GIFFONI/PONTECAGNANO. 62 misure cautelari in un’operazione antidroga e contro bande di rapinatori

Aggiornamento delle 09.05. Gli arresti sono saliti a 33, di cui 4 in flagranza di reato

 

GIFFONI/PONTECAGNANO.  62 misure cautelari in un’operazione antidroga e contro bande di rapinatori: 29 gli arresti  e 32 altre misure cautelari. 5 organizzazioni sbaragliate.  Il numero degli arrestati potrebbe aumentare per varie persone scoperte in flagranza di reato.  Delle 62 persone indagate (27 in carcere, 2 ai domiciliari e 33 obbligo di dimora, di presentazione alla PG e di permanenza in casa dalle 20:00 alle 05:00), ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alle rapine, porto abusivo d’armi da fuoco ed associazione finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

Qui di seguito il comunicato stampa dei carabininieri sull’operazione Italo

Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno in corso una vasta operazione di polizia giudiziaria, che interessa diversi Comuni della Piana del Sele, dei Picentini e della provincia di Napoli, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal GIP presso il Tribunale di Salerno su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 60 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di cinque diversi gruppi criminali operanti nelle aree indicate, uno dedito alle rapine ai danni di esercizi commerciali, gli altri quattro di traffico e spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti di vario genere.

Contestualmente i militari stanno eseguendo numerose perquisizioni locali e domiciliari in varie località della Piana del Sele e dell’hinterland partenopeo.

 

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si terrà alle ore 11.00 di oggi, presso la Procura della Repubblica di Salerno.




Salerno. Movida violenta: arrestati due noti conduttori di locali notturni per sequestro di persona e tentata estorsione

SALERNO/PONTECAGNANO/BATTIPAGLIA. Pr passati alla concorrenza e per questo sequestrati e picchiati, arrestati i conduttori del “Sea Garden” di Salerno e il “Dolce Vita” di Pontecagnano.  Tutto risale al 30 dicembre scorso, a poche ore dal capadonnano.

Due Pr, coloro che organizzano eventi e “portano” persone nei locali di divertimento, davanti a tanti clienti di un noto locale del centro di Salerno, sarebbero stati sequestrati da due B.A. (45enne, pregiudicato, di Pontecagnano Faiano), C.C. (39enne, incensurato, di Battipaglia) o da persone a loro riconducibili e condotti con la forza nell’area sottostante Piazza della Concordia e lì pestati a sangue.

Le due vittime erano “colpevoli” di aver interrotto ogni collaborazione con gli indagati, per avviare passare alla concorrenza, organizzando eventi con altri a favore di gestori di discoteche ed esercizi commerciali.

Secondo i carabinieri del nucleo investigativo di salerno e il pm Elena Guarino, i tre, con violenza e minacce di particolare brutalità, volevano acquisire «un’illegittima posizione di preminenza per conquistare l’egemonia nel settore commerciale dell’intrattenimento, soprattutto quello da discoteca, serale e notturno, nell’area metropolitana di Salerno, tale da inibire la normale dinamica professionale e scoraggioare la libera concorrenza».

A denunciare l’acacduto, i primi giorni di gennaio, fu un noto imprenditore di salerno che fece partire le indagini con le vittime che hanno confermato il sequestro di persone e le percosse.

Stamattina, l’epilogo con l’arresto di B.A. (in carcere) e C.C. (ai domiciliari). I due arrestati sono stati ritenuti responsabili, in concorso, di tentata estorsione aggravata e sequestro di persona. B.A. è indagato assieme ad M.A. (49enne, salernitano, quest’ultimo a piede liberoper turbata libertà del commercio o, come è meglio conosciuta, illecita concorrenza”.

 

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Nocera I. Tutto sull’operazione che ha portato agli arresti i fratelli Marrazzo, Claudio Trimarco e Adelchi Quaranta

Giuseppe Marrazzo

Giuseppe Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Alessandro Marrazzo

Claudio Trimarco

Claudio Trimarco

Adelchi Quaranta

Adelchi Quaranta

 

 

Tre articoli e foto da Le Cronache oggi in edicola

 

NOCERA INFERIORE. Droga, armi e munizioni: arrestati tre nocerini e un pontecagnanese. Ai domiciliari sono finiti i fratelli Marrazzo, il 23enne Alessandro e il 30enne Giuseppe, il 27enne Claudio Trimarco, tutti di Nocera Inferiore e il 29enne Adelchi Quaranta originario di Pontecagnano ma residente a Montecorvino Pugliano.

