Abusava sessualmente di 3 ragazzini disabili

di Pina Ferro

Abusando delle condizioni di inferiorità psichica di tre ragazzini, di 13, 16 e 9 anni, li costringeva a subire atti sessuali. Il sostituto procuratore presso il Tribunale di Salerno, Claudia D’Alitto ha iscritto nel registro degli indagati un 48enne residente in una cittadina a sud di Salerno. Vittime dell’uomo tre minorenni residenti nella stessa cittadina. Secondo il capo d’imputazione, l’indagato abusando delle condizioni di inferiorità del sedicenne affetto dalla sindrome di “Arnold Chiari” (rara malformazione della fossa cranica posteriore; nei soggetti che ne sono affetti, tale struttura è poco sviluppata, per cui il cervelletto esce dalla sua sede naturale attraverso il foro occipitale, situato alla base del cranio), epilessia e disturbi del comportamento con spettro autistico, con lusinghe e promesse lo induceva a compiere e subire atti sessuali (toccamenti e masturbazioni reciproche). Il tutto in presenza degli altri due ragazzini.

Anche gli altri due ragazzini presentavano problemi psichici, al bimbo di 9 anni era stato diagnosticato un ritardo mentale e disturbo dell’attenzione. Il 48enne pur di raggiungere il proprio scopo, abusando della inferiorità psichica dei ragazzini, offriva loro dolci e di connessione gratuita ad internet presso la propria abitazione. Una volta  che i tre adolescenti erano in casa il 48enne era solito fare con loro il gioco “bugia o verità”. Il pegno per chi perdeva la gioco era quello di denudarsi, di toccarsi e di farsi toccare.
Nei giorni scorsi all’uomo è stato notificato l’avviso di conclusione indagini da parte del magistrato, Ora il 48enne ha a disposizione venti giorni per rendere inter-
rogatorio o presentare memoria difensiva. Successivamente il magistrato inoltrerà al Gup la richiesta di rinvio a giudizio.

A rappresentare i minori saranno i genitori.




Una macchina per Pierluigi L’appello di mamma Imma

Erika Noschese

Approda in Commissione politiche Sociali il caso del piccolo Pierluigi Muggeri, 15enne affetto da distrofia muscolare di Duchenne, una rara patologia progressiva che da 11 anni lo costringe su una carrozzina. a Salerno, Pierluigi è l’unico ad avere questa rara malattia mentre in provincia ci sarebbe un altro caso. ad occuparsi della storia del piccolo Pierluigi, il consigliere comunale Paola De Roberto, vice presidente della iV Commissione. Pierluigi, a settembre, compirà 15 anni e per il suo compleanno ha un solo desiderio: riuscire ad acquistare la vettura per diversamente abili che gli potrebbe consentire di effettuare i viaggi per Lecco, dove si sottopone periodicamente a cure particolari, in tranquillità. imma Diana, la sua mamma, vive una condizione economica non facile e, ad oggi, le risulta impossibile acquistare la vettura di 21mila euro. Così, ha dato vita ad una raccolta fondi attraverso i canali social riuscendo però a raccogliere, fino ad oggi, poco più di tremila euro, troppo pochi per la somma necessaria. ma pierluigi ci crede, crede nella bontà d’animo di chi si sofferma a leggere la sua storia e più volte al giorno controlla a quanto ammonta la raccolta, nella speranza di avere i soldi necessari per acquistare l’automobile. Tante, troppe, sono le difficoltà che il 15enne si trova a fronteggiare quotidianamente, anche a causa delle barriere architettoniche che, un esempio su tutti, non gli concede di andare al mare. Da quando è finita la scuola, lui non esce più di casa, impossibilitato anche a fare una semplice passeggiata perchè la macchina di mamma Imma è troppo piccola (e non proprio nuova) per lui e la sua carrozzina elettrica, troppo grande anche per entrare nel bagno di casa ed in altri ambienti della stanza che gli sono off limits. ad oggi, infatti, l’unico contatto che il 15enne ha con il mondo esterno è solo l’operatore che due ore al giorno si reca a casa sua mentre la signora Imma si reca al lavoro. «Quest’auto a noi serve per le visite a Lecco, per la sua libertà e per permettergli di avere vita sociale. insomma,. per tutto ciò che facciamo normalmente perchè non voglio che mio figlio sia un’eccezione per niente e per nessuno», ha detto mamma Imma. ad aggravare ancor di più la situazione è il fattore economico: a settembre, Pierluigi, la sua mamma e sua sorella dovranno lasciare la casa in seguito ad uno sfratto ma lo stipendio di mamma Imma non permette di affittare una nuova abitazione e, ancora oggi, attende un alloggio comunale anche perchè la casa attuale non è idonea per le precarie condizioni di salute del giovane. Pierluigi Muggeri ha un solo desiderio per il suo compleanno: ricevere l’automobile e mamma Imma ce la sta mettendo tutta per coronare il suo piccolo sogno ma da sola non può farcela: ha bisogno del nostro aiuto e il piccolo ometto ha bisogno di vedere la somma crescere, anche solo di poco, per credere in quella normalità che a lui è stata negata da un destino crudele ma lui non vuole e non può arrendersi. per aiutare mamma Imma e Pierluigi è possibile visitare la pagina facebook al link: https://www.facebook.com/ d o – nate/1437409643055794/106 3807847119611/

