«Caldoro? E’ il candidato di Cesaro e De Siano»

di Andrea Bignardi

“Nessun veto su Caldoro ma serve rinnovamento”. Così la vicepresidente della Camera dei Deputati Mara Carfagna è intervenuta in occasione del consueto brindisi augurale organizzato dal coordinamento provinciale di Forza Italia Salerno. Un evento che suona come un’anteprima della presentazione della nuova associazione, Voce Libera, che si terrà venerdì nella Capitale. Obiettivo della Carfagna è quello di rilanciare l’azione dei moderati nel centrodestra e al contempo assumere un ruolo da protagonista nella corsa verso le Regionali. Una tornata elettorale che dovrebbe vedere, a meno di sorprese, Stefano Caldoro candidato della coalizione di centrodestra alla guida di Palazzo Santa Lucia. La parlamentare salernitana non ha espresso contrarietà a Caldoro ma al tempo stesso ha sostenuto l’esigenza di un rinnovamento richiesto – a sua detta – da una parte cospicua di dirigenti e militanti azzurri. “C’è una parte di partito che crede che bisogna rinnovare e offrire agli elettori campani dinamiche nuove – ha dichiarato la Carfagna – Sarebbe la terza sfida tra Caldoro e De Luca. Quella delle regionali è una straordinaria occasione per privilegiare unità”. Toni pacati, nonostante il duello interno alle correnti, con il coordinamento regionale guidato da Domenico De Siano che secondo la Carfagna sostiene insieme a Luigi Cesaro con forza la candidatura di Caldoro. “Naturalmente siamo pronti a fare la nostra parte – ha poi infatti aggiunto la Carfagna – Proviamo ad allargare il campo, ma pronti a riconoscere a Caldoro tutte le qualità che gli ho personalmente sempre riconosciuto, siccome l’ho appoggiato con convinzione sia nel 2010 che nel 2015”. Il richiamo della Carfagna sembra dunque essere orientato a maggior collegialità nella scelta del percorso da seguire, senza scartare l’ipotesi primarie, “purché siano organizzate per evitare condizionamenti e infiltrazioni di ogni tipo”. Nessuna spaccatura né sul piano regionale né su quello nazionale, dove la vicepresidente della Camera ha più volte preso le distanze dalla linea del Cav giudicata troppo incline alle posizioni della Lega di Matteo Salvini. “Voce Libera non disgregherà il partito – ha concluso la Carfagna – Il nostro obiettivo sarà non quello di togliere ma di aggiungere, di aggregare, di rivitalizzare l’area del centrodestra, anche per aggregare mondi che hanno fatica ad indossare una casacca di partito”.

Il brindisi/ Il Natale unisce i forzisti salernitani

Un brindisi augurale con la grande famiglia azzurra salernitana. Lo spirito del Natale ha unito la stragrande maggioranza del coordinamento provinciale azzurro per il consueto appuntamento prenatalizio. Dopo l’incontro con la stampa nella sede del coordinamento provinciale in via Dei Principati, infatti, la vicepresidente della Camera si è spostata, insieme a dirigenti e militanti, presso la saletta interna della Boutique dei Sapori, un popolare locale sito nelle immediate adiacenze della sede azzurra. Come ogni anno la cerimonia è stata vivace, con i militanti uniti dalla ricerca di un incontro con la vicepresidente della Camera, uno scambio d’idee, nel caso dei più giovani di un selfie da scattare. Presenti alla cerimonia prenatalizia sono stati, oltre ai parlamentari Gigi Casciello, Enzo Fasano e Marzia Ferraioli, anche il consigliere provinciale Roberto Celano, una nutrita rappresentanza del coordinamento provinciale, tra cui spiccavano i volti di Pasquale Marrazzo, Sonia Senatore, Rossella Sessa, Vittorio Acocella, Valerio Longo, Francesco Pastore. Tra gli altri, sono stati presenti anche Antonio Ilardi, già candidato alle elezioni europee dello scorso giugno, e Guido Milanese, che già nel recente passato si era riavvicinato alla bandiera azzurra. Assenti invece i “caldoriani”, che hanno così preso ulteriormente le distanze dalle posizioni della Carfagna sostenendo la candidatura dell’ex governatore della regione.




