Ddl “Ius Culturae”, ira Fratelli d’Italia: «Daremo battaglia»

Era stato sospeso il 24 ottobre 2018, ma solo quest’oggi è ritornato al vaglio della commissione affari costituzionali della Camera l’esame del dll sullo ius culturae. L’annuncio è arrivato dallo stesso Giuseppe Brescia, presidente della commissione, anche relatore in sostituzione del ministro della Salute, Speranza. Immediate le reazioni dell’opinione pubblica e del mondo della politica, rispetto a un disegno di legge che prevederebbe la cittadinanza a minori che hanno compiuto almeno un ciclo di scuola in Italia. Primi a scendere in campo e a dichiarare la propria contrarietà il partito capitanato da Giorgia Meloni, che dal gazebo allestito davanti il Palazzo di Montecitorio ha lanciato la campagna “No alla legge Boldrini. Firma anche tu per dire no allo ius soli”. Nella provincia di Salerno è stata immediatamente rilanciata dal coordinamento provinciale di FdI con alla guida Imma Vietri e Ugo Tozzi. «Oggi la prima commissione della Camera ha iniziato l’iter per approvare la legge», ha spiegato Tozzi. «Se si vuole modificare una legge che impatta sul futuro degli italiani, si deve avere prima di tutto il consenso del popolo, invece lo “Ius Soli” è solo un tentativo vergognoso di un governo abusivo di dare la cittadinanza automatica nonostante gli italiani siano contrari. La raccolta firme serve per impedire l’ennesimo espediente della sinistra di distruggere la nostra identità. Per diventare italiani bisogna dimostrare di amare questa nazione. Per questo saremo sempre contro lo “Ius soli”, lo “Ius culturae” e tutte quelle proposte che servono solo a distruggere la nostra identità, la nostra storia e sovranità». Una campagna d’opposizione resa a suon di raccolta firme, che toccherà oltre 200 tra le maggiori piazze e che si prospetta particolarmente favorevole complice anche l’impennata di consensi ottenuta da Giorgia Meloni. «Non è accettabile anteporre questo tipo di problematica ad aspetti ben più pregnanti», ha aggiunto Imma Vietri. «L’attuale fase storica del Paese pone in evidenza quanto andare a discutere di Ius Soli, piuttosto che di Ius Culturae, sia assolutamente marginale e ci allontani da un dibattito politico di spessore». Va giù durissimo anche Antonio Iannone, l’ex presidente della Provincia e adesso senatore FdI: «La cittadinanza si merita, non si regala. Noi daremo battaglia a questo provvedimento che non è altro che uno ius soli per dare una cittadinanza veloce agli immigrati. La cittadinanza italiana si costruisce, si merita, non si regala come vorrebbe il governo giallorosso».

I FAVOREVOLI: Trezza e Conte: «Segno di civiltà», Acunzo: «Si poteva agire con più calma»

A un mese dall’insediamento dell’esecutivo Conte bis, la maggioranza ha rimesso mano alle questioni lasciate sul tavolo. Tentando di riprendere piede, però, torna a inciampare nella lungamente dibattuta questione dello Ius Soli e dello Ius culturae. Il decreto che allargherebbe il diritto alla cittadinanza per i minori nati nel Bel Paese, e che abbiano frequentato almeno per cinque anni un ciclo di studi, riceve il plauso dei rappresentanti democratici e del movimento pentastellato. «Finalmente un atto di coraggio da parte del governo che fin ora si era fatto incantare da sirene inesistenti», così Davide Trezza, coordinatore nazionale di Potere al Popolo sull’iter legislativo dello “ius soli”. «Noi siamo favorevoli. E’ un segno di civiltà. E’ sbagliato ragionare pensando alle frontiere e facendo finta che il problema non esiste. Questa legge prende atto dei tempi attuali, con intere popolazioni che si spostano e che quindi vanno regolamentate. Senza una inquadratura giuridica si avrebbe soltanto maggiore insicurezza e disperazione». Non meno entusiasta il parere di Federico Conte, deputato eletto nelle fila di Liberi e Uguali: «Spero che il ddl diventi presto legge. Chiamarlo Ius soli piuttosto che Ius Culturae significa solo spostare l’accento sulle modalità con cui giungere al conseguimento di questo diritto, ma di base ritengo che la questione sia analoga: chi rispetta i doveri imposti dalle leggi italiane è giusto che si veda riconoscere anche dei precisi diritti». Ad accogliere con piacere la ripresa in esame del Ddl anche l’ala pentastellata: «Più che ius culturae proporrei la revisione della cittadinanza italiana per molti connazionali». ha commentato Nicola Acunzo, deputato battipagliese del Movimento 5 Stelle. «A me personalmente fa piacere avere una legge del genere, però non è una priorità. Abbiamo altre cose importanti da fare, si poteva agire con più calma senza impegnare di getto i parlamentari. In ogni caso rimane una risposta di civiltà, civiltà e senso civile che dovrebbero acquistare molti italiani».

