Promuovere lo sviluppo regionale attraverso il settore turistico

di Andrea Bignardi

Promuovere lo sviluppo regionale attraverso il settore turistico. È stato questo l’obiettivo della prima edizione della Conferenza dei distretti turistici campani tenutasi ieri presso la stazione Marittima di Salerno. Tutto esaurito per un’iniziativa il cui obiettivo è stato quello di avviare una pianificazione strategica per lo sviluppo turistico della regione Campania, come evidenziato dal presidente dei distretti turistici regionali Enzo Marrazzo. Una programmazione, quella sul turismo, che vedrà l’importante contributo in termini finanziari della Comunità Europea, come evidenziato dall’europarlamentare Andrea Cozzolino. “Bisogna attrezzare una politica comunitaria non più incentrata su piccoli spot ma basata sull’interazione col territorio”, ha affermato l’esponente dem. L’assessore al Turismo Dino Matera, ha invece rivendicato i passi avanti compiuti dalla Regione nel settore. “Siamo progrediti soprattutto per quanto riguarda i trasporti – ha commentato Matera – I distretti rivestono in prospettiva un’importanza ancora maggiore, basti pensare al fatto che in Italia su quarantacinque distretti presenti ventiquattro sono nella nostra regione”. Anche l’ateneo salernitano è stato presente alla manifestazione, nella persona del rettore Vincenzo Loia, che ha commentato: “Il turismo é un settore che traina l’economia. Ciò non significa che non si possa fare di più in termini di valorizzazione – ha affermato il rettore dell’Unisa – È necessario maggior sostegno da parte dello Stato al turismo. L’università sta facendo la sua parte con una maggiore attenzione nell erogazione di corsi di Laurea triennale e magistrale”. “Un successo di pubblico inimmaginabile – ha dichiarato il sindaco di Salerno Enzo Napoli a margine dell’iniziativa, sottolineando la necessità per il capoluogo di assumere un ruolo da protagonista nell’articolazione dei distretti – La nostra città deve saper coniugare i vari punti della rete turistica e non solo soffermarsi su questa o quella struttura”. “Quella dei distretti campani è un’occasione per le nostre imprese, per le agenzie di viaggio, che possono mettere in rete le tante tipicità di cui il mercato internazionale ha fame e che la Campania sa esprimere come nessun altro territorio”, ha poi aggiunto la presidente di Fiavet (Federazione Italiana Agenzie di Viaggio) Ivana Jelinic. La manifestazione, coronata da stand espressione dei differenti territori protagonisti dei distretti, è stata inframmezzata dalla cerimonia di assegnazione del premio Anema e Core agli artisti Peppino Di Capri e Beppe Vessicchio, al segretario nazionale dell’Aci Gerardo Capozza ed all’imprenditore Paolo Scudieri. “La Campania è un qualcosa di unico nel mondo – ha commentato Di Capri, che al termine della premiazione si è soffermato a scattare selfie con tantissimi fan dai capelli brizzolati – Iniziative come questa fanno capire che chi è dall’altra parte del mondo deve assolutamente venirci a visitare”.




«Antonio dal cielo vi sorriderà»

