Fdi-An e Sim chiedono chiarimenti sugli incarichi legali dati dal Comune

SCAFATI. Settore avvocatura, M5S e Fdi-An chiedono chiarezza. Nel corso dell’ultimo consiglio comunale una parte della discussione  è stata incentrata sulle procedure legali legate alla decadenza del sindaco. In aula il consigliere di fdI, Mario Santocchio, ha messo sotto accusa il settore avvocatura e sottolineato la presunta incompatibilità di dirigente del settore da parte dell’avvocato Francesco Romano. Secondo il consigliere, l’avvocato Romano svolge oltre al ruolo di dirigente del Comune, anche la sua professione violando così, a dire di Santocchio, le disposizioni dell’ ordine forense che vieterebbero a chi svolge la professione alcun altro rapporto di lavoro, determinato o indeterminato, presso terzi..
Al termine del consiglio comunale é stato chiesto l’invio della documentazione al consiglio dell’ordine degli avvocati.
Anche l’associazione Scafati in Movimento ha sferrato un duro attacco verso la spesa gestita dal settore avvocatura guidato dall’avvocato Romano. I pentastellati di Sim, si augurano di andare presto alle elezioni per poter cambiare il modo di gestire e indirizzare le risorse comunali ed in particolare quelle del settore avvocatura .
“Un esempio lampante di cattiva gestione sono gli intrecci legali, alquanto singolari o poco opportuni, tra la politica e gli incarichi legali dell’ente -affermano i pentastellati  l’ufficio avvocatura del Comune, il 27 ottobre scorso, si è costituto parte civile al Tar contro l’impugnazione di un provvedimento che vieta al primo cittadino di realizzare un’autorimessa, nella sua abitazione, con relativa tettoia. E da qui vengano elargiti fior fior di parcelle, pagati ovviamente con le spese dell’ente! Il primo beneficiario è stato l’avvocato Enrico Matrone che con un onorario di 2.188,68 euro dovrà difendere Il Comune contro il sindaco. Quest’ultimo invece verrà difeso dall’avvocato Anna Della Porta, e che ha curato il ricorso al Tar del primo cittadino contro il Comune stesso (e qui capite già bene il paradosso!)”. Dunque secondo Sim sarebbero molto strane le coincidenze tra incarichi legali e rapporti personali, forse poco opportune. I grillini però sottolineano un’altra vicenda:”Le ricompense ai noti professionisti proseguono. È stato infatti affidato all’avvocato Marcello Fortunato, che guarda caso fa parte dello stesso studio dell’avvocato Della Porta,  il parere legale per studiare il caso di una eventuale proroga del servizio di sosta a pagamento alla società Publiparking. L’avvocato Fortunato guarda caso spesso ha avuto spesso alcuni incarichi dal Comune”.
Da quelli che sono, secondo i grillini,  strani intrecci legati alla decadenza del sindaco si passa ad un’altra casualità : “recentemente ad un altro noto avvocato… sono stati affidati un serie di incarichi legali, quali il ricorso in appello innanzi al consiglio di Stato in difesa dell’ente sul caso ex copmes e il contenzioso sul polo scolastico, per un totale di 84 mila euro. La cosa che ci solleva non poche perplessità è il fatto che il pagamento di questi incarichi a pioggia all’avvocato sembrano arrivare  proprio a ridosso di un parere che secondo indiscrezioni avrebbe dato circa il caso della decadenza del sindaco.”
Gli attivisti di Scafati in Movimento si dicono sicuri che possano essere  mere coincidenze, ma “non crediamo nemmeno lontanamente che possa essere una profumata ricompensa per il suo probabile e prezioso contributo, ma come si dice “a pensar male è peccato ma spesso si azzecca”.
Comunque i grillini si dicono pronti a fare chiarezza sulle spese del settore avvocatura:” invieremo ogni atto alla Corte dei Conti al fine di verificare che ogni euro sia stato speso solo ed esclusivamente secondo l’indirizzo di una buona gestione delle risorse pubbliche e non per uso privato!”.
Dunque un settore avvocatura, un settore che nel bilancio comunale ha una voce spesa di ben oltre il milione di euro, che dal dirigente Romano fino agli incarichi da lui assegnati, è finito sotto la lente di Fdi e M5s.




Coldiretti Salerno. Mancata profilassi negli allevamenti bovini e bufalini: annunciate azioni legali contro l’Asl

ALLEVAMENTI BOVINI E BUFALINI: COLDIRETTI SALERNO, MANCATA PROFILASSI DI STATO RISCHIA DI METTERE IN GINOCCHIO IL COMPARTO

ANNUNCIATE AZIONI LEGALE CONTRO ASL

 

Coldiretti Salerno lancia l’allarme sulla mancata profilassi di stato negli allevamenti bovini e bufalini della provincia. In una lettera inviata al direttore generale dell’Asl e alla Regione Campania, Coldiretti ricorda che gli allevamenti, entro la data del 30 giugno, devono obbligatoriamente essere sottoposti alle profilassi di Stato ai fini del mantenimento delle qualifiche sanitarie di “Ufficialmente indenne”. “Ad oggi – denuncia il direttore Salvatore Loffreda –  sembra che solo il 40% degli allevamenti sia stato sottoposto ai controlli. Un ritardo insostenibile che rischia di penalizzare gravemente le aziende zootecniche già colpite duramente dalla crisi del comparto”. Ma qual è il rischio in caso di mancata profilassi? Lo spiega il direttore di Coldiretti Salerno: “Nella sciagurata ipotesi che entro il 30 giugno non si riesca a sottoporre, da parte delle competenti ASL, gli allevamenti ai controlli, per quelli omessi non sarà possibile procedere alla libera commercializzazione del latte. In pratica, per vendere il latte, le aziende saranno costrette alla pastorizzazione, un’ipotesi che comporterebbe ingenti danni alla già precaria condizione economica degli allevatori, con un aumento dei costi e la probabile impossibilità di collocazione del prodotto sul mercato”. Coldiretti Salerno sollecita l’Asl ad adottare tutti quei provvedimenti, tra cui la messa a disposizione di personale Veterinario, affinché entro la data del 30 giugno tutti gli allevamenti vengano sottoposti a controllo ai fini del mantenimento della qualifica sanitaria di ufficialmente indenne. In caso contrario, Coldiretti Salerno annuncia azioni legali e un’azione di richiesta risarcimento danni dagli allevatori a causa del mancato rilascio della certificazione.