Scafati. “Verità sulle dimissioni della Camera”. E Aliberti ama tutti

Di Adriano Falanga

“Vogliamo sapere perché la dirigente Maria Gabriella Camera ha rassegnato le dimissioni, Aliberti non può tacere, l’opposizione ha diritto di sapere”. Tuona ancora Mario Santocchio, dopo le dimissioni della super dirigente Camera, nel momento in cui veniva colpita da avviso di garanzia, entrando a pieno titolo nell’inchiesta coordinata dalla Procura Antimafia e gestita dal pm Vicenzo Montemurro, che vede coinvolti i vertici comunali, con l’accusa di voto di scambio politico mafioso, corruzione, concussione, associazione a delinquere. L’architetto Camera ha lasciato l’incarico proprio quando le indagini si sono focalizzate sulla Scafati Sviluppo e sul Piu Europa. La dirigente è stata la stella polare dei due uffici, dove sono girati gli appalti del Piu Europa e del progetto Ex Copmes. “Sono circa 60 milioni di euro di fondi pubblici, noi consiglieri comunali abbiamo il diritto di capire cosa succede” aggiunge Santocchio. Il consigliere ex presidente del Cstp, oggi con Fdi, puntualizza un altro tassello importante, su cui, a suo dire, il primo cittadino cerca di non fare chiarezza. “La Camera era anche Rup del fallito progetto del Polo Scolastico, nonché dello stesso progetto Ex Copmes. E’ chiaramente una figura centrale dell’intero sistema di appalti legato a questa amministrazione. Inquietanti quindi le sue dimissioni”. Insomma, cosa accade al Piu Europa? E chi coordinerà adesso il progetto Ex Copmes? “Cosa pensa di fare il sindaco? Perché continua a tacere?”. non solo la Camera, Santocchio vede ombre anche sulle dimissioni del comandante dei Vigili Urbani Alfredo D’Ambruoso. “Ancora non sappiamo perché il maggiore ha scelto di lasciare a due mesi dalla sua meritata pensione, e fatto ancora più importante, D’Ambruoso era anche componente del cda della Scafati Sviluppo. Vogliamo sapere se ha lasciato anche questo incarico”. Una girandola di dimissioni, in particolar modo alla Stu, iniziata da quelle del presidente Antonio Mariniello, a cui sono seguite anche quelle del componente del collegio sindacale Catello Casciello, e forse di D’Ambruoso. “Aspetto ancora di ricevere gli atti della società, esercitando il mio potere di controllo. Ho inoltrato formale richiesta mesi fa, il cda doveva rispondere entro un mese, ed invece continua a tacere” polemizza ancora Santocchio. Prosegue intanto con forte difficoltà sul crono programma il progetto di riqualificazione dell’area che fu della Alcatel Cavi, poi Copmes. Entro l’Estate dovevano essere trasferiti tutti capannoni del lotto C, e terminati quelli del lotto B. Ad oggi però non vi è contezza di nulla. Provare a capirci qualcosa è impossibile, non esiste un assessorato dedicato, e neanche un sito dove poter attingere informazioni, almeno quelle prescritte dalla normativa sulla trasparenza delle partecipate. Scafati Sviluppo non ha infatti un sito e con tanto di pagina dedicata alla trasparenza.

ALIBERTI: Voi mi odiate, io amo tutti

1-nek scafatiSceglie di tenere un profilo basso Pasquale Aliberti, dopo il pesante manifesto di accusa nei suoi confronti, affisso dal Partito Democratico. Decide di affidarsi alla misericordia cristiana il primo cittadino. “Voi mi odiate, io invece vi amo tutti – scrive sulla sua pagine Face book – Non riesco a provare odio o sentimenti negativi per le vostre denunce su bombe, stalking, proiettili, minacce di morte ecc. No, non è possibile distruggere un sogno, una passione e le tante pietre perche abbiamo incollato, insieme, per la nostra Città, mettendo da parte anche ideologie e appartenenza partitiche pur di rendere migliore la nostra Scafati. Non basta il vostro odio, le vostre frustrazioni, i vostri interessi per giustificare il vostro linguaggio, la schiuma che esce dalla vostra bocca pur di distruggere un uomo, la sua famiglia e la sua squadra: io continuo a credere che la politica è altro. Continuo a combattere e a credere che siamo tanti a vivere Scafati come una grande famiglia di famiglie”. Poi un rewind dei grandi eventi, i concertoni di Capodanno che hanno contraddistinto la sua amministrazione almeno quanto le indagini della magistratura. Decine di migliaia di spettatori, per una lunga serie di concerti promossi dall’esecutivo alibertiano. Si parte con Antonello Venditti nel 2009, Gigi D’Alessio nel 2010, i Pooh nel 2011, Raf nel 2012, Alessandra Amoroso nel 2013, Neffa nel 2014, Francesco Renga nel 2015 fino al 2016, quando sul palco di piazzale Aldo Moro si è esibito Nek.