Voce Libera, i salernitani passano con la Carfagna

Voce libera “non sara’ una corrente. Penso pero’ che idee e proposte faranno benissimo a Fi. Del resto in passato sono nate altre associazioni, come Liberamente di Maria Stella Gelmini o Italia protagonista di Gasparri, e non hanno costituito un problema. Quindi pensare che vogliamo dare vita ad una nuova corrente e’ assolutamente pretestuoso”. A dirlo è Mara Carfagna che spiega la nascita della sua associazione. “Il nostro obiettivo – spiega – sara’ rivitalizzare l’area di centrodestra, perche’ la maggioranza degli esponenti di Forza Italia non si rassegna ad essere il terzo partito della coalizione”. Berlusconi “sa, perche’ gliel’ho detto, che non e’ assolutamente mia intenzione fare strappi, che intendo rimanere in Forza Italia che e’ casa mia. Anche perche’ fa male vedere andare via dirigenti storici come Davide Bordoni. Voce libera non nasce perche’ io cambi partito, ne’ per fondarne altri”. “Vogliamo mettere insieme persone – continua – ma soprattutto idee concrete” senza chiusure nei confronti dei partiti di coalizione a partire dalla Lega: “L’associazione è assolutamente aperta, per dare voce ad un pezzo di Italia che ora non si sente rappresentato”Almeno a prima vista sembrano dunque smentiti i rumors che vedevano un imminente allontanamento della Carfagna dalle fila berlusconiane per approdare nei lidi renziani di Italia Viva o di Cambiamo del governatore della Liguria Giovanni Toti. I parlamentari salernitani sembrano essere in piena sintonia con l’iniziativa di Mara Carfagna, a cominciare da Gigi Casciello, da sempre forzista, da sempre uno dei suoi fedelissimi. “Siamo convinti sia il tempo di rilanciare i temi del taglio alla spesa pubblica, della giustizia giusta, della sburocratizzazione, dei diritti delle donne e delle fave più deboli – ha commentato Casciello – Ma le ragioni e i prossimi impegni di Voce Libera li spiegherà l’on. Mara Carfagna nei prossimi giorni. Di certo non siamo una corrente ne’ sosterremo mai questo Governo. Io sono semplicemente entusiasta di questo percorso accanto alla vicepresidente della Camera”. Se una parte cospicua del popolo forzista sembra essere ormai rassegnata ad appiattirsi sulla linea leghista, c’è una parte forse più silenziosa della base che – come sostiene Antonio Ilardi, già candidato salernitano alle europee dello scorso 26 maggio – “vuole un centro-destra liberista ed europeista, che non fomenti odii e divisioni ma sappia parlare con serenità alla gente”. “Noi restiamo sempre all’interno di Forza Italia. Mara apre un canale di ascolto verso l’esterno – commenta invece il coordinatore degli azzurri salernitani Enzo Fasano – e questo sembra positivo perché in linea con la nostra tradizione, ci dà quel valore aggiunto per poter vincere le elezioni regionali”. Per il momento nessun commento dall’area caldoriana del partito, i cui rapporti con quella vicina a Mara Carfagna sono ormai da tempo ai minimi termini.




