Napoli: «Bisogna dare priorità alle vite umane»

Erika Noschese

«Bisogna dare priorità alle vite umane». Lo ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli nel corso del consiglio comunale tenutosi ieri mattina. Durante le varie interrogazioni e interpellanze, al centro della discussione anche la vicenda che riguarda la nave Aquarius dopo la chisura dei porti italiani, disposta dal neo ministro degli Interni, Matteo Salvini. Il primo cittadino di Salerno ha ribadito la sua disponibilità ad accogliere migranti che potrebbero giungere al porto di Salerno, come già accaduto diverse volte in passato. Dunque, il porto di Salerno è aperto all’attracco delle navi internazionali che, a largo di acque internazionali, salvano i migranti. Già alcuni giorni fa il sindaco si era espresso sulla vicenda, con una posizione tutt’altro che chiara e decisa, dichiarando che la preoccupazione maggiore era per la vita delle persone e solo dopo si poteva parlare in termini politici, schierandosi a favore o contro la decisione del leader della Lega. Da qui, la richiesta esplicita da parte dei consiglieri comunali che hanno espresso la volontà di essere messi a conoscenza della presa di posizione del sindaco Napoli. Solo pochi giorni fa, diverse associazioni, sindacati e semplici cittadini hanno dato vita ad un’iniziativa di solidarietà riunendosi sotto la Prefettura di Salerno per discutere della situazione migranti. Attraverso un documento, infatti, è stato chiesto al Prefetto di comunicare al Ministero che la città di Salerno è disposta ad accogliere i migranti che potrebbero giungere al porto di Salerno, in nome di una solidarietà che nulla ha a che vedere con le questioni politiche perchè l’importante è salvare le vite di quelle persone che da giorni sono in mare aperto.




Il Comune dice no all’arrivo dei migranti Nessuna autorizzazione dalla Prefettura

Erika Noschese

I 30 minori non accompagnati non saranno ospitati presso una struttura privata di Pastorano. La decisione è stata presa nei giorni scorsi, al termine di una riunione tra cittadini e amministratori locali. Dunque, ancor prima dell’incontro tenutosi nella serata di domenica in via Galdi con la Lega di Salerno, il Comune aveva provveduto a bloccare l’arrivo dei giovani migranti. In Prefettura, non vi sarebbe alcune richiesta e l’amministrazione comunale di Salerno non avrebbe approvato alcuna istanza per il trasferimento. L’ingegnere di Pontecagnano – che avrebbe dovuto farsi carico dei ragazzini – avrebbe inoltrato una richiesta per ottenere dei fondi ma l’iter sarebbe stato bloccato, senza alcuna approvazione. A far scattare la polemica alcuni residenti della zona che avevano chiesto l’intervento del coordinatore cittadino di Salerno, della Lega, Cristian Santoro. I migranti non accompagnati avrebbero trovato posto presso un’abitazione privata acquistata all’asta da un 25enne di Salerno e poi ceduta, secondo indiscrezioni, a titolo gratuito all’ingegnere che si è occupato dell’abitazione, pagando le spese del super condominio per poi trasformare la casa in una struttura turistico ricettiva, scontrandosi con il parere contrario degli altri condomini che fin da subito si sono opposti all’arrivo dei minori anche in virtù del fatto che secondo regole condominiali ben precise, non era possibile cambiare la destinazione d’uso delle abitazioni, impedendo dunque la trasformazione in B&B o strutture turistico ricettive come invece è poi avvenuto. La frazione di Pastorano non accoglierà i trenta minori non accompagnati e l’abitazione messa a loro disposizione da un privato cittadino resterà ancora vuota, in attesa magari di un’altra destinazione. Nella serata di domenica i residenti avevano deciso di dar vita ad un presidio permanenete per bloccare l’eventuale arrivo dei mezzi di trasporto che avrebbero condotto i giovani sul posto ma, quanto pare, non è necessario.