Anna Petrone: «Spiagge non accessibili per i disabili è un problema serio»

«Le spiagge non accessibili ai disabili è un problema serio che va affrontato». Lo dichiara il onsigliera di Parità Effettiva della Provincia di Salerno, Anna Petrone in merito alle difficoltà che si ritrovano a fronteggiare quotidianamente le persone diversamente abili a cui sempre più spesso è negata anche l’accesso in spiaggia poichè non alla portata dei disabili. «Le spiagge, solitamente, non sono accessibili per i disabili e questa è una problematica legata anche ad una questione economica delle famiglie che non sempre possono permettersi di pagare un lido privato. E’ indubbiamente discriminante», ha aggiunto la Petrone, spiegando che la Regione Campania ha stanziato fondi per il ripascimento del litorale ma «speriamo che pensino anche a questa tematica importante». Dunque, Salerno ancora ben lontana dal concetto non solo di città turistica ma anche e soprattutto a misura dei diversamente abili, a causa delle non poche barriere architettoniche

 

 




Scafati. I disabili a Nappo: “Non si senta un camorrista, le hanno tolto qualcosa ma per la crescita della città”.

Di Adriano Falanga

<<Carissimo Signor Nappo, lei non si deve sentire un camorrista, perché dovendo trarre qualcosa di positivo da questa vicenda, le hanno tolto qualcosa, ma senza volerlo ha dato e continua a dare a tutta la comunità di Scafati e a noi un punto di incontro per la crescita civile e sociale>>. Felice Romano è uno dei 30 disabili ospiti del centro “Raggio di Sole”, situato presso il centro sociale di San Pietro. Romano scrive a Giacomo Nappo, figlio di Vincenzo, a cui il Comune di Scafati ha espropriato l’area dove oggi sorge la struttura, abbattendo delle strutture abusive al suo interno. Una vicenda che vede contrapposti l’ex primo cittadino Pasquale Aliberti e i Nappo. L’ex sindaco ha sempre pubblicamente dichiarato di aver tolto terreni alla camorra, richiamando i trascorsi penali di Vincenzo Nappo, considerato vicino al clan Matrone. Secondo il Consiglio di Stato però, i Nappo avevano tutto il diritto, secondo gli strumenti urbanistici comunali, di sanare l’abuso. C’è oggi una sentenza che obbliga il Comune di Scafati a restituire l’area, e i legali della famiglia di San Pietro sono decisi ad andare fino in fondo. Hanno già chiesto un incontro con la commissione straordinaria, oltre a un risarcimento danni di un milione di euro, per il danno sia d’immagine che economico subito. Paradossalmente, il centro sociale, vanto dell’amministrazione alibertiana, è di fatto “abusivo”.

1 centro-sociale-scafati-300x142Da qui la preoccupazione dei disabili ospiti del centro, che tramite Felice Romano hanno scritto ai Nappo. <<Lei non ci conosce, perché non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarci, e questo ci addolora. Abbiamo deciso lo stesso di scrivere questa lettera, per poterla ringraziare pubblicamente di averci concesso la possibilità di continuare ad usufruire della struttura nel Centro Sociale di San Pietro di Scafati. Aldilà della vicenda giudiziaria e dei relativi risvolti che ne seguiranno, a noi ci preme solo farle sapere che il centro sociale di San Pietro, svolge un servizio di pubblica utilità, per tutta la collettività di Scafati, che indirettamente ne trae beneficio. Durante questi anni tanti servizi sono stati erogati per le varie fasce sociali. Una ludoteca 0/36 mesi, il centro anziani, il progetto Life per minori, il campo estivo per minori e il centro raggio di sole, che ospita quotidianamente me e altri 30 amici>>. Così vicini così lontani, i Nappo gestiscono in piazza San Pietro lo storico bar che porta il loro nome, mentre il centro è a poche decine di metri. <<La aspettiamo per poterle farle toccare con mano la nostra realtà>> è l’invito di Felice Romano.




Scafati. La protesta delle operatrici sociali: “senza stipendio dall’anno scorso”