Indagati anche il 32enne Antonio Marrazzo (fratello di Alessandro e Giuseppe) e il 24enne Luciano Solferino Tiano, entrambi di Nocera Inferiore di Nocera Inferiore: per questi ultimi, però, il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto che non sussistessero i gravi indizi di colpevolezza.

I provvedimenti restrittivi scaturiscono da un’indagine avviata nel marzo 2014 dalla Sezione operativa del Reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del maggiore Enrico Calandro, e conclusasi alla fine dello stesso anno. Un’inchiesta che avrebbe portato all’individuazione di diversi soggetti, dediti a vario titolo allo spaccio di cocaina a Nocera Inferiore. L’attività investigativa, svolta attraverso metodi tradizionali supportati da attività tecniche e mirati servizi dinamici, resi ancor più difficili a causa del contesto territoriale, ha consentito di documentare le responsabilità, a vario titolo, degli indagati in ordine a numerosi episodi di spaccio di cocaina nel suddetto comune; alla detenzione illegale di una pistola calibro 9, con relativo munizionamento, utilizzata per il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Giuseppe Marrazzo (noto perché aveva intrapreso la carriera come cantante neomelodico con il nome d’arte Pino Ferrucci), avvenuto a Nocera Inferiore il nove marzo 2014. Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro 30 grammi di cocaina e decine di munizioni di vario calibro.

Le indagini sono partite dal tentato omicidio di Cesarano, avvenuto in Napoli, sotto casa dei Marrazzo.

Nelle ore successive, raccolta una voce da una fonte confidenziale su una presunta attività di spaccio da parte di Alessandro Marrazzo, i carabinieri fecero una perquisizione in un box in uso alla famiglia. Nel box i carabinieri trovarono 15 grammi di cocaina e 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto.  Un parente dei tre disse che nutriva da tempo sospetti sull’attività fatte in quel locale dai te fratelli Marrazzo, perché c’era un andirivieni di persone fino a tarda sera.

Da questo sequestro si è poi allargata l’indagine grazie anche all’uso delle intercettazioni telefoniche.

 

LE ACCUSE

NOCERA INFERIORE/PONTECAGNANO. I tre fratelli Marrazzo sono sott’inchiesta per la detenzione di 15 grammi di cocaina, la detenzione di 28 proiettili  calibro 9×21, di altri due 357 magnum ed uno calibro otto, fatti del 13 marzo dello scorso anno. Questa partita di droga, secondo gli inquirenti, sarebbe stata ceduta da Solferino Tiano.

Alessandro Marrazzo è indagato per detenzione e cessioni di cocaina dall’11 aprile 2014.

Giuseppe e Alessandro Marrazzo e Trimarco avrebbero detenuto cocaina. Trimarco avrebbe anche ceduto due dosi di coca ad un assuntore a Nocera Superiore ed altra quantità della stessa sostanza a consumatori di Nocera Inferiore.

Adelchi Quaranta avrebbe ceduto a Giuseppe Marrazzo una pistola calibro 9X21, un’altra arma a Antonio Marrazzo al costo di mille euro (per questa accusa il gip ha ritenuto non sussistere i gravi indizi di colpevolezza),  e avrebbe ceduto 10 grammi di cocaina ad Alessandro Marrazzo, al costo di 700 euro.

La pistola ceduta a Giuseppe Marrazzo sarebbe stata quella utilizzata da questi per il tentato omicidio di Pietro Cesarano.

Il gip Paolo Valiante ha ritenuto non sussistere i gravi indizi per Antonio Marrazzo e Solferino Tiano.

 

Il tentato omicidio di Pietro Cesarano da parte di Pino Ferrucci, al secolo Giuseppe Marrazzo

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Via Napoli, Nocera Inferiore. 9 marzo 2014. Intervento dei carabinieri per il tentato omicidio Pietro Cesarano

Alfonso Serra

Nocera Inferiore. I fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono nomi noti alle cronache. Giuseppe non solo per le sue performance di cantante neomelodico con il nome d’arte di “Pino Ferrucci” ma soprattutto per essere stato condannato in due gradi di giudizio (sentenza ancora non definitiva) per il tentato omicidio di Pietro Cesarano, in primo grado a 10 anni di reclusione, pena ridotta in appello a sei anni e otto mesi e la concessione del beneficio degli arresti domiciliari.