Il Cav conferma Caldoro Mara insiste per il no

di Andrea Pellegrino

Il nome sulla scrivania di Silvio Berlusconi resta quello di Stefano Caldoro. Anche durante il vertice ad Arcore, il Cavaliere avrebbe ribadito la sua scelta: ricandidare Caldoro alla Regione Campania. Un nome non condiviso dalla schiera di Mara Carfagna e da Clemente Mastella alla ricerca di nuovo candidato. Si racconta che proprio mentre era in corso un vertice ad Arcore tra i leader del centrodestra, un gruppo di parlamentari si riuniva a Montecitorio con Mara Carfagna. Tra questi, i salernitani Gigi Casciello, Marzia Ferraioli ed Enzo Fasano (coordinatore azzurro in provincia di Salerno), oltre il sindaco di Benevento Clemente Mastella, da tempo ostacolo sulla strada dell’ex governatore. I dissidenti avrebbero posto una questione di metodo e di sostanza. «Il candidato – avrebbero fatto sapere – va scelto coinvolgendo tutti gli azzurri». In particolare, il gruppo campano avrebbe chiesto all’ex ministro alle pari opportunità Mara Carfagna di rappresentare le loro istanze a Berlusconi e di informare il coordinatore regionale De Siano, che presto potrebbe convocare tutti i deputati e senatori campani di Fi per fare il punto della situazione. De Siano, però, insieme al senatore Luigi Cesaro, è pronto a sostenere l’ex governatore, rispettando così l’indicazione di Silvio Berlusconi. I più vicini al Cavaliere, infatti, avrebbero dimostrato che il metodo non è altro che quello utilizzato alle ultime elezioni politiche. Lo stesso, insomma, che avrebbe eletto gli stessi dissidenti alla Camera dei Deputati, sotto la bandiera di Forza Italia. Intanto il nome di Caldoro resiste. Ed anche la Lega di Matteo Salvini si ammorbidisce intorno alla figura dell’ex presidente. Per Salvini è necessario risolvere il nodo legato alle altre regioni chiamate al voto, prima del disco verde su Caldoro. Ma nessuna pregiudiziale sul nome. Così come ci sarebbe il via libera da parte dei Fratelli d’Italia, con lo stesso Edmondo Cirielli, candidato indicato alla presidenza da Giorgia Meloni, pronto al passo indietro a favore di Caldoro. Insomma, la guerra politica è tutta interna a Forza Italia, innescata da una parte che da tempo vive con insofferenza all’interno delle mura azzurre. Tant’è che la via verso Renzi non sarebbe completamente sbarrata. Vale per la Carfagna ma anche per Clemente Mastella, forse il primo a guardare con interesse al nuovo progetto dell’ex presidente del Consiglio.




Coalizione De Luca: dal Pd a Pomicino Italia Viva lascia la porta aperta a Mara

di Andrea Pellegrino

Definite in parte le leadership, è già tempo di pensare alle liste a supporto dei candidati alla presidenza della Regione Campania. Vincenzo De Luca ci lavora già da un po’. Per ora può contare su uno schieramento imponete che va dal Pd fino a Ciriaco De Mita e Paolo Cirino Pomicino. Naturalmente passando per l’Italia Viva di Matteo Renzi che lascia anche uno spiraglio aperto a Carfagna e ai suoi affezionati. Tra i renziani pronti a scendere in campo alle prossime regionali ci sono sicuramente Nicola Caputo, ex europarlamentare del Pd e l’ex sindaco di Giffoni Valle Piana, Paolo Russomando nel mentre prepara una nuova discesa in campo anche l’ex consigliere regionale e già sindaco di Nocera Superiore, Peppe Manzo, promotore della nascita del circolo renziano a Roccapiemonte che si presenterà il 2 dicembre alla presenza di Gennaro Migliore. Dai deluchiani la linea è: coinvolgere quante più persone possibili. Anche e soprattutto ex avversari, con la campagna acquisti che aumenterà in prossimità delle vacanze natalizie. Tra gli alleati certi ci sono i socialisti di Enzo Maraio anche, in considerazione delle ultime dichiarazioni, gli esponenti di Più Europa di Emma Bonino. Da sciogliere, invece, il nodo Calenda.

FIBRILLAZIONE A PALAZZO DI CITTA’

Tutti attendono il loro turno. Per ora il candidato blindato (nella lista De Luca presidente) è solo Nino Savastano, attuale assessore alla politiche sociali. Mimmo De Maio, invece, assessore alla mobilità dovrà traslocare a Napoli per spuntare un posto in Campania Libera. Non si esclude la candidatura anche dell’attuale vicesindaco Eva Avossa che per un soffio non ha conquistato un seggio parlamentare. Confermati, poi, gli uscenti: Picarone (Pd), Fiore (Campania Libera), Cascone (De Luca presidente). Ma dalla maggioranza Napoli al Comune di Salerno non si escludono sorprese ed avvicinamenti alle liste del centrodestra.

