Un campetto polivalente per l’oratorio di Santa Croce nel quartiere di Giovi

di Erika Noschese

Centoventicinquemila euro: a tanto ammonta il contributo concesso dalla Regione Campania e destinato alla parrocchia di Santa Croce di Giovi per la realizzazione di un campo sportivo polivalente con annessi spogliatoi, all’interno del Parco prospiciente l’Oratorio. Ad annunciarlo l’amministrazione comunale di Salerno, attraverso la vice sindaco Eva Avossa. Il contributo è stato possibile grazie alla legge regionale numero 28 del 2018; i soldi serviranno proprio a realizzare un campetto sportivo polivalente e degli spogliatoi, all’interno dell’oratorio. La struttura è stata in gran parte completata proprio grazie ad un precedente contributo erogato dalla Regione Campania in seguito all’emanazione del Bando “Oratori, presidi di valori”, al quale la Parrocchia aveva partecipato con successo, col Progetto “Pietre vive”. In particolare, oltre alla sistemazione di tutta l’area, con relativa recinzione, sono stati già realizzati un anfiteatro, un’area giochi attrezzato con giostre, un campo bocce e diverse aree pic-nic. Una volta completata del tutto, l’area diventerà una grande opportunità (e l’unica del territorio) di incontro e condivisione per grandi e piccini che vi potranno trascorrere il loro tempo libero svolgendo attività sportive, culturali e ludiche o semplicemente di relax




Scuole senza docenti di musica, pubblicata la graduatoria Franzese: «Facciamo il possibile»

di Erika Noschese

A poche ore dalla denuncia del sindacato Gilda per la mancata assegnazione dei docenti di musica negli istituti a indirizzo musicale presenti sulla provincia di Salerno, il provveditorato ha provveduto a pubblicare la graduatoria per l’assegnazione definitiva. Il vice coordinatore regionale Domenico Ciociano aveva infatti scritto al direttore generale dell’Usr Campania, Luisa Franzese, per chiedere l’immediata convocazione di un tavolo tecnico. «L’organico è arrivato, noi non operiamo in polemica ma per costruire e per noi il sindacato non rappresenta una contrapposizione bensì una collaborazione – ha dichiarato la Franzese – Il problema è risolto ma è normale il sottorganico, considerando tutti i problemi che può avere un ufficio». Intanto, ieri mattina presso il teatro Augusteo si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico in presenza del vice sindaco nonché assessore alla Pubblica Istruzione Eva Avossa e l’assessore regionale all’Istruzione Lucia Fortini. «La Regione Campania in questi anni, su istruzione e scuola, ha investito energie e risorse», ha dichiarato l’assessore Fortini che, in seguito alla sfida lanciata dagli studenti che hanno protestato per una maggiore attenzione all’ambiente, con il presidente De Luca ha deciso di donare un albero ad ogni scuola della Campania: «E’ un piccolo gesto ma vogliamo sottolineare l’attenzione che abbiamo nei confronti dei nostri ragazzi». Ad oggi però il nodo più complesso da sciogliere riguarda l’edilizia scolastica. Quest’anno infatti la Regione ha avuto richieste per più di 1 miliardo di euro dai Comuni e abbiamo a disposizione 100milioni di euro – ha poi aggiunto l’assessore regionale all’Istruzione – Sono questioni che devono essere affrontate a livello nazionale». Previsto anche l’intervento del governatore De Luca che, alla fine, non si è presentato a causa di un incontro in programma presso Palazzo Santa Lucia sul tema dell’autonomia differenziata.




