Nocera Inferiore. Lanzetta e d’Angelo a confronto

Secondo incontro tra i candidati sindaci di Nocera Inferiore.

Si sono confrontati Tonia Lanzetta e Franco D’Angelo

voce ai fatti tonia lanzetta franco francesco d angelo

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Giffoni Valle Piana. Piero De Luca, Franco Picarone e i sindaci dei Picentini incoronano Antonio Giuliano

GIFFONI VALLE PIANA. La Regione Campania e il PD sostengono Antonio Giuliano come sindaco di Giffoni Valle Piana. Lo ha palesato domen icio  sera, in un Giardino degli Aranci gremito per la presentazione del programma di governo della lista civica “Giffoni Bene Comune”, la presenza di Piero De Luca, membro dell’Assemblea Nazionale del Pd e di Franco Picarone, consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale.
«La mia presenza qui testimonia una stima nei confronti della persona Antonio Giuliano e dell’amministratore» ha detto Piero De Luca. «Un amministratore capace che credo sia la persona adatta a guidare il rilancio di Giffoni nei prossimi anni. Giffoni ha bisogno di recuperare da un punto di vista di immagine e di investimenti.  Il lavoro, start up, tutela ambientale, il programma della lista civica “Giffoni Bene Comune” è una “bibbia”. Dimostra la necessità di un impegno enorme da mettere in campo nei prossimi anni. Antonio Giuliano può farcela, basti vedere le centinaia di persone presenti all’evento di questa sera e l’affetto che Giffoni nutre nei suoi confronti. Sono sicuro ce la possa fare, per il bene suo ma soprattutto per il bene di Giffoni. C’è bisogno di un amministratore capace che pensi alle esigenze della propria comunità, prima ancora che alla propria carriera e al proprio tornaconto personale. Antonio è così ed è amato da tutti. Ci tenevo ad essere qui, a testimoniare il mio appoggio ed il mio affetto ad una persona che sta mettendo in campo un impegno straordinario».  Sostegno ribadito anche dal consigliere regionale Franco Picarone che ha confermato l’impegno dell’ente campano nel voler favorire le iniziative di governo di Antonio Giuliano.
Vicinanza e collaborazione anche dalle più alte cariche istituzionali dei Picentini. Presenti all’incontro di ieri sera anche il sindaco di Giffoni Sei Casali Gerardo Marotta, di Montercorvino Rovella Egidio Rossomando e di Castiglione dei Genovesi Generoso Matteo Bottigliero.
«Ho messo in campo un progetto con tutti i sindaci dei Picentini – ha dichiarato Antonio Giuliano – non mi fermerò un secondo perché a me non interessano i percorsi politici ma le nostre comunità: Giffoni ed i Picentini. Nella politica l’affetto si conquista quando non ci sono speculazioni personali. Io ho stretto rapporti con i Giffoniesi e con chi ci rappresenta in Regione nati dalla passione che ci accomuna. Di questo ha bisogno Giffoni, non più di chiacchere. Tutto quello che è nel programma sarà portato avanti.  Farò partecipare la comunità alla mia attività di governo. Partirò dalla salute, uno studio di acqua, aria, suolo. Poi alleggerirò la pressione fiscale sulle famiglie. Bonificherò la casa comunale, ad entrarci devono essere i cittadini e saranno messe in campo tante azioni per favorire l’occupazione dei nostri giovani».
Maria Rosaria La Marca  Piero De Luca- Franco Picarone




Castel S. Giorgio. Il centrodestra diviso. Il Pd sotto “attacco”. Donato è in corsa

