Processo De Luca/legge Severino. I giudici si riservano su udienza pubblica

Da più di un’ora, i giudici del tribunale di Napoli, sezione civile, si sono riservati se tenere un’udienza pubblica o meno per il processo De Luca sulla legge Severino. La presenza de Il fatto quotidiano e dell’Ansa avrebbe fatto sollevare il problema. Seguono aggiornamenti




Nomine Soresa a rischio per la legge contro i trombati

di Andrea Pellegrino

C’è un comma nella legge “Campania zero” che potrebbe mettere in difficoltà le nomine di Vincenzo De Luca. In pratica i “trombati” alle elezioni non potranno ricevere incarichi regionali almeno per gli otto mesi successivi alla chiusura delle urne. A segnalare la norma è stato Peppe Russo, ex consigliere regionale del Partito democratico, nonché promotore del disegno di legge, poi convertito e firmato dall’allora governatore Stefano Caldoro. Così Vincenzo De Luca, se così fosse, dovrebbe rivedere le indicazioni fatte per la Soresa. Tra i nomi inseriti nella rosa sottoposta al capo di Gabinetto del presidente della giunta regionale c’è il nome di Gianni Porcelli che oltre ad essere ex sindaco di Mugnano è stato candidato (non eletto) della lista “Campania Libera”. Ma a far compagnia a Porcelli c’è un’altra non rieletta pronta ad entrare nel cda della Soresa: si tratta di Giulia Abbate, anche lei rimasta fuori dall’assemblea regionale. Dunque, si salverebbe – a questo punto – solo il terzo nome in campo, quello del tecnico Luigi Giuliano, un avvocato di Salerno ex Forza Italia. La legge regionale in questione è la numero 24 del 27 luglio 2012 che potrebbe far aprire un contenzioso amministrativo se le nomine indicate andassero in porto. Dunque oltre alla polemica politica già sollevata dalle opposizioni ci sarebbe anche il rischio di un giudizio innanzi al Tribunale amministrativo.Nomine Soresa a rischio
per la legge contro i trombati




Count down per l’udienza. C’è ricorso ma non l’istanza cautelare Ipotesi consiglio regionale 9 luglio

di Andrea Pellegrino

E’ stato presentato ieri mattina al Tribunale di Napoli il ricorso – ma non l’istanza cautelare che sarà depositata questa mattina – contro la sospensione di Vincenzo De Luca dalla carica di presidente della Regione Campania, il cui provvedimento è stato firmato venerdì sera dal premier Matteo Renzi. A darne comunicazione il deputato salernitano Fulvio Bonavitacola che, di fatto, in questa fase sta già supplendo in tutto e per tutto Vincenzo De Luca, ormai fuori dai riflettori da più di due giorni. Resta sempre più probabile l’impegno del deputato democrat – fedelissimo dell’ex sindaco – come possibile vicepresidente della giunta regionale della Campania. Ed ora s’attende la fissazione dell’udienza che sancirà il destino di Vincenzo De Luca e quindi della Regione Campania. I legali del governatore sospeso sperano che la vicenda si risolva, nel solco del giudizio favorevole espresso per de Magistris, prima del 12 luglio, ultima data utile per la prima convocazione del consiglio regionale. Seppur, secondo prime indiscrezioni, circolerebbe già una prima data: quella del 9 luglio, emersa durante il vertice Pd di ieri mattina, alla presenza del segretario regionale Assunta Tartaglione, nel corso del quale il Partito democratico campano ha fatto quadrato intorno al consigliere anziano Rosetta D’Amelio, promotrice della convocazione e della sconvocazione della seduta in programma per ieri mattina e rinviata alla luce della sospensione per effetto della legge Severino di Vincenzo De Luca. «Ho spostato la convocazione – ha detto D’Amelio – perché era mio dovere; mi fa piacere che il gruppo del Pd abbia condiviso un percorso che ho fatto in solitudine e con senso di responsabilità di chi ritiene che la Regione Campania stia vivendo un momento di difficoltà. Abbiamo il dovere di dare in tempi brevi a questa Regione il sul governo. Quando ho ricevuto la comunicazione della prefettura sulla sospensione di De Luca – ha raccontato D’Amelio – ho riflettuto a lungo, non ci ho dormito la notte, ma poi c’era il punto all’ordine del giorno sulle comunicazioni del presidente e quindi ho dovuto rinviare il Consiglio regionale». Ipotesi 9 luglio, quindi, al vaglio della D’Amelio e del gruppo di maggioranza consiliare. Da valutare è l’iscrizione all’ordine del giorno delle linee programmatiche del presidente. Ma tutto dipenderà da quando il tribunale fisserà l’udienza. Ad adiuvandum hanno già comunicato la loro costituzione i socialisti alleati di Vincenzo De Luca. «Noi socialisti – afferma il deputato Marco Di Lello – stiamo valutando di costituirci in giudizio ad adiuvandum per sostenere la tesi che non si può tornare al voto dopo quattro settimane. Devo dire che questa ‘ammuina’ delle opposizioni conferma la loro inadeguatezza a governare una grande Regione come la Campania e francamente non fa fare bella figura né a loro né alla Regione». «Alle primarie i cittadini hanno votato conoscendo la situazione di De Luca, alle Regionali lo hanno scelto conoscendo la sua situazione – prosegue – e Renzi non poteva far altro che rispettare la legge. Adesso la parola spetta alla magistratura. Il modo in cui ci siamo comportati, e vale per me, per il centrosinistra tutto e per Renzi, è dovuto alla scelta di rispettare la volontà popolare – sottolinea Di Lello – Il risultato è questo stallo che non fa bene alle istituzioni e alla politica. Spero che il Tribunale decida in tempi rapidissimi in modo da consentire alla Campania di funzionare al meglio».