«Vi chiedo di pregare per me», la commozione di Moretti

di Erika Noschese

«Come dice il Papa vi chiedo di pregare per me». Con queste parole, e non senza un momento di commozione, l’arcivescovo di Salerno, Monsignor Luigi Moretti conferma la sua assenza alla solenne processione, a causa delle sue precarie condizioni di salute. Proprio come accaduto lo scorso anno, dunque, l’arcivescovo di Salerno ha dovuto rinunciare ad accompagnare il santo patrono lungo le vie della città di Salerno. Presente l’amministrazione comunale di Salerno: ad indossare la fascia tricolore, come pre annunciato dal sindaco Enzo Napoli, la vice sindaco Eva Avossa: «Davvero molto bello, credo che ogni anno si rinnova questo spirito di fede, devozione ma soprattutto attaccamento alla propria città, alle proprie tradizione e al santo patrono. Quest’anno vedo in modo particolare il clima di serenità che ci fa senz’altro piacere ed io ringrazio tutti coloro che hanno collaborato ed organizzato questa bellissima festa che i salernitani attendono sempre», ha infatti dichiarato la vice sindaco nonché assessore alla Pubblica Istruzione, sottolineando come la festa per il santo patrono richiami in città persone da tutta la provincia di Salerno. «Anche questa idea del Cammino religioso che ha coinvolto altri territori è una cosa molto bella. Ma i salernitani, checché se ne dica, tengono molto al loro santo patrono – ha poi aggiunto la Avossa – Anche perchè, ricordiamocelo, ci sentiamo tutti emozionati e orgogliosi quando leggiamo “Salerno è mia e io la difendo, motivo di orgoglio per noi avere un santo patrono così importante». Dunque, sotterrata l’ascia di guerra tra istituzioni politiche e religiose, dopo le polemiche dei giorni scorsi circa l’ingresso della statua di San Matteo a Palazzo di Città, come ha sottolineato la vice sindaco Avossa: «Io credo siano state un po’ montate, non ho visto grande attrito ma anzi devo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a stemperare – se ci sono state ma non ci sono state da parte nostra – delle criticità». Un grande giorno di festa, quello di ieri, per la città di Salerno come ha poi dichiarato anche l’arcivescovo monsignor Luigi Moretti: «Si, un giorno di festa come sempre. Il problema è non essere ripetitivi, perchè ripetere sempre diventa rito, celebrare significa crescere. Stamattina (ieri per chi legge ndr) alla celebrazione della messa c’è stata molta partecipazione vera, non dobbiamo stare a contare i numeri ma come viviamo questi momenti – ha poi aggiunto Moretti – Il messaggio è riprendere il vangelo, sul serio, per quello che ci dice San Matteo». Presente anche l’amministrazione comunale, con Dante Santoro, Roberto Celano, Paky Memoli, Peppe Zitarosa, Antonio Cammarota, Paolo Ottobrini così come ha voluto omaggiare il santo patrono di Salerno anche il professore di Cava de’ Tirreni Armando Lamberti. Tra i deputati che hanno preso parte alla solenne processione anche l’onorevole di Forza Italia Enzo Fasano mentre grande assente è stato invece Piero De Luca. I santi hanno sfilato lungo le vie della città, tra i fedeli che hanno accolto San Matteo con un lungo applauso. Proprio come annunciato giorni fa da don Michele Pecoraro, nessun inchino per i santi, segno di una tradizione ormai giunta al termine. 347 03 58 510 Amici di LeCronache www.cronachesalerno.it LeCronache Grande attesa per l’arrivo di San Matteo sotto Palazzo di Città. Dinanzi l’ingresso del Comune, infatti, don Michele, sacerdote della Cattedrale, ha tenuto un momento di preghiera: «Tre giorni fa, San Matteo è entrato ed è stato un giorno intero, come a voler fare compagnia a chi, ogni giorno, si occupa della nostra città», ha infatti dichiarato don Michele, prima di collegarsi con il coro presente in Cattedrale, per allietare i fedeli. Tutto secondo programma, dunque, con la processione che ha percorso il centro storico della città prima di far ritorno in Cattedrale dove San Matteo è stato accolto da un lungo applauso da parte dei fedeli che hanno poi potuto godere dello spettacolo dei fuochi pirotecnici, organizzato dall’associazione nata proprio con l’obiettivo di raccogliere i soldi necessari. Per una giusta conclusione di una festa tanto sentita e apprezzata da salernitani e non.

«Salerno unica città con l’immagine di San Matteo raffigurata sulla vetrata»

