La sfida di Ariccia: «Da noi la foresta incantata. Sfideremo Salerno». Il giardino è a Torre Annunziata, la slitta è a San Lorenzello

Andrea Pellegrino

Chi avesse nostalgia della foresta incantata potrà recarsi ad Ariccia mentre per i nostalgici del giardino incantato dovranno fare tappa a Torre Annunziata. Qualche pinguino si trova a Gaeta mentre slitta di Babbo Natale e dragone sono a San Lorenzello. Luci d’Artista, insomma, un po’ ovunque nel Sud Italia. Da Ariccia a scendere giù ormai le luminarie illuminano gran parte dei comuni. E in alcuni casi sono d’Artista ed anche a pagamento. Basti pensare che ad Ariccia si paga il biglietto per poter visitare la “Foresta incantata”: 5 euro per i bambini, 10 per gli adulti. E sul web la manifestazione di Ariccia assomiglia decisamente a quella di Salerno. E Giorgio Leopardi, consigliere delegato agli eventi, sport e tempo libero ad Ariccia dice: «Faremo concorrenza a Salerno e alle più grandi città italiane, continua Leopardi, con le grandiose luminarie che riprodurranno un contesto incantevole per la prima volta ad Ariccia ed ai Castelli Romani». Poi ci sono le installazioni di casa nostra. Quelle di Baronissi e di Cava de’ Tirreni. Naturalmente il primato dei costi spetta alla città di Salerno. A Lamezia Terme per l’installazione delle luminarie natalizie sono stati previsti 23 mila euro per illuminare diciotto zone tra strade e piazze del comune da 70mila abitanti. A San Lorenzello, in provincia di Benevento, l’evento è organizzato dal “Comitato civico illumina il tuo paese”, e per quest’anno è prevista anche la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Sul sito web si legge: «Organizzato dal comitato civico “Illumina il tuo paese”, con luminarie artistiche realizzate da un’azienda locale e prende spunto dalla blasonata edizione salernitana già in corso per le vie del centro di Salerno. Tutto il paese è già all’opera dagli inizi di novembre per preparare al meglio e nei minimi particolari l’evento natalizio. Ad accogliere i turisti ci pensa un immancabile Mercatino di Natale e il Mercatino dell’antiquariato tradizionale. Animazioni e musica per le vie del centro antico accompagnano i visitatori in tutta la loro permanenza». A Cava de’ Tirreni il costo quasi complessivo della manifestazione natalizia si aggira intorno ai 25mila euro. Albero compreso. Dalla vallata metelliana non mancano commenti taglienti sulle Luci di Salerno. «Beh certo, un po’ pacchiane le luminarie (di Salerno, ndr) lo sono – spiega il consigliere comunale Marisa Biroccino – ma è impossibile fare un confronto con quelle di Cava, sia per la portata dell’evento sia per la cifra a disposizione dei Comuni. Due milioni contro venticinquemila euro non sono confrontabili, certo possiamo fare di meglio ma è preferibile rimanere nei canoni classici dell’eleganza e dello stile che sono propri del nostro borgo magno». A Torre Annunziata, invece, sono stati stanziati 25mila euro per l’installazione delle luminarie natalizie. Cifre, insomma, ben distanti dai quasi tre milioni di euro spesi dalla città di Salerno




Il sindaco di Cosenza non ci sta: “A Salerno spesi 4 milioni di euro per le luci”

