Gelmini: “La Campania non ha bisogno di showman, Caldoro garanzia di competenza”

Stefano Caldoro è garanzia di competenza, è garanzia di serietà  e di concretezza. Io credo che la Campania non abbia bisogno di uno showman, ma che abbia bisogno di qualcuno che prenda a cuore il suo destino, il suo futuro, e che sappia costruire buone politiche”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando al Giffoni Film Festival, a Giffoni Valle Piana (Salerno). “Stefano Caldoro è un uomo di esperienza, che ha fatto della competenza la sua cifra. Io sono in Campania oggi anche per presentare la lista di Forza Italia a Caserta e per sostenere il nostro candidato. Qui come in tutta Italia il centrodestra si presenta unito, mi auguro che Forza Italia e la nostra coalizione possano vincere questa importante sfida, nell’interesse dei cittadini campani che hanno diritto a più lavoro, a più infrastrutture, e a una regione efficiente e snella”.



Gubitosi: “Per il 2020 inviteremo Mattarella”

di Giovanna Naddeo

Non è un addio, ma un arrivederci alla prossima edizione. Anzi, si può dire che da ieri sera il cinquantenario sia già cominciato. Una nuova decade, un nuovo nome, nuove opportunità, ma la ricetta di base non cambia: azione, curiosità e tanta, tanta passione. Non a caso “Ciò che comincia qui migliora il mondo” ricorda patron Gubitosi durante la conferenza stampa di chiusura dell’edizione 2019, tenutasi nel pomeriggio di ieri presso la Multimedia Valley, insieme al presidente di “Giffoni Experience” Pietro Rinaldi e al sottosegretario ai beni culturali con delega al settore cinematografico, Lucia Borgonzoni. Ad aprire l’incontro, il racconto delle dieci giornate di festival vissute dai protagonisti, i giurati. “A Giffoni non contano lingua, religione, colore politico. A Giffoni si ha la libertà di poter essere, pensare e parlare liberamente” dichiara Giovanni Cioffi della sezione Masterclass Connect. “Qui ho avuto la possibilità di incontrare ministri e attori di alto livello. Un’esperienza a dir poco incredibile” continua Francesca Marra, giurata della categoria +13. E poi: “Qui a Giffoni le emozioni si susseguono senza alcun freno. Qui c’è la libertà di mostrarsi forti quanto fragili. Per non parlare della qualità dei film in concorso: ogni anno sono sempre più innovativi e ricercati”. Un commosso Gubitosi prende la parola e, dopo aver ringraziato i suoi “figli adottivi”, è tempo di bilanci. Bilanci umani, che guardano prima alle persone e poi ai numeri. “Oggi Giffoni (ieri, ndr) è un tripudio di abbracci, emozioni e lacrime condivise. In dieci giorni di festival abbiamo sfiorato le 350 mila presenze, un vero record. Qui a Giffoni si respira un senso di comunità imparagonabile: dai talent ai cantanti, dalla stampa agli ospiti istituzionali, tutti hanno tratto beneficio dalla nostra grande famiglia. Per questo motivo, guardiamo già alla prossima edizione”. GIFFONI 2020 Confermato il percorso riguardante le tematiche ambientali: dopo l’acqua (2018) e l’aria (2019), sarà la volta del pianeta, per un’edizione ricca di sorprese, la numero 50, in programma dal 16 al 25 luglio 2020. “Ci avvicineremo gradualmente al festival di luglio attraverso quattro tappe in giro per l’Italia, in particolar modo in Sicilia, Sardegna, Calabria e Veneto” annuncia Gubitosi, che aggiunge: “Ci stiamo già attivando per invitare il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A ottobre chiederemo al Quirinale di ricevere una delegazione di giurati: saranno loro in persona a invitarlo qui a Giffoni Valle Piana”. E poi: “Mi recherò in Europa per invitare il Presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, e la Commissione Ue”. Qualche indiscrezione sui talent c’è. “Vorremmo invitare alcuni ospiti delle passate edizioni come Roberto Benigni, Robert De Niro o Meryl Streep. Vedremo”. Eppure la grande novità Gubitosi la riserva alla fine: “Dopo dieci anni fantastici di “Experience”, è tempo di rinnovarsi: da stasera ci chiameremo “Giffoni Opportunity”. E’ tempo di opportunità”. Opportunità per i giovani, priorità assoluta per il papà del festival. “Tra settembre e ottobre gli uffici nella cittadella del cinema saranno a disposizione di 20 giovani start up del territorio”. E poi l’annuncio: “Il nostro obiettivo è assumere 300 giovani entro il 2021”. Lavoro, ma anche formazione con due indirizzi di studio in collaborazione con Miur e MiBac. “Siamo al lavoro per aprire qui a Giffoni due percorsi di studio della Scuola Nazionale di Cinema, precisamente sceneggiatura e animazione” dichiara Borgonzoni. “Dal MiBac massima disponibilità a supportare il festival e le iniziative in programma per il cinquantesimo anniversario”.




