Angri. Consiglio comunale: rinviata l’istituzionalizzazione della festa patronale

ANGRI. Tre soli punti, ma significativi, punti all’ordine del giorno discussi nella seduta dell’ultimo consiglio comunale. Modifiche allo statuto, il patto dei sindaci e la nomina dei membri della commissione pari opportunità , al centro della accesa discussione. Dal punto riguardante le istituzionalizzazioni dei festeggiamenti in onore del Patrono San Giovanni e del palio storico, il primo è stato stralciato su proposta del consigliere Mercurio.  “Sono contento di essere tornato sui miei passi e di non aver discusso l’istituzionalizzazione dell’evento legato alla festa di San Giovanni Battista – ha affermato il sindaco Cosimo Ferraioli-, purtroppo la strumentalizzazione messa in atto da qualcuno ha provocato un ingiustificato clima di tensione che non ha alcuna motivazione di esistere, l’amministrazione comunale, mi preme ancora una volta sottolinearlo, non avrebbe interferito in alcun modo nella gestione della festa di San Giovanni Battista, si è voluta alimentare una polemica che non ha motivi di essere”. È strato approvato con voto unanime della maggioranza l’istituzionalizzazione del “Palio storico Città di Angri” e la possibilità di nominare il settimo assessore nella giunta comunale  (senza aggravi di spese)  La maggioranza in seguito alla relazione del sindaco ha approvato il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile che vede coinvolti gli enti locali e regionali impegnati ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili. Una prima ricognizione consentirà al Comune di abbattere fortemente la spesa per l’energia elettrica. Infine, sono stati designati i componenti della commissione pari opportunità che risulta così composta: Amarante Rita, Russo Virginia, Fattoruso Carmela, Russo Annamaria, Sorrentino Giacomo, Ferraioli Francesca, Cirone Pietro, Attianese Maria Teresa, Rispoli Carmela, Mandile Lucia, Battipaglia Adele, Coppola Filomena, La Storia Antonietta.

Vincenzo Vaccaro




L’associazione nazionale commercialisti dona apparecchiature alla Pediatria del Ruggi

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Matteo Cuomo, presidente Anc Salerno

Matteo Cuomo, presidente Anc Salerno

SALERNO. Consegnate al reparto di Pediatria dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona apparecchiature di nuova generazione per l’assistenza respiratoria subintensiva dei bambini. L’importante donazione è stata concretizzata ieri mattina all’ospedale dalla sede salernitana dell’associazione nazionale commercialisti. La donazione è stata possibile grazie ad alcuni sponsor contattati dall’associazione professionale. «Non è la prima iniziativa di solidarietà che abbiamo portato a termine e altre ne sono in programma anche a breve -ha afferma Matteo Cuomo presidente dell’Anc Salerno- Tra queste, ci sarà un contributo alla mensa dei poveri di piazza San Francesco e a quella di don Ciro Torre nella zona orientale. In occasione della manifestazione annuale della Anc, prevista per il prossimo nove ottobre, saranno consegnati i contributi alle due mense e tre borse di studio per gli studenti dell’istituto “Genovesi”».
Sono diverse e tutte importanti le iniziative dell’Anc di Salerno che, pur essendo un’associazione sindacale di categoria, ha a cuore gli interessi diffusi della società, in modo particolare quelli dei più bisognosi.




Cisl. Ospedale “Ruggi”, «i vertici si dimettano». Il sindacato punta il dito anche sulla Cgil: «E’ connivente»

