Illegittimi i sei milioni che la Regione ha pagato a Cstp e Buonotourist

Gli oltre sei milioni di euro che la Regione Campania ha pagato agli operatori privati Consorzio salernitano trasporti pubblici spa (Cstp) e Buonotourist srl su imposizione del Consiglio di Stato sono da considerare aiuti illegittimi, e come tali vanno recuperati. Lo ha stabilito il Tribunale dell’Unione europea, che ha rigettato integralmente i ricorsi presentati dalle due società che tra la metà degli anni Novanta e il 2002 hanno gestito i servizi di trasporto pubblico locale sulla base di concessioni regionali. Nel 2012 Cstp e Buonotourist avevano ottenuto che il Consiglio di Stato imponesse alla Regione di corrispondere loro rispettivamente 4,9 e 1,1 milioni di euro come compensazione integrativa per gli svantaggi economici subiti a causa della presunta imposizione di obblighi di servizio pubblico. Nel 2015 la Commissione Europea aveva però ritenuto tali cifre degli aiuti di Stato illegali, che quindi andavano recuperati. Da qui il ricorso delle due società davanti al Tribunale dell’Unione, che nei giorni scorsi è stato rigettato integralmente. Cstp e Buonotourist possono ora impugnare la sentenza davanti alla Corte Ue, ma solo limitatamente a questioni di diritto. Il problema, adesso, è capire chi deve accollarsi il pagamento per conto del Cstp, dal momento che la società ha chiuso i battenti e lasciato il posto a Busitalia. Del caso si stanno occupando gli uffici della Regione Campania e della Provincia di Salerno con quest’ultima che ha trasmetto gli atti dal Comune di Salerno per le opportune considerazioni. La questione sarà probabilmente sottoposta proprio all’attenzione delle autorità europee al fine di capire, con loro, in che modo vadano recuperati i soldi finiti al Cstp. “Per il momento deve pagare la Regione – ci dicono da Palazzo Santa Lucia – successivamente si vedrà come regolare la questione a livello locale”. ma il timore è che il buco in bilancio debba tenerselo la Regione. “In ogni caso lo stesso Governo – spiega ancora un dirigente regionale interpellato da Cronache – è stato messo al corrente della vicenda perché questa materia va regolata una volta e per sempre al fine di evitare che qualsiasi procedimento si trascini avanti nel tempo con una Spada di Damocle sul capo”.




«Piano rifiuti regionale inadeguato»

Erika Noschese

«Un piano rifiuti regionale inadeguato, non adatto a risolvere il problema in Campania». Parla così Stefano Caldoro, capo dell’opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania, criticando il piano messo a punto dalla Giunta guidata da Vincenzo De Luca. Caldoro annuncia di aver fatto tre diverse segnalazioni agli organi istituzionali europei, il Parlamento, la Commissione e la Corte dei Conti in Lussemburgo. «Anche Europa e il Governo – ha affermato – ritengono il piano inadeguato e non sufficiente, c’è la necessità di tornare al nostro piano, quello che l’Europa aveva promosso. Ad ora, con il piano regionale, ci guadagnano solo le ditte che trasportano i rifiuti fuori regione». Sul tema dei rifiuti, Caldoro ha ricordato che, stando a quanto previsto dal piano, le gare per gli impianti di compostaggio, sarebbero dovute partire a gennaio 2017 ma al termine di questo anno non ci sono ancora le gare. «De Luca ha provato a convincere i sindaci del Casertano per impianti sui loro territori – ha sottolineato – e li ha portati in un impianto di Salerno evidenziando che non c’erano problemi e che l’aria era buona. Quell’impianto è chiuso da 8 mesi, non funziona. L’impianto è fermo dal 2016 e non produce nulla di ciò che dovrebbe – ha sottolineato – il rifiuto che viene portato lì, non è quello che dovrebbe entrare in quell’impianto». Caldoro è duro anche con la decisione di Palazzo Santa Lucia di aver individuato alcuni territori per la realizzazione di impianti scelti “come fossero pattumiere”. «Saremo accanto ai cittadini e agli amministratori che vorranno opporsi – ha fatto sapere – speriamo che il sindaco di Giugliano si ravveda», ha dichiarato il capo dell’opposizione. Dello stesso avviso anche Giovanni Romano, responsabile del settore Ambiente per Forza Italia che, a proposito del mezzo punto in più di raccolta differenziata, ha dichiarato: «Il fallimento del piano rifiuti di De Luca è tutto nei numeri: non serve a nulla dire che è stato guadagnato mezzo punto in più di raccolta differenziata. Il fallimento del piano dimostra di essere incongruente rispetto ai fabbisogni della regione, rispetto agli obiettivi previsti. Le società provinciali di rifiuti sono gravate da 600milioni di debiti a cui si aggiungo i problemi dei Comuni nella riscossione della tassa. Ad oggi la Campania ha il più alto costo per la gestione del ciclo dei rifiuti». Romano, assessore regionale all’Ambiente nella Giunta Caldoro, ha ricordato la procedura di infrazione per i rifiuti e la multa comminata dall’Europa. «Oggi paghiamo 120mila euro al giorno – ha sottolineato – ed è dimezzata rispetto ai 240mila euro iniziali perché, con un lungo lavoro, abbiamo dimostrato all’Europa che il nostro piano stava dando i suoi frutti, ma ora rischiamo che si torni all’ammontare precedente, con valore retroattivo». «Non si sa più niente della riduzione dei rifiuti – ha concluso – quando siamo andati via, avevamo lasciato un piano, finanziato con 30milioni di euro che derivavano da meccanismi di premialità. Ora non si sa più niente».




Torna in libertà Pasquale Sommese

Pasquale Sommese, ex assessore regionale della Giunta Caldoro, dopo mesi di detenzione lascia gli arresti domiciliari. I giudici, della prima sezione penale del Tribunale di Napoli, accogliendo la richiesta del legale di Sommese, ha disposto la libertà. Pasquale Sommese, ex assessore regionale della Giunta Caldoro e consigliere regionale in questa legislatura, era stato coinvolto nell’inchiesta su casi di corruzione per appalti pubblici ribattezzata ‘la Regina’ dal cognome del maggiore indagato dell’indagine. Il 15 marzo scorso Sommese è stato destinatario di una misura cautelare con altre 66 persone. Di- feso dai penalisti Romeo Del Giudice e Vincenzo Maiello, Sommese è imputato davanti alla prima sezione penale e deve decidere in merito ad alcune richieste di costituzione di parte civile, mentre dinanzi a un altro giudice si sta celebrando l’incidente probatorio nel corso del quale va avanti l’esame del reo confesso Antonello Sommese, cugino ed ex assistente dell’ex assessore regionale. Era il 15 marzo scorso quando la Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’ operazione La Regina, ha arrestato Pasquale Sommese ex assessore regionale al Turismo e ai Beni Culturali durante la giunta Campania e consigliere regionale in quota Area Popolare.