Scafati. Fondi Piu Europa, è scontro: “potevano adeguare le scuole”

Di Adriano Falanga

“Non si può sempre dire la prima cosa che passa per la testa e far credere che si tratti di verità. L’adeguamento sismico delle scuole (a Scafati e nelle città che hanno beneficiato del PIU EUROPA) era possibile con i fondi del programma PIU’ EUROPA”. Insiste il professor Russo, dopo che il primo cittadino ha specificato che la destinazione dei fondi Piu Europa erano vincolati alla sola riqualificazione urbana, non potendo essere destinati all’adeguamento antisismico degli immobili pubblici. Mancano due settimane all’inizio dell’anno scolastico e, sull’onda emozionale conseguente al sisma del centro Italia, tiene ancora banco la discussione sulla sicurezza degli edifici scolastici scolastici scafatesi. L’amministrazione guidata da Pasquale Aliberti ha investito, negli ultimi anni, circa 40 milioni di euro di fondi Piu Europa, destinati alla riqualificazione urbana. Soldi spesi in gran parte per la manutenzione stradale, e per nuove infrastrutture, tra cui diverse piazzette e il centro sociale di San Pietro. A sollevare la questione il professor Gianpiero Russo, docente di ingegneria geotecnica alla Federico II di Napoli. “I circa 15 milioni di euro del Piu’ Europa spesi per rifare asfalti e marciapiedi in giro sarebbero stati più che sufficienti per adeguare forse l’intero patrimonio edilizio scolastico scafatese. Queste sono scelte politiche però. E la politica che ci ha amministrato ha scelto diversamente” ha puntualizzato Russo. Non è mancata la replica del primo cittadino: “I fondi utilizzati fino ad oggi per le opere pubbliche erano destinati alla riqualificazione urbana così come prevedeva il PIU EUROPA.  Per la programmazione 2014-2020 potrebbe essere buona cosa prevedere nei bandi fondi che vadano in questa direzione”. Un botta e risposta non di poco conto, perché è vero che creare allarmismi è rischioso e strumentale, ma lo è anche fornire informazioni volutamente errate. A Scafati si è voluto semplicemente puntare ad altre opere, scelte legittime di chi amministra la città, e questa amministrazione non ha ritenuto opportuno investire nell’adeguamento antisismico delle scuole, nonostante uno studio commissionato dal Comune nel 2011 ha chiaramente evidenziato l’alta vulnerabilità di cinque plessi scolastici, come lo stesso Aliberti ha ammesso. Queste strutture sono l’istituto Tommaso Anardi, il plesso Tenente Iorio, le medie Samuele Falco di San Pietro, il plesso di Mariconda e un comparto del plesso di via Genova. Va detto anche che molte di queste strutture erano già presenti quando ci fu il terremoto nel 1980, senza subire importanti danni strutturali. “Il Piu Europa era vincolato” sbotta Aliberti, smentisce invece Russo, che sulla sua pagina Facebook pubblica uno stralcio delle linee guida regionali sulla destinazione di questi fondi. Tra le tipologie di intervento previste per il miglioramento delle condizioni di benessere dell’abitare in città vi è chiaramente indicato anche “l’adeguamento degli edifici alla normativa vigente per la sicurezza statica, sismica, anticendio”. Non era certamente una scelta obbligata da parte di Palazzo Mayer, ma sostenere il contrario appare pretestuoso. Polemizzano anche gli attivisti di Scafati in Movimento: “Il sindaco lo dica chiaramente che ha usato i fondi Piu Europa per costruire il consenso elettorale e far rieleggere la moglie Monica Paolino in Regione. Nessuno lo obbligava a dedicare parte di quei fondi alla sicurezza degli edifici pubblici. Del resto, anche la ristrutturazione di Palazzo Mayer è stata stralciata e i fondi destinati all’asfalto. Non vogliamo certo fare sciacallaggio politico sui morti del centro Italia, ma è purtroppo da vicende come queste che nascono certe riflessioni”. Secondo i penta stellati: “bisogna dirlo alla città che il Comune fin dal 2011 sapeva quali strutture avrebbero necessitato di importante manutenzione, ma ha trascurato lo studio che lo stesso ha commissionato per censire i propri edifici pubblici. Una cosa è non sapere, un’altra è sapere e far finta di niente, e peggio ancora, negare di averlo potuto fare”. Infine la stoccata: “del resto, che fine ha fatto questo studio? Perché non pubblicarlo, nel nome della trasparenza, sul sito del Comune? E perché i nomi degli edifici sono stati resi noti dalla stampa e non dal sindaco?”.




