Il Fusandola? «Mercatello deviato per la caserma dei Carabinieri»

di Andrea Pellegrino

Il Fusandola deviato? «Stessa operazione per il torrente Mercatello per realizzare la caserma dei carabinieri». Arriva la risposta del Comune di Salerno alle richieste di chiarimenti sollevati dal dipartimento nazionale della protezione civile in merito all’intervento di riqualificazione di Santa Teresa e alla deviazione del torrente Fusandola, utile per far posto al Crescent e alla costruenda Piazza della Libertà. Con una nota a firma del funzionario Massimo Natale e del dirigente del settore ambiente Luca Caselli si mettono in evidenza altri interventi realizzati a Salerno, tra cui la realizzazione della caserma dei carabinieri di Mercatello. «Il torrente – si legge – è stato deviato negli anni 90 per realizzare la caserma dei Carabinieri, edificio di grandi dimensioni comprensivo degli alloggi dei militari. Si presuppone – scrivono – che tale intervento era stato dotato di tutte le autorizzazioni degli Enti competenti, compreso il ministero proprietario dell’immobile». Quanto al Fusandola, invece, si legge: «Nei giorni 13 e 21 dicembre 2019 la città è stata colpita da violenti nubifragi con crollo di alberi in strada e negli alvei dei fiumi, smottamenti e allagamenti. Il torrente Fusandola, opportunamente controllato, non è stato oggetto di nessuna criticità, registrando un regolare deflusso nel tratto a cielo libero, nel tratto tombato e alla foce». Inoltre segnalano: «Non vi è alcuna naturalità da preservare o ricostruire in merito al tratto terminale del torrente. Il tracciato risulta già spostato con interventi eseguiti da parte del Genio Civile, a seguito dell’alluvione del 1954». La segnalazione era giunta al dipartimento della Protezione civile da parte dell’associazione Ali, che da tempo si batte per la salvaguardia del territorio. «Invece di adempiere alle proprie funzioni – replicano – tirano in ballo la caserma dei carabinieri che tra l’altro non è oggetto di verifica giudiziaria ed in ogni caso è un’opera pubblica. Ed ancora, quel torrente non ha certo la pericolosità e il regime vincolistico del Fusandola». Inoltre, proseguono dall’associazione: «I funzionari in questione dovrebbero rispondere, a quanto si apprende, all’ufficio legale del Comune che ne hanno chiesto le dimissioni, in quanto indagati nel procedimento che riguarda proprio la deviazione del Fusandola, prossimo ad approdare in udienza preliminare. Non è più tempo di attendere, i cittadini vogliono risposte concrete sulla pericolosità dell’intervento».




Al Comune è braccio di ferro tra gli uffici I legali agli indagati: «Responsabilità vostra»

di Andrea Pellegrino

Aria di tensione tra gli uffici legale e tecnico di Palazzo di Città. Al centro l’inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola, che vede indagate dodici persone, tra cui dirigenti e tecnici comunali, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla procura di Salerno e la mancata (al momento) costituzione di parte civile proprio del comune di Salerno. A quanto pare l’inchiesta che – tra i capi di accusa – contempla perfino il disastro ambientale, preoccupa (più delle altre) la macchina amministrativa di Palazzo. Non fosse altro che la deviazione del torrente, protagonista dell’alluvione del 1954, è figlia della realizzazione del Crescent e di Piazza della Libertà. Un intervento bocciato pesantemente dal consulente incaricato dalla procura salernitana che ha palesato anche il rischio esondazioni. Il comune al momento ancora deve formalizzare la costituzione di parte civile. Già durante il processo in corso – per la variante in corso d’opera ai lavori di Piazza della Libertà che vede tra gli imputati l’ex sindaco e attuale governatore Vincenzo De Luca – valutò un “monitoraggio” per poi affrontare in sede civile l’eventuale risarcimento. Stavolta nessun atto. Almeno da parte dell’amministrazione comunale – contrariamente – sembra, dell’ufficio legale che avrebbe diffidato i coinvolti dell’ultima inchiesta giudiziaria. Si tratta del Rup e di tecnici che attualmente mantengono i loro incarichi nel completamento della Piazza della Libertà. In pratica, comunque vada a finire, i responsabili saranno solo loro e non il Comune nel suo complesso.