I CONTRARI AL PROVVEDIMENTO: Fasano e Casciello: «Utile a nessuno», Cantalamessa: «A quando il velo?»

Differenti i nomi e le diciture, ma identica la sostanza e la componente politica che lo vuole imporre. Così pensano i rappresenti dell’ala moderata sulle nuove vesti indossate dallo Ius soli, oggi al vaglio come Ius Culturae. Il disegno di legge che risale al 2018 a firma di Laura Boldrini ritorna all’esame della prima commissione alla Camera dei deputati. E nell’attesa che si conoscano le volontà della maggioranza, il centro-destra dimostra già le idee chiare rispetto l’intera vicenda. «La questione non la si può ridurre ad un “favorevole o contrario”, è molto delicata e complessa e richiede migliorie ed una discussione profonda», ha commentato il deputato di Forza Italia Gigi Casciello. «Così come era per lo ius soli, e così come è stato impostato lo ius culturae, non si può essere che nettamente contrari». Altrettanto decisa la posizione di Enzo Fasano, deputato e coordinatore provinciale di Forza Italia: «Una battaglia ideologica della quale nessuno sentiva il bisogno». In un Paese in cui sono i crismi dell’urgenza a venire immediatamente meno. L’Italia, rispetto all’intero quadro europeo, è la nazione più attenta alla questione e che concede il maggior numero di cittadinanze agli stranieri: solo nel 2018, come si legge attraverso i dati resi pubblici dalla Caritas, oltre 112mila persone hanno acquisito lo status di cittadino italiano. «Una rivisitazione riveduta e corretta dello ius soli che nei fatti non serve a nessuno – ribadisce l’onorevole azzurro – è solo una bandiera propagandistica visto che non ci sono possibilità di ottenere la cittadinanza anche da parte dei minori. E’ una forzatura ideologica inutile». Ben più critici i rappresentanti del partito del Carroccio, per i quali lo Ius Culturae costituirebbe l’ennesima forzatura della sinistra e dei cinquestelle. «Tra ius culturae, tortellini di pollo e cartine geografiche al posto del crocifisso, mi domando quando questo governo vorrà fare indossare il velo alle donne italiane», ha dichiarato l’onorevole Gianluca Cantalamessa, coordinatore regionale della Lega in Campania non nuovo a simili provocazioni.




Il ritorno di Paolucci nel Pd. Obiettivo: «Fermare la destra»

