Nocera Inferiore. Pd e Psi: gli interrogativi di queste ore

NOCERA INFERIORE. E se i consiglieri coinvolti nelle intercettazioni sui brogli alle primarie del Pd riscoprissero il primo amore socialista? Questa è la domanda che ci si pone in queste ore in città. Molti pensano che Enrico Esposito e Antonio Iannello possano transitare nelle fila del Psi, che negli ultimi mesi  ha visto un eploit di tessere (più di 100 rispetto allo scorso anno). In verità, molti pensano che il candidato al passaggio possa essere Enrico Esposito, che è già passato al gruppo misto in consiglio comunale. In disparte, per il momento, Iannello che non ha partecipato al summit, svoltosi in una pizzeria, con il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, quello nocerino Alfonso Oliva, il sindaco Manlio Torquato e i consiglieri comunali, di cui vi avevamo già parlato alcuni giorni fa. Il partito democratico cerca ancora la quadra e la prossima settimana dovrà per forza di cose incontrarsi con la base per ricucire un rapporto. Oliva aveva confermato che questa riunione chiarificatrice ci sarebbe stata ed urge che ci sia. Fatto è che se con Esposito sembra non ci siano più motivi per “sentirsi”, quantomeno a telefono, da giorni non ci sarebbe alcun conttato tra la segreteria e l’amareggiato Iannello che è passato da essere uno dei punti di riferimento del partito alla graticola mediatica senza che nessuno lo abbia difeso: che l’ex candidato sindaco nonché già segretario cittdino si senta abbandonato dai suoi compagni di partito? Chissà se qualcuno sapeva anche dei brogli ed ora fa finta che sia una faccenda relegata solo ad Esposito, a Vincenzo e Massimo Petrosino e a Iannello, anzi chiede anche le loro dimissioni.
Fatto è che molti giovani che si erano avvicinati al partito e tanti altri che si erano riavvicinati alla politica sono profondamente delusi e meditano di restare a casa. Fra due anni ci saranno le elezioni e la lista il Pd con chi la farà? Non è che all’ultimo momento sarà chiesto l’aiuto di coloro che negli ultimi anni sono stati allontanati, come l’ex sindaco Antonio Romano o l’ex assessore Rosario Cozzolino? Insomma, si prefigura un ritorno al “passato”? E se poi la situazione di difficoltà si tramutasse nel solo vantaggio del sindaco Manlio Torquato che -attraverso i suoi fedelissimi che hanno aderito ai dem, i consiglieri comunali Paolo De Maio e Gianfranco Trotta e Guido Tafuro- da avversario del Pd potrebbe trovarsi ad essere egemone nel partito? Se il pd ha i suoi momenti di difficoltà, se Esposito e Iannello (notoriamente già malpancistiad un accordo con Torquato) aderisso al Psi muterebbe la linea politica dei socielisti che si sono detti a favore del sindaco?




Caso parlamentarie Pd. Intervengono Nicola Landolfi, Alfonso Oliva e Manlio Torquato

In edicola oggi con Le Cronache

«Non alziamo polveroni Adesso andiamo avanti»

di Andrea Pellegrino

«E’ stato un gesto importante quello della sospensione dal partito». Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd, cerca di ristabilire la calma a Nocera Inferiore, dopo le notizie – pubblicate su queste colonne – relative a presunti brogli nel corso delle votazioni delle parlamentarie del Pd del 2012. Nicola Landolfi, apprezza il gesto di Enrico Esposito, consigliere comunale, passato al gruppo misto a Nocera Inferiore. Esposito, amministratore della Esa è indagato ed intercettato nell’ambito dell’inchiesta sulla variante in corso d’opera per i lavori di realizzazione di Piazza della Libertà a Salerno. Secondo la ricostruzione dei fatti avrebbe imbucato schede a favore di Bonavitacola. Con il via libera di Nello Mastursi, all’epoca componente del coordinamento provinciale del Pd.
«Al momento – dice Landolfi – evitiamo di alzare dei polveroni. Stiamo parlando di presunte intercettazioni che si riferiscono non ad elezioni ma a procedure interne ad un partito. Tra l’altro sono vicende che sono molto lontane nel tempo e che andrebbero ricostruite con calma senza scaricarsi responsabilità a vicenda». «Dobbiamo stare tutti sereni – dice ancora il segretario provinciale del Pd – Con grande calma dobbiamo proseguire il nostro lavoro e seguire gli eventuali sviluppi della vicenda. Se ci saranno altri argomenti li vaglieremo. Al momento penso che sia stato un gesto importante quello compiuto da uno dei coinvolti che si è autosospeso dal Pd». Ancora, prosegue Landolfi: «Ho apprezzato le parole del sindaco Manlio Torquato che rafforzano il nostro percorso nella città di Nocera Inferiore. Insomma vediamo quel che accade, evitando di strumentalizzare argomenti. E’ in questi momenti che un partito deve restare unito. Guardiamo avanti, se ci saranno novità valuteremo. Per ora  è arrivata già qualche decisione importante. Poi si vedrà».

