Scafati. Abusi edilizi e abbattimento, la Helios dice no e ricorre al Tar

Di Adriano Falanga

Finisce davanti al Tar lo scontro tra il Comune di Scafati e il gruppo Helios-Aurum-Igiene Urbana, titolari di proprietà e attività industriale di stoccaggio e lavorazione rifiuti di via Ferraris. Materia del contenzioso è l’ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi emessa da Palazzo Mayer il 7 febbraio di quest’anno. La vicenda nasce nel momento in cui le forti proteste dei residenti (e le relative denunce all’autorità giudiziaria) per la puzza e i rumori provenienti dal sito, convinsero gli uffici preposti comunali ad effettuare sopralluoghi all’interno dell’opificio. Questo è avvenuto il 16 novembre 2016 da parte dei Vigili Urbani in forze al comparto Urbanistica. I caschi bianchi accertavano la presenza di un fabbricato abusivo: piano seminterrato di mq. 151; piano rialzato di mq. 155 e primo piano di mq: 155. Parte dello stabile risulta addirittura non presente nella delimitazione dell’opificio e adibita a civile abitazione. L’ordinanza di abbattimento viene emessa nei confronti dei proprietari dell’abitazione privata e dei legali rappresentanti delle società Aurum srl (proprietaria di parte del terreno) della Helios srl (affittuaria) dell’Igiene Urbana (affittuaria di un’altra porzione dell’area, di proprietà di una Banca). Le tre società, tutte collegate dallo stesso cartello di soci, hanno depositato contro l’ordinanza ricorso al Tar in data 16 marzo, assistiti dall’avvocato Francesco Armenante. Un altro ricorso è stato poi presentato dalla Helios e Igiene Urbana avverso il ritiro del parere favorevole degli uffici Ambiente e Urbanistica rilasciato nell’ambito della conferenza dei servizi, relativo alla conformità urbanistica edilizia del sito di trattamento rifiuti. La commissione straordinaria delibera la costituzione in giudizio, dando incarico al noto legale Lorenzo Lentini. Una vicenda venuta fuori grazie al lavoro dell’ex commissione speciale voluta dal consiglio comunale per fare luce sulle autorizzazioni rilasciate al gruppo industriale per l’esercizio di quest’attività fortemente contrastata, ancora oggi, dai residenti di contrada Cappella.




Scafati. Ampliamento Helios, la lettera che “inguaia” Casciello

Di Adriano Falanga

E’ forse uno dei momenti più difficili della sua carriera politico-amministrativa. Mimmo Casciello è sotto il “fuoco” delle polemiche, per il suo ruolo da vice presidente Acse, ma soprattutto per quello che ha ricoperto nel cda di Agroinvest quando era consigliere comunale con delega al Pip. Fdi e M5S incalzano nel ribadire la sua conoscenza nell’affare ampliamento Helios del 2015. Non solo Casciello era al corrente della volontà di ampliare l’attività dell’azienda di via Ferraris, ma l’avrebbe anche agevolata, grazie al suo ruolo di componente nel cda della società di trasformazione urbana che ha curato e gestito i pip dell’agro nocerino, tra cui ovviamente Scafati. Un’accusa pesante a cui Casciello è chiamato a dare spiegazioni, non tanto ai giornali, bensì alla “sua” gente, perché il rione Cappella in cui insiste la zona Pip e l’azienda di stoccaggio rifiuti, è il “regno elettorale”, nonché il territorio di residenza dell’ex consigliere comunale. <<L’ arte dell’insinuazione nella vita come in politica, è una tecnica terribile: non occorrono prove, riscontri certi, confessioni spontanee e non estorte. No, molto più semplice, più efficace: basta una “voce”, un “si dice”, un “sembrerebbe” resa da non si sa chi e non si sa a chi. Lo sanno bene, i professionisti dell’insinuazione, che quello che conta non è dire la verità, ma semplicemente insinuare il dubbio>>. Così Casciello sulla sua pagina Facebook, replicando alle accuse dei grillini. <<E quando un giorno si dimostrerà come spesso accade, che era tutta una bufala, una notizia buttata lì senza verifiche, magari da una mano diabolica che l’ha “lavorata” faranno finta ancora una volta di nulla. Io però, sarò pronto a perdonarli. Senza odio, senza rancori>>. Secondo la difesa dell’alibertiano, la cessione di ulteriori 10 mila mq alla Helios in area Pip (poco distante dall’attuale opificio) sarebbe avvenuta dopo le sue dimissioni. Si ragiona però sul filo dei giorni, se non delle ore addirittura. Casciello si è infatti dimesso il 4 agosto 2015, mentre la firma alla convenzione tra l’amministratore delegato della Agroinvest Guido Calenda e il legale rappresentante della AM Tecnology (stessa proprietà Helios) è avvenuta il giorno successivo, 5 agosto.

1-residenti-helios I detrattori si basano sul “non poteva non sapere”, ribadendo che “impossibile che tutto sia avvenuto in sole 24 ore, e Casciello, in quota Scafati, non sapesse della trattativa in corso con l’azienda che ha portato la puzza e i rifiuti a Cappella”. A smentire l’alibertiano è anche un documento firmato dal dirigente Area Amministrativa di Agroinvest, datato 30 luglio 2015, protocollo 1441, in cui trasmette al cda la bozza della convenzione di assegnazione del lotto in area Pip di Scafati alla AM Tecnology. Il funzionario scrive testualmente: <<Con riferimento alla richiesta di AM Tecnology srl e all’indirizzo espresso da parte dello stesso Comune per il tramite del consigliere Casciello, si trasmette in allegato bozza di convenzione…>>. Sapeva quindi il Comune di Scafati, e non solo, premeva anche per la conclusione dell’operazione. Si voleva quindi concedere l’ampliamento alla società attualmente commissariata dalla Procura di Nocera Inferiore per reati ambientali. Sull’operazione (che raccontiamo nel dettaglio a parte) la Procura Antimafia avrebbe chiesto una consulenza tecnica per verificare la sua liceità. Chiaramente al momento non c’è nessuna notizia o ipotesi di reato, nessun avviso di garanzia, nessun fatto penalmente rilevante. Ma a pesare sulle spalle di Casciello è la responsabilità politica di aver eventualmente raccontato una verità parziale di quanto accaduto. Ovviamente salvo smentite.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

