Scafati. Gatto scivola nel fiume, salvato in extremis | Le foto e il video

Gatto finisce in maniera accidentale nel fiume Sarno in piazza Vittorio Veneto, subito i vigili urbani del comando di polizia municipale alla guida del Comandante Giovanni Forgione, insieme ai vigili del fuoco del distaccamento di Nocera inferiore, si lanciano nelle acque putride del centro per salvare il piccolo felino. Un gattino nero, che oggi avrebbe potuto avere una brutta sfortuna, quella di finire cadavere in uno dei fiumi più inquinati d’Europa. Probabilmente sarà scivolato in acqua cercando di acciuffare qualche topo, abitanti ideali del fiume. Tra erbacce e fango, il gatto non è stato più in grado di risalire e quindi è stato notato da alcuni passanti che subito hanno allertato i vigili urbani e, a loro volta, i caschi gialli. Con l’aiuto delle scale e delle apparecchiature necessarie, i pompieri e gli agenti hanno salvato il piccolo animale domestico – rifugiatosi su una pietra – dopo più di un’ora di azione. Il gatto probabilmente sarà adottato da qualche famiglia volenterosa dopo aver superato le cure veterinarie necessarie, qualora non dovesse uscire il legittimo proprietario.




Scafati. Helios, Aliberti: “non ho potere”. Ma nel 2015 il Comune ha acconsentito all’ampliamento

Di Adriano Falanga

“Oggi, con una nota abbiamo sollecitato risposte da chi di competenza. Inutile scaricare sul sindaco ogni problema, non ho il potere di far chiudere una fabbrica e mettere catene, altrimenti sarei un delinquente: io faccio il sindaco”. Pasquale Aliberti interviene così sulla vicenda Helios, l’azienda che stocca e lavora rifiuti speciali e non in area Pip. Da queste parti l’aria è irrespirabile e i residenti sono sul piede di guerra. Non solo, è forte anche l’allarme percolato che fuoriesce con una certa frequenza dai compattatori in sosta, in attesa di conferire. Si chiede con insistenza di verificare il tipo di rifiuto che effettivamente viene lavorato nell’opificio, e la causa dell’insopportabile puzza, che si avverte, nelle serate di caldo estivo, anche a km di distanza. “L’ambiente è qualcosa di sacro in una Città che già soffre per l’inquinamento del Fiume Sarno, del Canale S. Tommaso e dei suoi affluenti. Mantenere alta l’attenzione è dovere morale di un Sindaco – continua Aliberti – Per questo, oltre alle varie denunce alla Procura della Repubblica, ci siamo attivati già da tempo a segnalare la situazione della Helios, attivando tutti gli enti e le autorità preposti ad effettuare i dovuti controlli e ad intervenire perché anche quest’anno e maggiormente con il caldo alcune dinamiche diventano insopportabili”. E spunta fuori una diffida che la Regione Campania avrebbe fatto alla Helios nel maggio scorso. Il comune di Scafati chiede pertanto l’esito delle verifiche. Risulta invece l’autorizzazione regionale ad ampliare l’attività della Helios di altri 3.170 mq. E’ il decreto dirigenziale della Regione Campania n.94 del 27.04.2015 che autorizza la proprietà ad ampliare la propria attività, da qui la maggiore affluenza di rifiuti, ergo, di puzza. “In data 24/02/2015, prot. 0127492, l’U.O.D. Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti Salerno ha comunicato alla Provincia di Salerno ed al Comune di Scafati le risultanze delle indagini effettuate – si legge nel decreto regionale – gli Enti sopra citati non hanno fatto pervenire alcuna osservazione nel termine della nota di cui sopra”. Sapeva Palazzo Mayer quindi, sapeva l’ufficio Ambiente di quella richiesta di ampliamento dell’attività, con un maggior volume di rifiuti da stoccare e lavorare, e nessuna opposizione è stata posta. E’ pur vero che le autorizzazioni sono sovracomunali, ma l’ente locale è chiamato ad esprimere pareri in materia. E chi tace, acconsente. Ad ogni modo, la stessa autorizzazione pone anche delle precisazioni alla Helios: “i rifiuti dovranno essere trattati e recuperati senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all’ambiente ed in particolare: senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora; senza causare inconvenienti da rumori o da odori; senza danneggiare il paesaggio”.