Ferrucci o Giuseppe Marrazzo, che dir si voglia, era stato accusato del tentato omicidio di Cesarano e di ricettazione, detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola calibro 9X21, una Taurus modello 92Fs, di proprietà di un salernitano che, si scopre oggi, gli sarebbe stata data da Adelchi Quaranta.

Motivo della lite alla base del tentato omicidio sarebbe stata una situazione economica sospesa tra i due.

La mattina di domenica nove marzo 2014, in via Napoli, dove abita Ferrucci-Marrazzo, per oltre due ore il suo citofono continuò a suonare. A citofonare era Cesarano, noto anch’egli alle cronache. Dopo una prima lite, il “disturbatore” sarebbe tornato a casa del cantate e avrebbe cominciato di nuovo a citofonare. A questo punto, Marrazzo si affacciò dal balcone di casa e esplose cinque colpi di pistola contro il conoscente, fortunatamente senza colpirlo.

Sul posto intervennero i carabinieri che hanno ricostruito la vicenda e, nel corso di una perquisizione, fu trovata la pistola, una calibro 9X21.

Giuseppe Marrazzo è anche stato uno degli indagati per l’omicidio di Guido Garzillo, detto lo “showman”, avvenuto la sera del 12 ottobre 2013, in via D’Alessandro a Nocera Inferiore, anche se per la sera dell’assassinio, Ferrucci avrebbe un alibi: si sarebbe trovato in una festa in un locale pubblico ad Angri, e c’è chi lo testimonia. A Giuseppe Marrazzo gli inquirenti arrivarono anche perché abita a meno di un chilometro metri di distanza dalla casa di Garzillo, e il killer era arrivato ed era andato via a piedi. Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre, i carabinieri, infatti, perquisirono varie abitazioni di Cicalesi, il quartiere periferico nocerino dove abitano i Marrazzo e i Garzillo, e da casa Marrazzo sarebbe stata gettata da una finestra una pistola giocattolo modificata che può sparare proiettili di vario calibro, e 5 colpi nel serbatoio. Per il solo possesso e la ricettazione di questa arma giocattolo, a gennaio dello scorso anno, fu condannato in primo grado a due anni e cinque mesi di reclusione il trentatreenne operaio Antonio Marrazzo, fratello di Giuseppe.

I due fratelli Giuseppe e Antonio Marrazzo sono stati anche rinviati a giudizio, lo scorso anno, perché avrebbero rapinato lo zio che tornava dalla Svizzera. Il 19 agosto del 2012, lo zio dei Marrazzo era tornato a Sarno dalla Svizzera. Sceso dal pullman, ad attendere il 48enne zio c’erano i nipoti nocerini che si sarebbero presentati con un bastone con il quale lo avrebbero picchiato, procurandogli lesioni per 40 giorni. I due fratelli si sarebbero appropriati del portafogli dello zio, contenente pare 900 euro in contanti oltre a documenti vari, di un telefonino cellulare e di una valigia.




Pontecagnano. Sequestro fabbricati nell’area ex Cirio

Si tratta della notizia anticipata da Le Cronache oggi in edicola

Comunicato stampa della guardia di finanza di oggi, 19 agosto 2015

PONTECAGNANO FAIANO (SA): LA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DELLA GUARDIA DI FINANZA DI SALERNO SEQUESTRA UN COMPLESSO IMMOBILIARE. DENUNCIATI CINQUE RESPONSABILI.

 

La Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, ha sottoposto a sequestro preventivo un complesso residenziale in località Via Torino del Comune di Pontecagnano Faiano (SA).

Il provvedimento cautelare arriva al termine di complesse indagini, durate diversi mesi ed articolatesi attraverso sopralluoghi sui siti di interesse ed acquisizioni documentali presso il Comune di Pontecagnano Faiano, che hanno consentito ai finanzieri, coordinati  dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, di porre in luce consistenti illeciti.

Le attenzioni si sono concentrate, in particolare, sui titoli relativi agli immobili in costruzione, un permesso di costruire ed una s.c.i.a., risultati illegittimi poiché, in assenza di un piano particolareggiato ovvero di una lottizzazione convenzionata, prevedevano la possibilità di realizzare il complesso immobiliare senza il rispetto delle distanze minime previste, in violazione sia della Legge Regionale 19/2009 (cosiddetto “piano casa”) sia del D.M. 1444/68.

