«Troppe spese fisse, stimati pochi ricavi» L’Aumm Aumm: «Ci vediamo a novembre»

di Andrea Pellegrino

«Ci vediamo a novembre». L’Aumm Aumm, storico locale di Cava de’ Tirreni non riaprirà i battenti. Si ferma in attesa di tempi migliori. Troppi costi e poche entrate, secondo una prima stima del titolare Massimiliano Del Re. Il conto è presto fatto e il titolare elenca dettagliatamente tutti i costi e le spese fisse, al di là, quindi, se si incassa o meno. «Un cuoco – spiega – costa fino a 2000 euro, tasse incluse; altrettanto un pizzaiolo; così come un cameriere e leggermente in meno un lavapiatti. Costi questi, tranne il gas, che si hanno, viene o non viene gente». Questo per il Personale ma ancora, spiega il titolare: «Il forno va acceso comunque, poi c’è l’Irpef, la Tari e la Tosap». Per quanto riguarda le regole imposte dall’emergenza Coronavirus, un ristorante da 100 posti ne potrà ospitare 30. «Se si mantiene questo ritmo, tutti i giorni e calcolando che ognuno di loro spenda 20 euro, in media, si arriva a 18 mila euro al mese. Considerando i costi fissi, siamo a meno di 12 mila euro, poi c’è l’acquisto di materie prime. Inoltre per far mangiare 900 persone, non devi superare il cosiddetto “food cost”, ossia il costo pro capite di alimenti, bevande incluse, di € 7,00. Praticamente devi fare i salti mortali per cercare prodotti in offerta, oppure dare una qualità medio/bassa». Ma questo in teoria, nella pratica, prosegue: «Sappiamo che dal lunedì al giovedì la ristorazione è lenta, quasi ferma, si lavora per lo più venerdì e sabato sera e la domenica a pranzo: quindi 3 giorni su 7. Di conseguenza per far quadrare i conti, in questi 3 giorni dovresti fare 70 persone. Cosa impossibile con le nuove regole». Poi il fattore economico e sociale: «La gente non ha soldi e, al momento, ha paura di frequentare i luoghi affollati. In questi giorni, confrontandomi coi colleghi che hanno aperto con le consegne a domicilio è venuto fuori che la spesa media è diminuita tantissimo rispetto al pre-covid, in tanti prendevano per lo più una margherita, il cui costo medio, a Cava de’ Tirreni, è di 3 euro, anzichè pizze farcite, il cui costo medio è tra i 4 ed i 6 euro. In pochi richiedevano anche friggitoria, in pochissimi richiedevano bibite. Segno questo che, al momento, non c’è floridità economica e finchè l’economia non tornerà a girare, ossia riapriranno tutti, penso che una persona sensata preferisca spendere 20 € in un supermercato, e mangiare 2/3 giorni almeno, anziché in un ristorante o pizzeria e mangiare solo una sera». LA RIDUZIONE DEGLI EVENTI «Inoltre – prosegue – un’economia di un ristorante si basa anche sugli eventi: battesimi, cresime, comunioni, matrimoni, feste di compleanno, lauree, cresime, comunioni e matrimoni. Quest’anno sono saltati, per cui il settore ha subìto una grave perdita. Per gli altri eventi c’è l’incognita di come li faranno gestire, dal punto di vista delle distanze. Le entrate di questi eventi ti permettono di bilanciare le mancanze settimanali. In definitiva, tirando un po’ le somme, aprire significa andare incontro a perdite mensili di almeno 4/5000 euro». «In questo settore – spiega ancora Massimiliano Del Re – c’è necessità di un intervento statale, almeno per coprire i fitti, laddove il proprietario non viene incontro, in maniera di consentire ai proprietari di poter serenamente scegliere di stare chiusi e di poter destinare al proprio sostentamento i soldi che hanno messo da parte in tempi precedenti. Avendo anche un’altra attività ho avuto la fortuna e la serenità di poter fare tale scelta, avendo trovato un’intesa col proprietario scelta condivisa dai dipendenti che conoscono i numeri e sapevano che se avremmo aperto, in un paio di mesi avremmo rischiato il tracollo per i dipendenti tra cassa integrazione ed altri ammortizzatori sociali, in qualche modo si riesce ad arrivare ad novembre. per cui posso stare sereno ed attendere che si ritorni alla normalità poi, come detto ieri, il ristorante è un luogo di relax e se non puoi andarci con serenità, che senso ha?». Infine, «tanti colleghi all’inizio volevano fare la rivoluzione, poi, al primo segnale di apertura, sono stati costretti a tornare sui loro passi, essendo persone coscienziose che sanno di avere spese da sostenere. È qui che l’assenza dello Stato fa male. Persone consce di fare un salto nel vuoto, che non avendo alternative, si lanciano comunque».




