Strade fantasma, Alfieri sapeva tutto I Vassallo: «Ecco le lettere di Angelo»

Andrea Pellegrino

Alfieri sapeva tutto. Vassallo aveva inviato fiumi di lettere all’assessorato provinciale ai lavori pubblici, retto proprio da Franco Alfieri. Alcune note sono indirizzate proprio all’ex sindaco. La vicenda è quella che fece scattare l’inchiesta «Ghost road» che portò all’arresto di tecnici provinciali ed imprenditori. Strade fantasma, appunto. Quella più nota Celso – Casalvelino. Il 2 dicembre del 2008 Vassallo è anche consigliere provinciale. All’architetto Angelo Cavaliere (dirigente provinciale) chiede spiegazioni e parla di omissioni. S’arrabbia e scrive: «Non mi sorprende il vostro atteggiamento di noncuranza e menefreghismo nei confronti di un consigliere provinciale e di un sin- daco del territorio». A gennaio scatta la diffida. E’ inviata anche all’assessore provinciale ai lavori pubblici. «In caso di mancato ri- scontro sarà interessata la Procura della Repubblica». E così è stato, con il successivo avvio dell’inda- gine. Ma Vassallo prosegue la sua battaglia a Palazzo Sant’Agostino. A marzo chiede che il geometra Franco Fezza venga attribuito ad altro incarico. Nello stesso giorno, sempre informando l’allora assessore, chiede se «lo stato di fatto coincida con la fase progettuale della strada». Nello stesso giorno denuncia il rifiuto al rilascio delle relazioni richieste in qualità di sindaco e di consigliere provinciale. A maggio la richiesta di una indagine interna con un sollecito a settembre: «Alla data odierna (25 settembre 2009) non risulta alcuni riscontro, si richiese ancora una volta lo stato della pratica e i provvedimenti assunti». Solo pochi mesi prima dell’uccisione, il sin- daco pescatore venne ascoltato dagli inquirenti. Le lettere erano state acquisite dall’amministrazione provinciale, passata intanto sotto la guida Cirielli che istituì anche una commissione d’inchiesta interna. Le lettere sono state rese note ieri pomeriggio da Dario e Massimo Vassallo della “Fondazione Angelo Vassallo” e sono rivolte «agli amministratori che hanno sostenuto la candidatura con il Pd (alla Camera) di Franco Alfieri». «Loro – si chiedono – hanno letto le lettere?». Oggi il processo «Ghost road» è ancora in corso. Alfieri sarà indagato e poi imputato in un processo “costola” di «Ghost road», quello conosciuto come il “Due Torri bis”. Qui si è costituita parte civile la “Fondazione Angelo Vassallo” ma per Alfieri è scattata la prescrizione.




Scafati. Nuove lettere del “Corvo”, tensioni in Comune

tutto estranee ai fatti . In particolare il “corvo” avrebbe segnalato commistioni tra la politica, lo sport e l’ imprenditoria in specie tra l’imprenditore Aniello Longobardi , la partecipata comunale Acse, di cui Longobardi è stato in passato per lungo tempo presidente e le sponsorizzazioni alla Scafati Basket , di cui sempre Longobardi è presidente, oltre ad essere l’attuale gestore della struttura comunale “Primato” in via della Resistenza. Favori, assunzioni e sponsorizzazioni sarebbero segnalate nelle missive inviate tramite raccomandate con ricevute di ritorno all’ufficio protocollo di via Pietro Melchiade, dove ha sede il Comune. Due lettere sarebbero indirizzate contro il consigliere comunale del Pd Marco Cucurachi. Un’altra missiva sarebbe stata indirizzata contro il sindaco Pasquale Aliberti, ma sembra sia ferma nei cassetti del suo ufficio di gabinetto. Intanto proprio questa mattina sarebbe stata effettuata l’ennesima e pronta verifica alle missive del corvo, questa volta a casa dell’ex consigliere del Pd Vittorio D’Alessandro che, contrariamente a come provocatoriamente aveva lasciato trapelare, non ha opposto alcuna eccezione all’accesso della polizia municipale. L’indiscrezione di un’intenzione, che lo avrebbe visto pronto alle barricate per impedire l’accesso alla sua abitazione, in segno di protesta verso una procedura che secondo lui era anomala, sarebbe rientrata in segno della trasparenza e del nulla da nascondere, nessun abuso o lavori in corso sarebbero stati riscontrati dalla polizia municipale. Un settore, quello della polizia municipale, che come altri settori dell’amministrazione comunale, soprattutto dopo le ultime missive contro i dipendenti comunali, sarebbe sotto pressione per il continuo carico di lavoro e per la paura di poter sbagliare in qualche procedura e di pagarne personalmente le conseguenze. Anche tra i dirigenti gli animi sarebbero tesi, alcune indiscrezioni raccontato di scintille tra alcuni dirigenti comunali che hanno gli uffici a palazzo Mayer. Dirigenti a tempo, legati soprattutto al percorso politico del sindaco essendo di nomina prettamente fiduciaria a differenza dei dipendenti comunali a tempo indeterminato che da anni lavorano al Comune e che forse perché poco “allineatisi” all’indirizzo dell’amministrazione starebbero pagando questa loro disaffezione politica con l’essere finiti nelle mira del corvo di turno. Aria tesa, uffici all’impasse, dipendenti poco inclini a qualunque azione amministrativa da intraprendere e responsabilità da assumere , questa sarebbe la situazione a palazzo Mayer tra i dipendenti comunali . A livello dirigenziale invece si tende a far poco trasparire la preoccupazione e le tensioni per un eventuale futuro politico che non veda alla guida della città, causa decadenza, la figura di Pasquale Aliberti , ma indiscrezioni parlano di forti screzi avvenuti tra i livelli dirigenziali apicali dell’amministrazione proprio a causa della poca serenità in cui si sarebbe ormai costretti a lavorare . Il tutto certo non aiuta l’andamento della funzionalità amministrativa e sicuramente a pagarne come sempre sono in primo luogo i cittadini di Scafati.