di Andrea Pellegrino 

«La vicenda in sé è quasi ridicola perché ci si chiede come mai siano stati utilizzati 700mila euro in cinque anni (suddivisi in eventi svoltisi durante tutto l’arco dell’anno: San Giuseppe, Lungofiume, Buone Feste, etc.) quando in altre città come Salerno si spendono 4 milioni all’anno solo per le luci di Natale». Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza, proprio non ci sta sull’apertura di una indagine da parte della Guardia di Finanza sulla spesa di 700mila euro per le luminarie nel suo Comune. Guarda Cosenza e pensa a Salerno dove da anni si spendono milioni di euro per il solo evento di “Luci d’Artista”, utilizzano lo stesso metodo di affidamento. L’occhio della Guardia di finanza si è posato sul Comune calabrese, sulle spese effettuate negli ultimi tre anni per le illuminazioni artistiche della città. Si tratta di una cifra che oscilla attorno ai settecentomila euro. Cifra spalmata, tra l’altro, negli anni. «C’è una città di media grandezza che spende 20 volte in più per il solo evento di Natale», rincara Occhiuto rispetto all’inchiesta in corso. L’obiettivo è quello di verificare la regolarità degli affidamenti dei lavori, deliberati volta per volta dalla giunta guidata dal sindaco Mario Occhiuto, quasi sempre in favore della stessa ditta: la “Medlabor”, con sede in via Rebecchi, nel centro storico di Cosenza. A sostenere la tesi di Occhiuto è Roberto Celano, consigliere comunale e provinciale di Salerno che in un esposto inviato alla Corte dei Conti e all’Anac di Cantone scrive: «Anche a Salerno così come a Cosenza sembrerebbe si sia sempre proceduto ad affidamento diretto per l’acquisizione di luminarie da catalogo per importi di gran lunga superiori senza che alcun organo di controllo, ad oggi, abbia mai nulla eccepito sulla trasparenza delle modalità adottate». «Svariate volte, ho sollecitato  – dice ancora il consigliere Celano – l’opportunità di bandire una gara pubblica per l’individuazione del fornitore, considerato che le luminarie, acquisite su catalogo, sebbene in gran parte dei casi di bella fattura, nulla hanno di artistico e possono essere acquisite da chiunque ritenesse di impegnare ingenti risorse per allestire la città con luci di Natale».




Smog a Salerno, quasi raggiunta la soglia di attenzione

di Andrea Pellegrino

Traffico e smog. I due problemi camminano a braccetto e ad oggi siamo ad un passo dal superamento dello sforamento della soglia consentita di Pm10. Sarà che tra qualche giorno il contatore si azzererà ma, allo stato, resta che al 23 dicembre scorso (ossia quattro giorni fa) la centralina dell’Arpac posizionata nei pressi dell’ex ospedale di via Vernieri aveva sforato già trentaquattro volte il valore di polveri sottili nell’aria. A trentasei, ossia due volte in più, dovrebbero scattare i provvedimenti del caso per abbassare il livello di inquinamento in città. D’altronde non ci sarebbe bisogno neppure delle centraline Arpac per rendersi conto che la situazione smog non sia proprio delle migliori in città, in considerazione anche di un (non) piano traffico che tiene prigionieri per ore gli automobilisti su quasi tutte le arterie cittadine.