Di Adriano Falanga

<<Non sappiamo più a chi rivolgerci, ecco perché facciamo un appello alla commissione straordinaria, che ha già mostrato sensibilità sull’argomento. Abbiamo svolto un lavoro, dateci i nostri soldi>>. Il grido d’aiuto arriva dalle operatrici sociali della cooperativa Emora onlus, da anni gestore di diversi servizi per conto del Piano di Zona, tra cui la gestione del centro disabili “Raggio Di Sole” e la specialistica scolastica a Scafati. <<Stiamo ancora aspettando la retribuzione di dicembre 2015, e di febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2016>>. Sono una sessantina le operatrici impiegate dalla Emora, una ventina a Scafati tra la specialistica a supporto delle insegnanti di sostegno e il centro disabili. Molte di queste donne hanno bisogno urgente di quei soldi, unica fonte di sostentamento per chi ha il coniuge disoccupato e una famiglia da sostenere. Sono stanche di aspettare, e nonostante la buona volontà della proprietà della cooperativa sociale per le quali hanno svolto i servizi, la risposta è sempre la stessa: “il Piano di Zona non paga le fatture, senza liquidità non possiamo coprire le vostre spettanze”. Nel frattempo accade anche che il vecchio Piano di Zona viene sciolto a favore della nascita del nuovo Ambito S1. Scafati resta sempre comune capofila, ma la struttura funziona parzialmente ed eroga soltanto i servizi essenziali, quali l’assistenza domiciliare. I problemi giuridici e politici che hanno avvolto la città di Scafati, con il conseguente scioglimento delle Istituzioni e l’arrivo della commissione straordinaria, non facilita le cose. Di fatto la triade intende procedere con il freno a mano tirato, sia per la scarsa liquidità delle casse, sia per verificare attentamente ogni procedura, passata, presente e futura. I Servizi Sociali sono del resto attenzionati anche dall’antimafia, che indaga su assunzioni e nomine sospette. Più volte dalla Emora sono stati inviati solleciti per il saldo del dovuto, l’ultima lettera è una pec del 21 febbraio scorso, a firma del legale Pasquale Villani. Nel documento si diffida il il Comune di Scafati, capofila e beneficiario delle prestazioni, di saldare il dovuto. Decine di fatture per prestazioni svolte dal gennaio 2015 a febbraio 2017. Due anni di insolvenza che hanno messo in ginocchio la cooperativa sociale, lasciando senza paga decine di operatrici. Con ogni probabilità si finirà in un’aula di Tribunale.

Maddalena Di Somma

<<Abbiamo bisogno di quei soldi, abbiamo aspettato già troppo. Facciamo appello alla commissione e ai consiglieri regionali di risolvere il problema – fa eco una delegazione di operatrici – ma la cosa che fa rabbia e che a subire ritardi nei pagamenti siamo noi prestatori dei servizi, mentre risulta che il personale in servizio al Piano di Zona riceve regolarmente le proprie spettanze>>. Insomma, soldi pochi sì, ma non per tutti. <<Mi dispiace molto. Ma la situazione della mancanza di liquidità nelle casse del comune capofila Scafati, dovuta ai mancati trasferimenti regionali, è diventata critica>>. Così la coordinatrice dell’Ambito S1 già alla guida del vecchio Piano di Zona, Maddalena Di Somma. <<Siamo creditori verso la Regione di circa 8 milioni di euro, molti dei quali sono diventati fondi perenti e necessitano di apposite manovre di bilancio per essere sbloccati. Le cooperative dovrebbero coalizzarsi in un’azione forte verso gli uffici regionali>> chiosa la dirigente. Insomma, la responsabilità sarebbe in capo alla Regione Campania. Qui fonti ufficiose però rivelano che il ritardo sia dovuto alla mancata rendicontazione del Piano di Zona. <<Temiamo possa essere solo uno scaricabarile sulle responsabilità, ma a noi non può interessare>> replicano le creditrici. Un’altra delicata questione che finisce sulla scrivania della commissione straordinaria.




Scafati. Pronta la convenzione, dal 3 aprile riapre il “Raggio di Sole”

Di Adriano Falanga

Pronta la convenzione tra l’Ambito Territoriale S1 e la parrocchia Santa Maria delle Vergini per la riapertura del centro disabili “Raggio Di Sole”. Come promesso, la commissione straordinaria ha raccolto il pressante e accorato appello delle famiglie e degli operatori dei 30 ospiti del centro, con sede presso il centro sociale San Pietro. La coordinatrice D’Ambito Maddalena Di Somma ha predisposto gli atti necessari per avviare il servizio, manca solo la firma che dovrebbe avvenire nelle prossime ore. La durata della convenzione è fissata per un periodo di mesi 4 con decorrenza dal giorno 3 aprile 2017 e fino al giorno 31 luglio 2017 eventualmente prorogabile nelle forme di legge. La Parrocchia, guidata dal parroco Don Giovanni De Riggi, si impegna a garantire il raggiungimento degli obiettivi mediante lo svolgimento delle seguenti attività: attività di animazione e socializzazione, ludico-ricreative; attività indirizzate allo sviluppo dell’autonomia e assistenza agli ospiti nell’espletamento delle attività e delle funzioni quotidiane; attività laboratoriali, laboratorio di arti espressive (colore, disegno, pittura, ceramica, musica); Le attività laboratoriali e ricreative devono essere svolte in gruppi di non più di 10 persone e i gruppi verranno articolati per fasce d’età e per disabilità. La parrocchia assicura l’apertura del centro, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,00 alle 17,00, il trasporto quotidiano degli utenti da e verso casa con un mezzo idoneo al trasporto disabili, il servizio mensa per gli utenti, fornendo all’ uopo un pasto completo di primo piatto, secondo e frutta. La struttura semiresidenziale accoglie un numero massimo di 30 disabili, riconosciuti ai sensi della L.104/92, di età compresa tra i 18 e 65 anni. L’istruttoria per l’ammissione al centro sarà curata dal Servizio Sociale Professionale del Comune di Scafati. A gestire il servizio saranno i vecchi operatori, che dallo scorso luglio hanno svolto comunque l’attività a titolo gratuito e volontaria, presso i locali messi a disposizione dalla Parrocchia di San Francesco di Paola. Nello specifico sarà garantita la presenza di 3 operatori professionali, uno dei quali in possesso di pluriennale esperienza nel settore, che svolgerà le funzioni di responsabile Coordinatore del centro e altre figure addetti ai servizi di pulizia e volontari, oltre all’autista del pulmino. L’Ambito S1 per lo svolgimento delle attività previste, si impegna ad erogare un contributo massimo pari ad euro 32 mila, omnicomprensivo di tutti gli oneri. La liquidazione avverrà previa rendicontazione di tutte le spese sostenute per lo svolgimento delle attività nel periodo di riferimento. I pagamenti saranno effettuati con cadenza mensile tramite bonifico bancario. Considerati i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione, Don Giovanni De Riggi avrebbe garantito agli operatori di anticipare lui la somma mensilmente, nel caso il Piano D’Ambito ritarderà nel saldo del dovuto.