1-pipLa vicenda nasce nell’ottobre 2011, quando l’Igiene Urbana (oggi Helios) presenta domanda di assegnazione di lotti in area Pip, adiacente all’area industriale in cui ha avviato l’attività di stoccaggio e lavorazione rifiuti in via Ferraris. Successivamente nel dicembre 2014 l’azienda comunica ad Agroinvest di aver interesse a far confluire il progetto industriale della Igiene Urbana srl nella AM Tecnology Srl di cui sono proprietari i medesimi soci e che quest’ultima società avrebbe acquisito, tramite cessione di ramo d’azienda, la società AM Ambiente stl, in liquidazione e assegnataria del lotto industriale n.2 del pip “Taurana” del Comune di Angri. Avendo però la AM Ambiente rinunciato al lotto, il credito di 621.600 euro oltre iva vantato con Agroinvest veniva di fatto trasferito alla AM Tecnology srl. E’ da questo momento che nasce l’operazione accorpamento e recupero credito. La Stu accetta il trasferimento del credito e l’accorpamento del progetto industriale della AM Tecnology con l’Igiene Urbana e con la convenzione siglata il 5 agosto 2015, la stessa che avrebbe goduto del “beneplacito” del Comune di Scafati per “il tramite di Casciello”, viene definita l’operazione. Alla AM Tecnology viene assegnato il lotto Li22 in area pip di Scafati, per una superficie totale di quasi 10 mila mq. Il prezzo pattuito è pari ad euro 1,48 milioni oltre iva. Dalla somma viene però defalcato l’importo di euro 621 mila, derivante dalla rinuncia al lotto in area pip di Angri della AM Ambiente. Una compensazione che porta il prezzo definitivo di vendita a 861 mila euro più iva. In pratica, al Comune di Angri sono andati i 621 mila euro, e a Scafati i rifiuti. L’Igiene Urbana versa un acconto di oltre 82 mila euro contestualmente alla sottoscrizione della convenzione, il saldo tramite effetti cambiari di 30 mila euro l’uno da pagarsi mensilmente nel periodo 30.09.2015-31.08.2017. Una dilazione di pagamento concessa da Calenda contro il parere del dirigente, che nella lettera citata sopra si raccomandava di “non superare il 31.12.2016”. Il saldo dei restanti 247 mila euro iva inclusa sarebbe avvenuto solo se Agroinvest avesse dato il via alle opere di urbanizzazione nell’area scafatese. Cosa mai avvenuta.

LE DIMISSIONI DI CASCIELLO

2-aliberti-casciello-300x336Nel 2015 Mimmo Casciello ha ricoperto sia il ruolo di consigliere comunale delegato al Pip che amministratore di Agroinvest, in rappresentanza del socio Comune di Scafati. Ricordiamo all’attivo la promessa di un finanziamento milionario per avviare le opere di urbanizzazione nell’area da parte della Regione Campania. Soldi mai arrivati, nonostante le pressanti garanzie di “firma a breve” offerte in occasione della campagna elettorale di maggio, in cui erano candidati gli uscenti governatore Stefano Caldoro e la moglie del sindaco Pasquale Aliberti, Monica Paolino. Fu anche istituito un apposito settore in Staff, per la gestione del finanziamento ad opera del Comune di Scafati. <<Non essendo possibile erogare un eventuale finanziamento di tipo comunitario alla partecipata Agroinvest spa il cui capitale sociale non è interamente pubblico – così un dimissionario Casciello – la società Agroinvest è dunque svincolata dalle attività per l’attuazione del Pip di Scafati, e quindi la mia presenza nel cda era politicamente inopportuna>>. Poi rassicurava: <<I 27 milioni di euro possono essere ancora concessi in quanto per i finanziamenti superiori ai 5 milioni di euro non trova applicazione il termine del 31 dicembre>>. In realtà le dimissioni erano un atto dovuto, conseguenza della trasformazione di Agroinvest in società con amministratore unico, frutto dell’avvento in Regione di Enzo De Luca.

IL “CONFLITTO ALIBERTIANO”

aliberti tv“Si, l’ho già detto anche agli inquirenti, ho rapporti professionali con l’Igiene Urbana fin dal 2005”. Pasquale Aliberti chiarì la sua posizione professionale con l’azienda che ha aperto il sito di stoccaggio in via Ferraris, cedendolo poi alla Helios spa, comunque legata ad unico gruppo in cui esiste anche la Am Tecnology. Durante lo spazio televisivo istituzionale finanziato dal piano della Comunicazione di Palazzo Mayer sull’emittente Lira Tv, Aliberti ammise anche: <<Un sindaco dovrà vivere le pare? Abbiamo una società che svolge visite mediche del lavoro da anni e fin dal 2005, ben tre anni prima che fossi eletto sindaco nel 2008, tra i nostri clienti vi è l’Igiene Urbana, che lavora con il Comune di Scafati o la sua partecipata Acse ancor prima della mia amministrazione e attualmente si occupa dello spazzamento. Un servizio avuto tramite gara ad evidenza pubblica>> specifica Aliberti. <<Prima che facessi il sindaco avevo rapporti professionali con tre aziende dell’area industriale, da quando sono stato eletto i rapporti sono sempre quelli. Dovevamo preoccuparci se avessi incrementato il parco clienti, cosa che non ho mai fatto. Non ho mai chiesto a nessuno, da sindaco, di rivolgersi alla nostra società per le visite mediche>>. A lavorare con la partecipata Acse, di cui oggi Mimmo Casciello è ancora vice presidente, non è stata la sola Igiene Urbana però, ma tutte e tre le aziende del gruppo. La AM Tecnology si è occupata di spazzamento veloce per un anno (fino al 31.12.2016) al costo di 316 mila euro. La Helios srl ha invece un contratto di poco meno di 22 mila euro fino al 31 agosto 2017, per il servizio di selezione e pressatura di carta e cartoni.

LE ACCUSE: “VITTIME E CARNEFICI”

1-santocchio_mario<<In questi anni questi signori hanno svolto il ruolo di carnefici, vendendosi la citta alle lobby dei rifiuti per tornaconti personali, e poi mascherandosi con la menzogna partecipavano alle manifestazione di protesta per rappresentare le vittime, e quindi protestavano contro le lobby con cui si erano accordati in precedenza>>. Parole pesanti, pronunciate dall’ex consigliere comunale Fdi e già amministratore delegato Agroinvest, Mario Santocchio. <<Senza ombra di dubbio vanno inchiodati alle loro responsabilità e giusto che chi ha danneggiato paghi i danni fatti alla citta e ai cittadini. Ed hanno ancora il coraggio di recitare che fanno politica per passione – spiega ancora Santocchio – La Citta ha bisogna di discontinuità rispetto al sistema che è caduto sotto la spada dello scioglimento per infiltrazione. Impediremo con tutte le nostre forze che il Pip si trasformi nella pattumiera della Campania e da qui il nostro appello alla Commissione Straordinaria di chiedere alla Regione Campania il finanziamento del Pip vero volano della economia locale”. A puntare l’indice anche il meet up 5 Stelle di Scafati in Movimento: <<A Scafati gli interessi personali hanno prevalso sull’interesse pubblico. Questa è la colpa grave dell’amministrazione Aliberti. Responsabilità politiche che hanno gravato sulla salute e sulla vivibilità della città e che non hanno bisogno di tribunali o avvisi di garanzia per essere certificate. Il “Sistema Scafati” ha dato il colpo di grazia ad una città già martorizzata sul piano ambientale. Il Pip di via Sant’Antonio Abate da possibili volano dell’economia a pattumiera della Campania, svenduto alle lobby dei rifiuti. Per questa colpa la vostra coscienza non avrà mai assoluzione>>