Pac III Piano “Terra dei Fuochi”: qui sono stati presi i soldi per le Luci

di Andrea Pellegrino

Aveva annullato tutto, all’indomani del suo insediamento a Palazzo Santa Lucia, contestando la scelta di Caldoro fatta sui «fondi destinati al marketing» per ribaltare l’immagine della Campania dopo Terra dei Fuochi.  Vincenzo De Luca quei soldi li ha comunque utilizzati, mandandone una parte sostanziosa (quasi quanto a Napoli) nella sua Salerno per finanziare le sue “Luci d’Artista”. Novecentomila euro arrivati dritti nel capoluogo salernitano (Napoli ne ha avuto un milione) per sostenere la consistente spesa – circa 3 milioni di euro complessivi – per le luminarie natalizie. L’escamotage arriva direttamente dai fondi risparmiati (o meglio cancellati) dalla promozione ci sarebbe dovuta essere dei prodotti provenienti dalla “Terra dei Fuochi” all’Expo. Un ammontare di 3milioni e 200mila euro gestiti, per mezzo della Regione Campania, quindi dello stesso Vincenzo De Luca, da Sviluppo Campania che il 26 novembre scorso ha pubblicato l’avviso rivolto ai cinque capoluoghi di provincia della Campania. La misura è: Pac III Piano “Terra dei Fuochi”; i progetti finanziati riguardano “Arte e cultura per follow up Expo 2015”. In sintesi tutto ciò che c’è di promozione del territorio, nello specifico dei prodotti tipici delle nostre terre al fine di scrollarsi di dosso l’immagine di “Terra dei fuochi” dopo la chiusura della fiera mondiale di Milano. Quindi, nel caso specifico di Salerno, Luci d’Artista che rientrano pienamente nei progetto ammissibili, sanciti dall’articolo 3 dell’avviso regionale. «Per eventi ed iniziative si intendono: mostre, saloni, convegni, concerti, spettacoli, festival, rassegne, kermesse gastronomiche, degustazioni, show coking, da realizzarsi nell’ambito del proprio territorio nel periodo decorrente dal 1 novembre 2015 al 31 dicembre 2016».
Secondo la ripartizione dei fondi, Salerno sarebbe al passo con Napoli – un milione di euro per il capoluogo partenopeo; 909mila euro a Salerno; poi 515mila euro a Caserta; 405mila euro a Benevento ed infine 369mila euro ad Avellino.
L’opposizione regionale insorge e chiede che si faccia chiarezza in commissione trasparenza.  «Vincenzo De Luca chiarisca un aspetto inquietante. Per Luci d’artista a Salerno ha utilizzato i fondi destinati a Terra dei Fuochi ed alle imprese?», dice Massimo Grimaldi, questore al personale e componente del gruppo Caldoro presidente. «Nel bilancio del Comune di Salerno compaiono 909.075 euro per attività artistiche e culturali. Sarebbero fondi di sviluppo Campania ex Dgr 53 2015. Risorse che devono servire per rilanciare i prodotti e le imprese che hanno sofferto per il fenomeno ‘Terra dei Fuochì. In particolare Sviluppo Campania avrebbe utilizzato le misure previste nell’azione 8, Arte e cultura per Expo. A Milano infatti fu immaginata una utile occasione per difendere le nostre eccellenze». «La casa di vetro è sempre più opaca. De Luca – sottolinea Grimaldi – chiarisca se si tratta di fondi destinati a dare risposte a Terra dei Fuochi. Ci spieghi quale sarebbe il legame poi fra Expo e Luci d’artista e ancora con quale criterio a Salerno vanno più fondi di Napoli. Perché, per una emergenza cosi grave, non si siano concentrate tutte le risorse fra l’area Nord di Napoli e Caserta. Sarebbe interessante conoscere il parere della presidente Ciarambino, alla quale invierò tutta la documentazione, e del Pd napoletano e Casertano». «Nella pubblica amministrazione – conclude Grimaldi – si scelgono le priorità. Luci di artista è un bell’evento ma non è priorità. Iniziative che hanno quei numeri si finanziano infatti con i privati e con gli sponsor, non solo con la mano pubblica. È vecchia politica».
Da Palazzo Santa Lucia arriva poi la nota: «Si fanno passare i finanziamenti destinati al marketing territoriale (Pac III) per fondi destinati a interventi ambientali, come se fossero stati sottratti a un inesistente capitolo “Terra dei fuochi”. Come se si fossero stati preferiti alcuni eventi, al dramma che invece concretamente si sta affrontando a cominciare dall’eliminazione delle ecoballe. Quello che esiste invece è il titolo “Piano Terra dei Fuochi” riferito alla partecipazione della Campania all’Expo 2015. All’esposizione universale, recuperata in extremis altrimenti si sarebbero persi non solo fondi ma anche la possibilità di sconfessare in modo scientifico e in una vetrina internazionale i pregiudizi di anni di aggressioni mediatiche contro la “buona terra”, la Campania ha portato la propria cultura, i propri monumenti, l’orgoglio della dieta mediterranea e per la prima volta i dati ufficiali che demoliscono la campagna denigratoria sui prodotti alimentari scaturita dalla cattiva gestione dell’emergenza rifiuti iniziata 15 anni fa. Per l’Expo, la precedente amministrazione aveva stanziato ben sei milioni di euro. L’attuale amministrazione ha risparmiato 3,2 milioni».




Allarme smog a Salerno per luci d’artista. In 26 giorni 13 sformati dei limiti massimi di Pm10

Luci d’artista “produce” smog. Salerno come Pechino in questi giorni? Non proprio ma dal 10 novembre al sei dicembre i livelli d’inquinamento sono aumentati notevolmente, tanto che per 13 volte è stata sforato il livello massimo consentito di 50 microgrammi giornalieri di Pm10. In pochi giorni (26) ci sono stati più sforamenti che nei primi dieci mesi dell’anno (nel periodo gennaio – ottobre 2015 sono stati complessivamente  12). In pratica un giorno si e un altro no, in media, ha Salerno l’aria è irrespirabile.  La causa è l’aumento del traffico veicolare per le luci d’artista e il buon tempo (non piove da settimane).