«E’ un evento che fonde spiritualità e società. Il comune di Salerno è l’unico al mondo ad avere l’effige del santo protettore cittadino nel proprio atrio». Lo ha dichiarato il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso del consueto appuntamento del venerdì con Lira Tv. Il numero uno di Palazzo Santa Lucia, come facilmente prevedibile, non ha preso parte ai festeggiamenti in occasione di San Matteo. A sostituirlo il figlio, il deputato Piero De Luca. Il governatore ha puntato l’attenzione sul momento di grande spiritualità e di riscoperta dei valori comunitari, inevitabilmente collegati al 21 settembre. Ma, a quanto pare, De Luca non ha potuto non fare un salto nel passato e ripercorrere la storia della sua città, quando a guidarla era proprio lui: «Ho tolto le vetrate degli anni ’30 e fatto collocare in vetro cattedrale l’immagine di san Matteo anche perché c’è la tradizione di portare la statua del santo nell’atrio. Questo spazio del comune è la casa di tutti i salernitani». Il governatore non nasconde gli investimenti economici del passato: «Ricordo e lo voglio ricordare anche ai più giovani che ho investito quasi venti milioni per fare i sagrati di quasi tutte le chiese di Salerno. In alcuni casi il Comune ha spostato le strade per ricavare i sagrati». De Luca snocciola qualche esempio in merito: «La chiesa di San Pietro davanti alle poste centrali. La strada passava davanti ai tre gradini della chiesa, abbiamo deviato la strada per fare il sagrato. La chiesa del Carmine aveva la porta d’ingresso che dava sulla strettoia di via Carmine, abbiamo fatto cambiare l’apertura, aperto la chiesa verso piazza San Francesco, recuperato anche lì un bel sagrato. Madonna di Fatima, Fuorni, Mariconda: i lavori sono stati diversi. A Sant’Eustachio abbiamo fatto una chiesa nuova. C’è stata una grande attenzione prosegue il governatore – da parte del Comune per le nostre chiese perché c’è una grande unità tra mondo religioso e mondo laico, com’è giusto che sia. San Matteo rappresenta un momento d’incontro per la comunità salernitana». Insomma, De Luca non dimentica. E proprio come lui non devono farlo neanche i salernitani, ragion per cui – ancora una volta – ha ripercorso le tappe più importanti della sua attività politica, come sindaco della città che, in qualche modo, gli ha dato la “gloria” e la “fama” che tanto auspicava. A conferma di ciò, un’immagine divenuta virale sul web che raffigura Vincenzo De Luca al posto di San Matteo. Ironica, sia chiaro, ma il messaggio sembra essere lo stesso “Salerno è mia, io la difendo”. Proprio come continua a fare tutt’ora, nonostante a capo della città ci sia il suo successore Enzo Napoli.

Solenne Pontificale/ «Siate punto di riferimento per le nuove generazioni»