Fusandola: il Comune si deve costituire parte civile

di Erika Noschese

Il Comune dovrebbe costituirsi parte civile nel procedimento penale per la deviazione del Fusandola. A richiederlo al sindaco Napoli e al presidente della commissione Trasparenza, Antonio Cammarota il consigliere nonché capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano e il capogruppo di Attiva Salerno Ciro Russomando che non risparmiano accuse all’amministrazione comunale che, secondo i consiglieri d’opposizione, per «consentire la realizzazione di un condominio privato, , un edificio dalle dimensioni spropositate realizzato in area demaniale, ha consentito la deviazione del corso naturale del torrente Fusandola». Proprio in seguito ha questa deviazione, infatti, la Procura di Salerno ha attivato un procedimento penale sulla abusiva deviazione del torrente Fusandola, anche sulla scorta di quanto esposto dal Ctu appositamente incaricato e che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 12 indagati. «L’amministrazione comunale di Salerno, incredibilmente, allo stato non ha costituito l’Ente parte civile nel procedimento penale – hanno poi aggiunto Celano e Russomando – La mancata costituzione parte civile potrebbe far sospettare la corresponsabilità di taluni amministratori comunali con le determinazioni di natura tecnica ed amministrativa contestate dalla Procura agli indagati su cui pende richiesta di rinvio a giudizio». Da qui, dunque la richiesta di far costituire il Comune parte civile e nel caso in cui non intenda intervenire, quale sarebbero i motivi che inducono gli amministratori a non costituire l’Ente parte civile nel processo penale come, tra l’altro, auspicato da numerosi cittadini e sollecitato anche da diverse associazioni ambientaliste.




Deviazione del Fusandola: slitta l’udienza preliminare

di Andrea Pellegrino

Slitta al 22 aprile l’udienza preliminare nei confronti di dodici per le quali la Procura, ha richiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla deviazione del Fusandola. Ieri mattina l’udienza non si è celebrata per un difetto di notifica nei confronti di tre coinvolti. Tutto rinviato al 22 aprile – dunque – quando il Gup deciderà se istruire il processo o archiviare l’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno. Presenti Italia Nostra, rappresentata dal professore Giuseppe Della Monica e il comitato No Crescent, assistito dall’avvocato Oreste Agosto. Assenti, invece, benché individuati come parte offesa il Comune di Salerno, la Regione Campania e il Genio Civile. La procura della Repubblica di Salerno aveva chiesto il rinvio a giudizio per dodici tecnici comunali e i tecnici di imprese private. Si tratta di Paolo Baia (componente della commissione che ha validato il progetto e direttore dei lavori), Luca Caselli (Rup dell’intervento di riqualificazione di Santa Teresa), Lorenzo Criscuolo (all’epoca Rup e direttore del settore opere pubbliche del Comune di Salerno), Salvatore De Vita (amministratore della Tekton), Ciro Di Lascio, Antonio Ilario (legale rappresentante della Esa Costruzioni), Vania Marasco (direttore dei lavori), Massimo Natale, Luigi Pinto, Antonio Ragusa (dirigente comunale), Marta Santoro, Benedetto Troisi (componente della commissione). Rispondono a vario titolo per le mancate autorizzazioni al progetto di deviazione del torrente Fusandola, falso ideologico ma anche di omissione colposa atta a far sorgere o persistere pericolo e della modifica dello stato dei luoghi.




