Scafati. Le donne di maggioranza: “non serve legge per le quote rose”

Di Adriano Falanga

Continua lo strascico di polemiche dopo il ricorso al Tar presentato da un gruppo di donne per l’impugnazione del decreto di nomina del neo assessore Nicola Acanfora. Il ricorso, supportato politicamente dal consigliere Fdi Mario Santocchio e da Scafati in Movimento, chiede l’applicazione della legge Del Rio sul rispetto delle cosiddette “quote rosa”. “Ma davvero le donne hanno bisogno di una Legge che imponga la loro presenza nelle istituzioni? Piuttosto, le stesse donne scafatesi pensano o no che a ricoprire un determinato ruolo sia indicato un soggetto competente?” così il consigliere Diego Del Regno, appena subentrato nell’assise proprio a Nicola Acanfora.”

Le sue parole trovano riscontro anche da Teresa Formisano: “fossi in loro mi preoccuperei di più di chi oggi riveste ruoli importanti, stipendiati, e non esercitano il loro ruolo nei confronti della Città” e da Carmela Berritto, consigliera delegata alle Pari Opportunità: “è una battaglia che deve essere combattuta soprattutto a livello culturale. Imporre le quote rosa in giunta non fa altro che rimarcare la concezione che la donna viene considerata una minoranza, una fragilità da difendere, la donna è ben altro”. Non è una questione di merito, ma di opportunità, ribadisce da Scafati in Movimento Ivan Piedepalumbo: “Mi spiace sentir dire determinate affermazioni da parte di chi dovrebbe applicare le leggi e non commentarle” rivolgendosi all’indirizzo dell’avvocato Del Regno. Secondo Santocchio, il Tar di Salerno dovrebbe pronunciarsi entro il mese di Settembre.




Scafati. Le donne ricorrono al Tar contro Acanfora

Di Adriano Falanga

Depositata, come da promesse della vigilia, il ricorso al Tar per l’impugnazione del decreto di nomina del neo assessore Nicola Acanfora. L’istanza è stata presentata da un gruppo di donne scafatesi, e sostenuta politicamente da Mario Santocchio per Fdi e dagli attivisti di Scafati in Movimento. Si chiede il rispetto della legge 56/2014, meglio nota come legge Delrio. La normativa disciplina le quote rosa nei consigli d’amministrazione delle partecipate, nelle Giunte comunali e nella composizione delle liste elettorali. E’ prescritta una quota minima di genere del 40% che nel caso di Scafati prevede, su 8 componenti dell’esecutivo (sindaco compreso) la presenza di non mano di tre donne. Attualmente siede in giunta la sola Annalisa Pisacane. L’argomento è arrivato in consiglio comunale, a seguito dell’interrogazione presentata da Mario Santocchio.

In aula Pasquale Aliberti ha spiegato che la sua giunta è stata nominata subito dopo la sua elezione nel 2013 e quindi prima dell’entrata in vigore della legge. “Le nomine successive sono state dettate dalla necessità di avere persone competenti nelle diverse materie” così il primo cittadino, secondo il quale la norma andrebbe applicata solo nel caso di azzeramento della Giunta. Una circostanza smentita da Scafati in Movimento che cita il precedente di San Giuseppe Vesuviano, dove il Tar ha annullato di fatto la nomina di un solo assessore. “Con molta probabilità a Settembre si deciderà il ricorso presentato al Tar per il rispetto delle quote rosa. Dalla decisione del Tar dipende il destino di una parte della Giunta del Comune di Scafati – spiega Mario Santocchio – Rispetto a questa battaglia di civiltà io ci metto la faccia, altri invece le quote rose le rispettono solo per la famiglia”.