A Pastorano 30 minori non accompagnati Residenti in strada per impedire il loro arrivo

Erika Noschese

La frazione collinare di Pastorano presto potrebbe accogliere trenta migranti non accompagnati. I giovani potrebbero essere sistemati in una struttura privata in via Antonio Galdi, residenza privata di un intero nucleo familiare, composto da parenti. La notizia del possibile arrivo dei 30 minori ha scatenato l’ira dei residenti che si sono opposti al loro arrivo. Nella serata di ieri, infatti, i cittadini della zona so sono riuniti per impedire l’eventuale arrivo dei giovani extracomunitari. Tra i presenti anche la Lega-Salvini premier con il coordinatore cittadino Cristian Santoro che si è schierato dalla parte dei residenti, il segretario provinciale Mariano Falcone, il segretario provinciale giovanile Tiziano Sica ed il sindaco di San Cipriano, Gennaro Aievoli. La casa in cui dovrebbero essere ospiti i migranti è un’abitazione privata, acquistata all’asta da un giovane, per un totale di circa 200mila euro. La casa sarebbe poi passata ad un ingegnere residente a Pontecagnano Faiano che avrebbe cambiato la destinazione d’uso della casa, trasformandola in una struttura turistico ricettiva, nonostante rientri in un circuito privato, con strada, illuminazione e rete fognaria privata. Secondo voci non confermate, l’arrivo era previsto nella serata di ieri tanto da spingere i residenti ad organizzarsi per bloccare il mezzo che li avrebbe dovuti condurre a Pastorano ma così non è stato. Non è dato sapere, almeno per il momento, le ragioni di questo rinvio. A dire no all’arrivo dei minori non accompagnati a Pastorano anche l’avvocato salernitano Leonardo Gallo. «Dopo la riunione che si è svolta in via Galdi, la soluzione è presidiare la zona onde evitare l’arrivo dei migranti non accompagnati. Avrebbe fatto piacere avere la presenza di alcuni consiglieri comunali che hanno preferito non partecipare ad una manifestazione», ha dichiarato il coordinatore cittadino della Lega Salerno, Santoro. «Ci domandiamo quanto effettivamente contino le zone collinari ed i loro residenti», ha poi aggiunto. Sulla stessa linea anche il segretario provinciale Mariano Falcone, il quale ha sollecitato la cittadinanza ad intervenire personalmente. Dunque, l’arrivo non c’è stato ma non si esclude la possibilità che possano arrivare in queste ore. Per questo, la Lega sembra essere intenzionata a presidiare la zona costantemente per bloccare il loro arrivo, avvalendosi dell’aiuto dei residenti che fin da subito hanno detto no all’accoglienza. La situazione di Pastorano ha attirato l’attenzione della tv nazionale: non si esclude che in queste ore, infatti, potrebbe giungere in città una trouppe di Paolo Del Debbio.




Ogliara e Rufoli non ospiteranno migranti

Le scuole elementari di Sant’Angelo e Sordina non diventeranno centri di accoglienza per migranti. A dirlo, con estrema fermezza, il consigliere comunale del gruppo Moderati per Salerno, l’avvocato Leonardo Gallo. Negli anni scolastici 2016/2017 e 2017/2018, le scuole in questione hanno registrato un netto calo di iscritti che ha portato alla mancata formazione della prima classe della scuola elementare, trasferitesi presso il plesso di Sant’Angelo di Ogliara. Un calo che, nei prossimi anni, potrebbe portare all’abbandono totale della struttura in quanto, già attualmente molte aule risultano essere vuote ed inutilizzate ragion per cui, negli ultimi giorni, si era diffusa la voce di un possibile utilizzo della struttura di Sant’Angelo per ospitare un centro di accoglienza per migranti. Notizia che ha scatenato l’ira dei residenti in quanto contrari ad un ipotetico centro di accoglienza. La risposta del sindaco Napoli non si è fatta attendere: attualmente, infatti, le scuole in questione non rientrano nel piano per la trasformazione in centri di accoglienza per migranti o scopi analoghi. Inoltre, l’amministrazione comunale avrebbe intenzione di utilizzare le sedi per metterle a disposizione degli organismi sociali che intendono attivare e condividere nuove opportunità per gli adolescenti, i giovani, gli anziani e i disabili della comunità. Dunque, gli istituti scolastici di Sant’Angelo, Rufoli e Ogliara, entro qualche anno, potrebbero divenire luoghi di aggregazione per poter sviluppare progetti legati alle esigenze del territorio.