Renzi sospende De Luca Se vuole faccia la Giunta

di Andrea Pellegrino

«Ho provveduto a sospendere Vincenzo De Luca». Sono le parole di Matteo Ren- zi al termine del Consiglio dei Ministri, ini- ziato in forte ritardo rispetto all’orario di convocazione. Nessun provvedimento ad hoc, ha detto il premier: «A norma della legge Severino abbiamo firmato il decreto di sospensione di De Luca da governatore della Campania». Nessun provvedimento ad hoc, dice il premier. Per quanto riguarda la giunta ed il vicepresidente, Vincenzo De Luca potrà o dovrà rifarsi al parere espres- so dall’avvocatura dello Stato. Tant’è che Renzi spiega: «Il presidente – ha detto il premier – può fare gli atti consentiti dal pare- re medesimo, noi abbiamo proceduto alla firma del decreto di sospensione senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc». «Abbiamo seguito l’iter – ha detto ancora Renzi – penso che ci sarà il ricorso da par te del presidente De Luca. Io mi attendo il ricorso avverso questo atto, poi sarà il presidente De Luca ora a valutare gli atti secondo quanto espresso dall’avvocatura dello Stato nel recente parere espresso sulla vicenda. Dalla nostra avevamo sempre detto che avremmo mantenuto ogni tipo di in- tervento necessario, senza fare ricorso ad alcuna normativa ad hoc. Lo abbiamo dimostrato una volta di più come era doveroso fare». Nessun “salva De Luca” in pratica da parte della presidenza del Consiglio dei Ministri che era stata diffidata dal grup- po campano del Movimento 5 Stelle. Insomma, De Luca dovrà valutare da solo se compiere o no gli atti. «Ora tocca al presidente della regione Campania – ha ribadito il premier Matteo Renzi – valutare se procedere o meno alla nomina della giunta, seguendo il parere dell’avvocatura dello Stato». Tecnicamente ora il dispositivo di sospensione sarà trasmesso dalla presi- denza del Consiglio alla Prefettura di Napoli ed in seguito il Consiglio regionale ne dovrà prende atto. E con molta probabilità il dispositivo dovrà giungere in aula già lunedì mattina. Dopodiché il governatore sospeso farà ricorso utilizzando la strada tracciata da Luigi de Magistris. Nel contempo, però, gli atti che eventualmente compirà – comprese le nomine degli as-sessori e del vicepresidente – potrebbero essere oggetto di ricorso, ora più che mai che non c’è stato nessuno scudo da parte del Consiglio dei Ministri. In dubbio, dunque, la presenza o meno di Vincenzo De Luca alla prima seduta del Consiglio regionale. «De Luca non potrà entrare – dice l’avvocato Oreste Agosto, legale del Movimento 5 Stelle – era sospeso ed è sospeso. Non può compiere nessun atto. Abbiamo già pronte le diffide. Con il nostro originario ricorso avevamo annunciato il caos istituzionale in Campania». Ed anche Antonio Iannone, presidente regionale dei Fratelli d’Italia dice: «Stando così le cose De Luca lunedì non potrà neanche presentarsi in Consiglio. Se dovesse farlo provvederò stesso lunedì mattina a denunciarlo alla Procura della Repubblica di Napoli». Intanto sono ore concitate nei partiti della maggioranza e soprattutto del Pd. In attesa di notizie da Roma, giunte in serata, consiglieri e gruppi dirigenti sono stati per l’intera giornata di ieri alle prese con le nomine ed i posizionamenti. Un primo vertice ha riguardato, presso la sede del Pd di Napoli, tutti i segretari regionali dei partiti che hanno sostenuto la candidatura alla presidenza di Vincenzo De Luca. Poi a seguire il neo governatore, presso il suo quartier generale partenopeo a via Toledo, ha incontrato i trenta consiglieri regionali che compongono la maggioranza. All’ordine del giorno l’indicazione per l’elezione del presi- dente del Consiglio regionale e la composizione dell’ufficio di presidenza, nonché le commissioni regionali. Il governatore, in merito alla poltrona più alta dell’Assise ha espresso un’indicazione in favore di Rosetta D’Amelio, il consigliere che già presenzierà la seduta di lunedì e che ha provveduto alla convocazione e alla stesura dell’ordine del giorno.