 

Oliva: «Pronto a dimettermi ma nessuno l’ha chiesto né è necessario.
Quello di Enrico Esposito è stato un atto di responsabilità»

di Gianfranco Pecoraro

«Discuteremo di questa vicenda che ha scosso molto iscritti nei prossimi giorni, appena sarà passata la buriana». Reduce da una riunione con il segretario provinciale Nicola Landolfi, il responsabile locale del partito democratico a Nocera Inferiore, Alfonso Oliva, ammette lo stato di tensione che regna tra i tesserati e simpatizzanti dopo le rivelazioni delle intercettazioni telefoniche sui brogli che sarebbero stati commessi durante le parlamentarie del 2012, con la votazione fasulla di oltre 200 schede. Nelle intercettazioni pubblicate da Le Cronache si parla di Enrico Esposito, patron della Esa costruzioni, la società che stava realizzando la maxi opera di piazza della Libertà a Salerno, e attualmente consigliere comunale in quota Pd. Oltre al costruttore, perno delle intercettazioni eseguite dalla magistratura salernitana, si parla anche di Vincenzo Petrosino (ex vicesindaco ed uno dei maggiorenti del partito), del cugino Massimo Petrosino, consigliere comunale e del suo collega di assise cittadine, Antonio Iannello, già candidato sindaco e segretario del Pd nocerino.
«Ho avuto un colloquio con Vincenzo Petrosino, Antonio Iannello ed Enrico Esposito –afferma Oliva- sulla vicenda» ma il segretario del Pd non va oltre se non per dire che Esposito si è sospeso dal partito –«il suo è stato un gesto di responsabilità, sottolinea»- ed ha aderito al gruppo misto e per ricordare che Iannello è amareggiato da quanto sta accadendo.
Un gesto di responsabilità quello di Esposito che, secondo i maligni, potrebbe aver anticipato un provvedimento dello stesso partito ormai nella bufera e in cerca di una tranquillità, al momento sfuggente, con telefonate dei militanti che cominciano alle sette del mattino dopo aver acquistato Le Cronache appena aperti i giornalai.
Non parla oltre di Esposito il segretario Oliva, e di Vincenzo Petrosino dice che, da quello che ha letto da Le Cronache, pare non essere tra gli interlocutori delle telefonate e che Iannello avrebbe un ruolo del tutto marginale. Ne’ commenta il fatto che proprio i Petrosino, Iannello ed Esposito siano stati tra i maggiori, e  determinati, sponsor per la sua elezione a segretario del circolo locale e si limita a dire: «Da segretario del partito devo preoccuparmi che tutto proceda bene e nell’interesse esclusivo della città».
Su quanto detto con Landolfi, Oliva mantiene il riserbo ma ammette di aver parlato della vicenda parlamentarie (un fatto, del resto, immaginabile).
Di mezzo c’è, però, l’insidiosa richiesta di dimissioni delle persone che a vario titolo sono coinvolte in queste intercettazioni avanzata da buona parte del partito, tra i quali i due candidati alla segreteria cittadina allo scorso congresso di marzo e suoi competitor. Ma c’è chi vuole anche la sua “testa”: «Non escludo le mie dimissioni –di getto risponde Oliva, sottolineando che nessuno gliele ha chieste e che non ce ne sarebbe motivo-. Non vivo di politica. Il mio impegno è solo nell’interesse della città».
Di mezzo c’è però anche il cambio di peso all’interno del partito. La mozione vincente all’ultimo congresso vedeva schierati dalla parte di Oliva i Petrosino, Esposito, Iannello, ed amici dell’ex sindaco Antonio Romano e Rosario Cozzolino, tutte persone che, in questo momento, pare non siano tra i più amati tra i tesserati. Con l’ingresso nel Pd dei tre “torquatiani”, i consiglieri comunali Paolo De Maio, Gianfranco Trotta e Guido Tafuro, inoltre, e il momento di difficoltà politica di Iannello e forse anche di Massimo Petrosino e la sospensione di Esposito il rischio è che i maggiorenti del partito fino ad oggi diventi ospiti in casa loro. Ma questa è un’ulteriore storia.