L’appello di De Luca ai giovani: “Meno telefonini, più vita reale”

di Andrea Pellegrino

Stavolta ha mantenuto fede alla sua promessa ed è arrivato alla Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana. Vincenzo De Luca, il grande assente della scorsa edizione, stavolta ha fatto tappa al Giffoni Film Festival nel penultimo giorno dell’evento. Accolto dal patron Claudio Gubitosi e dal sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano, De Luca ha attraversato tutta la cittadella del cinema, stringendo mani e non sottraendosi neppure ai selfie con curiosi e fan. Uno scambio di battute veloci con Gabriel Zuchtriegel direttore (riconfermato) del parco archeologico di Paestum – che nel pomeriggio ha incontrato i giovani giurati del festival, poi le interviste, la visita alle sale del cinema, allo stand della Regione Campania e un omaggio alle forze dell’ordine, nel giorno più drammatico per i carabinieri. Per lui niente blu carpet riservato pochi minuti prima all’attrice Elena Sofia Ricci ma una sosta al bar della cittadella. “Meno telefonini più vita reale”, l’appello che lancia Vincenzo De Luca al Giffoni Film Festival. In mattinata aveva fatto tappa un’altra salernitana: la parlamentare azzurra Mara Carfagna; qualche giorno fa, invece, il vicepremier Luigi Di Maio. “Noi puntiamo sul lavoro – ha detto il governatore De Luca – e il concorso della Regione Campania è una speranza per i giovani che vogliono costruire un futuro solido in questa terra. Oggi la Campania è la regione più stimolante d’Italia sotto il profilo culturale e del sistema universitario. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per garantire un sistema di trasporto gratuito agli studenti, non c’è neppure in Lombardia”. E ribadisce ancora: “Il nostro piano lavoro, 10mila posti, è fatto in maniera corretta e trasparente”. E su Universiadi (recentemente conclusesi) e Giffoni, il governatore dice: “Offriamo l’immagine più bella della nostra Campania. Abbiamo, nel contempo, creato turismo, attratto persone. Giffoni è dentro questo filone ed è un luogo di incontro, di dialogo e di conoscenza e di pace”.

IN MATTINATA MARA CARFAGNA

La giornata è iniziata con la visita del vicepresidente della Camera dei Deputati Mara Carfagna che da Giffoni lancia anche un messaggio politico al Cav. “Il rilancio di Forza Italia parte da un rinnovamento assolutamente necessario. I numeri parlano chiaro: abbiamo perso troppi consensi negli ultimi tempi. Il popolo deve tornare a contare”. “Non possiamo chiudere gli occhi davanti alla realtà – dice Mara Carfagna – Abbiamo perso troppi consensi nell’ultimo periodo. Dobbiamo ristrutturare il partito coinvolgendo il nostro popolo. Per troppo tempo è stato tagliato fuori dall’elaborazione di scelte cruciali. Fa rabbia pensare come un partito che ha fatto la storia degli ultimi 25 anni parli soltanto di se stesso. Dobbiamo riprendere a parlare dei problemi degli italiani”. Quanto al Festival, la deputata salernitana dice: “Giffoni è una occasione di crescita che consente ai ragazzi di puntare sul proprio talento e che si basa sull’intuizione di un giovane, Claudio Gubitosi, un 18enne degli anni ’70 che ha deciso di rischiare e di scommettere su se stesso. E’ la conferma di come le buone idee abbiano bisogno delle persone giuste per realizzarsi, come accaduto qui. Giffoni oggi è un modello da esportare perché scommette sulla capacità di credere in se stessi, sulla voglia di valorizzare i giovani. A parole tutti dicono di volerlo fare, ma nella pratica pochi lo fanno e pochissimi lo sanno fare. E’ la conferma di come i ragazzi rispondano con entusiasmo di fronte a sfide concrete che raccolgono ed in moltissimi casi vincono. Non così con le promesse vuote da cui scappano. Come accade con la politica e con i partiti. La scarsa partecipazione alla vita politica è il fallimento di tutti”. Oggi l’ultima giornata del Festival con il consueto bilancio di Gubitosi. Poi la macchina partirà per l’edizione numero 50.