Nocera Inf. Senza autorizzazione chiuso il “Moss” potrebbe riaprire presto

NOCERA INFERIORE. Controllati vari esercizi pubblici: avviata la procedura per la chiusura del “Moss”.  Il Comandante Contaldi, con l’ausilio di alcuni agenti della Polizia Locale ha effettuato una vasta azione di controllo presso alcuni locali pubblici della città soliti organizzare anche serate con musica.  Controllate in primis le autorizzazioni rilasciate per poter organizzare intrattenimenti musicali e controllati anche i permessi Siae. molti i cittadini che hanno lamentato il protrarsi di suoni molesti ad alto volume anche oltre gli orari previsti dalla legge. Il Comandante i caschi bianchi sta effettuando controlli a tappeto per verificare la regolarità dei manifestazioni. Durante una prima fase di verifiche è stato sanzionato e predisposta la chiusura del circolo culturale “Moss” in via Costantino Amato.  l locale era sprovvisto di qualsiasi tipo di autorizzazione a svolgere serate di intrattenimento. Tra l’altro -comunicano dal Comune- il gestore non è stato neanche in grado di dimostrare la costituzione in associazione per poter organizzare incontri.  Gli agenti hanno proceduto alla verbalizzazione con sanzione amministrativa ed all’avvio dell’iter per la chiusura fin quando non saranno sistemati i vari permessi. In particolare per questo locale, sono giunte più volte ai vgili, lamentele da parte degli abitanti del palazzo sotto il quale è sito il locale. E su facebook si legeg: «Carissime e carissimi, ebbene, sì! Abbiamo sbagliato a consegnare dei documenti nella richiesta di autorizzazione e, in attesa che aprano gli uffici comunali e possiamo "mettere le carte a posto", staremo chiusi. Grazie per i tanti messaggi…Vi ricordo che martedì sera saremo presso il Circo Gastronomico per una cena brasiliana».




Scafati. I bandi indetti dal Comune, l’Antimafia torna a Palazzo Mayer e nella sede di via Diaz