di Marcello D’Ambrosio

La presentazione del libro “Un sogno di sinistra. Tra Europa e Mezzogiorno” ieri al salone del bar Moka moderato dalla deputata di Liberi e Uguali Michela Rostan con gli interventi di Federico Conte, Carmine Pinto, Antonio D’Alessio, Carmelo Conte è l’occasione per porre qualche domanda all’eurodeputato Massimo Paolucci, autore del volume e ricandidato con la lista del Pd. Quali sono le attività del suo primo mandato che ritiene di maggiore rilievo? «Ho lavorato tantissimo sulle questioni ambientali. Sono stato il relatore per i Socialisti sulla direttiva in favore della plastica monouso, fondamentale per salvare gli oceani e per ridurre l’utilizzo di questo materiale. Sono stato l’unico italiano del centrosinistra a far parte della commissione d’indagine sul caso Wolkswagen. Sono stato il relatore del documento di indirizzo sull’economia circolare. Ho lavorato moltissimo sulle tematiche riguardanti l’ambiente». Con quali proposte si presenta ai cittadini con la sua nuova candidatura? «Innanzitutto continuare con il lavoro avviato sull’ambiente. E poi, dare una mano ai socialisti europei per rifondare l’Europa. Abbiamo la moneta unica senza una struttura politica che la regga. Abbiamo la moneta unica ma non abbiamo regole fiscali uniche. Abbiamo la moneta unica ma abbiamo regole del mercato e del lavoro differenti. Abbiamo la moneta unica ma il parlamento europeo ha poteri limitati. Il tema è andare oltre un’Europa a metà e in mezzo al guado». Qualcuno sostiene che la sua candidatura nella lista “PD – Siamo europei” rappresenti un ritorno nel Partito Democratico. «Sono stato eletto cinque anni fa, ho aderito al gruppo Socialisti e Democratici e mi candido con un partito che è parte del Partito Socialista Europeo. Da cinque anni ho la tessera del Partito Socialista Europeo e mi candido per sostenere il PSE. Il Pd è socio fondatore del PSE». E’ nella città del governatore De Luca. Da europarlamantare come valuta questa prima tranche del presidente della regione Campania? «De Luca ha ereditato una situazione molto difficile. Ha fatto alcuni passi in avanti: penso alla riorganizzazione dei trasporti, un lavoro difficilissimo. Sulla sanità c’è ancora moltissimo da fare». Ci potrebbero essere alternative a De Luca nel centrosinistra? «Mi sembra una discussione prematura. Il mio assillo, ho lavorato così in tutte le regioni, penso all’Abruzzo, alla Basilicata, in queste settimane al Piemonte, è unire il centrosinistra, allargarlo, con un programma che sia credibile e fermare la destra. Il mio assillo è davvero fermare la destra». E’ di oggi la notizia delle dimissioni del professore Peppino Cacciatore da presidente dell’assemblea salernitana di MDP. «Per coerenza», anche, «con la candidatura di mio figlio Silvio ne La Sinistra». Che ne pensa? «Rispetto la scelta del professor Cacciatore. Una scelta dettata anche da motivi familiari. Il professor Cacciatore è un mio amico, una persona che stimavo prima e che continuo a stimare».




Rifiuti,«questione emergenziale»

