Movimento 5 Stelle, la lista definitiva per le europee nella circoscrizione meridionale

Ecco tutti i nomi della lista del Movimento 5 Stelle alla circoscrizione meridionale. In diciotto corrono per un posto a Strasburgo e Bruxelles. La lista: Chiara Maria Gemma, Piernicola Pedicini, Laura Ferrara, Isabella Adinolfi, Rosa D’Amato, Michela Rescigno, Gianluca Ranieri, Mario Furore, Mariano Peluso, Enrico Farina, Vito Avallone, Alberto Claudio De Giglio, Danilo Della Valle, Franca Pulpito, Luigi Napolitano, Antimina Di Matteo, Valeria Di Nino, Stefania Gentile.




Di Maio pensa al presidente della Bcc di Aquara

Andrea Pellegrino

Luigi Di Maio annuncia candidati straordinari per i collegi uninominali. A Salerno, dopo le parlamentarie che hanno composto le due liste plurinominali, c’è attesa per conoscere i nomi dei candidati che si sfideranno nei collegi. Secondo indiscrezioni pare che sulla scrivania del candidato premier del Movimento 5 Stelle ci sia già un primo schema. Per il Cilento in pole ci sarebbe Luigi Scorziello, presidente della Bcc di Aquara; per il collegio di Salerno, invece, Angelo Tofalo (deputato uscente e primo arrivato sul listino proporzionale) pare che punti tutto su Nicola Provenza, già in corsa per la carica di sindaco alle scorse elezioni amministrative a Salerno, prima della disfatta alle primarie (vinte da Oreste Agosto) e della successiva scelta di Grillo di ritirare il simbolo dalla competizione; per Battipaglia è stato fatto, invece, il nome di Nicola Cunzo. Agosto, invece, potrebbe giocarsi uno dei collegi senatoriali, sempre che Andrea Cioffi, uscito malconcio (solo terzo il lista) dalle parlamentarie di domenica, non cerchi un possibile paracadute per la sua rielezione a Palazzo Madama, opzionando, così, anche l’uninominale. Sulle parlamentarie, intanto, in attesa di conoscere anche le preferenze dei candidati, non mancano perplessità da parte degli esclusi. Alcuni, infatti, nonostante la disponibilità si sarebbero visti bannare il nome dalla competizione. E’ il caso di Pino Buonadonna, Enrico Farina e Federico Sabetta ma anche di Ferrigno e Cafiero.




Focus amministrative a Battipaglia: il Pd candida Landolfi; caos a destra. E i Cinque Stelle…

di Carmine Landi

IL PD CANDIDA NICOLA LANDOLFI

BATTIPAGLIA. Il Pd s’affida a Nicola Landolfi.

Nelle ultime ore, s’è decisamente rafforzata la pista che potrebbe portare i democrat battipagliesi a candidare alla poltrona di primo cittadino il segretario provinciale del partito. Da qualche settimana a questa parte, infatti, il gruppo dirigente del Partito democratico di Battipaglia, coordinato dal segretario Davide Bruno, stava provando a praticare due strade, sì da tenersi spalancate entrambe le porte: da un lato, s’aspirava a un influente membro della società civile, mentre, dall’altro, era troppo forte la tentazione di proporre all’elettorato un nome che, da un po’ di anni a questa parte, è l’uomo di punta del Pd salernitano.

Una mossa, la più politica che ci sia, che pare aver preso il sopravvento, dopo che, venerdì scorso, i vertici dem cittadini hanno incassato il no del presidente provinciale d’un’organizzazione di settore, che è anche un eminente imprenditore appartenente a una storica famiglia battipagliese. Con la candidatura di Landolfi, ad ogni modo, Bruno e i suoi sperano di riuscire a ricostruire quella grosse koalition partitica che, in occasione delle scorse elezioni regionali, è scesa in campo a sostegno di Vincenzo De Luca.

Nel nome di Landolfi, d’altronde, l’intellighenzia dem cittadina s’è già riscoperta unita: paiono ricomposte, infatti, le profonde spaccature che, nei mesi scorsi, dividevano la maggioranza della direzione cittadina dall’opposizione interna.

«Il bene del partito va anteposto a tutto»: lo ha dichiarato ai nostri taccuini l’ex segretario cittadino, Luca Lascaleia, che è uno degli uomini di punta della minoranza del direttivo, riunita attorno ad Angelo Reggente, e che siede al tavolo della segreteria provinciale in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali.