Storie di rinascita al Ruggi di Salerno

Erika Noschese

Storie di rinascita e di ricrescita di giovani donne provenienti da Nigeria e Marocco, giunte a Salerno a bordo di una delle navi che hanno raggiunto Salerno nel corso degli sbarchi. Un evento emozionante quello che si è tenuto oggi presso l’azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona di Salerno, in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Di fronte ad una vasta platea, una giovane marocchina ha raccontato la sua esperienza: giunta a Salerno si è fidata di un uomo ce nutriva nei suoi confronti un amore malato, possessivo al punto da isolarla dal mondo. È riuscita a fuggire solo grazie alla made dell’uomo che ha escogitato un piano per permetterle di scappare e ricominciare finalmente a vivere. Un’altra storia, ugualmente toccante, è stata raccontata da una nigeriana giunta in città con uno sbarco risalente allo scorso anno: in Niger è stata violentata, ripetutamente ma ora Salerno le ha permesso di ricominciare una seconda vita, lavora e tenta di affermarsi. Una strada non facile per loro perché, come ha sottolineato la mediatrice culturale Kady Dbaa, spessp vengono abbandonate a loro stesse senza nessun aiuto esterno che le porta poi a lavorare in nero.

Nel corso della manifestazione, inoltre, è stato presentato il volume “La violenza di genere. Percorso di formazione per prevenzione, intervento e contrasto”, nato da un progetto della dottoressa Antonella Maisto e scritto dalla stessa, in collaborazione con Rosetta Frammartino, Rosa Esposito e Massimo Santoro.

Presente anche il professor Antonello Crisci che ha coordinato il pool di medici legali per effettuare le autopsie sui corpi delle migranti morte giunte a Salerno a bordo della nave della marina militare Cantabria, lo scorso 5 novembre che si è rivolto agli studenti di Scienze Infermieristiche spiegando loro come comportarsi quando – in futuro – si troveranno di fronte una vittima di violenza, il modo con cui approcciarsi e le cose a cui fare particolarmente attenzione. All’evento organizzato in occasione della Giornata del 25 novembre hanno inoltre presenziato il sindaco, Vincenzo Napoli; il Capo di Gabinetto, Rosa Maria Falasca; la presidente delle Pari Opportunità dell’Università degli Studi di Salerno che ha portato i saluti del rettore Aurelio Tommasetti ed il Questore Pasquale Errico.

Commovente il monologo di Franca Rame, “Lo Stupro” e gli interventi teatrali che hanno animato la platea dell’aula Scozia del nosocomio salernitano.

La pittrice Olga Marciano ha portato i suoi quadri sul tema della violenza sulle donne. Uno di questi dipinti sarà messo all’asta nel corso di un evento che terrà nel mese di gennaio ed i proventi andranno al centro antiviolenza dell’azienda ospedaliera universitaria di Salerno. A concludere la mattinata le ginnaste del centro ginnico Arbostella che si sono esibite prima di far volare palloncini rossi a forma di farfalle, come simbolo della rinascita delle donne.

 




Il volto ignoto degli scafisti

Erika Noschese

Ancora in corso le indagini per risalire all’identità degli scafisti che hanno permesso, ancora una volta, questa terribile tratta di esseri umani. Lo scorso 5 novembre, il loro viaggio della speranza si è trasformato nello sbarco della morte, con l’arrivo a Salerno di ventisei donne morte, la cui causa pare essere riconducibile all’annegamento. La Procura non distoglie l’attenzione sui presunti colpevoli, ascoltando i migranti presenti a bordo dei gommoni. Nel frattempo due uomini sono accusati di aver contribuito – con le loro condotte – alle attività di tratta delle persone. Si tratta di Mohamed Ali Al Bouzid, egiziano, e Al Mabrouc Wisam Harar, di nazionalità libica, identificati grazie alle segnalazioni dei migranti a bordo dello stesso gommone pilotato dai due. Nel corso dell’udienza di convalida del fermo, entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ed il giudice per le indagini preliminari ha convalidato loro il decreto di fermo disposto dal Pm. I due si trovano ora presso la Casa Circondariale di Salerno, come richiesto dalla Procura. Intanto è giunta la confermano che alle operazioni di salvataggio e recupero dei migranti non hanno partecipato unità navali appartenenti ad organizzazioni non governative.




