concentrano gli interessi della Sovrintendenza di Pompei, tanto da immaginare un grande museo che possa ospiti i resti romani di Pompei, quelli del Museo Nazionale della Valle del Sarno con sede a Sarno e il museo provinciale dell’Agro Nocerino Sarnese con sede a Nocera Inferiore, determinando così il primo passo dell’Agro verso un turismo di qualità con il polo museale.

Raimondo Aufierocaserma tofano




Turismo. Ministro Franceschini: «La Campania ha il maggiore potenziale di crescita al mondo» (videoservizio)




Controlli antinquinamento della polizia provinciale e locale a San Mauro e Fosso Imperatore.  Interrogazione del senatore Cioffi (M5S) al ministero dell’Ambiente

NOCERA INFERIORE. Scarichi inquinanti e sistema fognario: blitz di polizia provinciale e dipendenti comunali. Ieri mattina sono stati effettuati i primi controlli nella zona di San Mauro e in questi giorni si procederà versoFfosso Imperatore. Su richeista della procura, gli investigatori stanno raccogliendo tutti i dati necessario per capire se ci siano fonti inquinanti che finiscano nel corso d’acqua, in particolare modo il Rio e nel laghetto di San Mauro ed il canale che traversa Fosso Imperatore.  Sotto la lente di ingrandimento è finito anche il sistema fognario, che in qualche punto sembra essere ostruito.
Il Pm ha deciso di vederci chiaro dopo che verso l’inizio di gennaio quando il canale di Fosso Imperatore di colorò di blu.
Più volte gli abitanti della zona avevano denunciato la presenza di pesci morti nel fondale di acqua torbida. Nel laghetto di San Mauro si era registrato il tetracloroetilene 7 volte al di sopra della norma.
Intanto, il senatore Andrea Cioffi del movimento cinque stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere se il ministeo dell’Ambiente  è a conoscenza della “bomba ecologica” rappresentata dal Fiume sarno e dai torrenti Solofrana e Cavaiola che, inquinati, ad ogni pioggia di forte intensità straripano finendo su tereni dalle coltivazioni pregiate.  Il senatore del M5S sollecita l’Arpac a fornire dati aggiornati sull’inquinamento dei corsi dacqua dell’Agro. “Le vasche di laminazione previste nel grande progetto non sono la soluzione ottimale in termine di costi benefici  e non risolvono il problema ambientale di ridare al Sarno un elevato livello di  qualità delle acque”, dichiara il sen. Cioffi.  Il Movimento 5 Stelle insieme la tavolo tecnico Sarno, in vari incontri presso l’Arcadis e la Regione Campania ha rappresentato alcune proposte alternative.




Alfano gela le opposizioni: «De Luca si deve insediare»

De Luca eleggibile e candidabile. Il Consiglio regionale non verrà sciolto. Due question time e due risposte che forse nessuno si aspettava da parte del Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ieri ha risposto alle interrogazioni di Paolo Russo di Forza Italia ed Edorado Scotto di Sel.
Per quanto riguarda quella del deputato forzista, che chiedeva conto della condanna in primo grado dell’ex sindaco di Salerno, Alfano ha precisato che «De Luca era candidabile ed eleggibile. La procedura della legge Severino scatterà dopo la proclamazione da parte della Corte di Appello e coinvolgerà diversi organi amministrativi prima della firma del decreto da parte del presidente del Consiglio». «Ai fini dell’avvio del procedimento finalizzato alla sospensione – chiarisce Alfano – occorre attendere la proclamazione degli eletti. La sospensione può essere applicata solo nei confronti di chi è già in carica. In tutti i precedenti casi analoghi la sospensione è sempre stata successiva alla proclamazione degli eletti. Gli adempimenti procedurali comportano l’intervento di più amministrazioni per poi concludersi con il decreto del presidente del Consiglio».
Non si parla, allo stesso modo, di scioglimento del Consiglio regionale, circostanza in merito alla quale chiedeva chiarimenti Sinistra ecologia e libertà. «Il Consiglio regionale non sarà sciolto. L’eventuale sospensione del neo eletto presidente non inficia l’assemblea» -ha detto il vicepremier.
(man)




«Unisa è il simbolo della rinascita del Sud»