Al termine delle attività di indagini, il G.I.P. presso il Tribunale di Salerno, accogliendo le tesi accusatorie avanzate dal P.M., ha disposto il provvedimento cautelare di sequestro, che ha riguardato il Fabbricato “A” che comprende 6 locali commerciali e 36 appartamenti, per complessivi mq. 4.500, ed il Fabbricato “B”, che comprende  42 appartamenti per complessivi mq. 4.270; posto in sequestro anche il piano interrato di entrambi i fabbricati, che comprende 83 box auto per complessivi mq. 3.000. Ingente il valore delle opere sottoposte a sequestro.

Sono cinque in totale gli avvisi di garanzia, notificati al legale rappresentante della società proprietaria del complesso residenziale, al direttore dei lavori, al progettista dell’opera, al titolare di una ditta edile ed al responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune. Le ipotesi di reato vanno dall’abuso edilizio all’abuso in atti d’ufficio.

 

L’articolo di Le Cronache oggi, 19 agosto 2015, in edicola

di Carmine Landi

 

PONTECAGNANO FAIANO. Non c’è pace dalle parti di via Potenza.

Nell’area che ospitò l’ex complesso industriale della Cirio, gli uomini della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Salerno hanno messo un cantiere sotto sequestro.

È accaduto nella serata di lunedì, ma la notizia è trapelata soltanto nella giornata di ieri.

Il sequestro effettuato dagli uomini del comandante Michele Petrone è ai danni della Pappalardo Costruzioni Srl, nota azienda pontecagnanese che, all’interno dell’area, stava edificando due palazzine che sarebbero state costituite da ben settanta appartamenti.

La causa dell’operazione, disposta sulla base dell’articolo 321 del codice di procedura penale, che prevede il sequestro «quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso o agevolare la commissione di altri reati», andrebbe ricercata nella presunta mancata osservanza delle distanze fra edifici.

I lavori erano stati avviati soltanto pochi mesi fa.

Non è il primo sequestro con cui si ritrova a dover fare i conti la Pappalardo Costruzioni: correva l’anno 2007 quando i carabinieri del nucleo operativo del Comando di Salerno misero i sigilli a sette edifici – trentadue appartamenti e diciotto box seminterrati per auto – che erano stati costruiti a poche centinaia di metri dal fiume Picentino. All’epoca, l’accusa era quella d’aver realizzato un insediamento abitativo – dal valore di dieci milioni di euro – all’interno d’un area sottoposta a vincolo paesaggistico, tra l’altro senza un regolare permesso, giacché l’autorizzazione comunale autorizzava la Pappalardo srl a edificare attività commerciali e artigiane.

Guido Pappalardo, amministratore della ditta, è una persona molto conosciuta in città: oltre ad essere uno degli storici imprenditori di Pontecagnano, infatti, è anche particolarmente attivo in politica.

Soltanto pochi mesi fa, a marzo, l’uomo, vicinissimo a Mara Carfagna, è stato nominato coordinatore cittadino di Forza Italia. In passato, era stato uno dei punti di riferimento di Gianfranco Rotondi nel Salernitano, candidandosi pure alle elezioni provinciali del 2009 con “Democrazia Cristiana”, di cui, per diversi anni, è stato il segretario cittadino.

A ottobre dello scorso anno, Pappalardo fu anche protagonista di un triste episodio: l’uomo, infatti, fu pestato da tre energumeni col volto coperto e finì in ospedale.




De Divitiis racconta quei momenti di terrore: “Minacciato anche con un coltello”