Scafati. Opere pubbliche, l’antimafia indaga anche sull’architetto Camera

Di Adriano Falanga

L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, condotta dal pm Vincenzo Montemurro, si allarga e mette sul registro degli indagati un altro nome eccellente, quello dell’architetto Maria Gabriella Camera. Considerata come il braccio destro di Pasquale Aliberti nella programmazione e gestione delle opere pubbliche, la Camera è senz’altro il perno principale del settore Più Europa, da lei guidato fino al 2015, mentre da quest’anno è affiancata da altri dirigenti in una cabina di regia presieduta dal primo cittadino. Il suo è un contratto a tempo determinato, di esclusiva nomina sindacale, da tempo contestato dalle opposizioni, che di contro hanno sempre chiesto il pubblico concorso per la guida dei diversi settori dell’ente comunale. Questo per garantire un’attività libera da qualsiasi tipologia di soggezione e dipendenza psicologica. La Camera è indagata per accertamenti di tipo amministrativo, e non mafioso. Forse un atto dovuto, e secondo i bene informati pure atteso da tempo, considerata la sua delicata posizione nell’organigramma di Palazzo Mayer. Dal suo ufficio sono passati tutti i finanziamenti e i progetti, realizzati e non, degli oltre 40 milioni di euro del Piu Europa. La professionista è stata Rup del Polo Scolastico, progetto naufragato al primo Sal, ma il suo nome è legato al clamore mediatico per la nomina a direttore dei lavori della costruzione dei marciapiedi di via Santa Maria La Carità dell’architetto Carmine Nocera, su cui pende l’accusa di essere fiancheggiatore e ideatore del bunker dove si nascondeva ed eseguiva i suoi affari il boss dei Casalesi Michele Zagaria. Incarico poi revocato. Rientrano, a vario titolo, nei progetti Polo Scolastico ed Ex Copmes anche le società Archicons e G&D costruzioni, entrambe coinvolte in filoni di inchiesta su appalti e clan dei casalesi. La DDA negli ultimi giorni ha intensificato i controlli e l’acquisizione di atti importanti presso gli uffici comunali. E sarebbero proprio i settori Urbanistica, Lavori Pubblici, Avvocatura e la Ragioneria ad essere in particolar modo sotto torchio. La stretta su palazzo di città avviene nel momento in cui il pm Montemurro ha deciso di ascoltare il pentito del clan dei casalesi Antonio Iovine, che avrebbe fornito particolari ritenuti interessanti sulla gestione dei rifiuti e dei lavori pubblici a Scafati. Un’inchiesta portata a braccetto con la commissione d’accesso agli atti, che il 22 settembre scioglierà le riserve sulla sua relazione inviata al Prefetto Malfi e che indiscrezioni vogliono propensa per lo scioglimento del consiglio comunale. Maria Gabriella Camera è solo l’ultimo nome degli indagati eccellenti, che sono: il sindaco Pasquale Aliberti, la moglie consigliere regionale Monica Paolino, il fratello Nello Maurizio Aliberti, la segretaria comunale Immacolata Di Saia, lo staffista Giovanni Cozzolino, il consigliere di maggioranza Roberto Barchiesi, l’ex vice presidente Acse Ciro Petrucci, l’ex consigliere comunale e provinciale Raffaele Lupo e gli esponenti del clan Loreto-Ridosso.

