Regionali, Mastella con De Luca La Lega attacca: «Voltagabbana»

di Andrea Pellegrino

Il feeling è nato già qualche mese fa ma oggi si è saldato, al punto che Clemente Mastella ha scoperto le sue carte: alle regionali andrà con Vincenzo De Luca. Addio centrodestra, l’area che l’aveva accolto dopo la caduta del Campanile dell’Udeur, dopo l’esperienza del governo Prodi. Da centrista, ora, Mastella si riposiziona e sposa il progetto deluchiano. Il tutto mentre la moglie Sandra, un tempo presidente del Consiglio regionale, sotto la gestione Bassolino, resta senatrice di Silvio Berlusconi. Almeno per ora. Con i «due forni» accesi, Mastella prepara la lista. Rigorosamente di centro e possibile contenitore degli scontenti e degli esclusi di centrodestra e centrosinistra. L’obiettivo dell’attuale sindaco di Benevento è conquistare seggi in Consiglio regionale per giocare un ruolo da protagonista nella composizione del governo regionale. Un bis di quella strategia messa in campo da Ciriaco De Mita che con il patto di Marano distrusse l’alleanza con Caldoro, consegnando così la Campania nella mani di Vincenzo De Luca. L’effetto pandemia avrebbe convinto Mastella a lasciare perfino l’ambizione di candidarsi governatore con il centrodestra e a ritornare nell’alveo del centrosinistra, così come avvenne all’epoca del governo Prodi che lo portò sulla poltrona di ministro della Giustizia, dopo l’esperienza berlusconiana di ministro del Lavoro. Con Vincenzo De Luca, Mastella ci ha già governato. Proprio a Salerno. L’Udeur, ai tempi del 10 per cento in Campania, ha espresso per ben due volte un assessore nella giunta deluchiana. Anche quando, dopo la sconfitta di Alfonso Andria, si riposizionò in aula consiliare a favore dell’ex sindaco e attuale governatore. La Lega Campana ironizza: «Mastella che sosterrà De Luca è una scelta coerente – una novità clamorosa per un noto voltagabbana come il sindaco di Benevento – viste le tragiche scelte che il governatore della Campania e Mastella hanno condiviso sulla sanità, tra ospedali chiusi e case di riposo abbandonate durante l’emergenza Covid-19. I campani meritano di voltare pagina e non meritano il “duo sciagura” De Luca-Mastella». La replica non è tardata ad arrivare: «Il mio voto sarà all’opposto di dove siete voi. Per il bene della Campania e del Mezzogiorno che considerate ancora terre da conquista».




Il ritorno di Mastella: «Chiamerò Renzi e De Luca per dare risposte a Benevento»