De Luca: «L’unica legge ad personam è la Severino»

L’unica legge ad personam è la legge Severino. Vincenzo De Luca respinge tutte le accuse: «C’è chi parla di una legge ad personam per Vincenzo De Luca. E’ falso, l’unica che conosco è proprio la legge Severino che tutela il privilegio della casta parlamentare».
Ed ecco perché, secondo il neo governatore, «i cinque stelle stanno sbagliando tutto». Perché, incalza, «stanno tutelando una legge che protegge la casta. Ma così funziona in Italia». E quanto all’ordinanza sul ricorso di de Magistris, Vincenzo De Luca si dice soddisfatto. Non fosse altro che il sindaco di Napoli ha comunque aperto la strada anche a lui.
«La decisione del tribunale di Napoli di sospendere l’applicazione della legge Severino – dice De Luca – rappresenta un altro passo in avanti verso il rispetto del buon senso e della costituzione.
E’ ancora una ulteriore sollecitazione a quanti dormono ancora rispetto ad una modifica della legge che è anti costituzionale. Ricordo a tutti – prosegue De Luca – che la Campania, seconda regione d’Italia, è appesa per una mia condanna per abuso d’ufficio, inflittami per aver utilizzato la dicitura di project manager su richiesta del responsabile del procedimento (sulla realizzazione del Termovalorizzatore, ndr). Tutto qui».
(andpell)




Caso De Luca. Iannone (Fdi): «Denuncerò Renzi e De Luca alla Procura se non rispetteranno le disposizioni della Legge Severino»

 
Iannone (FDI-AN): “Denuncerò Renzi e De Luca alla Procura della Repubblica se non rispetteranno le disposizioni della Legge Severino”
 
Il Presidente Regionale di FDI-AN, Antonio Iannone, in una nota stampa, ha dichiarato: “Se Renzi non dovesse far giungere entro lunedì mattina il decreto che accerta la sospensione di De Luca lo denuncerò alla Procura della Repubblica. Se De Luca dovesse nominare la giunta in assenza di poteri lo denuncerò alla Procura della Repubblica. Con la Legge non si gioca, la Legge deve essere uguale per tutti ed applicata nello stesso modo per tutti”.
 