ALIBERTI: “LA NOSTRA E’ RESILIENZA”

Profetico Pasquale Aliberti, che sulla sua pagina Facebook qualche giorno fa ha scritto: “Alle loro teorie e alle loro menzogne rispondiamo con le nostre certezze: Sono tanti gli amici che in questi mesi ci dimostrano ogni giorno, in ogni istante della giornata, la loro vicinanza per il momento difficile che stiamo vivendo. Lo fanno soprattutto coloro che con me hanno vissuto una esperienza politica straordinaria e hanno coltivato un sogno, quello di cambiare, migliorare la nostra città. Un sogno che abbiamo sempre coltivato con le proposte, il confronto con i cittadini, il rapporto umano con i primi e soprattutto con gli ultimi – si legge ancora – Una politica al fianco dei deboli contro la violenza, la camorra o chi utilizza il potere dei soldi e del blasone per imporre i propri interessi. È per questo che continuerò a combattere, in ogni sede, forte della storia e delle radici umili che ancora mi legano alle persone che ho sempre amato e che in ogni occasione mi hanno dimostrano il loro affetto”. Mentre martedi aveva puntualizzato: “Quando la teoria e la verità non combaciano, si preferisce modificare i fatti con gravi complicità e false testimonianze. E’ una caccia all’uomo? La nostra è resilienza – ribadisce Aliberti – uscirà fuori presto l’asso che nessuno si aspetta, la verità vera…notte alle persone perbene che hanno combattuto i poteri forti e i delinquenti in questa città con dignità e coraggio”. E non mancano gli attestati di solidarietà, in stile romantico quello di Mimmo Casciello, forse l’unico costantemente al fianco del sindaco: “ Io il mio sogno l’ho realizzato e devo ringraziarti per aver avuto fiducia in me. Siamo sempre al tuo fianco amico mio. I frustrati o le frustrate vivranno sempre nella menzogna”. Fa eco Teresa Formisano: “Sei stato di sicuro il Sindaco più invidiato, capace da solo, di mettere su una grande squadra che la maggior parte degli scafatesi ha scelto per ben due volte alla guida di questa città. La persona perbene, si avverte, si conosce, si distingue”. Dalla giunta l’attestato di Nicola Acanfora, assessore all’Urbanistica: “Sei stato e sei il simbolo della lotta contro i poteri forti, la giustizia fará il suo corso, la verità darà serenità a tutta la tua famiglia, bisogna solo avere pazienza, noi siamo quelli del 2008, quelli che credettero e credono in quel sogno, abbi fede”.




Scafati. Manto stradale nuovo già out, sopralluogo della commissione

Di Adriano Falanga

Strade colabrodo, la commissione Lavori Pubblici in “sopralluogo”. “Un chiaro e diffuso sgretolamento del tappetino di asfalto, con conseguente scoperchiamento della guaina sottostante, nonostante un inverno mite e con poche piogge; uno strato di asfalto che, al netto dei rilievi tecnici che andranno eseguiti con cura, pare essere decisamente inferiore ai 3 centimetri previsti dal progetto; e un costante mancato livellamento delle caditoie perimetrali (i tombini) alla sede stradale, con palesi rischi per l’incolumità delle automobili ma, soprattutto, di ciclisti e pedoni”. E’ il resoconto di una “perlustrazione” cittadina fatta dai componenti della commissione Lavori Pubblici. A raccontarla il consigliere Pd Michele Grimaldi: “Sono queste le criticità più evidenti emerse dai sopralluoghi effettuati dalla Commissione consiliare “Lavori pubblici”, che tra mercoledì e giovedì si è recata in maniera itinerante presso alcune delle vie interessate dai lavori di rifacimento della pavimentazione stradale, inseriti nel Lotto I e nel Lotto II, e terminati nemmeno qualche mese fa – spiega il democratico – Su proposta del Consigliere Vitiello, recepita con solerzia dal Presidente della Commissione Alfonso  Carotenuto, ci siamo recati presso molti luoghi della nostra città, verificando sul campo molte delle problematiche segnalateci da tanti cittadini: dal centro alla periferia, da Corso Trieste a via Nappi, da via Togliatti a via Cristinelli, passando per via Sturzo e via Matteotti. Stiamo qui parlando della qualità di lavori realizzati con soldi pubblici, con i soldi degli scafatesi, ed è davvero intollerabile che in così poco tempo dalla fine dei lavori in molte delle strade attenzionate si siano riscontrati, in maniera così diffusa, già tante crepe e tanti sgretolamenti”. Già nelle scorse settimane furono segnalati simili disagi in via Roma e via Nazionale. Rappezzi dopo pochi mesi dal termine dei lavori. “La Commissione segnalerà agli uffici competenti quanto dovuto, ma rimane intatto – prosegue Grimaldi – il tema del rischio di sperpero dei fondi comunali e la scarsa, scarsissima, attenzione che l’attuale Giunta comunale presta alla vita quotidiana della nostra Città: che andrebbe vissuta, non solo guardata dai cartelloni elettorali”.