Fusandola: davanti al Gup i tecnici comunali e quelli delle ditte

di Andrea Pellegrino

Dovranno comparire domani davanti al Gup del Tribunale di Salerno, i dodici tecnici comunali e quelli delle ditte incaricate, che rischiano il processo nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica sulla deviazione del torrente Fusandola a Santa Teresa, consentita per far spazio alla realizzazione del Crescent e di piazza della Libertà. Il giudice per le udienze preliminari stabilirà se istruire il processo o meno per le dodici persone che a vario titolo rispondono per le mancate autorizzazioni al progetto di deviazione del torrente Fusandola, falso ideologico ma anche di omissione colposa atta a far sorgere o persistere pericolo e della modifica dello stato dei luoghi. Si tratta di Paolo Baia (componente della commissione che ha validato il progetto e direttore dei lavori), Luca Caselli (Rup dell’intervento di riqualificazione di Santa Teresa), Lorenzo Criscuolo (all’epoca Rup e direttore del settore opere pubbliche del Comune di Salerno), Salvatore De Vita (amministratore della Tekton), Ciro Di Lascio, Antonio Ilario (legale rappresentante della Esa Costruzioni), Vania Marasco (direttore dei lavori), Massimo Natale, Luigi Pinto, Antonio Ragusa (dirigente comunale), Marta Santoro, Benedetto Troisi (componente della commissione). Come persone offese, sono stati indicati il Comune di Salerno, il Genio Civile di Salerno, l’associazione “Italia Nostra” e il “Comitato No Crescent”.

LA DIFFIDA DELLA PROTEZIONE CIVILE

Sul caso Fusandola è intervenuto anche il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, dopo una segnalazione inviata dall’associazione “Liberamente Insieme” di Salerno. Con una nota del 14 gennaio, il capo della Protezione Civile ha chiesto alla Regione Campania di “voler porre in atto le verifiche del caso, dando supporto al Comune, al fine di avviare una eventuale attività risolutiva della problematica segnalata”. Inoltre ha invitato “il sindaco del Comune di Salerno, quale autorità territoriale di protezione civile, a vigilare le aree”, con particolare attenzione in occasione di eventi meteorologici intensi. Infine ha chiesto di conoscere, alle amministrazioni coinvolte, “le azioni intraprese al fine di scongiurare ogni rischio per l’ambiente e i cittadini”.




Fusandola, quando per il Comune c’era il «rischio di frane e alluvioni»

di Andrea Pellegrino

Che il torrente Fusandola scorra sotto Santa Teresa è cosa abbastanza nota; che è in corso una indagine penale sulla sua deviazione (con dodici avvisi di garanzia) è storia di qualche mese fa ma che il Comune abbia dimenticato i suoi stessi atti è abbastanza strano. Una pura dimenticanza? Può essere, in considerazione del fatto che l’atto prodotto risale al 2004, quando Crescent e Piazza della Libertà non erano nelle intenzioni dell’amministrazione comunale. Ma carta comunque canta e soprattutto resta agli atti. Si tratta di un certificato rilasciato dal settore urbanistica che riguarda alcune particelle dove oggi è sorto e sta sorgendo il Crescent di Riccardo Bofill. «Le particelle – si legge – rientrano nella perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico e di pericolo di cui al piano stralcio dell’Autorità di Bacino Destra Sele». A caratteri cubitali, poi, nell’atto si legge: «Rischio frane moderate» ma sicuramente «rischio alluvioni», proprio sull’alveo di piena ordinaria. Insomma dove oggi sorge una porzione della mezza luna. D’altronde è quanto sostiene anche il Ctu nominato dalla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta sulla deviazione del torrente che estende, in verità, anche il rischio nella zona di via Fusandola. Ma c’è un elemento in più: il certificato rilasciato il 7 maggio del 2004 è firmato dall’ingegnere Pietro Cavallo, lo stesso che ha successivamente redatto gli atti e le relazioni al Pua di Santa Teresa. Quelle che hanno permesso la cementificazione dell’area con la costruzione dell’edificio privato e della piazza della Libertà. Proprio quel certificato si riferiva all’area del settore 6 dove Chechile con la Sist sta costruendo la sua porzione di Crescent. Elementi che emergono nella complessa e lunga vicenda amministrativa e penale mentre si attendono gli sviluppi. Primo tra tutti quello della giustizia amministrativa che dopo nove mesi ancora deve esprimersi sulla richiesta di annullamento del nuovo Pua di Santa Teresa da parte di Italia Nostra e Comitato No Crescent.