Si cercano soluzioni. E si riparla della non facile disposizione della circolazione a targhe alterne




Pastena alza la voce: «Illuminate anche noi»

La zona orientale è sempre stata trattata come la Cenerentola della città. Lontana dalla ribalta e visibilità delle luci che in questo periodo stanno attirando presenze dalle zone limitrofe e regioni vicine. Diverse le opinioni dei vari commercianti del quartiere Pastena. Anna Liambo della nota pescheria “L’Ippocampo” di via Madonna di Fatima sottolinea tutte le spese a carico degli stessi commercianti per le “luci fai da te”: “A parte che la corrente elettrica è a nostro carico – afferma la titolare – “L’illuminazione comunale, infatti, non funziona qui ma, poi, per dare quel tocco in più al nostro esercizio commerciale in questo periodo di festa abbiamo installato una scenografia di luci a nostre spese altrimenti staremo completamente al buio in questa strada. Noi qui sopravviviamo, non viviamo. Eppure siamo in regola con tutto, paghiamo le tasse. Qui abbiamo anche dei diritti non solo dei doveri e c’è da dire che né Villa Carrara né il Parco del Mercatello vengono adeguatamente valorizzati: se venisse installata qualche luce anche lì, un po’ più di movimento ci sarebbe anche nel nostro quartiere”. Per la titolare del negozio di fiori “Il tulipano nero”, “nei giorni di festa questa strada è una desolazione e diventa anche una zona a rischio poiché è priva di vigilanza: la sera si vedono facce poco raccomandabili, si è costretti a chiudersi dentro”. La soluzione, secondo la commerciante, sarebbe quella di “animare la zona con qualche bel mercatino natalizio o qualche altra attrazione. Sarebbe tutt’altra cosa”. Rosario Di Domenico della nota piadineria “I Love Piadina” di via lungomare Colombo (tratto che come fanno notare lo stesso Rosario e altri cittadini soffre del frenetico transito delle navette che sfrecciano troppo velocemente anche nei punti dove si trovano le striscie pedonali, nda) espone ottime soluzioni: “Credo che l’iniziativa voluta dal sindaco per la città sia ottima. Va solo organizzata meglio poiché qui nella zona orientale il Natale non si respira; i turisti finiscono per non vedere la città ma solo il centro. Io proporrei di limitare il transito dei pullman dei turisti in città per risolvere il problema della viabilità e confusione in modo che anche i residenti possano godersi la propria passeggiata domenicale; creare una card d’ingresso per i turisti dietro corresponsione di modico contributo economico, con annessi depliant dei locali gastronomici e notturni e di tutte le attività commerciali della zona sia ovest che est della città con eventuali pacchetti di offerte che eventualmente i diversi commercianti potrebbero attuare sui propri prodotti e servizi”. Ma secondo il propositivo esercente, le stesse luminarie dovrebbero e potrebbero essere prodotte a Salerno. “Perché non far progettare, far costruire le luminarie natalizie da architetti e artigiani locali, in modo che gli stessi possano essere conosciuti anche in Italia? Tutto ciò contribuirebbe a far girare l’economia locale, farebbe bilancio, oppure si potrebbe mettere qualche attrazione anche qui. Noi commercianti proponiamo qualche suggerimento per migliorare la situazione anche qui in periferia. Colgo l’occasione quindi per invitare con piacere il sindaco Vincenzo De Luca a gustare le nostre specialità romagnole presso la nostra piadineria per constatare da vicino quanto detto”.

Anna Santimone




E’ arrivato Natale: si pensa già alle Luci d’Artista

A Salerno si respira già aria natalizia. O almeno è la Giunta comunale ad essersi proiettata in avanti. Sarà che l’estate fatica ancora a fare davvero capolino ma a Palazzo di Città la mente è già corsa all’inverno. Già perché lo scorso 18 luglio, la Giunta municipale (con il sindaco Vincenzo De Luca assente) ha deliberato “il programma di intervento per il sostegno e rilancio delle attività economiche da effettuarsi nel periodo di novembre 2014 – gennaio 2015”. Insomma, hanno approvato la nona edizione di “Luci d’Artista” che, come di consueto, si terrà nel trimeste a cavallo tra la fine dell’anno in corso e l’inizio del prossimo. E a quanto pare, quest’anno il numero delle luci è destinato anche ad aumentare. Con relativi costi. Nella delibera, infatti, si legge che «anche per questa edizione, l’amministrazione comunale, con l’investimento di nuove risorse, intende procedere allo sviluppo di un’ulteriore fase del programma iniziale, comprendente, oltre alla integrazione delle opere già installate, anche la realizzazione di opere nuove». Una nuova fase che, secondo la Giunta, «consentirà di incrementare la qualità dell’evento, nonché estendere lo stesso ad altri luoghi del territoritorio cittadino». Il programma sarebbe già pronto – elaborato dall’Unità operativa pubblica illuminazione – per essere approvato dal dirigente del servizio manutenzione infrastrutture, il quale darà il via libera per la sua attuazione e per definire l’impegno di spesa per l’edizione 2014-2015 di Luci d’Artista. Insomma, a breve – probabilmente a partire da settembre – cominceranno gli allestimenti e a Salerno sembrerà che l’estate non sia mai arrivata, complice sì il meteo bizzarro ma anche il clima natalizio che si respira già a fine luglio.