Scafati. Centro sociale Mariconda: stop ai lavori. Un altro cadavere, dopo il Polo

Di Adriano Falanga

Centro Sociale di Mariconda, sospesi i lavori e rescissione del contratto. Andrà ad affiancarsi al rudere del Polo Scolastico anche la struttura incompleta di ciò che doveva essere il nuovo centro sociale del popolare quartiere di Mariconda. Un’opera da finanziare con i fondi Piu Europa, aggiudicata alla ditta Comi srl di Napoli, per un importo di 675 mila euro iva compresa, saliti a 748 mila dopo una rimodulazione del quadro economico per una perizia di variante in corso d’opera. I lavori sono iniziati il 19 marzo 2015, termine previsto entro il 15 settembre dello stesso anno. Un cammino tortuoso, che ha visto la concessione di diverse proroghe sulla data di cosnegna dei lavori. Due sospensioni accordate per un totale di 22 giorni, che hanno fatto slittare la data di scadenza del termine contrattuale al giorno 7 ottobre. Una prima volta adducendo al ritardo nel pagamento del primo Sal, una seconda volta in maniera autonoma. Alla concessione della variante in corso d’opera, il Rup architetto Erika Izzo concedeva ulteriori 10 giorni di proroga, portando il termine ultimo al 17 ottobre. Da quel momento e in più riprese la ditta appaltatrice ha chiesto ed ottenuto proroghe, fino ad arrivare al termine definitivo (pena anche la perdita del finanziamento) del 24 dicembre 2015. Nulla da fare, la ditta è inadempiente e nel frattempo riceve anche (28 novembre) una visita dell’ispettorato del lavoro di Salerno, che riscontra diverse violazioni, elevando sanzioni pecuniarie alla ditta. Ogni tentativo di riuscire nel completamento dell’opera risulta vano, fino a che il dirigente dell’area Lavori Pubblici, l’architetto Maria Gabriella Camera, sentito il Rup Erika Izzo, non predispone tutti gli atti necessari per la risoluzione contrattuale, per eccessiva e ingiustificabile lentezza della Comi srl. Allo stato di fatto, il cantiere è oggi in evidente stato di abbandono e di pericolo. Oltre il danno, anche la beffa economica, perché nonostante i lavori erano cofinanziati dalla Regione Campania nell’ambito dei fondi Por Fesr 2007-2013, questa non ha mai erogato somme, costringendo il Comune di Scafati ad anticipare quanto dovuto a copertura dei due Sal: 165 mila euro. La mancata ultimazione dei lavori entro il 2015 comporterà, con ogni probabilità, la perdita del finanziamento. Questo significa il mancato rientro dei 165 mila euro anticipati da Palazzo Mayer. Per porre rimedio la giunta comunale ha autorizzato l’ufficio legale di procedere a tutti gli adempimenti necessari nei confronti della ditta appaltatrice Comi srl di Napoli e contestualmente di valutare le azioni da intraprendere nei confronti della Regione Campania. La vicenda non è passata inosservata al consigliere comunale di minoranza Mario Santocchio: “Dopo il Polo Scolastico il Sindaco pro tempore colleziona un altro flop, il blocco del centro sociale a Mariconda. Possiamo affermare senza paura di essere smentiti che il tallone di Achille di questa amministrazione è la gestione degli appalti attraverso i dirigenti da loro nominati. Scafati sta perdendo molte opportunità per l’insipienza di questo Sindaco”. Quanto al Polo Scolastico (in foto sotto), il cantiere è oramai nel totale degrado, diventando habitat ideale di topi e insetti molesti. La giunta ha approvato lo stralcio di parte del progetto, intercettando nuovi fondi europei. Dovrebbe essere realizzato il solo primo piano dell’edificio con annessa palestra. Il condizionale è però d’obbligo, perché il termine ultimo dei lavori è fissato a Marzo 2017. Entro questa data dovranno essere rendicontati tutti i circa 10 milioni di euro di lavori, ma sul cantiere nessuna ruspa o operaio, solo i 12 mila metri cubi di materiale di risulta che attende ancora di essere rimosso, fin dal mese di ottobre 2015.

