Scafati. Cagnolino salvato da una campana di vetro

SCAFATI. Vigili e cittadini salvano un cagnolino intrappolato. Erano circa le 10 di ieri mattina che in via Dante Alighieri, alle spalle del santuario di Bagni, quando una donna,  mentre gettava del vetro nella campana per lo smaltimento, ha udito dei latriti. I lamenti hanno attirato l’attenzione anche dei residenti delle abitazioni vicine. La signora è corsa in un primo momento in un bar vicino per chiedere aiuto mentre altri cittadini scendevano in strada per appurarsi della provenienza di quei lamenti, di quello che già si presupponeva fosse un cagnolino rimasto intrappolato. La folla interessata è aumentata. Nel frattempo è  stata allertata la polizia municipale che immediatamente si è precipitata sul luogo. Anche loro hanno cercato di afferrare il cagnolino che gironzolava tra bottiglie e vetri rotti rendendo il suo salvataggio sempre più difficoltoso, aumentando il rischio che si potesse ferire e morire dissanguato.  Si è pensato di chiamare la ditta che gestisce le campane per il vetro quando Julia, una donna presente, è corsa a comprare un retino da pesca con il quale ha raccolto il cucciolo con l’aiuto dei vigili urbani. Julia, aiutata dalla cognata Fabiana, hanno messo il retino da pesca nella campana da uno dei due fori presenti sul lato superiore e gli agenti municipali lo hanno raccolto finalmente dall’altro foro. Non si conoscono i motivi per i quali il cagnolino si trovasse nella campana e non si esclude il gesto di un idiota.

Il cagnolino è stato chiamato Fortuna.

Gennaro Avagnano

La donna che ha salvato il cane dalla campana di vetro

La donna che ha salvato il cane dalla campana di vetro




Salerno. Porto. Vigili assenti e caos all’interno

di Andrea Pellegrino

Il duplice problema interno ed esterno al porto commerciale avrebbe il medesimo comune denominatore: l’assenza di controlli da parte degli organi preposti. Così, a quanto pare, ognuno fa quel che vuole all’interno ed all’esterno dello scalo commerciale generando così l’insopportabile caos che da settimane è sotto gli occhi di tutti. E se all’esterno del porto, il problema riguarda la viabilità congestionata lungo il viadotto Gatto e via Ligea, all’interno dello scalo il problema è analogo. Si dice, infatti, che a bloccare l’ingresso dei tir al porto sia il disordine interno alla struttura. Auto fuori posto occupano, infatti, abusivamente quasi tutti gli spazi creando intralcio alla circolazione interna. Le stesse bisarche scaricherebbero al di fuori degli spazi consentiti, aggravando di non poco il caos. Un maggiore controllo, dunque, da parte degli organi preposti, ed in particolare da parte della Capitaneria di Porto, potrebbe agevolare il transito interno e l’ingresso, dunque, dei mezzi pesanti. Ma nessun vigile urbano si vede da tempo lungo il tragitto del viadotto Gatto e di via Ligea, dove non manca la sosta selvaggia, soprattutto in questo particolare periodo dell’anno.
Il comando di polizia locale rispetto alla grave situazione sarebbe completamente assente, nonostante i problemi di viabilità che dovrebbero essere di competenza dei caschi bianchi. Eppure nel corso degli anni non sono mancati gli incidenti, anche mortali, lungo il viadotto Gatto che è porta d’ingresso della città, nonché importante arteria di collegamento tra lo svincolo autostradale e via Ligea.
Intanto s’attende la convocazione, o comunque una risposta da parte della Prefettura di Salerno, sollecitata sia dall’autorità portuale e sia dal consigliere comunale Antonio Cammarota.

 

Piano traffico: Cascone convoca una riunione per lunedì. Si punta al senso unico nel tratto finale

Sul tavolo di lavoro ci sarebbe una prima ipotesi da parte dell’assessorato ai trasporti del comune di Salerno guidato da Luca Cascone, recentemente eletto consigliere regionale. Almeno secondo prime indiscrezioni. Il piano, dopo aver monitorato le ore più “calde” sotto il profilo della viabilità, riguarderà la possibilità di rendere il tratto finale del viadotto a senso unico, in modo da consentire alle auto di utilizzare una corsia fino alla rotatoria di via Ligea. Naturalmente il tutto monitorato per non creare ulteriori problemi alla circolazione.                                (a.p.)




