Speciale. Sostenibile ed esperienziale, ecco le nuove frontiere del turismo

Tutti a caccia di esperienze uniche. È ciò che emerge dal workshop sulle nuove frontiere del turismo che intendo, ora, inglobare in un hub d’innovazione per il turismo sostenibile imprese artigiane, dei trasporti, strutture ricettive e di servizi. Parte da un’idea di Giampiero Zito un giovane manager alla guida della start-up Mediterraneo Lab. La giornata d’incontri sul progetto H.I.T.S. ha visto sedere attorno al tavolo esperti del turismo, rappresentati di categoria, professori universitari, operatori ma soprattutto innovatori delle esperienza turistiche. Il successo del workshop chiamato “Med Lab 2016”, organizzato all’Auditorium di Scala ed accolti dal Sindaco Luigi Mansi, è dovuto soprattutto all’entusiasmo degli incoming turistici provenienti dal Regno Unito, Brasile, Corea del Sud e Iran che hanno trovato riscontro alla dettagliata ed esigente richiesta dei loro clienti che vogliono vivere il viaggio come turisti 2.0. «Un partenariato pubblico-privato necessario per costituire una rete di imprese e una business school per aumentare le competenze professionali e dunque la competitività del settore a livello mondiale» questo è l’obiettivo del meeting di Scala. «Con i tour operator internazionali abbiamo voluto dialogare per comprendere meglio e avviare insieme un percorso virtuoso tanto da rispondere al meglio alle esigenze dei turisti provenienti da ogni parte del mondo» dice Zito. Ingenti investimenti di fondi privati e pubblici hanno prodotto ed immesso sul mercato del turismo mondiale nuove mete che rispondono alle mutate richieste dei turisti. Ecco alcune richieste dei turisti d’oltralpe: wi-fi gratuito nelle strutture ricettive, una rete di trasporti efficienti, strutture ecofriendly, servizi per i diversamente abili e così via. Un settore, quello del turismo, sempre più competitivo a livello globale. «Il Glocalism propone una offerta che parte dal basso e arriva a livello internazionale» fa sapere Zito. Dunque, lavorare all’analisi dei flussi e alle esigenze dei turisti permette una migliore offerta e quindi un sicuro miglioramento delle percentuali di attrazione targettizzate a ciò che gli operatori propongono, dicono gli esperti presenti al meeting. Ma cosa cercano i turisti? Quelli che vengono in Italia cercano un turismo esperienziale, ovvero, non solo mare o ricettività di qualità ma vogliono vivere appieno il territorio con percorsi ed itinerari enogastronomici, sportivi, relax. Vogliono visitare le imprese artigiane che producono o trasformano prodotti tipici del territorio e per i quali siamo rinomati in tutto il mondo. Ada Rosa Balzan, responsabile per il turismo sostenibile di Federturismo e docente all’Università Cattolica, rende noti i dati raccolti da una ricerca Tripadvisor sulle nuove frontiere richiesti dai viaggiatori orientati sempre di più verso mete amiche dell’ambiente. «Le imprese devono maggiormente offrire servizi sostenibili, perché per i clienti significa maggiore qualità dei servizi offerti – continua Balzan – abbiamo tutte le eccellenze e le qualità per giocare questa partita e riuscire ad ottenere non solo un incremento di presenze ma soprattutto un turismo che rispetta il nostro territorio e resti più a lungo e non faccia solamente il mordi e fuggi». In Corea del Sud, invece, lo stesso ente per il turismo promuove mete verso la Costiera Amalfitana e dalla prossima stagione, annuncia mister SeungHo LEE tour operator di incoming coreano, hanno ampliato l’offerta turistica per la Divina «inserendo percorsi di trekking con percorsi studiati nel sentiero degli dei, dell’Avvocatella di Cava, di Scala e soprattutto abbiamo potenziato l’offerta wedding» poiché, a dire di mr LEE, c’è l’interesse per i suoi connazionali a restare più giorni e vivere esperienze uniche ed indimenticabili sul territorio del Monti Lattari. All’incontro non è mancata la Camera di Commercio Italiana a Londra «Gli inglesi sono innamorati dei prodotti italiani, del design e della nostra qualità, bisogna però investire di più e fare sistema tra le risorse locali – dice Verena Caris, vice segretario generale camera di commercio di Londra – offrire un prodotto integrato con delle strategia di marketing garantisce un successo nel mercato anglosassone ovviamente senza dimenticare la targetizzazione di tale prodotto». L’Italia è un insieme di territori unici e fantastici ma nessuno fa sistema» dice l’ex ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. «Dopo la fallimentare esperienza di italia.org non abbiamo più un sito istituzionale sul Paese Italia, ne ovviamente siamo sui social ragion per la quale ognuno propone e presenta il racconto del proprio territorio a modo suo» dice il docente di turismo della Bicocca di Milano. «Ma per fortuna l’Italia è soprattutto patria di best practice nel mondo degli agriturismo». Per il presidente della provincia Giuseppe Canfora che ha dato il via alla giornata, «proporre un hub a partire dal turismo sostenibile è una iniziativa intelligente e sagace considerando soprattutto che è una iniziativa a totale capitale privato. Questo è il pregio maggiore di questa iniziativa che vede tanti attori sulla filiera corta e internazionali, credo sia un iniziativa da esportare su tutti i cinque distretti turistici salernitani».