di Francesco La Monica

La città di Salerno saluta Antonio Liguori. Applausi, cori e lacrime, ieri pomeriggio, in onore del giovane tifoso della Salernitana scomparso nella tarda serata di domenica scorsa dopo 9 giorni di agonia a seguito di un tragico incidente stradale. Tantissime le persone presenti al Duomo di Salerno per l’addio al giovane. La salma di Antonio, partita dall’obitorio dell’ospedale “Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, ha raggiunto inizialmente la sede degli Ultras “Movement Salerno”, gruppo di cui Antonio è stato cofondatore. Toccante lo striscione esposto dagli amici degli Ums su un balcone di via Porta di Mare:” Salerno e il tuo rione… ti rende onore! Ciao Ultras”. Il corteo è poi proseguito per le vie interne del centro storico di Salerno. I tifosi hanno omaggiato la memoria del fratello scomparso con cori, fumogeni e una bandiera raffigurante il suo volto, che da questo pomeriggio campeggerà all’Arechi e in tutti gli stadi d’Italia. “Antonio è qua e canta con gli Ultrà”, “Sarai sempre con noi e non ti lasceremo mai”, “Antonio vive”, “Antonio uno di noi”, “Antonio sempre nel cuore”, i cori lanciati dai fratelli dell’Ums. Il feretro, accompagnato dai familiari, dagli amici di sempre e da centinaia di tifosi, ha poi raggiunto la Cattedrale di Salerno. L’arcivescovo Andrea Bellandi e il parroco del Duomo di Salerno, don Michele Pecoraro, hanno accolto l’arrivo del giovane nella Cattedrale. Oltre agli amici bresciani giunti direttamente dal capoluogo lombardo per rendere omaggio all’ultrà salernitano, presenti anche le delegazioni di due tifoserie storicamente rivali come Cavese e Paganese, che hanno deposto un mazzo di fiori sulla bara bianca. In rappresentanza del Comune di Salerno, presenti il sindaco Vincenzo Napoli e l’assessore allo sport Angelo Caramanno, accompagnati dall’onorevole Piero De Luca. Emozionanti le parole di un commosso Don Michele Pecoraro pronunciate nel corso dell’omelia:«Ogni parola, in circostanze come questa, diventa vana. Ci sarebbe soltanto bisogno di interiorizzare la tragedia e, soprattutto, di silenzio, lasciando parlare la coscienza ed il cuore. Mi rivolgo soprattutto a voi, carissimi giovani, che affollate questa, nostra, meravigliosa casa. Mi rivolgo con la parola del Signore a voi che siete la forza, la speranza, la vera novità della storia. Alzatevi dalla tomba del male, dal vizio e da ogni tipo di dipendenza. Alzatevi da una vita trascorsa senza Dio. Insieme al tifo sportivo – conclude don Michele Pecoraro – che ci appassiona e ci accomuna tutti, sappiate sempre condurre la vostra vita con dignità. Sappiate sempre perseguire i colori sacri della verità perché a tutti e, specialmente a voi, spetta il compito di costituire la civiltà della misericordia e dell’amore… e Antonio dal cielo vi sorriderà”. Al termine della funzione, la salma è stata trasportata presso lo Stadio Arechi, teatro di mille battaglie sportive vissute dal giovane supporter granata e dove, soprattutto, ha vissuto i momenti più belli e intensi della sua giovane vita spezzata troppo presto. Ad attenderlo, uno striscione esposto dalla fidanzata Alessia sui cancelli antistanti la Curva Sud che Antonio frequentava abitualmente. “Sempre con me amore mio!”. Questa la dedica della giovane al suo amato compagno a termine di una straziante giornata, che ha scosso l’intera tifoseria granata e la città di Salerno tutta.




Lo stadio Vestuti diventa ufficialmente campo da rugby. Manzo: «Soddisfatti per l’attenzione del Comune»

di Erika Noschese

Lo stadio Vestuti diventa ufficialmente campo destinato al rugby. Nei giorni scorsi, infatti, su sollecitazione del consigliere comunale Felice Santoro da sempre sensibile alle tematiche sportive, il sindaco di Salerno Enzo Napoli ha fatto visita all’Arechi Rugby, la squadra salernitana guidata dal presidente Roberto Manzo, dopo gli interventi di ripristino del manto erboso – con il taglio e la cura dell’erba – e della pubblica illuminazione disposti dall’amministrazione comunale. Protagonisti dell’opera di riqualificazione proprio i giovani dell’Arechi Rugby che hanno proceduto all’installazione delle porte da rugby sul campo dello storico stadio cittadino. «Siamo contenti e soddisfatti dell’attenzione che il Comune ci ha riservato e dell’installazione dei paletti messa in atto da noi», ha dichiarato il presidente Roberto Manzo. Il campo dello stadio Vestuti ormai da tempo versava in condizioni di totale abbandono e degrado, a differenza della pista di atletica leggera, interessata – nei mesi passati – da interventi di riqualificazione. «Anche con l’intervento dell’Arechi Rugby abbiamo rivalutato e restituito alla città uno spazio importante anche e soprattutto per i giovani sportivi salernitani», ha poi aggiunto Manzo. Dunque, con l’inizio ufficiale del campionato anche la squadra salernitana avrà un campo degno del sacrificio e del lavoro dei tanti giovani rugbisti che, da mesi ormai, chiedevano spazi idonei e adeguati per uno sport che, seppur ancora poco conosciuto in città, continua a crescere in maniera esponenziale anche grazie ai giovani dell’Arechi Rugby. Il Vestuti, ora, sarà a disposizione anche di tutte le altre squadre presenti sul territorio cittadino e che, ad oggi, sono costretti a trasferirsi altrove anche solo per svolgere gli allenamenti.