PONTECAGNANO. «Ero terrorizzato». Esordisce così il 54enne Salvatore De Divitiis, commerciante di Pontecagnano, residente in una villetta di campagna a Faiano, vittima di tre ladri che cercavano il suo Picasso. Gestore di un piccolo bar situato in piazza Garibaldi, è un grandissimo appassionato d’arte. È proprio questa passione che, anni fa, lo spinse ad inaugurare in pieno centro cittadino una galleria d’arte moderna e contemporanea. Da circa quattro anni, Salvatore ha chiuso la sua pinacoteca ma non ha rinunciato a custodire all’interno della sua casa quei meravigliosi dipinti, frutto della stessa forma artistica al quale è così tanto devoto. Tra questi, anche il «galeotto» quadro di Picasso, raffigurante tre donne al mercato, che ha spinto i suoi aggressori ad assalirlo nella notte di venerdì scorsa. Una notte lunga, della quale il 54enne parla con l’amaro in bocca: «Ero terrorizzato. Sono stato minacciato, oltre che con diverse percosse, anche con un coltello che, per mia sfortuna, avevo lasciato sul tavolo della cucina la mattina prima di uscire – racconta – essere aggredito contemporaneamente da tre persone è una bruttissima esperienza. Oltre i quadri, volevano portarmi via anche soldi e oro, ma non ho potuto dargli nulla: non mi rimane più niente». Non è la prima volta, infatti che Salvatore subisce un furto: «È la terza volta che vengo rapinato. L’ultima volta è accaduto l’anno scorso: i ladri praticarono un buco alla parete di casa e portarono via moltissimi oggetti, tra cui un gran numero di quadri e quasi un quintale di argento». Per fortuna, stavolta, la vicenda ha avuto un lieto fine: «Fortunatamente queste persone pericolose sono state arrestate: giustizia è stata fatta». A.B.




PONTECAGNANO. Violenta rapina in villa. Arrestati tre pregiudicati.

Violenta rapina quella consumatasi questa notte in una villa isolata nella zona di Pontecagnano Faiano e che ha visto per protagonista involontario un commerciante che al rientro, dopo una giornata di lavoro, mentre stava per aprire il portone di ingresso è stato aggredito da tre persone completamente incappucciate, ed armate di un grosso machete e di una mazza da baseball che lo hanno costretto a farli entrare in casa.

Da quel momento sono iniziati circa trenta minuti terribili per la vittima, che abita da sola.

I malviventi, forse seguendo l’indicazione di un informatore, cercavano un prezioso dipinto, un Picasso del valore di svariate migliaia di euro. All’interno dell’abitazione i malviventi non hanno però trovato un solo dipinto ma una vera e propria galleria d’arte tanto da esser costretti a legare ad una sedia, imbavagliarla ed a percuoterla ripetutamente [tanto da procurargli traumi multipli al volto giudicati guaribili in sette giorni] la vittima per costringerla ad indicare loro le tele di maggior pregio.

Circa trenta minuti interminabili durante i quali il proprietario delle tele non ha svelato il segreto, sino a quando, forse disturbati dal transito di un’auto, i malviventi hanno desistito dalla loro azione, accontentandosi di portar via un telefono cellulare, il portafoglio contenente 500 euro e la Lancia Y  della vittima con la quale si sono dati a precipitosa fuga.

E’ stato il controllo, operato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Battipaglia che nel cuore della notte hanno intercettato uno degli arrestati, stranamente con indosso ancora una tutta da cantiere, a dare l’avvio alle indagini che hanno permesso di individuare ed arrestare  i tre malviventi.

La prima perquisizione all’auto del fermato permetteva, infatti, di rinvenire e sequestrare   le armi utilizzate, il telefono cellulare rapinato ed il materiale idoneo al travisamento, mentre le successive indagini consentivano di:

–       ricostruire l’episodio delittuoso, non ancora denunciato dalla vittima che era riuscita a liberarsi solo dopo numerosi tentativi raggiungendo una vicina abitazione;

–       individuare ed arrestare anche gli altri due responsabili;

–       recuperare e restituire alla parte offesa l’intera refurtiva, compresa l’auto trovata nascosta in un parcheggio privato di Battipaglia.

I tre arrestati G.T. 44enne; D.P. 32enne e D.A. 34enne, tutti di Battipaglia e volti noti dei Carabinieri, sono stati tratti in arresto con l’accusa di rapina pluriaggravata, sequestro di persona e lesioni personali e tradotti presso la Casa Circondariale di Salerno.

Sono in corso ulteriori attività investigative per tentare di individuare i canali attraverso i quali i dipinti  sarebbero stati immessi sul mercato.

 

Per notizie sull’attività operativa dei comandi dell’Arma, compresi quelli della provincia di Salerno, si consiglia di visitare il sito internet www.carabinieri.it (area tematica: il cittadino/Informazioni/comunicati stampa).

 




Pontecagnano. Allarme furti. Il Pd accusa di inerzia il sindaco

Il Pd di Pontecagnano Faiano lancia l’ennesimo allarme sicurezza all’interno del comune picentino.

