Stabilità, soldi per l’aeroporto

Il consiglio regionale della Campania ha approvato la Legge di stabilita’ per il 2018. I votanti sono stati 37: favorevoli 30, contrari 7 aula. Questi i punti fondamentali. Una seduta caratterizzata dall’abbandono dell’aula da parte del centrodestra. In primis il taglio dei vitalizi a scalare per gli ex consiglieri regionali per il triennio 2018-2020. Sul primo punto, si prevedono tre scaglioni: si parte da quello fino a mille euro dove gli assegni rimangono pieni: oltre i mille e fino ai 1.500 si prevede un taglio del 6 per cento che aumenta al 9 per lo scaglione oltre i 1.500 euro e fino ai 3.500; per i livelli superiori la decurtazione e’ del 12 per cento. Misura, questa, prevista anche per assessori che abbiamo maturato il vitalizio pur non essendo mai stati eletti nell’assemblea. Le risorse risparmiate incrementeranno gli stanziamenti per le politiche sociali e la famiglia. Un altro articolo prevede anche la dismissione delle partecipazioni regionali non superiori al 20 per cento in societa’, enti e fondazioni. Inoltre, non saranno esigibili tributi regionali di importo non superiore ai 30 euro per i quali non si procedera’ ne’ ad accertamenti ne’ ad iscrizioni a ruolo. Previsto uno stanziamento di 27milioni per gli abbonamenti gratuiti agli studenti per l’anno 2018 e 15milioni all’anno per il 2019 e il 2020. Ancora sono state previsti 2 milioni e 800 mila per la ricapitalizzazione dell’aeroporto di Pontecagnano Salerno; la proroga del piano casa al 31 dicembre 2019 e dei termini assegnati ai Comuni per concludere l’esame delle istanze giacenti di sanatoria edilizia al 31 dicembre 2018. Le sponsorizzazioni sono un altro elemento caratterizzante della Legge di stabilita’. La Regione potra’ cercare sponsor per arrivare all’acquisizione a titolo gratuito di servizi e prestazioni. Altro punto e’ quello riguardante la lotta all’evasione della tassa automobilistica: saranno messe in piedi attività per arrivare ai veicoli gravati da fermo amministrativo e alle targhe delle auto per le quali non risultano effettuati pagamenti nei tre anni precedenti l’entrata in vigore della Legge di stabilita’. Confermato, sul fronte delle politiche sociali, lo stanziamento di 500mila euro annui per le famiglie di cittadini affetti da autismo. “C’e’ un abisso tra maggioranza e opposizione – ha detto il governatore Vincenzo De Luca nell’intervento finale -. I Cinque Stelle si erano preparati per la propaganda, abbiamo approvato cose per famiglie, lavoratori, sviluppo e ambiente. Dai grillini e’ arrivato solo un elenco di titoli e quando governano non sanno nemmeno innaffiare un albero di Natale. L’Istat ha certificato che la crescita del Pil campano e’ primo in Italia. Grazie a tutti”. Via libera anche al bilancio di previsione finanziario per il triennio 2018-2020




«Piano rifiuti regionale inadeguato»

Erika Noschese

«Un piano rifiuti regionale inadeguato, non adatto a risolvere il problema in Campania». Parla così Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, criticando il piano messo a punto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Caldoro annuncia di aver fatto tre diverse segnalazioni agli organi istituzionali europei, il Parlamento, la Commissione e la Corte dei Conti in Lussemburgo. «Anche Europa e il Governo – ha affermato – ritengono il piano inadeguato e non sufficiente, c’è la necessità di tornare al nostro piano, quello che l’Europa aveva promosso. Ad ora, con il piano regionale, ci guadagnano solo le ditte che trasportano i rifiuti fuori regione». Sul tema dei rifiuti, Caldoro ha ricordato che, stando a quanto previsto dal piano, le gare per gli impianti di compostaggio, sarebbero dovute partire a gennaio 2017 ma al termine di questo anno non ci sono ancora le gare. «De Luca ha provato a convincere i sindaci del Casertano per impianti sui loro territori – ha sottolineato – e li ha portati in un impianto di Salerno evidenziando che non c’erano problemi e che l’aria era buona. Quell’impianto è chiuso da 8 mesi, non funziona. L’impianto è fermo dal 2016 e non produce nulla di ciò che dovrebbe – ha sottolineato – il rifiuto che viene portato lì, non è quello che dovrebbe entrare in quell’impianto». Caldoro è duro anche con la decisione di Palazzo Santa Lucia di aver individuato alcuni territori per la realizzazione di impianti scelti “come fossero pattumiere”. «Saremo accanto ai cittadini e agli amministratori che vorranno opporsi – ha fatto sapere – speriamo che il sindaco di Giugliano si ravveda», ha dichiarato il capo dell’opposizione. Dello stesso avviso anche Giovanni Romano, responsabile del settore Ambiente per Forza Italia che, a proposito del mezzo punto in più di raccolta differenziata, ha dichiarato: «Il fallimento del piano rifiuti di De Luca è tutto nei numeri: non serve a nulla dire che è stato guadagnato mezzo punto in più di raccolta differenziata. Il fallimento del piano dimostra di essere incongruente rispetto ai fabbisogni della regione, rispetto agli obiettivi previsti. Le società provinciali di rifiuti sono gravate da 600milioni di debiti a cui si aggiungo i problemi dei Comuni nella riscossione della tassa. Ad oggi la Campania ha il più alto costo per la gestione del ciclo dei rifiuti». Romano, assessore regionale all’Ambiente nella Giunta Caldoro, ha ricordato la procedura di infrazione per i rifiuti e la multa comminata dall’Europa. «Oggi paghiamo 120mila euro al giorno – ha sottolineato – ed è dimezzata rispetto ai 240mila euro iniziali perché, con un lungo lavoro, abbiamo dimostrato all’Europa che il nostro piano stava dando i suoi frutti, ma ora rischiamo che si torni all’ammontare precedente, con valore retroattivo». «Non si sa più niente della riduzione dei rifiuti – ha concluso – quando siamo andati via, avevamo lasciato un piano, finanziato con 30milioni di euro che derivavano da meccanismi di premialità. Ora non si sa più niente».




