Scafati. Ripulita la pista ciclabile. Ma c’è ancora da fare

Di Adriano Falanga

Qualcosa si muove sulla pista ciclabile. E non sono ancora le bici ma mezzi dell’Acse. Dopo la segnalazione di Cronache sul degrado della pista ciclabile inaugurata nel 2012 sulle sponde del fiume Sarno, l’amministrazione ha prontamente provveduto a dare una ripulita. “Abbiamo provveduto a pulire la pista ciclabile, il parco giochi e il parcheggio dall’immondizia lasciata dagli incivili. Seguirà anche l’intervento del taglio dell’erba”, scrive Pasquale Aliberti in rete. Una buona notizia, per il momento. Resta comunque che non è possibile usufruire della struttura per tutto il suo percorso, in quanto sui 5 km totali il tratto asfaltato è decisamente poca cosa. Non solo pulizia, ma anche messa in sicurezza, perché la pista è sconnessa, ha la staccionata in più punti rotta e pericolosa per la diretta vicinanza con il fiume, e soprattutto è buia, perché nel tempo i ladri hanno portato via i cavi elettrici. Un lavoro economicamente non semplice, in tempi di crisi per le casse comunali. Non essendoci un vero servizio pubblico dedito alla Manutenzione, il Comune più volte ha provato a dare in gestione la pista ad associazioni private, ma nonostante la buona volontà, non è affatto semplice tenerla pulita e in ordine per l’intero tratto. “Strade da asfaltare, più pulizia, nuove strutture sportive, più verde pubblico, più lavoro – scrive ancora Aliberti – le vostre sono sicuramente richieste legittime. È evidente anche però che noi ci stiamo mettendo passione e impegno e che Scafati è oggi una città migliore di quella ereditata 8 anni fa”. Originariamente non doveva essere così, perché il progetto aveva previsto il “bike Sharing”, o meglio il noleggio pubblico delle biciclette. Il regolamento fu approvato all’unanimità in consiglio comunale il 4 dicembre 2013. “Dalle entrate per la vendita degli abbonamenti si recupereranno i costi di manutenzione e gestione del servizio” spiegava il sindaco Pasquale Aliberti. “Furono previste tre postazioni, ognuna con 10 biciclette ed un totem di gestione attraverso il quale l’utente veniva riconosciuto dal sistema attraverso una tessera magnetica per il prelievo ed il deposito della bici. Per il prelievo delle bici bisognava munirsi di una tessera magnetica, rilasciata dal settore Sport, il cui costo giornaliero era di Euro 2, settimanale di Euro 5, annuale di Euro 25. E furono anche acquistate le bici, soltanto che oggi giacciono (o dovrebbero giacere) in un deposito presso la vecchia manifattura dei tabacchi.

1-postazione bici (2)I costi e la quantità di queste biciclette sono vaghi, almeno stando a quanto spiega l’assessore allo Sport Diego Chirico: “Credo siano una quarantina di biciclette – poi spiega perché sono finite in deposito – Il sistema studiato all’epoca è poco conveniente perché utilizza un software troppo costoso. Per il futuro stiamo dialogando con le Associazioni del territorio per capire come poter utilizzare le bici in maniera gratuita per i cittadini installando i punti di consegna nei pressi di punti nevralgici e locali frequentati”. La pista ciclabile fu realizzata in parte con fondi Piu Europa e in parte con fondi erogati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, costo del progetto 1,6 milioni di euro. Costeggia il fiume Sarno, e non attraversa la città, questo la rende più vicina a una struttura sportiva e amatoriale che una vera alternativa ai trasporti pubblici. Ed è ciò che qualcuno chiede al primo cittadino sulla sua pagina Facebook ufficiale: “una pista ciclabile così, (solo poche centinaia di metri e che non passa per la città) ci serve a poco; serve solo per fare una passeggiata. Alla città serve una pista ciclabile vera che attraversa le principali strade della città, la pista deve stimolare i cittadini a usare la bici con enormi benefici ambientali, di salute ed economici”. Facile a dirsi, meno a farsi. Scafati è tra i comuni demograficamente più abitati, significa che lo spazio libero per strade e aree verdi è occupato da palazzi e case. Le strade sono strette, le auto tante, lo spazio è poco. Dove costruire una pista ciclabile urbana?

pista4




Scafati. Polo Scolastico, tra ritardi e contenziosi, quale futuro per l’opera di via Oberdan?