Marcello D’Ambrosio

«Quello dei rifiuti, in Campania, è una questione emergenziale che tocca nel cuore il problema dei problemi della vita e della politica, l’ambiente e la salute». A dichiararlo l’onorevole Federico Conte di Liberi e Uguali che interviene in merito all’emergenza rifiuti che, in questo periodo, sta mettendo in ginocchio la provincia di Salerno. Onorevole, sta svolgendo una pressante iniziativa sul problema dei rifiuti, si deve alla sua particolare sensibilità per la tutela dell’ambiente e della salute o una preoccupazione specifica e di settore? «Nello specifico duole dover constatare che nessuna delle previsioni del Piano regionale dei rifiuti del 2016 è stata realizzata. Bisognava portare la percentuale di raccolta differenziata al 65%, siamo poco oltre il 50, con dati non del tutto verificati. Non si sono costruiti gli impianti previsti che avrebbero dovuto entrare in funzione nel 2019. Non è stata ridotta la produzione complessiva di rifiuti: doveva diminuire di 100mila tonnellate, è aumentata di 70mila». È stata data priorità allo smaltimento delle ecoballe? «Purtroppo no, il piano di 450 milioni di euro per rimuovere le ecoballe depositate su vari siti del suolo regionale, è stato attuato solo al 2%. E, dopo 10 anni si è riavviata la loro produzione che è destinate ad aggravare le giacenze. Siamo già in emergenza nelle province di Napoli, Salerno e Caserta. Si accumulano rifiuti nelle strade nei quartieri periferici delle maggiori città con effetti devastanti sul turismo e sulla vita delle persone». C’è il problema degli impianti esistenti, che sono ingolfati. «Nel 2017 in Campania sono stati prodotte circa 1.200.000 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati. Di questi circa 70mila tonnellate sono stoccate negli impianti Stir, che risultano intasati, anche perché nel 2018 si sono aggiunte altre 60mila tonnellate. Le criticità nascono proprio dal mancato svuotamento dagli Stir, perché i conferimenti fuori regione si sono ridotti per effetto dell’aggravarsi delle condizioni finanziarie e della cattiva gestione delle società provinciali, divenute un sottogoverno politico. Basti rilevare che, da oltre un anno, la Società provinciale di Salerno conferisce il 100 per cento dei rifiuti al termovalorizzatore di Acerra, l’unico attivo, anche se, per problemi di manutenzione e di guasti funziona a ritmi ridotti. È una situazione di collasso annunciato che coinvolge anche il sito di Sardone». Come giudica le risposte che intende dare la Regione Campania. «Sembrano funzionali a giustificare i ritardi e a prendere tempo, sono insufficienti e tardive. Si ipotizza la realizzazione di un nuovo stoccaggio di rifiuti nelle cave vicine all’inceneritore di Acerra e la realizzazione di altri siti di stoccaggio di rifiuti in cave dismesse e presso gli Stir su gran parte del territorio. Praticamente un ritorno al passato che è prodromico a una nuova e più grave emergenza». Lei ha depositato un’interrogazione al Ministro per l’Ambiente: con quale obiettivo? «Ho segnalato al Ministro la gravità della situazione e ho chiesto un suo intervento urgente, un piano organico che di intesa con la Regione valga ad impedire una nuova emergenza ambientale e dei rifiuti in Campania. Qualcosa si può ancora fare, è necessario agire». Lei ha anche indirizzato una lettera a vari livelli istituzionali, e a tutti i sindaci e consiglieri comunali della Valle del Sele, con una sua proposta. Di che si tratta? «Contestualmente all’interrogazione ho ritenuto di inviare al Presidente del Consiglio, al Ministro per l’Ambiente, al Presidente della Regione Campania, al suo assessore all’ambiente, e a tutti i sindaci e i consiglieri comunali della Piana del Sele, una lettera e un documento politico. Con i due atti, avanzo una proposta per coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente di una delle aree più fertili d’Italia. Segnalo la necessità di uscire dall’idea di realizzare impianti mediograndi di compostaggio e rilancio il progetto, già delineato dal Ministero dell’Ambiente, per la realizzazione di 100-200 mini impianti di vicinato tra comuni contigui. «È un piano alternativo a quello di De Luca. È la mia proposta e come tale va presa e discussa nel merito. Riguarda un problema gravissimo i che affligge i cittadini e le comunità della Campania, quindi ritengo mio dovere discuterne senza reticenze. Sono partito dall’analisi dei fatti ed ho indicato una soluzione»