1-canale san tommaso cappelleAppare quindi indiscutibile che uno di questi parametri è puntualmente disatteso, essendo l’aria irrespirabile per centinaia di metri. Intanto i residenti non calano l’attenzione, e continuano a incontrarsi per decidere assieme le azioni da mettere in campo. “Basta con i proclami, vogliamo capire se questa azienda può davvero insistere su questo territorio e soprattutto cosa viene stoccato e perché genera la classica puzza di spazzatura in decomposizione- spiega una signora di via Ferraris – e la spazzatura in decomposizione produce percolato”. Lunedi sera un gruppo di residenti riuniti in assemblea, ha chiamato i carabinieri per l’ennesima segnalazione. La pattuglia inviata dalla locale Tenenza, è intervenuta e pare abbia relazionato al Tenente Saverio Cappelluti dell’effettiva puzza proveniente dal sito industriale. Sul piede di guerra anche le forze politiche di opposizione, che cavalcano la protesta. “Chiediamo che l’amministrazione comunale smetta colpevolmente di tacere sulla vicenda e non solo discuta della vicenda all’interno del prossimo consiglio comunale, ma che si prenda la responsabilità di ascoltare le cittadine e i cittadini residenti in quell’area che hanno il diritto a difendere la propria vita e il proprio quartiere”. Così in una nota stampa congiunta le sigle associative e politiche: Anpi, Act, Scafati Arancione, Uds, Pd, Gd, Sostiene Scafati. “E’ necessario inoltre che l’amministrazione metta in campo politiche di contrasto contro chi inquina, sversa e devasta i nostri territori. La Campania da terra di “biocidio” deve tornare per noi ad essere “Campania Felix”: difendere la vita e la terra sono per noi prioritari per costruire futuro in queste terre. A partire da Scafati che è la nostra città” l’appello. non meno forti le parole degli attivisti cinque stelle di Scafati in Movimento: “La smetta il sindaco con le chiacchiere il sito di stoccaggio è in via Galileo Ferraris grazie al placet politico di Aliberti e Paolino, si assumano le loro responsabilità davanti a tutti i malati di tumore che si ammaleranno, si assumano le responsabilità davanti al popolo scafatese e abbiano almeno la decenza di restare in silenzio le parole del sindaco sanno di presa in giro, non poteva non sapere come la moglie che sapeva benissimo cosa accadeva, le autorizzazioni sono state rilasciate in piena campagna elettorale e sappiamo bene come funziona la politica e quanto costa il silenzio a noi cittadini”.

 




Controlli antinquinamento della polizia provinciale e locale a San Mauro e Fosso Imperatore.  Interrogazione del senatore Cioffi (M5S) al ministero dell’Ambiente

NOCERA INFERIORE. Scarichi inquinanti e sistema fognario: blitz di polizia provinciale e dipendenti comunali. Ieri mattina sono stati effettuati i primi controlli nella zona di San Mauro e in questi giorni si procederà versoFfosso Imperatore. Su richeista della procura, gli investigatori stanno raccogliendo tutti i dati necessario per capire se ci siano fonti inquinanti che finiscano nel corso d’acqua, in particolare modo il Rio e nel laghetto di San Mauro ed il canale che traversa Fosso Imperatore.  Sotto la lente di ingrandimento è finito anche il sistema fognario, che in qualche punto sembra essere ostruito.
Il Pm ha deciso di vederci chiaro dopo che verso l’inizio di gennaio quando il canale di Fosso Imperatore di colorò di blu.
Più volte gli abitanti della zona avevano denunciato la presenza di pesci morti nel fondale di acqua torbida. Nel laghetto di San Mauro si era registrato il tetracloroetilene 7 volte al di sopra della norma.
Intanto, il senatore Andrea Cioffi del movimento cinque stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere se il ministeo dell’Ambiente  è a conoscenza della “bomba ecologica” rappresentata dal Fiume sarno e dai torrenti Solofrana e Cavaiola che, inquinati, ad ogni pioggia di forte intensità straripano finendo su tereni dalle coltivazioni pregiate.  Il senatore del M5S sollecita l’Arpac a fornire dati aggiornati sull’inquinamento dei corsi dacqua dell’Agro. “Le vasche di laminazione previste nel grande progetto non sono la soluzione ottimale in termine di costi benefici  e non risolvono il problema ambientale di ridare al Sarno un elevato livello di  qualità delle acque”, dichiara il sen. Cioffi.  Il Movimento 5 Stelle insieme la tavolo tecnico Sarno, in vari incontri presso l’Arcadis e la Regione Campania ha rappresentato alcune proposte alternative.