Manlio Torquato:
«Pietra tombale
sull’affidabilità delle primarie»

E sul caso parlamentarie del Pd del 2012 in città, interviene anche il sindaco Manlio Torquato:«#‎chièsenzapeccatoscaglilaprimapietra la politica nocerina tra Pd e dintorni. Il proverbio evangelico non riguarda solo la vita privata, perché in politica vale doppio. Nel leggere delle intercettazioni sui tesseramenti fasulli alle “primarie” Pd del 2012, a Nocera, un pò mi viene da sorridere. In parte perché mette una pietra tombale sull’affidabilità delle “primarie” come criterio per selezionare la rappresentanza politica, a tutti i livelli, anche municipali. In parte perché quanto abbiamo letto, al netto di eventuali e al momento inesistenti ipotesi di reato, è l’eterna storia dei tesseramenti nei partiti, tutti, da quando esistono (ed è la ragione per cui tanti non vi sono più iscritti; me compreso da oltre 15 anni). In parte perché non è che altrove stiano messi meglio. Del Centrodestra meglio non parlare, con quel che si è visto negli ultimi 10 anni in Campania o a Roma. E, dopo Quarto, per i 5stelle pure. Se è legittimo che una parte interna di un partito contesti duramente un’altra fino alla richiesta di dimissioni; non saranno “primarie” fasulle a misurare davvero la qualità di una classe dirigente. Che passa invece per cose assai più serie: per la capacità di perseguire interessi generali e non di parte, di rispettare i cittadini, di non macchiarsi colpevolmente di reati (perché quelli incolpevoli sono dietro l’angolo per ciascuno, nella politica e nella vita, tranne che nel paradiso degli ingenui in malafede), di rispettare la legge (che vale più dei regolamenti delle primarie) e la buona fede. Il resto sono chiacchiere. Di questi passi le elezioni, altrimenti, le faremo direttamente nei Tribunali, i risultati li proclamerà qualche giornale. Siamo seri e pensiamo a quel che c’è da fare. Che è parecchio».
(gia.pe)




Landolfi pronto a candidarsi a Battipaglia. Ma Motta ha i simboli di De Luca

di Andrea Pellegrino

Nicola Landolfi questa volta si sbilancia e pensa sul serio ad una candidatura a sindaco a Battipaglia, comune in cui risiede ormai da tempo. Per ora il segretario provinciale del Pd mette le mani avanti: «Solo se si verificheranno determinate condizioni», ma la sua mano tesa pare sia un annuncio ufficiale della sua discesa in campo. E’ lui stesso a far chiarezza: «Con insistenza crescente tutto il Partito Democratico di Battipaglia mi chiede di candidarmi a sindaco. Convinzioni e responsabilità convivono in una riflessione e in una decisione che non possono trovare, ovviamente, risposta alla semplice soluzione di un problema interno al Pd, che pure c’è. Non è di un candidato di bandiera, o di un sacrificio, che ha bisogno l’unica città della nostra provincia, a sud del capoluogo, al di sopra dei 50 mila abitanti. Battipaglia ha bisogno di fare parte, dalla porta principale, della filiera politica Stato-Regione, con competenze amministrative che derivano dall’esperienza in un comune e, al contempo, di freschezza e rinnovamento. È tutto il Pd, nel suo insieme regionale e provinciale, che deve chiedersi se non sia il caso di rialzare la testa e mettersi in cammino, in una zona guidata ancora (Eboli, Contursi, Campagna, ecc) dalla destra che ha votato Caldoro, improbabile e incline al trasformismo. Battipaglia – dice Landolfi – può aprire una storia bella e nuova, per mezza provincia, ma ne può anche chiudere un’altra, vecchia, definitivamente».
Ma mentre il Pd s’interroga ancora sul candidato sindaco, a Battipaglia c’è già chi si è preso i simboli di liste civiche riconducibili a Vincenzo De Luca. E’ il caso di Gerardo Motta che si è già presentato al pubblico con diverse liste, tutte ispirate all’attuale governatore della Campania. Così che la civica De Luca presidente è diventata Motta sindaco, con gli stessi colori e stessi caratteri; ancora Campania Libera è stata trasformata in Battipaglia Libera. Ed infine il candidato ha creato anche la lista “A testa alta”, slogan della campagna elettorale di Vincenzo De Luca. C’è chi dice che dietro la candidatura di Motta ci sia Franco Alfieri, primo cittadino di Agropoli e mancato consigliere regionale, in attesa, ormai perenne, di un posto a Palazzo Santa Lucia. Intanto questo pomeriggio in via Manzo a Salerno si riunirà la direzione provinciale del Partito democratico. Sul tavolo ci sarà anche il caso Salerno, Comune capoluogo chiamato al voto a giugno.