 

«Ed ora una business school»

Tra le affermazioni più importanti di Giampiero Zito, amministratore del Mediterraneo Lab va certamente annoverata la seguente: «Ora avanti con una business school per aumentare le competenze professionali e dunque la competitività del territorio a livello mondiale». La professionalità diventa l’arma vincente dei singoli operatori e delle società, come delle reti d’ìimpresa in un mercato sempre più alla ricerca della qualità in ogni settore per clienti esigenti

 

Gli inglesi amano vivere come gli italiani

Verena Carris: «Gli inglesi amano vivere, mangiare e vestire come gli italiani, ma per gli  imprenditori del Belpaese è necessario avere un prodotto con una strategia di marketing integrato.

 

 

Trekking e wedding per i viaggiatori asiatici

SeungHo Lee, tour operator di incoming Corea del Sud: «Proponiamo ai coreani percorsi di trekking per la Divina e un’ampia offerta sul wedding, dalle location da favola, ai migliori ristoranti sul mare, alla moda sino al servizio fotografico».

 

«Servizi efficienti fanno la differenza per la scelta»

Gabriella Marcon Clark (nella foto), responsabile network di 65 tour operator della Regno unito ha affermato: «Servizi efficienti fanno la differenza per la scelta della meta. Tutti amano l’Italia ma non sempre la scelgono. Spesso vanno in Catalogna poiché offre un turismo esperienziale molto ricercato negli ultimi anni»

 

Produzioni tipiche e rispetto per l’ambiente

Puntare sulle produzioni tipiche locali per promuovere il territorio, favorire le azione locali e offrire un pacchetto unico e diverso da area ad area. Il professore Alfonso Pecoraro Scanio (nella foto), ex ministro per l’Ambiente, ha più volte sottolineato la necessità di investire nei prodotti locali ma anche nel rispetto del contesto, con il passaggio all’illuminazione a Led, l’istallazione delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche, il privilegio del trasporto pubblico su quello privato. «La Costa campana ha grandissime potenzialità come tutta la regione ma è necessario fare progettis eri verso il rispetto dell’ambiente e le produzioni del territorio per evitare la massificazione e un’offerta indistinta».

 

Ecofriendly e diversificazione

Ada Rosa Balzan (nella foto), responsabile per il turismo sostenibile di Federturismo ha tenuto a sottolineare che: «I turisti stranieri scelgono strutture che adottano processi ecofriendly, prenotano online e pretendono una diversificazione di offerte sulla stessa meta». Da tenere in considerazione per gli operatori che offrono pacchetti in Campania.