Di Maio sui navigator: “De Luca non faccia un dispetto”

di Giovanna Naddeo

«Non assumendo i navigator, De Luca rinuncia a circa 70 milioni di euro per la ristrutturazione dei centri per l’impiego. Dopo 20 anni di lamentele in Campania sul loro malfunzionamento, io sono il primo ministro del Lavoro che manda risorse e persone di rinforzo, e lui per una bega politica ferma tutto. Spero ci ripensi, altrimenti la Conferenza StatoRegioni dovrà prendere provvedimenti». Non risparmia attacchi al governatore De Luca il super ospite della quinta giornata del Giffoni Film Festival. Come promesso lo scorso anno a patron Gubitosi, Luigi Di Maio è tornato nella città picentina in qualità di ospite della 49esima edizione. Nella mattinata di ieri, il vicepremier ha raggiunto la cittadella del cinema, congratulandosi anche quest’anno con i padroni di casa per la capacità di rinnovamento della kermesse giovanile. «L’innovazione è fondamentale per rilanciare il sud. Il Giffoni è precursore perché qui sono state incubate delle start up innovative. Da settembre anche il Governo ci metterà un miliardo: abbiamo intenzione di finanziare un fondo mai esistito in Italia, un fondo per le start up che consentirà non più a tanti ragazzi di dover andare a Berlino, a Parigi o a Londra a farsi registrare e finanziare delle belle idee ma di restare qui e attrarre anche giovani francesi, tedeschi, americani in Italia che è il Paese più bello del mondo e il più creativo che ci sia in Europa». E a proposito del maxiconcorso della Regione Campania, dichiara: «Lo conosciamo il gioco delle tre carte ad un anno dalle elezioni ma io non ne faccio una questione politica: ho a cuore il destino di quei 500 ragazzi laureati che hanno vinto il concorso da navigator, così come ho a cuore il destino di centinaia di migliaia di campani che vorrebbero essere indirizzati dai centri per l’impiego. C’è un’emergenza occupazionale in Campania e De Luca non vuole i quasi 500 dipendenti che stiamo mandando per supportare i centri. E’ un’assurdità». C’è anche un momento per c o m – m e n – tare il c a s o Arata: « H o l e t t o un’intercettazione in cui si dice che il M5S rompe le scatole, ferma emendamenti che dovevano servire a fare business in combutta con i prestanome di Matteo Messia Denaro. Si parlava di piazzare sottosegretari nei Ministeri per provare ad arginare me e il Movimento. Siamo orgogliosi di avere nemici indagati per corruzione e siamo orgogliosi per aver bloccato gli emendamenti sull’eloico e sul biometano che dovevano servire a far fare business». Infine, il passaggio sull’autonomia differenziata. «L’autonomia si deve fare ma senza danneggiare le regioni del sud e senza togliere soldi, garantendo meccanismi di solidarietà che sono mancati in questi anni. Questo è un progetto organico e spero che ci possa essere un nuovo incontro con i governatori anche del sud. Un Paese sovrano è un Paese unito. Se ci si disgrega, viene meno la sovranità».




Gubitosi ringrazia il Ministro ma dimentica i 4 milioni di euro di De Luca

Brigida Vicinanza

Alla fine Claudio Gubitosi tira le somme del Giffoni Film Festival e come da un lato Vincenzo De Luca ha dato forfait, facendo sentire la sua assenza, dall’altro lato il “patron” dell’evento ha “snobbato” il governatore della Regione Campania. Che qualcosa sia andato storto, non è dato sapere ufficialmente, ma che l’assenza del presidente si sia fatta sentire soprattutto dopo aver finanziato la manifestazione con 4milioni e 400mila euro è risaputo ma tra i ringraziamenti finali la Regione non viene nominata mai. Ieri bilancio di fine festival all’interno della Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana con il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, al quale parte subito la richiesta da parte di Gubitosi di una legge di bilancio dello Stato in cui inserire proprio il festival così come avviene per il festival di Venezia. «Abbiamo fatto un lavoro immane in questi due anni, nel 2020 ci saranno i 50 anni del festival. Mi ha segnato molto questa edizione perché è quella in cui sto distruggendo per poter ricostruire – ha dichiarato il direttore – quella nella quale ho detto i “miti” non servono. Proprio perché ci avviamo ad un’età diversa invito tutti ad amare Giffoni guardandolo da un altro punto di vista. Non aspetterò più il 2020 per cambiare il nome di “experience” con “opportunity”, anzi cominceremo già dalla grafica nuova. Dato che abbiamo avuto un riconoscimento unico, per quello che facciamo qui può essere un centro della cultura a tutti gli effetti, e dunque chiedo al ministro: forse è arrivato il tempo che noi possiamo chiedere, dato che rappresentiamo una bella storia italiana, di avere la nostra legge di bilancio, domani che magari non avremo più il finanziamento e di trasferire sul bilancio dello Stato questa realtà come è per Venezia, quindi per chi verrà dopo di me io sono guerriero, ma sarebbe bello che l’Italia potesse segnare questa svolta e non dipendere più dal giudizio dell’uno o dell’altro, quindi metterci nella legge dello Stato». Poi dopo essere passato in rassegna agli ospiti che hanno calcato il tappeto “blu” per circa 9 giorni e che hanno segnato la 48esima edizione, Claudio Gubitosi passa ai ringraziamenti: «Ma devo ringraziare tutti, anche il Miur e Mibact, anche per i finanziamenti che Lei (riferendosi al ministro) ha dato al Miur per insegnare il cinema nelle scuole italiane – ha concluso – l’1% di questi finanziamenti siamo stati noi a sollecitarlo e abbiamo fatto un buon lavoro, quindi siamo pronti a partire nei prossimi anni a fare tanto lavoro nelle scuole d’Italia».