Scafati. Helios, verso la riduzione dei materiali da lavorare

Di Adriano Falanga

Helios, si va verso una parziale diminuzione della quantità di materiale da lavorare, più adeguata alle dimensioni e capacità del sito di via Ferraris. E’ quanto emerge dopo la conferenza dei servizi tenuta, dopo due rinvii chiesti dall’azienda, presso la sede salernitana della Giunta Regionale. La seduta si è svolta regolarmente, presenti tutti gli enti preposti, tranne la Asl, oltre ai vertici dell’azienda e all’amministratore giudiziario nominato dalla Procura di Nocera Inferiore. Prossimo appuntamento previsto al 16 marzo. Presente per il comune di Scafati il sub commissario Francesco Prencipe, e i tecnici Vittorio Minneci (Ambiente) e Nicola Fienga (Urbanistica). “Sono stati fatti passi in avanti sulle misure gestionali da prendere e rispettare per evitare impatto ambientale – spiega Minneci – come ad esempio la creazione di zone di decompressione, ambienti a tenuta tipo stagna, lavaggio automezzi in uscita, installazione di scrubber”. Quanto alla puzza, ancora fastidiosa per i residenti di Cappella, Minneci rassicura: “dovrebbe attenuarsi ulteriormente quando saranno operative le misure dettate dall’Arpac e che sono in attesa di autorizzazione regionale”. E molto probabilmente si parla di una parziale revoca della quantità massima da poter stoccare nel sito. “Continuiamo a ribadire la necessità della revoca dell’autorizzazione tenuto conto dell’impatto ambientale e della contiguità dell’impianto nel centro del paese e che insiste in un area dove sono vietate le attività insalubri – insiste Mario Santocchio, ex presidente della commissione consiliare straordinaria sul tema – Ancora una volta siamo costretti a chiederci come mai l’Asl non era presente alla conferenza dei servizi? Ci attiveremo per la prossima seduta del 16 marzo 2017 affinché venga revocata l’autorizzazione alla società Helios”. L’ultimo esposto dei residenti è stato depositato presso la locale Tenenza dei Carabinieri o scorso 14 gennaio. E’ stato sottoscritto da una trentina di residenti. Nei giorni scorsi la Helios ha invitato ufficialmente una delegazione di consiglieri regionali del M5S, autori di un’interrogazione sul tema, a visitare l’impianto. “Sia chiaro, noi siamo la soluzione, non il problema” si leggeva in una nota della Helios.




Scafati. Aliberti: “non sono il medico della Helios”…ma dell’Igiene Urbana

Di Adriano Falanga

Come nelle migliori serie televisive, la vicenda Helios riserva il colpo di scena, Aliberti svela: “non sono il medico dell’azienda”. Stanco di essere continuamente chiamato in causa sul suo presunto rapporto di lavoro con l’azienda, finita sotto sequestro per le esalazioni che emana la spazzatura da lei lavorata. Non ci sarebbe conflitto di interessi, secondo il primo cittadino, così come lui stesso spiega sulla sua pagina Facebook. “Fino ad oggi, sulla vicenda Helios ho preferito tacere, lasciando che tutti parlassero sui giornali e in consiglio comunale; lasciando che mi tacciassero di incompatibilità, per I miei presunti rapporti lavorativi con l’azienda, lasciando libera una ‘certa stampa’ di trasformare chiacchiere da marciapiede in verità assoluta – scrive Aliberti – Oggi, però, si è andati oltre. Dopo il mio ruolo di sindaco si tenta di minare anche la mia credibilità di professionista. Non è più tollerabile. È arrivato il momento di svelarvi la verità: non sono mai stato il medico della Helios! Non conosco neanche il professionista che svolge tale incarico presso lo stabilimento! Non l’ho mai confessato, perché volevo che I miei detrattori si scatenassero, mostrando una volta e per sempre l’odio nei miei confronti e per farvi capire, con un esempio lampante, il modus operandi di un certo giornalismo e una certa politica”. Insomma, il sindaco si sarebbe accomodato alla “finestra”, per poter dimostrare le teorie complottiste nei suoi riguardi, da parte delle forze di opposizione. “Se anche fossi stato io il medico della Helios nulla sarebbe cambiato. Prima di essere il sindaco di questa città, sono con orgoglio un professionista – prosegue ancora Aliberti – Non ho mai sovrapposto i due ruoli, utilizzando la politica per lavorare presso le aziende del territorio. Sarei, oggi, il più grande dei medici. Questo vale per la Helios come per tutte le aziende nominate nelle varie inchieste giudiziarie”. Poi parte lo sfogo: “In questi mesi ho sofferto in silenzio, senza mai svelare nulla. Volevo portare allo scoperto chi, utilizzando notizie da bar, mai riscontrate, ha costruito castelli per infangare me e la mia famiglia, che adesso, devo assolutamente difendere. È infatti arrivato il momento di denunciare all’Autorità competente chi, in modo falso, squallido e menzognero, ha distrutto, deliberatamente e volutamente, la mia immagine”.

IGIENE URBANA, NON HELIOS

1-2-aliberti“Si, l’ho già detto anche agli inquirenti, ho rapporti professionali con l’Igiene Urbana fin dal 2005”. A pronunciare queste parole è Pasquale Aliberti, durante il suo consueto spazio televisivo del Giovedi, in una puntata di Agosto scorso. Al giornalista di Lira Tv che lo intervistava, Aliberti spiegò: “Un sindaco dovrà vivere le pare? Abbiamo una società che svolge visite mediche del lavoro da anni e fin dal 2005, ben tre anni prima che fossi eletto sindaco nel 2008, tra i nostri clienti vi è l’Igiene Urbana, che lavora con il Comune di Scafati o la sua partecipata Acse ancor prima della mia amministrazione e attualmente si occupa dello spazzamento. Un servizio avuto tramite gara ad evidenza pubblica Prima che facessi il sindaco avevo rapporti professionali con tre aziende dell’area industriale, da quando sono stato eletto i rapporti sono sempre quelli. Dovevamo preoccuparci se avessi incrementato il parco clienti, cosa che non ho mai fatto. Non ho mai chiesto a nessuno, da sindaco, di rivolgersi alla nostra società per le visite mediche”. Aspetti importanti, che Aliberti ammette di aver già chiarito all’antimafia, che lo accusa, assieme al fratello Nello e alla moglie consigliere regionale Monica Paolino (tutti sono stati certamente soci alla 626 Service, poi chiusa nel 2012) di aver creato un sistema finalizzato al voto di scambio politico mafioso, anche attraverso il sistema delle visite del lavoro con aziende poi beneficiarie di appalti pubblici con l’Ente amministrato. Per capire i motivi che hanno generato il binomio Aliberti-Helios, bisogna fare un passo indietro nel tempo. Era il 21 ottobre 2011 quando l’Igiene Urbana fu autorizzata dalla Regione Campania, previo silenzio assenso del Comune di Scafati, all’esercizio dell’impianto di stoccaggio e trattamento rifiuti pericolosi e non, ubicato in un opificio che prima ospitava un’industria conserviera, in piena area Pip. E questo, nonostante i piani attuativi degli insediamenti industriali prevedessero il divieto per lo svolgimento di attività insalubri. Il 31 luglio del 2013 l’autorizzazione è stata volturata alla Helios srl, di fatto collegata all’Igiene Urbana da un’unica proprietà, questo almeno fino a pochi mesi fa. Nel febbraio scorso infatti, a seguito dell’iniziativa giudiziaria della Procura Di Velletri che portò agli arresti domiciliari i soci dell’Igiene Urbana ed Helios per presunte frodi sui rifiuti, la società diffuse un comunicato stampa in cui si leggeva: “La società Helios Srl ha appreso dell’iniziativa giudiziaria avviata dalla Procura di Velletri che ha coinvolto i soci della società L’Igiene Urbana Srl, persone serie e stimate” specificando però la loro estraneità all’inchiesta. Una sola proprietà, per due gestioni separate, l’una per la raccolta e l’altra per stoccaggio e lavorazione dei rifiuti.