1-cantiere polo scolastico




Scafati. Manto stradale nuovo, il Comune ci mette una…pezza

Di Adriano Falanga

Riqualificazione sì, ma a rappezzi. E’ quanto sta capitando in ordine sparso per la città, dove il manto stradale appena posato è già saltato in diversi punti. Capita pure che nel mentre in una zona viene applicata la segnaletica orizzontale, in altre questa è oramai sbiadita. Due sono le cose, o la città è troppo grande e ci vuole molto tempo per completare i lavori, oppure questi sono fatti maluccio, considerato le conseguenze. E c’è chi malignamente fa notare che l’asfalto ha reso anche troppo in alcune strade, in quanto favorito da un inverno mite e poco piovoso, e le esondazioni hanno risparmiato gli scafatesi. A denunciare i rappezzi l’associazione Scafati in Movimento: “A poche settimane dalla conclusione dei lavori di manutenzione che avevano lo scopo di riasfaltare alcuni manti stradali, ci ritroviamo a dover assistere al rifacimento di alcuni tratti con dei rappezzi – spiegano in una nota gli attivisti – Questo è il chiaro segnale di un mancato controllo da parte delle istituzioni sui lavori che vengono svolti in città e dall’approssimazione con cui vengono eseguiti”. I rappezzi sono comparsi ovunque, dal centro alla periferia, dal Corso Nazionale a Corso Trieste, passando pure via M. Nappi, via Alcide de Gasperi, via Roma. “Oltre il danno anche la beffa perché, ancora una volta, c’è uno sperpero di denaro pubblico, anche se rattoppati, i manti stradali, sono tutti in un evidente stato di precarietà. Se si fosse avuto un costante controllo sia durante lo svolgimento dei lavori che nella gestione ad oggi tutto questo non sarebbe accaduto”.

2-rappezzi2Sotto accusa anche i lavori per la posa della fibra ottica: “che ci hanno lasciato una città con interi tratti senza avere il dovuto ripristino del manto stradale – continuano gli attivisti – ricordiamo ancora il primo cittadino che in un consiglio comunale di fine 2014, rispondendo ad una interrogazione sul mancato ripristino delle strade da parte della Telecom, annunciava <<abbiamo ottenuto dalla Telecom che il ripristino sia effettuato con tratti di asfalto da un metro e mezzo e non un metro>>”. Da completare ancora la posa della segnaletica orizzontale, e i dossi pedonali, a cui manca l’apposita segnaletica di avvertimento. Particolare di non poco conto, considerato che un dosso non segnalato come legge prescrive potrebbe causare incidenti e danni ai veicoli, con conseguente richiesta di risarcimento ai danni del Comune.