Conferita la laurea della discordia. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha ricevuto ieri, alle 12.00 – nel corso di una cerimonia presso l’Università degli Studi di Salerno, nell’aula Magna Vincenzo Buonocore – la tanto attesa laurea honoris causa in Consulenza e Management Aziendale, alla presenza di Stefania Giannini, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. La laurea, approvata dal Senato Accademico aveva suscitato invece molte perplessità nel corpo docente che si era visto firmatario di una petizione. I dissidenti hanno infatti tenuto a ricordare che il suddetto titolo onorifico viene conferito “soltanto a persone che, per opere compiute o pubblicazioni fatte, siano venute in meritata fama di singolare perizia nelle discipline della facoltà per cui è concessa”, e a parer loro per Bonanni è frutto di forzature. Lo stesso rettore, Aurelio Tommasetti, ha tenuto a ricordare la significativa ultratrentennale attività sindacale svolta dal laureando, il suo contributo alla crescita della cultura del lavoro e la tutele del suo sindacato per i principi imprescindibili dei lavoratori, precisando contro i polemici quanto tale titolo fosse sintomo di apertura totale dell’Università verso nuovi orizzonti. “Significativo e importante è palesare la realtà, i progetti e le offerte formative del nostro ateneo dinanzi al Ministro Giannini, per la quale nutriamo profonda stima”- con questa premessa il rettore ha poi continuato:”L’interesse principale deve essere risollevare il Mezzogiorno dal fenomeno della dispersione scolastica, con l’impegno e il contributo delle istituzioni”- ha continuato precisando il duplice fine- universitario e sociale insieme- della cerimonia, lasciando poi la parola a Paola Adinolfi, rappresentante del Dipartimento di Studi e Ricerche Aziendali: “Riconosciamo a Bonanni il suo impegno nella ricerca di logiche reali nel superamento di qualsivoglia condizionamento politico o extrasindacale, il suo impegno nella formazione continua e permanente per rispondere alle sfide della globalizzazione”. Il laureando si è mostrato orgoglioso di ricevere il titolo in questa regione, alla quale si è detto molto legato, elogiando il dinamismo e la forte dedizione dell’Ateneo. “L’Università di Salerno è il vero simbolo di rinascita del Mezzogiorno”- ha tenuto a sottolineare. Non ha voluto invece commentare le vicende legate alle polemiche sul cionferimento dell’onoreficenza. “Partecipazione e condivisione”, le parole chiave per aggirare il mostro della disoccupazione e della povertà, secondo il neo dottore, che vede nel taglio delle tasse l’unica arma utile per il rilancio della nostra economia. L’intervento finale del Ministro Giannini ha poi rassicurato gli studenti lì presenti: “Il futuro si costruisce soprattutto con le intelligenze; il nuovo governo vuole valorizzare le eccellenze per innovare e rinnovare il settore universitario, ma per farlo c’è bisogno di un’unica parola d’ordine: semplificazione. Noi insieme ci riusciremo”. Impegno e dinamismo ci sono, ora la parola alle riforme della nuova policy universitaria.

Maria Rainone




De Luca non si vede E Renzi incontra Baricco e Guerra

di Marta Naddei

All’ombra di palazzo Vecchio, a Firenze, nessuno ha intravisto Vincenzo De Luca. Lì, nella sede del Comune di Firenze, c’era Matteo Renzi che, presumibilmente martedì, giurerà come nuovo presidente del Consiglio. Il segretario nazionale del Pd, infatti, ha trascorso l’intera giornata di ieri ad incontrare alcuni di coloro che potrebbero entrare a far parte della sua squadra di governo: tra questi lo scrittore Alessandro Baricco, accostato al Ministero della cultura, e l’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra, papabile successore di Flavio Zanonato al Ministero dello sviluppo economico. E Vincenzo De Luca? Del primo cittadino salernitano si sono perse le tracce. Qualcuno aveva ipotizzato una sua fuga a Roma proprio per parlare con Renzi della possibilità di ottenere la titolarità di un dicastero, ma la sosta a Firenze, con tanto di capatina allo stadio Franchi per la partita Fiorentina-Inter, del segretario del Partito Democratico ha escluso questa possibilità. Di ora in ora, il toto-ministri si arricchisce di nuove suggestioni e nuovi nomi, anche se sempre più raro è vedere quello di Vincenzo De Luca figurare nell’elenco dei possibili uomini dell’esecutivo Renzi. Anche perché il futuro premier dovrà barcamenarsi tra le varie componenti alleate al fine di non scontentare nessuno. Tanti sono sì, i nomi nuovi, ma tante saranno anche le riconferme come quelle certe di Emma Bonino agli Esteri, di Beatrice Lorenzin alla Sanità e Andrea Orlando all’Ambiente. In quest’ottica, poi, s’inquadrerebbe la quasi certa riconferma di Maurizio Lupi al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, quello di cui De Luca è sottosegretario. Una ipotesi potrebbe essere quella dello spacchettamento del gigantesco dicastero guidato da Lupi: in sostanza, si potrebbe lasciare le infrastrutture nelle mani dell’esponente di Nuovo Centro Destra e accontentare De Luca con un Ministero ai trasporti, consegnandogli finalmente la tanto agognata delega alla portualità. Tra le altre ipotesi, anche se molto remota, quella della creazione di un Ministero ad hoc per Vincenzo De Luca, che dovrebbe curare i rapporti con il Mezzogiorno: ma anche qui ci sarebbero degli intoppi, a partire dalla volontà di Renzi di fissare ad un massimo di 16 i propri Ministeri. Sedici che significa già cinque dicasteri in meno rispetto a quelli dell’esecutivo Letta appena messo in soffitta. Infine c’è Michele Emiliano, sindaco di Bari, città dalla quale è partita la campagna elettorale di Matteo Renzi per le scorse primarie per la segreteria. E’ lui il principale nemico di Vincenzo De Luca nella corsa al Ministero. Non fosse altro che si tratta di due uomini del Sud, due tipi sanguigni, due radicati al territorio ed entrambi hanno prima odiato e poi amato Matteo Renzi, tornando da lui dopo la parentesi bersaniana delle primarie del 2012. A poter fare la differenza, probabilmente, un rapporto maggiormente consolidato tra il sindaco di Firenze e quello di Bari. Insomma, per Vincenzo De Luca sono ore di attesa. Probabilmente, per il sindaco di Salerno la sofferenza durerà ancora qualche altro giorno, quando Renzi, dopo aver ottenuto l’incarico dal Presidente Giorgio Napolitano, scioglierà le proprie riserve.