Agro. Saranno installate 14 centraline per monitorare aria e acqua. A breve un tavolo tecnico

AGRO. Grazie a chi ha partecipato alla riunione per i torrenti Solofrana e Cavaiola. Il consigliere regiobnale Alberico  Gambino ha espresso gratitudine ai convenuti che hanno dimostrato non solo di voler affrontare e risolvere il problema, ma congratularsi per aver dimostrato le idee chiare sulla soluzione da adottare. Di notevole importanza sono state anche le informazioni fornite da Arcadis, da cui sono stati codificati i tempi d’istallazione di 14 centraline per la rilevazione di acqua scaricata e della qualità dell’aria e dell’acqua.
Gambino poi ha dichiarato “Il mio impegno proseguirà, adesso, al fianco di comuni e comitati, per concretizzare le ulteriori richieste formalizzate nel corso dell’audizione e portate avanti, da tempo, dal Coordinamento “Ambiente e salute”- aggiungendo poi – mi attiverò anche per l’istituzione di un tavolo tecnico così come proposto dal Comune di Solofra che, come tutti, ha dimostrato di avere a cuore la salvaguardia della salute dei cittadini ed il contrasto ad ogni forma di sversamento inquinante.”
Francesco Maria Saggese




Quando a Scafati “nacque” il ponte per la Resistenza e l’Italia liberata

SCAFATI. E’ il simbolo della città di Scafati. Non è azzardato dire che la Resistenza italiana contro i tedeschi sia nata su questa struttura, in quanto una delle poche rimaste integre, durente la ritirata dei tedeschi dovuta all’avanzamento delle truppe alleate. Era “Il 28 settembre 1943 quando intrepidi patrioti di Scafati, primi in Italia, impugnarono le armi contro l’oppressore nazi-fascista cooperando con le vittoriose armate alleate dopo lo sbarco di Salerno. Questo ponte che col suo crollo doveva ritardare la ritirata del nemico ne affrettò la fuga salvando la città da grave rovina”. E’ il testo della lapide posta sul ponte che collega Piazza Vittorio Veneto con via Roma, ma che, storicamente, simboleggia il confine tra la provincia di Napoli con quella di Salerno. Attorno al ponte è nata la città, con Palazzo Mayer (oggi sede del Comune) e la parrocchia della santa Patrona Maria Delle Vergini. Sotto vi scorrono le acque del fiume Sarno, una volta risorsa economica di vitale importanza per gli scafatesi, in quanto adoperate per alimentare i mulini della fiorente industria tessile. Oggi il vecchio ponte è in pessime condizioni. La sua storia, i suoi valori, la sua tradizione affonda nello schifo che vi scorre sotto. Non solo la struttura non riceve adeguata manutenzione da anni, ma sotto di esso regna il pieno degrado del canale Bottaro. Rifiuti, erbaccia, topi, insetti e puzza di acqua malsana fanno da cornice. Il ponte fu edificato nel 1906 a sostituzione di uno praticamente uguale in ferro, le ringhiere sono quelle che già c’erano prima del 1906. Gli stucchi e i decori ormai sono appena visibili, la ruggine avanza. Sul noto social Facebook le rimostranze dei cittadini. In casi simili, l’amministrazione comunale è sempre la prima accusata ma una buona dose di responsabilità è anche di chi dovrebbe provvedere alla pulizia e manutenzione dei canali. “Io pago un bollettino intestato ad un ente chiamato “Consorzio di Bonifica” perciò credo che la vergogna sia non solo del Comune che dal 1906 ad oggi ha amministrato ma anche dell’ente bonifica” si legge sul gruppo “Sei di Scafati Se…”. Ancora: “Vergognoso, molto vergognoso guardare questo scempio”. All’amministrazione comunale l’appello per una giusta e dovuta ristrutturazione del “ponte in piazza”, riportandolo agli antichi splendori e restituendogli la dignità che gli è dovuta. E’ lui il simbolo di Scafati, e se lui si presenta male, si presenta male anche la città.

