A Salerno le nuove leve tentano la scalata al vecchio clan D’Agostino

di Pina Ferro

I numerosi arresti operati negli anni hanno portato ad una riduzione della capacità operativa di diversi clan. Questo ha creato un “vuoto di potere”che avrebbe favorito l’ascesa di giovani spregiudicati, alla guida di gruppi protesi essenzialmente a ritagliarsi spazi sul territorio mediante azioni violente. E’ quanto si legge nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia al Parlamento, relativa al secondo semestre del 2018. Accanto all’ascesa di nuove leve, va evidenziata la capacità di rigenerazione interna delle organizzazioni storicamente più radicate, che hanno sviluppato, accanto agli affari illeciti “tradizionali”, tecniche sempre più efficaci di infiltrazione del tessuto socioeconomico, politico e imprenditoriale, che hanno portato al controllo di settori nevralgici dell’economia provinciale. Tra questi, la costruzione di opere pubbliche, la fornitura e la gestione dei servizi, ottenuti anche attraverso il condizionamento di Enti territoriali locali. Non mancano rapine, anche in danno di furgoni portavalori, truffe ai danni dello Stato, delle assicurazioni e di singoli cittadini. Si tratta di condotte di minore spessore criminale, comunque in grado di assicurare un profitto adeguato. Continuano a essere largamente praticate anche l’usura e l’esercizio abusivo del credito, che costituiscono un vero e proprio mercato finanziario parallelo. Sul territorio della città di Salerno ad imporsi è ancora lo storico clan D’Agostino, che ha retto al tentativo di “scalata”, alcuni anni or sono, da parte di gruppi composti anche da giovani leve, che volevano approfittare dello stato di detenzione in regime ex articolo 41 bis del capo clan. Si tratta dei gruppi Faggioli-Ubbidiente che, tra il 2004 ed il 2006, avevano provato a contrastare l’egemonia del clan D’Agostino, i cui capi sono oggi collaboratori di giustizia; del sodalizio Stellato -Iavarone, la cui formazione risale al periodo 2007-2008, che, con azioni particolarmente violente, aveva cercato di assumere il controllo, nel capoluogo e nell’hinterland salernitano, degli affari illeciti derivati dalle estorsioni e del traffico di stupefacenti. Parallelamente (2007-2009), nel dinamico contesto criminale cittadino e quale diretta promanazione del clan Panella – D’Agostino, tentava di imporsi il gruppo D’AndreaVillacaro, i cui capi clan sono detenuti, contrapponendosi alle mire del citato gruppo Stellato Iavarone. La recente scarcerazione di soggetti dall’indiscusso profilo criminale, unitamente alla presenza di nuove leve delinquenziali prive di scrupoli, avrebbe riacceso i contrasti per affermare la leadership criminale in alcune zone cittadine, dove gestire il traffico di stupefacenti, l’usura, le rapine e le estorsioni. In tale contesto si inserisce il tentativo di omicidio di tre fratelli, verificatosi la notte del 12 luglio 2018 a Salerno, a seguito di una violenta lite per fatti connessi alla cessione di stupefacenti. Le indagini avrebbero accertato che tra gli autori del citato episodio figurerebbe il figlio del promotore del clan Stellato.