Il plauso del ministro Bonisoli: «Il festival è unico nel suo genere»

«Quando si parla di un festival che dura ormai da quasi cinquant’anni, e’ giusto che si rifletta anche sulla sua possibile istituzionalizzazione». A dichiararlo ieri è il ministro per i Beni e per le Attività Culturali Alberto Bonisoli, in occasione della giornata di chiusura del “Giffoni Film Festival”, giunto alla sua 48esima edizione. “Prenderemo in esame varie ipotesi. Certo è che il “Giffoni Film Festival” è un esempio di eccellenza, un festival non paragonabile con nessun altro festival del cinema, e che proprio per questo non ha bisogno di definizioni. E’ unico nel suo genere – ha dichiarato Bonisoli – per il festival di Giffoni sono stati spesi soldi pubblici, ma sono stati spesi bene, con ragionevole rispetto delle tempistiche e con l’approvazione da parte di chi di solito, quando viene nel Mezzogiorno per investire, parte da un fortissimo pregiudizio. Il “Giffoni Film Festival” è un successo per tutte queste cose, e perchè dura da decenni. In questo senso, l’intervento pubblico ha senso quando va a supplire alla mancanza di opportunità economiche da parte di privati». Il ministro Bonisoli, ha poi concluso: «Se viene realizzato qualcosa che ha vale e dura nel tempo, allora abbiamo fatto centro. L’uso intelligente di proposte culturali di eccellenza puo’ diventare una straordinaria “arma” diplomatica. Una volta la diplomazia si faceva con le cannoniere, oggi grazie a Dio quel periodo è finito, ci sono altre sfide a livello internazionale, e i rapporti di tipo culturale le condizionano. Le iniziative culturali fatte in altri Paesi del mondo, che vanno a raccontare cosa è l’Italia di oggi, rappresentano un’opportunità che dobbiamo sfruttare di più».

«La mia missione è quella di essere un produttore di felicità e benessere»

«Il mio mestiere e la mia missione è di essere produttore di felicità e benessere». Il direttore Claudio Gubitosi si lascia andare anche alle emozioni, facendo un primo bilancio di questo festival e non le nasconde, tra la voce piena di soddisfazione: «Il calore dei ragazzi, le lacrime, gli abbracci, tutta una serie di fattori che ho visto non verranno mai trasferiti in un “analytics”. Il senso del Giffoni Film Festival è quello di creare una grande aggregazione e comunità – ha sottolineato – e trasferire determinati valori ai ragazzi quali la trasparenza, fiducia, lealtà. È stata un’edizione di rottura che ha battuto molti schemi. Non abbiamo il tappeto rosso, non tagliamo nastri,non facciamo le solite cose, torniamo ad essere quelli che siamo sempre stati, diversi. Siamo un’idea di valori non saturi, in un’epoca in cui sembrano smarriti. Giffoni è un’idea di storie e contenuti, una grande famiglia. Quest’anno è stata una sfida, ho numerato sette festival in uno. Non è stato nemmeno necessario fare uno spot. Ho voluto questo momento anche per noi, abbiamo lavorato con brand e associazioni di ogni tipo, messo a contatto con i nostri ragazzi con numerose personalità del paese. Siamo i sesti al mondo tra quelli che sono i festival internazionali più amati. I dati che ci riguardano sono scandalosi per quanto grandi. Per molti Giffoni è una persona fisica, molti ci scrivono durante l’anno, Giffoni è una terra di mezzo tra intercettare ciò che amano i ragazzi e trasmetterglielo. Il bilancio sociale è fondamentale, qui molti arrivano e si riconoscono. Tutti i riconoscimenti ricevuti sono frutto del lavoro: portiamo centinaia di migliaia di ragazzi al cinema. Qui si potrebbe aprire una delle sedi della scuola internazionale di cinema. Abbiamo avuto 12000 auto al giorno, chiuderemo con 300mila persone in più, senza fare pubblicità, questa è stata la nostra sfida. Ho voluto questo momento per capire qual è il senso di Giffoni e qui sono arrivati tutti, un ritratto che ci soddisfa».