Stabilizzazioni, “Ci voleva il concorso”

di Andrea Pellegrino

E’ approdata alla Corte dei Conti di Roma la vicenda relativa alle nove stabilizzazioni della giunta De Luca nel 2008. In primo grado i magistrati contabili avevano condannato tutti al pagamento di 66mila euro ciascuno. Ora, ad inizio novembre a Roma, la difesa ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati nel mentre il pm ha ribadito l’illegittimità della procedura con il conseguente danno erariale che, però, dovrebbe essere riformulato. In primo grado il danno è stato accertato in 596 mila euro. In sede di indagine e anche di sequestro cautelare la somma ipotizzata dalla Procura era di 851mila euro. Non si esclude che ora possa essere applicata una riduzione ulteriore in considerazione dell’effettivo lavoro svolto dai nove dipendenti stabilizzati. La pronuncia dovrebbe esserci nelle prossime settimane. Così in primo grado. Ad essere condannati al pagamento di 66mila euro circa ciascuno sono stati l’attuale vicesindaco Eva Avossa (difesa dagli avvocati Ivana e Ruggiero Musio), l’ex assessore Gerardo Calabrese, l’assessore Domenico De Maio, l’ex assessore Luciano Conforti, l’ex assessore Augusto De Pascale, gli attuali consiglieri regionali (ex assessori) Franco Picarone e Luca Cascone (assistito dall’avvocato Marcello Fortunato) e gli ex dirigenti comunali Gennaro Caliendo e Giuseppe Ientile. Assolti, invece, gli ex dirigenti comunali Carmelo Della Greca e Luigi Criscuolo. Quest’ultimo ha assunto il ruolo di direttore del settore personale solo a far data dal 31 dicembre 2010, non partecipando alla procedura contestata. Il procedimento parte da una denuncia dell’ex consigliere comunale Fausto Morrone che aveva contestato alla procura della Corte dei Conti la delibera numero 813 della giunta municipale di Salerno (l’allora sindaco Vincenzo De Luca era assente alla seduta) con la quale si trasformava il rapporto di lavoro di undici, poi nove, collaboratori. Si tratta di Corrado Marino, Gaetana Pinto, Marcello Sansone, Carla Gatto, Teresa Verzola, Pasquale Di Feo, Ruggiero Petrella, Anna Fiore e Rosaria Lo Iudice. Tutti successivamente licenziati. Alcuni degli “stabilizzati” infatti erano collaboratori esterni anche non alle dirette dipendenze del Comune. Come alcuni che sono risultati essere all’interno dell’equipe dell’architetto Bohigas (a sua volta consulente esterno del Comune, incaricato per la redazione del Prg) o in “servizio” presso il teatro comunale Verdi. Per la Corte dei Conti la delibera di giunta numero 813, «non è stato un mero atto di indirizzo per l’attivazione di generiche procedure selettive finalizzate alla stabilizzazione di precari ma è stato proprio l’atto deliberativo che ha funto da presupposto determinante ai fini dell’assunzione dei lavoratori». La procura contabile aveva eccepito inoltre che «la delibera di Giunta non ha previsto alcune procedura comparative, quindi in palese violazione dei principi concorrenziali alla base delle selezioni del personale nella Pubblica Amministrazione». Quindi – proseguono i giudici contabili – «si è trattato di grave ed inescusabile colpa dell’amministrazione comunale quella di spacciare per rapporti di lavoro subordinato le collaborazioni con la Pubblica Amministrazione, al fine di consentire la stabilizzazione».