Scafati. “Raggio di Sole”, da Aprile gestione alla parrocchia Santa Maria Delle Vergini

Di Adriano Falanga

Un altro pomeriggio convulso per ospiti ed operatori del centro Raggio Di Sole. Una delegazione di famiglie si è riunita sotto palazzo Mayer e due genitori ricevuti dalla commissione straordinaria. I funzionari ministeriali hanno spiegato che nelle more dell’espletamento della gara, a cui sta già lavorando la dottoressa Maddalena Di Somma coordinatrice del Piano Di Zona, la Prefettura di Salerno avrebbe chiesto di affidare la gestione del centro in via provvisoria (si pensa ad una durata di quattro mesi, a partire dal 1 aprile) alla parrocchia Santa Maria Delle Vergini. A rassicurare i genitori è stato anche lo stesso parroco Don Giovanni De Riggi. Si stanno studiando le modalità operative e stimando un piano economico per tale affidamento, curato con fondi del Piano di Zona. I circa trenta disabili dallo scorso mese di luglio sono privi della loro struttura ospitata presso il centro sociale San Pietro. Da luglio ad oggi solo un continuo scaricabarile sulle responsabilità, prima di chi avesse permesso o quantomeno lasciato che accadesse ciò, e poi su chi deve rimediare. Nel mezzo è accaduto di tutto, dalla dismissione del vecchio Piano di Zona alla nascita del nuovo ambito, alle dimissioni del sindaco fino all’arrivo della triade commissariale straordinaria a seguito dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. La convenzione con la vecchia cooperativa sociale che gestiva il centro doveva essere prorogata nelle more della costituzione del nuovo ambito, ma ciò non fu fatto, e il centro venne chiuso. Il Comune lo scorso settembre provò ad indire un bando per la gestione trimestrale ma fu prontamente ritirato per delle difformità sullo stesso. Un errore certamente evitabile che ha però contribuito al prolungarsi del disservizio. Incontro ai ragazzi venne il parroco Don Peppino De Luca, mettendo disposizione gratuitamente dei locali presso la parrocchia San Francesco di Paola. A seguire i ragazzi, nel frattempo dimezzati in numero, gli operatori dell’ex cooperativa Emora su base volontaria. Il 10 febbraio le famiglie scrivono alla vice prefetto Maria De Angelis, chiedendo un incontro. Nel frattempo arriva la commissione straordinaria che si ritrova tra le mani la delicata questione. C’è poco da fare, la triade appena insediata ha bisogno di tempo, c’è da verificare le procedure, gli atti, la situazione contabile. Il 23 febbraio parte la protesta dei genitori sotto la casa comunale, al loro grido di aiuto si associano gli appelli delle forze politiche e associative. Si riesce a vedere una luce in fondo al tunnel, viene indetta una manifestazione d’interesse e invitate cinque cooperative sociali a partecipare al bando. Arriveranno solo due offerte, dalla coop Il Sollievo e dalla Emora, precedente gestore. Scadenza fissata al 1 marzo, da allora nessuna notizia. I genitori vengono rimbalzati da un dirigente all’altro, tra la coordinatrice Maddalena Di Somma del Pdz a Vittorio Minneci dei Servizi Sociali, fino al ragioniere capo Giacomo Cacchione. Ieri sera la decisione della triade commissariale composta dal Prefetto Gerardina Basilicata, dalla vice Prefetto Maria De Angelis e dal dirigente Augusto Polito. Sarà la parrocchia dedicata alla Santa Patrona della città ad occuparsi provvisoriamente della gestione del centro, appena saranno espletati gli atti necessari.