Scafati. Lavori Piu Europa, l’Anac apre un’indagine istruttoria

Di Adriano Falanga

Lavori Piu Europa, aperto un procedimento istruttorio dall’Autorità Anti Corruzione. L’indagine investirà direttamente la Regione Campania, volta all’accertamento di eventuali anomalie nella gestione di tutti gli appalti afferenti al programma Piu Europa. Il fascicolo è stato disposto dall’ingegnere Carlo Cresta dell’area Vigilanza dell’Anac guidata da Raffaele Cantone. La segnalazione è partita dal consigliere del Partito Democratico Michele Grimaldi, e stando a quanto comunica Cresta, non sarebbe l’unica arrivata all’anticorruzione relativamente alle opere finanziate dal Piu Europa. Grimaldi ha denunciato la delibera di Giunta 346 del 30 dicembre 2015, con la quale il Comune di Scafati si è dotato di un prezzario di riferimento per l’esecuzione dei lavori pubblici. “Si procedeva ad assumere come valore di riferimento per le future gare quello determinato dal prezzario regionale ridotto del 30% – spiega il consigliere democrat – tale decisione del Comune di Scafati, potrebbe concorrere ad adulterare il costo dei progetti sul mercato, alterando i principi della concorrenza, della economicità e della pari opportunità tra imprese. E’ noto, inoltre, come in presenza di eccessivi ribassi vengano favorite le imprese che operano ben al di sotto della soglia della legalità e le imprese affiliate alla camorra”. Nel frattempo il comune di Scafati corre ai ripari e con delibera 39 del 7 marzo si decide di adottare il prezzario regionale, senza decurtazione del 30%. “La risposta dell'ANAC e il quasi contestuale ritiro della delibera "attenzionata" da parte della Giunta comunale conferma quello che denunciavamo da tempo: in regione Campania vi sono state molte ombre e poca chiarezza sul sistema degli appalti, in particolar modo quelli riferiti ad i fondi europei, e Scafati pare essere l'epicentro di questa vicenda – aggiunge ancora Grimaldi – Non a caso la progettazione dei lavori del mai realizzato Polo Scolastico,  fu affidata ad una Ati composta dalla Archicons srl, che nel mese di Luglio balzò agli onori della cronaca per un'inchiesta su presunte tangenti che riguardò molti politici e funzionari pubblici del casertano e del napoletano”.

 




Scafati. Corso Trieste, il nuovo asfalto copre il tombino. L’ironia di Grimaldi, Pd

Di Adriano Falanga

I lavori per la posa del nuovo asfalto proseguono spediti, ma non sempre la velocità paga in termini di qualità dell’opera. E così, come già più volte accaduto in varie zone cittadine, anche a Corso Trieste è stato coperto un tombino. Una strada nota per i suoi allagamenti e non per le esondazioni dei canali del Sarno bensì proprio per la mancata manutenzione delle caditoie. A segnalare il “fattaccio” è il consigliere comunale del Pd, Michele Grimaldi. “Corso Trieste, via Terze e Piazza Garibaldi sono solo alcune delle zone di Scafati che, ad ogni pioggia, sono destinate ad allagarsi. Secondo il Sindaco, non è colpa sua: d’altronde, fa il Sindaco da soli 8 anni, cosa c’entra mai lui con quello che accade in Città? Orbene – prosegue Grimaldi – qualche sera fa, sempre il nostro (Sindaco), preso dall’urgenza, come un novello Salvini, si è messo a capo di ruspa e ed asfaltatrice, ed ha gloriosamente annunciato i lavori pubblici che stavano interessando Corso Trieste. Un solo piccolo problema: hanno coperto qualche tombino. Che, capirete, nell’attesa che si completino i lavori per la rete fognaria (annunciati in pompa magna in campagna elettorale ma non altrettanto veloci come le pratiche presentate dal primo cittadino presso l’ufficio tecnico del comune) costituirebbero uno dei pochi labili strumenti che hanno i cittadini per non essere sommersi da acqua, melma e fango ad ogni precipitazione atmosferica”. Immancabile la stoccata ironia: “E’ proprio il caso di dirlo: ultimamente Pasquale Aliberti non azzecca più nemmeno un tredici”. Il riferimento alle tredici mancate firme che gli avrebbero permesso la terza candidatura sindacale.