di Andrea Pellegrino

La fascia tricolore l’aveva già indossata durante il sindacato a Ceppaloni, suo comune d’origine. Ma quelli erano i tempi d’oro di Clemente Mastella arrivato fino al ministero della giustizia con un partito che in Campania valeva oro. Ed ora all’ombra di quel Campanile, l’allievo di Ciriaco De Mita, torna alle origini, conquistando la poltrona di sindaco a Benevento. E così come il suo mentore per Nusco, così lui annuncia che chiuderà la sua carriera politica dopo i cinque anni di mandato sindacale. Dalla mancata rielezione al parlamento europeo Mastella ha tentato diverse strade, fino all’intuizione della carta Benevento. Così l’ex leader di Ceppaloni torna in campo in prima persona, dopo le bufere giudiziarie che avevano colpito al cuore la famiglia Mastella, coinvolgendo anche la moglie Sandra Lonardo, all’epoca presidente del Consiglio regionale della Campania e che avevano costretto l’allora ministro della giustizia a “gettare la spugna”. Un inizio della fine conclusosi con una fortunata elezione spinta direttamente da Silvio Berlusconi all’europarlamento, poi non riconfermata durante l’ultima tornata. Da lì il silenzio fino alla campagna elettorale che lo ha eletto sindaco, facendogli trovare pace anche con l’ex storica avversaria beneventana Nunzia De Girolamo. Ora Mastella da sindaco annuncia la sua linea.
«Chiamerò il premier Renzi e il governatore della Campania De Luca per dare risposte concrete ed immediate agli alluvionati della città che ad otto mesi dal disastro ancora non hanno ricevuto un euro», dice il giorno dopo l’elezione che cade proprio nel quarantesimo anniversario del suo ingresso in politica, quando fu eletto alla Camera con la Dc. «E’ il giorno della liberazione della città di Benevento – aggiunge l’ex Guardasigilli per il quale – «c’è tanto da fare, a cominciare dalle contrade dove mancano i servizi essenziali, come fognature, luce, gas e acqua». «Nei prossimi giorni incontrerò il commissario Raffaele Cantone al quale chiederò sostegno, soprattutto per gli appalti pubblici da affidare per il Comune». La sua speranza è di riavvicinarsi a De Mita senior: «Non l’ho mai sentito (Ciriaco, durante la campagna elettorale, ndr). Ho incontrato più volte suo nipote, Giuseppe. Magari sarà possibile tramite lui riavvicinarsi al ‘grande Vecchio’ di Nusco». Poi l’attacco a Salvini: «Sei un mezzo leader, ma chi ti vuole! Hai perso anche a Varese. Gli faccio un pernacchio. Salvini non può rappresentare il centrodestra, perché al sud non esiste e anche dove è nata la Lega ha perso». Poi una stoccata anche al Pd. «Al Sud è occupazione di potere – spiega – ma un conto è occupare il potere, altro è gestire il potere come era nella vocazione della vecchia Dc. I democratici occupano tutti gli spazi ma poi si frantuma il Pd». Infine l’annuncio: «Cinque anni da sindaco a Benevento e termino. E’ giusto rendersi conto dell’età. Sbagliato, invece, pensare di rottamare solo per l’età. Lo si fa con chi è cretino, non con chi dimostra di avere intelligenza politica».




Fasano vuole la Guarino Fi, la lista è incompleta

di Andrea Pellegrino

Forza Italia è ancora alle prese con la lista regionale. All’appello mancherebbero cinque persone ed il rischio di restare a bocca asciutta è abbastanza concreto. Al momento le candidature certe sono quelle di Monica Paolino, Valentino Di Brizzi, Sonia Senatore e Gigi Casciello. Per il resto è tutto in alto mare, tra trattative, incontri e promesse. Enzo Fasano, attuale commissario provinciale di Forza Italia vorrebbe il colpo a sorpresa. E spera soprattutto che Carmen Guarino non trovi posto nella coalizione di Vincenzo De Luca. Il senatore, infatti, avrebbe riallacciato i rapporti con la direttrice di Rete Solidale, da mesi ormai in piena campagna elettorale. Guarino, che avrebbe già rifiutato un precedente invito forzista, attende e spera ancora in una candidatura democrat, con il supporto di Andrea Cozzolino. Ma Fasano pare voglia tentare fino alla fine.
Nessuna riserva sciolta da Attilio Pierro, l’ex assessore provinciale, ed ex Fratelli d’Italia, che Forza Italia vorrebbe in lista per coprire la zona sud del salernitano. Ma al momento il consigliere provinciale ancora non avrebbe dato il suo via libera. Trattative in corso anche con Enzo Pasca di Vallo della Lucania. Il tutto mentre si cercano di capire le mosse della senatrice Eva Longo che ancora si deve esprimere sulla composizione della lista azzurra.