Landolfi sta pensando seriamente alla proposta che gli è arrivata dai vertici del Pd battipagliese. Il coordinatore provinciale dei democrat, nato e cresciuto a Salerno, è stato adottato dalla città del Tusciano: da diversi anni, infatti, vive a Battipaglia insieme alla moglie, che è battipagliese. Non vi sarebbe, poi, alcun tipo di incompatibilità tra la fascia tricolore e la carica, ricevuta di recente, di amministratore unico di Salerno Energia, che è una partecipata del Comune di Salerno.

Nel caso d’un diniego landolfiano di fronte alle advances di Bruno, il leader cittadino avrebbe già pronto un altro nome in grado di federare il fronte dei progressisti. Se, poi, dovessero andare a male entrambi i tentativi, il centrosinistra dovrebbe mettere in moto la logorante macchina delle primarie. In tal caso, i nomi sarebbero quelli di Pietro Ciotti (l’unico, durante il direttivo cittadino di martedì scorso, a dare la propria disponibilità), Piero Lascaleia, Alfonso Pace, Andrea Toriello e Nicola Vitolo.

 

E Bruno incontra l’Udc.

Nella serata di ieri, il segretario dei democrat ha già incontrato Michele Toriello, vicesegretario provinciale dell’Udc e punto di riferimento battipagliese – riconosciuto dal demitiano segretario salernitano Luigi Cobellis – per discutere d’amministrative e di strategie elettorali. «Vogliamo offrire alla città – aveva dichiarato ai nostri taccuini, nel pomeriggio, Bruno, che, però, non ci aveva detto nulla in merito all’incontro con Toriello – un governo stabile agganciato a quello della regione, e scenderemo in campo con il simbolo e con una nostra lista». Il leader renziano parla di «una consultazione interna al partito già avviata» e va all’attacco di chi si autocandida: «questo modo di fare autoreferenziale non ci appartiene».

Michele Toriello (UDC)

Michele Toriello (UDC)

Le incognite. Ciotti da solo? Che fa Motta?

Gerardo Motta

Gerardo Motta

I democrat s’interrogano su due spinose questioni.

Pietro Ciotti, presidente di Comunità Storia & Futuro, accetterebbe di ritirare la propria candidatura a sindaco al termine d’un percorso continuo, intrapreso nel 2013, al tramonto dell’era Santomauro?

E il deluchiano Gerardo Motta, che ha annunciato la propria candidatura a sindaco e che ha dichiarato d’aver già pronte diverse liste civiche, interloquirebbe con il deluchiano Landolfi o continuerebbe a correre da solo?

Lo scopriremo solo votando.

 

Pietro Ciotti

Pietro Ciotti

IL TAVOLO DELLE DESTRE

3.4. Il tavolo delle destre

BATTIPAGLIA. I moderati fanno la conta.

Nella mattinata di ieri, all’Hotel Palace, s’è riunito il tavolo delle destre, convocato da Carmine Pagano, ex consigliere comunale che s’è candidato alle scorse regionali tra le fila di Fratelli d’Italia.

Oltre all’organizzatore, hanno preso parte all’incontro Fernando Zara, Aldo Giulio Zangaro, Michele Gioia, Romeo Leo e Vincenzo Inverso.

I presenti, «sulla scorta di quanto indicato dai dirigenti provinciali», auspicano l’unitarietà del centrodestra nella città. Fattore che, in termini politici, va letto come “candidato unico”, che sarà definito in un secondo summit.

I conservatori, infatti, attendono di conoscere ufficialmente la posizione di Forza Italia, che ieri mattina non ha preso parte all’incontro per via di problematiche organizzative interne, motivate dal fatto che il futuro coordinatore – che, al 99%, sarà Giuseppe Provenza – non ha ancora ricevuto la nomina. In settimana, tuttavia, l’ex capogruppo consiliare del Pdl, in compagnia del vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, e di Giuseppe Salvatore, aveva incontrato Cecilia Francese durante uno degli incontri della campagna d’ascolto promossa da “Etica”. Pagano e i suoi, dunque, attendono una presa di posizione ufficiale da parte dei forzisti. Assente ingiustificato Michele Ventriglia, referente cittadino di “Noi Con Salvini”, che probabilmente correrà da solo.

Un’occasione per guardarsi negli occhi, quella di ieri. «Non ho mai fatto fughe in avanti», ha fatto sapere Pagano. «Per l’unitarietà del centrodestra, io sono pronto a fare un passo indietro», Zara dixit. «Spero che la riorganizzazione del centrodestra stimoli pure il centrosinistra», ha fatto sapere Romeo Leo.