Iannone: «De Luca? Non avrà poteri per nominare nessuno»

«Alfano conferma la nostra tesi secondo la quale De Luca sarà sospeso subito dopo la proclamazione degli eletti ma certamente non sa che lo statuto della regione Campania consente al presidente di nominare la giunta solo dopo il primo Consiglio regionale cioè quando De Luca si troverà già in assenza di ogni potere». A dichiararlo è il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia- Alleanza Nazionale, Antonio Iannone, il quale in un nota stampa, comunica che il partito presenterà due diffide e sottolinea le difficoltà che si riscontreranno nella nuova Regione Campania guidata da Vincenzo De Luca: «Il Pd con la sua poliedrica morale farà trovare la Campania nel caos istituzionale assoluto. Gli stessi che hanno votato la legge Severino oggi la contestano e vorrebbero superarla facendo un’eccezione per De Luca dopo che la stessa legge ha gambizzato centinaia di amministratori che ne hanno subìto le conseguenze senza sbraitare e fare ricorsi. La legge è legge e va rispettata da tutti, in un Paese dove non si osserva questo principio tutto è nullo». Poi conclude, con i particolari delle due diffide che saranno presentate: «La prima sarà indirizzata al presidente del Consiglio che dovrà accertare soltanto con decreto la sospensione di De Luca operante di diritto in virtù della condanna ricevuta per il reato d’abuso d’ufficio commesso e la seconda sarà indirizzata allo stesso De Luca che non può nominare il vicepresidente e la giunta in virtù della mancanza di poteri derivante dalla sospensione».




Caldoro: «Campania, immagine sporca». De Luca: «Sei stato mandato a casa»

De Luca e i social, binomio perfetto. Stavolta il governatore eletto della Campania sceglie Twitter per sbeffeggiare l’ex governatore Stefano Caldoro, il quale ospite di Coffee break su La7, ieri mattina discute sul caso De Luca. Non manca la risposta di quest’ultimo che tramite il social, risponde: «La campagna elettorale è finita, i cittadini della Campania, dopo averti mandato a casa sono tranquilli: governa De Luca». Durante la mattinata Caldoro, avrebbe accusato l’ex primo cittadino salernitano di non aver condotto una corretta campagna elettorale e poi non manca di commenti sulla legge Severino: «C’è bisogno di legalità, del rispetto delle leggi. In Campania servono anche dei simboli e non si può dire “a me non si applica la legge”, si dà un pessimo segnale ai cittadini». Poi tornando alle elezioni, ricorda: «Non giudico le persone, contesto le scelte politiche. Non bisogna sporcarsi le mani, bisogna tenerle pulite. Non si possono chiedere nottetempo accordi con De Mita. Non si può chiudere una alleanza con quelli che si definiscono cosentiniani, con un sindaco che è sotto inchiesta per un dossier contro di me, un pezzo di P3. Il segnale è “pur di vincere si prende tutto”. La sinistra a Napoli ha un’altra tradizione e non hanno senso queste scelte che rinnegano storie e valori». Il presidente uscente della Campania non manca di tornare sul risultato finale: «Noi abbiamo fatto un ottimo lavoro. Quando siamo partiti con la campagna elettorale eravamo 10 punti sotto, siamo arrivati a due. In Campania una delle percentuali più alte in Italia per il centrodestra, ma oggi sono preoccupato per i cittadini campani. Chi li governerà? Adesso bisogna andare avanti senza ipocrisia. Si è consentito a De Luca di candidarsi ed allora si faccia una legge per farlo governare o si vada alle elezioni. Nessuno immagini un surrogato antidemocratico, non si può scegliere in una casa, in una stanza chiusa e senza trasparenza il nuovo presidente della Regione. Non capita in nessun luogo del mondo. Sono un moderato ma farò le barricate rispetto ad ipotesi come questa”. Infine, Caldoro dichiara: «Piuttosto, e consentitemi una provocazione, si vada sulla scelta di sangue. Si scelga il figlio. Ecco, bisogna essere seri e rispettosi dei cittadini».
Brigida Vicinanza




Alfano gela le opposizioni: «De Luca si deve insediare»