È fatta, il Pd in maggioranza. Il summit tra il sindaco Torquato e il segretario provinciale Landolfi

In edicola oggi su Le Cronache

NOCERA INFERIORE. Il Pd pronto ad entrare in maggioranza, mettendo una pietra tombale sulla possibilità di creare un’alternativa e riconquistare la guida della città. In questa ottica può considerarsi l’incontro di ieri mattina tra il segretario provinciale Nicola Landolfi, quello locale Alfonso Oliva e il capogruppo consiliare Massimo Petrosino con il sindaco Manlio Torquato. Fino a poche settimane fa, il Pd aveva guerreggiato con Torquato ed ora si stringe in un abbraccio che lo ridimensione sulla scena politica dell’Agro nocerino e rafforza un isolato Torquato. Il sindaco di Nocera Inferiore potrebbe aver preso come manna dal cielo la possibilità di riavvicinarsi al governatore Vincenzo De Luca, patron dei democrat salernitani, dopo la debacle del centrodestra che l’aveva eletto nell’assemblea dell’Anci a livello regionale. E De Luca ha tutto l’interesse a rafforzare la sua presenza nell’Agro nocerino dove il partito è debole ed ha espresso, per voleri provinciali, sempre candidature di secondo piano per evitare che potessero disturbare l’elezione di qualche esponente salernitano. A questo si aggiunge che il collegio per la camera dei deputati mette assieme Salerno città e l’Agro nocerino (che da anni vota a destra) bilanciando in modo forte la forza elettorale del Pd nel capoluogo provinciale. Un “affare” politico, quello per entrambi gli “sposi”, insomma. Del resto il Partito democratico -dove un peso politico forte lo ha ancora Antonio Romano, ex sindaco, che ha un notevole seguito, nella maggioranza anche se la commissione provinciale del Pd gli ha negato la tessera- è profondamente diviso e qualsiasi scelta faccia rischia di spaccarsi su un nome unico da candidare a sindaco. Una frattura già consumatasi con la base del partito, una cui parte aveva già votato Torquato. Per il gruppo dei “Romaniani”, avvicinarsi all’attuale primo cittadino, con una storia di Alleanza nazionale ben evidente alle spalle- non è un problema visto che già lo sono stati al ballottaggio della seconda elezione di Torquato. Insomma, un matrimonio tra amici, quello possibile e che fornisce la possibilità del Pd di non languire all’opposizione visto che, al momento, riproporrebbe soliti nomi, destinati probabilmente a perdere nuovamente. E il centrodestra a Nocera Inferiore? Se qualcuno lo ha visto negli ultimi tempi è pregato di farsi avanti. Se non arriva un uomo nuovo e che abbia dimostrato di avere la capacità di raggranellare consensi da solo, le prossime elezioni non avranno storia e Torquato sarà riconfermato a mani basse, anche perché, i cinquestelle hanno attenuato la loro azione di controproposta. Per chi fosse interessato ai comunicati ufficiali, ecco quello del Pd provinciale apparso su facebook: «Abbiamo incontrato stamattina il sindaco di Nocera Inferiore. Abbiamo parlato del futuro della città, delle cose da fare, della possibilità nelle prossime settimane di intraprendere un lavoro comune, nell’interesse esclusivo di Nocera e del suo sviluppo. Intendiamo continuare il dialogo e il confronto nei prossimi giorni, sui programmi e sugli obiettivi, mantenendo unità e coesione al nostro interno, nel rispetto pieno del lavoro odierno dell’amministrazione Torquato, ma auspicandone sempre il dovuto rispetto per quello che siamo stati, che siamo e per il nuovo gruppo dirigente che sta crescendo». Questo accordo potrebbe portare a degli ulteriori importanti sviluppi nel corso delle prossime settimane o forse addirittura già nei prossimi giorni, ma, a catturare l’attenzione è ora il presunto, apparente immobilismo del centrodestra.