Un’amministrazione comunale quasi al compleato ha preso parte, ieri mattina, alla Solenne Pontificale tenutasi presso la Cattedrale di Salerno. Nonostante non sia cattolico, il sindaco Enzo Napoli ha preso parte alla messa solenne, con la fascia tricolore. Presente anche il presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, il Procuratore Capo ormai in pensione , Corrado Lembo ed il suo presunto successore Leonida Primicerio. Magistratura al completo, per le celebrazioni di San Matteo ma non hanno fatto mancare la loro presenza anche il rettore dell’Università degli Studi di Salerno Aurelio Tommasetti ed alcuni parlamentari salernitani, tra cui Enzo Fasano, Piero De Luca, Gigi Casciello. A presidere la solenne celebrazione l’arcivescovo Luigi Moretti che ha lanciato un monito alle attuali generazioni: essere punto di riferimento per i giovani: «Io vorrei solo, ma solo come fatto di esempio, fermarmi su quella che è la nostra responsabilità nei confronti delle nuove generazioni per capire e ritrovare il modo per essere noi, generazioni adulte, capaci di essere riferimento, di essere esempio, di essere modello, di essere stimolo, di essere incoraggiamento delle nuove generazioni. Generazioni che vivono, lo sappiamo bene, lo smarrimento, l’incertezza, la perdita di riferimenti sicuri», ha infatti dichiarato Moretti. Prima della messa, importante incontro con Monsignor Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale Antiusura che ha celebrato la messa insieme a Moretti. Poco prima delle celebrazioni, un lungo via vai di fedeli, curiosi e turisti hanno affollato lo spiazzale antistante il Duomo. Un lungo corteo, dell’amministrazione comunale prima e della Guardia di Finanza, di cui il santo patrono della città è protettore, hanno affollato la navata della chiesa principale della città di Salerno. Nessun cenno tra il primo cittadino e Moretti: né uno sguardo, né un sorriso eppure la presenza di Enzo Napoli sembra aver sancito ufficialmente la pace tra istituzione politica e religiosa, dopo le polemiche dei giorni scorsi circa l’ingresso della statua di San Matteo a Palazzo di Città il giorno della solenne processione. Dunque, la Solenne Pontificale presieduto dall’Arcivescovo Metropolita Luigi Moretti è stata concelebrata con Monsignor Michele De Rosa, il Vescovo Emerito Gerardo Pierro, Paolo Giulietti, Vescovo ausiliario di Perugia, partito all’alba dall’Umbria, Monsignor Alberto D’Urso, proveniente da Bari, presidente delle Confederazioni anti-usura. Il Santo Evangelista è raffigurato anche nello stemma dell’Università degli Studi di Salerno. L’omaggio del Rettore Aurelio Tommasetti, presente in Cattedrale: «San Matteo è parte di noi, oggi non a caso attività didattiche e scientifiche sono sospese, gli uffici del Campus chiusi. Sul volto dei ragazzi si vede la voglia di approfondire le tradizioni. Questa è la dimostrazione più viva dell’autenticità e modernità del messaggio». Toccante l’omelia celebrata dopo la lettura del Vangelo secondo Matteo: La fede – ha esordito monsignor Moretti – non è seguire ideologie e filosofie ma è l’esperienza di un incontro dove c’è uno sguardo che parla, eloquente, lo sguardo di Gesù che incontra Matteo. C’è anche la parola “seguimi”: è sequela, oltre che accoglienza; è mettersi sulla strada di Gesù che Dio ci manda come Salvatore. Gesù si fa carico della povertà, delle contraddizioni, della schiavitù del peccato ma lo fa per rompere queste catene. Il Signore vuole condividere soprattutto grazia, cioè la possibilità di rinmovarci. Come dirà Nicodemo, per vivere di nuovo e vivere la vita come vita nuova. Questo è quello che faceva il Signore. E noi? Ecco la sfida. Noi sappiamo – e lo crediamo fermamente – che Gesù ha vinto la morte e continua ad essere il vivente, il presente nella storia, la storia della nostra vita. Questa esperienza ci può e ci deve appartenere oggi. Siamo dentro la stessa avventura. Non siamo noi che possiamo dare l’appuntamento a Lui. E’ Lui, Gesù, che ha creato le condizioni per accoglierlo, attraverso i segni sacramentali. E’ l’esperienza che ci dà la possibilità di rinascere a vita nuova. Senza eucarestia, non ci sono vita e fede cristiana. Gesù non è ricordo ma colui che condivide la storia, perché la mia insieme alla sua possano essere storie di salvezza. Io artefice insieme a Lui”. Insomma, anche quest’anno, San Matteo non ha deluso le aspettative dei fedeli. Sarrà perchè “Salerno è mia ed io la difendo”, forse la più importante testimonianza per tutti i salernitani.

La banda di Vietri sul Mare ha accompagnato la processione

Il Gran Concerto bandistico di Vietri sul Mare ha onorato della sua presenza la solenne processione di San Matteo. Guidati dal maestro Aniello Ronca, i musicisti hanno accompagnato – con la loro musica – i santi dall’uscita del Duomo, lungo tutto il centro storico fino al ritorno in Cattedrale. Un momento emozionante non solo per chi ha accompagnato, musicalmente parlando, i fedeli in un giorno così importante per i salernitani ma anche chi ha avuto il piacere e l’onore di poterli ascoltare.




