Porto di Pastena, Ilardi ci riprova: proroga fino al 2022

di Andrea Pellegrino
Antonio Ilardi chiede una proroga alla Regione Campania per la validità del parere espresso dalla commissione Via Vas per la realizzazione del porto turistico di Pastena. La società Polo Nautico srl, infatti, avrebbe inoltrato richiesta agli uffici regionali competenti per mantenere in piedi il parere favorevole di compatibilità ambientale espresso per la realizzazione del porto turistico di Pastena. Secondo la procedura, infatti, il progetto si sarebbe dovuto concretizzare entro i cinque anni successivi all’autorizzazione. Ed, invece, al momento tutto resta fermo. Una condizione, questa, che aveva lasciato ipotizzare un possibile abbandono del progetto da parte di Ilardi. Ed invece è arrivata (ed accettata) la richiesta di proroga con Antonio Ilardi che ora avrà tempo fino al 2 agosto del 2022 per realizzare il suo intervento.



Arzano si dimette, via la Giunta

di Peppe Rinaldi

Cominciamo prima a dire cosa è successo e subito dopo che cosa accadrà. O, almeno, cosa potrà accadere dopo che ieri la Camera di Commercio di Salerno è diventata acefala.
In mattinata riunione di giunta, dove la partita è stata sostanzialmente chiusa con un accordo tra i membri sino a ieri al comando: Guido Arzano, ormai ex presidente della Cciaa, ha capito che i margini di sopravvivenza da assottigliati s’erano fatti invisibili ed annuncia di essere pronto a gettare la spugna dinanzi al Consiglio generale che l’attendeva di lì a poco: qualche screzio in giunta solo sulle modalità -dimettersi prima o dopo il dibattito- poi la decisione di attendere la discussione e dare la notizia.
E’ andata come era ormai nell’aria e come Cronache ha provato ad anticipare, spesso indovinando, nel corso del tempo: fazioni contrapposte, numeri insostenibili per continuare, defezioni improvvise e una rituale pugnalata dal compagno di cordata, Enrico Bottiglieri di Confesercenti, smarcatosi -pur votando a favore del consuntivo- dal destino congiunto di Confcommercio con dimissioni già programmate per la giornata all’insaputa di Arzano. Cose che capitano, nessuno scandalo.
Come non c’è scandalo nello stravagante voto a favore del bilancio ( «Ho visto i numeri, dovrei votar contro ma per “amicizia” voto favorevolmente…») di Agostino Gallozzi, già presidente degli industriali. Risultato: 15 voti a favore, 8 contrari mentre 5 escono dall’aula per far passare la manovra contabile. Anche Casola, ex membro del Cda dell’azienda speciale all’origine della fine, Intertrade, vota contro il bilancio consuntivo (il preventivo era già passato con 17 voti a favore). Mauro Maccauro, leader degli industriali ha votato contro.
La spallata vera è arrivata dagli artigiani, compatti come un sol uomo per buttare giù la cabina di comando della Cciaa: riuscendoci. In seguito alle dimissioni del presidente, anche i componenti della Giunta della Camera di Commercio di Salerno Antonio Ilardi (vice presidente), Enrico Bottiglieri, Pietro Caggiano e Giuseppe Gallo hanno formalizzato le dimissioni dai rispettivi incarichi.
Questa è, dettaglio più dettaglio meno, la cronaca.
Ora cosa accadrà: scongiurato -per adesso- il commissariamento se non fosse passato il bilancio, si tratta di eleggere un nuovo presidente e fare una nuova giunta. E qui cominciano i balletti, ne sentiremo di ogni tipo: di nomi e di indiscrezioni si abbonda ma si tratta di questioni di forma (per ora sarà il consigliere anziano, Antonio Beltolti, a guidare ad interim la Cciaa) perchè la sostanza è un’altra: ci sono guai grossi quanto una casa in Camera di Commercio, i bubboni Intertrade e Costa d’Amalfi hanno cifre da capogiro che nessuno, specie se a contesto inalterato, potrà sopportare, stanno per arrivare rogne dalla magistratura contabile (il segretario generale De Sio ha scritto e mandato due relazioni di fuoco di circa 150 pagine su Intertrade alla Corte dei Conti) e, verosimilmente, non soltanto visto che i milioni che non tornano sono parecchi (solo Intertrade pesa realmente per almeno 6 milioni di euro, al di là dei 650 mila ufficiali e offerti in pasto al pubblico) e prima o poi a qualche volto saranno imputati.
La gestione Arzano, indebolita anche dal mutato clima politico con un centrodestra che sconta condizioni spesso imbarazzanti, si chiude così, in attesa di capire le mosse di Vincenzo De Luca.
Ma non prima di aggiungere altri 300mila euro alla voragine generale dei conti : come scriveva ieri Cronache all’aeroporto hanno finito i soldi, dalla Cciaa è dunque arrivata l’ultima dazione per mantenere in vita la struttura e pagare i dipendenti dell’aeroporto dove non si vola. Poi il salto nel vuoto, sperando in sant’Enzo De Luca.
Inutile dire che anche la società consortile e la società di gestione dell’aeroporto seguiranno analoga sorte.




