Scafati. Affittopoli edilizia popolare, l’interrogazione del Pd

Di Adriano Falanga

Edilizia residenziale pubblica, un altro tema spinoso che questo giornale segue da tempo, dopo lo scandalo “affittopoli” che ha comportato una revisione dei canoni di locazione delle case popolari, oltre a sollevare parecchie anomalie sulla graduatoria in corso, che tiene di fatto fuori nuclei familiari bisognosi di un tetto, più di alcuni attuali beneficiari. La questione è seguita dal consigliere comunale del Pd Michele Grimaldi (in foto), che ha prodotto un’interrogazione. “Molti dubbi, poca chiarezza, sulla gestione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica da parte del Comune di Scafati – scrive il piddino – e mi riferisco sia agli alloggi di proprietà della provincia, che quelli comunali”. Grimaldi pone una serie di quesiti direttamente al sindaco Pasquale Aliberti: “Quante richieste di regolarizzazione sono pervenute? Quale è la graduatoria di assegnazione attualmente vigente? Come si tutela il diritto alla casa degli aventi diritto? Perché con una delibera di giunta sono stati sospesi i procedimento di sgombero, considerato che anche una nuova graduatoria non andrebbe a sanare le occupazioni abusive?” Un elenco di quesiti che in parte abbiamo già posto al neo assessore al Patrimonio Antonio Fogliame, neanche un mese fa. Sappiamo che l’Ufficio Patrimonio ha aggiornato i canoni di locazione, ma non è dato conoscere il dettaglio degli immobili di riferimento in quanto il sito del Comune non è ancora aggiornato, restando fermo al 2014. Sono noti però solo i totali di incasso mensili: Per il biennio 2014/15 palazzo Mayer ha incassato 4.029 euro con 50 immobili, mentre nel biennio 2016/17 sono previsti 5.913 euro su 46 immobili. “I nuovi canoni sono stati calcolati con le modalità di cui alla Legge Regionale 19/97, pertanto il Comune non ha discrezionalità nel determinare un fitto diverso” spiegava Antonio Fogliame a Cronache. Gli aggiornamenti vengono fatti biennalmente come la normativa prevede, secondo le dichiarazioni reddituali dei beneficiari. “Tutte le dichiarazioni degli occupanti sono regolarmente accertate – specifica Fogliame – il canone è determinato in riferimento alla situazione reddituale di ogni famiglia”.

1-grimaldiAttenzione particolare merita però l’attuale graduatoria degli aventi diritto, ferma addirittura al 2003. “Per le graduatorie di assegnazione degli alloggi popolari il Comune ha pubblicato l’ultimo bando nel 2009 – aggiunge ancora l’assessore Fogliame – le relative domande dopo l’istruttoria sono state trasmesse alla Commissione Provinciale Assegnazione Alloggi di Salerno, la quale ne sta predisponendo la graduatoria provvisoria”. Tempi lunghi a quanto pare, che rischiano di tenere fuori nuclei familiari magari più bisognosi di chi ancora occupa l’immobile. “Più volte questo Comune ha chiesto di velocizzare la procedura” chiosa l’assessore al Patrimonio. Nel febbraio 2015 la Giunta comunale diede mandato all’ufficio Patrimonio di sollecitare l’ufficio provinciale, e di procedere ad una ricognizione finalizzata alla verifica del permanere del diritto di assegnazione e della regolarità del versamento dei canoni. Già dal settembre 2014 l’ufficio Avvocatura era stato impegnato per il recupero dei crediti e inoltre ci sono circa trecento domande che attendono ancora di essere inserite nella graduatoria definitiva. Nonostante si ritiene la graduatoria vigente non più rappresentativa dello stato di bisogno attuale, la Giunta nell’agosto 2015 deliberò di sospendere ogni azione legale nel frattempo che la Commissione Provinciale assegnazione alloggi di Salerno trasmetta la graduatoria definitiva. Sapere chi occupa l’immobile, e chi eventualmente è moroso, non è possibile. Palazzo Mayer si trincera dietro la tutela della Privacy, e potrebbe essere pure giusto, se non fosse che la stessa tutela non è però garantita a chi beneficia di altri servizi sociali, quali il pacco alimentare o i buoni libro.