Costiera. Al via oggi a Scala il “MedLab Turismo 2016” per promuovere un polo d’innovazione

Si apre stamattina alle 9, presso l’Auditorium di Scala, il MedLab Turismo 2016. La start-up campana Mediterraneo Lab ha coinvolto importanti attori del settore turistico, nazionali ed internazionali, per confrontarsi sul progetto H.I.T.S., ovvero la strategia di promozione della qualità del prodotto turistico della nostra regione attraverso la costituzione di un “Hub d’innovazione per un turismo sostenbile”. Il workshop Medlab turismo 2016 è patrocinato dal Comune di Scala, Provincia di Salerno, Comunità Montana Monti Lattari, Confindustria Salerno, Assoreti Pmi, Unimpresa Salerno e Fondazione Univerde. Mediterraneo Lab S.C. intende promuovere un Polo d’Innovazione che abbia come finalità la diffusione della cultura tecnica e scientifica in ambito turistico, la promozione dello sviluppo locale sostenibile, sostenga le misure per l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle imprese, programmi la formazione professionale innovativa e inclusiva al mondo del lavoro attraverso una Business School e, infine, quella della promozione della Campania nel mondo. All’evento, che si terrà nella splendida cittadina della Divina Costa d’Amalfi, interverranno numerosi esperti del turismo e i tour operator dell’incoming dal Regno Unito, dalla Corea del Sud, dal Brasile e dall’Iran. Il programma del workshop analizzerà dapprima i principali fattori critici che caratterizzano l’offerta campana, in particolare la digitalizzazione e la destagionalizzazione dell’offerta e infine il potenziamento dei servizi per favorire l’incoming straniero. «Il laboratorio che abbiamo costituito – afferma Giampiero Zito, promotore del MedLab Turismo e amministratore della start-up Mediterraneo Lab – intende avviare un programma di sviluppo delle imprese da promuovere all’estero, che vede nel turismo, inteso come offerta territoriale che include servizi e prodotti locali, il primo settore dove concretizzare interventi di stimolo e sostegno allo sviluppo». «Siamo convinti che attraverso l’innovazione, la capacità di fare sistema, l’analisi attenta dei flussi di turisti stranieri sia questo territorio che altri come il Cilento, l’area archeologica di Paestum, l’area Flegrea e i numerosi siti naturali e artistici della nostra Regione – continua Zito – possano migliorare la propria branding reputation soprattutto nell’ottica di offrire nuovi servizi rispondenti alle esigenze dei turisti stranieri».




Scafati. «Università islamica? Pronti alle barricate»

SCAFATI «Faremo le barricate». Mariano Falcone, segretario provinciale di “Noi con Salvini” e scafatese, così commenta la notizia di un’università islamica nei locali del Polverificio borbonico. Nei giorni scorsi, Giampiero Khaled Paladini, imprenditore leccese convertitosi all’islam, ha inviato un’email al sindaco Pasquale Aliberti: «Avremmo piacere di incontrarLa per discutere una eventuale collaborazione che veda la ex Polveriera al centro delle nostre attività che attirerebbero sulla vostra città gli interessi di molta parte del mondo Medio Orientale non solo di carattere culturale ma anche imprenditoriale». Tace Palazzo Mayer. «Penso che ci fermeremo alla semplice richiesta – aggiunge Falcone – Non credo che il sindaco la prenda in considerazione. Sarebbe una cosa grave». In città la comunità islamica è la più numerosa tra gli stranieri regolarmente residenti. A Scafati, nel 2013 erano 2.053 gli stranieri, il 4,03% dei residenti. Tra questi 703 (37,29%) sono marocchini, seguiti da ucraini, cinesi e romeni. La comunità islamica si riunisce presso la moschea di via Cesare Battisti, anche se pare vogliano chiedere la disponibilità di locali comunali per il culto, per risparmiare i costi dell’affitto. «Se ci fosse disponibilità di locali – commenta Falcone – questi vanno dati ad associazioni italiane che operano sul territorio. Niente in contrario all’esercizio del loro culto ma provvedessero a farlo a loro spese e secondo  legge». Infine, l’ex consigliere comunale del Pdl ammonisce: «invito le autorità a vigilare su predicatori e fedeli».
Adriano Falanga