Asl Salerno: 330 medici dovranno resituire 7 milioni di euro di Alpi

DA LE CRONACHE OGGI IN EDICOLA

TUTTI I PARTCOLARI DELL’INCHIESTA. UN AMMINISTRATIVO MINACCIATO, IL CALO DEL CONTROLLI

Al centro dei controlli l’attività libero professionale. Le irregolarità negli ospedali Nocera, Pagani, Vallo e Eboli

NOCERA INFERIORE. E’ mai possibile che accadono cose simili ancora oggi?- Sono circa 330 i medici in servizio principalmente all’ospedale di Nocera Inferiore e in quello di Pagani, oltre che a Vallo della Lucania e, in misura minore ad Eboli, che avrebbero eseguito Alpi e straordinari senza che fossero stati autorizzati a farlo. In più, sarebbero state evidenziate altre irregolarità, come la mancata timbratura dei cartellini, gli elenchi dei turni dis ervizio che non si trovano, nessun giustificativo del perchè effettuare straordianri o Alpi e tanto altro ancor come la mancata autorizzazione di molte determine di liquidazione delle ore di lavoro effettuate oltre quelle contrattuali. E proprio l’Alpi, l’attività libero professionale che i medici prestano oltre l’orario nomrale da contratto, ad essere finito al centro delle inchieste dei carabinieri dei Nas, dell’ispettorato del lavoro di Salerno e di diverse procure prima e poi, ora, con il lavoro della commisisone voluta dal direttore generale dell’Asl Salerno, Antonio Squillante,  e composta da Luigi Lupo, Luigi Grimaldi e Maria Rita Ciliberto, tre direttori amministrativi.
La commisione ha lavorato dopo che per lugo tempo gli ispettori della direzione territoriale del lavoro di Salenro avevano indagato assieme alcuni funzionari dell’ufficio personale. Il pool investigativo, già lo scorso anno, aveva scoperto le irregolarità e le aveva denunciate alle procure di Nocera e Salerno.
Il lavoro della commisione dell’Asl  ha concluso la prima tranche relativa agli anestesisti del presidio Nocera-Pagani. Ventuno quelli che dovranno restituire in totale 441mila euro e c’è anche chi per parte sua deve ridare alle casse dell’Ente 104mila euro.
Gli ispettori prima e i commissari dopo hanno trovato che, in soldoni, in molti casi, sulla carta veniva effettuata l’attività libero professionale senza che nessuno l’avesse autorizzata o, quando pagata, non c’erano le autorizzazioni alla liquidazione. I controlli erano insufficienti o assenti. Tutto questo non consente di chiarire se i medici anestesisti abbiano o meno effettivamente svolto le ore di lavoro eccedenti e se fossero state pagate come straordinario o Alpi.
Dalla documentazione e dalle dichiarazioni rese ai commissari  emerge inolttre che alle ore prestate dal medico venivano sottratte quelle da contratto e quelle in eccedenza venivano liquidare direttamente come Alpi a 60 euro l’ora, di più che per lo straordinario..
Una serie di irregoalrità che portano i commissari a dire che  i medici devono restituire le somme percepite a fronte  di prestazioni lavorative eccedenti, anche se sono state effettivamente rese, ma che comunque, non risultano giustificate.

I 21 anestesisti possono anche opporsi ai risulati della commisione di verifica e rappresentare le loro ragioni.
Alcuni giorni fa, l’accordo tra Asl e gli anestesistiti per pagare loro gli arretrati per lo starordinario effettuato. Chissà se questo provvedimento avrà un peso sulla liquidazione .