Scafati. Helios, parola al Consiglio. Casciello e Marra spengono gli entusiasmi

Di Adriano Falanga

Helios, toccherà adesso al presidente del Consiglio comunale Pasquale Coppola fissare, entro venti giorni, la pubblica Assise con al centro due importanti questioni: Helios e incompatibilità di Mimmo Casciello. Entrambi gli ordini del giorno sono stati presentati da forze di minoranza, con minimo cinque firme raccolte, così come prevede lo Statuto. Arriva così nella massima sede istituzionale la discussione sul sentito problema dei disagi scatenati dalle attività della Helios, che stocca e trasforma i rifiuti, pericoloso e non. Oltre a voler accertare eventuali responsabilità sul rilascio delle autorizzazioni tramite l’istituzione di una commissione speciale bipartisan, i cinque firmatari chiedono di implementare l’articolo 5 delle norme di attuazione del Pip, prevedendo tra le tipologie di attività non ammesse perché inquinanti e insalubri, anche il deposito e trattamento dei rifiuti. A chiederlo sono Mario Santocchio, Cristoforo Salvati e Angelo Matrone per Fdi, con gli indipendenti ex maggioranza Pasquale Vitiello e Alfonso Carotenuto. Una proposta che trova l’accoglimento anche del Pd. “A mio avviso, d’altronde, già le attuali norme del P.I.P. escluderebbero la presenza di quel sito di stoccaggio in quel contesto: chi ci ha assicurato che quella attività, nonostante i miasmi, la puzza insopportabile, le perdite di percolato, non sia nociva per la salute dei cittadini, come già stabilisce l’articolo 5?  E’ in ogni caso strano come Aliberti nelle sue campagne elettorali si sia sempre opposto alla realizzazione del P.I.P. in quell’area perché giudicato invasivo verso l’abitato e poi da Sindaco abbia permesso addirittura la presenza di una discarica. Per questo pesa come un macigno il conflitto di interessi tra il Sindaco e la sua famiglia e quell’azienda, come suona strano che il capannone utilizzato fosse in precedenza di proprietà della famiglia dell’ex Presidente dell’Acse” così Michele Grimaldi. Dovrebbe votare favorevolmente anche lo stesso presidente Coppola, con Bruno Pagano, Daniela Ugliano e Stefano Cirillo di Identità Scafatese. Questi voti già sono sufficienti per l’approvazione del deliberato. Dalla maggioranza studia il caso Roberto Barchiesi, che specifica: “chiaramente voterò tutto ciò che va nell’interesse dei cittadini”. Non si sbilanciano Teresa Formisano e Carmela Berritto: “se le norme lo permettono, voteremo sempre a favore della tutela della salute dei residenti, per noi priorità assoluta”. Stessa posizione anche di Diego Del Regno: “C’è la necessità di contemperare gli interessi dei residenti, costretti a sopportare miasmi ed immissioni varie, e quelli delle aziende che danno lavoro e rendono un servizio. Logicamente, la salute dei cittadini ha una importanza superiore ad ogni altro interesse, per questo attendo informazioni ufficiali sullo stato delle cose in via Ferraris”. Insiste nel chiedere la delocalizzazione Michele Raviotta. Nel frattempo proseguono i sopralluoghi quotidiani dei Vigili Urbani, ma ancora non sono noti i risultati. Per quanto riguarda la puzza, questa a tratti risulta attenuata, a tratti insopportabile, complice anche il vento di mare che spira dalla vicina Castellammare di Stabia, che spesso diffonde il tanfo anche per un chilometro dalla sede della Helios.

MARRA E CASCIELLO SMORZANO GLI ENTUSIASMI: norma non retroattiva

1-paolino marra casciello“Più che altro una questione di visibilità mediatica, perché, ammesso che il consiglio comunale voti la delibera, questa non può avere effetto retroattivo, e di conseguenza, non serve per mandare via la Helios”. Mimmo Casciello, consigliere di maggioranza e vice presidente Acse, vive a poche centinaia di metri dall’azienda. “Certe sere la puzza è forte anche da me – spiega – e chiaramente sono favorevole a qualsiasi iniziativa concreta per la tutela della salute e vivibilità della mia contrada, ma bisognerà capire se questa proposta sia davvero attuabile”. Non solo, secondo Casciello, che è stato anche amministratore di Agroinvest, bisognerà verificare l’esistenza di eventuali convenzioni già stipulate tra Agroinvest e aziende interessate al Pip. “Potrebbero anche esserci aziende la cui attività rientri nell’elenco delle tipologie non ammesse, e che hanno stipulato già una convenzione con Agroinvest versando il dovuto – chiarisce l’alibertiano – in questo caso ci troveremo a dover restituire loro quanto pagato, con pericolose ricadute economiche”. Insomma, più facile a dirsi che a farsi, la posizione di Casciello. Non diversa anche la veduta di Brigida Marra: “L’iniziativa di modificare l’art. 5 del PIP, nella prospettiva, è sicuramente apprezzabile per eventuali nuove aziende che potrebbero insediarsi attraverso il titolo autorizzativo della VIA di competenza regionale. Peccato, non si sia pensato ad un regolamento che andasse in questa direzione quando fu stipulata la convenzione, più di dieci anni fa, con Agroinvest – puntualizza la forzista – Oggi però ci preme la problematica che i cittadini di Cappelle ci hanno posto relativamente al Canale San Tommaso e ai probabili miasmi che sarebbero prodotti dall’azienda Helios rispetto alla quale, dobbiamo intervenire con azioni concrete che non possono risolversi purtroppo, né in consiglio comunale, né oggi con una modifica che porrebbe problemi di irretroattività”. Rilancia Brigida Marra, passando per una provocazione alle forze di minoranza. “Ho visto tanti atti arrivare in Procura, in questi anni, dalle opposizioni, mai nessuno di questi era relativo alle autorizzazioni rilasciate alla Helios, nell’ambito della conferenza dei servizi. Se il comune attraverso qualche responsabile ha agito in maniera illegittima nell’ambito della conferenza dei servizi è giusto che venga accertato e si assuma le proprie responsabilità, pertanto, sono disponibile a porre la mia firma per la trasmissione degli atti alla Procura. L’ambiente, la salute, sono temi seri rispetto ai quali, personalmente, non sono disponibile a fare sconti a nessuno, se ci sono società che non operano entro la legge, vanno denunciate senza sé e senza ma”.