Il clan Cava di Quindici ha messo radici nell’Alta Valle dell’Irno

Il comune di Vietri sul Mare era considerato, fino a qualche tempo fa, immune da fenomeni di infiltrazioni criminali, sebbene già nel 2008 si fosse registrata un’improvvisa escalation di atti criminali. Va letto tuttavia con attenzione l’episodio avvenuto il 18 agosto 2018, quando è stata danneggiata una barberia, condotta da un pregiudicato: la dinamica dell’evento non può far escludere che si sia trattato di un tentativo di intimidazione posto in essere da esponenti di organizzazioni criminali. Nel comune di Cava de’ Tirreni, gli investigatori confermano l’influenza dello storico clan Bisogno, dedito prevalentemente alle estorsioni, all’usura e al traffico di stupefacenti. Proprio in tale ultima attività delittuosa risulta particolarmente attivo anche il citato gruppo Zullo capeggiata da Dante Zullo (nella foto), articolazione del clan Bisogno, oggetto di un’indagine (operazione “Hyppocampus”) che, il 13 settembre 2018, ha permesso alla Dia di Salerno, con l’ausilio della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri, di eseguire un provvedimento cautelare nei confronti del capo del gruppo e di altri 13 soggetti, responsabili di associazione di tipo camorristico, usura ed estorsione. Nel medesimo contesto investigativo, il 27 settembre e l’8 ottobre, ancora la Dia di Salerno ha eseguito due decreti di sequestro preventivo, emessi dal Gip presso il Tribunale di Salerno, sottoponendo a sequestro tre società, con sede legale ed operativa a Cava de’ Tirreni, riconducibili ad uno degli indagati. I comuni di Castel San Giorgio, Siano e Bracigliano sono stati interessati, in passato (almeno fino al 2010), dalla presenza di un’articolazione del clan Cava di Quindici (Avellino), scompaginata da diverse operazioni di polizia. Nuove leve autoctone avevano tentato di colmare il conseguente “vuoto di potere”, ma le loro velleità operative sono state prontamente stroncate dall’azione di contrasto delle Forze di polizia. Sia a Castel San Giorgio che a Baronissi si sono verificati alcuni attentati incendiari, in danno di una società incaricata a Castel San Giorgio dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. I comuni della costiera amalfitana, pur se non interessati dalla presenza di sodalizi endogeni, risultano comunque esposti ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata. In tal senso, il settore turistico-alberghiero può rappresentare un obiettivo di interesse per le organizzazioni provenienti dalle province di Napoli e Caserta. La fascia costiera non sfugge, peraltro, allo spaccio di stupefacenti.

Nell’Agro nocerino nuovi gruppi con ex affiliati del disciolto clan di Cutolo

L’agro Nocerino-Sarnese rappresenta la zona della provincia di Salerno in cui la criminalità organizzata ha inciso in maniera significativa, permeando anche le attività economiche e commerciali. Sono originari di quest’area importanti clan campani (Loreto, Galasso, Nocera, De Vivo, Visciano), alcuni dei quali ormai scompaginati, a seguito del decesso dei capi storici e della decisione di numerosi affiliati di collaborare con la giustizia. I nuovi assetti vedono operativi gruppi minori che subiscono l’influenza di consorterie meglio articolate o di sodalizi operanti nelle limitrofe province di Napoli e Avellino (a titolo meramente esemplificativo si citano i clan Fontanella di Sant’Antonio Abate, Cesarano di Pompei, Aquino-Annunziata di Boscoreale, Grazianodi Quindici. A Nocera Inferiore si conferma l’operatività del clan Mariniello, anche se recentemente si assiste alla costituzione di nuovi gruppi che vedono tra i capi ed i promotori anche alcuni fiduciari del capo del disciolto clan Cutolo che sembrano preferire una strategia più defilata, dedicandosi alla gestione di attività commerciali (bar e sale da gioco, in particolare) in cui reinvestire i profitti illeciti, lasciando la gestione dei reati sul territorio alle nuove leve emergenti, che non di rado arrivano a regolare le contese con eclatanti gesti intimidatori. Ad Angri, le attività di contrasto hanno ridotto in modo significativo l’operatività dello storico clan Nocera – Tempesta e dato spazio al tentativo di giovani di imporsi nel controllo delle attività illecite, con il sostegno delle consorterie operanti nei limitrofi comuni dell’entroterra vesuviano. Con il ritorno in libertà di esponenti apicali di quella storica organizzazione sembra peraltro essersi stabilita un’intesa con gli elementi più attivi di gruppi emergenti. A Pagani è operativo il clan Fezza -Petrosino D’Auria che, pur pesantemente minato nella sua operatività da diverse operazioni di polizia giudiziaria, avrebbe nel tempo avviato diverse attività economiche, non rinunciando al traffico di droga. Nell’area paganese si è, infine, registrata, da qualche anno, una ripresa delle attività delittuose ad opera di affiliati in libertà del clan Contaldo. A Sarno è operativo il clan Serino, i cui affiliati sono dediti alle estorsioni, all’usura, al traffico di stupefacenti i cui proventi vengono reinvestiti in attività commerciali, tra cui le sale scommesse. Nello stesso comune di Sarno si conferma la presenza di affiliati al clan Graziano, legati operativamente ad una frangia dei Casalesi, attiva nel territorio di Rimini. I componenti del gruppo Graziano sono dediti, principalmente, alle estorsioni e all’infiltrazione negli appalti pubblici mediante ditte collegate (senza contrasti con i Serino) ed esplicano la loro influenza anche sui limitrofi comuni di Siano e Bracigliano. A San Marzano sul Sarno e San Valentino Torio, la disarticolazione del gruppo Adinolfi ha lasciato spazio ad altre consorterie provenienti dalle vicine province di Napoli e Avellino, ovvero a nuove leve che, pur non contigue a contesti di camorra, operano comunque in modo organizzato. A Sant’Egidio del Monte Albino e Corbara, dove un tempo era egemone il gruppo Sorrentino, si conferma una situazione criminale dagli equilibri mutevoli. In assenza di una locale consorteria camorristica di riferimento, si sono affermati soggetti, già legati al citato sodalizio, cui si affiancano elementi riconducibili alle organizzazioni camorristiche di Pagani e di Nocera Inferiore, tutti dediti al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Il comune di Scafati, per la sua posizione di confine tra la province di Salerno e Napoli, rappresenta un importante crocevia per la stipula di alleanze strategiche tra gruppi operanti a livello interprovinciale, in particolare nel traffico di stupefacenti. L’area, inoltre, negli ultimi anni, è stata teatro di omicidi di chiara matrice camorristica, alcuni dei quali riconducibili al locale clan Matrone, storicamente alleato al clan stabiese dei Cesarano.