E ALIBERTI SE LA PRENDE CON CACCHIONE

2-aliberti raggio di soleLa questione centro disabili ha sancito anche la fine di un idillio istituzionale tra l’ex sindaco Pasquale Aliberti e il dirigente dell’area finanziaria Giacomo Cacchione. Dalle stelle alle stalle, perché Aliberti non ci mette molto a trovare un responsabile e lo identifica proprio nel suo vecchio ragioniere capo. Elemento non indifferente, è che Cacchione è teste chiave nelle indagini dell’antimafia e le sue dichiarazioni hanno contribuito al decreto di scioglimento, oltre a rafforzare la richiesta d’arresto pendente su Aliberti. <<La burocrazia, la legalita? No, è solo questione di volontà. Questa volta non credo nella poca attenzione della Commissione Straordinaria se è vero che la stessa ha avviato le procedure di aggiudicazione del servizio, pure espletate dal Piano di Zona – così su Facebook qualche giorno fa l’ex sindaco – Credo, invece, nella solita disattenzione di qualche funzionario, magari il solito, quello che nascondeva al sindaco i suoi procedenti giudiziari, quello che si distraeva sul pagamento della tassa sui rifiuti di qualche consigliere di opposizione e si impegnava, invece, a seguire l’assunzione della moglie, anche lei a processo, in uno dei comuni dell’Ambito di Zona, proprio così, uno dei comuni sui quali lui stesso esercitava ed esercita il suo potere di cassa sul Fondo unico di Ambito (Politiche Sociali)>>. Non è citato, ma l’identikit calza solo su Giacomo Cacchione. <<Caro Dirigente, se il problema è economico, vi autorizzo ad utilizzare per far ripartire il servizio tutta la liquidazione e le indennità di sindaco che non mi vengono versate da quasi un anno, a dispetto delle bugie che hai consentito si leggessero sui giornali – attacca Aliberti – Perché, come dal primo giorno di sindaco, anche con quasi due anni di ritardo, mai ho chiesto si pagassero le mie indennità ma sempre e prima quelle degli operatori sociali, dei dipendenti e dei fornitori. Questione di stile>>.

LE OPPOSIZIONI

Assieme alle famiglie erano presenti anche alcuni componenti di forze politiche a semplici cittadini, pochi in realtà. Polemiche da Scafati in Movimento, a cui non è sfuggita la presenza di Teresa Formisano e del dirigente dei Servizi Sociali Vittorio Minneci, nel mentre le famiglie si interfacciavano con il parroco De Riggi. <<Esponenti politici della passate amministrazioni che hanno governato, in prima fila a fare i paladini proprio loro che sono la causa del problema – così i grillini – davvero inaccettabile, le colpe sono anche dei dirigenti che non hanno saputo porre rimedio o sollecitare i vari responsabili politici>>. Presente anche Scafati Arancione: <<La nostra presenza qui testimonia l’impegno e il sostegno che stiamo profondendo su un tema a noi caro, che evidenziammo già durante le amministrative al quale Aliberti seppe rispondere solo con tante promesse poi mai mantenute – spiega Amedeo Vitagliano – L’ingiustizia perpetrata ai danni di questi ragazzi e delle loro famiglie è il risultato più evidente di cosa significhi per la politica il sociale. In questi mesi i volontari, senza percepire un solo centesimo, insieme alla bontà di don Peppino, hanno garantito un servizio scaduto e mai prorogato a luglio. Ai commissari chiediamo impegno e rispetto per i ragazzi, per le famiglie e per gli operatori, che si stanno comportando da veri eroi>>.




Scafati. “Raggio di Sole”: dal Prefetto arriva una schiarita, il centro riapre

Di Adriano Falanga

Qualcosa pare muoversi sul fronte centro disabili “Raggio di Sole”, tempo una settimana e il centro potrebbe ripartire. La città si è sollevata a favore degli ospiti della storica struttura chiusa da luglio, e ospitata presso i locali del centro sociale San Pietro. La polemica è per l’inerzia in cui sembra essere caduta la situazione, rimpallata tra i meandri della burocrazia e aggravata dal recente scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni criminali. La protesta degli operatori e delle famiglie di giovedì mattina, ha sortito almeno l’effetto di smuovere la commissione straordinaria, che seppur non ha e non può avere responsabilità dirette, ha comunque l’investitura di risolvere il problema. Una delegazione in rappresentanza del centro è stata ricevuta ieri mattina dalla dottoressa Maddalena Di Somma, coordinatrice del nuovo Piano di zona in cui rientra Scafati, di cui è comune capofila, mentre un’altra è stata ricevuta dal prefetto Gerardina Basilicata. Le notizie sono positive, si lavora affinché la struttura possa ripartire al più presto. Tempo una settimana ancora e si procederà a riaprire il centro grazie ad un affidamento diretto, nelle more di indire regolare gara d’appalto entro il mese di luglio. La commissione straordinaria di un Ente sciolto per infiltrazioni criminali ha in capo pieni poteri di superare anche le gare d’appalto, e decidere in linea diretta e preferenziale. Non è però chiaro se l’indirizzo preveda una “proroga” alla cooperativa Emora, praticamente da sempre responsabile della gestione del centro (la coordinatrice, dottoressa Ilenia Cardillo, è da 15 anni presente, oramai guida certa per i circa 30 disabili). Gli ex operatori dallo scorso luglio ad oggi, nonostante la chiusura del centro e scadenza di contratto, hanno svolto comunque il servizio in veste di volontari, assolutamente gratis e senza nessuna retribuzione o rimborso spese.