Scafati. Helios, Aliberti incontrerà i comitati. Ecco le competenze del sindaco in materia

Di Adriano Falanga

Il pressing dell’opinione pubblica sulla vicenda Helios è asfissiante almeno quanto la puzza che l’azienda emana. Non cala l’attenzione, e a Palazzo Mayer hanno capito oramai che bisogna intervenire. La vicenda della Helios ha sensibilizzato gli scafatesi forse quanto o più dell’ospedale. Mai si era visto a Scafati la nascita di comitati spontanei a sostegno della causa ambientale. La paura è forte, e l’allarmismo è anche motivato da una (mai ufficializzata) certezza che da queste parti ci si ammala con una forte incidenza di patologie oncologiche, leucemie, e malattie respiratorie. Da un lato la puzza stagionale del fiume Sarno, dall’altro il sito di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti della Helios, oramai identificato dagli scafatesi (forse erroneamente) come discarica. Scenari che associati alle pessime condizioni dei canali del Sarno, quali il San Tommaso, il Marna, il Bottaro, lo Sguazzatoio hanno creato condizioni ideali per il proliferare di grossi ratti, insetti e pure serpenti. E questo in ogni dove, che sia il centro o in periferia. A fare da cassa di risonanza anche la rete, che tramite social network tiene viva l’attenzione, favorendo lo scambio di informazioni e impressioni. Appena pochi giorni fa circa un centinaio di scafatesi si sono ritrovati in un parcheggio antistante un centro commerciale, riuniti dal comune desiderio di risposte, o meglio, soluzioni. L’obiettivo è una manifestazione di protesta pacifica fuori ai cancelli della Helios, data stimata: 16 settembre. Una situazione che rischia di degenerare, l’ha capito Pasquale Aliberti, così come ha capito che minimizzare o divagare è inutile. A via Galileo Ferraris e Contrada Cappelle, nei pressi dell’opificio, è oramai impossibile vivere. Sono già due gli esposti presentati alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. “Da Sindaco di questa Città e sempre dalla parte dei cittadini quando si tratta di questioni ambientali, in questi mesi ho fatto le mie verifiche sulle questioni e i miei solleciti di intervento a chi di competenza – interviene Pasquale Aliberti –  Pertanto, ritengo opportuno incontrare lunedì 12 settembre alle ore 17 nella mia stanza al Comune una rappresentanza dei cittadini di Cappella, dei comitati e dei movimenti alla presenza dei Dirigenti responsabili per competenza dell’Ente, per chiarire la vicenda dal punto di vista tecnico al fine di spiegare quanto fino ad oggi è stato fatto e quali le azioni che competono e quindi da richiedere ancora a tutti gli altri enti sovra comunali. Sarà anche l’occasione, inoltre, per informare i cittadini, dopo aver interloquito con Arcadis, sull’inizio dei lavori al Collettore Sub 1 al Canale San Tommaso. E’ giusto che la gente abbia su questi temi le idee chiare e non si lasci strumentalizzare dagli uni o dagli altri”. Con ogni probabilità il primo cittadino ribadirà di non poter far nulla quanto in suo potere per contrastare il disagio, specificando, ancora una volta, che le competenze dell’ente locale sono di natura esclusivamente urbanistica e che la Helios insiste e resiste in virtù di autorizzazioni sovra comunali. Oltre a sollecitare gli organi competenti, null’altro è in facoltà del Comune.

I POTERI DEL SINDACO

1-alibertiSecondo il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) l’art. 50, comma 5, il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica. Per adottare le presenti ordinanze non è neppure necessario che si verifichino concretamente dei danni, essendo sufficiente che si verifichino circostanze dalle quali possano essere provocati gravi danni per la salute pubblica. In particolare sono state ritenute legittime le ordinanze adottate al fine di disporre la chiusura di uno stabilimento industriale causa dell’inquinamento delle acque o dell’aria. Ed è tutto qui il nocciolo della questione, una italica questione di interpretazione delle norme. La puzza che certamente emana il sito della Helios, è senza dubbio intollerabile e asfissiante, ma può essere definita come “pericolosa per la salute” tale da suscitare le condizioni di una emergenza sanitaria e costringere il sindaco all’ordinanza di chiusura, così come in passato è avvenuto per l’ex cartiera Papiro Sud in via Trieste? Difficile a dirsi, considerato che i tecnici di Palazzo Mayer hanno già rimbalzato la questione agli organi istituzionali preposti alle verifiche e controlli, che di contro hanno invece concesso ogni autorizzazione necessaria. Eppure, è vero che la Helios (con la quale, ricordiamo, il sindaco ha fin dal 2005 un rapporto di lavoro privato) tecnicamente è in regola con le necessarie autorizzazioni, concesse per competenza dalla Regione Campania, ma è vero anche che questa prescrive espressamente: “i rifiuti dovranno essere trattati e recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente ed in particolare: senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora; senza causare inconvenienti da rumori o da odori; senza danneggiare il paesaggio”. Essendo la struttura in area Pip, le norme di attuazione prescrivono inoltre: “Nell’area dovranno essere localizzati tutti gli impianti e le attività […] purchè non nocive e pericolose ai sensi della classificazione contenuta nelle leggi vigenti: […]. E’ facoltà dell’amministrazione comunale di escludere dalla zona industriale quelle attività che per le loro speciali caratteristiche costituiscono un problema per la salute pubblica”. Riassumendo: a chi tocca decidere?

L’OPPOSIZIONE INSISTE: DISCUTERE IN CONSIGLIO COMUNALE

2- opposizione“Apprezziamo che, dopo le tante sollecitazioni provenienti da più parti, il sindaco voglia affrontare finalmente l’emergenza ambientale che riguarda tanti cittadini scafatesi, i residenti di Cappelle in particolare – la replica del Pd –  Ma proprio per evitare ”strumentalizzazioni da una parte e dall’altra”, come Aliberti stesso sostiene, riteniamo che la discussione e le soluzioni immediatamente praticabili vadano discusse pubblicamente in Consiglio Comunale perché è lì e in contraddittorio con le opposizioni che si affrontano i temi di interesse della città, non certo nella sua  stanza a Palazzo Mayer”. Il Pd, all’unisono anche con Fdi e il Pdl del presidente del consiglio comunale Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, hanno già chiesto un consiglio monotematico sulla vicenda. “Ci aspettiamo quindi che, in maniera serena, il sindaco accolga la nostra sollecitazione evitando incontri cui lui possa fare il suo solito monologo”. E da Fdi non è distante anche l’opinione di Mario Santocchio: “questo tema dev’essere discusso in consiglio comunale e vanno adottati atti concreti per risolvere la problematica. Aliberti ancora una volta gioca a confondere le acque, basta con le parole vogliamo atti concreti. La problematica della societa Helios va affrontata in Consiglio Comunale”.




Scafati. Helios, scontro Grimaldi-Casciello. I pareri dei dirigenti comunali e gli atti di Agroinvest

Di Adriano Falanga

Sulla Helios è scontro tra il consigliere Pd Michele Grimaldi e il collega di maggioranza Mimmo Casciello. Il primo accusa l’altro di aver permesso, o quanto meno soprasseduto, quando, sedendo nel cda Agroinvest fu stipulata la convenzione che avrebbe immesso la società che stocca e lavora rifiuti urbani nell’area Pip. Era l’estate del 2015, in pieno passaggio di “consegne” al vertice, dopo che Enzo De Luca, neogovernatore della Regione Campania, aveva voluto Agroinvest trasformata in società con amministratore unico, ruolo assegnato a Felice Ianniello. Ed è proprio quest’ultimo a relazionare circa i rapporti tra la Helios (ex Igiene Urbana) con l’area pip. L’opificio insiste in zona industriale, avendo acquistato l’immobile di un’ex industria conserviera nel 2011, anno in cui l’Igiene Urbana avviò le attività. Lo stesso anno l’azienda fece richiesta di assegnazione lotti in area pip, adiacente la zona industriale. Nel 2014 la domanda di assegnazione fu volturata alla società AM Tecnology, con la Helios srl e la AM Ambiente parte di un unico gruppo facente capo ad un’unica proprietà. Soltanto il 5 agosto 2015 l’Agenzia per lo Sviluppo del Territorio (ex Agroinvest), assegnava alla AM Tecnology porzioni di terreno nell’ambito dell’area pip per una superficie totale di quasi 10 mila mq. La Convenzione fu stipulata dal vice presidente dell’Agenzia Guido Calenda e dal rappresentante legale della AM Tecnology Boccia Rolando.