Aumenta la rata per la mensa, genitori sul piede di guerra

Erika Noschese

Aumenta la rata per la mensa scolastica ed i genitori annunciano battaglia. Le motivazioni dell’aumento sono riconducibile all’incremento di oltre il 13% del servizio mensa, dopo il nuovo affidamento predisposto da Palazzo di Città. La delibera di giunta, a firma dell’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Salerno, Eva Avossa, risale al 30 agosto 2018, ragion per cui i genitori degli alunni hanno saputo dell’aumento a poco più di una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico. Tariffe, dunque, aumentate per la copertura delle spese ma variabili in base al reddito: inferiore a 3mila euro, i gentori sono esenti dal pagamento della rata, unica novità di quest’anno perchè fino agli anni passati, pur senza reddito, la famiglia avrebbe dovuto pagare il servizio mensa; dai 3mila ai 6mila euro, il carnet da 20 pasti è pari a 10 euro mentre il costo unitario è pari a 0.50 centesimi; dai 6 ai 9mila euro, il prezzo della rata per la mensa scolastica è di 29 euro mentre il costo unitario pari a 1.40 euro; per la fascia dai 9mila ai 15mila euro il carnet da 20 pasti ha un costo complessivo di 46 euro mentre il costo unitario di 2.30 euro; dai 15mila ai 24mila euro la rata scolastica che permette ai bambini di pranzare a scuola è di 68 euro mentre il prezzo unitario di 3.40 euro. La tassa “forte” è quella per il reddito superiore ai 24mila euro: la rata è di 90 euro con un costo unitario di 4.50 euro. Intanto, è scoppiata la polemica anche in virtù della decisione di ben 11 comuni d’Italia che hanno deciso di sospendere il servizio mensa per i figli di genitori che non hanno pagato la retta della refezione scolastica regolarmente. I restanti 34 comuni, invece, dichiarano di non rivalersi sui bambini in caso di genitori insolventi, ma di attivare un meccanismo di recupero crediti. A lanciare l’allarme per la decisione delle varie amministrazioni comunali è Save The Children illustrando il rapporto sulle mense scolastiche. Tra gli undici Comuni indicati nello studio dell’organizzazione internazionale c’è anche la città di Salerno, oltre a Brescia, Foggia, Milano, Novara, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Sassari, Siracusa e Taranto. Più in generale, nei comuni esaminati dal rapporto Save the Children sulle mense “le tariffe massime variano dai 2,5 euro (Perugia) ai 7,2 euro (Ravenna), le tariffe minime passano da 0,30 euro (Palermo) a 6 euro (Rimini). Il risultato di queste differenze è che una famiglia con un figlio in disagio economico (Isee 5.000 euro), sarebbe esentata dal pagamento solo in 10 comuni, mentre tra i restanti comuni le tariffe applicate variano da 0,35 euro a pasto di Salerno ai 6 euro di Rimini. In 26 comuni, tra cui quest’ultimo, si garantisce pero’ l’esenzione, e dunque tariffa 0 euro, per le famiglie in condizioni di necessità economiche se segnalate dai servizi sociali”, spiega l’organizzazione. Intanto, i genitori di diversi istituti scolastici, tra cui le scuole di Giovi, lamentano l’obbligatorietà della mensa scolastica, dopo la decisione della maggior parte dei genitori che hanno optato per il “si” perché, non aderendo alla mensa, si vedrebbero costretti a far cambiare istituto scolastico ai loro figli e, tra l’altro, a soli pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico che sembra avviarsi con il verso sbagliato, in virtù di numerose polemiche, lamentele e inagibilità di vari istituti scolastici della provincia di Salerno.




A rischio la realizzazione del complesso parrocchiale di Giovi

Erika Noschese

Non sembra esserci pace per il complesso parrocchiale che dovrebbe divenire punto di ritrovo per i fedeli della chiesa di San Gabriele e Santa Chiara a Giovi. Dopo i recenti allagamenti della stuttura, a causa delle violenti piogge dei giorni scorsi ed il conseguente crollo di parte del soffitto, a preoccupare maggiormente i fedeli sono i fondi per la realizzazione dell’anfiteatro, l’orto didatticho ed il campo per il gioco delle bocce. La Regione Campania, grazie anche all’intervento della vicesindaco Eva Avossa, ha finanziato parte del progetto con un contributo pari a 50mila euro, per la realizzazione dell’oratorio nello spazio antistante la chiesa di Sant’Antonio. Fondi, quelli versati da Palazzo Santa Lucia che non sono però sufficienti per portare a termine l’opera. Per permettere il proseguio dei lavori, infatti, dopo i fondi fatti pervenire anche da Palazzo di Città, è stato deciso di affidarsi al buon cuore dei fedeli di Giovi. Così, su buonacausa.org, è stata aperta una raccolta fondi per poter raccogliere i soldi necessari. Il progetto Pietre Vive, infatti, necessità di ben 25mila euro. La raccolta ha avuto inizio nel mese di dicembre 2017 e scadrà fra esattamente tre mesi, ovvero prima dell’inizio del nuovo anno. Troppo pochi i contributi raccolti fino ad ora: in nove mesi sono stati raccolti solo 1860 euro che non sono sufficienti. Da qui, la preoccupazione dei giovesi e, come facilmente ipotizzabile, dello stesso parroco don Salvatore Aprile che da tempo ormai chiedeva la realizzazione del complesso parrocchiale per lo svolgimento di varie attività destinate a piccoli e grandi. Al momento, tutto tace ma vox populi parla di evidente preoccupazione perchè se non si dovesse raccogliere la cifra, i lavori non potrebbero proseguire ed i fedeli dovrebbero accontentarsi della struttura attualmente in fase di realizzazione, nonostante non sia ancora in ottimo stato, rinunciando all’anfiteatro, all’orto didattico e alla pista. Intanto, nei giorni scorsi tecnici del Comune si sono recati sul posto per verificare lo stato dell’oratorio, allagato dopo le piogge. L’inaugurazione della struttura era prevista per settembre ma, per ovvie ragioni, potrebbe slittare ulteriormente per permettere alla ditta incaricata di sistemare nuovamente il soffitto, totalmente crollato. Insomma, per la struttura collegata alla chiesa – divenuta col tempo motivo di vanto anche per l’assessore alla Pubblica Istruzione – non sembra esserci pace. I lavori dovrebbero procedere spediti ma la somma totale dei 25mila euro sembra essere utopia, almeno per il momento.