CASTEL SAN GIORGIO. I  consiglieri comunali di Castel San Giorgio sono ormai tutti ex.
Scende l’oblio sull’amministrazione Sammartino  e sono molti i cittadini che si lasciano andare ad un amaro commento: “per fortuna”.
Comincia così la campagna elettorale. Donato è già in corsa per sua stessa affermazione sperando che il ricordo delle meteora Sammartino sparisca subito dalla mente dei suoi concittadini per evitare gravi contraccolpi sul voto di opinione che certo non si è bevuto il manifesto-riparatore del Pd.
Sui media-social, infatti, l’80% dei commenti non lascia dubbi: si va da: «Il burattinaio ha tagliato i fili» a «Il Pd che ha candidato a fare Sammartino se poi lo ha costretto a tornarsene a casa».
La novità di queste ore, però, è che l’opposizione a Donato appare più frammentata che mai. Alle prove di unità tra Salvati, Lanzara e Capuano, si aggiungono le velleità di Giovanni De Caro, destinate forse a restare tali,  e il candidato a sindaco che dovrebbe esprimere la famiglia Longanella ancora detentrice di un buon pacchetto di voti nel paese. Si fa sempre più insistente il nome dell’ex assessore Raffaele Sellitto, parente dell’ex sindaco Longanella (nella foto),  che alle ultime elezioni pur riscuotendo un buon consenso elettorale non fu eletto e che per il suo carattere notoriamente spigoloso ha procurato non poche antipatie al sindaco uscente poi sconfitto.
Tra coloro che restano tranquilli c’è l’ex primo cittadino Giuseppe Alfano denominato il “re della frazione Fimiani” che un anno fa fu l’unico a portare un risultato positivo riuscendo a battere addirittura il candidato sindaco Sammartino nel suo stesso paese (i due infatti abitano ad appena 50 metri di distanza). Un risultato che fece clamore e che confermò Alfano imbattibile nel suo feudo elettorale. La tranquillità di Alfano sembra nascere dalla consapevolezza che appare ancora prematuro fare una scelta e che bisognerà attendere l’evoluzione della vicenda legata agli aspiranti sindaci.
Con Donato, invece, sono già schierati l’ex assessore di Longanella Antonino Coppola, che molti danno verso un incarico in un paese vicino come “prezzo” politico del suo ritorno alla casa donatiana e il fidanzato dell’ex vicesindaco Maria Giovanna Di Leo, Teodoro Rescigno, un tempo vicino a Raffaele Sellitto quando scoppiò l’inchiesta sulle coop del Piano di Zona e del Comune di Castel San Giorgio. La carne a cuocere è tanta ma solo nei prossimi giorni si riuscirà a capire l’evoluzione che prenderanno i fatti anche perché la lunghezza della campagna elettorale permette di tenere coperte molte carte da scoprire al momento opportuno.




S. Marzano. E Franco Grimaldi si scaglia contro tutti. «Non si parla delle cose da fare»

Nella controversa vicenda elettorale marzanese si inserisce l’ex sindaco Franco Grimaldi (nel riquadro). Il centrista ammonisce duramente l’atteggiamento delle parti politiche in campo non su come si stia trattando il ricorso elettorale ma, piuttosto, sul reale stato del territorio marzanese.
«Con tutte le difficoltà che i Comuni ed in particolar modo quelli del Mezzogiorno vivono in questi anni è inaccettabile che a San Marzano si continui a battagliare per raggiungere a tutti i costi ed in tutti i modi il sindacato senza che nessuno parli delle “cose fatte” e soprattutto delle tante “cose da fare” – afferma l’ex sindaco Grimaldi – Questo paese ha bisogno di pianificare azioni concrete tese a sviluppare il sociale e la cultura che saranno volano, a loro volta, anche di una ripresa economica. Bisogna riprogettare tutte le politiche afferenti alle competenze comunali, ormai ferme da 7 anni». Non mancano soprattutto i riferimento alle sue consiliature e Grimaldi ricorda anche il clima generato dalle azioni di Cosimo Annunziata per destabilizzare il governo del centrista «Volantini offensivi e politicamente scorretti venivano distribuiti in ogni dove rappresentando una realtà inverosimile – continua Grimaldi – nessuno politico ne dirigente delle mie consiliature ha mai ricevuto misure cautelari per fatti relativi agli “affari comunali”».
E sulla vicenda dei ricorsi e controricorsi elettorali, fa sapere  «I cittadini sono stufi di stare ad assistere alle tarantelle senza che il paese possa ricevere una risposta in termini di migliori servizi, migliore viabilità, più qualità di vita. Vorrei dire ai miei concittadini di riflettere bene su tutto ciò che è accaduto e sta accadendo in questi anni» Infine, l’ex fedelissimo di Mastella scende in un particolare che farà certamente discutere nelle prossime ore «Si sta consentendo con l’adozione del Puc con una modifica del lotto minimo agricolo di mille metriquqdrati del vecchio Prg agli 11mila previsti dal Puc di Cosimo Annunziata senza che nessuno, ne maggioranza ne opposizione, dicesse nulla. Cosi il paese muore» tuona Grimaldi.