1-casciello“La società Igiene Urbana e la Helios insistono in quell’area, da molti anni prima che io ricoprissi la carica di consigliere comunale. Ciò in virtù di una conferenza dei servizi, necessaria per lo svolgimento di questo genere di attività delle autorizzazioni sovra comunali – si difende Casciello oggi – Per quanto riguarda invece, l’assegnazione del lotto alla società A.M. Tecnology, la convenzione e’stata stipulata nel periodo nel quale non ricoprivo alcun ruolo all’ interno della partecipata AgroInvest. Avevo infatti, raccolto l’invito del Presidente della Provincia di rassegnare le dimissioni, in favore di un amministratore unico di estrazione del PD. Lo stesso amministratore unico della Società  Agroinvest che rilasciò l’immissione in possesso all’impresa A.M Tecnology nel mese di dicembre. Non è screditando gli altri che si acquisisce  splendore”. Convenzione sottoscritta ad Agosto e immissione in possesso a Dicembre. Qual è la differenza? “Quando compri una casa, e fai la firma dinanzi al notaio, la responsabilità e’ di chi vidima l’atto o di chi consegna le chiavi? In ogni caso Casciello punta a distogliere l’attenzione dai due punti focali – replica Michele Grimaldi –  l’immissione in possesso riguarda un nuovo lotto, che nulla c’entra con l’attività della Helios di questi anni ne con i miasmi che subiamo. Anziché discutere delle responsabilità di altri, il sindaco può emettere ordinanza per bloccare attività per rischi evidenti per la salute pubblica. Perché non lo fa? Senza dimenticare che mancano atti e riscontri rispetto a temi fondamentali: Il comune di Scafati alle conferenza dei servizi che ha detto? La mole di camion che arriva, in assenza di adeguato parcheggio, segnala un lavoro dell’azienda che va oltre i volumi concessi o esistono altri tipi di autorizzazioni a noi tenuti nascosti?” conclude il consigliere democratico.

I PARERI, I DOCUMENTI E GLI SCARICHI NEL SARNO

1-helios4“Quella zona di Scafati non ha scarichi industriali. Dove scarica la Helios? D’altronde l’attività della Helios è in contraddizione con le norme attuative del Pip (articolo 5)” ripete ancora Michele Grimaldi, e l’articolo 5 è anche citato in un’interrogazione comunale dai consiglieri di opposizione di Fdi e del Pdl. Nel dettaglio, questi recita: “Nel presente PIP dovranno essere localizzati tutti gli impianti e le attività […] purchè non nocive e pericolose ai sensi della classificazione contenuta nelle leggi vigenti”. E le norme, si sa, vengono si applicate, ma anche interpretate. Secondo l’ing. Michele Russo però, dirigente a capo dell’area Pip, l’articolo 5 sopra citato in realtà non prevede espressi divieti di insediabilità di specifiche attività. “Viene stabilito – scrive Russo in risposta all’interrogazione di Grimaldi – il rispetto di una condizione di carattere generale ambientale circa la non nocività, in non inquinamento, e la mancanza di pericoli per la salute pubblica”.

1-heliosSecondo il parere del dirigente di palazzo Mayer le valutazioni ambientali preventive fatte in fase di rilascio autorizzazione alla Igiene Urbana, non avrebbero quindi evidenziato tali condizioni di nocività, inquinamento, e pericolosità che le norme di attuazione del Pip ne impedirebbero l’esistenza. Quindi, se l’azienda opera, è chiaro che non inquina. Secondo quanto concesso dalla Regione. Una simile interpretazione è fornita anche dall’ing. Nicola Fienga, a capo del settore Urbanistica, che aggiunge: “l’impianto ha avuto il parere favorevole di compatibilità ambientale della commissione regionale V.i.a. Il parere favorevole della Asl di competenza, esplicitato per silenzio assenso nelle conferenze di servizio tenutesi in Regione Campania, il parere igienico sanitario favorevole avuto dalla Asl preventivo e propedeutico al rilascio del permesso a costruire del 2011”. Insomma, che la Helios non inquini lo dicono gli “altri”. Evidentemente la puzza è si fastidiosa, ma non inquinante. Per quanto riguarda le acque di scarico della Helios, Fienga attesta che queste, dopo depurazione, sono convogliate nel canale Fosso del Mulino, dietro autorizzazione del Consorzio di Bonifica. Ergo, finiscono nel fiume Sarno.




Scafati. Aliberti ammette: “Si, lavoro con l’Igiene Urbana”. Il dossier Helios

Di Adriano Falanga

“Si, l’ho già detto anche agli inquirenti, ho rapporti professionali con l’Igiene Urbana fin dal 2005”. Pasquale Aliberti chiarisce la sua posizione professionale con l’azienda che ha aperto il sito di stoccaggio in via Ferraris, cedendolo poi alla Helios spa, comunque legata ad unico gruppo in cui esiste anche la Am Tecnology. Durante lo spazio televisivo istituzionale finanziato dal piano della Comunicazione di Palazzo Mayer sull’emittente Lira Tv, il primo cittadino risponde al giornalista che gli rivolge una serie di domande prendendo spunto dalla cronaca politico istituzionale degli ultimi giorni. Tra queste la domanda posta dall’opposizione, inerente eventuali rapporti professionali che il primo cittadino, e la sua famiglia, avrebbe con la società finita al centro di aspre polemiche per la forte puzza di spazzatura che il sito di lavorazione sprigiona. “Un sindaco dovrà vivere le pare? Abbiamo una società che svolge visite mediche del lavoro da anni e fin dal 2005, ben tre anni prima che fossi eletto sindaco nel 2008, tra i nostri clienti vi è l’Igiene Urbana, che lavora con il Comune di Scafati o la sua partecipata Acse ancor prima della mia amministrazione e attualmente si occupa dello spazzamento. Un servizio avuto tramite gara ad evidenza pubblica” specifica Aliberti. “Prima che facessi il sindaco avevo rapporti professionali con tre aziende dell’area industriale, da quando sono stato eletto i rapporti sono sempre quelli. Dovevamo preoccuparci se avessi incrementato il parco clienti, cosa che non ho mai fatto. Non ho mai chiesto a nessuno, da sindaco, di rivolgersi alla nostra società per le visite mediche”. Aspetti importanti, che Aliberti ammette di aver già chiarito all’antimafia, che lo accusa, assieme al fratello Nello e alla moglie consigliere regionale Monica Paolino (tutti sono stati certamente soci alla 626 Service, poi chiusa nel 2012) di aver creato un sistema finalizzato al voto di scambio politico mafioso, anche attraverso il sistema delle visite del lavoro con aziende poi beneficiarie di appalti pubblici con l’Ente amministrato.

