Tozzi: «In Giappone e in California ci sarebbe stata solo un po’ di paura»

“Ormai abbiamo osservato che ogni 4 o 5 anni c’è un sisma che colpisce la dorsale appenninica. Il geologo Mario Tozzi che attacca la politica colpevole, a sette anni dalla terremoto dell’Aquila, non essere intervenuta sulla prevenzione di disastri sismici di questa portata. “L’Italia è un territorio geologicamente giovane e perciò subisce queste scosse strutturali di assestamento. Non stiamo dicendo che i terremoti sono prevedibili”, puntualizza Tozzi, “perché sappiamo che è una sciocchezza. Ma stupisce che in una zona sismica non si faccia quasi nulla per impedire che una scossa di magnitudo 6 possa addirittura far crollare un ospedale come è accaduto ad Amatrice”. Secondo il geologo le istituzioni non possono cavarsela dicendo che i paesini del Centro Italia crollano più facilmente perché lì le case di antica costruzione. “Gli antichi – spiega Tozzi – sapevano costruire bene e basta pensare che a Santo Stefano di Sessanio, vicino l’Aquila, era crollata soltanto la torre perché restaurata con cemento armato, mentre a Cerreto Sannita nel Beneventano quasi tutto era rimasto intatto dopo il terremoto dell’Irpinia: non fu un caso, era stato costruito bene”. “In Giappone e in California con una scossa simile a quella di Amatrice c’è soltanto un po’ di spavento ma non crolla nulla”, ribadisce Tozzi chiedendo che venga fatta quanto prima “una manutenzione antisismica di tutti gli edifici pubblici e privati”. Il geologo rimarca, infine, la necessità di cambiar passo, di smetterla di parlare di fatalismo e di, aumentare, invece, gli investimento contro il dissesto idrogeologico e per la prevenzione dei terremoti. “Siamo il paese europeo con numero record di frane e alluvioni, – conclude – siamo territorio sismico eppure per chi ci governa quando qualcosa succede è sempre una fatalità: bisognerebbe smetterla di pensare in questo modo e cominciare a ripensare seriamente al territorio”.




Viaggio interminabile? Ecco la soluzione

Driving Barista, un app ideata da Toyota e dall’operatore telefonico KDDI corporation in collaborazione con la catena di caffetterie Komeda,  che premia il guidatore.

Come funziona?

Cento chilometri al volante senza guardare lo smartphone, il premio? una tazza di caffè gratis.

Grazie al giroscopio dello smartphone, l’app riesce a percepire quando il cellulare è in piedi o è sdraiato con lo schermo rivolto verso il basso, mentre con il sensore gps è in grado di calcolare i chilometri percorsi. Una volta superato il traguardo dei primi 100 km, il guidatore otterrà un coupon per consumare (almeno fino al 31 ottobre)un caffè freddo o shakerato in uno delle decine di negozi Komeda presenti nel territorio. Se si prende in mano lo smartphone il contachilometri si azzera.

Il Giappone detiene il record di morti per incidenti stradali del Paese, 44.369 solo nell’ultimo anno, chissà se grazie a questa idea si potrà migliorare la situazione. Driving Barista funziona solo nel territorio di Aichi e grazie al giroscopio dello smartphone riesce a percepire quando il cellulare è in piedi o è sdraiato con lo schermo rivolto verso il basso, mentre con il sensore gps è in grado di calcolare i chilometri percorsi senza prendere in mano il dispositivo. Una volta superato il traguardo dei primi 100 km, il guidatore otterrà un coupon per consumare (almeno fino al 31 ottobre)un caffè freddo o shakerato in uno delle decine di negozi Komeda presenti nel territorio..

L’app è disponibile per IOS e Android.

di Letizia Giugliano