S’è parlato di indicazioni dei dirigenti provinciali, ma, stando alle dichiarazioni rilasciate da Luigi Cobellis («Il partito, a Battipaglia, è rappresentato solo da Michele Toriello») alla vigilia dell’incontro, il presidente provinciale dell’Udc non avrebbe preso parte alla riunione in rappresentanza dell’Udc. «Sono qui – ha dichiarato Inverso – perché gentilmente invitato dal dottor Carmine Pagano, e per me l’educazione viene prima di tutto, anche delle appartenenze politiche e partitiche, e perché il gruppo #perunnuovoinizio è al lavoro per il bene comune, per unire le migliori energie e non per creare altre divisioni in questa città».

E SE SI PUNTASSE SU TOZZI?

Ugo Tozzi

Ugo Tozzi

Si tratta solo di illazioni, ma la presenza di Gioia, coordinatore di Fratelli d’Italia e amico di Ugo Tozzi, potrebbe far pensare a quest’ultimo –  che tuttavia s’è detto «non attratto dalla lodevole iniziativa personale di Pagano» e ha dichiarato d’essere intenzionato a «scendere in campo senza i partiti» – nelle vesti di candidato federatore del centrodestra. Una candidatura che si giocherebbe sull’asse FdI Edmondo Cirielli – Alberico  Gambino, lungo il quale non è vista di buon occhio la forzista Mara Carfagna.

 

Francese e Forza Italia. «Niente inciuci: solo incontri ufficiali»

6. CECILIA FRANCESE

Cecilia Francese

BATTIPAGLIA. Etica Per il Buon Governo incontra Forza Italia.

Giovedì sera, nella sede di Piazza Aldo Moro, Cecilia Francese ha incontrato alcune personalità di spicco di Forza Italia.

All’incontro, infatti, erano presenti il vice coordinatore provinciale, Domenico Di Giorgio, il commissario cittadino, Raffaele Francese, il futuro coordinatore di FI Battipaglia, Giuseppe Provenza, e il numero uno provinciale della giovanile azzurra, Giuseppe Salvatore.

«Abbiamo avviato una campagna di ascolto per costruire, con tutte le energie che si vogliono mettere a disposizione, questo percorso di ricomposizione sociale, senza alcuna preclusione o pregiudizio», spiega la pasionaria endocrinologa.

«Abbiamo iniziato incontrando Forza Italia – prosegue la Francese – con la quale abbiamo discusso dei principali problemi di Battipaglia; della depurazione e la sua ricaduta sulle prospettive economiche legate al turismo; del tema ambientale; del ripristino di democrazia a partire dal Forum dei Giovani alla elezione dei Consigli Circoscrizionali previsti dallo Statuto Comunale; della tutela dei diritti individuali troppo spesso vessati dall’Amministrazione».

Gli etici e i forzisti hanno trovato ampia condivisione sul «focus sui contenuti, sulle iniziative concrete e sulla  necessità di valorizzare le giovani professionalità cittadine».

A breve, in solidum con Forza Italia – e con gli altri movimenti e le associazioni che vorranno partecipare – , Etica organizzerà un convegno sulle tematiche ambientali.

«L’incontro del 17 settembre con Forza Italia, come tutti gli altri che seguiranno, si è svolto alla luce del sole, nella sede di “Etica”, fra delegazioni ufficiali; niente più “inciuci ” o accordi segreti in qualche ristorante, ma soltanto incontri ufficiali». Parla così la Francese che, nei prossimi giorni, chiederà un incontro a Pietro Ciotti e ai vertici di Csf.

C’è una corposa parte di Forza Italia, ad ogni modo, che, come anticipato lo scorso 2 agosto da “Le Cronache”, vuol candidare la Francese: in prima fila, oltre ai membri della delegazione, ci sono il coordinatore provinciale Enzo Fasano e, a quanto pare, anche la stessa Mara Carfagna.

Quel che è certo, tuttavia, è che l’endocrinologa correrà con la casacca di Etica: da FI, insomma, può arrivare soltanto un supporto.

 

GLI OUTSIDER 

BATTIPAGLIA. Tra i due litiganti, il terzo gode.

Dopo gli ultimi fatti di cronaca, la politica, a Battipaglia, non è di certo vista di buon occhio.

I rappresentanti dei partiti ostentano sicurezza, ma la verità è che sono particolarmente temuti i civici e i movimenti.

 

Terrore a Cinque Stelle.

Enrico Farina (M5S)

Enrico Farina (M5S)

 

Sono i pentastellati il vero e proprio cruccio della politica cittadina. I rappresentanti battipagliesi del movimento di Beppe Grillo hanno già riscosso ottimi risultati in occasione delle elezioni regionali, ed è probabile che possano accumulare un vasto consenso derivante dal voto di protesta dei cittadini.