De Luca eleggibile e candidabile. Il Consiglio regionale non verrà sciolto. Due question time e due risposte che forse nessuno si aspettava da parte del Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ieri ha risposto alle interrogazioni di Paolo Russo di Forza Italia ed Edorado Scotto di Sel.
Per quanto riguarda quella del deputato forzista, che chiedeva conto della condanna in primo grado dell’ex sindaco di Salerno, Alfano ha precisato che «De Luca era candidabile ed eleggibile. La procedura della legge Severino scatterà dopo la proclamazione da parte della Corte di Appello e coinvolgerà diversi organi amministrativi prima della firma del decreto da parte del presidente del Consiglio». «Ai fini dell’avvio del procedimento finalizzato alla sospensione – chiarisce Alfano – occorre attendere la proclamazione degli eletti. La sospensione può essere applicata solo nei confronti di chi è già in carica. In tutti i precedenti casi analoghi la sospensione è sempre stata successiva alla proclamazione degli eletti. Gli adempimenti procedurali comportano l’intervento di più amministrazioni per poi concludersi con il decreto del presidente del Consiglio».
Non si parla, allo stesso modo, di scioglimento del Consiglio regionale, circostanza in merito alla quale chiedeva chiarimenti Sinistra ecologia e libertà. «Il Consiglio regionale non sarà sciolto. L’eventuale sospensione del neo eletto presidente non inficia l’assemblea» -ha detto il vicepremier.
(man)




Cantone, il salva De Luca: modifiche alla Severino

di Marta Naddei

Raffaele Cantone dà a Vincenzo De Luca un motivo per sorridere. O meglio, 25 buoni motivi. Venticinque quante sono le proposte di modifica alla legge Severino approvate in una delibera – dasottoporre a governo e parlamento – dall’Autorità nazionale anticorruzione presieduta proprio dal magistrato partenopeo il quale, nel corso delle settimane, ha espresso pareri talvolta discordanti tra loro in merito all’applicazione della tanto contestata norma.  Venticinque punti in cui vengono evidenziate migliorie da apportare, lacune da colmare, imprecisioni da correggere nel testo della legge la cui applicazione, a breve, potrebbe tenere Vincenzo De Luca fuori dal portone di palazzo Santa Lucia.
E tra quelle che sono le segnalazioni dell’Anticorruzione ce n’è una piuttosto familiare ed in voga negli ultimi mesi. Letteralmente, nella delibera dell’Anac, si parla di «mancata armonizzazione delle divergenti discipline (decreto legislativo 39 e decreto legislativo 235, cosiddetta ‘legge Severino’) delle conseguenze sull’incarico (sospensione) per condanne penali non definitive», tradotto in soldoni si potrebbe tranquillamente leggere “caso Vincenzo De Luca eletto presidente della Regione Campania”. L’ex sindaco di Salerno porta con sé la sua condanna in primo grado per abuso d’ufficio (ad un anno di reclusione e due anni di interdizione dai pubblici uffici) nel processo per il Termovalorizzatore di Salerno: una circostanza che, alla luce degli effetti della Severino, gli varrà la sospensione dalla sua carica di governatore della Campania.
Ed è qui che potrebbero piombare l’Anac e Raffaele Cantone che, nell’articolato documento posto all’attenzione di governo e parlamento, fanno proprio riferimento alla «necessità di un coordinamento tra le ipotesi di inconferibilità degli incarichi per condanna non definitiva previste da uno dei decreti attuativi della legge 190 anticorruzione, ossia il 39/2013, e le ipotesi di sospensione dalla carica previste dall’altro decreto attuativo, il 235/2012». In pratica, tra le due norme – come specificato nel punto 7 della delibera – ci sarebbero delle sostanziali divergenze, nonostante l’obiettivo unico che si prefissano, ovvero quello di evitare l’accesso o la permanenza in carica di soggetti che non presentano i dovuti requisiti di moralità e imparzialità. Ma tra i due decreti attuativi ci sarebbero troppe incongruenze: da una parte, infatti – stando a quanto riportato nella delibera dell’Anac, «il decreto 39 prevede una graduazione delle conseguenze in rapporto alla gravità dei reati, il 235 negli articoli 8 e 11 sulla sospensione da cariche regionali e locali non applica né distinzioni né graduazioni in base al reato e alla pena inflitta». Motivi sufficienti, per Cantone e i suoi, ad indurre il legislatore a procedere ad «un’armonizzazione».
Certo, non si sa se e quando queste proposte di modifica verranno prese in considerazione. Il dato, però, è che se è vero – come pare – che non ci sarà una legge “ad personam”, non si può escludere che non vi sia una modifica alla legge “ad personam”.