(man)




Salerno si assicura le guide di domani

di Francesco Carriero

I ragazzi scendono in campo per la propria città ed entrano a contatto con il mondo del lavoro, nel settore turistico. Questo, in breve, il positivo bilancio della prima work experience fatta da 53 alunni del liceo Regina Margherita, che, agli ordini della professoressa Paola Scocozza, durante il periodo delle Luci d’Artista hanno prestato servizio volontario come guide turistiche. Nella giornata di ieri l’Amministrazione comunale ha voluto ringraziare i ragazzi per la loro opera, consegnandogli degli attestati di merito. «Questa esperienza – ha spiegato la dirigente scolastica del liceo Regina Margherita, Virginia Loddo – ha permesso agli alunni di venire a contatto con la realtà del nostro territorio e ha permesso loro di svolgere una vera esperienza lavorativa, che ha permesso loro, tra le altre cose, di avere esperienze dirette con visitatori provenienti dall’estero e quindi di cimentarsi in altre lingue. la work experience è stata un successo soprattutto grazie al lavoro sinergico svolto tra la scuola e i vari enti coinvolti. Il mio auspicio è quello di poter replicare l’iniziativa il prossimo anno». Ma Salerno si appresta ad accogliere anche i numerosi turisti che tra qualche mese sbarcheranno in città dalle navi da crociera e, vista la bravura degli studenti e il successo dello stage nel periodo delle “Luci”, l’assessore Maraio, si augura di poter utilizzare il loro lavoro anche per da guida ai croceristi: «Ringrazio gli studenti per l’ottimo lavoro svolto – ha dichiarato l’assessore – ed intendiamo continuare questa collaborazione con il Regina Margherita e con altri istituti della città. È stato un esperimento ben riuscito che ha creato un primo contatto scuola-mondo del lavoro da parte di alunni motivati e qualificati. L’idea è quella di replicare questa esperienza anche in vista della stagione crocieristica». Il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca ha voluto consegnare personalmente gli attestati di merito ai ragazzi, spronandoli a difendere la città dal provincialismo e dalla cafoneria che le impediscono, a detta dello stesso sindaco, di compiere il passo definitivo verso l’Europa e di diventare una città a totale vocazione turistica: «Difendete ed incrementate – ha detto De Luca agli studenti presenti – il respiro europeo che ha conquistato Salerno e liberiamo insieme la città degli ultimi residui di cafoneria e provincialismo. Salerno non è una città d’arte con flussi turistici automatici nonostante ciò attira moltissimi visitatori. Siamo una città di mare che però piace anche e soprattutto di inverno grazie alle Luci d’Artista. Il nostro è un miracolo. Ma quando ho proposto l’evento per la prima volta, ho dovuto combattere contro la cafoneria e il provincialismo. Abbiamo già iniziato a lavorare alla prossima edizione delle Luci, incontrando gli amici di Torino. Ci saranno interessanti novità soprattutto sul Corso cittadino. Peccato che dalla Regione e dal Governo non arrivi un euro