Eppure, almeno sulle schede elettorali, dovranno fare a meno del frontman delle regionali. Enrico Farina, infatti, ha declinato ogni invito alla candidatura: non scenderà in campo alle prossime amministrative né come aspirante sindaco né come potenziale consigliere. Il motivo della scelta sarebbe legato a una proposta di candidatura alla Camera in occasione delle prossime politiche. Ad ogni modo, gli attivisti stanno valutando diversi profili ma, almeno nella composizione delle liste, si muoveranno nell’imminenza delle elezioni. Discorso differente per il candidato sindaco, che, invece, dovrebbe essere ufficializzato a stretto giro di posta.

 

Lanaro e Inverso ai ferri corti.

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso

 

Erano seduti l’uno accanto all’altro in occasione d’una recente conferenza stampa con la quale veniva ufficializzato l’ingresso del veterinario in seno al progetto #perunnuovoinizio. Poi, però, stando a quanto riferito da fonti accreditate, i rapporti tra Enrico Lanaro e Vincenzo Inverso si sono raffreddati. Entrambi continuano a lavorare alle amministrative: mentre il secondo s’è seduto al tavolo delle destre, il primo parrebbe intenzionato a migrare verso altri lidi.

 

Incognita Sagarese.

Antonio Sagarese

Antonio Sagarese

Tre liste civiche: una di sole donne. Anche Antonio Sagarese scenderà in campo in vista delle prossime amministrative, ma occorre capire se andrà fino in fondo. Lui, storico zariano, potrebbe far propria la scelta di tanti altri ex commilitoni, che hanno sposato la causa d’un altro medico: Cecilia Francese.




Le elezioni regionali a Battipaglia

di Carmine LANDI

Sono 21.935 – vale a dire il 52,96% degli aventi diritto – gli elettori battipagliesi che nella giornata di ieri si sono recati alle urne.
Anche qui Vincenzo De Luca​ ha avuto la meglio su Stefano Caldoro​: l’ex sindaco di Salerno, infatti, ha ottenuto 10.262 voti (49,33%), mentre il governatore uscente s’è fermato a 6.428 preferenze (30,90%). 3.457 (16,62%) i voti per la pentastellata Valeria Ciarambino​, che può dirsi soddisfatta del risultato all’ombra del Castelluccio.
Dietro a tutti ci sono Salvatore Vozza​ (Sinistra al Lavoro per la Campania) con 605 crocette (2,91%), e Marco Esposito (Lista Civica “Mo”) con soli 49 voti (0,24%).
Il primo partito cittadino è il MoVimento 5 Stelle​, con 3.324 voti (17,23%), seguito dal Partito Democratico​, che si ferma a 2.745 preferenze (14,23%). Medaglia di bronzo per Fratelli d’Italia, che guadagna 2.496 crocette (12,94%).
Le troppe fette in cui è stata tagliata la torta battipagliese, ad ogni modo, hanno reso, come prevedibile, estremamente variegato lo scenario elettorale, con nessuno dei 9 candidati in grado di avvicinarsi – a livello cittadino – ai 2.000 voti.
Nell’attesa dei dati dalle altre città, dunque, a Battipaglia, il candidato che ha preso più voti – ben 1596 – è stato Carmine Pagano​ (Fratelli d’Italia). Subito dopo il biologo, c’è l’ex sindaco Fernando Zara​ (Caldoro presidente) con le sue 1.349 preferenze. Buon risultato per Enrico Farina​ (M5S) che, pur senza i massicci sforzi economici degli altri candidati, s’è guadagnato ben 925 crocette battipagliesi.
Fuori dal podio ci sono il vicesegretario provinciale UDC, Michele Toriello​, con 542 voti, Franco Manzi​ (Noi Sud) con 527 crocette e e Raffaele Pascale​ (PSI) con 214 preferenze.
Gli altri tre candidati in riva al Tusciano, poi, sono gli unici a non esser stati i primi all’interno delle proprio liste: 195 voti per Valentina Del Pizzo​ (Sinistra al Lavoro per la Campania), alle spalle dell’ebolitano Gerardo​ Rosania – che a Battipaglia ha preso ben 510 preferenze), 128 per Antonio Salimbene​ (Con De Luca presidente) che a Battipaglia, all’interno del proprio partito, ottiene soltanto la medaglia di bronzo a causa dello straordinario risultato di Andrea Volpe​ – il figlio del primo cittadino di Bellizzi, in città, ha preso ben 754 voti – e dell’ottima fetta di consensi strappata dall’assessore salernitano Luca Cascone​ – per lui 321 preferenze -, soltanto 28 crocette per Demetrio Landi​ (Centro Democratico – Scelta Civica).
Il risultato battipagliese, ovviamente, va ancora confrontato con i dati degli altri comuni salernitani, ma pare assai complicato immaginare un battipagliese a Palazzo Santa Lucia nei prossimi cinque anni.




