Punto interrogativo in Casapound, Vota: «Stiamo valutando»

Adriano Rescigno

Dopo la chiusura delle urne la notte dello scorso 4 marzo ed i tempi biblici per riuscire a stilare l’elenco dei neo parlamentari sembra che di CasaPound Italia si siano perse le tracce tra il silenzio dei media ed il dissolversi di tutti quelli che per l’occasione si erano proclamati a gran voce “anfifa”, scontri e tafferugli, tutti contro Simone Di Stefano. Adesso che il gran tendone circense delle politiche ha lasciato il posto alla carovana in avvicinamento delle amministrative, noi la domanda ce la siamo posta: ma che fine ha fatto CasaPound? E l’abbiamo rivolta a Francisco Vota, ex candidato della tartaruga frecciata alla Camera nel collegio uninominale di Salerno. 《CasaPound, a differenza di tanti altri movimenti che sono scomparsi dalla sera alla mattina, è una presenza costante sul territorio e nelle periferie, come dimostrano le tante iniziative a Salerno e nella provincia nelle festività di Pasqua, continuiamo a lavorare per i territori e per i cittadini a difesa dei tanti italiani abbandonati da chi ha solo promesso. Noi siamo li》. In merito alle prossime amministrative CasaPound dove sarà schierata?《Non so il movimento cosa deciderà, è tutto ancora fumoso, posso dire dove sarà Francesco Vota, che ha trascorso le vacanze di Pasqua a preparare la casa in vista di questo turno elettorale》. Dove sarà allora?《In prima persona non sarò candidato, sarà schierato al canto di alcuni amici nei vari Comuni, come Pontecagnano e Montecorvino Rovella. Ci sono tanti amici che vedono queste nuove elezioni come l’opportunità per i territori della parte più bella della Campania, di un rilancio economico, turistico e produttivo. Una grande rete di Enti locali che lavori per dare risposte ai giovani in termini sociali ed occupazionali semplicemente valorizzando ciò che già si ha, senza inventare nulla. Con tanti di questi amici ho condiviso un passato politico ed il progetto è giusto, allora io ci sono. Ragionare per compartimenti stagni, vuol dire continuare a retrocedere》. Pontecagnano,Montecorvino, amici, ci dica qualcosa in più. 《Su Pontecagnano sono in attesa del tavolo del centrodestra di questa sera, su Montecorvino Rovella mi troverete a sostegno di Mariano Iodice per “Prima i cittadini”. Su Pellezzano, per privacy dei candidati ancora non mi esprimo, li la situazione è complessa, ma gli amici ci sono. Bisogna solo pazientare per il loro posizionamento. Le finestre di dialogo sono aperte, nel frattempo faccio le mie valutazioni 》. E Campagna? «Mi piace molto il sindaco uscente Monaco, sento la gente contenta di lui e del suo governo cittadino. Mi colpì una frase in merito alla vicenda delle fonderie Pisano “se portano qui le fonderie io trasferirò il mio ufficio davanti il sito”. Ci vuole coraggio ed amore per il territorio. Lembo è giovane, dovrà dimostrare di saper far meglio per battere un avversario di tale calibro》. In provincia i pentastellati saranno favoriti dal risultato nazionale?《Sui territori si vota la persona, i cittadini delusi non esitano a reclamare direttamente nell’ufficio del sindaco. Il programma ad effetto ed un leader che fa il comizio non bastano. E già che ci siamo, dare per spacciato il Pd prima delle urne è un errore. Sono le amministrative proprio a decidere se un partito è da funerale o meno》. Apriamola però la busta del dopo consultazioni… 《Lega e 5 stelle non governeranno insieme, andrebbero ad indebolirsi a vicenda. Ci sarà un premier tecnico con ministri indicati dalle coalizioni e tireremo avanti》.




Vota: «Gli estremisti cono coloro che vogliono imporci le regole»