I rifiuti a Sardone “autorizzati” da Canfora

Brigida Vicinanza

L’ordinanza per smaltire i rifiuti a Sardone è stata firmata proprio dal presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora. A dichiararlo è proprio quest’ultimo che dopo l’emergenza rifiuti è dovuto correre ai ripari: «Ho fatto io l’ordinanza, in quanto non è possibile tenere i rifiuti in strada in quasi tutti i comuni della Provincia, soprattutto dopo il blocco dello Stir di Battipaglia, ma anche del guasto al termovalorizzatore di Acerra – ha dichiarato Canfora – ci tengo a precisare che i rifiuti fanno parte di quelli già trattati ovvero il tritovagliato, ma questa situazione permarrà fino a quando non saranno ripristinate le tre linee del termovalorizzatore ad Acerra». In merito alla questione però anche il consigliere provinciale delegato all’ambiente, Vincenzo Servalli non le manda a dire: «Stiamo vivendo un momento di grandissima difficoltà, un’emergenza che non è più un’emergenza perché oramai è una costante difficoltà che i comuni vivono per la gestione della propria parte del ciclo dei rifiuti. La difficoltà è quella di conferire i rifiuti, per quanto riguarda i nostri comuni che portano il seccoindifferenziato all’interno dello Stir di Battipaglia e noi abbiamo ogni mattina il dubbio di che cosa riusciamo a scaricare e quanto riusciamo a scaricare – ha sottolineato Servalli – con i camion che ci tornano dietro, con costi enormi che hanno il rischio di essere trasferiti sulle bollette dei cittadini. E quindi non ha più senso parlare di emergenza perché rappresenta l’ordinarietà, un’emergenza è un fenomeno che si verifica per un periodo e poi si risolve, noi viviamo permanentemente in uno stato di emergenza ed è diventato molto difficile andare avanti. Il trasferimento a Salerno adesso è una scelta obbligata rispetto alla quale dobbiamo fare tutti quanti con spirito di solidarietà uno sforzo per affrontare questa situazione e credo che noi avremo un’estate difficile». Ma dal Comune di Giffoni Valle Piana, adesso vogliono vederci chiaro. Tra chi sostiene che i rifiuti fanno parte della categoria del “secco” e chi sostiene che siano rifiuti “organici”, adesso è caos e polemica. Infatti proprio ieri, un’interrogazione urgente a firma del gruppo di “Giffoni Democratica” che interrogano il primo cittadino “per avere riscontro o smentita urgente di quanto asserito nell’articolo succitato – riportato su queste colonne – e, nello specifico, per conoscere tutti i dettagli della vicenda che investe l’interesse pubblico dell’intera comunità di Giffoni Valle Piana”. Infine proprio i consiglieri chiedono al sindaco di “attivarsi affinché l’impianto venga immediatamente chiuso e reso indisponibile all’accoglimento dei rifiuti per salvaguardare la salute dei cittadini di Giffoni”.

Giuliano: «Giffoni è una città pulita»

Se da un lato i rifiuti continuano ad arrivare a Sardone, da circa tre giorni, dall’altro lato il primo cittadino del comune picentino Antonio Giuliano prova a difendere la “sua” città: «Non c’è alcun rifiuto per strada a Giffoni e tantomeno nei pressi della cittadella del Cinema dove si sta svolgendo il festival. Lo stesso rifiuto organico che c’è qui è quello prodotto in tutte le città, anche a Salerno la situazione è uguale – ha sottolineato Giuliano – ma la città è pulita, non vi è nemmeno una carta in strada». Ma il primo cittadino forse prova a “bypassare” il problema, “criticato” anche dal gruppo del comune di Giffoni che ieri gli hanno indirizzato un’interrogazione a risposta urgente. Il problema c’è e probabilmente forse non è stato centrato.

Tra infinite attese e caldo rovente: l’inferno degli autisti davanti allo Stir di Marcello D’Ambrosio