Regionali: il Pd vuol candidare Ciotti. Derby a Battipaglia

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Pietro Ciotti in corsa per Palazzo Santa Lucia. È quanto trapela da fonti particolarmente vicine al Partito democratico, che parlano del 62enne, che per più di quindici anni è stato segretario della Cisl salernitana, come del candidato che, in rappresentanza dei dem battipagliesi, dovrebbe correre a supporto di Vincenzo De Luca nell’ambito delle prossime elezioni regionali.

Pare, infatti, che Davide Bruno, segretario renziano del Pd locale, sia intenzionato a non limitarsi a un endorsement a favore di un candidato democrat extra-cittadino: dalle parti della sede di via Domodossola, dunque, c’è un forte desiderio di cercare di far sedere attorno al tavolo dell’assise consiliare campana un dem battipagliese.

Ciotti, che avrebbe già accettato la candidatura, è praticamente pronto a scendere in campo, e attende solo il placet da parte della prossima direzione cittadina. Tuttavia, strappare un unanime consenso all’interno del Pd è tutt’altro che un’impresa semplice: come raccontato negli ultimi mesi tra le colonne di questo quotidiano, infatti, il partito battipagliese non vive di certo giorni sereni, e, con il passar del tempo, s’acuisce sempre di più l’evidente lacerazione tra la maggioranza del partito, guidata da Bruno, e la minoranza interna, timonata da Angelo Reggente, che fu il competitordell’attuale segretario in occasione dell’ultimo congresso sezionale, e dall’ex-coordinatore cittadino, Luca Lascaleia, ora responsabile dei rapporti istituzionali in seno alla segreteria provinciale.

L’election day del prossimo 31 maggio, dunque, assume sempre di più i connotati di un derby cittadino, dal momento che, con la candidatura di Ciotti, potrebbero essere ben cinque i candidati sulle sponde del Tusciano: oltre al democrat, infatti, sarebbe pronto a supportare De Luca – seppur con la lista civica “De Luca Presidente” – anche l’ex-consigliere comunale Antonio Salimbene.

Dall’altra parte, invece, in sostegno di Stefano Caldoro, si sono schierati il già sindaco di Battipaglia, Fernando Zara, ex-presidente del consiglio provinciale, che, nel corso dell’ultima legislatura, ha occupato – seppur provvisoriamente, in sostituzione di Alberico Gambino – uno scranno all’interno del consiglio regionale, e il nuovo presidente della Battipagliese Calcio, Carmine Pagano: dopo la rottura con Edmondo Cirielli e Antonio Iannone, Zara s’è candidato all’interno della lista civica “Caldoro Presidente”; proprio il biologo è andato a occupare lo spazio lasciato vuoto dal medico tra le fila di “Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale”. Come outsider, infine, ci sarà l’attivista pentastellato, Enrico Farina, che supporterà Valeria Ciarambino, candidata a governatore con il Movimento 5 Stelle.

Bisogna tener conto, poi, anche di Franco Alfieri: il sindaco di Agropoli non è battipagliese, ma, come risulta evidente dall’inaugurazione di un comitato elettorale a via Olevano, pare intenzionato a prender parecchi voti ai piedi del Castelluccio, facendosi forte del palese endorsement ricevuto da Vincenzo e Gerardo Motta, con quest’ultimo che, in vista delle prossime amministrative, ha già annunciato la propria candidatura a sindaco a capo di quattro liste civiche. Ciotti, d’altronde, che è presidente dell’associazione “Comunità, Storia & Futuro”, era di certo il più caldo tra i nomi dei potenziali candidati a sindaco del Pd alla vigilia dello scioglimento dello scorso anno, e fonti attendibili ci dicono che non è da escludere che la sua corsa per Palazzo Santa Lucia possa rappresentare una sorta di viatico per le prossime amministrative, che, a questo punto, sono quasi più attese del ritorno di Cristo sulla terra.

Insomma, per piazza Aldo Moro si passa da Palazzo Santa Lucia?




Zara chiama a raccolta i suoi: si candida con Caldoro

BATTIPAGLIA. C’è di nuovo Fernando Zara sulla via che porta a Palazzo Santa Lucia.