Pd? “Girasole” avvitato su se stesso Sinistra ritrovata, la mission di LeU

Adriano Rescigno

Il disegno di una nuova sinistra che sappia opporsi a dinamiche di partito autoreferenziali. Questo il tema centrale dell’incontro avvenuto ieri sera a “Il Girasole” di Capaccio Paestum, dove ad alternarsi ai microfoni c’erano: il governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, autore dello scritto “Rivoluzione socialista”; l’onorevole Federico Conte; il già senatore Andrea De Simone – uno dei primi esponenti di Liberi e uguali; il professore Carmine Pinto ed il direttore del quotidiano “la Città”, Antonio Manzo; incontro moderato da Mauro Gnazzo. “Una sinistra nuova, non depressa – si augura Carmine Pinto – che dia una prospettiva e non guardi al passato”. Dose rincarata dall’onorevole Conte che ha puntato l’obiettivo sui problemi di una società che si sono riverberati alle elezioni, in quanto “durante gli ultimi governi di sinistra sono aumentati i poveri, è normale che la gente non ci vota. Non c’è stata attenzione a quelle che sono le reali esigenze della società, alla riduzione delle disuguaglianze, culturali ed intellettuali. Questa sinistra ha perso la questione sociale”. Partendo da quanto viene descritto nel libro di Rossi, invece il senatore De Simone: “Penso che la sinistra stia fuori dagli attuali partiti. Bisogna saper intercettare il patrimonio di idee e valori che ha rappresentato la sinistra in Italia e che è ancora viva”. A concludere il governatore toscano e baluardo di Liberi e Uguali, che sferra l’attacco al Pd partendo dalla situazione politica italiana attuale in cui complice la modalità sfascista e di autoflagellazione della sinistra, il populismo sguazza nel malcontento: “In Italia è in corso un tiro al piccione dove il piccione è l’immigrato, non si può andare avanti così. L’Italia è la più in crisi delle democrazie europee, e non solo per la crisi dei partiti, alla quale noi abbiamo aggiunto del nostro, delegittimando il ruolo della politica”. Ma non solo, toccati anche i grandi temi di disquisizione parlamentare: “La crisi della giustizia che non può costruire teoremi ma perseguire reati specifici ed in un mondo così complesso mi sono chiesto se anche le politica non potesse avere un ruolo di indirizzo verso la magistratura e mi vengono in mente i problemi legati alle mafie. Sono riflessioni che dobbiamo fare, animati da uno spirito costruttivo e ricostruttivo. Liberi e Uguali ha bisogno di milioni di persone per creare una grande piattaforma di una sinistra popolare. Guai a organizzare LeU come una struttura organizzata per legittimare se stessa a discapito di quanto è il nostro progetto, che assolutamente non mira al 2 per cento. Abbiamo bisogno di una strategia di alleanze sociali per offrire sviluppo, difendere e garantire nei diritti l’immigrato che raccoglie pomodori, di uno Stato che funziona. Attenzione ad intendere una sinistra che si ferma alla denuncia. Credo che ci sia un errore di fabbrica del Pd – termina Rossi – al Lingotto, sposa il mercato, ha buttato tutto all’aria, peggio di Tony Blair. Se si ascoltano i dirigenti del Pd non hanno proprio nell’orecchio l’idea di una critica al capitalismo. Il mercato da solo non è il regno migliore possibile. Bisogna rimettere in campo un pensiero socialista e cristiano, come diceva Machiavelli: ci si rinnova ritornando alle origini”.




Fisciano, querelato il capogru

Querelato il capogruppo di “Cambia Fisciano”. A sporgere denuncia il sindaco e la giunta comunale di Fisciano per alcune espressioni utilizzate dal capogruppo nel corso del suo intervento in Consiglio Comunale.
“Nemmeno nei periodi più aspri dello scontro politico a Fisciano tra la DC di Gaetano Sessa e il PCI si era giunti a tanto”, dichiara il gruppo di Liberi e Uguali che esprime così solidarietà ad Andrea Landi.
“Decidere di consegnare la discussione politica e il confronto tra proposte e visioni alternative ad un tribunale è il segnale più evidente della crisi profonda del Pd di Fisciano che nonostante la maggioranza assoluta pretende di zittire e soffocare la dialettica democratica”, hanno poi aggiunto. “Traspare da questo modo di agire una concezione della politica non dissimile dalla cultura autoritaria di impronta leghista nel momento in cui la fase politica che l’Italia attraversa e confermata anche dai recenti risultati elettorali, richiederebbe -nel campo democratico- al di là dei ruoli contingenti, politiche innovative e capacità di esprimere uno stile di governo diverso. Liberi e Uguali nell’esprimere la sua vicinanza e solidarietà ad Andrea Landi, lo invita a proseguire ancora con maggiore forza il suo impegno per la comunità fiscianese e ringrazia il compagno on. Federico Conte, membro della Commissione Giustizia della Camera, che ne ha voluto assumere la difesa”, dicono infine.