De Luca tratta le deleghe. Sul tavolo coesione e portualità

di Andrea Pellegrino. Gli scenari cambiano ora dopo ora. A Palazzo di Città si seguono con apprensione ed attesa le trattative per la nascita del governo Renzi che dovrebbe vedere in campo anche Vincenzo De Luca, con un ruolo di primo piano. Le telefonate si susseguono, così come gli incontri di assessori e consiglieri che attendono di conoscere il loro destino. Perfino l’intero Consiglio comunale di lunedì, e non solo la decadenza, è slittato a data da destinarsi. Tutto per seguire cosa accadrà a Roma ma soprattutto se De Luca sarà o meno nella rosa ministeriale. Sostanzialmente la partita che il sindaco sta giocando è all’ultima mano. O ministero o si resta a fare il sindaco, questo il sostanziale succo della vicenda. Le quotazioni giocherebbero a suo favore. Insomma per De Luca, salvo veti o altre decisioni, un incarico all’interno del Governo Renzi ci sarà. Al momento le trattative sembra che si concentrino sulle deleghe. Quasi certa quella alla “Coesione territoriale” (De Luca sarebbe un ministro senza portafoglio) ma si starebbe valutando la possibilità di affiancare anche quella alla portualità. De Luca, infatti, come aveva più volte fatto intendere, anche nel corso di quest’ultima esperienza come vice (senza deleghe) di Lupi, di puntare dritto verso la portualità, con occhi ben fissati verso le vicissitudini partenopee. Un incarico in tal senso giocherebbe sicuramente favorevolmente verso la scalata a Palazzo Santa Lucia. E proprio la Regione sembrerebbe l’altro capitolo aperto ed in fase di valutazione in queste ore. Anche se accordo o meno con Renzi, pare che il metodo delle primarie sia ora ufficiale anche per la scelta del candidato alla carica di Presidente della Regione. Quindi anche De Luca ministro, se vorrà candidarsi (sempre salvo imprevisti, in politica nulla è certo) dovrà sottoporsi alle primarie, seppur con un lasciapassare di tutto rispetto. Infine il caso Salerno. Nonostante la seduta consiliare rinviata ci sono da chiarire alcuni aspetti: soprattutto (sempre se nomina ci sarà) come si procederà con l’iter di decadenza, che a quanto pare dovrebbe essere accelerato, esclusa l’ipotesi di dimissioni improvvise e quindi del commissariamento. Sembra, inoltre, che si sia trovata convergenza anche sul possibile reggente. Le quotazioni sono tutte a favore di Nino Savastano in queste ore impegnato nella campagna congressuale per la segreteria regionale a sostegno della renziana Assunta Tartaglione.