Maiale e Procida pronti a riprendere il controllo?

Il comune di Eboli, si trova in un’area interessata dalla presenza di importanti insediamenti produttivi dell’indotto caseario, possibile oggetto di attenzione da parte della criminalità. Gli assetti criminali dell’area appaiono ancora in evoluzione, data l’assenza di una figura di riferimento. Risultano operativi esponenti di spicco del clan Maiale (in passato egemone), e della famiglia Procida, ritenuti, in prospettiva, in grado di riprendere il controllo del territorio mediante investimenti, acquisizione di attività commerciali, estorsioni, rapine, traffico di stupefacenti e usura. Il territorio resta comunque interessato dall’operatività di piccoli gruppi, spesso composti da soggetti già noti nell’ambito micro-delinquenziale locale, dediti prevalentemente allo spaccio di stupefacenti, a reati di tipo predatorio (rapine e furti) e a estorsioni di basso profilo, condotte con la tecnica del “cavallo di ritorno” .Non si può escludere l’interesse di clan operanti nei comuni limitrofi – primo tra tutti il sodalizio Pecoraro- Renna.

 




19enne vuole lanciarsi da un cavalcavia, salvato da camionista

di Pina Ferro

Il sindaco di Eboli Massimo Cariello ringrazia l’autista della Napolitrans che ha salvato un 19enne dal suicidio. Gabriel Bocra Ionut, residente ad Eboli, è costui l’eroe che è riuscito a strappare un uomo alla morte. Gabriel Bocra Ionut, dopo aver visto un ragazzo seduto sul bordo del cavalcavia, pronto a lanciarsi sull’asfalto dell’autostrada per farla finita, ha parcheggiato il suo camion in corrispondenza della linea di caduta. E’ salito sul cassone del suo tir e dopo aver avviato una conversazione con l’uomo è riuscito a guadagnare la sua fiducia fino a convincerlo a lasciare quel muro del cavalcavia e, a salire sul suo camion. Il fatto è accaduto venerdì mattina, su un ponte che sovrasta un tratto della Teem, nei pressi di Pozzuolo Martesana, a Milano. Pochi minuti più tardi sono intervenuti anche gli agenti della polizia stradale e il personale della Teem. Per il giovane non ci sono state conseguenze gravi «Una notizia che, in tutta la sua drammaticità, – ha affermato il sindaco di Eboli Massimo Cariello – ha per fortuna un lieto fine. Mi sono subito messo in contatto con il titolare di Napolitrans, per complimentarmi con Gabriel Bocra Ionut, 31 anni tra due mesi, ebolitano di adozione, autista di camion di professione, che con un gesto eroico ha salvato la vita ad un giovane 19enne. Gli si è avvicinato e lo ha convinto a desistere, dopo averlo visto camminare disorientato e poi scavalcare la recinzione vicino al cavalcavia «Gabbarella» di Pozzuolo Martesana (Milano). Lì, lungo l’arcata d’acciaio del cavalcavia alta 8 metri, è avvenuto l’atto di grande coraggio ed altruismo. Nei prossimi giorni Gabriel sarà ricevuto in Comune per ricevere da parte dell’amministrazione comunale un doveroso encomio”.