Carmine Ansalone: «Investire sul materiale umano»

«Il denaro e il potere pubblici non sono utilizzati per la povera gente ma per arricchire persone che fanno male non solo a se stesse ma soprattutto agli altri. Ciò che dobbiamo capire è che il vero investimento è il “materiale umano”». È con queste parole che Carmine Ansalone, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Salerno (che raggruppa anche Cava, Costiera e Valle dell’Irno) con Liberi e Uguali, chiude la sua campagna elettorale. «Investire in formazione ed educazione, in Università e ricerca significa avere la possibiltà di pensare al futuro. Stiamo vivendo un momento buio, in cui si configura un problema non solo economico ma etico, morale – sottolinea il candidato Ansalone – L’unica chance, per mettere in atto questo progetto, è la politica, perché la politica è costruzione. La politica è risposta complessa a problemi com- plessi. Per questo chiedo un voto consapevole: sono arrivato alla candidatura alla Ca- mera dei Deputati perché sono stato legittimato da un per- corso. Sarà una sfida difficile – conclude Carmine Ansalone – ma le condizioni per fare bene, soprattutto in futuro, ci sono tutte».




Liberi e Uguali a Vietri sul Mare con i candidati

Una folta platea al bar Russo ieri a Vietri, per l’evento di presentazione dei candidati di Liberi e uguali, con Federico Conte e Carmine Ansalone. L’evento è stato organizzato da Alfonso D’Arienzo e Vincenzo Pedace. All’incontro ha preso parte anche il senatore Andrea De Simone e Maria Di Serio ex segretaria della Cgil e candidata con Leu. «Ci ritroviamo,a Vietri,nella stessa sala dove tre mesi fa abbiamo discusso sul Sistema Salerno di Andrea Pellegrino e Marta Naddei. Per noi, dunque,I video di Fanpage, non sono una novità. Il dato da sottolineare è che oggi, tutta l’Italia, puo’ indignarsi per il sistema affaristico che caratterizza la politica in Campania. Dobbiamo compiere uno sforzo per fare emergere la politica pulita,per riportare all’impegno le persone sfiduciate,per costruire spazi di democrazia e di partecipazione. Nella buona politica deve emergere una generazione nuova fatta di giovani talenti costretti a lasciare le nostre terre ma anche di chi ha deciso di restare senza piegarsi. In questa campagna abbiamo incontrato persone che hanno voglia di fare.Sono loro la base su cui contare per costruire la nuova casa della sinistra», ha dichiarato il già senatore Andrea De Simone.