Scafati. La città è un cantiere aperto. La nuova programmazione per il 2016

Di Adriano Falanga

La città di Scafati è un enorme cantiere aperto, il Più Europa è in dirittura d’arrivo e sono in corso d’opera oltre sei milioni di euro di opere pubbliche di riqualificazione urbana. Tra centro e periferia in queste settimane si sta provvedendo al rifacimento del manto stradale, a seguire nuova segnalatica e arredo urbano. E’ corsa alla “foto ricordo” dei consiglieri comunali, che si lasciano immortalare, assieme all’assessore alla Manutenzione Raffaele Sicignano, sui cantieri aperti nei loro “fortini” elettorali. Teresa Formisano in via Nappi, Pasquale De Quattro e Roberto Barchiesi per il perimetro del centro cittadino, Mimmo Casciello per la zona di Cappelle. Oltre al rifacimento delle principali arterie cittadine, l’amministrazione ha messo mano anche ai diversi Cavalcavia scafatesi, ha adeguato gli edifici scolastici alle normative antincendio, oltre a curare la loro manutenzione ordinaria e straordinaria. In corso d’opera anche la realizzazione del nuovo Canile Comunale, da 550 mila euro. Nel 2016 sono invece previsti ulteriori 11 milioni di opere, tra cui Piazza Trentuno e l’area attrezzata in via Della Resistenza. Si punta anche a concludere il Polo Scolastico. “Prosegue l’opera di riqualificazione urbana e cambiamento della nostra Città – il commento di un soddisfatto Pasquale Aliberti – Numerose le opere realizzate e quelle in itinere che si avviano a conclusione. Non ci fermiamo: continueremo a lavorare nella certezza di arrivare anche alla realizzazione del Polo Scolastico che andrà in appalto prima possibile. Intanto, nelle prossime settimane inaugureremo i cantieri per la realizzazione dei Campi da Tennis in via della Resistenza. Per quanto riguarda Piazza Trentuno siamo in attesa dalla Provincia dell’approvazione della variante urbanistica. A tutto questo, ancora, si aggiungerà una nuova rivoluzione: completeranno la riqualificazione urbana in corso tante opere anche per le zone periferiche della Città – continua ancora il primo cittadino che anticipa – Per il 2016 previsti ancora cantieri per circa 11 milioni di euro. Scafati, come ci è stato ribadito qualche giorno fa in Regione, è tra i Comuni della Campania più virtuosi per quanto riguarda la spesa dei fondi europei”.

L'assessore Raffaele Sicignano con Teresa Formisano

L’assessore Raffaele Sicignano con Teresa Formisano

Pasquale De Quattro, Sicignano, Roberto Barchiesi

Pasquale De Quattro, Sicignano, Roberto Barchiesi

 




Scafati. Il dosso pedonale nuovo copre il tombino. Errore di progettazione?

Di Adriano Falanga

Quando una foto parla da sola. Via Oberdan, stazione ferroviaria. Uno degli 80 dossi pedonali appena installati dall’amministrazione comunale in tutta la città è stato incautamente realizzato anche laddove esiste un tombino. La domanda è: concessa la possibilità al progettista di sbagliare, possibile che l’azienda durante l’installazione della struttura non abbia segnalato la presenza del tombino e abbia indifferentemente posato il materiale coprendolo? Misteri degli appalti pubblici. Il tombino è stato riportato alla luce, deturpando il dosso che costa circa 6 mila euro.

(foto Gennaro Avagnano)

foto dossi tombino




Lavori al cimitero? Forse si riparte

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Si sblocca il cimigate.

Nei giorni scorsi, infatti, l’ingegner Giancarlo D’Aco, dirigente del Settore tecnico di Palazzo di Città, ha finalmente approvato il progetto esecutivo e lo schema di contratto relativi a un’altra porzione dell’ultimo dei due stralci del secondo lotto di terra coinvolto dai lavori di ampliamento del cimitero cittadino, a viale della Pace.

1.855.000 euro: tale la somma impegnata dall’amministrazione comunale, timonata dai commissari straordinari Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone, per la realizzazione delle opere che fanno capo al sub-lotto B2a. O meglio, al sub-lotto del sub-lotto.

Infatti, era il 31 luglio del 2014, un bel po’ di tempo dopo la conclusione dei lavori relativi alla prima frazione – il lotto A – dell’importante opera pubblica, quando Iorio e i suoi, attraverso la delibera n°32/G, decretarono la ripartizione del secondo lotto in due sub-parti: B1 e B2.

Le motivazioni erano chiare: in cassa non c’erano ancora tutti i soldi necessari all’esecuzione delle opere riguardanti l’intero lotto B – non si conosce l’ammontare effettivo della somma, ma, stando ai calcoli effettuati all’epoca da Adiconsum, dovrebbe trattarsi di 7,1 milioni – e proprio per questo, pur di velocizzare dei lavori che procedono parecchio a rilento, i commissari decisero di impegnare gli 1,8 milioni che erano in cassa per il sub-lotto B1.