Scafati. Ambrunzo, Pd: “Libero di Pensare…ma resto nel Pd”

Di Adriano Falanga

“Sono e resto un uomo del Partito Democratico”. Così Michelangelo Ambrunzo, consigliere di lunga data del centrosinistra. Che Ambrunzo sia un libero pensatore è cosa nota, ma che potesse aderire ad un cartello politico di forza civiche, nel mentre è ancora ufficialmente iscritto al gruppo dei Democratici, ha destato perplessità in alcuni suoi colleghi di partito. Il 6 ottobre scorso un gruppo di forze civiche di area centrosinistra aveva infatti stilato un accordo programmatico, tra queste anche Ambrunzo dato quale portavoce dell’associazione Liberi di Pensare. Al cartello ha aderito anche Sostiene Scafati di Gianpiero Russo, il docente universitario che già dalle scorse amministrative era voluto candidato sindaco proprio dal consigliere comunale. La “coalizione” è sembrata come una fuga in avanti, un segnale al Partito Democratico come a dire: “ci siamo anche noi, nulla è ancora deciso” e soprattutto, nulla sarà deciso senza un aperto confronto con loro. “Vogliamo gettare le basi di un progetto che veda al centro il risveglio delle coscienze civiche mediante la costruzione di una proposta di sviluppo e di città che parta dal basso – hanno scritto le associazioni nel comunicato ufficiale – Ascoltare e recepire istanze, due elementi essenziali che vogliamo far nostri, interagendo in maniera orizzontale con quanti altri, singoli od associazioni, vorranno aggiungersi a noi ed essere protagonisti di un cambiamento troppe volte proclamato, ma troppo spesso disatteso”. Insomma, non tutto ruota attorno al solo Pd. Sostanzialmente è lo stesso che accade oggi nel centrodestra rispetto alle decisioni di Pasquale Aliberti. “L’associazione è rappresentata da mio fratello, non da me – chiarisce oggi Ambrunzo – nessuna coalizione elettorale, ma solo un momento di confronto e di dibattito, un laboratorio politico” ed esclude che lo stesso possa diventare un’alternativa elettorale al Pd. Una risorsa e non una sfida: “anche perché ogni incontro è stato e sarà aperto a tutti, anche al Pd, sempre invitato”. E per rafforzare quanto sostiene, sulla decadenza di Aliberti Ambrunzo dice di essere personalmente contrario, ma di rimettersi, ad ogni modo, alle decisioni del gruppo consiliare di cui fa parte. Sarà, ma ufficialmente dalla segreteria dei democratici si è preferito scegliere la strada del silenzio.




Scafati. Sim: “A Gianpiero Russo chiediamo cosa pensa del settore Pip”

Di Adriano Falanga

Lo scontro politico a Scafati non tocca solo le forze consiliari, ma si allarga anche fuori, tra i diversi protagonisti attivi fuori da Palazzo Mayer. Scafati in Movimento tira in ballo il professor Gianpiero Russo, già indicato nel 2013 come candidato sindaco da una fetta del Pd. Un impegno politico il suo mai assopito, sempre puntiglioso e attento alla vita amministrativa scafatese, qualcuno anche oggi lo vorrebbe alternativo a Pasquale Aliberti. “Di tanto in tanto nel panorama politico scafatese compaiono rispettabili professionisti che dall’alto delle loro competenze e con una non troppo velata saccenza sono sempre pronti a sentenziare e a proporre le proprie soluzioni sulle problematiche del nostro territorio – così gli attivisti dell’associazione legata al M5S – tale Giampiero Russo che bazzica con un piede a sinistra e nascondendosi con l’altro dietro il fittizio mondo della cosiddetta “società civile ” navigando su questa ambiguità fino al momento delle elezioni e provando nel frattempo a costruirsi un’identità politica ancora dubbia”. I grillini pongono una domanda a Russo, facendo leva sull’incarico del fratello Michele, dirigente dell’Unità di Gestione Pip. “Ci piacerebbe ad esempio sapere cosa pensa sul mancato finanziamento di ben 24 milioni per l’area industriale Pip su cui stranamente non si è  ancora pronunciato. Chiediamo dunque un parere politico per svelare fino in fondo queste carte che abbiamo portato alla luce e chiediamo se non sia davvero il caso di smantellare il settore di “Unità di gestione Pip” visto che a nostro parere diventerebbe del tutto inutile”.




Scafati. Aliberti “consulta di sinistra”, la replica “no, parole beffa dopo il danno”

Di Adriano Falanga

“La Consulta? E’ diventata un’associazione di sinistra” così Pasquale Aliberti, accusando l’organismo da lui stesso voluto di essere strumentalizzato da una certa parte politica. Il primo cittadino non ha risparmiato accuse di immobilismo nei riguardi di questa fetta di commercianti e artigiani. Si difende Patrizia Pesacane, presidente della Consulta, che sulla pagina ufficiale Facebook scrive: “il Sindaco ci chiama associazione e non mostra di aver capito che quando in Consiglio Comunale hanno deliberato la nascita della Consulta hanno creato un organismo istituzionale di raccordo tra l’amministrazione ed il mondo del commercio del quale fanno parte i singoli e le associazioni.  Sentir dire dal Sindaco che non si fa niente per il commercio e che ci deve pensare lui mettendo in campo 70 mila euro da destinare ad eventi per ravvivare le serate ed il commercio scafatese è strano e suona come una beffa dopo il danno. L’amministrazione Aliberti quest’anno ha votato un rincaro della tassa sui rifiuti che per i commercianti vale il 25% in più rispetto all’anno scorso. Tradotto in soldini significa secondo il nostro centro studi che una cifra compresa tra 800 mila euro ed 1 milione di euro sarà prelevata dalla tasca dei commercianti ad opera del Sindaco e della sua amministrazione”.