Scatta il nuovo piano traffico in città

di Andrea Pellegrino

Rafforzamento dei trasporti pubblici su gomma e su ferro e cambio della viabilità tra via Mobilio, Vinciprova e Irno. Sono queste alcune novità del nuovo piano traffico promosso dall’amministrazione comunale e realizzato dall’Università di Salerno che sarà presentato questa mattina a Palazzo di Città. Ieri mattina un primo incontro con l’assessore alla mobilità Mimmo De Maio ed alcuni consiglieri comunali di maggioranza. Il nuovo piano traffico ora dovrà approdare in giunta, poi in commissione mobilità. Ancora prima dell’esame definitivo del Consiglio comunale si potranno presentare osservazioni. Tra i punti cardine l’ampliamento dei servizi pubblici e l’incremento in particolare delle corse della metropolitana leggera anche in vista del progetto di allungamento fino all’aeroporto di Pontecagnano Faiano. Si valuta in tal senso anche la concessione alle Ferrovie dello Stato delle stazioni della Metropolitana di Salerno. Le Ferrovie potrebbero così garantire più corse ma anche una maggiore capienza dei convogli. Ancora più autobus in città e più collegamenti anche con le frazioni collinari che a quanto pare beneficeranno anche di progetti di mobilità per accorciare le distanze. Sempre secondo prime indicazioni – il piano conta una imponente documentazione – si valuta un totale cambio dell’attuale viabilità in corrispondenza della Cittadella giudiziaria di Salerno, della Lungoirno e delle già discusse rotatorie dell’Irno. Alle 10,30 di questa mattina la presentazione del nuovo piano traffico cittadino, alla presenza del sindaco Enzo Napoli, dell’assessore alla mobilità Mimmo De Maio e del professore Stefano De Luca, del dipartimento di ingegneria civile dell’Università degli Studi di Salerno.




Statua di San Matteo al Comune Buona la prima per Bellandi

di Erika Noschese

A pochi giorni dai solenni festeggiamenti in occasione del santo patrono, ieri mattina, la statua di San Matteo ha fatto il suo ingresso a Palazzo di Città – come tradizione vuole – in presenza del sindaco Vincenzo Napoli, dei dirigenti comunali e di numerosi cittadini salernitani. Buona la prima, a quanto pare, per l’arcivescovo Andrea Bellandi che – a pochi mesi dal suo arrivo in città – sembra aver già superato a pieni voti la “prova San Matteo”. Almeno per l’amministrazione comunale, dopo i numerosi litigi tra l’attuale governatore De Luca e monsignor Moretti che, di fatto, negli anni passati ha impedito ai portatori di sostare dinanzi la “casa del cittadino”, con il tradizionale inchino. «L’immagine di San Matteo nello stemma di Salerno qualche significato ce l’avrà – ha dichiarato monsignor Bellandi – Vorrà dire che i salernitani riconoscono un punto di riferimento che vada al di là degli interessi di parte ma che si richiama, in qualche modo, alla dignità trascendente di ogni persona». Per l’arcivescovo di Salerno la figura di san Matteo è un «richiamo a non perseguire i propri interessi egoistici a non guardare solo nel proprio piccolo limitato territorio ma capire che c’è una sfida e una chiamata all’amore che rappresenta la responsabilità di ciascuno». Rivendica la tradizione anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che – seppur laico – ieri ha accolto don Michele Pecoraro, l’arcivescovo e la statua di San Matteo presso Palazzo di Città: «noi siamo qui, alla presenza dei massimi dirigenti del comune di Salerno, dei nostri dipendenti e di parte del popolo di Salerno per accogliere – come una bella consuetudine inaugurata qualche anno fa – la presenza del santo nel nostro Palazzo di Città. Una bella concomitanza perché alla statua del santo si contrappone l’effige del santo in una splendida vetrata che Enzo De Luca volle che fosse installata», ha dichiarato Napoli che – ancora una volta – ha manifestato parole di stima e di affetto nei confronti di monsignor Bellandi perché – ha detto – «già lo sentiamo un nostro concittadino e con la sua simpatia è stato in grado di conquistarsi l’affetto e la stima di tutti». Da qui, poi, un pensiero rivolto all’arcivescovo emerito monsignor Moretti dal primo cittadino di Salerno «sperando che guarisca rapidamente dalla sua malattia» Per il primo cittadino, la città di Salerno riconosce san Matteo come simbolo unificante: «Ciascuno di noi, credo, si riconosca pienamente nell’immagine di san Matteo come immagine di Salerno e viene accolto nella casa comunale. San Matteo, con il suo vangelo, ha dato una spinta formidabile, il suo è un vangelo attuale, dopo secoli di storia perché il suo è un messaggio di civiltà, laico». Per don Michele Pecoraro, Bellandi è entrato nel cuore dei cittadini salernitani in poco tempo e «lo salutiamo con grande affetto, promettendogli di essere figli, discepoli, docili a questa parola». Per il sacerdote salernitano, a capo del Duomo di Salerno, un pensiero va rivolto all’amministrazione di Salerno affinché svolga sempre al meglio il suo dovere, per il bene dei cittadini. «La città di Salerno, da più di 10 secoli, ci auguriamo che non conosca tramonto nella fede per il patrono ma continui ad ispirare progetti giusti per uno sviluppo morale sempre sano e dia grazia, sostegno a tutti, a partire dagli ultimi e dai bisognosi», ha poi detto don Michele.