LeU sbarca nell’Agro nocerino

Liberi e Uguali continua ad ottenere consensi nell’Agro nocerino sarnese, Nei comuni di Roccapiemonte, Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano, infatti, sono scese in campo personalità significative per la politica locale. Il primo comune dell’Agro che può contare su un forte gruppo è Roccapiemonte, la cui squadra di Liberi e Uguali può contare su Antonio Polichetti, già consigliere e capogruppo in Provincia con la giunta De Simone. Polichetti, infatti, ha retto la segreteria del Pd fino ad un anno fa. «E’ un dirigente molto stimato in tutto l’Agro. Apprezzato in tutto il territorio dell’Asl nocerina per la sua qualificata attività di veterinario, impegnato contro il randagismo a fianco di associazioni animaliste», ha dichiarato il gruppo di LeU, annunciando che il prossimo 20 febbraio incontrerà attivisti e candidati di Camera e Senato presso il bar Antico Caffè. A Castel San Giorgio, invece, il gruppo è guidato da Mimmo Zambrano, storico dirigente, da sempre legato all’ex sindaco Andrea Donato. Zambrano avvierà una campagna di proselitismo ed adesione, alla quale ha aderito da subito l’avvocato Gabriele Capuano, socialista ed ex sindaco. Il duo Zambrano-Capuano si è imposto anche nel dibattito locale. Un manifesto di LeU locale infatti,denuncia le contraddizioni dei due Pd del Comune. «Vediamo crescere l’attenzione verso il nostro movimento politico -dichiara Zambrano- non solo per la prossima scadenza elettorale. Raccogliamo una esigenza molto sentita tra vecchi militanti della sinistra. Si chiede una casa comune, un partito che si ispiri ai nostri valori e al mondo del lavoro ma che sappia parlare alle nuove generazioni che sono sempre più lontane dalla politica». A Siano cresce l’entusiasmo per Valentina Botta, candidata al Senato al secondo posto della lista proporzionale. La Botta, erede di una storica famiglia il cui genitore, Carmine, è stato un riconosciuto leader del Pci, legato all’onorevole Tommaso Biamonte.Valentina Botta, molto vicina al senatore Andrea De Simone, vede crescere il consenso in tutto l’agro. Fittissima la sua agenda di impegni: il prossimo 17 febbraio,infatti, sarà protagonista di una manifestazione a Siano. Da Bracigliano infine, arrivano le adesioni dell’ex sindaco Ferdinando Albano e del sindacalista Nicola Daniele.Lo stesso ex senatore Iuliano, pare guardare con interesse alla lista di Grasso. Intanto, i militanti e i dirigenti di LeU dell’alto no- cerino si preparano all’appuntamento del prossimo 22 a Nocera Inferiore con l’europarlamentare Massimo Paolucci.




Ansalone: «La figura del De Luca papà si è ormai sovrapposta a quella del De Luca presidente»

«La vera politica, come la intendo io, è il contrario della privatizzazione dei processi politici, nella quale si confondono politica, amministrazione e familismo». Sono queste le parole di Carmine Ansalone, candidato di Liberi e Uguali nel collegio uninominale di Salerno, alle prossime elezioni del 4 marzo. Una riflessione che muove i passi dalla conferenza stampa che il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha tenuto nella mattinata di lunedì per illustrare il nuovo piano ospedaliero. Una «anomalia democratica», la definisce Ansalone, attraverso la quale «il padre governatore da, in campagna elettorale, conferenze stampa per dire che siamo i migliori del mondo e per fare promesse, immaginando di recuperare consensi per il figlio. Gli incontri con la stampa si fanno per illustrare i risultati ottenuti, non per parlare di cose ancora non fatte. Abbiamo letto di cifre astronomiche: mezzo miliardo di euro. Vorremmo sapere da dove sono stati recuperati questi soldi o se, addirittura, abbiamo riacquistato la sovranità monetaria e ce li stampiamo da soli. Battute a parte, questo è un chiaro esempio di utilizzo del potere in chiave domestica e tramite questi atteggiamenti stiamo diventando lo zimbello d’Italia perché la figura del De Luca papà si è ormai sovrapposta a quella del De Luca presidente della Regione. Questa situazione in cui si confondono livello pubblico e livello privato è imbarazzante in primo luogo per i cittadini: è fin troppo facile puntare su temi sensibili e annunciare cose che, tra l’altro, sono state già annunciate tempo addietro. La cittadinanza, in tal modo, è letteralmente a uso e consumo di un candidato. Allo stesso tempo, è imbarazzante per la classe dirigente salernitana, a cui chiedo di ribellarsi in nome della propria intelligenza e di quella collettiva».«Noi siamo in campo, con tutte le nostre forze, per scardinare un sistema che ha imbalsamato un territorio, a danno degli stessi cittadini – conclude Carmine Ansalone – Vogliamo far respirare aria nuova e restituire libertà e confronto attraverso un processo democratico trasparente e chiaro».