Forza Italia, Fasano: «Mara Carfagna al di là di tutto ha fatto centro»

di Marcello D’Ambrosio

«Il fatto stesso che se ne stia parlando significa che MaraCarfagna si è accreditata, si è confermata nelle sue ultime uscite pubbliche come uno dei leader di riferimento nazionale di Forza Italia. Io dico il leader di riferimento del futuroa nche in ragione della capacità di attrarre attenzione e consensi tra le generazioni più giovani. Ritengoche al di là dell’inserimento o meno in lista Mara ha fatto centro perché tantissimi parlamentari, consiglieri regionali, europarlamentari uscenti si ritrovano sulle sue posizioni politiche. Sicuramente giocherà un ruolo importante anche per il futuro di Forza Italia». Sono le parole del coordinatore provinciale di Fi e deputato Enzo Fasano a margine della riunione organizzativa in vista delle elezioni europee che si è svolta ieri nella sede di via dei Principati. Durante la riunione, con la partecipazione di esponenti, amministratori e giovani del partito, Fasano ha anche ufficializzato i nomi di tre nuovi coordinatori cittadini di Forza Italia: Carmine Leo a Siano, Enrico Tucci a Battipaglia, Paolo Polito ad Eboli. Presente all’incontro anche il deputato Gigi Casciello che così si è espresso sul caso Carfagna: «L’onorevole Carfagna è sempre stata a disposizione del partito. Già duemesi fa aveva dato la sua disponibilità al presidente Berlusconi nel caso in cui avesse ritenuto necessaria la sua candidatura. Due colleghi autorevoli hanno sollecitato la sua candidatura nei giorni scorsi e lei come ha sempre fatto ha ribadito la sua disponibilità. Ora siamo tutti impegnati senza see senza ma per Silvio Berlusconi». Glissa, com’è giusto che sia, sull’argomento il candidato salernitano al Parlamento Europeo Antonio Ilardi che si dice «impegnato a fare la campagna elettorale sui temi e sui contenuti».




Eboli. Compostaggio: odori monitorati, pende un ricorso al Tar

EBOLI. La corretta gestione dell’impianto di compostaggio del comune di Eboli passa anche attraverso un attento monitoraggio del funzionamento della struttura in termini di emanazione di odori, motivo di qualche polemica nei mesi scorsi. In questa direzione si muove l’avvio delle le procedure per l’affidamento del servizio di monitoraggio odorigeno per il periodo di sei mesi. In definitiva si va ad una gara ad evidenza pubblica per la scelta del contraente a cui affidare il servizio, mediante procedura negoziata. In realtà si tratta di una procedura di emergenza, poiché il Comune di Eboli, proprietario dell’impianto di compostaggio, è anche titolare dell’autorizzazione regionale per l’esercizio e deve provvedere al monitoraggio delle condizioni meteoclimatiche ed odorigene presso l’area dell’impianto di compostaggio, in mancanza di affidamento della gestione. La gara per l’impianto di trattamento delle frazioni organiche proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, per una durata di tre anni, è stata esperita. Il capitolato di gara indicherebbe a carico del futuro concessionario un obbligo per eseguire l’attività di monitoraggio odorigeno, ma sulla procedura di aggiudicazione definitiva pende un ricorso amministrativo presso il TAR Campania – Sezione di Salerno, circostanza per la quale il procedimento di gara non si è ancora concluso. Nel frattempo, la fase di avviamento e di ottimizzazione è condotta dall’ATI Ladurner, cioè la ditta che ha realizzato l’impianto. Contemporaneamente sono state affidate nel tempo le attività di monitoraggio a diverse ditte, tra le quali l’Università di Salerno – Laboratorio di ingegneria Sanitaria del Dipartimento di Ingegneria Civile, ed alla società Progress srl di Roma.