Marco Giannattasio

Qual è il motto che lanciate agli italiani e perché questi dovrebbero votare Casa Pound?
«Prima gli italiani, noi lo diciamo da anni con convinzione, senza apparenze per conquistare i voti. Noi abbiamo una proposta diversa, coerente, andiamo in cerca di verità e degli elettori che vogliono sposare questi temi reali e non dare un voto al centro destra per poi ritrovarsi in un governo tecnico con Berlusconi. Questa legge non garantisce la vittoria a nessuno, bisogna vincere il 70% dei collegi plurinominali. È un’utopia per tutti, di conseguenza si apprestano a fare un altro governo di larghe intese e noi possiamo essere l’unica opposizione forte. Io vedo che i candidati della destra parlano di temi che io denuncio da anni in questa città, poiché vediamo un accattonaggio controllato e sistematico e siamo assaliti da immigrati che elemosinano, lavorano in nero e mettono in pericolo i cittadini. Molti dicono di venire da centri di accoglienza, noi vogliamo un controllo effettivo. La politica che oggi si propone come nuova non ha controllato, una politica che si è frammentata creando dei movimenti satelliti che cerca di intercettare i voti. Ma noi diciamo “Votate Casa Pound” perché noi non abbiamo cambiamo i nostri temi, vogliamo che la nazione non sia più soggetta ai dictat europei. Il nostro Paese ha una storia, una dignità, delle necessità. Dobbiamo fermare la tendenza di non essere più una nazione, non possiamo essere un paese governato da Bruxelles, dobbiamo avere la nostra indipendenza. Dobbiamo tornare sovrani per diventare potenza e accrescere».

Come reputate il vostro consenso nella città di Salerno e provincia?

«A Salerno e provincia stiamo avendo un ottimo riscontro, sono tanti gli elettori che ci fanno sostegno poiché la nostra proposta è coerente. Nelle nostre liste ci sono elementi del territorio mentre la stessa Lega, nonostante abbia cancellato “Nord” ha candidato elementi estranei a queste realtà. Casa Pound non è un traghetto politico che porta elementi, pronti ad oziare, in Parlamento ma candida i suoi militanti, quelli che sono sempre a disposizione del popolo. Casa Pound è una comunità che vuole aiutare gli italiani e provvedere alle loro necessità».

Cosa direste a chi vi accusa di essere un movimento “Etremista”?

«Estremista oggi sono coloro che ci vogliono imporre queste politiche e chi giustifica quest’immigrazione incontrollata, invece noi vogliamo dire “siamo l’Italia, abbiamo queste eccellenze e dobbiamo valorizzare le nostre produzioni.” Noi siamo cittadini italiani e dobbiamo la nostra cultura».

Qual è il punto centrale del vostro programma?

«Noi cerchiamo di dare risposte, siamo un movimento che si permette di mostrare il problema e dare la soluzione. Punto centrale del nostro movimento è il mutuo sociale che serve per dare una risposta concreta alle giovani coppie che devono partire da una casa per creare una famiglia senza che le banche creino un debito a costoro. Dobbiamo dare la possibilità alle famiglie di avere un immobile che negli anni riscatterà con un interesse che si paga normalmente e che non sia vessatorio, con una possibilità di lavoro concreta. Dobbiamo riappropriarci del nostro presente per avere un futuro, questa è la condizione ideale per andare avanti e dire ancora domani che noi siamo italiani»




«Non siamo un partito ma una comunità»