L’ex-consigliere regionale, subentrato ad Alberico Gambino all’interno dell’assise campana e poi da quest’ultimo detronizzato, ha deciso di scendere nuovamente in campo per ottenere uno scranno all’interno del più importante tra i palazzi politici partenopei.

All’interno del centro per anziani “Primavera”, a Battipaglia, infatti, l’ex-sindaco della città del Tusciano ha incontrato un centinaio di fedelissimi per pianificare la campagna elettorale.

Accanto a lui, naturalmente, l’amico di sempre, Antonio Sagarese.

Zara ha scelto di correre con il logo di “Caldoro Presidente”: com’era prevedibile, quindi, non s’è ricucito lo strappo con Fratelli d’Italia.

Con la candidatura dell’ex-presidente del consiglio provinciale, è salito a tre il numero dei battipagliesi intenzionati ad arrivare a Palazzo Santa Lucia: oltre a Zara, infatti, ci sono già Carmine Pagano (Fratelli d’Italia), che sosterrà comunque Caldoro, e Enrico Farina (Movimento 5 Stelle), che naturalmente supporterà la pentastellata Valeria Ciarambino.




Centro per immigrati a Battipaglia: Lascaleia (Pd) contro tutti

di Carmine LANDI

 

BATTIPAGLIA. «Semplicemente vergognose»: Luca Lascaleia, responsabile dei rapporti istituzionali della segreteria provinciale del Pd ed ex-segretario cittadino, etichetta così le dichiarazioni che Carmine Pagano, candidato al consiglio regionale sotto il vessillo di Fratelli d’Italia («amici – li definisce Lascaleia – di Salvini), Mario Pucciarelli, responsabile provinciale di Forza Nuova («ma in realtà – chiosa il dem – vecchia»), e Enrico Farina, attivista del M5S nonché candidato all’assise consiliare regionale, hanno rilasciato sul progetto “Passepartout”, che porterà, sulla scorta degli 80mila euro ottenuti dal PON – spesero le proprie energie in tal senso l’ex-sindaco, Giovanni Santomauro, e l’ex-assessore alle Politiche Sociali, il democratico Francesco Della Corte – alla realizzazione di un centro polifunzionale per immigrati.

Lascaleia Luca invernale

Lascaleia lancia l’affondo: «sono parole che esprimono la sottocultura che porta nel proprio dna i ghetti e  le leggi razziali».

A parer dell’ex-numero uno dei dem cittadini, «il centro per stranieri è un simbolo di civiltà e integrazione che caratterizza i paesi sviluppati socialmente ed economicamente in Europa, per favorire l’inserimento nella città di donne e uomini che qui  vivono e lavorano al pari di ogni altro cittadino».

Lascaleia ne ha anche per chi parla di poca equità tra il trattamento riservato agli immigrati e il modus agendidell’amministrazione verso i battipagliesi: «la costruzione del centro non sottrae un solo centesimo agli investimenti per la città, perché utilizza esclusivamente fondi europei e regionali vincolati  a questo scopo; anche questo argomento è segno di una sottocultura del ventennio che ricercava nella cacciata degli stranieri la soluzione ad ogni problema».

Pagano, Farina e Pucciarelli, dunque, sarebbero, a detta del progressista, dei «signori alla ricerca di un titolo di giornale», degli individui «fuori dal mondo», «figli di quelli che credevano che quando c’era lui (il riferimento è a Benito Mussolini, NdA) i treni arrivavano puntuali».

Lascaleia, poi, s’appella alle «parole dii Papa Francesco sull’integrazione e sulla convivenza, che  non possono essere un semplice copia e incolla su Facebook,  ma devono essere forma e sostanza dell’impegno politico e civile per la nostra comunità».


AVEVANO DETTO DEL CENTRO…

Mario Pucciarelli

Mario Pucciarelli (FN): «Vogliono portarci immigrazione di massa, falsa integrazione, promiscuità etnica, caos ed islamizzazione. Il popolo li respingerà. No pasaran!».

Carmine Pagano

Carmine Pagano (Fd’I): «Possiamo anche parlare di una politica sull’immigrazione, ma prima di tutti ci sono i figli di questa città che meritano attenzione, rispetto e servizi. Battipaglia è dei battipagliesi e il Comune deve saperlo».

Enrico Farina

Enrico Farina (M5S): «Paragonare i tre sacchi a pelo che la Protezione civile ha concesso ieri ai lavoratori della Fergom agli 80 mila € per il centro è uno schiaffo alle famiglie battipagliesi provate e afflitte dalla crisi».