Eboli. Investita dalla mamma, bimba grave in ospedale

EBOLI. Una bambina di 2 anni in prognosi riservata, investita accidentalmente dalla madre.È successo ieri mattina, in zona Epitaffio. La bimba, stando alle prime ricostruzioni, si trovava dietro l’automobile mentre la madre era impegnata in una manovra; la donna non si era resa conto della presenza della bimba, non l’aveva vista negli specchietti e facendo retromarcia l’ha inavvertitamente travolta. La giovanissima vittima è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Santa Maria della Speranza di Battipaglia, le sue condizioni sono subito parse gravi. I medici, con gli accertamenti diagnostici, hanno riscontrato la presenza di un trauma cranico su cui era necessario effettuare ulteriori e più approfondite indagini: è stato disposto il trasferimento d’urgenza a Napoli, presso l’ospedale Santobono, specializzato in Pediatria. La bimba si trova nell’ospedale napoletano, in prognosi riservata. Le sue condizioni restano gravi, non è escluso sia necessario un intervento chirurgico. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri per le indagini e la ricostruzione. Al vaglio degli investigatori la possibilità che delle telecamere di sorveglianza possano aver ripreso l’investimento. La madre della bambina è stata sentita dai militari per gli accertamenti sulla dinamica. Gli inquirenti, in queste ore, continuano le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti: si tratta di certo di un investimento accidentale, ma alcuni elementi vanno comunque approfonditi. Solo nelle prossime ore si potrà avere un quadro completo di cosa sia accaduto ieri mattina ad Eboli. Una tragica fatalità che fa tornare alla mente un altro episodio simile, avvenuto qualche anno fa a Campagna quando un’altra madre, nel fare manovra con la propria auto, investì nel cortile di casa la figlia mentre effettuava in retromarcia una manovra di parcheggio. Anche in quel caso gli esami diagnostici evidenziarono un esteso trauma cranico, con frattura della scatola cranica, tanto da consigliare il ricovero della piccola al Santobono.




Eboli. Si lancia dal quarto piano dell’ospedale: morto 70enne

EBOLI. Un volo dal quarto piano dell’ospedale di Eboli, attraverso un finestra, non ha lasciato scampo ad un anziano. La tragedia si è consumata ieri mattina, quando dalla finestra del quarto piano dell’ospedale Maria Santissima Addolorata, una delle finestre del reparto di medicina, si lanciava nel vuoto un uomo di 70 anni, originario di Serre. L’anziano precipitava e si schiantava inizialmente su un’auto parcheggiata e poi successivamente rovinava al suolo, perdendo la vita. Il 70enne era ricoverato in ospedale a causa di un tumore ormai in fase terminale. Dagli accertamenti effettuati subito dai Carabinieri sembra chiara la dinamica del suicidio.




Eboli, medico accusato di omicidio: “Tutto da rifare”

Saranno nuovamente i giudici del Tribunale del riesame di Salerno  a giudicare alessandro Marra, il medico dell’- hospice “Il “Giardino dei Girasoli” di Eboli che, secondo la Procura di salerno, avrebbe somministrato volontariamente una dose letale di un farmaco al 28enne malato terminale, Carmine Giannattasio di Battipaglia. non una morte naturale ma una morte indotta causata dalla somministrazione fatale di una dose eccessiva di di Midazolam. ad accertarlo fu l’autopsia in maniera inconfutabile, una dose che avrebbe causato la morte anche in un soggetto sano. I giudici della suprema Corte dopo aver discusso il ricorso presentato dal pubblico Ministero elena Guarino, ha annullato con rinvio il provvedimento con cui, lo scorso 13 novembre, il Tribunale del riesame  aveva escluso l’ipotesi di omicidio volontario, ritenendo che non vi fossero gravi indizi di colpevolezza. In quella circostanza la misura cautelare degli arresti domiciliari era stata sostituita con la misura interdittiva della sospensione dalla professione per gli altri capi d’imputazione. era il 19 ottobre scorso quando gli uomini del nucleo antisofisticazione di salerno, agli ordini del maggiore Vincenzo Ferrara, a conclusione di una laboriosa attività investigativa arrestarono tra gli altri il medico in questione. Dunque, gli ermellini hanno in qualche modo rafforzato la tesi dei carabinieri del nas e della Procura che hanno condotto l’attività investigativa.