Di Adriano Falanga

Doveva essere il fiore all’occhiello dell’amministrazione Aliberti, la “punta di diamante” dell’intera programmazione di opere ed interventi promossa dal Più Europa. La realizzazione del Polo Scolastico ni via Oberdan è anche l’opera più costosa e più imponente, e forse, più importante. Tutto fermo, tutto sospeso, tutto in mano alla Magistratura. Il solo contenzioso con la Tyche costerà, almeno fino ad oggi, 40 mila euro di sole spese legali. A questi vanno aggiunti i 270 mila euro necessari per lo smaltimento dei rifiuti lasciati sul cantiere dall’impresa appaltatrice. Materiali su cui è nato il contenzioso da 700 mila euro. Soldi che il Comune di Scafati intende ovviamente far pagare alla Tyche, che ha abbandonato il cantiere allo primo stato di avanzamento lavori, dopo l’incasso di circa 750 mila euro. Rifiuti emersi dallo scavo che nessuno aveva preventivato esistere, nonostante i sondaggi fatti sia dal progettista che dall’esecutore. Dopo l’abbandono del cantiere, l’area è stata sequestrata ad aprile 2014 dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone. Secondo il Noe i rifiuti risultavano illecitamente stoccati in assenza della prescritta iscrizione/autorizzazione, in violazione della normativa ambientale, rifiuti tra l’altro completamente esposti agli agenti atmosferici, direttamente su nudo terreno e senza sistema di raccolta e/o regimentazione delle acque meteoriche e di dilavamento.

La bonifica è stata affidata alla Amoroso di Baronissi, tramite procedura negoziata nel settembre 2014, ad oggi però non si è ancora mosso nulla dal cantiere abbandonato in via Oberdan. Pasquale Aliberti conferma le motivazioni che anche Giancarlo Fele, assessore all’urbanistica, fornì a Novembre scorso. “Stiamo aspettando la validazione del progetto da parte dell’Arpac. La ditta ha già inviato il piano di smaltimento all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Come sempre i ritardi dipendono da altri enti, noi paghiamo solo le conseguenze e le responsabilità: ci mettiamo la faccia” così il sindaco. L’impegno sul Polo Scolastico non è però scemato ma anzi, entro quest’anno dovrebbe tenersi nuova gara per la sua realizzazione. La soluzione per la relativa copertura economica sembra stare nei “progetti retrospettivi” e cioè lo spostamento contabile su progetti già realizzati con altri fondi nazionali. Si tratta di un meccanismo, ammesso dai regolamenti europei, che consente, in caso di ritardo nella spesa, di spostare la rendicontazione su progetti compatibili, ma già realizzati e spesi con fondi ordinari di Stato o Regioni. Si mandano dunque a Bruxelles fatture per opere “compatibili”, già fatte, così si riesce a rispettare i target, senza però creare sviluppo, né aumentare il Pil. In parole semplici, l’Europa finanzierà opere già realizzate con altri fondi. “La somma complessiva del nuovo accordo di programma che firmeremo a breve in Regione Campania è di circa 11 milioni di euro –conferma Pasquale Aliberti – fondi che saranno utilizzati oltre che per la realizzazione del Polo Scolastico anche le nuove opere pubbliche che stiamo valutando di inserire nella programmazione. Il nuovo finanziamento è il risultato della capacità che questa amministrazione ha avuto dal 2008 ad oggi di spendere e realizzare opere pubbliche anche con i mutui della cassa depositi e prestiti”. Confermato anche il vecchio progetto: “perché per noi resta un’opera importante che contiamo possa essere simbolo del buon governo che in questi anni ha avuto la Città di Scafati”.

Cambieranno però le dimensioni della palestra: “Ho chiesto, invece, una rivisitazione del progetto del Palazzetto dello Sport per adeguarlo alla Pallamano e al Calcio a 5. Quello precedente non consentiva la pratica di questi due sport” aggiunge Pasquale Aliberti. Questa scelta è in realtà un cambio di passo, perché la scorsa estate fu l’ex capogruppo Pd Vittorio D’Alessandro a sollevare la problematica in consiglio comunale. Fu chiesta una variante in corso d’opera per poter ampliare il nuovo palazzetto onde poter permettere anche le attività degli sport minori, ma la proposta fu bocciata dalla maggioranza, in quanto, fu spiegato in Assise, in cantiere c’era la realizzazione di una nuova struttura idonea che sarebbe dovuta sorgere in via Tricino. E’ anche “grazie” al Polo Scolastico che il primo cittadino è finito sotto indagine dall’antimafia. “Sono indagato per dichiarazioni rese, non so da chi, sul Polo Scolastico” ha detto più volte.