Pagani. La sede del Pd intitolata alla memoria di Ferraioli: polemiche

PAGANI. Sarà intitolata alla memoria di Tonino Esposito Ferraioli, ucciso il 30 agosto del 1978, vittima della camorra, la sede del circolo di Pagani del Partito Democratico. La scelta di “dedicare” al sindacalista paganese, aveva già ottenuto il consenso della famiglia, su richiesta dell’allora segretario, Emilio Toscano. Una decisione questa, assunta da un gruppo di tesserati, che non incontra, però, oggi il benestare dei democrat. Non certo per l’intitolazione, voluta e chiesta da più parti, ma per la tempistica. Ad avviare la sua riflessione, Giuseppe Barone, presidente dell’associazione ANNA onlus e esponente cittadino del partito democratico. «Non condanno l’iniziativa e ci mancherebbe, per ciò che è stato e che rappresenta per molti la figura di Esposito Ferraioli – spiega Barone – Ma in ragione di ciò, credo, meritasse di essere sostenuta in un tempo diverso». Giuseppe Barone, ha ricevuto, come altre associazione del territorio una lettera invito. Lunedì 20 Luglio alle 19.30, la sede di via Torre al civico 36 verrà intitolata ad Antonio Esposito Ferraioli. Presenti il consigliere comunale, Giusy Fiore, il segretario provinciale, Nicola Landolfi ed i quattro consiglieri regionali del partito, Francesco Picarone, Tommaso Amabile, Nello Fiore e Luca Cascone. «Non leggo la presenza della famiglia, doverosa. Non vedo un intervento del sindaco, presenza istituzionale. Non percepisco, in sostanza, una rappresentanza degna per Antonio Esposito Ferraioli, che è patrimonio dell’intera città – continua Barone. Questo perché oggi il partito a Pagani è commissariato. Ritengo, per queste ragioni, che andasse fatta in un altro momento, con l’unità del partito, che invece, come si nota a chiare lettere da questo invito, rappresenta solo se stessa, con i sui riferimenti. Il Pd è assente sulle problematiche sociali della città. Mi aspetto un partito aperto e non chiuso, vicino alla gente. Non ho letto ancora di proposte fatte in tema sociale. Ferraioli – incalza Barone – è una figura di grande spessore che la città e le istituzioni hanno dimenticato. Questo “impegno” con la sua memoria, andava preso con un segretario reggente e non con un commissario».




De Luca, Tribunale ha accolto ricorso urgente: ora si può insediare

di Andrea Pellegrino

La prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca contro la sospensione dalla carica prevista dalla legge Severino. La decisione del Tribunale permetterà al neo presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di partecipare alla seduta di insediamento del Consiglio regionale, inizialmente prevista per il 29 giugno e poi slittata, e di nominare la Giunta regionale. Il Tribunale ha accolto il ricorso d’urgenza presentato dai legali del governatore due giorni fa; i giudici decideranno poi nel merito della vicenda che coinvolge il governatore campano, la sospensione effetto del decreto firmato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi secondo quanto previsto dalla legge Severino.

La decisione è stata assunta con un provvedimento monocratico del presidente della sezione, Guglielmo Cioffi. Il Tribunale ha fissato per il 17 luglio l’udienza collegiale per la conferma, la modifica o la revoca dello stesso.

De Luca ha appreso la notizia mentre era a Roma presso la sede del Pd. Nicola Landolfi, segretario provinciale del Pd ha accolto così la notizia: “Abbiamo vinto. Il tribunale con decreto monocratico ha sospeso il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri. La settimana prossima consiglio regionale per l’insediamento della giunta. E’ stata ripristinata la democrazia e la legalità costituzionale”.