 

Scafati. Ponte anni '50

Scafati. Ponte anni ’50

Scafati. Ponte oggi

Scafati. Ponte oggi

Scafati. Ponte, oggi

Scafati. Ponte, oggi




AGRO/VESUVIANO. La Regione stanzia Fondi europei per il la 268 e il fiume Sarno

Fondi europei in arrivo per la Campania.
“Finalmente buone notizie per la Campania e per i nostri territori – dichiara il segretario cittadino del Partito democratico, Margherita Rinaldi -. Apprendiamo infatti che, dopo l’OK della Commissione dell’Unione Europea, sono stati destinati ben oltre 4 miliardi di euro al programma operativo regionale Campania».
Nel corso di una conferenza stampa, il governatore della Regione Vincenzo De Luca ha illustrato i progetti a cui saranno destinati i fondi e molti di questi andranno a beneficio dell’Agro nocerino e in particolare a Scafati. Saranno spesi circa 200 milioni di euro per la riqualificazione del fiume Sarno, 400 milioni per la prevenzione dei rischi naturali ed oltre 6 milioni di euro per la Strada statale 268 Vesuvio, un’arteria tra le più pericolose dell’area campana.
Altri fondi ancora saranno destinati ai trasporti e alle energie sostenibili da utilizzarsi sul territorio dell’agro nocerino e del vesuviano.
Un lavoro sinergico che, come circolo locale del Partito democratico, abbiamo fin da subito iniziato a costruire con tutti i livelli istituzionali superiori per far ripartire i nostri territori dopo gli anni di immobilismo del governo Caldoro.
Ora, con la Campania tutta, anche Scafati deve buttarsi presto alle spalle gli anni bui di questo governo della citta, in particolare la vergogna di questi ultimi mesi cui Aliberti e la sua maggioranza ci ha costretti, schiacciati su progetti personali lontani dai bisogno della gente. Bisogna, adesso più che mai, che anche qui a Scafati si provi finalmente a voltare pagina.




Angri. La sfida della qualità del bacino del fiume Sarno, da limite a forza dell’Agro

ANGRI. Appuntamento domani presso l’auditorium del complesso di Santa Maria di Costantinopoli in via dei Goti ad Angri per un incontro seminario: La sfida della qualità nel Bacino del Fiume Sarno promosso da Legambiente Campania con il supporto del Circolo locale Legambiente Oikos Angri ed in collaborazione con l’istituto ProfAgri di Angri. sotto i riflettori il bacino del Fiume Sarno per vincere la sfida della qualità nel Bacino del Sarno Agricoltura, green economy e sostenibilità. Il bacino copre un territorio di 483 kmq pari al 5% della superficie della Regione Campania, 3 province, 38 comuni nei quali si concentrano la significativa pressione demografica, la mancanza di infrastrutture fognarie-depurative primarie, le contraddizioni del sistema produttivo agricolo e industriale che oscilla tra eccellenze e illegalità, la diffusione piccoli e grandi eco reati in tutto il bacino, l’inefficacia della pianificazione urbanistica e la complessità della gestione del rischio idrogeologico. Negli scorsi anni il Fiume Sarno è balzato spesso agli onori della cronaca internazionale a causa del gravissimo inquinamento; dopo anni di battaglie ambientaliste, nelle quali Legambiente è stata protagonista, si sono succeduti Commissari Straordinari, Commissioni Parlamentari di inchiesta e numerosi atti amministrativi straordinari ed ordinari che hanno portato alla realizzazione di alcune significative opere, ma tanto ancora resta da fare per raggiungere una qualità ambientale accettabile. Il corso d’acqua, aggredito, considerato e trattato per troppi anni solo come un’emergenza, presenta di contro un territorio di straordinario valore paesaggistico e ambientale, storico e culturale ed agroalimentare ed è da qui che vogliamo ripartire. Il bacino del Fiume Sarno oltre alle numerose criticità ambientali presenta numerose eccellenze agroalimentari conosciute in tutto il mondo e che rappresentano un patrimonio da tutelare. Si comincia dall’Alto Sarno con la Cipolla Ramata di Montoro; nell’agro Nocerino-Sarnese il pomodoro San Marzano e il cipollotto nocerino sono il fiore all’occhiello del territorio; sul versante del bacino a ridosso dei Monti Lattari spiccano il pomodoro Corbarino a Corbara, la Pasta di Gragnano e Provolone del Monaco nel comune di Agerola, il vino nei comuni di Lettere e Gragnano; infine sul versante vesuviano il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, i vini vesuviani Catalanesca e Lacryma Christi. Le eccellenze agroalimentari del Bacino del Sarno resistono grazie alla passione ed al lavoro quotidiano di imprenditori agricoli che nonostante tante difficoltà continuano ad essere sentinelle di un territorio martoriato. In questo seminario si vuole far conoscere ai futuri operatori agro-industriali che si stanno formando all’Istituto Profagri di Angri le storie di alcune aziende del territorio che si stanno impegnando per promuovere e tutelare il Bacino del Sarno, attraverso produzioni di qualità che rispettano l’ambiente.