 




Fer.Gom: dopo il lavoro, perdono anche la salute

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Non solo brandine: dalle parti del presidio Fer.Gom, infatti, è arrivata anche la bronchite. Cristian Corsaro, 41enne dipendente dell’azienda di proprietà di Gianpiero Contursi, in seguito al referto del medico, che gli ha diagnosticato una bronchite, ha dovuto lasciare il freddissimo gazebo all’ombra – e non di certo al riparo – del quale i lavoratori della Fer.Gom stanno presidiando dai princìpi della scorsa settimana i cancelli dell’impianto battipagliese di proprietà della Cooper Standard Automotive,il colosso statunitense che ha inspiegabilmente deciso di spostare le commesse per la realizzazione delle guarnizioni di gomma per i veicoli Fiat e Iveco dallo stabilimento dei Contursi alla Sud Gomma di Oliveto Citra, andando così incontro, tra l’altro, a una maggiorazione dei costi economici – il costo della manodopera Fer.Gom è significativamente più basso – e ad un aumento della distanza da coprire, dal momento che ora si dovrà andare ben oltre i circa duecento metri che separano l’impresa cittadina dalla CS di Battipaglia.

“Non c’è nulla di così eclatante in una bronchite”, potrebbe pensare qualcuno, ma qui di incredibile c’è che il comune di Battipaglia, che ha comunque provveduto – seppur dopo ben dieci giorni di presidio – a render più umane le notti dei presidianti facendo consegnare ai manifestanti delle brandine e dei sacchi a pelo dalle mani degli uomini della Protezione Civile – ha opposto un netto diniego, invece, alla legittima richiesta di una tenda militare: “ce n’è solo una in citta, e dobbiamo tenerla da parte in caso d’emergenza”, si son sentiti dire i lavoratori della Fer.Gom. Le gelide notti che Cristian ha trascorso sotto un fragile gazebo, dunque, si son rivelate deleterie per i suoi bronchi: «è davvero molto brutto – ha dichiarato Corsaro ai nostri taccuini – ritrovarsi a non esser presi minimamente in considerazione, dal momento che il comune se n’è completamente fregato di noi».

La settimana scorsa, d’altronde, Rossella e Nicoletta, due dipendenti dell’azienda che per circa tre giorni hanno deciso di adottare come forma di protesta lo sciopero della fame, hanno accusato dei malori, a fronte dei quali dovette intervenire un’autoambulanza: le notti all’addiaccio, naturalmente, contribuirono seriamente a render più gravi le condizioni sanitarie delle due donne, che poi, in seguito all’intervento di Antonio Guglielmotti, delegato sindacale Fim-Cisl dell’azienda, desistettero dai duri propositi.

Il quadro Fer.Gom, d’altronde, è a tinte più che fosche: come abbiamo scritto nei giorni scorsi, infatti, il Ministero del Lavoro sta ancora vagliando le richieste di cassa integrazione presentate a ottobre, e la domanda dei lavoratori dell’impianto battipagliese, risalente a gennaio, è ancora ben lungi dall’essere valutata seriamente. Il contratto degli operai – si parla di 27 famiglie interessate, dal momento che molti dipendenti sono vicendevolmente legati da rapporti di parentela – è scaduto ai primi di marzo: oggi, dunque, Guglielmotti e i suoi incontreranno il capo del personale Cooper Standard Italia, Paolo Camurati, e il dirigente di CS Battipaglia, Pietro Mancuso, chiedendo loro delle attività di accompagnamento da affidare ad alcuni dei lavoratori fino a luglio e agosto, quando dovrebbe iniziare ad arrivare liquidità tramite gli ammortizzatori sociali.

Uno scenario tragico, che diviene addirittura catastrofico considerando come la crisi stia colpendo la città in molteplici punti: Paif e Termopaif, Btp Tecno, Alcatel-Lucent e Fer.Gom sono solo alcune delle tante aziende battipagliesi che rischiano di chiudere i battenti.

Il 7 marzo scorso, dunque, dalle colonne di questo giornale denunciammo l’incapacità da parte delle amministrazioni comunali degli ultimi anni di muovere dei seri passi affinché Battipaglia potesse iniziare a beneficiare dell’agognata legge 181 del 1989, che, in caso di placet della giunta regionale, consentirebbe alle imprese delle cosiddette “aree territoriali di crisi industriale” di accedere a contributi a fondo perduto e a mutui agevolati; l’Agro nocerino sarnese, ad esempio, che dalle parti di Palazzo Santa Lucia può contare su un maggior numero di santi in Paradiso, con l’avallo di Caldoro, ha potuto beneficiare di questa legge, e al momento prospera. A Battipaglia, quindi, si piange, mentre a Nocera si sorride un po’ di più.