Beffa per i docenti precari: spuntano le cattedre a Salerno

di Andrea Pellegrino

«Ogni anno la stessa storia». Gli insegnanti precari l’avevano annunciato e puntualmente si è verificato: stamattina l’ufficio scolastico provvederà ad assegnare le nuove cattedre agli insegnanti di sostegno e come gli anni addietro saranno tutte sedi appetibili e vicine. «Tutto come previsto – affermano – noi con più punti stiamo ai confini della Regione. Gli altri più indietro nella graduatoria avranno una sede vicino casa». Chi tardi arriva meglio alloggia, insomma. Sostanzialmente già un mese fa circa i primi assegnatari avevano pronosticato: «Tra non molto usciranno le cattedre a Salerno». E, come per magia, le cattedre sono arrivate e stamattina, dalle ore 12,30, saranno assegnate. «Naturalmente – affermano gli insegnanti di sostegno precari agguerriti – non ci sarà nessuna rimescolazione. Ormai chi ha scelto non ha più diritto, nonostante un punteggio superiore rispetto ai colleghi che sceglieranno ora». «Chissà come mai accade ogni anno così», afferma la professoressa Alessandra Zafarana, «Quel che è strano è che le cattedre a Salerno o zone limitrofe escono sempre in seconda convocazione». Ed infatti oggi da assegnare ci saranno cattedre (o spezzoni) a Salerno, Cava de’ Tirreni e Nocera Inferiore. Nulla a che vedere con Vallo della Lucania, dove insegna la professoressa Zafarana o a Laurino dove è stata assegnata la professoressa Maria Sagario. «A Lecce – spiega Alessandra Zafarana – c’è un accordo: si riconvoca tutti e si decide. Qui no. Ogni anno è la stessa storia. Qualche dubbio sorge e per noi davvero vale il detto: oltre il danno la beffa. La vita da precario non è certo una bella cosa, poi davanti a tutto ciò penso che si leda un diritto fondamentale al lavoro. A questo punto mi chiedo: è giusto ed opportuno accumulare punteggio? Se vale il principio: meno punti si hanno più si ha la possibilità di avere cattedre vicino casa, meglio non accumulare punteggio. Ecco vogliamo che l’ufficio scolastico chiarisca questo e chiarisca i criteri della graduatoria. Così non ha senso». Nulla in contrario rispetto alle nuove convocazioni, affermano in molti ma «i criteri devono essere giusti». «Lo scorso anno a Montesano sulla Marcellana ora a Laurino – racconta Maria Sagario – la rabbia è tanta soprattutto se mi accorgo che ora d’improvviso sono chi si trova in una posizione più in bassa in graduatoria oggi sceglie una scuola molto più vicina. Questo non è giusto. Io impiego un’ora e dieci per arrivare a scuola, oltre al costo della benzina. Tutto questo perché la graduatoria non segue un criterio logico e neppure le convocazioni seguono una logica: ciò ci offende come persone e come insegnanti». Dal sindacato nessuna reazione, seppur sollecitato come racconta l’insegnante Mastroroberti, oggi in sevizio a Sala Consilina: «I sindacati ci hanno risposto che è tutto in regola. Di questo non avevamo dubbi ma il metodo non ci sta bene; occorre una riconvocazione generale quando si verifica ciò. C’è una graduatoria certa allora si segua quel criterio: chi ha più punteggio ha diritto alla scelta di una cattedra più vicino a casa sua. Tutto qui». Stamattina – annunciano – saranno al Provveditorato per sollevare nuovamente il caso.