Torrente Fusandola, tre deviazioni e nessun ok. «Rischioso, si deve fermare tutto»

di Andrea Pellegrino

Tre versioni di deviazione del torrente Fusandola e nessuna delle tre autorizzate completamente. Emergono ulteriori dettagli dalla nuova inchiesta che conta dodici indagati per la deviazione del Fusandola per la realizzazione del progetto di riqualificazione di Santa Teresa. Agli atti c’è una relazione di un Ctu della Procura della Repubblica che ha analizzato nel dettaglio tutti gli aspetti tecnici alla base, poi, delle accuse mosse dal pm Rinaldi. Emerge uno «stato confusionale» degli uffici comunali che hanno inviato ben tre diverse versioni del progetto definitivo, nessuna delle quali all’epoca dei fatti approvata. Al Genio Civile, infatti, arrivano tre versioni: la prima è del giugno 2008; la seconda dell’agosto dello stesso anno e la terza dell’ottobre, sempre del 2008. Tutte disegnano il nuovo tracciato del torrente Fusandola la cui deviazione definitiva, così come emerge dall’inchiesta, oltre a non rispettare norme ambientali, potrebbe provocare rischi. Tra l’altro è lo stesso torrente che nell’ottobre 1954 fu triste protagonista di una alluvione che generò morte e distruzione. «Si blocchi tutto», l’appello del comitato No Crescent e di Italia Nostra che da giorni studiano le carte della nuova inchiesta che tocca l’area di Santa Teresa. Un appello che arriva fino dal governo con la richiesta di intervento del Ministero dell’Ambiente. Intanto l’8 maggio si torna in aula con la nuova udienza del processo sulla variante ai lavori di Piazza della Libertà. Procedimento che vede tra gli imputati l’ex sindaco ed attuale governatore della Campania Vincenzo De Luca. Ma c’è anche un ulteriore contenzioso al Tar Salerno, dove s’attende la sentenza sul ricorso – presentato sempre da Italia Nostra e No Crescent – sul nuovo Pua di Santa Teresa, ossia quello che ha acquisito il nuovo parere della Soprintendenza (firmato all’epoca da Gennaro Miccio) che portò al taglio degli edifici pubblici (Torri, tra cui la nuova sede dell’autorità portuale e all’edificio trapezio), oltre all’abbassamento di qualche centimetro dell’altezza della mezza luna di Bofill.




Piazza della Libertà: Celano e Russomando chiedono chiarimenti

«Avevamo già sollevato il caso nel 2013 ed ora ho provveduto ad inoltrare una nuova interrogazione a firma mia e del collega Ciro Russomando». Roberto Celano, capogruppo di Forza Italia al Comune di Salerno, ieri mattina è stato tra i presenti all’incontro organizzato da Italia Nostra e No Crescent. Al termine ha indirizzato al sindaco, ai consiglieri comunali e al Prefetto di Salerno una richiesta di chiarimenti rispetto all’ultima inchiesta sulla deviazione del torrente Fusandola, chiedendone anche la discussione in commissione trasparenza. «Quanto emerge dalla Ctu è di una gravità assoluta. Si evince con chiarezza nella relazione che la deviazione del Fusandola sarebbe avvenuta senza le necessarie autorizzazioni e che, soprattutto, tale illegittimo intervento potrebbe comportare rischi di esondazioni e pericoli per i cittadini (in particolare per i residenti di via Fusandola, del rione Canalone e con particolare preoccupazione per i bambini che frequentano le scuole “Barra”). Il genio civile, organo regionale, avrebbe ammesso di non aver mai autorizzato la deviazione.La Regione (guidata oggi da chi è il responsabile politico di atti amministrativi che, a quanto si legge dalla perizia, sarebbero di dubbia legittimità), più volte adita, non ha mai ritenuto di intervenire, avvalorando dubbi sulla “compatibilità” amministrativa di chi oggi la presied e rispetto ai contestati procedimenti. Appare vergognoso solo pensare che possa esserci chi permetta di mettere a rischio la sicurezza di cittadini pur di consentire la più grande speculazione edificatoria mai avvenuta a Salerno. Chi ha competenze e non interviene diventa corresponsabile non solo della edificazione di uno scempio che sta segnando negativamente la città, ma soprattutto di eventuali sciagure che potrebbero inopinatamente verificarsi per la frenesia di cementificazione senza regole che hanno caratterizzato le amministrazioni progressiste che si sono succedute»