SCAFATI. Nuova visita dell’Antimafia al Comune. Stavolta nel mirino gli uffici di via Diaz e di Palazzo Mayer. In via Diaz, nell’ex manifattura dei tabacchi, sono conservati i documenti delle gare e degli appalti comunali finiti nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia già lo scorso 18 settembre. Gli inquirenti hanno trascorso circa due ore negli uffici comunali di via Diaz e poco più di un’ora a Palazzo Mayer. Dunque ancora la presenza dell’antimafia, stavolta anche  per le gare del 2008, per un’indagine che sta continuando ad acquisire gli atti utili allo scopo: chiudere al più presto l’inchiesta che sta letteralmente mettendo in ginocchio ogni attività amministrativa degli ultimi tempi. Nei giorni scorsi, in particolare il primo di febbraio, la Dia aveva fatto visita alla struttura di via Diaz ma, ben presto l’inchiesta sugli affidamenti pubblici si era estesa anche al settore della polizia municipale. Per ben tre giorni infatti, gli uomini della procura, la Guardia di Finanza di Scafati e infine la Dia, avevano iniziato ad acquisire documentazioni anche dagli uffici di via Pietro Melchiade, nel comando dei vigili urbani. In settimana il tenente dei carabinieri, capo della sezione Aps, Letterio Romeo, aveva ispezionato nuovamente alcuni atti pubblici che riguardavano in particolare : l’affidamento del servizio di pubblica illuminazione, la riqualificazione del quartiere San Pietro, gli ultimissimi appalti del Piu Europa e la documentazione dei lavori per la sistemazione dei marciapiedi di via Santa Maria la Carità, il cui direttore tecnico, ricordiamo,  è stato arrestato con l’accusa di essere un architetto di massima fiducia del clan dei casalesi.
Le indagini si starebbero spostando a ritroso al fine di comparare negli anni, a partire dal 2008, se ci siano collegamenti tra le ditte partecipanti e vincenti nei lavori pubblici realizzati a Scafati. Inoltre anche gli affidamenti diretti senza gara e le procedure negoziate sono sotto osservazione, gli inquirenti faranno un confronto tra i partecipanti invitati alle varie procedure negoziate. Si ipotizza che possano essere sempre le stesse ditte o riconducibili sempre alle stesse persone. Si prospetta ancora lungo, faticoso e meticoloso il lavoro degli uomini della Direzione Investigativa Antimafia.
Un dato è certo : l’andirivieni dell’antimafia nei vari uffici  mette sotto pressioni sia i dipendenti che i dirigenti, non è semplice per loro lavorare in talune condizioni. Le visite della settimana scorsa, con la presenza per ben tre giorni delle forze dell’ordine, sia al comando di polizia municipale che in via Diaz, testimoniano che le indagini stanno prendendo una svolta.
Tutto era iniziato quando lo scorso 18 settembre l’Antimafia aveva dato il via alle perquisizioni a casa del sindaco Pasquale Aliberti, di sua moglie Monica Paolino, di suo fratello Nello Aliberti, dello staffista Giovanni Cozzolino e della segretaria casertana Immacolata Di Saia. I reati ipotizzati dall’Antimafia, con l’inchiesta in capo al pm Montemurro, sono di voto di scambio politico mafioso, associazione per delinquere e abuso d’ufficio – a vario titolo. Da allora tanto silenzio, ma anche tanto lavoro da parte degli inquirenti che in questo periodo hanno ascoltato decine di persone informate sui fatti, chissà che da questi interrogatori non siano emerse indicazioni utili sulle quali puntare le indagini.




Cava. «Regolamento approvato ma come se non ci fosse»

CAVA DE’ TIRRENI. Regolamento sui referendum comunali approvato in consiglio… ma come se non ci fosse…». Riaccende la polemica sull’approvazione del regolamento sulle consultazioni popolari nel comune metelliano, l’ex sindaco della città, Marco Galdi (nella foto). L’attuale consigliere comunale di opposizione scrive: «Nel consiglio comunale di lunedì scorso è stato approvato il regolamento disciplinante i referendum locali su proposta della minoranza. Con emendamento della maggioranza, però, si è portato al 20% degli aventi diritto al voto il quorum di firme richiesto per l’indizione del referendum: ne occorreranno oltre 7.000… Praticamente quasi impossibile svolgerlo. C’è di più. E’ stata bocciata anche la proposta di mediazione della minoranza di disciplinare almeno una Consultazione telematica non vincolante per l’Amministrazione… perché la voce della Città arrivasse nel Palazzo. Ma il Palazzo è chiuso, barricato, e non vuole minimamente confrontarsi… La chiamavano la “svolta buona” …». Una stoccata all’amministrazione del sindaco Vincenzo Servalli che della partecipazione popolare ha fatto un tema della campagna elettorale che lo ha visto eleggere primo cittadino. A richiedere la consultazione telematica erano stati cinque consiglieri compreso Galdi proponendo che e richiederla poteva essere l’1% dei cittadini aventi diritto al voto oppure il sindaco o un quinto dei consiglieri comunali. E c’è chi, su facebook, sottolinea che alle firme dei consiglieri comunali dell’opposizione “ne mancano sempre due, quelle dei due consiglieri che fanno capo a Fdi, come mai?»