Calcinacci alla Giudice, prosegue l’inchiesta

Andrea Pellegrino

L’ultimo grave episodio risale solo a maggio, quando dei calcinacci sfiorarono gli allievi dell’asilo della scuola Vincenzo Giudice di Eboli. Un crollo da un soffitto mentre erano in corso le lezioni. Per la vicenda è stato aperto un fascicolo dalla Procura della Repubblica di Salerno e ben presto potrebbero arrivare anche i primi avvisi di garanzia. Il pubblico ministero Rinaldi ha già ascoltato il dirigente scolastico ed il responsabile della sicurezza e, prima della pausa estiva, ha acquisito tutti gli atti. A pochi giorni dal suono della prima campanella l’argomento torna alla ribalta. Ad Eboli come in gran parte della provincia di Salerno. Salvatore Annunziata, rappresentante del comitato San Marzano Attiva ha chiesto una verifica delle scuole del territorio. «Nei giorni scorsi ho scritto una lettera al Prefetto di Salerno, Francesco Russo, al presidente della Provincia di Salerno, Giuseppe Canfora, a sindaco del Comune di San Marzano sul Sarno, Cosimo Annunziata ed al comando della polizia municipale locale per chiede controlli e verifiche nelle scuole di San Marzano sul Sarno. Qui è presente l’istituto Comprensivo in Piazza Amendola che comprende gli Istituti “C. Collodi”, “S.S. Giovanni Paolo II”, “S. Marzano sul Sarno Cap. P.P” e “San Marzano sul Sarno A. Frank” e il Comune, prima del suono delle campanelle, deve assicurarsi che venga garantita la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, la certificazione degli impianti esistenti, l’abbattimento di eventuali barriere architettoniche; il controllo ed eventuale rimozione di amianto quando presente; la fornitura e posa della segnaletica di sicurezza; il rispetto dei requisiti normativi e l’adeguamento degli istituti di istruzione scolastica – spiega Salvatore Annunziata – L’Ente proprietario deve fornire alle scuole le certificazioni già disponibili ed i certificati che verranno prodotti ad adeguamento normativo concluso. Il comitato San Marzano Attiva chiede all’amministrazione comunale di intervenire con la massima urgenza per mettere in sicurezza i plessi scolastici e garantire l’incolumità degli alunni prima dall’inizio del nuovo anno scolastico. Chiediamo quindi di consentire che lo svolgimento delle attività didattiche avvenga garantendo la necessaria sicurezza degli alunni e di tutti coloro che lavorano nelle strutture scolastiche senza rischio di interruzione delle attività per la forzosa chiusura delle sedi. San Marzano Attiva, sulla recente sentenza della Cassazione che prevede la chiusura delle scuole con rischio sismico anche lieve, ha chiesto di fare chiarezza sulle condizioni antisismiche degli edifici pubblici comunali e inoltre chiediamo di verificare che non ci siano barriere architettoniche che possano recare disagi ai portatori di handicap. Infine, chiediamo formale incontro sul tema per fare il punto della situazione: è a rischio la salute dei nostri figli», conclude Annunziata.