Fine dell’era del sì a prescindere/ LA NOTA

di Andrea Pellegrino

Dall’epoca deluchiana è la prima volta: una modifica statutaria bocciata dal Consiglio comunale. Naturalmente, con i voti decisivi della maggioranza. Una questione politicamente rilevante ma anche tecnica che mette fine, comunque, a una ventennale stagione dei sì a prescindere. Stavolta alcuni consiglieri di maggioranza (forse ex maggioranza) hanno fatto sentire la propria voce opponendosi a una modifica statutaria (insomma dell’atto principe del Comune di Salerno) che di pratico, sostanzialmente, non aveva nulla, se l’eliminazione della figura del difensore civico. Una scelta politica che sicuramente cozza però con la tempistica. O meglio che fa emergere qualche sospetto. Il teorema che emerge potrebbe essere questo: il difensore civico regionale invia il commissario ad acta per l’approvazione del regolamento degli istituti di partecipazione; l’amministrazione comunale si oppone con tutte le sue forze chiamando in causa – per due volte – perfino il Tar; il commissario non si insedia e la maggioranza mette a punto il regolamento a sua immagine e somiglianza, escludendo anche lo streaming; poi alla fine con una modifica statutaria elimina direttamente la figura del difensore civico. Schema legittimo, sicuramente, ma dai tempi un po’ sospetti. Stavolta però il pallottoliere ha giocato un brutto scherzo al sindaco Napoli che, tra gli applausi che si sono sollevati dalla platea ieri mattina in aula consiliare indirizzati ai “ribelli”, ha dovuto incassare il no alla proposta che più che la bocciatura dell’atto evidenzia una frattura quasi insanabile all’interno della sua maggioranza.




Devastata da imbecilli la tomba di Francesco Cacciatore

di Erika Noschese

Oltraggiata la tomba di Francesco Cacciatore. A fare la macabra scoperta un amico del noto esponente politico, morto negli anni ’80, il socialista Lucio Russomando, ex segretario della Camera del Lavoro di Battipaglia. Francesco Cacciatore, meglio conosciuto come Cecchino, è stato fondatore ed importante esponente del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria è nonno dell’avvocato salernitano Cecchino Cacciatore. Quest’ultimo ha infatti scoperto l’accaduto tramite la segnalazione, su facebook, dello stesso Russomando che nei giorni scorsi ha fatto visita ai suoi cari e ha notato quanto accaduto al monumento funebre. I fatti potrebbero risalire alla scorsa settimana quando ignoti si sarebbero introdotti all’interno del cimitero di Salerno e, verosimilmente con una fiamma ossidrica, avrebbero divelto il busto – realizzato da uno scultore cavese – del monumento, eretto dopo la morte avvenuta – come già anticipato – nel 1983 – all’interno del Famedio degli uomini illustri. Intanto, proprio questa mattina la famiglia Cacciatore sporgerà regolare denuncia contro ignoti.