Luci, tanta gente e pochi affari

Le Luci d’Artista portano pochi soldi nei registratori di cassa dei commercianti salernitani. Quest’anno meno ancora che nelle passate edizioni della rassegna natalizia salernitana. Benché siano sempre maggiori di quelli che si registrano durante il corso dell’anno, il volume di introiti durante il periodo della manifestazione più conosciuta di Salerno non è che tocchi picchi altissimi. Quel che è certo, secondo gli esercenti del centro cittadino, è che probabilmente se non ci fossero state le Luci non avrebbero incassato nemmeno quello che sono riusciti a racimolare nel corso dei tre mesi di evento. Il dato che segnalano è che «i visitatori entrano, danno uno sguardo e vanno via» – spiegano – «nella maggior parte dei casi, però, noi le persone le vediamo solo dalle vetrine». Altra pecca fondamentale è quella relativa alla “qualità” del visitatore: molti sono stati i casi in cui proprietari di attività commerciali e commessi hanno dovuto fare i conti con visitatori che di pagare la merce presa non avevano intenzione. Altro capitolo è quello dell’immondizia depositata avanti alle vetrine dei negozi da parte di escursionisti poco attenti all’igiene della città che li sta ospitando. Dunque, non tutti sono soddisfatti dal tipo di turismo che Salerno sta attirando a sé ed infatti la richiesta è di non ritrovarsi in difficoltà con la clientela. Inoltre diversamente dai precedenti anni, durante l’ultima fase dell’anno è stato registrato un bilancio meno cospicuo per quanto riguarda le vendite. Le lamentele da parte dei commercianti sono state proprio quelle di non avere un turismo selezionato: pare che chiunque si imbarchi alla volta della città di Salerno persino portandosi la cena da casa, mentre una fetta minore ha usufruito completamente dei servizi della città, dalla metropolitana, allo shopping nei negozi alla sosta al bar e i pasti nei ristoranti. «Durante la settimana sono state effettuate meno vendite, ma di certo senza le Luci d’Artista non avremmo neppure avuto quell’affluenza tale da effettuarle» – dichiara lo store manager di Swarovski Carlo Di Falco (foto) che ha notato un calo rispetto agli anni precedenti ma sicuramente un crescendo nel periodo natalizio dovuto alle Luci. «Un bilancio nel complesso positivo, ma bisogna puntare ad un turismo di qualità, non di massa». Dunque, nonostante le tanto decantate Luci d’Artista, pare che questo sia stato un fine anno piuttosto fiacco per quanto riguarda i guadagni dei negozianti, che richiedono un target più elevato di turisti e la promozione di più eventi del genere per poter avvantaggiare il commercio salernitano.

Francesca D’Elia




Dal viadotto all’Arechi Serpentone di auto immobilizza Salerno

di Marta Naddei

Al confronto, la “Mission: impossible” di Tom Cruise era una passeggiata. Affrontare il traffico di Salerno nell’ultimo sabato del 2013 di Luci d’Artista è stata impresa per persone dai nervi di ferro. E come in ogni missione impossibile che si rispetti, le difficoltà sono disseminate lungo tutto il percorso. A partire dal viadotto Gatto dove gli automobilisti hanno dovuto fare i conti con i bisonti della strada, i tir ed in particolare quelli che trasportano automobili, che viaggiavano tranquillamente da e per il porto commerciale di via Ligea. Risultato? Fin dalla frazione Molina di Vietri sul Mare, dalle 16.30, la circolazione era praticamente ferma con chilometri di auto in coda. La zona di Canalone completamente ingolfata dal traffico veicolare in direzione Salerno ed anche nella carreggiata opposta, proprio verso Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni. Non che a Fratte la situazione fosse migliore: anche lì, automobilisti pazientemente incolonnati, con la speranza di poter giungere presto al centro. Difficoltà numero due: uno dei maggiori problemi, giunti con la propria vettura a Salerno città, è sempre quello del parcheggio. E allora ecco che, per montare il palco per il concerto della notte di san Silvestro, è stato chiuso anche il parcheggio di piazza Amendola, uno dei pochi presenti nel cuore della city. L’allestimento del palcoscenico, probabilmente, avrebbe potuto attendere ancora qualche ora, in modo da non creare ulteriori disagi ad un già congestionato sistema di viabilità. Così, il Lungomare cittadino si è ben presto trasformato in un lungo serpentone di automobili con andatura a passo d’uomo, tra clacson strombazzanti e conducenti di auto e bus sull’orlo di una crisi di nervi. Non che ai motociclisti sia andata meglio: nemmeno scooter e moto hanno avuto vita facile nell’affrontare il traffico salernitano, con ogni anfratto di strada sbarrato da macchine incolonnate o “sapientemente” parcheggiate in doppia fila. Quel che è certo è che i visitatori le Luci d’Artista sono riusciti certamente a vederle bene, sostando in auto per diversi minuti, spesso anche a motore spento in attesa di poter rimettersi in marcia, dalle proprie comode autovetture. Terzo ostacolo: il tentativo di salire sulle navette del Cstp e sul treno metropolitano una volta giunti presso il piazzale dello stadio Arechi. Tantissime, infatti, sono state le persone che si sono assiepate allo stazionamento in attesa di un autobus o della successiva corsa della linea ferroviaria. A dirigere le operazioni, l’assessore comunale alla mobilità Luca Cascone. Il tentativo di dirottare tutte le auto e i bus turistici nell’estrema zona orientale di Salerno sembra non aver funzionato nemmeno questa volta. Il tutto con buona pace dei cittadini salernitani, alle prese con l’ennesimo sabato da sequestrati in casa e con lo smog sempre più alle stelle.