Marco Giannattasio

«CasaPound non è il solito partito ma una vera e propria comunità che opera, fianco a fianco, con i cittadini, trecentosessantacinque giorni l’anno. Perché un tempo eravamo grandi ed ora non lo siamo più? La verità è che è stato fatto un cambio dalla Lira all’Euro estremamente sfavorevole e continuiamo a sottostare ad un sistema che soffoca la nostra economia. L’unico programma sovranista è il nostro, non ci sono altre alternative, anche il tanto acclamato Salvini è stato messo a tacere dal liberismo filoeuropeista Berlusconiano. Non possiamo più farci imporre leggi, programmi, e sanzioni da un unione che di fatto ha contribuito solamente a deturpare le nostre eccellenze, in primis, enogastronomiche a favore dell’olio tunisino o agrumi prodotti chissà dove». Lo ha detto Francesco Vota, candidato alla Camera dei Deputati nei collegi uninominale e plurinominale Salerno nel corso della presentazione dei candidati tenutasi ieri mattina presso il bar Moka: Giovanna Gerardi, candidata al collegio uninominale per il Senato a Salerno; Maria Rosaria Andriuolo, candidata nel collegio uninominale alla camera nella circoscrizione di Battipaglia; Salvatore Luongo, candidato nel collegio uninominale per il Senato nella circoscrizione di Battipaglia, Vito Faiella, candidato al collegio uninominale per la Camera dei Deputati nella circoscrizione di Agropoli e Salvatore Pisapia, candidato al collegio uninominale per la Camera nella circoscrizione di Scafati. «Il punto principale per noi è la socializzazione, portare di nuovo al primo posto la figura dell’italiano, non inteso come nazionalismo ma come priorità. Al primo posto ci deve essere l’italiano, la dignità italiana, il sociale italiano, le necessità degli italiani, dopo verrà tutto il resto. Il processo iniziale del nostro programma è la tassazione affinché l’italiano possa avere la propria dignità. Finché l’italiano non ritorna alle origini con lavoro, dignità e casa che è simbolo della famiglia, noi non riusciremo ad andare avanti», ha dichiarato Salvatore Pisapia.  «La motivazione di questa “lotta” è di dare soprattutto una mano al movimento che sta crescendo e na- scendo. L’uscita dall’euro è caposaldo di tutti i punti perché da qui si può parlare del resto del programma. Le politiche sociali si possono attivare in maniera forte solo uscendo dall’euro. Il rapporto con altri partiti è positivo, bisogna dialogare con tutti. Io ho portato avanti delle battaglie anche con persone di sinistra. Io, inoltre, sono uno dei fondatori del comitato “Salute e Vita” che è presieduto da Lorenzo Forte che è di sinistra, però abbiamo portato e stiamo portando avanti una battaglia fondamentale per l’inquinamento nella Valle dell’Irno», ha poi aggiunto. Non tarda ad arrivare l’intervento di Giovanna Gerardi, candidata al plurinominale a Salerno. La quale afferma: “Io sono una madre, vivo a Salerno, ho scelto questo partito perché sono concreti e affrontiamo i problemi con soluzioni reali. Hanno scelto di candidarmi perché credono che io sia la persona, a Salerno, che può fare anche una rivoluzione culturale. Noi a Salerno abbiamo tante scuole che sono carenti, strutture vecchie, dobbiamo controllare gli stabili, le agibilità». «Io sono una persona abituata a parlare con le persone, soprattutto con coloro che vivono nei quartieri più poveri, abbandonati dallo Stato, dalla Piana del Sele al Cilento. Casa Pound è un manipolo di combattenti pronti a battersi per il futuro degli italiani, in questa prospettiva anche essere candidato ha un significato diverso dagli altri partiti: la candidatura non è il punto di arrivo ma la linea di partenza per aiutare i cittadini e finalmente cambiare, in modo concreto, questo stato», ha poi detto la Criuolo.




Programmi, appelli, promesse: il confronto nella sede di Cronache

Adriano Rescigno

Ansalone sprona al confronto, gli altri del collegio rispondono presente. Carmine Ansalone, nel corso dell’intervista rilasciata al quotidiano Le Cronache, esponente di Liberi e Uguali candidato alla Camera dei Deputati all’interno del collegio uninominale di Salerno, ha invitato al confronto i suoi colleghi candidati in merito ai programmi elettorali ed ai temi della politica. Al confronto organizzato dalla nostra redazione venerdì 16 febbraio, venerdì, alle ore 11 e che si svolgerà nei nostri stessi locali, sono stati invitati tutti gli esponenti delle forze politiche presenti in campo che hanno avanzato la loro candidatura in rappresentanza del territorio per uno scranno a palazzo Montecitorio. Dunque, un incontro aperto ai candidati del collegio uninominale di Salerno per la Camera dei Deputati.

Gli invitati

Per il centro sinistra ci sarà Piero De Luca, per il centro destra Gennaro Esposito, nemmeno a dirlo Carmine Ansalone di Liberi e Uguali e per il Movimento 5 stelle Nicola Provenza. Tra gli altri invitati anche Pio Antonio De Felice di Potere al Popolo che senza battere ciglio ha dato la sua adesione, così come Francesco Vota di CasaPound che per primo aveva chiesto un confronto tra tutti i candidati presenti nel collegio uninominale. Per il Popolo della Famiglia ci sarà Raffaele Adinolfi mentre per il Partito Comunista Alessandro Sergio. Per una Sinistra Rivoluzionaria, candidata alla Camera, ci sarà Valentina Curci mentre Giovanna Picardi per Forza Nuova. Chiude Maria Assunta Carmosino candidata tra le fila di Allenaza Liberal Popolare – Autonomie.  “Mi faccio promotore attraverso le colonne di questo giornale di un appello: sui temi della politica è auspicabile un confronto tra i can- didati del collegio di Salerno”, questa la richiesta del candidato di Liberi e Uguali.