Scafati. Blitz di Finanza e antimafia nel comando dei vigili urbani

SCAFATI. “Via vai” di forze dell’ordine al Comune, o meglio nel comando di polizia municipale di via Melchiade. La Guardia di Finanza ed anche l’Antimafia hanno fatto visita ai vigili urbani. Gli inquirenti avrebbero acquisito atti per ben tre giorni. Bocche cucite al comando della polizia municipale relativamente a questo blitz delle fiamme gialle e dell’antimafia. Tre i giorni necessari alle forze dell’ordine provenienti da Salerno e Scafati per acquisire una cospicua documentazione presente nelle stanze del comando dei caschi bianchi. Da lunedì a mercoledì gli inquirenti avrebbero fotocopiato gli atti da vagliare e necessari alle indagini che vedono coinvolto, anche se indirettamente , il comando di polizia locale.
Vige il massimo riserbo sulla copiosa documentazione acquisita dalle forze dell’ordine che si sono rinchiusi per giorni “in pieno segreto” nella stanza del comandante. Da una parte ci sono ancora i controlli sui progetti obiettivo. Poi però, trapela solo che sarebbero attenzionate alcune procedure per l’acquisto di materiali in dotazione al comando e sembra anche sulle determine che rinnovano il servizio di vigilanza per alcuni locali comunali sul territorio. La vigilanza degli edifici pubblici fu assegnata, attraverso un bando pubblico vinto da una azienda locale.  La convenzione è scaduta da un paio di anni e da allora si va avanti a colpi di rinnovi temporanei di cui è beneficiaria sempre la stessa azienda specializzata in sicurezza.
Continua dunque senza sosta il lavoro di indagine  degli uomini della Finanza e della Procura per due filoni differenti. Oltre ad acquisire atti, l’attività degli inquirenti sta  continuando con interrogatori ad imprenditori e persone informate sui fatti. Sembra che il blitz delle fiamme gialle e dell’antimafia sia scattato dopo una serie di segnalazioni alcune delle quali anche anonime. Il tempo di effettuare le opportune verifiche ed è scattata l’operazione , di cui per il momento nessuno parla.
Intanto , ancora una volta, il nome della città di Scafati viene accostato a casi scottanti. Tutto è iniziato quando lo scorso settembre, all’alba, erano state eseguite delle perquisizioni a casa del sindaco Pasquale Aliberti, di sua moglie, il consigliere regionale Monica Paolino, del fratello del primo cittadino Nello Aliberti, dello staffista comunale Giovanni Cozzolino e della segretaria Immacolata Di Saia. Ma, le inchieste, oramai seguono la città da anni. Quello che sarebbe quasi certo è che l’attività investigativa si sarebbe concentrata su alcuni filoni principali : la procedura di riqualificazione dell’ex Compes, la costruzione (ormai naufragata) del Polo Scolastico, gli incarichi e gli affidamenti diretti. Il 18 settembre la Direzione Investigativa Antimafia, guidata dal pm  del Tribunale di Salerno Montemurro, notificó ai cinque interessati gli avvisi di garanzia per reati che andavano, a vario titolo, dall’associazione a delinquere di stampo camorristico, voto di scambio elettorale politico mafioso , concussione e abuso d’ufficio, ipotesi di reati perpetrati negli anni compresi tra il 2010 e il 2015. Un’altra inchiesta giudiziaria, questa volta in capo alla procura nocerina, per cui  a breve si potrebbero avere degli sviluppi, è legata invece alla riqualificazione industriale dell’ex Compes .
Gennaro Avagnano




Angri. Ferraioli a lavoro per aumentare la percentuale di raccolta difefrenziata

ANGRI. Prima il mercato settimanale poi la raccolta dei rifiuti; sono questi gli interventi che hanno attirato le attenzione del sindaco Cosimo Ferraioli. Il primo cittadino ha fatto visita alla sede dell’azienda Angri Eco Servizi e al comando di Polizia Locale. Ferraioli si è intrattenuto a lungo con i vertici e una delegazione dei lavoratori dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti e dello spazzamento sul territorio comunale.
“Siamo convinti che il lavoro degli operatori venga svolto con la massima professionalità -ha affermato il sindaco- ugualmente consapevoli delle difficoltà che nel quotidiano i dipendenti sono costretti a fronteggiare, allo stesso tempo, però, siamo motivati ad utilizzare ogni strumento per superare i disagi e incrementare la percentuale di raccolta differenziata perché riteniamo che i costi di raccolta e smaltimento possano essere contenuti e non pesare in maniera considerevole sul rendiconto dell’ente”. L’amministrazione comunale ha in itinere una campagna di sensibilizzazione ma anche mettendo in campo un’azione di controllo capillare. Lasciata la sede della Angri Eco Servizi, il sindaco angrese ha raggiunto il comando di polizia locale per una ricognizione sulle attività dei caschi bianchi che in questi mesi hanno condotto varie operazione che si estendono dalla lotta per combattere l’abusivismo ai controlli sul territorio.
Vincenzo Vaccaro