Il ricorso ordinario, invece, incardinato alla prima sezione, sara’ invece discusso il prossimo 20 novembre

 




Battipagliesi esclusi dalla lista Ira Bruno: «Così non va»

Pietro Ciotti e Angela Ventriglia: sono queste le indicazioni di candidatura venite ufficialmente fuori dal Partito democratico di Battipaglia. Lo ha fatto sapere nella giornata di ieri, tramite nota stampa, il coordinatore cittadino dei dem, il renziano Davide Bruno, che ha parlato delle prossime elezioni regionali come di una «sfida determinante  per il futuro della Regione Campania» e, altresì, di un appuntamento fondamentale «anche per la città di Battipaglia, che sta attraversando un periodo storico di grande difficoltà, considerando gli oltre due anni di commissariamento, il processo di deindustrializzazione in atto e la dispersione delle energie migliori in un quadro sempre più ripiegato su stesso». Mentre la notizia riguardante la Ventriglia è assolutamente nuova, dalle colonne di questo quotidiano scrivemmo già domenica 5 aprile di una volontà del leader dei democrat di  proporre il già segretario provinciale della Cisl – al momento presidente dell’associazione “Comunità, Storia & Futuro” –  come candidato dem battipagliese. «La questione che si pone – ha aggiunto Bruno – è politica, nel presidio e nella proiezione che questo  Partito deve affermare in questa città e in questa zona della provincia di Salerno, perché bisogna iniziare a tracciare una rotta di autonomia del nostro territorio soprattutto per il futuro, consapevoli che il nostro cammino è ancora lungo e che la rivendicazione di queste candidature risiede soprattutto, al di là dell’accettazione, nella capacità di esprimere una rappresentanza politica della nostra città». La palla, ora, balza tra le mani di Luca Lascaleia, ex segretario cittadino, ora impegnato nella direzione provinciale come responsabile dei rapporti istituzionali, che cercherà di perorare la causa battipagliese presso i coordinatori provinciali e regionali –  rispettivamente Nicola Landolfi e Assunta Tartaglione –; eppure è pressoché impossibile che il sindacalista e la fisioterapista possano trovare realmente collocazione in una lista in cui, al di là degli interrogativi legati ai sindaci, con Franco Alfieri e Paolo Russomando tutt’altro che certi della propria candidatura, pare non esserci più spazio neppure per uno spillo. D’altronde, non avrebbe trovato spazio tra i candidati dem neppure lo stesso Lascaleia, da sempre pupillo di Antonio Valiante, che sembrava essere uno dei nomi caldi sul tavolo provinciale.




Pd, oggi direzione provinciale: si nomina la commissione primarie

di Andrea Pellegrino

Dopo Cozzolino arriva il giorno di Vincenzo De Luca. Anche il sindaco di Salerno è pronto a difendere con i denti le primarie del Pd. Oggi pomeriggio si riunirà la direzione provinciale, con Landolfi pronto a raccogliere i moduli con le firme degli iscritti per la presentazione della candidatura di De Luca alle primarie del 14 dicembre e nominare la commissione di garanzia (per le primarie appunto) che dovrebbe essere composta da undici persone, quasi tutte già individuate. Poi, però, occorrerà attendere la direzione regionale, che paradossalmente si riunirà dopo quella salernitana, ossia entro il 24 novembre o addirittura il giorno stesso della presentazione delle candidature. Da Roma, a quanto pare, si tratta ancora per evitare le primarie. Un sondaggio avrebbe dimostrato che la scelta del candidato attraverso le primarie, soprattutto con i campo candidati come De Luca e Cozzolino, indebolirebbe poi il partito per la sfida definitiva e all’atto delle elezioni. Così sul tavolo di via del Nazareno resisterebbero i nomi di «sintesi», tra cui Orlando, Amendola, Cuomo, graditi anche ad eventuali alleati centristi come Ncd ed Udc. Ma l’eurodeputato ed il sindaco di Salerno per ora non mollano la presa. Anzi i due hanno già avviato la campagna elettorale con tanto di attacchi reciproci. La risposta a Cozzolino (che sabato ha riunito i suoi alla Mostra d’Oltremare) non è tardata ad arrivare da De Luca: «Parlare dei miei toni? Come programma mi sembra debole». Ma a Cozzolino giunge anche una proposta da parte di Angelica Saggese, terza candidata alle primarie. «Andrea converga sulla mia candidatura», dice la senatrice salernitana che spiega: «Sono stata all’apertura della campagna elettorale di Andrea Cozzolino perché ritengo le primarie uno strumento di condivisione e non di divisione dentro il Pd. Ho notato con rammarico, però, solo la presenza di ‘giovani turchi’, di tanti curiosi ma soprattutto dell’intera vecchia guardia bassoliniana. Nessuna novità, nessun elemento di modernità rispetto al passato, più o meno remoto. Troppo poco per poter pensare di cambiare veramente verso alla Campania. Ho deciso quindi di lanciare un appello ad Andrea: convergi sulla mia candidatura, sostienimi nella battaglia per vincere le primarie, insieme potremo preparare un programma che punti sulle eccellenze, sul merito, sulla modernità». «La sua forza – spiega ancora Saggese – può essere utile per la battaglia del Comune più che per la Regione. Tra pochissimo potrebbe toccare a lui ed al Pd togliere a de Magistris la guida della capitale del Sud dopo che con le forzature di quattro anni fa gli è stata regalata»