Francesco Vota: «Non temo nessun confronto. Noi di CasaPound abbiamo temi validi e programmi attendibili da proporre. Sento cose in giro che esulano dalla realtà. Vorrei confrontarmi, e lo farò con piacere, in prima persona con il candidato del Pd Piero De Luca visto che si muove come se avesse già vinto. Sono stato a Fuorni, ed in nostri concittadini non sono per niente convinti e contenti de “Salerno capitale dell’accoglienza”. E allora vorrei chiedere a Piero De Luca se voterà lo ius soli, se al posto di valorizzare le zone desertificate economicamente dal Pd continuerà a scegliere il jobs act». Pio De Felice per Potere al Popolo invece: «Parteciperò molto volentieri a questo confronto diretto per informare i cittadini su chi dice cose vere e chi le racconta edulcorate. Bisogna parlare di lavoro, di sicurezza, che sembrano essere stati totalmente abbandonati. Sono molto felice di questa iniziativa che permetterà il confronto tra chi è portatore di tesi diverse». Gennaro Esposito candidato per il centro destra invece: «Credo che gli elettori hanno estremamente bisogno, per evitare l’appiattimento del consenso e dell’indecisione, di momenti di confronto come quello organizzato dalla vostra redazione. Sono ben felice dell’appello proposto dall’amico Carmine Ansalone e di accettare il vostro invito. E’ una manifestazione di interesse verso i lettori e verso gli elettori che va a riscoprire il vero senso della politica, il confronto nel bene delle comunità». Raffaele Adinolfi per il Popolo della Famiglia: «Felice di accettare il vostro invito. I nostri programmi sono figli del buonsenso e della difesa dei nostri veri valori. Una simile iniziativa è da lodare».




«Non siamo un partito ma una comunità. Non temiamo nessuno»

CasaPound si appresta a partecipare alle politiche del 4 marzo prossimo. Tra i candidati, a Salerno, spicca il nome di Francesco Vota,

Perché CasaPound?

«Perché CasaPound non è il solito partito tradizionale ma è una grande comunità a livello nazionale di cui mi sono sentito parte sin dal primo momento e di cui ho sposato la pro- posta politica che fa dell’azione il metodo prioritario per risolvere concretamente i problemi dei cittadini.

Credi che CasaPound sia poco radicati sul territorio?

«Abbiamo cominciato come gruppo circa un anno fa affrontando i tanti problemi della città e del territorio in generale, tantissime le nostre segnalazioni all’amministrazione comunale in merito a degrado e disservizi. Sottolineo che oltre al problema usiamo proporre anche quella che secondo noi è la soluzione più attuabile e in alcuni casi abbiamo visto un epilogo positivo. Siamo stati in campo fisicamente per denunciare e contrastare l’indegna situazione del lungomare trasformato in big store del contraffato cogliendo il plauso di tanti, per questo non mi meraviglio del risul- tato, raccolte più del doppio delle firme necessarie alla presentazione delle liste e, inoltre, registriamo un interesse crescente a Salerno come in tutta la provincia, che dire abbiamo sfruttato bene il tempo».

Perchè hai deciso di scendere in campo alle politiche di marzo?

«Come già detto credo profondamente nei temi che caratterizzano la nostra proposta politica. Sovranità monetaria, uno stato che finalmente tuteli prima i suoi cittadini, attraverso misure economiche e sociali, stop immediato ai flussi migratori incontrollati che oggettivamente non siamo in grado di sopportare. Sono temi fondanti del nostro programma, soluzioni immediate per riportare il nostro paese alla prosperità. Dobbiamo invertire il processo di desertificazione delle aree industriali, tutelare il commercio in difficoltà ovunque grazie alla concorrenza spietata di chi produce a basso costo in paesi distanti anni luce da noi per regole e tassazione. Altra priorità è ridare slancio e implementare le nostre produzioni agricole, base della nostra eccellenza enogastronomica. Vogliamo che la nostra gente possa giovarsi di un reddito vero, e non deprimersi di assistenzialismo.

Cosa ti aspetti da questa candidatura?
«Che la gente si guardi intorno e capisca che per riprendersi il futuro serve la volontà e l’impegno di tutti non possiamo delegare a chi finora non ha prodotto un bel niente. Chi è attento osservatore sa benissimo che negli ultimi anni abbiamo assistito ad una farsa, cambi di casacca, sostegni più o meno esterni, insomma, gente che ha fatto di tutto per tutelare i propri interessi, davanti a questa realtà non mi sono dato scelta, sono in campo convinto che entrare in parlamento sia un risultato alla nostra portata.

Timore di qualcosa?

«Mai di nessuno! Chiunque si candidi ha il dovere di illustrare la proposta di cui si fa portavoce, lo deve al po- polo a cui chiede il consenso. Dal canto mio non mi sottrarrò mai a nessun confronto, colgo l’occasione per proporne uno con tutti i candidati di questo collegio, proprio qui da voi, quale luogo migliore per mettere a confronto le idee di tutti».