Porticciolo, è il turno di De Maio. Giù le mani boccia la proposta di variante: «Il progetto deve sparire per intero»

di Marta Naddei

Dopo Vincenzo De Luca, dopo Gennaro Miccio, ieri è stata la volta di Domenico De Maio. Anche l’assessore all’urbanistica del Comune di Salerno ha dovuto fare i conti con la caparbietà dei ragazzi del comitato Giù le mani dal porticciolo. Questa volta nessun blitz a sorpresa da parte dei giovani attivisti che da oltre un anno combattono per salvaguardare la zona del Porticciolo di Pastena dalla cementificazione. Ieri, a palazzo di Città, una delegazione del comitato è stata ricevuta dall’assessore De Maio a cui hanno ribadito il loro secco e fermo no alla realizzazione del progetto del nuovo Marina urbano da parte della Polo Nautico. Prove di dialogo senza abbandonare la propria posizione: ovvero quella di giungere all’abrogazione totale del progetto, nonostante abbia incassato ormai tutti i pareri positivi in via definitiva. Probabilmente, più che di prove di dialogo, quello che i ragazzi del comitato hanno presentato al Comune è un vero e proprio banco di prova. E che il no resti tale è testimoniato dal fatto che, nel corso dell’incontro, un bel due di picche è arrivato quando De Maio ha proposto ai ragazzi di provare a presentare una variante al progetto. No. Il nuovo porto di Pastena non deve essere realizzato perché così come concepito, in toto, «non soddisfa le esigenze né dei residenti, né dell’intera cittadinanza» – spiegano i giovani di Giù le mani. «Le posizioni – continuano – sono rimaste opposte. Siamo fermamente contrari, così come le 3.000 persone che ci supportano, a questo progetto. La nostra proposta è quella di rifare tutto da capo, per questo abbiamo detto no alla variante che De Maio ci ha proposto: il progetto non dovrà essere quello di Ilardi. Bisogna sedersi ad un tavolo e tracciare linee guida, ascoltando le esigenze della cittadinanza. L’assessore è stato disponibile, ma sappiamo benissimo che non significa nulla. Allo stesso tempo non vogliamo lasciare nulla di intentato e provare tutte le strade percorribili, anche se difficili. La nostra lotta, le nostre iniziative a difesa del borgo marinaro proseguiranno incessantemente». Insomma, se il Comune non vorrà muovere un passo, glielo dovrà dire a viso aperto.
Ma cosa pensano i ragazzi di Giù le mani dal Porticciolo e i componenti del comitato dei residenti quando parlano di riqualificazione? «La zona va migliorata – spiegano – e per questo siamo al lavoro con un team di architetti, ma il principio per noi resta quello per il quale il Porticciolo deve essere una valvola di sfogo per i cittadini, mentre con il progetto del nuovo porto si chiude completamente all’intero quartiere. Vogliamo rimettere in sesto la zona lasciandola fruibile ai suoi abitanti ed a tutti gli altri».
A settembre, probabilmente, i ragazzi riusciranno ad avere un colloquio ad hoc sulla questione con il sindaco De Luca, pur consapevoli che riuscire ad ottenere qualcosa che li soddisfi è impresa se non impossibile, quasi.
L’unica cosa certa, oltre alla loro contrarietà al nuovo porto, è che le loro iniziative andranno avanti. Per domani, in occasione delle celebrazioni per la Madonna che viene dal Mare, il comitato Giù le mani dal porticciolo supporterà la famiglie della zona nell’organizzazione, dando comunque il proprio tocco: saranno presenti anche con il loro banchetto per raccogliere firme per salvare il borgo marinaro.