LE PROTESTE

<<Penso che la nostra città, tutta la nostra città, debba seriamente iniziare a prendersi cura dei ragazzi del centro per disabili “Raggio di Sole”. La burocrazia e l’indifferenza stanno affogando questo ultimo rigurgito di civiltà, vanto della nostra comunità cittadina>>. L’appello di Don Peppino De Luca, parroco della parrocchia San Francesco di Paola, che ha ospitato parte del centro in questi mesi di chiusura. <<Sono stanco di vedere famiglie elemosinare diritti che sono inalienabili, sono stanco di vedere in questi giorni i ragazzi sbandati, sono stanco di fare da supplente ad istituzioni sorde ed assenti. Datemi una mano: Scafati Sveglia>> il forte e accorato grido del prelato. Al coro di proteste si è unita anche la consigliera regionale Monica Paolino. <<Prima da donna mi sento di essere vicina al grido di disperazione lanciato dai genitori e poi da consigliere regionale di sollecitare la sicura sensibilità della Commissione Straordinaria che, nell’attesa della nuova gara, in capo al nuovo Piano di Zona, possa far ripartire le attività per questi meravigliosi ragazzi e per chi, per loro ha donato la vita e le proprie capacità professionali>>. Unanime coro anche da Mario Santocchio: <<Ulteriore eredità negativa lasciata alla città dal medico di Igiene Urbana; Problema a cui va data una risposta immediata e risolutiva. Certo resta l’amaro in bocca vedere alti funzionari dell’Ente che si attivano per liquidare con immediatezza la somma a titolo di trattamento di fine rapporto all’ ex sindaco e non a trovare una soluzione tampone utilizzando quella somma>>. Dal Pd, Michele Grimaldi: <<Mi unisco all’appello di Don Peppino. È ora di dare risposte: la principale funzione delle Istituzioni deve essere quella di stare dalla parte dei cittadini, soprattutto quelli più deboli, soprattutto quelli più in difficoltà>>.




Scafati. Il “Raggio di Sole” scrive alla De Angelis: “Attendiamo risposte sulla riapertura del centro”

Di Adriano Falanga

Centro disabili “Raggio di Sole”, ancora un appello dalle famiglie ed operatori della struttura, chiusa dallo scorso luglio. Una situazione di stallo generata da burocrazia e superficialità istituzionale, che ha lasciato senza sostegno una trentina di disabili ospitati nel nuovo centro sociale San Pietro. Famiglie e operatori hanno deciso di scrivere alla vice prefetto Maria De Angelis per chiedere un incontro e riuscire ad avere risposte concrete. “Noi familiari con i ragazzi attendiamo la riapertura del Centro, e la ripresa delle attività. Purtroppo lo spacchettamento da parte della Regione nel marzo 2016 (del vecchio Piano di Zona, ndr) ha impedito che allo scadere del contratto con la cooperativa Emora O.n.l.u.s, aggiudicataria del servizio, ci potesse essere una proroga, facendo così cessare le attività, per circa 32 utenti con disabilità. Da allora non abbiamo avuto alcuna risposta dagli organi interessati – si legge nella nota – Solo a settembre 2016, la Scafati Solidale bandisce una manifestazione di interesse, per la gestione del Centro Diurno, tale bando poi viene ritirato a causa di una lettera di contestazione (box sotto, ndr) Ciò ha fatto sì che i tempi per la riapertura si allungassero ancor di più”. Tra gli operatori del centro, coordinato da anni dalla dottoressa Ilenia Cardillo, e gli ospiti, si è instaurato un rapporto profondo, di fiducia reciproca. Ragion per cui nessuno ha sentito bisogno di abbandonarli al loro destino. “Ad ottobre 2016, un piccolo gruppo, viene accolto da Don Giuseppe De Luca, Parroco della Chiesa di San Francesco di Paola, solo al mattino, per poche ore, seguiti dai professionisti che in questi anni hanno seguito i nostri ragazzi, e che ora svolgono puro volontariato. La struttura è fredda, umida, e non può accogliere i ragazzi più gravi e i carrozzati – prosegue la nota, indirizzata anche alla coordinatrice del nuovo Piano di Zona, dottoressa Maddalena Di Somma – sottolineando la situazione di grave disagio, vissuta dai nostri ragazzi, e la totale mancanza di volontà da parte dei Responsabili, di far partire quanto prima il servizio, bandendo la gara d’appalto, visto che i fondi sono stati stanziati, e farci sapere che fine ha fatto il parere legale della manifestazione d’interesse, con fondi comunali, per far partire le attività nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2016”. Allo stato di fatto, il nuovo Piano di Zona sta riorganizzando la struttura, assumendo il personale e rivedendo i regolamenti dei servizi offerti, in virtù della nuova convenzione stipulata con i comuni associati: Sant’Egidio Monte Albino, Corbara, Angri e naturalmente Scafati che è capofila. Occorrerà quindi bandire nuova gara d’appalto. Naturalmente la situazione di instabilità politica e amministrativa del Comune di Scafati non migliora la situazione, considerato che l’ente è il capofila. Un’altra risposta che la triade commissariale è chiamata a dare, si spera con priorità assoluta.