Le 26 donne morte annegate

Erika Noschese

Le ventisei giovani migranti morte a largo di acque internazionali e giunte a Salerno lo scorso 5 novembre, a bordo della nave mili- tare spagnola “Cantabria” riceveranno degna sepoltura. Venerdì 17, alle ore 10, saranno in- fatti celebrati i funerali presso il Cimitero Monumentale di Salerno. In tale occasione, il Comune di Salerno ha proclamato lutto cittadino e, in segno di rispetto, verranno simbolicamente spente le Luci d’Artista dalle 18.30 alle 19. Al rito funebre prenderanno parte monsignor Luigi Moretti e l’Imam Abderrhmane Es Sbaa. Nove delle salme verranno sepolte nel cimitero di Salerno mentre le restanti in alcuni comuni limitrofi quali Petina, Sassano, Montesano sulla Marcellana, Battipaglia, Contursi Terme, Novi Velia, Polla, Atena Lucana, Montecorvino Rovella, Pellezzano, Baronissi, Pontecagnano, Sala Consilina. Inoltre, sembra data per certa la presenza del ministro dell’Interno Marco Minniti che dovrebbe prendere parte al rito funebre. I migranti ed i cadaveri giunti in città sono stati soccorsi e recuperati in quattro diverse operazioni effettuate a largo delle coste libiche lo scorso 3 novembre. In particolare, 146 migranti – di cui 28 bambini, 97 uomini, 21 donne ( di cui 3 in- cinte) – sono state recuperate a bordo di un gommone della nave spagnola Cantabria; altri 64 migranti – di cui 6 bambini, 36 uominie 26donne(dicui2instato di gravidanza) – sono state recuperate in mare dopo il parziale affondamento del gommone su cui viaggiavano insieme ad altre 86 corpi dispersi in mare proprio in seguito all’affondamento del gommone e dunque, quasi certamente, morti per annegamento. Anche in questo caso, i migranti vivi ed i corpi recuperati sono stati portati a bordo della Cantabria. La terza operazione di salvataggio ha permesso di recuperare 140 migranti – di cui 12 bambini, 88 uomini e 40 donne – che viaggiavano a bordo di un gommone della M/N Bergamini della Marina Militare italiana e successivamente trasbordati sulla nave militare spagnola che si è poi diretta verso il porto di Salerno. L’ultima operazione ha permesso il recupero di 1821 migranti, di cui solo 53 salvati ( 8 bambini, 39 uomini e 6 donne di cui due incinte) che erano a bordo della nave irlandese L.E. Niamh e poi trasferiti a bordo della Cantabria. Durante quest’ultimo salvataggio sono state recuperate anche 23 salme delle giovani nigeriane mentre altre tre erano a bordo della Bergamelli, la nave italiana che ha recuperato i migranti vivi ed i cadaveri in mare Libico. Sul corpo delle salme sono state effettuate visite esterne ed esame au- toptico. Il pool di medici legali, coordinati dal professor Crisci, ha indicato come causa della morte l’asfissia per annegamento mentre in un caso, il decesso è riconduci- bile allo shock emorragico dovuto alla rottura del fegato, senza però evidenti segni esterni da rapportare ad eventi traumatici avvenuti prima della caduta in acqua e dunque ipoteticamente attribuibile al- l’impatto contro le superfici solide smusse. Sulle salme, dunque, non sono stati riscontrati segni di violenza fisica o sessuale recente. Dopo l’effettuazione dei prelievi dei campioni necessari ad una futura identificazione, la Procura di Salerno ha emesso il nulla osta al seppellimento dei cadaveri e – previa autorizzazione da parte del Tribunale Civile di Salerno – saranno seppellite anche le salme non identificate mentre il Tribunale Civile ha autorizzato la tumulazione dei corpi non ancora formalmente identificati. Due cadaveri sono stati riconosciuti nel primo caso dal marito e nel secondo da un fratello. Si tratta di Marian Shaka, di fede musulmana, e Osato Osaro, di fede cristiana. Intanto, la Polizia Giudiziaria sta procedendo al tentativo di rintraccio dei parenti delle altre vittime, avvalendosi dei numeri di cellulare rinvenuti nascosti tra i vestiti delle donne morte, oltre ad inoltrare le fotografie dei loro volti alle Ambasciate in Italia degli Stati di presunta provenienza delle giovani donne. Ad oggi è stato possibile contattare telefonicamente i familiari di tre donne decedute che hanno fornito le generalità dei parenti di cui non avevano più notizie che sarebbe originarie della Nigeria.