Sono le 8:00 del mattino allo Stir di Battipaglia. “Stabilimento di Tritovagliatura e Imballaggio Rifiuti Ecoambiente Salerno” come si legge sul cartello all’ingresso dell’area. Il viale che porta all’ingresso dell’impianto è occupato da una colonna di oltre trenta mezzi, fermi. Su alcuni di essi è possibile leggere i nomi dei comuni di provenienza: città di Castellabate, città di Scafati, Metellia Servizi (Cava de’Tirreni). Gli autisti non sono a bordo dei mezzi. Alcuni camminano nervosamente avanti e indietro sul viale, altri sono fermi seduti sulle scale in prossimità del casello d’ingresso. Il cielo è limpido, ci sono 26°, la temperatura è in costante aumento e con il caldo l’odore dei rifiuti diventa sempre più forte. Ogni tanto viene chiamato dall’addetto il nome di un comune. È il turno del rispettivo compattatore. Il mezzo si avvicina al gabbiotto, dove viene effettuato un controllo, la consegna del “formulario”, e poi, come ci spiega uno degli autisti, va a posizionarsi sulla bilancia. Una volta rilevato il peso con il carico a bordo si può procedere con il conferimento. Effettuato il quale viene rilevato di nuovo il peso dell’automezzo “scarico”. Dopo questi passaggi si può rientrare. Ci avviciniamo ad un gruppo di autisti. Due di loro ci dicono di essere rispettivamente di Pagani e di Minori. Inizialmente sono un po’ diffidenti, poi si lasciano andare. All’impianto di Battipaglia, a cui si arriva da nord attraverso l’uscita Eboli della Salerno – Reggio Calabria e poi proseguendo per la zona industriale, conferiscono “tutti i comuni della provincia di Salerno e anche qualcuno del napoletano”. “Io sono qui dalle 6:00 di stamattina. Ogni giorno è così. Lo scarico inizia alle 6:00. I tempi di attesa per il conferimento non si conoscono, sono un punto interrogativo”. L’autista del comune di Minori cede. E’ giovane, sotto i trent’anni. “Siamo stremati. Sono fermo qui da due giorni. Non sappiamo da cosa dipende il tempo di attesa. Motivi che non conosciamo, ci adeguiamo a quello che ci dicono. Al momento dell’arrivo veniamo inseriti nella lista d’attesa e poi aspettiamo che ci chiamino. I compattatori restano fermi all’aperto anche per 48 ore. Ogni giorno ci sono notizie di roghi. A Minori il comune si è attrezzato con una pressa per superare il problema dell’attesa. Quando l’attesa è molto lunga ricorriamo ad una pressa a compattazione a terra che quando veniamo a scaricare viene riempita. Funge da stoccaggio temporaneo. Ma è una soluzione che va bene per i piccoli comuni, nelle città più grandi ce ne vorrebbero dieci, quindici. Non è una soluzione praticabile nelle grandi realtà. Con questa soluzione però aumentano i costi per i comuni, per le ditte, per gli enti, per gli utenti. Sono soldi bruciati. E noi facciamo questa vita, dieci, dodici ore di attesa al giorno per due o tre giorni. Non è bello. Il tempo massimo di attesa prima di conferire è arrivato anche a quarantotto ore. Io sono un operaio part time, dovrei lavorare cinque ore al giorno. E invece… Però mi viene consentito di recuperare, con giorni di ferie. Sono anni che ci sono questi problemi. Nel periodo estivo la situazione peggiora drasticamente, sono pochi i mesi dell’anno nei quali si riesce a scaricare in tempi ragionevoli. Ma anche nei mesi invernali ci vogliono dalle quattro alle sei ore. Dipende anche dal giorno della settimana. Ripeto, non si può andare avanti così. Perché alla fine quelli che rischiano con la propria vita siamo noi. Facciamo un mestiere già rischioso, poi fare dieci o dodici ore al giorno non è sopportabile. Stare sempre a contatto con i rifiuti, le mosche, le zanzare, respirare quest’aria. Nei camion non si può stare. C’è un punto ristoro per gli autisti, ma c’è solo qualche distributore, non c’è nemmeno un’area attrezzata per riposarsi. Come vedi oggi ci sono oltre trenta automezzi, per la maggior parte autocompattatori. L’emergenza c’è e non credo che si risolva facilmente”.

La Gesco è una società in liquidazione da 10 anni: ma continua ad operare con il liquidatore Morriello

E’ la società Gesco che gestisce il sito di trasferenza di Sardone. Una società in liquidazione da circa 10 anni ma che continua ad operare tranquillamente. Una delle stranezze: perchè si mette in liquidazione ma poi si continua come nulla fosse. Il commissario liquidatore è Vincenzo Morrillo, avvocato di San Gregorio Magno, indicato da Cirielli quando la Provincia era in mano al centrodestra. Inoltre c’è da considerare che la Gesco è una società formata dai 4 Consorzi di bacino che praticamente non essistono più. L’ultumo, quello di Salerno affidato all’avvocato Corona, da qualche giorno ha passato la mano a Salerno pulita.Quindi è inspiegabile questo stato di cose: forse la magistratura dovrebbe metterci le mani per capirne di più.