Nocera Inferiore. Doveva essere fermato 11 anni fa

NOCERA INFERIORE. Incrementati i controlli antiaccattonaggio e contro le attività commerciali illecite non autorizzate. Coordinati dal comandante della polizia locale, Giuseppe Contaldi, i caschi bianchi restano impegnati su tutto il territorio nelle attività di controllo. personalmente il comandante, nelle scorse ore , in via Siciliano, è ha controllato un venditore ambulante non autorizzato: accompagnato nei locali della Polizia Locale, dalla banca dati è emerso che  oltre ad avere alcuni precedenti penali, era oggetto di una misura cautelare, ancora da notificare dal 2004. L’attività è stata condotta unitamente alla Polizia di Stato e si è conclusa con la notifica del provvedimento, con pena sospesa e l’allontanamento dal territorio cittadino per tre anni con l’emissione del foglio di via obbligatorio stilato dalla Polizia Locale.




Scafati. Presentato il calendario 2016 della polizia locale, in vendita per aiutare Trame africane Onlus

E’ oramai un oggetto cult, il calendario della Polizia Municipale di Scafati. Alla sua seconda edizione, è stato presentato presso l’ufficio del sindaco Pasquale Aliberti ieri mattina. Presenti il comandante Alfredo D’Ambruoso, l’ideatore e promotore del progetto il tenente Pasquale Cataldo e la consigliera comunale Brigida Marra, che con la collega Daniela Ugliano ha contribuito alla nuova edizione. Assente l’assessore alla Polizia Municipale Antonio Pignataro. I proventi della vendita (contributo volontario) saranno destinati all’associazione Onlus Trame Africane per sostenere il Machaka Project e in particolare la costruzione del nuovo padiglione di maternità del St. Theresa Mission Hospital di Kiirua nella regione del Meru in Kenya. Il calendario promosso dalla Polizia Municipale di Scafati, ricostruisce la storia di Scafati attraverso il ricordo delle radici imprenditoriali della nostra Città oltre che rendere il giusto merito al lavoro quotidiano delle donne e degli uomini della Polizia Municipale con immagini, racconti e testimonianze. Un oggetto non solo da esporre, ma un vero attestato culturale e storiografico della città. Oltre alle radici imprenditoriali infatti, presenti anche le famiglie storiche scafatesi, e per storiche si intendono quelle che erano presenti già negli anni settecento, ottocento: i D’Auria, i Cataldo, i Nappi, i Iovine, solo per citarne alcune. Un lavoro certosino condotto dai promotori attraverso le fonti demografiche comunali. Grazie all’esito della precedente edizione sono stati acquistati 8 defibrillatori automatici (DAE) che saranno collocati in tutta Scafati. Inoltre l’Asl Salerno si è resa disponibile a svolgere nell’arco del nuovo anno il corso di BLSD (Basic Life Support – Defibrillation). Pertanto i cittadini interessati possono far pervenire al Comando della Polizia Municipale le proprie adesioni. “La Polizia Municipale di Scafati rappresenta per tutti i cittadini la possibilità di avere riferimenti certi sui temi della sicurezza pur lavorando la stessa in condizioni di sottorganico” ha detto il primo cittadino. “Nel calendario ogni anno proporremo un tema che serva a conoscere la cultura locale – aggiunge un timido comandante D’Ambruoso, che non manca di ringraziare Daniela Ugliano – che ha seguito l’iter di tutta la realizzazione assieme al Tenente Cataldo”. Infine, ma non certo per ultimo, il tenente Pasquale Cataldo, che ha fortemente voluto l’istituzione del calendario, da collezionare gelosamente: “Grazie al successo dello scorso anno riusciremo ad avere una Città cardioprotetta. Siamo sicuri che la solidarietà dei cittadini aiuterà anche il progetto di Trame Africane”. Il calendario sarà disponibile presso tutte le edicole e i principali bar della città.