 

Dopo una serie infinita di denunce e di segnalazioni, il partito non ha mai ricevuto risposte o verificato l’attuazione di interventi realmente e seriamente finalizzati alla salvaguardia dell’incolumità dei cittadini.

 

E’ anche a causa di questo disinteresse verso i pericoli in cui quotidianamente incorrono i residenti del territorio che si verificano ogni giorno episodi più o meno gravi, che ledono alla tranquillità ed alla vita stessa dei membri della collettività.

 

Non ultimi sono i casi avvenuti in queste ore: il saccheggio del dispensario farmaceutico del Distretto sanitario locale; il furto all’Oratorio Virtus Nova ed in numerose abitazioni del centro cittadino ed i ripetuti incendi dolosi appiccati sulle spiagge della nostra costa.

 

Sul tema ha voluto esprimersi il coordinatore cittadino del Pd Roberto Brusa:

 

Il partito da me rappresentato da anni, ormai, sta lanciando segnali e solleciti importanti a questa amministrazione affinché affronti con la dovuta serietà il tema della mancata sicurezza a Pontecagnano Faiano. Prima di consacrarsi ad ogni altra questione o intraprendere qualsivoglia ulteriore iniziativa, il Sindaco, la Giunta ed i Consiglieri Comunali, hanno il sacrosanto dovere di garantire ai cittadini una permanenza serena e priva di insidie sul territorio che sono stati chiamati a guidare. Visto che non ci riescono e che sono all’ordine del giorno fatti incresciosi di furti, rapine, aggressioni, sinistri, etc., i suddetti signori facciano un sonoro mea culpa e si assumano tutte le responsabilità in merito alla condizione di instabilità e continuo pericolo in cui fanno vivere i residenti della città”.

 




Pontecagnano, muore motociclista di Salerno sotto gli occhi di moglie e figli

PONTECAGNANO. Un meccanico originario di Salerno ma residente a Faiano di Pontecagnano  è morto sotto gli occhi di moglie e figli in un incidente stradale  avvenuto l’altra notte alle 2,10 in via Piave a Faiano. La vittima Angelo Giovagnoli, 41 anni originario  di Salerno, dove nel Rione Mercatello gestiva un’officina meccanica,  stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa con amici. Dietro la moto lo seguivano con un’auto la moglie ed i due figli di 9 e 7 anni  che hanno assistito impotenti a tutta la scena. Il 41enne, intorno alle 2.10, era in sella alla sua moto Yamaha R1 quando, per cause ancora in corso di accertamento, è finito prima contro le auto in sosta e poi contro un muretto. Dato che nella zona vi sono diversi dossi non è da escludere che il motociclista  abbia potuto perdere il controllo della motocicletta proprio per la presenza di questi rallentatori lungo la strada.  La moglie seppur in uno stato di comprensibile choc ha allertato immediatamente i soccorsi chiamando con il proprio telefonino il  118, carabinieri e vigili urbani e successivamente anche dei familiari.  Inutili i soccorsi del rianimatore del 118 giunto sul posto con un’ambulanza del Vopi di Pontecagnano.  L’uomo cadendo sull’asfalto è morto sul colpo nonostante indosasse il casco. L’uomo è stato trasportato all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio Ruggi D’Aragona di Salerno.   Sul posto i carabinieri di Pontecagnano con i colleghi della compagnia di Battipaglia guidati dal capitano Giuseppe Costa  che conducono le indagini. I militari su disposizione del magistrato titolare dell’inchiesta hanno sequestrato moto e casco che si è rotto nella caduta. Il magistrato titolare dell’inchiesta ha disposto anche l’esame autoptico. Sul tragico incidente è stata aperta un’inchiesta e si seguono tutte le piste dal  malore o al  colpo di sonno che  potrebbero aver determinato l’incidente mortale e non viene scartato neanche l’ipotesi dei dossi. La tragica morte di Angelo Giovagnoli ha destato enorme scalpore nel rione Mercatello dove l’uomo era molto conosciuto per la sua attività di meccanico. Tutti lo ricordano come una persona buona e generosa che amava la sua famiglia. Distrutti dal dolore la moglie ed i due figli che praticamente lo hanno visto morire sotto i propri occhi senza poter fare nulla.