1-heliosSi difende il primo cittadino dalla accuse di essere particolarmente “morbido” con la Helios, che sta rendendo la vita impossibile ai residenti di Cappelle, Mariconda e del centro, grazie alla forte e persistente puzza di spazzatura. Al sindaco viene chiesto pugno di ferro, e soprattutto è accusato di aver agevolato nel rilascio delle autorizzazioni quel tipo di attività, in area pip, grazie ai rapporti professionali ad oggi in essere. “Questo tipo di attività rientra nelle autorizzazioni rilasciate dalla Regione Campania. Non dal Consiglio Regionale (dove siede la Paolino, ndr) ma dai suoi uffici. Il Comune siede nella conferenza dei Servizi per rispondere unicamente in materia urbanistica. Noi in questa sede abbiamo detto che la Helios insiste in area industriale, tutto il resto compete ad altri organi istituzionali”. Vero in parte, perché per il rilascio delle autorizzazioni la Regione è tenuta a sentire anche il Comune, e dal 2011 ad oggi, nonostante molteplice richieste di ampliamento attività, palazzo Mayer non ha mai presentato opposizione. “Sulla puzza ho scritto al Noe, alla Asl e a tutti gli altri enti preposti, per verificare l’attività della Helios”. Fratelli D’Italia, con Pasquale Coppola e Pasquale Vitiello, hanno chiesto una commissione d’accesso sulla Helios, viene ricordato al sindaco, che ribatte: “Facciamo le cose che sono di competenza del Comune – poi tira in ballo Grimaldi, autore di diverse interrogazioni sul tema – lui che lavora in Regione può sollevare li la questione. Il Comune non ha competenza”. Il primo cittadino nega anche che le norme di attuazione del Pip definiscano quali tipo di attività si possono svolgere nell’area. Insomma, l’unica voce del Comune è solo inerente la materia urbanistica. E siccome l’opificio ricade in area industriale, per l’ente locale non ci sono stati problemi. La struttura fu rilevata dall’Igiene Urbana dal vecchio proprietario, guarda caso familiare dell’ex presidente Acse Eduardo D’Angolo, dedito all’industria conserviera. Dai pomodori alla spazzatura.

“CONFLITTO D’INTERESSE? E L’OPPOSIZIONE?”

“Facciamo visite del lavoro ad operai che lavorano in aziende private, non certo per il Comune” chiarisce Aliberti, che cita altre situazioni a suo dire simili, relativamente ad esponenti della minoranza. “Piuttosto trovo incompatibile che un medico legale, consigliere comunale, faccia una richiesta di risarcimento danni di 50 mila euro al Comune, per un cliente che è caduto in unbuca”. Molto probabilmente, il medico legale è Cristoforo Salvati, capogruppo di Fdi. “Oppure – aggiunge il primo cittadino – quell’avvocato Pd che fa causa per una società contro Agroinvest e il Comune di Scafati, perché il Pip non è partito, oppure ancora, un altro consigliere comunale che prima accusa sui palchi l’Acse sulla vicenda Overline e poi difende una delle persone coinvolte (tutti prosciolti, ndr) chiedendo una parcella di 50 mila euro”. E’ il caso di Marco Cucurachi, che ha difeso l’ing. Antonio Sicignano, assieme al collega Paride Annunziata. Un importo poi decurtato di circa 16 mila euro a seguito di accordo con l’Acse.

GRIMALDI REPLICA: Aliberti mente.

2-michele-grimaldi“Sulla “Helios” le domande che Aliberti pone sono le stesse che noi abbiamo posto con le nostre interrogazioni. Ma anche qui, il Sindaco fa finta di essere un passante, un flaneur che passeggia per le strade della città: ma dimentica che in qualità di primo cittadino e di principale e prima autorità sanitaria locale, come sancito dal TUEL, potrebbe emanare provvedimenti urgenti per tutelare la salute ed il decoro della nostra città. Perché non lo fa?”. Insiste Michele Grimaldi, consigliere del Pd. Secondo l’esponente di centrosinistra Aliberti ha pieno potere (come del resto è già capitato con la ex Papiro Sud) di prendere provvedimenti, anche concreti, per frenare il profondo disagio, abbinato a seri rischi per la salute pubblica, che le attività della Helios comportano. “E soprattutto, perché continua a mentire, soprattutto rispetto a quello previsto dal PIP? Infatti le norme di attuazione del PIP all’articolo 5 stabiliscono che “Nel presente PIP dovranno essere localizzati tutti gli impianti e le attività […] purchè non nocive e pericolose ai sensi della classificazione contenuta nelle leggi vigenti: […]. E’ facoltà dell’amministrazione comunale di escludere dalla zona industriale quelle attività che per le loro speciali caratteristiche costituiscono un problema per la salute pubblica”. Di cosa ciancia quindi il Sindaco? Singolare coincidenza, d’altronde, che una società come le “Helios” che si occupa di rifiuti abbia rilevato il manufatto industriale nel quale oggi insiste, proprio dalla famiglia di quello che poi sarebbe divenuto il Presidente del CDA della società comunale chiamata a gestire i rifiuti, l’Acse appunto”. L’opificio infatti fu rilevato dall’Igiene Urbana dalla Clar srl, rappresentata da Carmine D’Angolo, che vi svolgeva attività di trasformazione ortofrutticola. Secondo l’ing. Michele Russo però, dirigente a capo dell’area Pip, l’articolo 5 sopra citato in realtà non prevede espressi divieti di insediabilità di specifiche attività. “Viene stabilito – scrive Russo in risposta all’interrogazione di Grimaldi – il rispetto di una condizione di carattere generale ambientale circa la non nocività, in non inquinamento, e la mancanza di pericoli per la salute pubblica”. Secondo il parere del dirigente di palazzo Mayer le valutazioni ambientali preventive fatte in fase di rilascio autorizzazione alla Igiene Urbana, non avrebbero quindi evidenziato tali condizioni di nocività, inquinamento, e pericolosità che le norme di attuazione del Pip ne impedirebbero l’esistenza.

I VIGILI URBANI: RILEVATE IRREGOLARITA’

Vigili urbani

Non sempre la Helios è uscita immune dai controlli effettuati dalla Polizia Municipale, anzi. Secondo una relazione del responsabile Ambiente Vittorio Minneci e del comandante dei caschi bianchi Alfredo D’Ambruoso, più volte ci sono stati controlli presso l ‘opificio. In seguito a controlli fatti dal 18 al 26 giugno 2014, su espressa richiesta dei residenti di via Ferraris, la Polizia Municipale ha accertato la presenza di esalazioni moleste, relazionando all’ufficio Ambiente, che ha provveduto a diffidare l’impresa. Un nuovo sopralluogo è stato fatto dai vigili, congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato e a tecnici dell’Arpac, il 9 novembre 2015. In tale sede pure sono state riscontrate diverse anomalie. L’ufficio Ambiente emetteva quindi delle prescrizioni, mentre il Corpo Forestale emetteva notizia di reato alla Procura di Nocera Inferiore. Il 13 aprile di quest’anno gli stessi uffici ritornavano alla Helios per accertare il rispetto di quanto prescritto, riscontrando solo una parziale ottemperanza. La società in data 7 giugno ha comunicato l’ottemperanza di tutte le prescrizioni, ma dell’esito delle verifiche ad oggi ancora non si è a conoscenza, da qui la sollecitazione alla Regione Campania di relazionare al più presto sull’esito delle opportune verifiche, ancora non pervenute. Ciononostante, il 20 luglio la Polizia Municipale ha varcato ancora una volta i cancelli della Helios, emettendo un nuovo verbale a suo carico avendo riscontrato la mancata chiusura della porta a tenuta stagna durante la movimentazione dell’organico causando l’emissione di esalazioni maleodoranti, causa principale delle proteste dei residenti. Il dato che emerge è uno: la Helios produce puzza. Adesso bisognerà capire se questa è nociva o meno per la salute. Di fatto c’è che rende la vita impossibile. Vivere chiusi in casa non è da paese civile.