«Una gestione di caos amministrativo gestionale degli anestesisti»

NOCERA INFERIORE. «La Commissione non può fare a meno di rilevare una -evidente situazione – al tempo di caos amministrativo/gestionale che, probabilmente si era consolidata negli anni e che si sostanzia nelle presenza» di diverse criticità. La Commisisone interna all’Asl definisce addirittura caotica la gestione dell’Alpi.
Ci sarebbe stata un’abitudine consolidata a disattendere le disposizione impartite dalla Direzione, scarsi controlli sulle procedure sia di competenza sanitaria che amministrativa, l’inosservanza diffusa del codice di comportamento  e dei conseguenti obblighi da medici anestesisti che, fatte le debite eccezioni, sistematicamente hanno omesso di marcare il cartellino marcatempo.
Per i commissari è possibile ceh qualcuno non abbia timbrato per dimenticanza ma c’è chi lo ha fatto ripetutamente e quindi pensare auna dimenticanza è difficile. Comuqne pure se tutti i medici avessero effettuato le prestazioni pagate ciò non è dimostrabile per la mancanza dei giustificativi della mancata timbratura e per la mancanza di un formale turno a consuntivo di queste attività. Non c’è traccia di contrattazione preventiva sulla attività aggiuntiva da espletare da parte degli anestesisti né dell’autorizzazione preventiva alle prestazioni da parte del direttore sanitario e responsabile del servizio. Non sono stati trovati giustificativi validi per le mancate timbrature ed i cambi di turno. E poi risulterebbero provvedimenti di liquidazione doppioni e di dubbia validità perchè non registrato nelle registro delle determine ed altro

La Cgil chiede maggiori controlli anche per le attività esternalizzate

Purtroppo i controlli dimuniscono. la Cgil confederale, nei giorni scorsi, ha incontrato il direttore dell’ispettoratod el lavoro di salerno, sollecitandolo a riattivare controlli sulla sanità pubblica e quella accredittata. La sindacalista Maria Di Serio (nella foto) ha cheisto in particolare di effettaure controlli nelle attività esternalizzate dall’Asl salerno dove, sembra, che non vengano rispetatte le più elementari di assunzione e trattamento retributivo. In alcuni casi, addirittura, si farebbe ricorso a partiote Iva che mascherano veri e propri rapporti di lavoro dipendente, tutto ciò in particolare per infermieri, terapisti della riabilitazione e operatori socio sanitari, i cosiddetti Oss.
La speranza che i controlli dell’ispettorato non crollino anche nei confronti dei medici, la cui facilità  a fare gruppo è elevata a protezione della loro categoria.
Va rafforzata la sinergia tra ispettorato del lavoro e forze dell’ordine, avvalendosi anche della collaborazione di personale dell’Asl Salerno (a cui è stata conferita la delega di polizia giudiziaria) a continuare questa attività di controllo, nel momento in cui le misure del Governo nazioanle tese a razionalizzare la spesa sanitaria, taglieranno i fondi a disposizioen della sanità e gli sprechi o il malaffare diventerebbero ancor più insopportabili per la gestione del servizio, tutto a discapito dei cittadini.
La speranza è che il cambio della guardia all’Asl Salerno non induca a rivedere la politica dei controlli in atto

Ancora al palo le inchieste sulle minacce ad un dipendente e sugli accessi abusivi
al sistema informatico

NOCERA INFERIORE. Ancora in alto mare, sembrano, due incheiste, una alla procura di Nocera Inferiore e una alal Dda di Salerno. Al pm Federico Nesso è affidata anche l’indagine sui biglietti minatori indirizzati ad un funzionario dell’Asl che sta lavorando da due anni sull’ìattività effettivamente svolta e retribuita ai dipendenti amministrativi e medici del Dea di terzo livello di Nocera-Pagani. Ad uno dei “verificatori”,infatti,  Francesco Buoninconti, dipendente amministrativo dell’Asl Salerno che ha verificato gli orari di servizio e delle retribuzioni accessorie (straordinarie e Alpi) nei due ospedali di Nocera Inferiore e di Pagani, ed impegnato nell’attivazione del nuovo sistema di rilevazione presenze nei due presidi ospedalieri, sono state rivolte pesanti minacce. L’attività potrebbe aver dato fastidio a qualcuno tant’è che nel pomeriggio del 10 marzo scorso, il “verificatore” trovò sul lunotto posteriore della sua auto parcheggiata all’interno dell’ospedale “Umberto I” un biglietto minatorio dove si nominava anche la sua famiglia e veniva indicato il suo indirizzo di casa. E non sarebbe stato il primo evento del genere: altri biglietti minatori erano stati recapitati allo stesso dipendente, “invitato” ad andare via dall’ospedale.
Un episodio alla luce dei risultati dell’inchiesta su lavoro straordinario e Attività libero professionale intramuraria nei due presidi sanitari dell’Agro diventa ancor più inquietanti.
L’altra inchiesta è quelal delal dda salernitana sugli accessi forzati ed abusivi al sistema informaticoi dell’Asl di salerno per attribuirsi lavoro straordinario e Alpi mai effettuato e mai autorizzato, con notevole danno per l’azienda sanitaria.