De Luca paga lo show a Di Maio

Brigida Vicinanza

Se Vincenzo De Luca, il Giffoni Film festival lo ha disertato, il suo “amico Luigino Di Maio” invece arriva puntuale e rispetta il programma stilato la mattina con gli organizzatori e con il patron Claudio Gubitosi. Una visita piacevole, con tanto di risposta alle domande dei cronisti presenti ma soprattutto l’incontro con i giovani della masterclass che ha suscitato l’interesse di grandi e piccoli. Sull’assenza di De Luca di martedì però non proferisce parola, anzi preferisce non rispondere proprio. La “stoccata” però la lancia in merito alle Universiadi 2019 in Campania. “Spero che la sfida delle Universiadi possa essere vinta perché è una grande occasione per il nostro territorio, ma deve esserci intesa tra le istituzioni – ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio che ha spiegato – come il Governo abbia “comunque responsabilizzato le istituzioni locali” alle quali è stato detto che “‘se vi mettete d’accordo, le Universiadi si fanno. Ma non si può scaricare sul Governo centrale i litigi che, invece, si fanno a livello locale. Con tutto il rispetto e il massimo della collaborazione”. Poi, ha ricordato che nel “Milleproroghe” è stata inserita una norma con la quale “abbiamo individuato come commissario il presidente dell’Agenzia delle Universiadi, adesso hanno tutti gli strumenti per poterle fare. E, speriamo che si le si facciano, perché sarebbe veramente assurdo che per una differenza di vedute tra enti locali ed enti territoriali, si perda tutto”. Infine, sul periodo di gestione affidato al Governo centrale, ha ricordato come la materia sia stata trattata in modo tale da “non entrare a gamba tesa sulle decisioni dei territori. Gli enti territoriali conoscono i territori e portano avanti questi dossier”. Ma tanti gli argomenti toccati dal Ministro del lavoro e dello sviluppo economico alla Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana, soprattutto tra i temi nazionali più “caldi” in queste ore, rispondendo anche al salernitano Vincenzo Boccia, presente martedì alla kermesse. “Io sto cercando di mettere a posto tutte le storture che ha fatto il Jobs Act. Poi, a Confindustria non piace. Evidentemente, non ha letto neanche la fine del decreto perché noi lo stiamo migliorando ancora”. Risponde così il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che martedì mostrato non poche perplessità sul decreto “Dignità’. Il vicepremier spiega poi che “stiamo dicendo che i contratti a tempo determinato li disincentiviamo, ma mettiamo centinaia di milioni di euro per dare gli incentivi agli imprenditori ad assumere a tempo indeterminato. Il mio obiettivo è fare in modo che, a un certo punto, un giovane che si è fatto 12 mesi, 24 mesi di precariato possa godere di un contratto a tempo indeterminato in modo tale da poter prospettare la vita con il proprio compagno, la propria compagna, di fare figli, di potersi sposare. Altrimenti è inutile continuare a dire che siamo l’ultimo Paese che fa figli in Europa. Lo siamo perché siamo il Paese più precario d’Europa”. E sul Jobs Act poi: “E’ stata una legge che ha fatto finire nell’angoscia e in una spirale di incertezze i giovani del nostro Paese”.




De Luca lascia Gubitosi in mutande

Brigida Vicinanza

Era atteso da tutti, con l’organizzazione al completo e il servizio d’ordine pronto a tenerlo sereno, come sempre. Ma di Vincenzo De Luca al Giffoni film festival è arrivato soltanto il suo staff al completo. Dal capo della comunicazione Paolo Russo, al capo del cerimoniale, fino al capo dell’ufficio di gabinetto Sergio De Felice. Dapprima il programma prevedeva una masterclass con i giovanissimi presenti alla kermesse alla cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana, subito dopo annullata per fare spazio soltanto ad un incontro intorno alle 18.30 con la stampa e con gli organizzatori del festival e poi il cambio di programma improvviso che ha fatto “arrabbiare” non poco Claudio Gubitosi, patron dell’evento. La 48esima edizione, inoltre, doveva essere inaugurata proprio da lui, ma nemmeno il primo giorno utile per tagliare il nastro il governatore della Regione Campania si è presentato. Al secondo appuntamento mancato, però, i dubbi non sono mancati ma soprattutto la richiesta di delucidazioni e motivazioni per la seconda assenza sul registro di De Luca senior. Doveva essere un incontro in “media res” per farsi perdonare l’assenza dell’inizio, ma che qualcosa non sarebbe andato per il verso giusto si leggeva dagli occhi preoccupati di Gubitosi già da un’ora prima dell’incontro previsto con il governatore. Dunque, nessuna domanda da parte dei giovani, nessuna domanda da parte dei giornalisti, De Luca non si presenta proprio. Eppure il presidente di Palazzo Santa Lucia, a quanto pare, era già in auto in direzione Giffoni Valle Piana. Cosa abbia costretto l’inversione di marcia ancora non è dato sapere, nonostante ufficialmente il presidente era rimasto bloccato a Napoli negli uffici regionali per alcuni adempimenti. Ufficiosamente però, un’uscita pubblica che “non s’ha da fare”. Il direttore Gubitosi però non ha nascosto la rabbia per il cambio di programma improvviso, cercando fino alla fine di convincere De Luca a palesarsi almeno per un saluto veloce. Ma senza alcun risultato, soltanto la promessa di “un’affacciata” al festival del cinema per ragazzi nel fine settimana o almeno per la chiusura dell’evento, prevista per sabato. Intanto oggi, chissà se il Ministro del lavoro, il suo “antagonista Luigino”, sarà presente a Giffoni. Sicuramente è previsto nell’agenda e nel programma di incontri quotidiano.