DA LE CRONACHE OGGI IN EDICOLA

Dimissioni  in blocco per i vertici dell’azienda universitaria ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno rei di aver portato allo sfascio la sanità salernitana. A chiederlo in una conferenza stampa un sindacato spaccato con i segretari provinciali della funzione pubblica di Cisl e Uil che non risparmiano accuse gravi alla Cgil che viene ritenuta connivente con i vertici del Ruggi, con il segretario della Funzione Pubblica della Cisl Pietro Antonacchio che parla addirittura di gestione clientelare opportunistica. Il dato più eclatante del fallimento delle azioni della direzione aziendale, dice  Aniello Capuano della Cisl, è stato la riduzione di 200 posti letto nel periodo estivo in tutti i plessi dell’Azienda universitaria ospedaliera, di cui 129 solo al Ruggi. Solo nel dipartimento cuore dell’ospedale Ruggi di Salerno sono stati ridotti 20 posti letto, 16 in medicina generale, 12 in pediatria e 12 in chirurgia vascolare, 10 in urologia e così via. Siamo ai minimi storici di garanzia assistenziale, dice ancora Aniello Capuano. “Al Fucito di Mercato san Severino, spiega sempre Capuano, ci gestiamo da soli. Eppure si parla di Azienda universitaria unica, ma non è così. Non c’è un’organizzazione dei servizi, si  è parlato di garanzia giovani, del reclutamento di nuovo personale grazie a questa misura  regionale , ma fino ad ora non si è visto nessuno. Noi piu’ volte ci siamo battuti  con l’azienda per avere nuovo personale, soprattutto operatori socio- sanitari ed infermieri. Chiediamo che il direttore generale dell’azienda universitaria ospedaliera di Salerno Vincenzo Viggiani convochi subito un tavolo  per garantire una volta per tuttte un ‘assistenza adeguata  al cittadino altrimenti scenderemo in piazza  per dire che la sanità è questa.” Ci va giu’ duro anche  Gaetano Biondino della Cisl quando descrive cio’ che accade da tempo all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’Tirreni e non lesina accuse al neo sindaco che qualche giorno fa visitando la struttura ha detto che non era così grave la situazione come l’avevano descritta i sindacati.  Attaccano i vertici dell’azienda universitaria ospedaliera anche  il responsabile della Uil sanità Biagio Tomasco e   Giuseppe Natella della Uil.  Chi  sfortunatamente  deve ricoverarsi in questo periodo in ospedale, spiegano, devono non solo  soffrire per la malattia ma anche per  il caldo asfissiante. I reparti sono privi di aria condizionata, nelle sale operatorie si arriva anche a 38 gradi.  Poi c’è il problema del sovraffollamento e quindi la situazione si complica per il paziente e per il lavoratore che deve garantire un’assistenza adeguata.  Le accuse alla dirigenza  vanno anche oltre con Giuseppe Natella della Uil che parla di  delibere per progetti ad personam, di persone legate strettamente alla dirigenza. C’è un progetto, continua Natella, che non è stato proprio discusso con le organizzazioni sindacali. Si tratta di una ventina di progetti approvati camuffando, dice Natella, la progettualità con la criticità. Anche Renato De Luca della Fsi stigmatizza i problemi che aumentano con il passare del tempo: “pensionamenti, nessuna assunzione  e  prestazioni lavorative che devono sopperire a carenze di organico ormai insostenibile. Lavoriamo sotto stress, non ci sono piu’ le condizioni per farlo, dice  Renato De Luca. E’ ora di voltare  pagina.  Il  Ruggi sembra un ospedale albanese”.
Alessia Bielli

il “Ruggi” senza governo

Fondamentalmente ci si trova di fronte ad una totale assenza  di governo  di una struttura complessa. Descrive così la situazione generale dell’azienda universitaria ospedaliera san Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno e dei suoi plessi annessi, il segretario  della funzione pubblica della CISL Pietro Antonacchio che parla anche  di mancanza di gestione coerente e corretta e di un territorio che perde la sua dignità.  ” Il Ruggi, dice ancora Antonacchio, è lasciato in mano a persone  che hanno una totale disattenzione  alle esigenze dei cittadini e allo stesso tempo con  uno sfregio totale di quelli che sono i diritti dei lavoratori , diritti calpestati quotidianamente”. Di qui l’appello al neo governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che è l’unico, per Pietro Antonacchio, che puo’ dare una svolta alla situazione. ” De Luca se vuole dare un segnale vero deve smantellare  la continuità con la precedente amministrazione regionale e deve immediatamente rimuovere i dirigenti incapaci. Vi è un’esigenza  totale di dare una dignità a Salerno , solo lui la può dare cambiando la metodologia di gestione della cosa pubblica”. L’ipotesi di commissariamento che c’è per l’azienda sanitaria locale di Salerno potrebbe  essere estesa anche all’azienda universitaria ospedaliera?  ” Quello dell’ASL, dice Antonacchio, è un commissariamento quasi dovuto poichè è scaduto il mandato di Antonio  Squillante, dall’altra parte il mandato non è ancora scaduto ma sarebbe il caso di chiedere le dimissioni di Viggiani anche perchè il managment attuale che lo sostiene è assolutamente inadeguato per questa città.” Ma a questo punto qual’è la proposta del segretario della funzione pubblica della Cisl Antonacchio?  ” Io propongo di cambiare, di mettere al centro  i bisogni della collettività, propongo di dare dignità ai lavoratori, a questo territorio che è stato sempre calpestato e messo ai margini da quella che è stata la gestione regionale della sanità negli ultimi 20 anni. Ora è il momento di cambiare e solo De Luca lo puo’ fare, ma lo faccia sul serio perchè quelli che fino ad ora sono arrivati sono solo segnali di continuità”.
Alessia Bielli