Adriano Falanga




Nocera Inferiore. Presentato il nuovo capo dei vigili urbani

NOCERA INFERIORE. Sotto l’albero la città i Nocera Inferiore trova il nuovo comandante dei vigili urbani. E’ il capitano Giuseppe Contaldi che arriva dal Comune di Castel San Giorgio e che prenderà il posto che fu di suo padre. E’ già al lavoro da qualche giorno, ma questa mattina è stato ufficialmente presentato il nuovo comandante della polizia locale di Nocera Inferiore.
All’incontro che si è svolto ieri mattina  nell’aula consiliare del Comune di Nocera Inferiore  hanno preso parte, oltre al sindaco Manlio Torquato e al comandante Giuseppe Contaldi, il maggiore Enrico Calandro, comandante del Reparto Territoriale dei carabinieri  di Nocera Inferiore; il comandante della Guardia di Finanza Andrea Solinas, il vicequestore aggiunto Giuseppina Sessa, alla guida del locale commissariaro di polizia di Stato. Presente anche Franco Longanella, ex sindaco di Castel San Giorgio, comune dove fino a poche settimane fa Contaldi ha operato. Longanella è amico personale del nuovo capo dei caschi bianchi.
Emozionato il nuovo vertice dei caschi bianchi, che oggi si insedia nell’ufficio che fu di suo padre. Sul fronte degli obiettivi da raggiungere, tra le priorità la lotta alla sosta selvaggia e allo sversamente abusivo dei rifiuti.
Presto dovrebbero essere garantiti inoltre nuovi innesti presso il corpo della polizia locale, che è sottodimensionato. IL corpoo dei vigili urbani dovrebbe essere potenziato con uomini e mezzi. A breve dopo aver incontrato i suoi uomini il nuovo comandante dei vigili urbani illustrerà il suo programma al sindaco sopratutto sui temi della sicurezza e della viabilità. I cittadini chiedono una maggiore presenza dei vigili urbani anche nelle periferie.




Cava. Operazione interferorze per la sicurezza

Imponente operazione interforze, ieri notte, di controllo del territorio e della movida in particolare.

L’impegno dell’Amministrazione Servalli e del primo cittadino in particolare, per la sicurezza e l’ordine pubblico, ha ottenuto un primo considerevole risultato con l’impiego contestuale delle quattro forze di polizia, presenti sul territorio.

Alle 23.30 di ieri, sabato 25 settembre, ha avuto inizio l’operazione “Cava Sicura” che ha visto il dispiegamento di 11 autopattuglie e personale, anche in abito civile, del Commissariato di Pubblica Sicurezza, della Compagnia della Guardia di Finanza, della Tenenza dei Carabinieri e della Polizia Locale, che hanno sinergicamente monitorato ai fini del controllo del territorio, spaccio ed uso di stupefacenti compreso, sosta selvaggia, osservanza del regolamento di polizia locale sulla movida, abusi d’alcol e non solo pervenendo a considerevoli risultati con il controllo di 181 veicoli con 223 persone a bordo, fra cui 37 pregiudicate, alla redazione di 65 verbali per sosta selvaggia, 8 verbali per occupazione suolo pubblico, alla chiusura di 2 esercizi commerciali per inosservanza all’ordine di rimozione di strutture abusivamente collocate su suolo pubblico e 2 verbali in tema di evasione fiscale.

“Ringrazio per la grande collaborazione tutte le Forze dell’Ordine, i nostri agenti della Polizia locale – afferma il sindaco Vincenzo Servalli – “Cava Sicura” è stata una operazione che ripeteremo spesso. La nostra Città deve essere un esempio per i giovani che vogliono divertirsi in maniera sana e rispettosa dei residenti. Non tollereremo eccessi di nessun tipo, anche a tutela dei tanti operatori della movida che sono corretti ed osservano le regole. Chi Pensa di venire a Cava de’ Tirreni  per fare notti brave è avvisato”.