EBOLI CAPUT MUNDI

Molti movimenti nella città di Eboli. La famiglia Conte si è già mossa preparando un suo movimento che sarà, al 90 per cento, a sostegno di Vincenzo De Luca. Ma c’è anche il ritorno di Tonino Cuomo che, insieme a Montemarano e D’Anna, avrebbe intenzione di comporre una propria lista che vada, sempre al 90 cento, verso Stefano Caldoro. I Cardiello, invece, potrebbero trovare spazio nella civica del presidente Caldoro.

NEL CENTRODESTRA

I caldoriani corteggiano gli ex. Eva Longo, Salvatore Gagliano e quindi Franco Cardiello. Per loro c’è un posto in lista Caldoro. Amatruda o Fasolino saranno in quota “Nuovo Psi” mentre è quasi fatta per Pasquale D’Acunzi, per anni riferimento di Clemente Mastella nel salernitano. L’uscente Monica Paolino conduce in Forza Italia. Poi ci saranno Lello Ciccone e il capogruppo consiliare di Forza Italia Salerno Roberto Celano. Trattative in corso per Costabile Spinelli, sindaco di Castellabate. Elenco lungo in casa Lega, dove ci sono già l’ex rettore Aurelio Tommasetti ed Ernesto Sica. Attendono un posto anche Peppe Zitarosa (consigliere comunale a Salerno), Attilio Pierro (ex assessore provinciale), Pia Napoli e il sindaco di Positano Michele De Lucia. Tra i certi in casa Fratelli d’Italia, Imma Vietri e Gennaro Esposito (già candidato alla camera dei deputati) mentre ci ritenterà anche Nunzio Carpentieri.




C’è da sciogliere il nodo Carfagna Trattative in corso su più fronti

di Andrea Pellegrino

Il nodo principale da sciogliere riguarda Mara Carfagna. A quanto pare, l’accelerata di Silvio Berlusconi su Caldoro sia dovuto proprio allo strappo tra il Cavaliere e l’ex ministro alle pari opportunità. Le ultime dichiarazioni della parlamentare salernitana e le repliche di Berlusconi a quanto pare avrebbero aperto una frattura quasi insanabile. Al punto che la Carfagna pare stia già pensando alla costituzione di nuovi gruppi parlamentari. Fallita la trattativa con Toti, alla Carfagna, sancita la frattura con Forza Italia, non resterebbe che la strada solitaria, prima di immaginare un accordo con Matteo Renzi, più volte “corteggiato” dopo la costituzione di Italia Viva. Al momento Carfagna potrebbe contare, a Salerno, sui fedelissimi Gigi Casciello e Marzia Ferraioli. Secondo in- discrezioni, i due parlamentari seguirebbero l’ex ministro incondizionatamente. La macchina di Caldoro, intanto, avrebb e riacceso i motori, dopo l’investitura di Berlusconi. La sua lista (Caldoro presidente) sarebbe già in fase di allestimento. Si tratta con ex del calibro di D’Acunzi e Gagliano. Occhi puntati sulla famiglia ebolitana Cardiello, il papà Franco, ex senatore, e il figlio Damiano, consigliere comunale. Dai socialisti in pole Fasolino e Amatruda. Ciccone e Celano, invece, già vedono una candidatura nella lista di Forza Italia. (




Edmondo Cirielli: «Noi restiamo in campo» De Luca? «Fallimento oltre ogni aspettativa»