Inchiesta le Cronache su pronto soccorsi 1: Salerno ed area sud

Le lunghe attese per ottenere una prestazione al pronto soccorso di Salerno-“San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona” e a Battipaglia, il nodo dell’ospedale di Agropoli e il conseguente socraccarico di quello di Vallo della Lucania, la situazione più tranquilla di Oliveto citra, Eboli, Polla, Roccadaspide e Sapri.

A cura di Alessia Bielli, Sergio Vessicchio, Carmine Landi e Maurizio Condelli

  • SALERNO Sette ore  per una radiografia. La disavventura è capitata domenica scorsa al figlio di una salernitana  che ha fatto ricorso  alle cure dei sanitari dell’ospedale di  Salerno per problemi respiratori. La signora Fulvia Ritonnale è la terza volta che  deve fare i conti  con il pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera san Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno. Passi per le prime due  che l’hanno vista protagonista  come diretta interessata delle difficoltà  e dei ritardi del pronto soccorso , ma sulla terza , che riguardava il figlio di 27 anni, non ce l’ha fatta piu’ ed è esplosa. Tutto è successo domenica mattina. Il giovane lamentava difficoltà respiratorie. La mamma lo carica in macchina, è giorno festivo e si reca  alla guardia medica. Qui, come lei ci racconta, la prima disavventura. La fermano all’ingresso dicendo che non puo’ entrare perchè era stato lavato il pavimento.  Superato l’inconveniente arriva la visita con il medico che consiglia al ragazzo di rivolgersi urgentemente al pronto soccorso dell’azienda universitaria ospedaliera di  Salerno per una radiografia in modo da verificare se ci fosse un’ affezione bronchiale.  I due salgono in macchine e alle 11.09 fanno l’accettazione. Il ragazzo viene portato dentro e la madre resta fuori. Alle 13.35 viene fatta la radiografia, poi  altri esami di routine e alle 17,52 il giovane viene dimesso con una terapia da fare a casa cortisonica ed antibiotica: ” capisco che ci sono difficoltà, dice la signora Fulvia, che medici ed infermieri sono pochi, ma quello che non accetto  è il fatto che sono dovuta stare sette ore ad aspettare senza poter parlare con mio figlio e senza che nessuno mi dicesse che cosa stesse accadendo. Io intanto in quel lasso di tempo vedevo che qualcuno aveva dei piccoli favori  accompagnato da questo o da quella persona, mentre io , che pur potevo far sentire la mia voce, ho preferito rispettare le regole”. La signora Fulvia Ritonnale ha così aspettato , ma ieri non ce l’ha fatta piu’ e ha voluto denunciare, lo farà anche al tribunale per i diritti del malato,  un’avventura incredibile: ” Voi mi direte che vado in ospedale forse anche quando non ce n’è bisogno, ma che colpa ne ho io se mio figlio si è sentito male di domenica e alla guardia medica mi  hanno detto di rivolgermi al pronto soccorso dell’ospedale di Salerno?”.  Ne fa una questione di principio la signora Fulvia e quando cerchiamo di capire se ha un po’ esagerato nella descrizione dell’accaduto, ci accorgiamo che quanto riferito  purtroppo corrisponde al vero.  A darcene conferma il segretario  della UIL  medici  Lello Albano: ”  I nodi  purtroppo stanno venendo al pettine e la verità è che al pronto soccorso ma non solo, non riusciamo piu’ a garantire nemmeno l’essenziale. E il peggio deve ancora venire. Il San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno è una  struttura complessa e al suo pronto soccorso afferisce un bacino enorme che con l’estate tendenzialmente aumenta. Arrivano i turisti, aumentano le patologie a carico degli anziani, insomma il rischio collasso è vicino. Intanto  giovedì 24 giugno alle ore 13.00  avremo un incontro con il direttore generale del Ruggi Vincenzo Viggiani per cercare di valutare la situazione e  adottare provvedimenti straordinari  da richiedere alla gestione commissariale specifici  per l’azienda  salernitana. Ma il pronto soccorso non è l’unico reparto che sconta le carenze di organico: pediatria, osservazione breve, chirurgia e  medicina d’urgenza, anestesia e rianimazione. In questi reparti dagli operatori socio sanitari ai medici  mancano decine di figure professionali.  Insomma una situazione insostenibile  che rischia di aggravarsi ancora di piu’ proprio con l’arrivo della stagione estiva e mentre per  l’ospedale Cardarelli  di Napoli si sono trovate delle soluzioni, dice ancora Lello Albano, per l’ospedale di Salerno resta ancora tutto in alto mare”  Alessia Bielli