Raimondo
Aufiero




Salerno. Condannata la vecchia Giunta comunale

IN EDICOLA OGGI SU LE CRONACHE

di Andrea Pellegrino

Arrivano le condanne per l’ex giunta De Luca che approvò la stabilizzazione di undici precari (effettivamente 9) nel 2008. La Corte dei Conti si è pronunciata rispetto all’inchiesta contabile che inizialmente aveva portato il primo febbraio del 2013 anche al sequestro dei beni ad amministratori, ex assessori e dirigenti comunali da parte della procura regionale per la Campania.
Il danno erariale di 851 mila euro ipotizzato in sede di giudizio è stato decurtato di 255 mila euro per «effetto delle prestazioni rese dai lavoratori». Totale 596 mila euro. Così dovranno pagare 66mila euro circa ciascuno gli assessori Eva Avossa (difesa dagli avvocati Ivana e Ruggiero Musio), Gerardo Calabrese, Domenico De Maio, l’ex assessore Luciano Conforti, l’ex assessore ed attuale consigliere comunale Augusto De Pascale (difeso dall’avvocato Oreste Agosto), i consiglieri regionali (ex assessori) Franco Picarone e Luca Cascone (assistito dall’avvocato Marcello Fortunato) e gli ex dirigenti comunali Gennaro Caliendo e Giuseppe Ientile. Assolti, invece, gli ex dirigenti comunali Carmelo Della Greca e Luigi Criscuolo. Quest’ultimo ha assunto il ruolo di direttore del settore personale solo a far data dal 31 dicembre 2010, non partecipando alla procedura contestata.
Il procedimento parte da una denuncia dell’ex consigliere comunale Fausto Morrone che aveva contestato alla procura della Corte dei Conti la delibera numero 813 della giunta municipale di Salerno (l’allora sindaco Vincenzo De Luca era assente alla seduta) con la quale si trasformava il rapporto di lavoro di undici, poi nove, collaboratori. Si tratta di Corrado Marino, Gaetana Pinto, Marcello Sansone, Carla Gatto, Teresa Verzola, Pasquale Di Feo, Ruggiero Petrella, Anna Fiore e Rosaria Lo Iudice. «Una stabilizzazione che non si poteva attuare», per Morrone e per la Corte dei Conti ora, «perché alla base mancano i presupposti». Alcuni degli “stabilizzati” infatti erano collaboratori esterni anche non alle dirette dipendenze del Comune. Come alcuni che sono risultati essere all’interno dell’equipe dell’architetto Bohigas (a sua volta consulente esterno del Comune, incaricato per la redazione del Prg) o in “servizio” presso il teatro comunale Verdi.
Per la Corte dei Conti la delibera di giunta numero 813, «non è stato un mero atto di indirizzo per l’attivazione di generiche procedure selettive finalizzate alla stabilizzazione di precari ma è stato proprio l’atto deliberativo che ha funto da presupposto determinante ai fini dell’assunzione dei lavoratori». La procura contabile aveva eccepito inoltre che «la delibera di Giunta non ha previsto alcune procedura comparative, quindi in palese violazione dei principi concorrenziali alla base delle selezioni del personale nella Pubblica Amministrazione». Quindi – proseguono i giudici contabili – «si è trattato di grave ed inescusabile colpa dell’amministrazione comunale quella di spacciare per rapporti di lavoro subordinato le collaborazioni con la Pubblica Amministrazione, al fine di consentire la stabilizzazione».
I legali ora annunciano già ricorso in appello.