di Andrea Bignardi

“Caldoro e Carfagna? Sono entrambi nomi ottimi, ma restiamo in campo”. Così anche Edmondo Cirielli apre definitivamente le porte alla candidatura dei due esponenti forzisti nella corsa verso le regionali, ma non le chiude ad un suo impegno in primo piano per la conquista di Palazzo Santa Lucia, a cui aveva già espresso da tempo disponibilità. Per il questore della Camera dei Deputati obiettivo delle forze di centrodestra dev’essere quello di fare fronte comune per sconfiggere definitivamente il governatore uscente Vincenzo De Luca. E proprio al presidente della Regione Cirielli non ha risparmiato attacchi tracciando un bilancio assolutamente negativo della governance del PD in Regione Campania. “De Luca è stato un fallimento al di là di ogni più negativa ipotesi – ha infatti affermato Cirielli – Al di là dei nostri nomi che sono tutti validi abbiamo bisogno che la nostra sanità ed i nostri trasporti ritornino ad essere degni di una nazione civile siccome siamo all’anno zero”. Ad aggravare la situazione, secondo il leader salernitano di Fdi, c’é anche una finta opposizione del Movimento 5 Stelle, avversario a livello locale e al tempo stesso alleato del Pd al governo. Nessuna remora, almeno nelle intenzioni, verso un’unione con la Lega e con Forza Italia, cosa difficilmente immaginabile anche nel recente passato segnato, com’é ben noto, da contrasti vivaci con la vicepresidente della Camera. “Mara Carfagna è una candidatura di grande valenza istituzionale, per di più è anche salernitana e questo non può che farci piacere – ha commentato il dirigente di Fdi – Ma bisognerà verificare prima la presenza di un accordo a livello nazionale”. “Anche i valori liberaldemocratici sono importanti per la costruzione di un centrodestra unito che sappia dare risposte concrete e garantire i diritti – ha proseguito Cirielli, che però non ha risparmiato una stilettata agli alleati berlusconiani – È giusto che partiti più piccoli e minoritari come oggi Fi abbiano spazio a differenza del passato quando tendeva a prendere tutti i candidati”. Dunque un apertura al centro, ma senza fare passi indietro e con la consapevolezza dei mutati rapporti di forza elettorale: “Fratelli d’Italia è pronta a sostenere un candidato che rappresenti l’unità del centro destra ma al tempo stesso pronta anche a far valere la sdi Andrea Bignardi “Caldoro e Carfagna? Sono entrambi nomi ottimi, ma restiamo in campo”. Così anche Edmondo Cirielli apre definitivamente le porte alla candidatura dei due esponenti forzisti nella corsa verso le regionali, ma non le chiude ad un suo impegno in primo piano per la conquista di Palazzo Santa Lucia, a cui aveva già espresso da tempo disponibilità. Per il questore della Camera dei Deputati obiettivo delle forze di centrodestra dev’essere quello di fare fronte comune per sconfiggere definitivamente il governatore uscente Vincenzo De Luca. E proprio al presidente della Regione Cirielli non ha risparmiato attacchi tracciando un bilancio assolutamente negativo della governance del PD in Regione Campania. “De Luca è stato un fallimento al di là di ogni più negativa ipotesi – ha infatti affermato Cirielli – Al di là dei nostri nomi che sono tutti validi abbiamo bisogno che la nostra sanità ed i nostri trasporti ritornino ad essere degni di una nazione civile siccome siamo all’anno zero”. Ad aggravare la situazione, secondo il leader salernitano di Fdi, c’é anche una finta opposizione del Movimento 5 Stelle, avversario a livello locale e al tempo stesso alleato del Pd al governo. Nessuna remora, almeno nelle intenzioni, verso un’unione con la Lega e con Forza Italia, cosa difficilmente immaginabile anche nel recente passato segnato, com’é ben noto, da contrasti vivaci con la vicepresidente della Camera. “Mara Carfagna è una candidatura di grande valenza istituzionale, per di più è anche salernitana e questo non può che farci piacere – ha commentato il dirigente di Fdi – Ma bisognerà verificare prima la presenza di un accordo a livello nazionale”. “Anche i valori liberaldemocratici sono importanti per la costruzione di un centrodestra unito che sappia dare risposte concrete e garantire i diritti – ha proseguito Cirielli, che però non ha risparmiato una stilettata agli alleati berlusconiani – È giusto che partiti più piccoli e minoritari come oggi Fi abbiano spazio a differenza del passato quando tendeva a prendere tutti i candidati”. Dunque un apertura al centro, ma senza fare passi indietro e con la consapevolezza dei mutati rapporti di forza elettorale: “Fratelli d’Italia è pronta a sostenere un candidato che rappresenti l’unità del centro destra ma al tempo stesso pronta anche a far valere la sua autonomia”, ha concluso poi il questore della Camera.ua autonomia”, ha concluso poi il questore della Camera.