 

 




Pagani. Vigili: «Mai sotto lo straniero». Malumori per un comandante non del corpo

Pubblicato oggi nel numero in edicola di Le Cronache

PAGANI. Cambio al vertice della Polizia municipale. Nel 2015 è in programma l’arrivo di un comandante esterno al corpo dei vigili urbani di via Carmine.
Una notizia che non sarebbe stata presa di buon grado dai vigili della città.
La decisione di cambiare il comandante sarebbe stata adottata direttamente dal sindaco Salvatore Bottone che nei giorni scorsi ha chiesto di incontrare gli agenti in servizio presso il comando paganese per comunicare loro la notizia dell’avvicendamento al vertice dei caschi bianchi.
Vari i nomi che si susseguono da giorni, ma al momento nessuno è stato ancora scelto anche perché è stata avviata esclusivamente la procedura propedeutica alla delibera di indirizzo che serve ai sindacati di categoria e al ministero per procedere alla nomina.
L’intenzione del primo cittadino è quella di inserire nella programmazione triennale per il 2015 l’assunzione di un comandante per il corpo di polizia locale, un vigile urbano e altre figure che l’amministrazione individuerà per soddisfare alcune esigenze di organico.
Il nuovo comandante, comunque, verrà scelto al di fuori dal corpo di polizia municipale della città.
E’ probabile che le altre figure di cui necessità la macchina comunale siano prese facendo “shopping” tra i dipendenti della Provincia di Salerno che, come le altre, a breve saranno smantellate. Del resto, proprio per la polizia provinciale è in corso di conversione in legge del decreto n.78/2015 (approvato già dal senato e lo dovrebbe essere anche dalla camera dei deputati il 18 agosto prossimo) : tale norma prevede il transito degli agenti nei corpi dei vigili urbani e che i Comuni non possano assumere altri caschi bianchi fino a quando non saranno assorbiti tutti i poliziotti provinciali. Il corpo della polizia municipale di Pagani così come è attualmente proprio non va. Ma, in verità, va ricordato che lo stesso è formato da poche persone (il numero è di gran lunga sottodimensionato rispetto alle esigenze e allo stesso organico previsto in pianta), spesso poco motivate e per lo più con una media di età molto elevata. La città ha bisogno di un nuovo corpo di polizia locale con più uomini e rinnovato anche nella catena di comando. Ne ha bisogno a partire dalla gestione del traffico e  della sosta (vedi il parcheggio selvaggio in molte strade della città e in particolare in via De Gasperi) ma anche per il controllo dei rifiuti, la sicurezza urbana e la disciplina e i controlli per il commercio autorizzato e soprattutto quello abusivo.
Lucia Trotta




Salerno. Allontanati questuanti e prostitute

Polizia locale impegnato a “ripulire” diverse zone da questuanti e prostitute

L’operazione è iniziata sul lungomare Trieste, ieri, nei pressi dei bagni pubblico per eliminare il bivacco di numerose persone. Lungo il litorale di Torrione allontanata una persona senza fissa dimora che si era accampato con una tenda.

Allontanati due questuanti agli ingressi di supermercati in via Posidonia e via Trento.

Denunciate due prostitute nella zona industria e multati i due clienti




Salerno. Sgomberato un edificio pericolate occupato abusivamente.