L’accusa “sinistrorsa” di Aliberti è dettata dal fatto che la Pesacane è moglie del professor Gianpiero Russo, da sempre fortemente critico nei suoi riguardi e considerato vicino al Pd locale. “Al sindaco non da fastidio una Consulta di “sinistra” come dice lui. Al sindaco da fastidio una Consulta che ragiona con la testa propria e che cerca di fare cose per il commercio come è possibile testimoniare con tante istanze protocollate che giacciono spesso senza risposta. Una Consulta che non si è piegata e che lotta per il rispetto delle regole. Tutto qua” conclude la Pesacane, che annuncia anche di aver avviato un confronto “si spera costruttivo” con il neo assessore Nicola Acanfora.




Scafati. Emergenza traffico. La Proposta di Russo

Di Adriano Falanga

C’era una volta la Scafati vuota a Luglio, quella “volta” che le ferie erano ancora chiamate “villeggiatura” e la città diventava vivibile e meno caotica. Quella “volta” è oramai lontana però, complice la crisi, Scafati non si svuota più e il caos che l’accompagna continua a regnare. In particolare il dito è puntato contro il traffico cittadino, che diventa estenuante e stressante oltremodo dal casello autostradale fino alla nuova fontana/rotonda su corso Nazionale. E così gli scafatesi si sono divisi in due categorie, quelli pro e quelli contro la nuova rotatoria. I primi addebitano le colpe agli automobilisti indisciplinati, sostenendo anche che la colpa prinicipale sia della rotatoria fuori al casello autostradale, di competenza del comune di Pompei: “è sicuramente quella più caricata, insieme alla doppia rotatoria di conseguenza il traffico si ripercuote su via Martiri D’Ungheria a Scafati” si legge in rete.

C’è chi poi ritiene la nuova rotonda voluta dall’amministrazione Aliberti causa accentuante i problemi di viabilità da sempre esistenti. Tra questi il professor Gianpiero Russo, docente alla Federico II°. Russo ha una sua proposta. “Per prima cosa andrebbe studiato un piano viario degno di questo nome da persone competenti – spiega il professore, nel 2013 tra i papabili sfidanti contro l’uscente sindaco Pasquale Aliberti – Lancio una sfida: mi farò promotore insieme a chi vorrà partecipare, privati, associazioni, e la Consulta del Commercio si è già dichiarata favorevole, di istituire borse di studio su concorso per laureati scafatesi in ingegneria che come elaborato di laurea portino la migliore tesi sull’argomento”. Che siano i neo ingegneri scafatesi a studiare la questione, secondo Russo, che lancia una stoccata: “le competenze ed i giovani avanti e prima di tante stupidaggini e chiacchiere da bar”.




Scafati. Rifiuti non domestici, niente risparmio. Smentito l’assessore Chirico

Di Adriano Falanga

Aumenti Tari alle utenze non domestiche. Dopo la denuncia della pagina Facebook “Pensieri per Scafati, si agli interessi di tutti, no ad interessi di parte” ripresa e confermata dalla Consulta del Commercio, l’assessore Diego Chirico aveva prontamente replicato: “le utenze non domestiche continueranno a risparmiare rispetto al 2013 anno in cui non era ancora stato introdotto il nuovo metodo di calcolo”. Secondo il professore Gianpiero Russo però, l’assessore al Bilancio avrebbe dichiarato una cosa non esatta. “Non è affatto vero, come affermato ai giornali dall’assessore, che nonostante gli aumenti del 25% delle tariffe sui rifiuti che ci saranno nel 2015 le attività commerciali pagheranno ancora meno di quanto pagavano nel 2013 – scrive il docente della Federico II° su Facebook – Non è vero per nessun attività presa in considerazione; in molti casi gli aumenti percentuali dal 2013 al 2015 hanno raggiunto cifre ben superiori al 50% per toccare in alcuni casi anche il 100%”.

A dimostrazione di quanto sostiene, Russo pubblica una tabella dettagliata che mette a confronto l’imposta dal 2013 al 2015. Il grafico è inequivocabile, gli aumenti sono crescenti. Sempre il professor Russo scopre un’altra cosa ancora: “Per una sola categoria di attività l’affermazione dell’assessore è vera. Sono le nostre amiche Banche”. Gli istituti di credito infatti registrano l’unico dato in controtendenza dal 2013. Secondo i dati forniti da Palazzo Mayer e allegati al regolamento Iuc 2015, le attività registrate come banche e istituti di credito nella città di Scafati sono nove.