L’Idv lancia l’ultimatum a Landolfi

di Andrea Pellegrino

L’Italia dei Valori lancia l’ultimatum al Pd: «Si convochi un tavolo provinciale dei partiti di centrosinistra in vista delle elezioni provinciali e regionali. Se entro la fine del mese non ci saranno risposte ognuno prenderà le sue decisioni». Con una lettera, Antonio Fiorillo, segretario provinciale dell’Idv sollecita Nicola Landolfi, coordinatore provinciale del Partito democratico. All’orizzonte, oltre le regionali, ricorda Fiorillo ci sono le provinciali e le amministrative in vari comuni. «E se accordo deve esserci – spiega Fiorillo – dovrà essere completo. Il Pd non può bussare solo per le regionali». Il nodo da sciogliere più complicato è quello delle provinciali. Il Partito democratico presenterà una lista autonoma mentre non è chiara la posizione degli alleati di centrosinistra. Tra questi l’Italia dei Valori. Ma non solo. Ci sono anche il Centro Democratico di Formisano, Scelta Civica e la stessa Sel. «Bisogna capire – spiega Fiorillo – cosa ha intenzione di fare il Partito democratico. Per le provinciali non possiamo essere semplici portatori di voto ma vogliamo che ci sia un accordo politico serio che dia spazio e visibilità a tutte le componenti. Perché sebbene il Pd sia il partito di maggioranza relativa, i piccoli partiti consentono la vittoria in molti casi». Sul tavolo per la scelta della candidatura alla presidenza ci sarebbe il nome di Giovanni Maria Cuofano, giovane sindaco di Nocera Superiore che nelle ultime settimana avrebbe scalzato Gianfranco Valiante. Pare che il Pd voglia recuperare a pieno titolo il primo cittadino – ora indipendente – di Nocera Superiore, portandolo così all’adesione ufficiale al partito democratico. Quasi nulle le possibilità per Mimmo Volpe che si era autoproposto alla presidenza di Palazzo Sant’Agostino. Ma al di là della presidenza, per Fiorillo occorre che si istituisca un tavolo di confronto. «Tutto ciò – spiega il segretario provinciale dell’Idv – allo scopo di evitare, come è già accaduto in occasione delle elezioni amministrative di maggio, la creazione di dannose quanto irreparabili divergenze politiche, che hanno impedito al centro-sinistra di affermarsi in realtà importanti del territorio ed al nostro partito di ottenere la necessaria visibilità e presenza istituzionale. L’Italia dei Valori, come ha sempre fatto, intende dare il suo contributo politico e programmatico al tavolo del centro-sinistra con assoluta lealtà e nell’esclusivo interesse del territorio; ma devo rilevare che – al di la dei meri aspetti formali – il Partito Democratico non abbia dato dimostrazione effettiva di accettare questa proposta di collaborazione». Ma il tempo stringe e Fiorillo avverte: «Se entro la fine del corrente mese non dovessimo ricevere segnali concreti ed operativi, dovrò mio malgrado rappresentare la situazione politica ai miei dirigenti ed ai vertici del partito, assumendo le posizioni politiche maggiormente idonee a rappresentare le istanze di iscritti ed elettori dell’Idv».