Delocalizzazione, unica destinazione Eboli

Vincenzo Senatore

L’unica possibile destinazione per un nuovo porto commerciale è Eboli. E’ quanto emerge dallo studio di cui Cronache ha dato notizia due giorni fa, relativo peraltro alla realizzazione di un porto isola. Una piattaforma da 2 chilometri per 1 da realizzare a 2 chilometri di distanza dalla costa e in grado, a regime, di accogliere 2,5 milioni di Teu l’anno. Nel report che abbiamo citato si legge che “l’aggregazione dei risultati finali ha consentito di pervenire alla definizione di Eboli come alternativa preferibile, ossia, come quella in grado di ottimizzare le necessità che il progetto garantisca buoni risultati in termini di benefici ed opportunità e sufficienti garanzie in merito al contenimento e mitigazione di costi e rischi”. Le altre ipotesi analizzate sono Pontecagnano Faiano e Battipaglia, che secondo gli esperti possono ugualmente ospitare la piattaforma portuale a mare anche se hanno meno pregi rispetto alla collocazione ebolitana. Non è tutto. Poiché Eboli, a differenza di Battipaglia e Pontecagnano, ha un piano urbanistico comunale più recente è dotata degli strumenti necessari per accogliere la nuova infrastruttura. Infatti presso la stazione di San Nicola Varco è stata individuata un’area che, secondo i tecnici, è perfettamente adattabile al progetto di insediamento del Distripark. Vale a dire una piattaforma logistica presso cui far transitare le merci da e per il porto isola. In questo progetto, poi, rientrerebbero a pieno sia Pontecagnano, grazie ai collegamenti con l’aeroporto, che Battipaglia, dove almeno in parte si potrebbe recuperare il mega piano dell’interporto, miseramente fallito negli anni scorsi a causa dell’incapacità delle istituzioni e dei dirigenti che hanno fatto parte della società di gestione. Il trasferimento di gran parte del traffico commerciale presso un porto isola resta, al momento, l’ipotesi più praticabile perché una delocalizzazione impiegherebbe, nella migliore delle ipotesi, dieci anni per essere attuata (qui non si riesce ad ottenere il via libera per allungare la pista dell’aeroporto, figuriamoci costruire un porto marittimo ex novo). Inoltre c’è da fare i conti con l’Autorità Portuale, che dopo aver ottenuto il via libera per la zona economica speciale a Salerno difficilmente consentirebbe di far spostare tutta la baracca in un altro Comune.




La soluzione già esiste: il porto isola

Vincenzo Senatore

Partiamo dai dati, perché danno la dimensione esatta del problema di cui trattiamo. Nel mese di febbraio del 2007 le Autorità Portuali di Salerno e Napoli, all’epoca separate, commissionano alla società regionale Logica (azienda per la promozione logistica e il trasporto merci) uno studio sullo sviluppo dei traffici commerciali nel porto di Salerno. Viene fuori che entro il 2030 si raggiungeranno i 2,8 milioni di Teu di container movimentati, il triplo del 2009. Poiché ad oggi, con il 2019 che si avvicina, siamo pienamente in linea con quelle previsioni significa che lo scalo commerciale salernitano è ormai già in fase di saturazione. Di conseguenza bisogna pensare ad un’alternativa. Alcuni ingegneri dell’università Federico II di Napoli, che abbiamo interpellato, ci hanno trasmesso il progetto del porto isola. Una soluzione individuata a suo tempo per spostare parte del traffico commerciale al di fuori del circuito cittadino, con benefici sia per l’area portuale che per la gestione del traffico. Tra l’altro, e se ne fa menzione anche in un interessante report progettuale dell’ingegnere napoletano Marco Scerbo, già il Piano urbanistico comunale di Salerno prevede il dirottamente fuori città del porto commerciale e la riconversione dell’attuale scalo ad esclusivo approdo turistico (di qui i progetti di riqualificazione dell’intero waterfront, che dovrebbe culminare in Piazza della Libertà). Il progetto del porto isola prevede la costruzione di una piattaforma rettangolare delle dimensioni di 2 chilometri di lunghezza e 1 chilometro di larghezza. La maxi banchina verrebbe allestita a due chilometri di distanza dalla costa e collegata alla terraferma attraverso un viadotto a percorrenza stradale e ferroviaria. Il tutto, secondo i tecnici, a basso impatto ambientale. L’idea fu inserita anche nella discussione del Ptcp, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Ma poi se ne persero le tracce. Il porto isola è attrezzato per gestire 2,5 milioni di Teu ogni anno, compresi i cosiddetti Ro-Ro (container destinati a trasporto rotabile), quindi sarebbe un toccasana per l’intero sistema commerciale marittimo di Salerno e provincia. I progettisti, per essere sicuri che funzioni, lo hanno tarato su modelli che già da anni forniscono risultati eccellenti: su tutti i porti piattaforma di Città del Capo in Sudafrica e Valencia in Spagna. Ma altri casi di studio sono quelli di Gijon, Nord della Spagna, Nizza in Francia, Koper Capodistria in Slovenia e Queensland in Australia. Forse vale la pena di discuterne.