La Carfagna lancia ‘Forza Italia Viva’ In Campania? «E’ prematuro»

di Andrea Pellegrino

Si dice pronta a qualsiasi sfida. Compresa quella di “Forza Italia Viva”. Mara Carfagna, da Milano, lancia messaggi a tutti: al Cavaliere, alla Lega di Matteo Salvini e a Matteo Renzi. L’ex ministro alle pari opportunità pensa (con molta cautela) alla proposta di Silvio Berlusconi di scendere in campo in Campania, alle prossime elezioni regionali, ma strizza l’occhio a Matteo Renzi non risparmiando bordate all’altro Matteo, quello della Lega. «Se Renzi dicesse di non voler più sostenere il governo di sinistra e di avere altre ambizioni, allora ‘Forza Italia Viva’ potrebbe essere una suggestione. In questo momento stiamo giocando in due metà campo diverse. La mia è quella del centrodestra», afferma la Carfagna. Per quanto riguarda Forza Italia, Mara Carfagna sottolinea che «questa è una fase di passaggio per una comunità che vive con difficoltà una fase di travaglio interiore. Su cosa succederà prossimamente ci stiamo ragionando. Ci sono persone che si sono trovate a loro agio per 25 anni, ma ora si sentono come in casa d’altri». Da Matteo Renzi non tarda la risposta: «Porte aperte a chi vorrà venire non da ospite ma da dirigente. Vale per Mara Carfagna e per gli altri dirigenti del suo partito, ma noi non tiriamo la giacchetta».

IN CAMPANIA E’ prematuro, afferma Mara Carfagna: «In Campania si vota a maggio, ma bisogna essere pronti a qualunque tipo di sfida». Di certo, dice scherzando, non lo farebbe “per gentile concessione di Salvini”. Inoltre, «ci sono altre candidature autorevoli, si farà la scelta migliore non per il mio destino personale ma per il centrodestra in Campania – prosegue la salernitana Carfagna – Governare quella terra è una sfida enorme, chi fa politica non può tirarsi indietro». Il via libera a Carfagna candidata in Campania arriva poco dopo dalla senatrice leghista e candidata alla presidenza della Regione Emilia-Romagna Lucia Borgonzoni: «E’ una donna molto capace e anche lei è entrata in politica con tantissimi pregiudizi e tantissimi attacchi e ha dimostrato invece di essere brava e preparata molto più di tanti uomini». Sul tavolo di Silvio Berlusconi per la candidatura a governatore in Campania, intanto, restano i nomi dell’ex presidente della giunta regionale Stefano Caldoro mentre si fa spazio anche l’ipotesi di Antonio Martusciello, fondatore campano di Forza Italia negli anni ’90 e fratello dell’eurodeputato Fulvio. Martusciello potrebbe godere anche del disco verde della Lega mentre resiste, in parte, la proposta di Giorgia Meloni che ha calato, già da tempo, il suo candidato: il salernitano Edmondo Cirielli. La Meloni ha dichiarato, nel corso di un appuntamento di partito a Milano: «Mara Carfagna una personalità di massimo rilievo all’interno i Forza Italia e quindi sarebbe un candidato da prendere in considerazione. Sulla Campania, Forza Italia dovrebbe avere il compito di selezionare i possibili candidati e quindi ci farà i propri nomi». Favorevole alla candidatura di Mara Carfagna anche Ernesto Sica, ex sindaco di pontecagnano Faiano, attuale consigliere provinciale della Lega: «Ottima candidatura, come quella di Caldoro. Il candidato che meglio riesce a mettere insieme le anime e l’esperienza della liberale della destra è la nostra persona. Chi si assumerà questa responsabilità si deve preparare ad una trincea. Io affronto questa campagna elettorale – prosegue Sica – con determinazione e rinvigorendo il rapporto con la comunità salernitana, conscio dei colpi bassi che arriveranno».