IL PRECEDENTE

Circa sei anni fa, la medesima sorte è toccata a Luigi, deputato alla Costituente ed ex vicesegretario nazionale del Psi oltre che sindacalista della Cgil. Esperti ladri di bronzo anche in quell’occasione avevano trafugato non solo il busto bronzeo ma anche uno dei 4 bassorilievi che circondavano la statua, tanto da costringere la famiglia Cacciatore – ed in particolare la figlia Anna – a ritirare gli altri bassorilievi. Intanto, la famiglia di Francesco Cacciatore avrebbe già contattato l’amministrazione comunale per metterli al corrente dei fatti.

Cecchino Cacciatore: «L’ho scoperto per caso ed è un atto grave», polemiche sul sistema di sicurezza del camposanto

«Io l’ho scoperto per caso ed è questa la cosa poco seria perché un vecchio amico di mio nonno, evidentemente, facendo visita al cimitero sarà passato davanti alla tomba di mio nonno e si è accorto che il busto è stato divelto, sembrerebbe tolto con la fiamma ossidrica». Parla così l’avvocato salernitano Cecchino Cacciatore, nipote di Francesco – anch’esso meglio conosciuto come Cecchino – dopo la segnalazione di Lucio Russomando che, con tanto di foto, ha denunciato sul profilo facebook del legale salernitano quanto accaduto al monumento funebre del nonno. «A parte il dispiacere personale, io pongo una questione di sicurezza e di sorveglianza: di sicurezza perché si è consentito che qualcuno, in modo indisturbato riuscisse ad asportare un monumento anche con degli attrezzi che non possono entrare in un luogo del genere e di sorveglianza perché a distanza di una settimana nessuno se ne è accorto», ha poi aggiunto Cecchino Cacciatore.

Peppino Cacciatore: «Necessario implementare il sistema di sicurezza e video sorveglianza all’interno del cimitero»

Abbiamo scoperto cose assurde». Parole amareggiate quelle espresse dal professor Peppino Cacciatore che ieri ha contattato telefonicamente il direttore del cimitero di Salerno, Filomeno Di Popolo, per chiedere delucidazioni in merito a quanto accaduto alla tomba del suo parente. Secondo quanto riferisce Peppino Cacciatore il fatto sarebbe accaduto la scorsa settimana ma sarebbe stato reso noto solo nella giornata di ieri dopo la visita alla tomba del noto esponente politico dal compagno socialista. «E’ grave che i responsabili del cimitero non sentano il dovere di chiamare i familiari», ha poi aggiunto il professore che conferma la teoria della fiamma ossidrica. Resta da capire, ad oggi, come è stata poi trasportato il busto della statua dal luogo sacro. Peppino Cacciatore chiede ora al direttore Di Popolo di migliorare il sistema di controllo all’interno dello stesso cimitero, da mesi ormai vittima di malviventi. «Occorre una maggiore vigilanza. Mi hanno detto che le telecamere ci sono ma dopo soli 6 giorni le immagini vengono cancellate, non è possibile – ha poi aggiunto Peppino Cacciatore, docente di storia della Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli – E’ un gesto vile soprattutto perchè hanno attaccato un simbolo per la città di Salerno». Ad oggi non si conoscono i responsabili del vile atto ma si ipotizza che il furto possa essere stato commesso dai “classici” ladri di bronzo per rivenderlo per poche centinaia di euro.