Crisi telis. La Regione con i lavoratori

PAGANI. Ci sarà anche l’interessamento della Regione Campania nella vicenda che vede in atto la chiusura per fallimento dell’azienda Telis con sede a via Filettine a Pagani. Ieri l’incontro, presso la sede della casa comunale, con il presidente della commissione bilancio, il consigliere regionale Francesco Picarone, accompagnato dal presidente del consiglio comunale della città, Antonio Donato. Alla presenza del sindaco, Salvatore Bottone, il neo eletto consigliere salernitano ha voluto incontrare le delegazioni sindacali ed i rappresentanti dei lavoratori per avere il quadro chiaro e completo della situazione. “ E’ un dovere istituzionale essere presente oggi – ha spiegato Picarone. Questi lavoratori sono portatori di una grande storia industriale, ed in questo momento hanno il problema di una prospettiva che manca. Ora bisogna vedere se c’è una proposta, un progetto di ripresa aziendale”. Il prossimo 3 agosto, infatti, è previsto un incontro a Roma con il curatore fallimentare. In quella sede, i sindacati, con l’appoggio delle istituzioni locali, avanzeranno anche l’idea di un tavolo presso il ministero delle attività produttive. “Da parte della Regione – ha continuato Picarone –  c’è la necessità di seguire da vicino questi sviluppi e capire se dal nostro versante possiamo dare una mano. Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità, pur sapendo che questi passaggi sono fuori dalla nostra competenza. Ne darò informazione all’assessore alle attività produttive ed al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca”. Sale la tensione, dunque, per i lavoratori il cui destino occupazionale è appeso ad un filo.  “E’ ovvio che l’incontro di lunedì sarà importante – ha aggiunto Nicola Trotta dalla UILM – E’ da quello che si determinerà la vicenda che ruota attorno ad un probabile fallimento. Il curatore, purtroppo, ha già avviato la procedura di mobilità.  Ci auguriamo a questo punto – ha spiegato Trotta –  che ci siano imprenditori con la volontà di continuare con questa impresa, eccellenza del settore. Diversamente c’è ben poco da fare, perchè in caso di fallimento neanche la cassa integrazione sarà possibile”.




Commissioni regionali, spunta una presidenza per Monica Paolino

Oggi dovrebbe essere il giorno buono per riunire le prime commissioni, la conferenza dei capigruppo e definire i prossimi organismi del Consiglio regionale. Confermato il calendario dei lavori che si sarebbero dovuti tenere venerdì scorso, poi rinviati all’ultima ora. Prima giunta per le elezioni, per esaminare eventuali incompatibilità dei consiglieri regionali proclamati; a seguire giunta per il regolamento per definire i gruppi consiliari ed al termine la conferenza dei capigruppo per scandire la data ed ordine del giorno del prossimo Consiglio. Si parla di almeno una seduta che si terrà da qui al prossimo 8 agosto, quando il Palazzo del Centro direzionale di Napoli chiuderà per la pausa estiva. C’è chi non esclude che si possa tenere una seduta già ad inizio settimana prossima. All’ordine del giorno dovrebbe esserci la variazione al bilancio per la ricostituzione del fondo per i disabili, così come annunciato dal governatore De Luca. Poi la presentazione della nuova giunta e quindi tutte le procedure previste dal regolamento del Consiglio regionale della Campania, ed ancora le attese commissioni consiliari. L’opposizione avrebbe già definito la sua strategia: due presidenti a Forza Italia, un altro a Fratelli d’Italia. Luciano Passariello sarà il nome indicato dal partito di Giorgia Meloni, mentre per gli azzurri un posto toccherà sicuramente a Michele Schiano di Visconti mentre l’altro è conteso tra Giampiero Zinzi e la salernitana Monica Paolino. E a quanto pare il nome della moglie del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti sembrerebbe in pole rispetto a Zinzi jr. La maggioranza, invece, è ancora alle prese con le ultime trattative. Una presidenza in quota Pd andrà sicuramente a Lello Topo che ambisce al bilancio o alla sanità; un posto ci dovrebbe essere per il salernitano democrat Franco Picarone che potrebbe occupare la poltrona di presidente della commissione alle attività produttive, o bilancio. Un posto anche per “De Luca presidente”, ed in tal senso attende e spera Luca Cascone che vorrebbe guidare la commissione trasporti. Un posto ancora per “Scelta civica”, un altro per “Campania libera” ed infine una commissione andrà anche a Maria Ricchiuti, consigliere regionale in quota Udc. Almeno così il gruppo demitano, che ha sposato il progetto De Luca la sera prima della presentazione delle liste regionali, avrà il suo primo posto in tribuna. Al momento fuori dai giochi, così come è già avvenuto per l’ufficio di presidenza del Consiglio, resteranno i “Cinque Stelle”: a quanto pare per loro non c’è nessuna presidenza di commissione.
(andpell)