Le stesse ragioni che, adesso, hanno spinto l’amministrazione a procedere a un’ulteriore ripartizione del sub-lotto B2: a marzo, infatti, erano circa 8,7 i milioni di euro che la tesoreria comunale aveva incassato dalle somme sborsate dai privati. Con quasi 5 milioni spesi per il lotto A e con poco meno di 2 milioni impegnati per B1 – appaltato lo scorso ottobre –, il Comune ha deciso di mettere a disposizione della prima aliquota dell’ultimo sub-lotto gli 1,8 milioni rimanenti, per finanziare il sistema di recinzione modulare , il primo tronco di fossi a inumazione, 180 loculi perimetrali e ben 148 cappelle di tipo A, ossia quelle composte da 10 loculi.

Restano comunque sospesi sul capo dei battipagliesi – e soprattutto dei concessionari – dei misteriosi dubbi: pare, infatti, che, a suo tempo, l’ati (associazione temporanea di imprese) Tecnobuilding s.r.l. – Vivai Piante V.zo Sica di Sica Angelo si sia aggiudicata l’appalto con un ribasso del 35 % rispetto ai 13 milioni iniziali, e dunque ad una somma di circa 8 milioni che, a tal punto, non sono di certo realmente sufficienti al completamento della grande opera. Si sospetta, dunque, che Antonio Lombardi, presidente dell’Ance che chiese alla magistratura di verificare le reali possibilità di eseguire simili lavori con un ribasso tanto elevato, avesse ragione.

Tuttavia, considerando l’età avanzata di molti dei privati interessati, s’attende con ansia la fine della titanica impresa. I poveri concessionari, infatti, vorrebbero entrare nell’ampliato cimitero civico col cuore che batte ancora. Prima della pax aeterna.

 

E LE OPERE DI URBANIZZAZIONE A CHI TOCCANO? E le opere di urbanizzazione primarie e secondarie?

Il bollente interrogativo è posto da Cosimo Panico, presidente del Comitato Civico e Ambientale, che è anche l’uomo che tiene le redini del gruppo dei concessionari del cimigate.

Agli inizi di aprile, Panico, tutelato dall’avvocato Vincenzo D’Ambrosio, presentò presso la procura della Repubblica un esposto ai danni del Comune di Battipaglia.

Cimitero5«Il 12 di febbraio – racconta il già vicepresidente del circolo cittadino di Legambiente – mi recai a Palazzo di Città, accompagnato dal mio legale, per prender parte ad una riunione con Giancarlo D’Aco, con il responsabile del procedimento, Angelo Mirra (il referente cittadino dei lavori pubblici NdA), e con Donato Mandia, e in quell’occasione chiesi all’amministrazione di restituire ai concessionari quanto dovuto, a fronte del ribasso del 35%, e di fornire chiari riferimenti circa il pagamento delle opere di urbanizzazione».

Se da un lato, in effetti, nel 2010 gli assegnatari presero a sborsare i quattrini in base ai 13 milioni inizialmente previsti, senza che Palazzo di Città tenesse conto del ribasso offerto dall’ati, dall’altro c’è una diatriba ancor più spinosa per quel che riguarda l’individuazione di chi dovrà sostenere il costo delle infrastrutture primarie (strade, marciapiedi, parcheggi, illuminazione, ecc.) e secondarie (servizi igienici, tempio comune, uffici, ecc.). Sempre cinque anni fa, infatti, l’allora responsabile del procedimento, Fausto Dragonetti, rispose così a un’istanza di Panico: «l’ampliamento del cimitero è un progetto a totale carico dei privati e dunque ogni richiedente per quota parte contribuisce anche alla realizzazione delle infrastrutture primarie».

L’assegnatario, tuttavia, non è affatto d’accordo, ed è per questo che agli inizi di aprile ha presentato l’esposto in procura: «il cimitero – dichiara ai nostri taccuini – è pubblico, ed è per questo che i costi delle infrastrutture primarie e secondarie dovrebbero essere a carico del Comune».

Sull’approvazione del progetto esecutivo e dello schema di contratto, poi, Panico aggiunge: «va bene tutto, purché si faccia presto».