Scafati. No al Grande Sarno, sì al recupero del canale Conte Sarno

SCAFATI. Scafati in Movimento intervenie sugli incontri relativi al fiume Sarno. «Siamo stati ben felici di partecipare insieme agli altri gruppi e comitati del territorio per mettere in evidenza la problematica relativa al grande progetto Sarno e dei rischi relativi all’impatto ambientale e salutare del fiume Sarno e degli interventi ad esso collegati! -scrive Sim- Parliamo di interventi per nulla risolutivi su una questione che si protrae da decenni e dove la politica continua a giocare sulla pelle dei cittadini non offrendo soluzioni efficaci e definitive. Il grande progetto Sarno, opera di 217 milioni di euro di per se non rappresenta un approccio intelligente e strategico non prevedendo come punto centrale il reale disinquinanento del fiume  Sarno prevedendo solo faraoniche opere ingegneristiche invece di puntare a ripristinare il normale equilibrio del fiume in maniera ecisistenibile  come chiedono diversi comitati tra cui quelli presenti ieri sera…  (per) gli allagamenti condividiamo in pieno le osservazioni e le critiche del comitato no allagamenti che chiede la rifunzionalizzazione del canale Conte Sarno che già di per se risolverebbe il problema degli allagamenti invece di ricorrere a imponenti vasche di contenimento in pieno centro con tutti i rischi per la salute e per l’ambiente connessi.  Su questi punti stiamo raccogliendo le firme in piazza per chiedere di riutilizzare il vecchio canale conte Sarno…. ».




Fiume Sarno la grande opportunità dell’Agro nocerino sarnese ma anche fonte di rischi continui. Continuano i convegni in tour