Strutture ludiche e sportive a Giovi, il Consiglio approva i lavori alla chiesa

Erika Noschese

Approvata la qualificazione delle aree standard relative al progetto della parrocchia Santa Croce e San Bartolomeo di Giovi. Con 24 voti favorevoli ed un astenuto, il consiglio comunale ha dato il via libera ai provvedimenti. Nello spazio sottostante la chiesa di Santa Croce sono in corso i lavori per la realizzazione del nuovo oratorio previsto dal progetto Pietre Vive, finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito dell’intervento Oratori- presidio di valori. Si tratta, nello specifico, della realizzazione di strutture ludiche e sportive al servizio della comunità. Il progetto Pietre Vive è stato presentato ai cittadini di Giovi nel mese di dicembre, alla presenza del sindaco Napoli, del governatore De Luca e della sua fedelissima Eva Avossa, per far ripartire i lavori – avviati e poi bloccati numerose volte per mancanza di fondi – alcune settimane dopo. Il progetto prevede la realizzazione della struttura destinata all’oratorio, in fase di realizzazione, un campo polivalente, l’area teatrale, un parco giochi per i più piccoli, l’orto didattico, il campo bocce per un totale di circa 50mila euro versati dalla Regione Campania. I lavori sono gà stati avviati da tempo e sono ormai quasi giunti a termine, ad eccezione dell’orto didattico e del campo bocce che, ad oggi, non è ancora stato realizzato. A richiedere l’approvazione dei provvedimenti in consiglio comunale lo stesso parroco, don Salvatore Aprile, che ormai da tempo chiedeva di avviare definitivamente i lavori per la realizzazione dell’oratorio, utile ai ragazzi della zona che possono così avere a disposizione un punto di ritrovo.




A Giovi il Comune chiude per “motivi tecnici”

Erika Noschese

“Chiuso per motivi tecnici”. E’ la scritta Fai da te che da ieri mattina campeggia dinanzi la sede distaccata del Comune che si occupa di anagrafe e stato civile, a Giovi, per ragioni tutt’altro che chiare. L’unico dato certo, al momento, è che per l’ennesima volta i residenti dei rioni collinari di Salerno si ritrovano a fronteggiare l’ennesimo disservizio dovuto – si va per ipotesi, sia chiaro, poiché nessuno sembra poter dare risposte certe – alla mancanza di personale in vista delle ferie estive. Dunque, per l’ennesima volta, in mancanza di dipendenti, si preferisce chiudere una sede distaccata del Comune piuttosto che trovare soluzioni compatibili per evitare ulteriori disagi. A Giovi, non di rado, i residenti si sono spesso ritrovati a dover fare lunghe file alle poste di Pastena o Salerno centro perchè – senza avvertire – l’ufficio postale restava chiuso per giorni interi. Insomma, poste o Comune la situazione non cambia: se i dipendenti vanno in ferie nessun problema: l’ufficio si chiude, dalla sera al mattino – come si suol dire – senza dare troppe spiegazioni ai diretti interessati, mettendo ulteriormente in difficoltà le persone anziane costretti a spostarsi con i mezzi pubblici. E anche su questo ci sarebbe tanto da dire. Del resto, sembra che l’amministrazione comunale, nonostante la presenza della vice sindaco Eva Avossa (se non altro per la residenza, va precisato), continua ad occuparsi poco o nulla dei disagi che i cittadini si ritrovano a vivere, costantentemente, penalizzati proprio dalle scelte di Palazzo di Città. Un esempio su tutti può essere proprio la sede distaccata del Comune che, seppur in minima parte, offre servizi necessari senza costringere persone anziane o disabili a dover far ricorso alla sede principale. Stesso motivo anche per i mezzi pubblici che, sempre più spesso, saltano le corse a causa dell’assenza di personale o per i mezzi rotti. Insomma, con l’arrivo della bella stagione la storia si ripete ma a nessuno sembra davvero interessare.