Pd, ora si punta alle primarie

di Andrea Pellegrino

Le priorità del Pd salernitano sono due, allo stato: organizzare le primarie per le Regionali con Vincenzo De Luca candidato e posizionare uomini e pedine giuste nelle caselle (di sottogoverno) giuste. A partire dall’imminente nomina del nuovo presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Asl che da qui a qualche giorno dovrà essere fatta. Al momento alla guida c’è il renziano Sergio Annunziata che, a quanto pare, all’atto della nomina aveva avuto un consenso bipartisan. Ora, però, la forza del centrosinistra dovrebbe essere tale da non avere spiacevoli sorprese, seppur – in politica – tutto può accadere. Tant’è che durante l’ultima segreteria provinciale del Pd sarebbe stato azionato già il pallottoliere anche alla luce degli ultimi risultati elettorali. Ed un attento studio riguarderebbe anche il prossimo assetto della Provincia. Anche in questo caso il Pd mirerebbe al massimo: presidenza e giunta. Ed anche in questo caso si valutano i “mezzi” a propria disposizione. Ma da qui a settembre (quando partiranno le elezioni all’interno dei consigli comunali) c’è ancora tempo. Massima mobilitazione invece per le Regionali. A quanto pare il Pd deluchiano, contrariamente alle iniziali indicazioni, ora sarebbe tra i principali fautori delle primarie per la scelta del Governatore. Probabilmente a convincere De Luca e il suo staff sarebbero stati i risultati incassati a Napoli dal Pd, nonché il lavoro che il primo cittadino di Salerno avrebbe fatto ultimamente su Caserta ed anche sul napoletano. Insomma salvo indicazioni dirette di Renzi, De Luca, ora più che mai, è convinto che possa vincere tranquillamente le primarie interne al Pd. Tant’è che avrebbe messo su già la lista democrat. E tra i nomi nuovi che ruotano intorno a possibili candidature, ci sono quelli di Paolo Russomando (sindaco di Giffoni) e Martino Melchionda (sindaco di Eboli). Ancora in quota Pd ci sarebbe anche Nello Fiore che la scorsa volta ha perso il suo seggio in aula consiliare (con Api) per un soffio. Naturalmente in Campania Libera troveranno spazio molti salernitani e anche esponenti (come Anna Ferrazzano) da tempo vicini al primo cittadino di Salerno. Anche l’assessore comunale Luca Cascone potrebbe essere collocato – contrariamente al collega di giunta Picarone che punta alla lista Pd – nella lista civica deluchiana. Da Napoli comunque s’attendono nuove notizie. Soprattutto s’attende la direzione regionale che da qui ad una settimana potrebbe (finalmente) essere ufficializzata, avviando così il percorso per le Regionali. In caso contrario pare che Assunta Tartaglione rischi perfino il commissariamento. Ma i numeri – fanno sapere – sarebbero nelle mani di Guglielmo Vaccaro che ancora dovrebbe sciogliere la riserva sulla presidenza, per poi assicurare il suo sostegno alla direzione. Infine la vicenda gruppo consiliare Pd a Salerno città. Al momento resterebbe solo una ipotesi, seppur l’argomento è stato oggetto di discussione nella sede di via Manzo. L’ultima parola spetterà a Vincenzo De Luca che in venti anni non ha mai autorizzato l’utilizzo di simboli di partito all’interno del Consesso comunale. Ma ora pare che sia una vera e propria necessità, anche in considerazione degli appuntamenti elettorali che potrebbero vedere in campo direttamente De Luca. Ancora a spingere per la formazione del gruppo Pd ci sarebbero alcuni consiglieri comunali democrat, tra cui Ginetto Bernabò, tra l’altro componente della segreteria provinciale. Infine il caso Torre, il consigliere comunale ex Sel da poco approdato nel Pd. Per ora il giovane avvocato avrebbe aderito al gruppo civico “Progressisti per Salerno” ma ben presto vorrebbe vedere il simbolo del partito in aula. Quanto a Sel, pare che non resterà orfana in aula: pronto all’adesione c’è il consigliere comunale Felice Santoro che, tra l’altro, con il partito di Vendola vorrebbe candidarsi alle Regionali.