SCAFATI. D’Alessandro pronto alle barricate

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SCAFATI. D’Alessandro pronto alle barricate contro il “corvo” . Secondo indiscrezioni si prospetta una battaglia accesa a tutto campo per quanto riguarda queste missive anonime, o meglio firmate da persone inesistenti, che starebbero tenendo impegnata la polizia municipale da alcune settimane . Le missive denuncerebbero consiglieri comunali e loro familiari per presunti abusi edilizi commessi. Oltre ai consiglieri Pasquale Vitiello (Pdl) e D’Alessandro anche il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola (Pdl) sarebbe stato diffamato dal “corvo”, per ora alcun accesso sarebbe stato effettuato all’interno dell’abitazione del presidente del consiglio comunale, abitazione costruita circa venti anni fa dai suoi genitori. Pare che a breve la polizia municipale si recherà a casa del presidente del consiglio, sembrano siano forti le pressioni affinché si faccia presto, per verificare dall’interno, prendendo le dovute misure metriche , la realtà della denuncia inviata oltre che alla polizia municipale anche alla Direzione Investigativa Antimafia. Dove la polizia municipale non avrà vita facile, nell’accesso, sarà l’ispezione a casa del consigliere D’Alessandro che pare abbia intenzione di non permettere che chiunque mandi una semplice lettera anonima possa avere diritto a mettere in moto accessi ispettivi da parte dell’autorità giudiziari. La legge secondo una tesi trapelata da ambienti vicini al Partito Democratico non prevede accessi in seguito a semplici lettere anonime inviate alle autorità. La questione sarebbe solo di principio e non altro, quindi nulla da nascondere, perché il consigliere abiterebbe nell’attico da pochi anni e la costruzione è del 1966, quindi sembrerebbe solo una presa di posizione verso chi sarebbe dietro questa strategia e pensa di poter mettere una macchina del fango da cui temere.
Le reazioni politiche a queste missive sono state opposte.
Si parte da quelle del sindaco Pasquale Aliberti che si dice sostanzialmente favorevole a queste missive: non servono per abbattere un avversario politico. Aliberti afferma: «Le denunce fatte per abbattere gli avversari sono dei deboli. Se servono invece a ripristinare legalità lì dove la politica non vede o non riesce, ben vengano. In primis contro il sindaco” chiude così il primo cittadino.
Fa quadrato attorno al capogruppo Vittorio D’Alessandro il Pd locale: «Ancora una volta il nostro capogruppo bersaglio di attacco per un fantomatico e presunto abuso edilizio che sarebbe stato realizzato  negli anni 66/67. Colpevole a soli cinque anni! Bizzarro e singolare questo corvo che deve sicuramente avere la passione per la politica».  Cosí la nota del partito democratico che continua: «anzi questo “corvo”  probabilmente e’ anche schierato politicamente non tanto perché  sia chiaro un suo posizionamento a destra o a sinistra quanto perché  è chiaro che tende a colpire e colpevolizzare tutti coloro che, di destra o di sinistra, in questo momento sono schierati contro il sindaco. Lui si che deve stargli simpatico ma sarà un puro caso, siamo certi, o forse la prova che anche tra persone ed animali possano crearsi forti empatie” quindi secondo il Pd dietro questa macchina del fango ci sarebbe probabilmente  la regia di persone vicine o simpatizzanti del primo cittadino.
Fratelli d’Italia-alleanza nazionale  sulla questione punta deciso il dito verso la maggioranza e la macchina amministrativa : «Sono delle vere e proprie purghe nei confronti dei consiglieri di minoranza. A Scafati abbiamo un amministrazione che non garantisce l’imparzialita’ dell’azione amministrativa perche’ i dirigenti a tempo sono sotto la soggezione politica e a farne le spese sono i consiglieri di minoranza che cercano di far rispettare le leggi dagli appalti all’ordine cronologico dei pagamenti e al rilascio dei permessi a costruire».
Il gruppo di Fratelli D’Italia chiede l’intervento del Prefetto: «Pensiamo che i tempi siano maturi per l’arrivo del commissario prefettizio. Il governo Aliberti sta facendo sprofondare questa città nel buio. Speriamo che al piu’ presto si volti pagina per risanare questa città». Un prefetto che paia ancora non si sia espresso sulle tante missive arrivategli da Scafati, anche perché secondo ben informati a breve dovrebbe essere sostituito e nel giro di un mese ci dovrebbe essere un nuovo delegato e rappresentante del Governo in provincia di Salerno. Una  nomina che dovrebbe avvenire in contemporanea con la scelta del prefetto di Milano.
Il nuovo responsabile dell’ufficio territoriale di Governo  potrebbe prendere le decisioni opportune e risolutive alla querelle politica che tiene banco a Scafati e che sta assumendo toni sempre più gravi.
Se si dovesse andare a votare alla rpossima primavera il clima diventerebbe surriscaldatissimo con tentativi di distrarre la cittadinanza con mille artifici ed eviatre che si possa discutere dei problemi di Scafati