Pontecagnano: dopo sei anni ottiene il dissequestro dell’abitazione

di Viviana De Vita

 

Pontecagnano Faiano.  Ha finalmente ottenuto giustizia uno dei promittenti acquirenti finiti nei guai nell’ambito della vicenda giudiziaria legata alle lottizzazioni abusive nel Comune di Pontecagnano e venuta a galla tra il settembre e l’ottobre 2007 quando il faro della Procura si accese su una serie di edifici dalla chiara destinazione residenziale che sarebbero stati realizzati in zona artigianale e commerciale. Ottavio Natella, assistito dall’avvocato Anna Lisa Buonadonna, dopo aver ottenuto l’annullamento ad opera della Cassazione della sentenza del Gup del tribunale di Salerno Franco Orio nella parte in cui veniva rigettata l’istanza di dissequestro, ha visto dissequestrato il proprio appartamento. La fine del calvario è giunta l’altro giorno quando il GIP del tribunale di Salerno, Dottoressa Zambrano, in sede di giudizio di rinvio a seguito dell’annullamento della cassazione,  ha revocato il sequestro, con ciò mettendo la parola fine all’annosa vicenda. Nel processo per lottizzazione abusiva a carico di Marco Lanzetta ed altre 47 persone finite sotto il faro degli inquirenti per la lottizzazione al Parco di Pontecagnano Faiano di via Colombo, il Gup del tribunale di Salerno Franco Orio nel maggio 2012 pronunciò sentenza di non luogo a procedere nei confronti di tutti gli acquirenti in buona fede disponendo il rinvio a giudizio per il reato di abuso di ufficio a carico di Landi, D’Alessandro, Gennaro Lanzetta, Marco Lanzetta e Vece. Lo stesso Gup, però, rigettò la richiesta di dissequestro degli immobili avanzata dalle difese degli ignari acquirenti (il collegio difensivo era composto, tra gli altri, dagli avvocati Aldo Cammarota, Elia Carinci, Carmine Pepe, Gaetano Pastore, Francesco Saverio Dambrosio, Paolo Toscano, Michele Tedesco, Massimo Torre, Maurizio De Feo, Michele Pinto, Sergio Perongini, Anna Lisa Buonadonna e Massimo torre) i quali, loro malgrado, continuavano ad avere i propri appartamenti sotto sequestro. Ora, il provvedimento a carico di Ottavio Natella, ed ottenuto grazie al lavoro difensivo dell’avvocato Buonadonna, aprirà la strada ad altri dissequestri




Pontecagnano, fondi regionali: il Pd chiede subito un incontro

PONTECAGNANO FAIANO. I consiglieri comunali Pd, Fiore, Fusco, Lanzara, Ligurso e Lanzara, hanno richiesto al Sindaco ed al presidente del Consiglio comunale la convocazione di una conferenza di capigruppo finalizzata all’adesione, entro il 15 gennaio 2014, a progetti per fondi regionali già stanziati. I componenti del gruppo consiliare del Pd hanno espresso la volontà di condividere ed attivarsi, con le altre rappresentanze politiche, per  un percorso comune volto a migliorare, grazie all’utilizzo di fondi comunitari resi alla Regione Campania, un territorio sofferente, ma non per questo meritevole di essere spento sotto le fiamme dell’incuria e della cialtroneria. I democratici aspettano ora una risposta celere e concreta, che vada oltre le posizioni e gli schieramenti e piuttosto rappresenti un vero atto di correttezza e responsabilità. Nella richiesta de democratici si legge: «I Consiglieri comunali del Partito Democratico di Pontecagnano Faiano, esaminato l’avviso pubblico riferito al POR Campania FESR 2007/13 – DGR n. 378 del 24/9/2013 – misure di accelerazione della spesa – attuazione DGR 148/2013 pubblicato sul BURC Regionale del 9/12/2013 chiedono che venga convocata “ad horas” una conferenza dei capigruppo per esaminare se il Comune di Pontecagnano  Faiano abbia progetti già presentati alla Regione Campania e, nel caso ci siano, venga individuato il progetto ritenuto prioritario». Per i richiedenti, i progetti prioritari sono: completamento e rifunzionalizzazione della rete fognante di Magazzeno; interventi di riqualificazione, liberando risorse comunali già impegnate per destinarle ad interventi di riqualificazione su altre parti del territorio comunale; rifacimento Via Lucania e pista ciclabile che colleghi la città al Parco Eco-Archeologico; progetto di riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’ex asilo di Via Alfani per renderlo  funzionale a Uffici nella parte rialzata e  a Biblioteca Comunale al primo piano; riqualificazione di Via Mar Adriatico.