Deviazione del Fusandola. Indagate 12 persone

di Andrea Pellegrino 

Abuso edilizio e falso. Con queste ipotesi di reato sono state chiuse, dalla Procura della Repubblica di Salerno, le indagini relative alla deviazione del torrente Fusandola per la realizzazione di Piazza della Libertà. Dodici le persone iscritte sul registro degli indagati dal pubblico ministero Carlo Rinaldi. Si tratta di tecnici che hanno lavorato al progetto per la riqualificazione dell’area di Santa Teresa. Tra gli indagati, infatti, figurano l’allora direttore dei lavori di Piazza della Libertà, Paolo Baia; il dirigente comunale Luca Caselli; l’ex dirigente comunale Lorenzo Criscuolo; l’amministratore del consorzio Tekton, Salvatore De Vita; il responsabile dell’ufficio tecnico di progettazione ed esecuzione dei lavori pubblici, Antonio Ragusa e i funzionari dello stesso ufficio, Ciro Di Lascio e Benedetto Troisi; Vania Marasco del la Lotti associati; il responsabile ufficio impianti elettrici del Comune di Salerno, Luigi Pinto; il direttore dei lavori della Piazza, dal 2012, Marta Santoro. Infine Antonio Ilario e Massimo Natale. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura della Repubblica di Salerno ci sarebbero le difformità tra il progetto definitivo e quello esecutivo, con il riferimento allo spostamento del torrente Fusandola. Per questo il pubblico ministero ha ipotizzato il reato di abuso d’ufficio mentre alcuni degli indagati dovranno rispondere anche dell’accusa di falso, in particolare per aver attestato la conformità di tutti i pareri da parte degli organi preposti ed interessati nell’iter amministrativo e tecnico. Solo qualche settimana fa, Italia Nostra e No Crescent avevano sollecitato l’intervento della Procura rispetto all’inchiesta sulla deviazione del Fusandola, a quanto pare ora conclusa. Tre gli esposti dell’associazione ambientalista e del comitato che sono stati presentati nel corso del tempo, a partire dal 2016, all’attenzione dell’autorità giudiziaria di Salerno. Il capitolo giudiziario su Piazza della libertà si arricchisce, dunque, di una nuova inchiesta che accede i riflettori su un ulteriore aspetto legato alla riqualificazione di Santa Teresa ed in particolare alla deviazione del Fusandola, torrente tristemente noto per la terribile alluvione dell’ottobre ’54. In corso, intanto, c’è il processo per la variante ai lavori di Piazza della Libertà che vede, in questo caso, tra gli imputati anche l’attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Si va in aula il prossimo 8 maggio.




Grimaldi, da Piazza e Crescent alla presidenza dell’Acamir

Andrea Pellegrino

E’ considerato uno dei dirigenti chiave per vicenda Fusandola e Crescent di Salerno. Un marchio che si porta dietro da tempo ormai, da quando colleziona incarichi, perlopiù regionali. Giuseppe Grimaldi ne ha conquistato un altro: alla presidenza dell’Acamir, società regionale nota anche ad Alberto Di Lorenzo, ormai ex superdirigente comunale prossimo alle dimissioni a Salerno, che con l’agenzia della mobilità ha avuto buone consulenze. Grimaldi sarà alla guida della società, dopo essere stato commissario post terremoto ad Ischia. Ma l’architetto, dipendente regionale, a Salerno è noto per due vicende: da componente dell’autorità di bacino espresse parere favorevole alla deviazione del torrente Fusandola per la realizzazione di Piazza della Libertà mentre fu verificatore nominato dal Consiglio di Stato per il Crescent. Per la prima vicenda (deviazione del Fusandola) l’attenzione è ancora alta, soprattutto da parte di Italia Nostra e No Crescent che attendono riscontri da parte della Procura della Repubblica che, nel passato, ha acquisito proprio atti all’interno dell’Autorità di Bacino. Per il Crescent, invece, il deposito delle motivazioni della sentenza di assoluzione pronunciata lo scorso settembre hanno messo fine in primo grado alla complessa vicenda giudiziaria ed amministrativa. Insomma tra Grimaldi e Salerno c’è il Crescent. Opera fortemente voluta dall’allora sindaco Vincenzo De Luca, oggi presidente della Regione Campania, lo stesso che ha dato il via libera – dopo una selezione – alla nomina di Grimaldi all’Acamir. La delibera regionale risale alla fine dello scorso febbraio.