Castel San Giorgio. Muore 32enne staffista del sindaco stop alla campagna elettorale

La morte del 32enne ingegnere Alfonso Fasolino, di Lanzara,  staffista del sindaco causa la sospensione per oggi la campagna elettorale. L’inziativa presa d’intesa tra i due candidati a sindaco Franco Longanella e Pasquale Sammartino su proposta dei candidati consiglio comunale gli avvocati Manuel Capuano e Adriana Carratù.




Calcio scommesse. Bufera su Lega Pro e serie D. 30 squadre coinvolte. Fermi eccellenti, il ruolo di Ciccarone

Calcio scommesse:  maxi-blitz della polizia. Sott’inchiesta partite di Lega Pro e serie D.Alle prime luci dell’alba gli agenti hanno eseguito numerose perquisizioni anche a società di calcio e club. L’indagine parte da Catanzaro e si è estesa anche alle province di Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forli’, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.

Diversi anche i fermi di persone tra i quali anche stranieri. Contestata, in alcuni casi, l’aggravante mafiosa, per la vicinanza alla  cosca Iannazzo della ‘ndrangheta.

 Fermi eseguiti dalla polizia anche ad Eboli e Pagani.

Tra i fermati ci sono tre salernitani: l’ebolitano Antonio Ciccarone, direttore sportivo del Neapolis, squadra che vede coinvolti anche il presidente Mario Moxedano, fratello dell’ex assessore comunale Franco – attuale proprietario del Neapolis, ex presidente del Savoia ed ex vice presidente del Napoli ai tempi della presidenza di Hellenio Gallo – e suo figlio Raffaele; il direttore sportivo del Monza, il paganese Gianni Califano e suo padre Bruno; l’avellinese Adolfo Gerolino, ex calciatore della Pro Patria.

La combine avrebbe riguardato decine di partite con una trentina di squadre coinvolte. Tra queste Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lamezia, Sant’Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo. Sospetti anche su una partita di Lega Pro, Juve Stabia-Lupa Roma del 1 novembre 2014. Tra i fermati anche Arturo Di Napoli, ex calciatore del Napoli (dal 95 al 97) e attuale allenatore del Vittoriosa ex Savona calcio.