Matteo Buono, segretario generale della Cisl di Salerno, ha voluto dunque lanciare un appello in tal senso, affinché i candidati alla presidenza della Regione Campania assumano ufficialmente, con i cartelli sindacali, l’impegno a far rientrare la zona industriale di Battipaglia nelle aree di crisi.

Lascaleia Luca invernaleUn parere simile a quello espresso da Luca Lascaleia, ex-segretario cittadino del Pd, ora responsabile dei rapporti istituzionali per i dem della provincia, che ha dichiarato: «Prima di ritrovarci in un pericoloso deserto industriale, bisogna mettere in campo tutte le iniziative utili a tutelare la zona industriale della nostra città: la commissione straordinaria, dunque, crei un tavolo tecnico con i lavoratori, il mondo industriale, il MiSE, la  Regione e la Provincia, convocando anche  parlamentari e consiglieri regionali di tutti i partiti, così da trovare le necessarie risorse finanziare, magari seguendo le ultime riforme  del governo in materia di lavoro»

Enrico FarinaAnche Enrico Farina, attivista cittadino del M5S nonché candidato pentastellato al prossimo consiglio regionale, che sta passando molte ore in compagnia dei lavoratori della Fer.Gom, ha chiesto di attivare la legge 181/2009, così da poter «rinascere da proposte concrete e fattive, come quella del fondo microcredito5stelle.it, e arginando gli spot di chi, come il consigliere Giuseppe Pica, in questi anni hanno promesso di impegnarsi per il rilancio della nostra area industriale, senza alcun risultato concreto».

LE PAROLE DI MATTEO BUONO. 

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«La zona industriale di Battipaglia rientri nelle aree di crisi. I candidati alla presidenza della Regione Campania discutano con noi di questo delicato argomento e prendano  impegni concreti  con Cgil, Cisl e Uil. Per la città capofila della Piana del Sele sono giorni davvero difficili. Le cronache dei quotidiani locali raccontano del drammatico sciopero degli operai e delle operaie della Fer.Gom, da giorni all’addiaccio per difendere, con le unghie e con i denti, quel posto di lavoro su cui hanno fondato sogni, speranze e futuro. Ma quella non è soltanto l’unica vertenza che interessa Battipaglia, una città la cui zona industriale è diventata posto dove la disperazione ha preso il posto dell’occupazione. Basta farsi un giro per trovarsi davanti a un deserto industriale, dove trovare un’azienda senza problemi è diventato un miraggio. Dalla vicenda Cooper Standard all’Alcatel è diventato un crescendo di problemi. Non possiamo sostituirci alle Istituzioni, per questo la politica deve prendersi le sue responsabilità. Chi vuole arrivare a governare la Campania deve dare risposte concrete a questa gente e non pensare a loro soltanto quando si tratterà di andare alle urne».




Il PUC per far rinascere Belvedere: le idee del grillino Farina

 

di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Te lo dò io il Puc: a parafrasare Beppe Grillo, stavolta, è Enrico Farina, facilitatore battipagliese del Movimento 5 Stelle, nonché candidato al consiglio regionale della Campania.

Le attenzioni urbanistiche del pentastellato si soffermano su uno dei più complicati rioni cittadini, ossia il quartiere di Belvedere: le considerazioni del giovane psicologo sono frutto di un’intensa rete di colloqui con i cittadini della popolosa area periferica.

«La rinascita del quartiere di Belvedere – dichiara Farina – deve necessariamente ripartire dallo sviluppo di aree di socializzazione tra i cittadini, ed è per questo che bisogna riportare l’attenzione su tre grandi temi che riguardano il nostro quartiere».

Tre linee direttrici, dunque, che a parer dell’attivista a cinque stelle andrebbero sottoposte direttamente all’attenzione di Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone, membri della triade commissariale che regge le sorti dell’amministrazione battipagliese: «bisogna realizzare un’area verde nel quartiere Belvedere, completare il collegamento stradale tra Battipaglia e Bellizzi e realizzare un calendario di iniziative culturali per ampliare la vivibilità ed i momenti di socializzazione del rione».

Farina, però, non si limita a dare degli orientamenti, ma indica all’amministrazione anche una metodologia: «il dibattito tra i cittadini e l’ascolto delle esigenze condivise è il primo passo per la rinascita di questo importante e popoloso quartiere di Battipaglia che, a causa di una scadente gestione politica, è stato relegato al ruolo di mera area dormitorio. È ora di rimettere il cittadino al centro delle istituzioni».