I ragazzi del Porticciolo incastrano il Soprintendente Miccio

di Marta Naddei

Lo hanno messo alle strette, dinanzi alle sue responsabilità. Gli hanno chiesto spiegazioni in merito al nuovo porto di Pastena che sorgerà in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Vincolo del 1957 sapientemente scavalcato con la giustificazione che «non è un vincolo di inedificabilità». I ragazzi di Giù le mani dal Porticciolo, dopo quella riservata al sindaco di Salerno De Luca nel corso della serata di inaugurazione del Sea Sun, hanno fatto una sorpresa anche al Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici Gennaro Miccio. e sono arrivati fino a Paestum, all’oasi dunale, dove lunedì sera era in corso di svolgimento il convegno Paesaggio costiero. Quello stesso paesaggio costiero che, con la costruzione del nuovo Marina urbano che dovrebbe essere realizzato dove ora c’è il porticciolo di Pastena, rischia di scomparire dalla vista dei residenti. E’ infatti quello il punto in cui Salerno viene abbracciata dalle due Costiere, la cui visuale, con la costruzione della nuova infrastruttura, rischia di sparire a causa di due grossi caseggiati previsti nel progetto della Polo nautico srl di Antonio Ilardi.
Così, una delle componenti del gruppo, Chiara, ha preso la parola e sottoposto all’attenzione del Soprintendente Miccio, che al progetto definitivo del nuovo porto ha dato parere positivo, tutti gli aspetti negativi e soprattutto tutte le illegittimità della procedura, partendo proprio da una affermazione di Miccio stesso, ovvero quella per cui il suo compito è quello di tutelare zone protette da vincolo paesaggistico. «Il porticciolo di Pastena – afferma la giovane attivista di Giù le mani – è protetto proprio da un vincolo paesaggistico del 1957. Bisogna smettere di costruire a mare. Volevamo sapere come era stato possibile scavalcare questo vincolo. Abbiamo avuto modo di presentare anche un ricorso perché mancano valutazioni ambientali strategiche e, alle spalle abbiamo anche il supporto, oltre che di circa 2000 persone, anche di Italia Nostra che ha sottolineato come manchino alcuni importanti rilievi meteo-marini. Sappiamo che non sussiste un vincolo di “non costruzione”, ma paesaggistico, ma il paesaggio è di chi lo vive, di chi abita lì e può e deve decidere cosa vedere da casa sua. Lì, a Pastena, il nuovo porto non lo vuole nessuno. Molto spesso, purtroppo, i vincoli paesaggistici vengono scavalcati da interessi economici troppo grandi».
E come storia insegna, il Soprintendente Miccio ha basato la propria risposta proprio sulla mancata sussistenza del vincolo di inedificabilità, non senza imbarazzo. «Lì il vincolo è paesaggistico, non di inedificabilità assoluta. In fondo – ha detto il Soprintendente – si tratta di un porto nemmeno tanto grande come ce ne sono lungo tutta la costa. Tutti questi porti hanno delle attività commerciali connesse alle attività diportistiche». Insomma, per Gennaro Miccio questa nuova costruzione non sarà nemmeno troppo invasiva. «Noi – ha proseguito – subiamo le decisioni delle amministrazioni che gestiscono e delle loro pianificazioni urbanistiche. Il nostro compito è solo quello di dare dei pareri».
Se poi questi pareri saltano a piè pari un vincolo paesaggistico del 1957 è un’altra storia.