LE REAZIONI/ L’intervento del sindaco Napoli: “Vicini alla famiglia”

«La Civica Amministrazione di Salerno, certa di interpretare i sentimenti dell’intera Cittadinanza, esprime sdegno per la profanazione della tomba della Famiglia Cacciatore». Lo dichia il sindaco Vincenzo Napoli.«A tutti i congiunti un abbraccio di fraterna solidarietà. Piena disponibilità del Personale e dei Servizi Cimiteriali per contribuire allo svolgimento delle indagini che si confida possano individuare presto i responsabili e la matrice del vile episodio», ha poi aggiunto il primo cittadino. «Totale e incondizionata solidarietà dell’associazione Memoria in Movimento e mia personale alla famiglia Cacciatore». Lo ha dichiarato il presidente dell’associazione, Angelo Orientale, secondo cui «questi oltraggi alla memoria antifascista e del movimento operaio salernitano devono finire. Anche in città abbiamo un’emergenza fascista. Tutte le forze democratiche se ne devono farsi carico e intervenire per una vigilanza costante». L’associazione Memoria in Movimento aveva già deciso per il prossimo 6 dicembre, nell’ambito della propria programmazione, un momento seminariale di riflessione sui temi del fascismo e antifascismo oggi con il presidente nazionale dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre, dottor Saverio Ferrari. «Riconfermiamo anche pubblicamente la nostra disponibilità e volontà a organizzare tale evento unitariamente con le associazioni partigiane e dei perseguitati politici», ha poi aggiunto Orientale. Parla di un oltraggio «vergognoso e inquietante» alla memoria di Cecchino Cacciatore il deputato di Forza Italia Gigi Casciello che esprime sincera solidarietà alla famiglia Cacciatore. «Una figura simbolo della storia e della politica non solo cittadina al di là delle specifiche appartenenze politiche che pure mi vedono distante – ha poi aggiunto il parlamentare – Difficile pretendere rispetto dai ladri. Doveroso, invece, è invocare controlli e attenzione, nella struttura di Brignano, da parte di chi è preposto a garantire la sicurezza, per fare in modo che in questo tempo disadorno si lascino in pace almeno i morti»




Francesca Ferraro a Salerno per promuovere l’Aido

di Erika Noschese

Sta percorrendo l’Italia a piedi e porta con sé un messaggio fondamentale: Se vuoi, puoi. Francesca Ferraro ha scelto di attraversare l’Italia a piedi: partita dalla Toscana raggiungerà – nelle prossime settimane – Agrigento, dove vive la nonna che non vede da un po’. Ma il suo viaggio ha un duplice scopo: portare avanti la campagna dell’Aido, l’associazione italiana donatori di midollo osseo di cui è testimonial. Dopo aver attraversato varie città, questa mattina Francesca Ferraro, educatrice sociale di 28 anni, farà tappa a Salerno e alle 12.30 incontrerà il sindaco Vincenzo Napoli a Palazzo di Città. Partita da Pieve a Nievole (Pistoia), la 28enne è un compagnia della sua cagnolina Dakota anche per riscoprire l’Italia, i suoi valori e le sue origini.

Francesca, lo scorso 16 giugno è iniziato il tuo viaggio: percorrere l’Italia a piedi. Perché questa scelta?

«Ho scelto di fare questo viaggio per tornare in Sicilia a trovare mia nonna, a piedi perché attraverso il camminare hai molto tempo a disposizione per vedere, conoscere e apprezzare lentamente ciò che ti circonda. Conoscere te stesso e il tuo paese».

Domani (oggi per chi legge ndr) sarai a Salerno per incontrare il sindaco Napoli cosa ti aspetti da questa città?

«Dall’incontro di domani (oggi per chi legge ndr) mi auguro che la realtà si sensibilizzi e capisca l’importanza di una scelta simile».

Sei testimonial della campagna di sensibilizzazione #Sevuoipuoi dell’Associazione Italiana Donatori di Organi. Perché hai scelto di aderire all’Aido e di portare questo messaggio in giro per l’Italia?

«Ho aderito ad Aido perché una scelta consapevole può aiutare gli altri. Non c è bisogno di essere chiamati direttamente in prima persona per condividere l’importanza di un gesto profondo di altruismo che può “creare” una nuova vita».

In questo viaggio non sei sola ma con il tuo fedele amico a 4 zampe. Perché hai deciso di portarlo con te?

«Ho scelto di portare Dakota con me perché siamo inseparabili».

Hai scelto, tra le varie tappe, proprio la città di Salerno, perché?