Decandenza, De Luca ferma tutto

di Andrea Pellegrino

Non ci sarà nessuna decadenza. Ma questa volta nessuna fuga dei consiglieri comunali, bensì ci sarà un ordine del giorno ad hoc che rinvierà l’argomento già iscritto all’odg della seduta consiliare di lunedì, anticipata alle ore 9,00 rispetto alle 16,00 dell’originaria convocazione. Ieri pomeriggio il vertice di maggioranza, allargato ad Anna Ferrazzano ed Alessandro Ferrara, ha preso atto della decisione di Vincenzo De Luca di proseguire tranquillamente il suo mandato di sindaco, mantenendo anche quello ministeriale, pur senza delega, fino a quando la giustizia non avrà fatto il suo corso. In pratica questa la linea: nessuna decadenza fino a quando non si sarà discusso l’Appello alla sentenza di primo grado che ha accolto il ricorso presentato dai grillini salernitani. Tutto congelato per Vincenzo De Luca che, durante la riunione di ieri pomeriggio, pare che abbia difeso con forza il loro svolto a Salerno e nel contempo mostrato non poche perplessità sul governo Letta. Quanto alle deleghe, De Luca dice di attendere ancora Renzi ma di evitare comunque che il Ministero alle Infrastrutture e Trasporti sia completamente schiacciato sull’asse Nord. Tant’è che avrebbe rassicurato i suoi sul prosieguo dei lavori per la realizzazione della Cittadella Giudiziaria che entro fine mese vedrà alla luce altri due lotti. Ancora la metro che necessita di nuovi fondi per proseguire il normale servizio. Tecnicamente, secondo la strategia tracciata da De Luca, fino ad aprile, almeno sul fronte decadenza, nulla si dovrebbe muovere. Insomma s’attenderà la sentenza della Corte dell’Appello, poi si proseguirà con l’iter consiliare. Sempre che il Governo Letta resti in piedi, o meglio che De Luca resista all’interno dell’esecutivo nazionale. Fino ad allora si capirà anche cosa accadrà in prossimità delle elezioni Europee ma soprattutto quale prospettive ci saranno per la corsa a Governatore della Campania. Se fosse confermata la linea delineata durante il vertice di maggioranza, lunedì il caso incompatibilità si concluderà nuovamente con un nulla di fatto. Naturalmente le perplessità di alcuni consiglieri comunale pare che siano già emerse nel corso della riunione di ieri pomeriggio, ed in primis quelle del presidente del Consiglio comunale Antonio D’Alessio. Un dato è certo, a quanto pare, che il numero legale non mancherà sull’argomento, ed una votazione comunque ci sarà.




De Luca, sindaco decaduto

di Andrea Pellegrino

Sono bastate poche righe al giudice del Tribunale di Salerno per accogliere il ricorso presentato dai parlamentari del Movimento Cinque Stelle sull’incompatibilità del sindaco viceministro (senza deleghe) Vincenzo De Luca. Sostanzialmente non c’era molto da discutere o scrivere. La legge è legge ed in questo caso è abbastanza chiara. Così come gli eccellenti precedenti che si sono verificati all’indomani della formazione del Governo Letta. Insomma De Luca è incompatibile e, per ora, si legge nel dispositivo firmato dal presidente Giulia Carleo e dal giudice estensore Antonella Di Stasi del Tribunale di Salerno – «in base alla normativa vigente è decaduto da sindaco di Salerno». E dovrà pagare anche le spese processuali che ammontano a tremila euro circa. Sentenza immediatamente esecutiva, seppur è stato già annunciato l’appello dai legali del primo cittadino Vincenzo De Luca che dovrebbe sospendere gli effetti. Mossa che per il senatore Andrea Cioffi (tra i promotori del ricorso) sarebbe solo «una ulteriore perdita di tempo per evitare di decidere. Il sindaco di Salerno – incalza il grillino – come tutti i cittadini deve rispettare la legge». Ma la sentenza pubblicata ieri mattina confermerebbe tutte le argomentazioni espresse dall’Antitrust che con una propria delibera aveva inviato il sindaco – viceministro ad optare per una delle sue cariche, a prescindere dal mancato conferimento delle deleghe. Infatti, il dispositivo del Tribunale di Salerno inquadra Vincenzo De Luca come sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sciogliendo in pratica qualsiasi dubbio. Deleghe o non deleghe, fin dal giuramento di De Luca sottosegretario (3 maggio 2013) l’incompatibilità con la carica di sindaco di Salerno è certa, in base – scrivono i giudici – «all’articolo 13 della legge 148/2011». Tutto da vedere, però per i legali del primo cittadino che annunciano: «Sentenza non esecutiva. E’ previsto il ricorso sia in Appello che alla Corte di Cassazione». Poi, sottolinea l’avvocato Edilberto Ricciardi, «è il primo caso in giurisprudenza su questo argomento». Di tutt’altro avviso il legale dei parlamentari salernitani del Movimento 5 Stelle, Oreste Agosto che sostiene: «Fino a quando non sarà presentato l’appello, la sentenza ha i suoi effetti. De Luca non è più sindaco e non potrà recarsi al Comune»