IL BANDO ANNULLATO PER IRREGOLARITA’

1-scafati solidalePer tamponare il problema, in attesa della ridefinizione del nuovo Piano di Zona, il Comune di Scafati aveva pensato, nel settembre scorso, di bandire una manifestazione di interesse per la gestione del centro disabili trimestrale, attingendo a fondi comunali. La giunta aveva anche dato l’ok per la variazione in bilancio. La cifra necessaria era stata prelevata dal capitolo di spesa dedicata al Nucleo di Valutazione. Secondo la Lega Cooperative Sociali Campania, il bando non sarebbe stato conforme alle normative che disciplinano il settore del volontariato. In parole povere, il bando chiamava “volontariato” ciò che in realtà è un servizio di esternalizzazione, con tanto di compensi mascherati come rimborsi e contributi. Il sindacato protesta formalmente, il Comune di Scafati recepisce e fa un passo indietro, revocando il bando in regime di autotutela. Un meccanismo che avrebbe di fatto penalizzato le cooperative sociali, a favore, denunciava il responsabile della Lega Luca Sorrentino, di chissà quale associazione di volontariato. Alla manifestazione di interesse partecipò una sola associazione di volontariato, la CDA Coordinamento Disabili dell’Agro, risultata idonea a gestire il servizio. L’associazione è parte della cooperativa sociale Emora onlus, già gestore del centro da anni. “L’attività prestata dai volontari deve essere a titolo gratuito, fatto salvo, il rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate. Il rimborso, da disciplinare con apposita convenzione, sarà contenuto nel limite massimo di euro 5 mila mensili, anche se le associazioni dovessero garantire un numero di volontari superiore a quello richiesto” si leggeva nel bando. “L’associazione dovrà possedere dimostrata esperienza nel supporto alla gestione di centri per disabili e le dovranno garantire la presenza di almeno quattro volontari O.S.A ogni giorno, idonei allo svolgimento delle attività del presente avviso e di un Coordinatore, in possesso di laurea idonea” i requisiti. Secondo il responsabile della Lega Luca Sorrentino, le figure professionali richieste e gli orari di servizio da coprire erano paragonabili invece ad un rapporto di tipo lavorativo, più che volontario. “Inoltre, la figura di un coordinatore laureato (anch’essa però volontaria) lascia supporre una sorta di subordinazione all’operato dei volontari” denuncia Sorrentino. E dietro questi rimborsi si celerebbe in realtà la misera retribuzione che percepiscono, al nero, gli operatori sociali mascherati da volontari. Un sistema che giova alle associazioni, gestite con criteri fiscali diverse dalle cooperative sociali. La vicenda fu segnalata anche all’Anac.




Scafati. Gestione centro disabili, ombre sul bando. Scatta la denuncia all’Anac

Di Adriano Falanga

E’ polemica sulla manifestazione di interesse promossa da Palazzo Mayer per la gestione del centro disabili “Raggio Di Sole” ospitato presso il centro sociale di San Pietro. Secondo la Lega Cooperative Sociali Campania, il bando non sarebbe conforme alle normative che disciplinano il settore del volontariato. In parole povere, il bando chiama “volontariato” ciò che in realtà è un servizio di esternalizzazione, con tanto di compensi mascherati come rimborsi e contributi. E il Comune di Scafati ieri pomeriggio recepisce e fa un passo indietro, revocando il bando in regime di autotutela. I dettagli non sono noti in quanto la determina del dirigente non è leggibile dall’albo on line. Questo meccanismo avrebbe di fatto penalizzato le cooperative sociali, a favore, denuncia il responsabile della Lega Luca Sorrentino, di chissà quale associazione di volontariato. Sorrentino ha pubblicamente contestato il bando del settore Scafati Solidale a firma del dirigente Gaetano De Lorenzi e scaduto il 19 settembre. La lettera è indirizzata, oltre che all’ente locale, anche all’Anac e all’assessorato Politiche Sociali della Regione Campania. Si diffida il Comune di Scafati a ritirare il bando, riformulandolo secondo le direttive europee, nazionali e regionali in materia di esternalizzazione dei servizi socio sanitari. Alla manifestazione di interesse ha partecipato una sola associazione di volontariato, la CDA Coordinamento Disabili dell’Agro, risultata idonea a gestire il servizio. L’associazione è parte della cooperativa sociale Emora onlus, già gestore del centro da anni. Il servizio, per cui sono stati stanziati 15 mila euro, ha validità tre mesi, da ottobre a dicembre. Il centro Raggio Di Sole, che ospita una trentina di disabili, non ha riaperto i battenti dopo la pausa estiva a causa del mancato rinnovo della convenzione. Una circostanza frutto dello stallo burocratico provocato dallo spacchettamento del vecchio Piano di Zona in tre ambiti territoriali, definiti secondo i rispettivi distretti sanitari. Al momento la costituzione dell’ambito dove Scafati comunque ritornerà comune capofila è ferma e in alto mare. Manca ancora l’adesione dei comuni di Angri e Sant’Egidio Monte Albino, dopo quella già deliberata di Scafati e Corbara. Dopodichè toccherà redigere i regolamenti e procedere alle assunzioni. Tempi molto più lunghi dei tre mesi previsti da Palazzo Mayer, che per garantire la continuità del servizio sarà costretta a ricorrere a fondi di bilancio. I 15 mila euro a copertura del bando contestato e aggiudicato alla Emora onlus sono stati prelevati dal capitolo di bilancio destinato alle retribuzioni del Nucleo di Valutazione e Controllo di Gestione, ancora non nominato dal sindaco.