Salerno. Sgomberato un edificio fatiscente abitato da due tunisini. Il nucleo operativo e decoro urbano dei vigili urbani di Salerno sono entrati in azione in via Portarateprandi nel centro storico della città, sgomberando l’edificio da due tunisini che vivevano in un appartamento e li hanno denunciati per violazione dei sigilli e furto di energia elettrica.

L’edificio è di proprietà dell’Azienda Ospedaliera ed era chiuso da tempo perché pericolante.




Fuori dal locale perché grassa

di Marta Naddei

Benvenuti nell’europea ed accogliente Salerno, dove se sei in sovrappeso non ti consentono di entrare in discoteca. Perché? “Semplice”: perché a detta di alcuni pr salernitani una persona un po’ in carne, specialmente se si tratta di una ragazza, rovinerebbe l’immagine del locale. Uno scherzo? Uno sfottò? Ovviamente no. Perché è proprio questo che una ragazza salernitana si è sentita rispondere sabato da uno degli organizzatori della serata che si stava tenendo al “Posto cool place”, in zona litoranea, a pochi passi dal multisala “The space”, locale curato dalla Pupi&Pupe management. Barbara Scannapieco ha 25 anni, come molti giovani della sua età, ama la mondanità e trascorrere il fine settimana in discoteca e nei locali in compagnia degli amici di sempre. Tanto che a Salerno tutti la conoscono con il nomignolo di Barby Love, proprio per il suo modo affabile e per la sua grande espansività. Barbara è in sovrappeso ma questo non le ha creato mai problemi o difficoltà nel relazionarsi ad alcuno. Mai fino alla serata di sabato quando si è trovata, suo malgrado, protagonista di una discriminazione che, già inconcepibile di per sé, nel 2014 assume tratti davvero raccapriccianti. Barbara arriva intorno a mezzanotte e quarantacinque presso la discoteca “Il Posto”: vuole entrare prima che scada la promozione dell’ingresso gratuito riservato alle donne, previsto per l’una. Barbara resterà dinanzi l’ingresso della discoteca, senza mettervi piede, fino alle 3.40 del mattino. «Non mi hanno permesso di entrare – racconta la 25enne salernitana – A mio avviso, senza alcun motivo. Quando sono arrivata al locale poco prima dell’una, il pr dinanzi l’ingresso mi ha semplicemente detto che non avrei potuto prendere parte alla serata, senza darmi alcun’altra spiegazione». La ragazza, giunta in discoteca in compagnia di alcuni amici, resta interdetta. Uno dei giovani che era con lei prova a chiedere delucidazioni al responsabile e riceve una risposta raccapricciante: «Ho sentito il mio amico alterarsi nei confronti del pr – continua la Scannapieco – L’ho sentito dirgli che io non avrei potuto accedere alla struttura perché, a causa della mia stazza, avrei rovinato l’immagine del locale. A quel punto gli ho urlato qualcosa e me ne sono andata via». Eppure, Barbara, con nonostante i chiletti di troppo, ci tiene a curare la propria immagine e ad essere sempre adeguata alle occasioni: «Ero ben vestita – spiega ancora – truccata, pettinata. L’unica cosa che non posso concedermi sono i tacchi perché non riesco a portarli. Sono stata discriminata semplicemente perché secondo loro peso troppo e non sono adatta». Per la giovane salernitana, purtroppo, quello di sabato sera non è stato il primo episodio di discriminazione. Altre volte, infatti, non le è stato consentito di prendere parte ad una serata perché ritenuta troppo grassa per gli ambienti chic della Salerno da bere. Ma mai nessuno, nelle occasioni precedenti, si era mai permesso di spingersi tanto oltre, incolpando la ragazza di rappresentare una vergogna per il locale nel caso in cui le fosse stato permesso di entrare. «E’ la prima volta – prosegue nel suo racconto Barbara – che si rivolgono a me in questo modo, nonostante in altre occasioni mi sia capitato di rimanere fuori dai locali. Diciamo che non è la prima volta che ho difficoltà con le strutture gestite da questa agenzia di management». Ma tanti sono gli attestati di stima e solidarietà giunti alla giovane su Facebook: «Sono queste le cose che mi rendono felice a prescindere dal mio aspetto fisico».