Sarà lutto cittadino per le 26 migranti

Erika Noschese

Lutto cittadino in memoria delle 26 donne morte durante la traversata per raggiungere le coste italiane. Nella giornata di ieri, la giunta comunale si è riunita e, con un atto, ha proclamato il lutto cittadino, in occasione dei funerali, organizzati dal Comune di Salerno in forma pubblica, nel cimitero monumentale della città. Ancora da stabilire la data dell’ultimo saluto alle 26 giovani donne che hanno perso la vita nella speranza di ricominciare una nuova vita. Solo ieri, il coordinatore del pool di medici legali, infatti, si è recato in Procura per l’affidamento del caso. “Un plauso sincero alla Amministrazione comunale, al sindaco e agli assessori. Il lutto cittadino per le ventisei donne uccise è un atto di civiltà, un gesto d’amore”. È quanto dichiarano Gaetano Amatruda e Michele Romaniello di Andare Avanti e Luca Lamberti de ‘L’Altra metà del Mare è…donna’ che per primi avevano avanzato la proposta di proclamare lutto cittadino. “Adesso la città rifletta, stimoli discussioni più alte. Si coinvolgano le scuole, i più giovani. Salerno diventi la città capace di accompagnare un dibattito costruttivo, capace di individuare soluzioni e superare le strumentalizzazioni. Qualcuno ha scelto Salerno per gli sbarchi, la città risponda con la ribellione delle idee e dell’amore”, hanno poi aggiunto. La decisione della giunta comunale ha incontrato il plauso anche del deputato di Campo progressista, Michele Ragosta: “Sono contento che da Palazzo di Città sia stata accolta la mia richiesta, lanciata domenica sera, di onorare la memoria di queste giovanissime donne che sognavano di costruire un avvenire nel nostro Paese e, invece, non hanno mai toccato terra. Un gesto di grande umanità da parte di un’amministrazione che si è distinta in questi anni sul tema dell’accoglienza e della solidarietà”.




Sbarco, altri dieci corpi non recuperati

Erika Noschese

All’indomani del ventiduesimo sbarco di migrante giunto al molo 3 gennaio del porto di Salerno nella mattinata di domenica, continuano senza sosta le indagini per tentare di ricostruire l’esatta dinamica che ha portato alla morte 26 giovani donne, di età compresa tra i 14 e i 18 anni e quasi tutte di nazionalità nigeriana. Dalle indagini, a tutto campo, si cerca di capire se le ragazze siano state vittima di violenza o se la morte possa essere legata all’annegamento in acqua, anche a causa delle pessime condizioni del mare. Le donne decedute, al largo delle acque internazionali, potrebbero essere 36 perché dieci corpi non sarebbero stati recuperati in quanto finiti in mare prima dell’arrivo della nave militare spagnola, la Eps Cantabria. Tra le ipotesi ancora in fase di verifica pare che le vittime possano essere addirittura 39 perché tre cadaveri sono andati dispersi in acqua. I gommoni che avrebbero trasportato i migranti sarebbero quattro e uno si sarebbe ribaltato a causa delle avverse condizioni meteo che avrebbero reso difficoltoso il recupero dei cadaveri in mare. I ventisei cadaveri sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria e i loro corpi si trovano attualmente presso la sala mortuaria del cimitero di Salerno, a Brignano. Nelle prossime ore, dovrebbero essere rese note le cause del decesso, con l’esame autoptico che verrà effettuato sui corpi delle vittime. A capo del pool di medici legali sarà il professore Antonello Crisci che coordinerà il lavoro dei professori Giuseppe Consalvo, Giuseppe Raimo, Giovanni Zotti e Luigi Mastrangelo. Resta da chiarire ancora se l’autopsia sul corpo delle vittime verrà effettuata presso la sala predisposta del cimitero o se alcune salme saranno trasferite presso la sala mortuaria dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Intanto, sul corpo delle donne decedute, i cui corpi erano surgelati, è stato effettuato un primo esame esterno che non ha prodotto grandi risultati anche a causa dei vestiti attaccati al corpo. In attesa che le salme siano pronte per l’autopsia, oggi il professor Crisci si recherà in Procura per l’affidamento dell’incarico.  Intanto, le indagini proseguono anche per tentare di risalire all’identità degli scafisti. Nel frattempo, due sono le persone in stato di fermo perché ritenuti presunti scafisti: un libico e un egiziano, rispettivamente di 30 e 22 con l’ipotesi d’accusa di aver contribuito, con le loro condotte, alle attività ditratta delle persone e di aver organizzato e trasportato almeno 150 persone a bordo di un gommone poi intercettato, in acque internazionali, dalla nave spagnola. Fondamentali, per le indagini, le dichiarazioni rese dagli altri migranti.




A Cronache impedito di seguire lo sbarco dei migranti, arriva l’interrogazione parlamentare urgente

Il parlamentare Edmondo Cirielli di Fdi-An ha annunciato un’interrogazione parlamentare urgente al Ministro dell’Interno al fine di sapere per quale motivo sia stato impedito questa mattina a Le Cronache di seguire lo sbarco dei migranti. Seguono ulteriori aggionarmenti