Scafati. Lettere anonime contro Pasquale Coppola

SCAFATI.  Continua  il clima di tensione politica mentre arriva la decadenza in consiglio comunale. Dopo le grandi accuse reciproche tra le varie fazioni politiche avute attraverso i media e i social, lo scontro si inasprisce sempre più. Da ultimo alcune missive sono state indirizzate al comando vigili urbani per segnalare alcuni presunti abusi edilizi commessi da consiglieri comunali, loro parenti e affini.
L’ultima missiva spedita alla polizia locale avrebbe avuto come bersaglio, senza avere gli esiti sperati, il presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola. L’ennesima missiva anonima che, secondo chi avrebbe avuto ben modo di vagliarla, avrebbe gli stessi tratti e somiglianza nell’impostazione e nella grafica di qualche altra “denuncia” arrivata sempre pochi giorni fa e, come bersaglio del “corvo”, un consigliere e parenti vicini a Coppola. Quindi animi sempre più avvelenati che di certo non aiutano la città nè il clima politico che si ipotizza possa degenerare con l’avvicinarsi delle sempre più probabili prossime elezioni.
La missiva anonima o quantomeno firmata in modo falso da persone che sarebbero molto vicine al presidente avrebbe segnalato il perpetrarsi in questi giorni di alcuni abusi edilizi in una struttura che poi si è rivelata non avere nulla in comune con il nome del presidente, nella struttura non sarebbe stata trovato nessun abuso in corso.
Un presidente del consiglio  contro cui, da maggio in particolare,  momento della sua candidatura alle regionali in alternativa alla moglie del sindaco, è stato più volte oggetto di feroci attacchi da più parti.
Episodi di tensione  che seguono  quello  avvenuto ieri che ha visto oggetto di minacce il deputato del Partito democratico,sceso da poco dal palco della manifestazione del Pd locale contro il sindaco , al cui indirizzo sconosciuti hanno rivolto parole di avvertimento.
Il momento politico a Scafati è molto delicato e vede alzarsi ol livello dello scontro in modo pericoloso, un livello che a breve potrebbe essere incandescente soprattutto in vista del prossimo consiglio comunale in cui  sicuramente si discuterá tra gli argomenti all’ordine del giorno anche della procedura di decadenza innescata ad arte dal sindaco. Una procedura che permetterebbe all’attuale sindaco Pasquale Aliberti  di ricandidarsi aggirando così attraverso la legge la stessa legge che vieta più di due mandati consecutivi.
A proporre l’argomento “incompatibilita -decadenza”  all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale sarebbe stato il settore avvocatura, guidato dal dirigente avvocato Francesco Romano che nella proposta di deliberazione avrebbe sancito  lo stato di incompatibilità del cittadino  Aliberti con la sua carica di sindaco  dopo che “il giorno 23 ottobre 2015 con protocollo  29830 è pervenuta all’Ente la notifica del ricorso al Tar Campania sezione di Salerno ad iniziativa di Angelo Pasqualino Aliberti per l’impugnazione del provvedimento amministrativo di diniego alla Scia emesso dall’ufficio urbanistico dell’Ente …. per cui occorre avviare la procedura di contestazione dell’incompatibilitá del Sindaco alla carica… di dichiarare il presente atto immediatamente esecutivo ” .
Dunque dopo un ufficio urbanistica particolarmente solerte a rilasciare il diniego a costruire al sindaco , ci si ritrova  anche un ufficio avvocatura che dà prova di una particolare e solerte efficienza. Gli altri due argomenti del prossimo consiglio comunale, che sarebbero  finora al vaglio del presidente del consiglio riguarderebbero il Pip ((proposta di convezione con Agroinvest fino al 31 dicembre 2015) e l’ennesimo  atto di indirizzo per la modifica del famoso decreto 49 che sanciva la chiusura  dell’ospedale “Mauro Scarlato”.
Ora sta al presidente del consiglio dettare i tempi e gli argomenti del prossimo consiglio comunale.