IL SISTEMA VOLONTARIATO che penalizza le cooperative

1-operatore-socio-sanitario-460x460Più volte in Italia gli enti locali sono ricorsi alle associazioni di volontariato, per la gestione di servizi sociali. Un giochetto che permette lo scavalco delle cooperative sociali, perché il volontariato è di fatto offerto a gratis salvo eventuali rimborsi spese. E dietro questi rimborsi si celerebbe in realtà la misera retribuzione che percepiscono, al nero, gli operatori sociali mascherati da volontari. Un sistema che giova alle associazioni, gestite con criteri fiscali diverse dalle cooperative sociali. Da qui la denuncia della Lega Cooperative Sociali della Campania all’anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che ha segnalato l’anomalia del bando scafatese promosso dal settore Scafati Solidale. Il bando infatti chiarisce espressamente la natura di volontariato del servizio offerto e la sua conseguente gratuità. “L’attività prestata dai volontari deve essere a titolo gratuito, fatto salvo, il rimborso delle spese sostenute e debitamente documentate. Il rimborso, da disciplinare con apposita convenzione, sarà contenuto nel limite massimo di euro 5 mila mensili, anche se le associazioni dovessero garantire un numero di volontari superiore a quello richiesto” si legge nel bando. “L’associazione dovrà possedere dimostrata esperienza nel supporto alla gestione di centri per disabili e le dovranno garantire la presenza di almeno quattro volontari O.S.A ogni giorno, idonei allo svolgimento delle attività del presente avviso e di un Coordinatore, in possesso di laurea idonea” i requisiti. Secondo il responsabile della Lega Luca Sorrentino, le figure professionali richieste e gli orari di servizio da coprire sono paragonabili invece ad un rapporto di tipo lavorativo, più che volontario. “Inoltre, la figura di un coordinatore laureato (anch’essa però volontaria) lascia supporre una sorta di subordinazione all’operato dei volontari” denuncia Sorrentino. La lettera è indirizzata anche ai sindacati di categoria, affinchè si attivino per la tutela dei lavoratori nel caso di falso contributo volontario e le associazioni degli utenti in merito alla garanzia della qualità dei servizi offerti.




Scafati. L’appello di Isaia arriva Tg5. “Chiediamo risposte al Comune”

Di Adriano Falanga

La città ancora discute dello stop ai Servizi Sociali, che ha causato, tra l’altro, la chiusura del centro disabili Raggio di Sole, che la famiglia del povero Isaia Gaudino è stata costretta a rivolgersi al Tg5 per il suo triste appello. Il servizio è andato in onda ieri pomeriggio, nel corso della rubrica di approfondimento “Indignato Speciale”. Isaia è un disabile 28enne che vive con la mamma Mariarosaria Annarumma, in un appartamento fatiscente, assolutamente non idoneo alle condizioni del ragazzo. Umidità, scarafaggi, assenza di spazio e balconi costringono i due a vivere nella precarietà e nel pieno disagio. Il caso di Isaia non è ignoto, la mamma Annamaria sono anni che si batte per restituire dignità a suo figlio, nel silenzio delle Istituzioni. Non solo, sulla coppia pende anche lo sfratto esecutivo. L’appello del giornalista Andrea Pamparana: “condizioni non degne di un paese civile, ci appelliamo al Comune, aiutate Isaia”. E in attesa di una pronta e decisiva risposta, a sollecitare Palazzo Mayer è anche Raffaele De Luca, ex assessore ai Servizi Sociali con la giunta Bottoni. “Non si può accettare che nel 2016 ci siano ancora di questi casi. La famiglia in questione rimasta abbandonata da tutti si e’ dovuta rivolgere al Tg 5 per avere un po’ di attenzione. Sono rammaricato di questa ennesima figuraccia per la mia città, i servizi sociali nei passati anni era il fiore all’occhiello della nostra comunità ora e solo un talk show dove tutti sono presenti e nessuno risponde alle problematiche”. De Luca, ritornato sulla scena politica alla guida dei Repubblicani, lancia un appello al direttore dell’istituzione Scafati Solidale, Gaetano De Lorenzi. “Isaia Gaudino, assieme agli oltre 30 ospiti del centro Raggio Di Sole, merita non solo rispoiste, ma soluzioni certe e definitive. Vogliamo capire il perché accade ancora tutto questo”. Per il Raggio di Sole dovrebbe partire a giorni un bando comunale per la gestione fino a fine anno, nelle more della costituzione del nuovo ambito territoriale, frutto dello spacchettamento del vecchio Piano di Zona, così come ha spiegato il consigliere comunale Teresa Formisano. “Me lo auguro – aggiunge De Luca – anche se questa è una soluzione provvisoria, e il sostegno sociale non deve mai essere precario”.