Mara Carfagna divide i forzisti salernitani

di Andrea Pellegrino

«Tutto il coordinamento provinciale di Forza Italia sostiene Mara Carfagna». Così Sonia Senatore, dirigente provinciale azzurra, da anni vicina alle posizioni politiche dell’ex ministro alle pari opportunità. Ed ora più che mai sostiene la linea Carfagna all’interno del partito. Scissione? «Assolutamente no, Mara Carfagna resterà all’interno di Forza Italia fino a quando non sarà cacciata direttamente dal presidente Berlusconi». Per Sonia Senatore, «la strada tracciata da Mara Carfagna è quella giusta: occorre rispetto, basta guerre interne. Non è una guerra contro Berlusconi ma è una battaglia giusta per ristabilire in buon senso all’interno della coalizione». La partita importante e centrale è proprio in Campania, in vista delle prossime elezioni regionali: «Mara è la candidata giusta ma al momento non penso ci siano le condizioni affinché accetti la sfida. Con lei penso che si vinca, non ci sia proprio partita perché intercetta un consenso trasversale. Ma ciò deve partire dalla consapevolezza che i nemici sono il Pd e Vincenzo De Luca». Auspica unità, Francesco Pastore, ex candidato sindaco di Pontecagnano Faiano e attuale consigliere comunale: «Solo uniti si può portare in alto il partito come i vecchi tempi, soprattutto in vista di questa difficile ma non impossibile campagna elettorale per le regionale. Se si marcia tutti insieme – prosegue Pastore – la vittoria può essere realtà». «Mi auguro che Mara riprenda il suo posto da leader, quale è, all’interno del partito», incalza Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno e consigliere provinciale. «Non conosco le intenzioni dell’onorevole Carfagna – prosegue Celano – ma spero che all’interno della compagine si recuperi e che dunque Mara possa riprendere in mano le redini del partito. In Campania abbiamo bisogno di lei per vincere le regionali». Per Enrico Tucci, già consigliere comunale e coordinatore cittadino di Forza Italia a Battipaglia, «la strada giusta è quella di Mara. Molti amministratori locali sono pronti a seguirla». «La questione non è facile da spiegare, ma sono perfettamente consapevole che la Carfagna, in un momento di appiattimento, cerca di ricavare uno spazio per Forza Italia. Vedo i sondaggi e per la prima volta dopo tantissimo tempo, dopo le parole della Carfagna, Forza Italia acquista uno 0.2 per cento. Mara sta ragionando la leader e se fosse lei la candidata alle regionali vinceremmo sicuramente». «Noi non siamo né la stampella di Salvini né la stampella della Meloni; tanti amministratori locali in questo momento la seguirebbero, anche se fosse con Renzi, ci sarebbe da pensare», conclude. Minimizza su un possibile allontanamento della Carfagna da Forza Italia il coordinatore d’area nord della provincia di Salerno, Francesco d’Antuono. «Non cambierebbe granché, la collocazione della Carfagna è sempre all’interno del centrodestra, lei ha espresso il suo pensiero, quello che caratterizza Forza Italia, dove c’è libertà. Assicuro che qualsiasi ragionamento dell’onorevole Carfagna è all’interno del centrodestra quindi non cambierebbe quasi nulla». Critico Alfonso Maria Fimiani, ex dirigente azzurro: «Penso che Mara Carfagna abbia contribuito direttamente o indirettamente in maniera significativa al fallimento di Forza Italia in provincia di Salerno: le scelte della classe dirigente, la mancata valorizzazione delle forze migliori, le gratificazioni di yes-men e yeswomen hanno fatto sì che Forza Italia non fosse in grado di contrastare lo strapotere di De Luca e di arginare la leadership di Cirielli. Sognavo ed ho lottato per un Partito diverso, ma hanno soffocato la mia voglia di impegnarmi». Lapidario, infine, il segretario cittadino di Forza Italia di Cava de’ Tirreni, Fortunato Palumbo, che preferisce non esprimersi sul caso Carfagna: «Quello che interessa è l’unità del centrodestra, io sono di Forza Italia, lavoro sul territorio per questa unità e seguo le direttive del presidente Silvio Berlusconi».




