Anna Rita Leonardi lascia il Pd per Renzi: «Scelta dolorosa»

di Erika Noschese

“È stata una scelta sofferta e dolorosa”: con queste parole Anna Rita Leonardi, l’ormai ex dirigente dem, annuncia l’addio al partito democratico e la conseguente adesione a Italia Viva, il neo partito fondato da Matteo Renzi. “Da quando, nel 2007, Veltroni mi convinse ad aderire al Partito Democratico candidandomi all’Assemblea costituente, non c’è stato un giorno in cui io non mi sia sentita parte di una grande e splendida comunità”, ha poi aggiunto la Leonardi, pronta a questa nuova avventura accanto a Renzi. “Ambiente, cultura, famiglia, diritti civili, lavoro, giustizia sociale, parità di genere e tanto altro: sono i temi sui quali incentreremo il nostro lavoro – ha poi aggiunto l’ex dirigente del Pd – Un partito, una Casa, in cui tutti sono uguali, tutti lavorano per il bene dell’Italia ed in cui tutti daranno un contributo fondamentale. In me avrete sempre una compagna leale, mai un’avversaria. Tanto già lo so: con molti di voi ci rivedremo presto”. Intanto, sarà Gennaro Migliore il coordinatore di Italia Viva che – per volontà del leader Matteo Renzi – dovrà essere affiancato da una donna, come per tutti i ruoli interni al neo partito. Il neo partito dell’ex segretario del Pd sembra già pronto ad entrare nel vivo delle attività il prossimo 8 ottobre con la prima riunione regionale, organizzata dai singoli circoli – non ancora riconosciuti ufficialmente – presenti su tutto il territorio campano. Numerose le richieste di adesione partite da tutta la provincia di Salerno, con richieste che sembrano aumentare giorno per giorno. Al momento le adesioni restano bloccate, tutto rinviato alla Leopolda 2019 – in programma dal 18 al 20 ottobre alla stazione Leopolda di Firenze – quando l’ex premier darà ufficialmente il via alle iscrizioni, lanciando – ufficialmente – il partito. Le adesioni, almeno nella fase iniziale, saranno online per permettere a tutti di aderire. «Non siamo ancora organizzati sui territori, ma abbiamo l’intenzione di costruire una casa in cui più che i protagonisti siano al centro i temi – ha poi dichiarato la Leonardi – L’ambiente sarà uno dei temi fondamentali nel programma di Italia Viva. Nella nostra casa ogni ruolo avrà come figura che lo rappresenterà un uomo e una donna che lavoreranno congiuntamente». E se la Leonardi lascia il Nazareno a favore di Renzi cosa ne sarà di suo marito, Andrea Lembo, storico militante del partito democratico: «Lui, al momento, resta nel Pd. Io ho comunicato la mia scelta ma è chiaro che, pur essendo sposati, ognuno è libero di fare ciò che vuole». Il figlio dell’ex procuratore capo, al momento, sta valutando l’ipotesi di aderire al partito di Renzi ma non sembra intenzionato a dire addio al Nazareno. Intanto, anche da Salerno molti dem sembrano pronti a partecipare alla Leopolda e dare una mano concreta a Renzi.




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




La Leopolda senza i salernitani

di Andrea Pellegrino

Un tempo era la Leopolda dei renziani. Oggi, almeno per quanto riguarda Salerno e la Campania, le “visite” a Firenze sono sostanzialmente diminuite. Rispetto alla processione elettorale dello scorso anno, quest’anno pare che gli esponenti salernitani abbiano marcato visita. A partire dall’area deluchiana, in forze lo scorso anno, per ovvi motivi legati alle primarie e alla candidatura di Vincenzo De Luca alle elezioni regionali, e totalmente assenti in questa edizione. Domenica a chiusura dell’evento politico, il segretario provinciale Nicola Landolfi si è limitato ad un commento, stile democristiano, su quanto affermato da Renzi, auspicando, un maggiore coinvolgimento dei territori. E se i deluchiani non sono sbarcati a Firenze, i renziani (della prima ora) hanno fatto altrettanto. Così, in sintesi, nessuno si è mosso dalle proprie posizioni. Ad eccezione di Tommaso Pellegrino, sindaco di Sassano che si è visto “congelare” la nomina alla presidenza del Parco nazionale del Cilento. Incarico stoppato proprio da Vincenzo De Luca, a quanto pare, estromesso dalle trattative. Per il resto, silenzio assoluto, o meglio ancora “Aventino” per i primi salernitani che hanno creduto in Matteo Renzi per poi essere messi da parte durante la campagna acquisti dei deluchiani. Così l’entusiasmo iniziale che aveva fatto da cornice al primo appuntamento di Matteo Renzi a Salerno (quando De Luca e i deluchiani erano dalla parte di Bersani) è venuto meno, quasi scomparendo nel nulla. Basti pensare che nel corso del tempo, scandito da elezioni annuali, i renziani (quelli veri della prima ora) qui a Salerno non hanno avuto diritto alla parola. D’altronde dopo lo strappo con Bersani, qui il 99,9 per cento del partito democratico è diventato renziano, facendo disperdere nell’aria coloro che fino ad un attimo prima era stati estromessi dal «cerchio magico» perché seguaci dell’allora sindaco di Firenze. Ma questo alla Leopolda l’hanno sempre saputo. D’altronde tra i maggiori sponsor di Vincenzo De Luca alle scorse elezioni regionali c’era Luca Lotti, braccio destro fiorentino di Renzi.
Oggi a distanza di un anno alla Leopolda non c’erano i renziani né della prima, né quelli della seconda.




Salernitani alla Leopolda, tra i renziani spunta anche Bonavitacola

Fischio d’inizio per la Leopolda fiorentina, che si è ufficialmente aperta ieri accogliendo i primi ospiti. E tra i renziani della prima ora sono già spuntati i vari esploratori ed ambasciatori pronti ad avere un contatto direttamente con il leader Matteo Renzi. E tra questi anche da Salerno, oltre gli habitué dell’appuntamento fiorentino, c’è già chi si è fatto un giro. Così ieri sera si è visto anche Fulvio Bonavitacola, emissario di Vincenzo De Luca che, insieme al deputato ex Sel Michele Ragosta, hs cercato di sondare il terreno.

Questa, infatti, per la Campania, e quindi per Vincenzo De Luca, non sarà una Leopolda come tutte le altre. Non fosse altro che in ballo ci sono le candidature per le elezioni regionali. E non solo. Da qui emergeranno le prime indicazioni su primarie, programma e candidati presidenti che poi saranno affidate direttamente a Lorenzo Guerini che lunedì, il giorno dopo la chiusura dell’appuntamento di Firenze, sarà a Napoli per condurre, finalmente, la prima direzione regionale del Partito democratico.

Naturalmente anche quest’anno, immancabili i renziano salernitani della prima ora. Ossia coloro che dal primo momento sono stati al fianco di Matteo Renzi. Tra questi Ginetto Bernabò, Sergio Annunziata, Tommaso Pellegrino, Gennaro Fiume e Paolo Russomando. Una nutrita flotta pronta a «cambiare verso» anche in Campania.

Andrea Pellegrino