SCAFATI/CASTELLAMARE. Continuano gli incontro sul destino di quello che per i romani era un dio e che oggi assomiglia, specie nell’ultimo tratto, in una fogna.
«Fiume Sarno: rischi e opportunità. Quella di venerdì scorso  a Scafati è stata un’uteriore importante tappa informativa, dopo quella di Castellammare, verso la marcia per l’ambiente del 29 novembre a Solofra, organizzata dai comitati locali come il comitato no vasche. Ancora una volta interventi di qualità che mirano a fare chiarezza sulle responsabilità politiche ed amministrative di assurdi ritardi decennali e scelte scelletare che ancora oggi determinano enormi criticità ambientali e di dissesto idrogeologico nell’intera piana del Sarno» scrivono i vari comitati.
«Dalla Solofrana e gli altri affluenti del Sarno fino a Castellammare, al canale Conte Sarno che rappresenta ancora oggi un’opera secolare di alta ingegneria che tornerebbe utilissima, proprio in occasione di eventi meteorologici con intense precipitazioni, ma che purtroppo (volutamente?) non è più utilizzata», aggiungono gli ambientalisti.
«Grazie come sempre per la magistrale lezione al Professor Franco Ortolani, all’ingegner Vincenzo Adamo, Emiddio Ventre del comitato “NO Vasche”,  Antonio Franza. Grazie all’ingegnere Salvatore Scutiero, portavoce del comitato “No allagamenti Scafati”, che ci ha spiegato l’importanza del canale Conte Sarno e come proprio grazie a quell’opera si siano scoperti e portati ala luce gli scavi di Pompei. Grazie alle realtà che hanno organizzato l’evento: MO-UM, assoiazione “Novamarra”, Comitato “No vasche”, Comitato “No allagamenti Scafati”, ” Scafati in movimento”.
I vari gruppi lanciano un appello: «Collaboriamo con le realtà locali affiché si possa determinare un’azione efficace di costante pressione sulle istituzioni locali e regionali a garanzia di inteventi seri e nell’interesse collettivo».
Il prossimo appuntamento è per il 29 novembre.
Il fiume Sarno e i suoi affluenti per secoli e secoli è stato la grande opportunità di un territorio vasto quanto l’Agro nocerino, parte del vesuviano e di quella che chiamamo valle dell’Irno e dell’avellinesi. la speranza è che torni ad esserlo.




Scafati. Casciello si assuma le sue responsabiltà

Continua lo scontro politico sul fiume Sarno, tra il M5S e il consigliere di maggioranza Mimmo Casciello, arriva infatti la secca replica del deputato Angelo Tofalo (nella foto) dopo che Casciello lo aveva pungolato sulla mancata presentazione della denuncia sugli sversamenti abusivi nel corso d’acqua, a seguito del sopralluogo del parlamentare il 4 settembre scorso. Una denuncia annunciata, ma di fatto non ancora ufficializzata. “Aprendo il giornale di oggi, leggo il mio nome, utilizzato da un consigliere comunale di maggioranza che in breve tempo è passato da sinistra a destra. Oggi c’è chi ancora cerca visibilità disinformando i cittadini sulle nostre battaglie – scrive Tofalo in una nota – Sulla problematica del Sarno abbiamo fatto più interrogazioni e preparato un dettagliato dossier. Il problema è stato posto nelle commissioni del Parlamento italiano e anche in quello europeo. Stiamo continuando a lavorare su questo tema anche tramite i nostri consiglieri regionali. Stiamo svolgendo una forte attività ispettiva pressando gli uffici competenti affinché rispondano alle nostre interrogazioni”. Il parlamentare salernitano è molto vicino agli attivisti di Scafati in Movimento, e appoggia le loro battaglie, tra cui, appunto, quella sugli sversamenti illeciti nel Sarno e suoi affluenti. “Il nostro è dunque un lavoro a tutto campo su una problematica su cui la politica fallimentare degli ultimi 30 anni non si è mai seriamente interessata. Invitiamo tutti gli attori politici locali, che negli ultimi anni hanno generato queste problematiche dannose all’ambente ed alla salute, di consentire con informazioni utili a risolvere questo problema insieme ai cittadini” conclude Angelo Tofalo. Fanno eco gli attivisti locali, che calcano la mano: “Evidentemente il consigliere Casciello non avendo rappresentanti istituzionali cui rivolgersi avendo cambiato più volte casacca attacca noi che stiamo lavorando alacremente su questo tema! Si assuma piuttosto le sue responsabilità essendo corresponsabile insieme a questa amministrazione di questo stato di cose mai poste seriamente in discussione ai tavoli regionali e nazionali, cosa che invece il m5s sta facendo da opposizione responsabile e coerente”. Sembrerebbe che nelle prossime settimane il deputato ritornerà a Scafati e com il gruppo locale presenteranno una lunga e dettagliata denuncia-dossier che non riguarderà soltanto l’inquinamento del Sarno, ma anche una panoramica degli ultimi avvenimenti scafatesi, compreso le vicende giudiziarie del primo cittadino. (a.f.)