Il Cav liquida i ribelli azzurri: Carfagna fuori dai giochi. Anche in Campania

di Andrea Pellegrino

Mara Carfagna è fuori dalla corsa alla presidenza della Regione Campania. Anzi, l’ex ministro potrebbe essere, nelle prossime ore, anche fuori da Forza Italia. Il Cav. praticamente ha liquidato i ribelli azzurri, Carfagna compresa, che hanno contestato l’astensione sulla commissione Segre. «No dubbi su valori di Forza Italia – ha detto Silvio Berlusconi – libero di vuole seguire altre strade». Oltre la Carfagna anche il salernitano Gigi Casciello ha contestato la votazione azzurra. Sulla scrivania del Cavaliere, dunque, la rosa degli sfidanti di Vincenzo De Luca si sfoltisce. Resta in pole in nome di Stefano Caldoro, così come crescono le quotazioni di Antonio Martusciello, fondatore di Forza Italia in Campania negli anni ’90. Sull’uscio anche Paolo Russo e l’ex assessore regionale al lavoro Severino Nappi. Ma non è esclusa neppure un opzione tecnica, espressione di ‘Altra Italia’, come l’imprenditore Paolo Scudieri, presidente del gruppo manufatturiero ‘Adler Pelzer’ e attuale presidente dell’Anfia, l’Associazione nazionale della filiera automobilistica. Quanto agli alleati, mentre la Lega si sfilerebbe dalla competizione (almeno per ora), Fdi ci avrebbe fatto più di un pensierino: forte del 10,4% in Umbria, Giorgia Meloni punterebbe a schierare per la presidenza della Regione, il questore della Camera Edmondo Cirielli. L’accordo rotto tra Pd e Movimento 5 Stelle spiana la strada a Vincenzo De Luca a sinistra. Il Pd fa quadrato, il Movimento 5 Stelle trova una nuova soluzione. Per ora il nome resta quello di Valeria Ciarambino ma non si esclude un impegno dell’attuale ministro allo sport Vincenzo Spadafora. Dipenderà anche da eventuali accordi con movimenti civici ed in particolare con DeMa di Luigi de Magistris. Per quanto riguarda quest’ultima intesa il tutto passerà anche per Palazzo San Giacomo




Carfagna e Caldoro si defilano Il Cav pensa a Martusciello

di Andrea Pellegrino

Ritorno alle origini. Questa potrebbe essere l’idea del Cavaliere per risollevare Forza Italia. E proprio dalla Campania, in vista delle prossime elezioni regionali, da Arcore potrebbe essere calato l’asso nella manica, nel caso in cui dovessero venire meno le altre candidature. Berlusconi potrebbe indicare il suo ex delfino, Antonio Martusciello, suo plenipotenziario politico campano negli anni 90. Fratello di Fulvio, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dopo l’esperienza parlamentare, Antonio Martusciello è un commissario di lungo corso dell’Agicom. Un nome di peso per saltare l’ostacolo e dopo un possibile e prevedibile no di Mara Carfagna, decisa a non accettare candidature al di sotto di Roma. Sul tavolo resta il nome di Stefano Caldoro, intenzionato più a lanciare una figura tecnica per la presidenza, ritagliandosi però un ruolo di peso all’interno del governo regionale. D’altronde, Caldoro è già stato seduto sulla poltrona più alta di Palazzo Santa Lucia e una sua ricandidatura ripropone, quasi in toto, lo scenario di cinque anni fa, con la sfida a Vincenzo De Luca. Non mancano altri tavoli di trattative e altri nomi: come quello di Severino Nappi, ex assessore regionale al lavoro della giunta Caldoro che da tempo ormai è in campo per la costruzione di un nuovo progetto politico all’interno della casa azzurra. Resta in piedi anche l’ipotesi Cirielli, nome calato da Giorgia Meloni. Secondo lo scacchiere politico nazionale interno al centrodestra a Fratelli d’Italia spetterebbe la leadership in Puglia mentre quella della Campania, così come è storicamente, è appannaggio degli azzurri. Ma da qui alla presentazione delle liste tutto potrà ancora accadere. Così come è da definire il ruolo della Lega in Campania. Dopo Grant, nome ufficiale che il Carroccio ha fornito alla coalizione si lavora ancora intorno a Gennaro Sangiuliano, nome ben visto anche dal Cavaliere. Ad oggi la Lega campana ha un problema in più: il commissario Volpi, infatti, dopo la recente nomina alla guida del Copasir dovrà lasciare l’incarico. Nei prossimi giorni, ad elezioni umbre fatte, probabilmente Salvini metterà mano al caso campano, dove il partito è ancora lontano dalla sua conformazione classica.