Luci,Verdi, Giffoni ed eventi: dalla Regione 8 milioni e 300mila euro

Brigida Vicinanza

La giunta regionale approva gli stanziamenti per il piano strategico “Cultura e beni culturali” e la programmazione del 2018. Una pioggia di finanziamenti al comune di Salerno, dove l’ex primo cittadino Vincenzo De Luca fa arrivare più di 8 milioni di euro per finanziare eventi culturali e non solo e che conferma il primato anche per i fondi ricevuti. A costare di più è il Giffoni FIlm festival 2018 che riceverà 4 milioni di euro dalla Regione Campania e che ricopre una voce a sè. Mentre per quanto rigurda le attività di spettacolo dal vivo nei teatri municipali, al teatro Verdi di Salerno spettano 1 milione e 500mila euro. E all’ultima voce della delibera di giunta approvata dagli assessori regionali e dal Governatore Vincenzo De Luca sulla “promozione dei beni culturali e progetti strategici regionali di valorizzazione dei beni culturali” c’è la kermesse natalizia di Luci d’Artista 2018/2019 che riceve risorse finanziarie per 2 milioni e 500mila euro. Ma ancora all’interno del “gruppo” di finanziamenti ci sono “Progetti ed eventi di promozione del turismo culturale nel Comune di Salerno” non ben identificati e soprattutto non specificati che avranno altri 300mila euro. Dunque a Palazzo di Città arriveranno più di 4 milioni di euro, di cui proprio 300mila euro di cui non si conoscono dettagli precisi e specifici. Facendo un confronto con i fondi destinati agli altri comuni infatti, quello dell’ex primo cittadino riceverà molto di più rispetto a tutti gli altri. Al Comune di Napoli infatti saranno destinati soltanto 450mila euro per progetti ed eventi (generici) in ambito culturale e per la promozione del turismo. E anche per quanto riguarda le somme stanziate per le attività di spettacolo all’interno dei teatri municipali, gli altri comuni della Campania riescono a “racimolare” ben poco rispetto al Verdi di Salerno. Al teatro Gesualdo di Avellino, al teatro Comunale di Caserta e al teatro Massimo di Benevento andranno infatti solo 250mila euro rispetto al milione e mezzo per il teatro salernitano. Dunque un totale di 12 milioni e 850 mila euro dalla Regione e per tutti i capoluoghi ma a prendere di più è Salerno con più di 8 milioni di euro. Avellino, Caserta, Napoli e Benevento dovranno dunque accontentarsi e “dividersi” i restanti 5 milioni di euro circa.




Gubitosi pronto a incontrare il disabile cacciato dal festival

Sarebbe pronto ad incontrare Pasqualino Esposito, il direttore del Giffoni Film Festival Claudio Gubitosi. In una lettera inviata al nostro quotidiano infatti ieri, il ragazzo di origine napoletane e affetto da una grave disabilità, avrebbe chiesto un incontro proprio al direttore del festival per chiedere alcune spiegazioni e delucidazioni riguardo al trattamento riservato durante le edizioni precedenti. “Un giorno di 3 anni fa mi presentai al Giffoni e gli organizzatori non mi fecero accedere in nessun area per poter fare le foto con gli attori, quindi dal 2014 non ci andai più. Ci sono tornato nel 2017 e sono stato trattato malissimo; ci sono stato male per- ché io amo questo festival, perché non posso avere un modo per fare qualche foto con gli artisti come negli anni passati? – aveva scritto Pasqualino Esposito – chiedo di avere un dialogo con il direttore Claudio Gubitosi per trovare una soluzione. Non è giusto che i giurati e i fan che stanno alle transenne hanno l’occasione di fare foto con le star e io non posso”. Ma nessun “caso eclatante” per il direttore del Giffoni Film Festival che si difende dichiarando di non aver mai “trattato nessuno malissimo, ma anzi, proprio noi che accogliamo tutti”. In ogni caso, Gubitosi sarebbe pronto a contattare il ragazzo napoletano, per avere ulteriori spiegazioni e per capire il problema. Inoltre, ha spiegato Gubitosi, probabilmente sarà stato solo un problema di tutela della sicurezza di tutti il non lasciare libero l’accesso al ragazzo per potersi avvicinare e fare le foto tanto attese da quest’ultimo. Si impegnerà dunque a verificare anche quest’ultimo punto, sperando di non creare polemiche inutili ma soprattutto sperando nella buona riuscita dell’evento anche quest’anno, evento dell’accoglienza e della partecipazione di tutti indistintamente.