Liberi e Uguali, da Eboli parte la campagna elettorale di Conte

La campagna elettorale di Liberi e Uguali ha ufficialmente inizio anche nella Piana del Sele. La sala del Cinema-Teatro Italia di Eboli, per l’occasione adibita a palco elettorale, ha consentito ieri mattina a tanti cittadini, simpatizzanti e curiosi, di approcciarsi ufficialmente alle idee proposte dal partito facente capo al Presidente del Senato uscente, Pietro Grasso, in provincia di Salerno. La forte connessione con il territorio ha permesso alla sala di risultare gremita, ed è infatti stato questo il vero carro trainante della discussione politica portata avanti ieri dalle personalità locali e nazionali presenti sul palco. A partire proprio dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che da qualche giorno sta muovendosi in giro per la provincia di Salerno accompagnato dal senatore Andrea De Simone: proprio Rossi ha avuto il compito di concludere i lavori pro- ponendo alcuni dei temi programmatici di portata nazionale racchiusi dietro al simbolo di “Liberi e Uguali”, partendo dall’assoluto bisogno di ridare dignità al lavoro, proseguendo con una rapida sintesi delle proposte inerenti la sanità (da tenere presente come diritto universale), le tasse (fisco più giusto), le pensioni (ribadita la necessità di un rientro decoroso per i pensionati), i diritti universali (uguaglianza sul tema, senza escludere nessun cittadino) ed il territorio (con particolare riferimento all’importanza di un sistema che non consenta più il consumo scriteriato dei suoli). Rossi ha concluso il suo intervento parlando della volontà di creare un nuovo partito che funga da trait-d’union per la sinistra: il partito del lavoro, una casa comune necessaria – secondo il Presidente della Regione Toscana – per una sinistra che voglia definirsi tale. I lavori sono stati aperti proprio da Federico Conte, candidato all’uninominale nel collegio di Battipaglia e capolista alla Camera dei Deputati nel collegio di Salerno per Liberi e Uguali. Conte ha fatto particolare riferimento al programma per la provincia di Salerno elaborato dal comitato provinciale di Liberi e Uguali, non ancora pubblicato ufficialmente ma presentato nel corso della campagna elettorale dai candidati sul territorio provinciale, come affermato proprio nel corso dell’iniziativa. Attenzione puntata sulla proposta di suddividere la provincia in quattro aree omogenee, vere e proprie città-territorio con funzione di ambiti intermedi tra i municipi di cui si com- pongono e la Regione. Spazio, poi, alle proposte di istituzione di un assegno di inserimento per i neolaureati e di defiscalizzazione degli assegni pensionistici per chi risiede e soggiorna nei parchi naturali degli Appennini Meridionali. Per l’ambiente, occhi puntati su un piano integrato per la difesa del suolo, delle acque e dell’aria; su un piano straordinario di investimenti per la manutenzione del territorio e del sistema viario; sull’introduzione e re- visione dei PUC focalizzati su restauro, recupero e valorizzazione   dei centri storici; sull’istituzione di una legge regionale che regoli i di- stretti di sviluppo; e, in generale, su misure di Green economy. Di particolare rilevanza l’idea di revisione del sistema sanitario che riduca gli sprechi e non tagli posti letto e personale e un piano di coordina- mento delle attività culturali a Salerno e provincia. In un rinnovato clima di serenità dunque, entra nel vivo la campagna elettorale di LeU in un collegio particolarmente ostico alle sinistre. Nella due giorni che ha visto Rossi protagonista assoluto di incontri ufficiosi ed ufficiali, non è sfuggita ai più attenti la realizzazione di colloqui variegati tra esponenti di Sinistra Italiana (tra cui spiccano Mari e Tavella), con lo stesso senatore De Simone nella serata di sabato presso la sede di Salerno di LeU, in via SS. Mar- tiri. Nei giorni scorsi lo stesso dirigente nazionale di MDP, Massimo Paolucci, si è visto in quel di Salerno. Diplomazie a lavoro, dunque, per recuperare tutte e tutti all’impegno elettorale imminente: l’obiettivo dei dirigenti nazionali delle forze politiche facenti riferimento a Pietro Grasso è quello di raggiungere un buon risultato nel salernitano. A conferma di ciò, anche la presenza di Roberto Speranza, prevista nella giornata di do- mani sempre nella Piana del Sele con appuntamenti nel pomeriggio a Campagna prima (ore 16.00) ed a Vallo della Lucania poi (ore 19.00).