Scafati. Scarichi anomali in via Ferraris, è allarme ambientale

Di Adriano Falanga

Scarichi anomali in via Galileo Ferraris, area Pip. Da un tombino ostruito fuoriesce dell’acqua che finisce in un vicino canale di irrigazione. Essendo giornata di sole, la cosa è apparsa molto strana agli attivisti di Scafati in Movimento, anche perché nel tombino sono stati rinvenuti materiali molto simili a rifiuti compressi o triturati, tipo polistirolo e plastica. Ed essendo questo adiacente lo stabilimento della Helios srl, nascono le perplessità. “Sabato scorso durante uno dei nostri consueti giri settimanali a salvaguardia della nostra città ci siamo imbattuti in una situazione insolita – raccontano gli attivisti – giunti nei pressi del sito di stoccaggio della Helios abbiamo notato che dell'acqua fuoriusciva da due tombini. L'acqua usciva copiosa e ciò era molto strano, considerata la giornata piena di sole. Ci siamo guardati attorno e abbiamo notato che in un terreno di fronte si intravedeva una conduttura che scaricava in un canale denominato Fosso del mulino, in terreni di competenza del Consorzio di Bonifica”. Lo stesso canale, come i tanti in zona, che raccogliendo acqua piovana defluisce poi nel canale Marna, attraversando campi coltivati.

1-helios“Nei pressi del canale abbiamo notato che c'era un tombino, scoperchiatolo, ci siamo trovati una scena preoccupante, abbiamo scoperto la presenza di materiali in plastica, pezzi di polistirolo, materiali triturati, tappi. Tutti rifiuti che poco hanno da vedere con gli scarichi civili”.  Secondo gli attivisti, un contadino residente in zona avrebbe spiegato loro che il tombino sarebbe uno scolo per l’acqua piovana in gran parte di provenienza dal sito della Helios “o AM Tecnology” la puntualizzazione. La stranezza, secondo i grillini, sta nella presenza del materiale presente in esso, e che finisce nel canale vicino, defluendo, alla fine del suo percorso, nel fiume Sarno. “Probabilmente tutta quell’acqua, mista a quei sedimenti, potrebbe anche essere conseguenza del lavaggio dei piazzali della Helios, considerato che non pioveva quel giorno, anzi”. E per scongiurare l’eventuale presenza di percolato o altri materiali pericolosi per la salute e per l’ambiente, gli attivisti di Scafati in Movimento hanno intenzione di approfondire. “Abbiamo deciso che in settimana ci recheremo al Consorzio di Bonifica per segnalare la necessità di un controllo allo scarico, informeremo poi anche l'Arpac e tutti gli enti preposti ai dovuti controlli, amministrazione comunale compresa, affinché sia sgomberato ogni dubbio su ciò che finisce in quello scarico, a sua volta a rischio di finire a contatto con i campi coltivati adiacenti”.

I GUAI GIUDIZIARI E L'INCHIESTA

1-helios3Poco meno di un mese fa Il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Roma, coadiuvato dal Noe di Napoli, nonché dai Comandi Provinciali Carabinieri capitolino e partenopeo, ha eseguito cinque ordinanze di arresti domiciliari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone ritenute responsabili dei reati di frode nelle pubbliche forniture, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Tra gli arrestati anche Daniele Manfuso e Andrea Abagnale, entrambi soci e gestori di fatto delle imprese L'Igiene Urbana S.r.l. e Helios S.r.l aventi sede legale a Scafati. Gli investigatori hanno documentato operazioni illegali di miscelazione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi, che finivano poi per essere trattati nello stabilimento della Helios a Scafati. Sono decine i comuni che vengono a scaricare i loro rifiuti in via Ferraris e spesso la situazione è stata molto tesa “nell'eterna lotta” tra residenti e azienda. Anche l’Acse attualmente ha in essere un rapporto di lavoro con la Helios per la selezione e pressatura di carta e cartoni, con scadenza al 31 agosto 2017, per un costo di quasi 22 mila euro. Dal sito della Helios, si legge che l’attività di questa azienda è il recupero e trattamento rifiuti: Selezione, cernita e riduzione volumetrica di carta/cartone, vetro, legno, plastica, materiale tessile, materiale ferroso e non ferroso; Selezione di frazioni recuperabili da rifiuti ingombranti o rifiuti speciali generici misti; Stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi, destinati ad attività di recupero o smaltimento. La stessa azienda è tra i finanziatori del “Taxi amico” donato al Comune di Scafati per un progetto di solidarietà partito sabato scorso, per l’accompagnamento di persone con disabilità che ne avessero necessità. (G.P)

E IL M5S ATTACCA ANCHE IL PD: "PERCHE' SULLA HELIOS TACE?"

1-helios2Il M5S incalza sulla questione Helios, e dopo aver lanciato l’allarme per la possibilità che possa ampliare la sua attività, oggi denuncia anche scarichi anomali che finiscono nel canale di irrigazione vicino. Un fazzoletto di terra a forte rischio ambientale quello al confine con Sant’Antonio Abate, in contrada Cappella. Il canale San Tommaso e il Marna sono letteralmente due fogne a cielo aperto, costantemente maleodoranti e palesemente inquinati. Non solo, l’area ospita anche il depuratore e più volte è stata improvvisata come discarica abusiva da incivili, che non hanno esitato a lasciare rifiuti anche pericolosi, dandogli poi fuoco. A questo, ci si mette il deposito della Helios, che stando alle lamentale dei residenti, contribuisce a rendere l’aria irrespirabile. “A Scafati ormai la politica fa il classico gioco del non vedo non sento non parlo e in questo caso anche non sapevo. Sulla questione Helios oltre al silenzio del Sindaco, non riusciamo a capire perché anche il Partito Democratico resti in silenzio”. Puntano l’indice gli attivisti di Scafati in Movimento: “Il diritto e la sicurezza per la salute dovrebbero essere le priorità di tutti gli attori della vita pubblica. L'azienda Helios si amplia e nessuno del PD batte ciglio e questo ci dà da pensare – incalzano i grillini – L'area PIP diventa una mega discarica dove ovviamente è a buon ragione nessun imprenditore vorrà investire per la presenza di un sito di stoccaggio che si amplia sempre di più. Il silenzio del Partito Democratico, che tanto dice di battersi per la legalità, per la trasparenza, per la salute dei cittadini e una ripresa del Pip, sembra una palese presa in giro”. Vogliono vederci chiaro i pentastellati: “Quali gli interessi, quali i motivi del silenzio? Distrazione? Sicuri di sbagliarci attendiamo che batti un colpo sul rischio che Scafati diventi la pattumiera della Campania”. (A.F.)

 

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