La comunità islamica ormai radicata in città

SCAFATI. La comunità islamica a Scafati è principalmente composta da marocchini e algerini, secondo i dati Istat aggiornati al 2013, non sono presenti tunisini. Chiaramente parliamo di immigrazione residente, e non clandestina. Il nocciolo della comunità è situato nel centro storico, tra il quartiere Vetrai, via Cesare Battisti e via Nazario Sauro. La popolazione di origine marocchina oggi è arrivata alla terza generazione, le scuole locali sono piene di giovani italiani figli o nipoti di extracomunitari arrivati in città negli anni 80. La convivenza tra i “vecchi “ e “nuovi” scafatesi è pressoché pacifica, ma più che altro si parla di reciproco rispetto e non piena integrazione. Nei primi sei mesi del 2014 la città ha vissuto un momento di violenza e terrore con la “guerra all’immigrato” portata avanti da un gruppo mai identificato di giovanissimi ragazzi presumibilmente del posto, autori di veri e propri raid teppistici contro gli islamici. A scatenare la violenza probabilmente i comportamenti non proprio sobri di alcuni clandestini, poi isolati dalla stessa comunità residente che ha ben saputo prendere le distanze. Solo nel perimetro del centro storico si contano diverse attività commerciali gestite da musulmani. Sono due le macellerie, un centro telefonico e la moschea. La struttura di culto è ospitata in locali commerciali su via Cesare Battisti, è autogestita e sembrerebbe che i referenti locali abbiano intenzione di chiedere al primo cittadino Pasquale Aliberti la disponibilità di locali comunali per il loro culto. Manca ancora l’ufficialità, ma già si levano le prime perplessità in merito.

 




Scafati. Ateneo islamico al Polverificio? C’è la proposta.

polverificio borbonico scafati

SCAFATI. L’università islamica nell’ex polverificio borbonico? C’è la proposta. Nei giorni scorsi, Giampiero Khaled Paladini, imprenditore leccese convertitosi all’islam, ha inviato un’email al sindaco Pasquale Aliberti chiedendo un incontro al primo cittadino di Scafati per  utilizzare la struttura.  Nella missiva di Paladini ad Aliberti si legge: «Ho avuto il piacere di visitare domenica scorsa (fine giugno, ndr), accompagnato dai nostri Del. Regionale per la Campania Arch. Domenico Vozza e Del. Provinciale per Salerno CONFIME (www.confime.org), la Polveriera Borbonica sita nel suo Comune. E’ inutile dirLe quanto sia rimasto incantato dal sito di cui mi sono permesso di fare qualche foto che allego a testimonianza. La visita rientra tra le mie missioni, in qualità di Presidente dell’Università Islamica d’Italia, finalizzate ad individuare luoghi di prestigio sui quali implementare parte delle nostre attività formative e di ricerca applicata internazionali, in stretto rapporto con i Paesi Arabo/Islamici e le relative Università nostre partners. Avremmo piacere di incontrarLa per discutere una eventuale collaborazione che veda la ex Polveriera al centro di queste attività che attirerebbero sulla vostra città gli interessi di molta parte del mondo Medio Orientale non solo di carattere culturale ma anche imprenditoriale…». Una possibilità che, secondo voci, non sarebbe stata osteggiata dal sindaco. Lo stabiese architetto Eduardo Melisse, che sarebbe il fiduciario del delegato provinciale Confime (la Confederazione imprese mediterranea, presieduta dallo stesso Paladini con sede a Taormina e ufficio di rappresentanza a Roma), sul suo profilo Facebook, sabato scorso ha ricordato che la proposta  è stata presentata ad Aliberti e che quindi Scafati potrebbe soffiare la sede al Castellammare di Stabia, dove il gruppo di proponenti aveva individuato nella reggia del Quisisanauna l’allocazione del dipartimento universitario.

Una proposta da esaminare bene e che ha già fatto storcere il naso in terra di Puglia e che, certamente, alimenterà il dibattito in città.