Cava de’ T. il vescovo: «“Fra’ Gigino chiede scusa»

Arcivescovo-Soricelli

Arcivescovo Soricelli

CAVA DE’ TIRRENI. «Fra Gigino chiede scusa per le parole adoperate e domanda comprensione e considerazione». Duro documento del vescovo della arcidiocesi Amalfi-Cava che è severamente intervenuto in quella che era iniziata come la “guerra dei fuochi” per la festa civile di ferragosto e poi si era trasformata in una telenovela. Protagonisti il rettore del santuario francescano padre Luigi Petrone, per tutti fra Gigino, e il sindaco della città Vincenzo Servalli e poi anche il clero cavese, accusato dal frate di avergli copiato i suoi programmi. Una telenovela fatta anche di interviste e discorsi durante l’omelia del frate francescano.
Ora, a porre un freno deciso, monsignor Orazio Soricelli che usa temi perentori, appena rientrato in sede, dopo l’esperienza con i seminaristi ad Acerno, e si è trovato ad affrontare un’ «incresciosa situazione che si è venuta a creare dopo le esternazioni ed interviste rilasciate da fra Gigino e che hanno coinvolto il Sindaco ed il Clero». In un documento della curia, il presule scrive: «Ho incontrato personalmente il Frate francescano e ho avuto modo di ascoltarlo e di ribadire alcune considerazioni che ritengo doveroso rendere pubbliche. Innanzitutto sottolineo che tra le istituzioni ecclesiali e quelle civili ci sono stati sempre rapporti di reciproco rispetto e collaborazione. Ho manifestato chiaramente il mio dissenso per certi interventi, espressioni ed atteggiamenti che non sono confacenti ad uomini di Chiesa». Il vescovo scrive inoltre: «Ho evidenziato (al frate, ndr) che non è corretto utilizzare il pulpito, luogo dell’annuncio della Parola di Dio, per affermazioni discutibili ed irriverenti verso persone o istituzioni». E poi monsignor Soricelli addirittura scrive: «Fra Gigino chiede scusa per le parole adoperate e domanda comprensione e considerazione. Mi riservo di promuovere, quanto prima, un incontro di chiarimento, tra il Sindaco ed il Religioso, per riprendere un cammino di concordia, di rispetto e di costruttiva collaborazione, in vista del bene comune». Ma il vescovo sottolinea ancora: «Ribadisco che gli spettacoli pirotecnici, se rendono più bella la festa, tuttavia, devono essere contenuti, sobri, ragionevoli, tali da non recare fastidio alle persone ed offendere i poveri. Infine invito tutti a tener presente che le feste religiose, istituite per celebrare i grandi avvenimenti della Storia della Salvezza, nonché le meraviglie operate dal Signore nei Santi e per promuovere, incrementare e manifestare la fede, non si riducano a manifestazioni culturali, folcloristiche e gastronomiche, disancorate da un’autentica adesione alla fede».
Monsignor Soricelli, dunque, ha invitato le parti ad un incontro chiarificatore che possa mettere finalmente fine alla vicenda che ha suscitato grande attenzione fra i cittadini cavesi. E mentre il sindaco di Cava Vincenzo Servalli potrebbe dirsi disposto ad affrontare l’incontro chiarificatore con fra’ Gigino pur rimanendo sulle sue posizioni, all’interno del convento continuano i preparativi in vista dei festeggiamenti di Maria Assunta in Cielo. Ulteriori risvolti potranno esserci nei prossimi giorni. Padre Emanuele Bochicchio, provinciale dei francescani, ha affermato di rispettare con deferenza la decisione del vescovo. A Le Cronache, il provinciale aveva dichiarato di non sapere nulla della diatriba tra Fra Gigino il sindaco Servalli e di avere fiducia nell’operato del suo frate.                                    Benito Vaccaro




Cava de’ Tirreni. Servalli isola Fra’ Gigino

CAVA DE’ TIRRENI. «Il Santuario Francescano ha bisogno di ritrovare serenità ed equilibrio». Continua il secondo round della guerra dei fuochi tra fra’ Gigino Petrone e la nuova amministrazione comunale targata Enzo Servalli. Dopo la sfuriata del frate francescano, rettore del convento dei frati minori, che, nel corso dell’omelia di celebrazione del Perdono D’Assisi, aveva invitato il sindaco di Cava a preoccuparsi delle condizioni della vicina struttura ospedaliera di Santa Maria Incoronata dell’Olmo, piuttosto che porre il veto sugli spettacoli pirotecnici, il primo cittadino cavese replica a fra’ Gigino e si schiera al fianco degli altri sacerdoti che rappresentano il clero cavese. «Voglio esprimere la mia piena solidarietà al clero cavese, a tutti i parroci, per le esternazioni del Priore del Convento di San Francesco, Padre Luigi Petrone, lanciate pubblicamente durante una omelia dal pulpito della chiesa. Ritengo deplorevole – ha chiarito Servalli con dure dichiarazioni- non le folkloristiche invettive che oramai quotidianamente spreca, anche durante le celebrazioni eucaristiche, sulla mia persona che si commentano da sole e che i miei concittadini hanno oramai già valutato, ma le accuse gratuite e volgari che ha rivolto a tutti i parroci cavesi che, secondo Padre Luigi Petrone, non avrebbero una grande qualità di cervello, in quanto copierebbero i programmi del convento. Mi rammarico e prego per Padre Luigi Petrone affinché ritrovi la serenità, l’equilibrio e l’umiltà che si convengono a chi svolge un così delicato ministero, a capo di un convento che da 500 anni ha sempre accolto nello spirito francescano quanti vi si recano». La telenovela è destinata a proseguire nei prossimi giorni, almeno fino agli ormai tanto attesi festeggiamenti in onore di ferragosto e sta stuzzicando la curiosità dei cittadini cavesi e i pellegrini che si recheranno nei prossimi giorni al santuario, che attendono nuovi colpi di scena sulla vicenda.Non è escluso un intervento del vescovo della diocesi Cava Amalfi, anche perché il tono dello scontro sta diventando davvero troppo alto. Una polemica che farà sicuramente registrare nuove prese di posizione delle parti in causa.
Benito Vaccaro