Crescent, il domus era De Luca

Pina Ferro

Ventisette anni circa di pena e la confisca dell’area dove sorge il Crescent, la costruzione a mezza luna ad uso abitativo. E’ la richiesta dalla Pubblica accusa a carico di amministratori, tecnici e funzionari della soprintendenza imputati nel processo inerente la realizzazione del Crescent. Ieri mattina, dinanzi ai giudici della seconda sezione penale i Pm Rocco Alfano e Guglielmo Valente dopo aver ripercorso le varie tappe dell’indagine e del dibattimento soffermandosi sia sull’aspetto paesaggistico che sul falso hanno formulato le richieste di condanna a carico dei singoli imputati. Per l’allora sindaco Vincenzo De Luca è stata chiesta la condanna a 2 anni e 10 mesi ed a 9 mesi per tutti gli esponenti della Giunta comunale dell’epoca e 2 anni e 6 mesi per il costruttore della mezzaluna affacciata sul mare. L’ufficio inquirente salernitano ha chiesto l’assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per il capo denominato ‘m’ e il non doversi procedere, perché prescritti per i capi riguardanti le autorizzazioni paesaggistiche. In apertura di udienza la Pubblica accusa aveva chiesto al Collegio giudicante l’acquisizione agli atti della deposizione, (inerente l’Ifil), del colonnello delle Fiamme Gialle Mancazzo, resa la scorsa settimana nell’ambito del processo sulla variante di Piazza della Libertà, gli atti ed i procedimenti inerenti il parcheggio del Grand Hotel Salerno. In particolare la richiesta di sequestro preventivo dell’area di sosta presentata dai Pm e il decreto di sequestro del Gip. Richieste che la corte ha ammesso solo parzialmente. Per i magistrati l’allora sindaco Vincenzo De Luca era il “domus” dell’intera vicenda “è lui che contatta personalmente per chiedere come accelerare i tempi”. E ancora per il Pm Alfano “Il Comune voleva tenere in mano il pallino del gioco e non era disposto a cederlo a nessuno” e per questo l’intera vicenda è stata caratterizzata da due elementi “tempo e fretta che non sempre stanno ad indicare efficienza. Tempo e fretta che stanno a significare anche denaro”. Vi sarebbe stata una commistione tra interesse apparentemete pubblico e interesse sostanzialmente privato. Si trattava di uno degli affari immobiliari più grandi di Salerno. “Siamo di fronte ad una macroscopica violazione di legge”. Nel ripercorrere l’intero iter sono state evidenziate diverse criticità ad esempio sul perchè l’edificio non poteva essere fatto con la conferenza dei servizi, ma era necessario l’accordo di programma come disponeva il Puc. Inoltre, sarebbero state calcolate, per quantificare i volumi massimi edificabili anche una particella di area che ricadeva su spiaggia e mare. Sempre per la Pubblica accusa i calcoli sarebbero stati sbagliati con la conseguenza di un aumento della cubatura. Attenzione focalizzata sull’aspetto paesaggistico. A seguito della stesura del Pua, il Pm Alfano ha ricordato che lo strumento urbanistico doveva essere inviato alla Soprintendenza per ottenere l’autorizzazione paesaggistica. In questo caso la disciplina normativa da applicare, per l’accusa, doveva essere quella prevista dalla legge della Regione Campania numero 16, invece, il Comune e la Soprintendenza hanno applicato il dettato dell’articolo 159 del codice dell’ambiente che prevede un procedimento diverso: mentre con la legge regionale la soprintendenza può entrare nel merito e indicare cosa “correggere” del piano, nel caso del applicazione del codice dell’ambiente la Soprintendenza può solamente sollevare questioni di legittimità ma non può entrare nel merito. L’unica cosa che può fare se non lo ritiene conforme è quello di annullarlo. Cosa che la Soprintendenza non ha fatto e addiruttura chiedeva delle integrazioni al Comune, cosa che non poteva fare. “La Soprintendenaza non ce l’ha fatta proprio a far decadere tutto”. Ha evidenziato Rocco Alfano il quale parlando della fase di preparazione dell’area oggetto dell’intervento, ed in particolare parlando dell’area dove insisteva il Jolly Hotel, ha ricordato che nello stesso giorno “un imprenditore ha avuto il certificato di agibilità di un immobile e l’autorizzazione ad esercitare l’attività di albergi nell’immobile”, Il riferimento era all’Hotel Salerno. Nelle prossime udienze, ancora requisitoria del pubblico ministero; poi, le discussioni degli avvocati difensori degli imputati. La prossima udienza è fissata al 15 di giugno la sentenza dovrebbe arrivare prima della fine dell’estate.