La carfagna detta la linea
Mara Carfagna, intanto, dalla sua contesta i sindaci candidati. Ed in particolare coloro che hanno avviato la procedura per la decadenza. Il deputato afferma che «saremo lontani da questi sette sindaci campani». Seppur nella lista di Fratelli d’Italia ci sia Nunzio Carpentieri – sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino – che così come Alfieri e Russomando (Pd) ha utilizzato lo stesso sistema per candidarsi. «Questo ingarbugliato percorso – contesta la Carfagna – nasce per aggirare la citata legge varata dal Consiglio Regionale, che impone ai primi cittadini di scegliere: o si è sindaci, o si è candidati, una scelta di chiarezza verso i cittadini. La riflessione che impone questa vicenda è: quale è il rispetto che hanno queste persone per la politica? Per gli incarichi che rivestono? Ma soprattutto che peso hanno i voti e quindi la conseguente fiducia che hanno ricevuto dai loro elettori? Dove sono finite l’etica e la legalità?». E, concludendo, «ma soprattutto, in questa vicenda, dove è finita la voce di Renzi il rottamatore? Nel Mezzogiorno il Presidente del Consiglio e il “suo decisionismo” sono dei corpi estranei. E lui se ne lava le mani, fa finta di non vedere e non sentire. Renzi già con il caso De Luca ha asfaltato “alcune” regole. E noi, da garantisti, ci sforziamo di comprenderlo. In questo caso però il cuore del problema è differente: la politica dovrebbe dare un segno concreto di serietà. Che ne dici Matteo, vogliamo chiudere definitivamente la stagione della doppia morale e dei due pesi e delle due misure?».

Gli alleati
Sviluppi intanto nelle altre liste della coalizione che sarà a sostegno di Stefano Caldoro. A quanto pare Clemente Mastella sia intenzionato a ritornare all’idea originaria: ossia quella di riproporre una propria lista, semmai in accordo con Enzo Rivellini. Così pare che nell’ultime ore sia tramontata l’ipotesi di accordo con il Nuovo Centro destra di Alfano.
Per ora l’uomo di punta di Clemente Mastella nel salernitano resta Pasquale Citro, seppur l’imprenditore di Nocera Inferiore pare che sia corteggiato dalla civica “Caldoro Presidente” che è in trattativa, tra l’altro, anche con il sindaco di San Valentino Torio Felice Luminello e con il presidente del mercato ortofrutticolo Enzo Paolillo.




Carfagna e Lonardo, in pole per la vicesegreteria

Mara Carfagna e lady Mastella: questi i due vicecoordinatori regionali di Forza Italia che potrebbero affiancare il coordinatore Domenico De Siano. Mancherebbe solo il placet del Cavaliere per i due nomi che sarebbero in pole position rispetto agli altri pretendenti. L’ex ministro alle pari opportunità (attuale commissario provinciale di Fi) e il consigliere regionale del disciolto Udeur, meglio nota come moglie di Clemente Mastella, potrebbero essere le due donne di punta di Silvio Berlusconi in Campania per la ricostruzione del partito. Per la Carfagna, naturalmente, ci sarà anche l’impegno su Salerno. Per Sandra Lonardo quello di Benevento mentre nelle altre province, Luigi Cesaro potrebbe condurre il partito a Napoli, Daniela Nugnes (attuale assessore regionale) a Caserta. Sibilia, infine, potrebbe essere riconfermato ad Avellino seppur s’attendono le adesioni (o meglio è un vero ritorno) di Antonia Ruggiero e Sergio Nappi. In tempi brevi l’assetto interno dovrebbe essere ufficializzato e reso noto. Poi per la nuova dirigenza sarà tempo di pensare alle elezioni Europee e alle amministrative (qui a Salerno è la tornata più grossa). In casa Mastella, dopo la nomina di Sandra, andrà da sé la candidatura dell’ex Guardasigilli per il Parlamento europeo, in attesa di un incarico locale, o di qualche candidatura che possa far ritornare l’ex leader Udeur di Ceppaloni tra i big della politica italiana, dopo il purgatorio d’oltralpe. A Salerno, Mara Carfagna, quanto alle candidature per le elezioni europee, avrebbe già le idee abbastanza chiare: sulla sua lista, ai primi posti ci sarebbero il portavoce provinciale del partito Gigi Casciello ed il consigliere regionale Monica Paolino (moglie del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti). (andpell)