«Ho scelto dei punti cruciali in alcune regioni e Salerno è uno di questi. Se cooperiamo anche la regione Campania, che al momento ha una percentuale elevata di persone che non sono a favore della donazione, possono cambiare idea. La creazione di una nuova coscienza può partire anche da figure di riferimento, quali i sindaci, per l’appunto. Un giusto esempio cittadino».




Salerno, Santoro (Lega): «Lungoirno è terra di nessuno»

di Erika Noschese

«La Lungoirno terra di nessuno a causa della manifesta incapacità dell’attuale amministrazione comunale». A lanciare nuove accuse nei confronti del sindaco Enzo Napoli e di tutta la giunta è il coordinatore cittadino della Lega Salerno, Cristian Santoro. «Salerno vive in una situazione di totale degrado: aiuole piene di rifiuti, pavimentazione ormai saltata e che mette in pericolo la sicurezza dei pedoni, solo per citarne alcune problematiche», ha dichiarato ancora il coordinatore cittadino del partito guidato a livello nazionale da Matteo Salvini che chiede le dimissioni dell’assessore all’Ambiente per «manifesta incapacità di tenere pulita la tanto decantata città europea che, a conti fatti, di europeo non ha nulla». Santoro chiede dunque un intervento immediato degli organi competenti affinché la Lungoirno torni ai suoi antichi splendori, dopo mesi di degrado. «Salerno di europeo non ha nulla, smettiamo una volta per tutte con questa farsa e chi è al potere si metta seriamente al lavoro per renderla una città degna. I salernitani sono stanchi di vivere nel degrado e nell’insicurezza. Ora basta», ha aggiunto Cristian Santoro.




Comune di Salerno: autorizzazioni da rifare, salta anche l’evento Logos

di Erika Noschese

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Un vecchio detto che sembra calzare a pennello per i vertici di Palazzo di Città che, ancora una volta, costringono gli organizzatori degli eventi a fare un passo indietro. E’ il caso, questa volta, di Enzo Iannece, organizzatore di Logos, la manifestazione giunta alla sua quinta edizione che si occupa,nello specifico, di liveset, djset, performance di musica elettronica e arti audiovisive, intrattenimento, workshop informativi e progetti creativi d’avanguardia. Un grande evento che si sarebbe dovuto tenere domani e domenica 21aprile presso Palazzo Genovese, come già accaduto per quattro anni consecutivi. La specialità di Logos è, infatti, proprio quella di esibirsi in palazzi storici. Ad annunciare lo stop imposto ancora una volta dall’amministrazione comunale è proprio l’organizzatore dell’evento, attraverso un post pubblicato su Facebook: «Salerno è morta – ha scritto – Oggi è stato dato un altro schiaffo a chi per passione, e solo per passione, lavora duramente mesi e mesi per offrire un momento di aggregazione, di arte, cultura e musica». A poche ore dall’inizio di Logos, da Palazzo di Città hanno chiesto agli organizzatori di ripresentare tutta la documentazione necessaria per avere l’ok definitivo, a causa di alcune integrazioni che – al momento della presentazione della domanda – non erano state menzionate. Impossibile, per mancanza di tempo, rifare l’iter burocratico (lo stesso presentato gli anni precedenti, senza avere mai problemi), ragion per cui l’evento è stato annullato. Per rimediare, Logos si terrà presso il B-Side, ma in un’unica data e concedendo solo ai deejay di esprimersi, rinunciando – per ovvie ragioni – alla parte artistica, alle proiezioni e alla parte culturale di un evento che avrebbe portato in città un cospicuo numero di appassionati. Solo qualche mese fa, l’amministrazione guidata da Enzo Napoli, è finita nell’occhio del ciclone per la scelta di concedere le autorizzazioni ma con severe restrizioni ad una manifestazione che si sarebbe dovuta tenere il giorno successivo, costringendo anche in questo caso gli organizzatori ad annullare l’evento. «Un’altra occasione perduta per Salerno e la sua amministrazione, come sempre miope ed arrogante», ha aggiunto Iannece, sempre tramite social, e che non sarebbe intenzionato a prendere provvedimenti contro il Comune nonostante i non pochi disagi creati, tanto agli organizzatori quanto agli artisti che avrebbero dovuto prenderne parte.