Per De Luca chiesti 2 anni e 10 mesi Nove mesi ai componenti la giunta

Al termine della requisitoria i Pm Rocco Alfano e Guglielmo Valente hanno chiesto ai giudici (presidene Siani) della seconda sezione penale la condanna per: l’ex sindaco Vincenzo De Luca 2 anni e 10 mesi, Lorenzo Criscuolo (allora res p o n s a b i l e dell’uffico lavori Pubblici del Comune) 1 anno e 2 mesi, Giuseppe Zampino (Sovrintendente protempore) 1 anno e 6 mesi, Davide Pelosio (tecnico comunale( 1 anno e 6 mesi, Matteo Basile 1 anno e 2 mesi, Annamaria Affani (sovrintendente) 1 anno e 2 mesi, Giovanni Villano(sovrintendente) 1 anno e 2 mesi, Eugenio Rainone (costruttore) 2 anni e 6 mesi. Per i componenti la giunta: Eva Avossa 9 mesi, Gerardo Calabrese 9 mesi, Luca Cascone 9 mesi, Luciano Conforti 9 mesi, Mimmo De Maio 9 mesi, Augusto De Pascale 9 mesi, Ermanno Guerra 9 mesi, Aniello Fiore 9 mesi, Vincenzo Maraio 9 mesi, Picarone Francesco 9 mesi, Per Nicola Massimo Gentile 1 anno, Bianca De Roberto (architetto) 1 anno e 4 mesi, Maurizio Dattilo (imprenditore)




Giovi, furgoncino comunale investe studentessa

Erika Noschese

Attimi di paura, stamane, nei pressi della scuola media di Giovi. Per cause ancora in corso di accertamento, un furgoncino comunale ha investito una studentessa. La ragazza è stata trasportata all’ospedale Ruggi d’Aragona ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto anche la vice sindaco Eva Avossa, la polizia municipale per i rilievi del caso e diversi genitori, accorsi sul posto.

Seguono aggiornamenti




Troppi furti in appartamento a Giovi Natella chiede la videosorveglianza

Erika Noschese

E’ ancora emergenza furti nelle zone collinari di Salerno. In particolare, a Giovi sono ormai diversi giorni che i residenti sono ostaggio di una banda di malviventi che sta seminando il panico tra le famiglie. A lanciare un appello al sindaco ed al prefetto di Salerno è il consigliere comunale Massimiliano Natella che chiede di accelerare i tempi sull’estensione degli impianti di videosorveglianza da diffondere sul territorio perché “c’è il forte rischio che la difesa privata del territorio possa degenerare in eventi gravi e pericolosi per l’incolumità dei nostri concittadini: urgono uomini e mezzi da impiegare in un piano straordinario di presidio organizzato del territorio collinare partendo dai punti critici, ovvero le strade di accesso, sia carrabili che non, che questa banda sta utilizzando per raggiungere martoriare i rioni collinari. La zona collinare è talmente vasta e con via di fuga naturali che non consentono il controllo del territorio con il normale pattugliamento delle forze di polizia”. A Giovi, sono numerosi i furti ed i tentativi messi a segno con cadenza giornaliera tra il tardo po- meriggio e la sera. “Bisogna fare un plauso a tanti concittadini che stanno presidiando con le ronde notturne il territorio ed alle forze dell’ordine che stanno facendo il possibile per arginare questo fenomeno. Ma non basta! Urge un intervento concreto della prefettura per istituire un presidio costante e straordinario per fronteggiare questa emergenza”, ha detto ancora Natella. Anche il vicesindaco ed assessore del Comune di Salerno, Eva Avossa, si sta occupando della questione. Nella giornata di ieri, avrebbe presentato un esposto al Prefetto di Salerno, Salvatore Malfi. «Il prefetto mi ha garantito che, d’accordo con il Questore, intensificherà i controlli e la sorveglianza soprattutto in quelle zone dove si registrano maggiori criticità», ha detto la Avossa.