SALERNO. Antonio Ciccarone è l’ uomo di vertice dell’associazione a delinquere dedita alle frodi sportive e alle truffe. Un ruolo preminente quello rioperto dall’operatore di mercato nativo di Eboli. Una vera e propria rete di rapporti con calciatori , presidenti e colleghi. Secondo la ricostruzione della Dda di Catanzaro Cicarone avrebbe concordato la vittoria del Brindisi in casa contro il San Severo (realmente avvenuta il 30 novembre del 2014 per 2-1) con un responsabile di un centro scommesse: “L’Andria c’è? Si over 3,5″. “L’hai messo? Poi giochi Brindisi 1 – continua Ciccarone al telefono con il portiere del San Severo, William Carotenuto (ex Scafatese e indagato a piede libero) – Ma di là che testa ha più o meno?”, dice. Tutto questo prima dell’incontro con Savino Daleno, che nel 2014 rivestiva ruolo di consulente di mercato del Brindisi e che si era sentito telefonicamente con il presidente del Brindisi Antonio Flora. Proprio il numero uno pugliese avrebbe versato 15 mila euro per la combine. Stando all’impostazione della Dda di Catanzaro vi sarebbe stata “palese responsabilità” sportiva del portiere Carotenuto “sia sul primo sia sul secondo gol dei padroni di casa”. Sugli spalti ad avvertire Ciccarone del buon esito ci sarebbe stato il fratello Vinicio. ”Si sono mangiati due gol a porta vuota – dichiara invece il calciatore della Puteolana Emanuele Marzocchi ad Antonio Ciccarone prima di Pomigliano-Brindisi del 14 dicembre del 2014 – Si sono mangiati due gol a porta vuota, ha scartato il portiere e tirato fuori. Io e te abbiamo fatto il capolavoro”. Queste alcune delle intercettazioni relative a Ciccarone, che si è avvicinato al mondo del calcio da tifoso dell’Ebolitana. Poi fu D’Eboli lo portò alla Paganese per affidargli un incarico da team manager. Poi la prima avventura da Ds con il Sapri arrivato a un passo dalla C2 prima del grande miracolo dell’Ebolitana, che arrivò con una società composta da tifosi al professionismo. Da lì poi Ciccarone ha girato altre piaze, messina, Siracusa, Turris prima della Neapolis quest’anno. E tra arrestati e indagati ci sono molti calciatori legati a Ciccarone come Astarita che ha definito in un’intercettazione Ciccarone padre putativo, oppurel’argentino Pignatta oppure Izzo e Melillo. Tanti ex giocatori dell’Ebolitana ma anche della Paganese. Giocatori che spesso hanno seguito Cicccarone nelle sue avvenure. E a proposito di Ebolitana, tra gli indagati ci sarebbe anche Daniele Piraino, ancora alla guida del club ebolitano promosso in Eccellenza quest’anno.




Battipagliesi esclusi dalla lista Ira Bruno: «Così non va»

Pietro Ciotti e Angela Ventriglia: sono queste le indicazioni di candidatura venite ufficialmente fuori dal Partito democratico di Battipaglia. Lo ha fatto sapere nella giornata di ieri, tramite nota stampa, il coordinatore cittadino dei dem, il renziano Davide Bruno, che ha parlato delle prossime elezioni regionali come di una «sfida determinante  per il futuro della Regione Campania» e, altresì, di un appuntamento fondamentale «anche per la città di Battipaglia, che sta attraversando un periodo storico di grande difficoltà, considerando gli oltre due anni di commissariamento, il processo di deindustrializzazione in atto e la dispersione delle energie migliori in un quadro sempre più ripiegato su stesso». Mentre la notizia riguardante la Ventriglia è assolutamente nuova, dalle colonne di questo quotidiano scrivemmo già domenica 5 aprile di una volontà del leader dei democrat di  proporre il già segretario provinciale della Cisl – al momento presidente dell’associazione “Comunità, Storia & Futuro” –  come candidato dem battipagliese. «La questione che si pone – ha aggiunto Bruno – è politica, nel presidio e nella proiezione che questo  Partito deve affermare in questa città e in questa zona della provincia di Salerno, perché bisogna iniziare a tracciare una rotta di autonomia del nostro territorio soprattutto per il futuro, consapevoli che il nostro cammino è ancora lungo e che la rivendicazione di queste candidature risiede soprattutto, al di là dell’accettazione, nella capacità di esprimere una rappresentanza politica della nostra città». La palla, ora, balza tra le mani di Luca Lascaleia, ex segretario cittadino, ora impegnato nella direzione provinciale come responsabile dei rapporti istituzionali, che cercherà di perorare la causa battipagliese presso i coordinatori provinciali e regionali –  rispettivamente Nicola Landolfi e Assunta Tartaglione –; eppure è pressoché impossibile che il sindacalista e la fisioterapista possano trovare realmente collocazione in una lista in cui, al di là degli interrogativi legati ai sindaci, con Franco Alfieri e Paolo Russomando tutt’altro che certi della propria candidatura, pare non esserci più spazio neppure per uno spillo. D’altronde, non avrebbe trovato spazio tra i candidati dem neppure lo stesso Lascaleia, da sempre pupillo di Antonio Valiante, che sembrava essere uno dei nomi caldi sul tavolo provinciale.