 

  • BATTIPAGLIA/EBOLI/OLIVETO CITRA. È il 7 giugno del 2015. All’interno dell’ospedale “Santa Maria della Speranza”, a Battipaglia, un uomo usa violenza ai danni di un tecnico del reparto di radiologia. Dice d’esser stato aggredito, e chiede al povero dipendente dell’Asl di fargli comparire sulla lastra una frattura che, di fatto, non c’è. È soltanto un episodio, che all’epoca raccontammo doviziosamente dalle colonne di questo quotidiano, ma dalle parti del nosocomio di via Fiorignano la tensione s’innalza frequentemente: molte volte, infatti, accade che i convenuti si prodighino in urla e schiamazzi. E pare che ciò si verifichi spesso dalle parti del pronto soccorso. Qui, in effetti, i servizi offerti non paiono di certo contribuire a rasserenare gli animi focosi: a occuparsi del contatto immediato con chi si reca all’ospedale, infatti, ci sono soltanto, a turno, tre infermieri, un triagista e un ausiliario. E gli ausiliari, di fatto, non sono neppure sufficienti: la politica di tagli che negli ultimi anni è stata portata avanti in Campania, e in particolare in provincia di Salerno, ha portato ad un vistoso calo di collaboratori sanitari di siffatta tipologia, ed è per questo che si cerca di sopperire con gli straordinari degli infermieri. L’utenza è numerosa: quotidianamente, infatti, un numero compreso tra un minimo di cinquanta e un massimo di cento unità affolla le sale del pronto soccorso. Per quel che riguarda la tempistica, naturalmente è tutto in relazione alle varie tipologie di codici, ma talvolta accade che dal momento della presentazione alla visita passino pure due o tre ore. E il discorso diviene ancor più complesso nel caso dei posti letto: le liste d’attesa, infatti, sono particolarmente lunghe, e spesso, per ottenere il giaciglio invocato in pronto soccorso, occorre attendere pure qualche giorno. Più tranquilla, invece, la situazione dell’ospedale di Eboli, anche se nei mesi estivi, il pronto soccorso registra numerosi accessi per l’arrivo di molti emigranti che rientrano nei vari piccoli paesi della zona e per i turisti che affollano l’area costiera. Stesso discorso per Oliveto Citra che, inoltre, come anche per Eboli, spesso diventa presidio dove ricoverare persone che non trovano posto negli ospedali dell’Agro nocerino e in quelli di Salerno. Carmine Landi

 

  • Agropoli. Da quando hanno chiuso l’ospedale di Agropoli non c’è nemmeno più il pronto soccorso. Il Psaut è solo un ambulatorio dove possono praticare al massimo delle medicazioni tanto è vero che quando è chiamato ad intervenire il 118 invia l’ambulanza con il paziente a bordo o a Vallo della Lucania o a Roccadaspide. Agropoli quindi è senza alcun presidio reale di soccorso, i danni fatti da Caldoro e Squillante per la chiusura dell’ospedale sono tantissimi e hanno svuotato il territorio di quell’assistenza primaria importantissima. Per circa 30 anni il pronto soccorso ad Agropoli era stato assicurato dalla clinica Malzoni convenzionata dalla Regione Campania. Dopo l’apertura dell’ospedale fu chiuso quel pronto soccorso e ora non è stato riattivato quello della clinica privata. La situazione è gravissima, specie d’estate. Nelle more di un’eventuale quanto improbabile riapertura dell’ospedale almeno il pronto soccorso potrebbe essere attivato presso la clinica Malzoni. Una popolazione mortificata e umiliata che senti il disagio specie nei mesi estivi, quando le coste e i paesi interni si ripopolano e diventano meta di numerosi turisti. Sergio Vessicchio.
  • Vallo della Lucania. Il pronto soccorso dell’ospedale vallese è considerato un’eccellenza per come è strutturato e per il servizio che offre. Tuttavia da quando è chiuso l’ospedale di Agropoli anche Vallo della Lucania ha fatto registrare clamorose battute di arresto per il troppo lavoro e per l’intasamento che hanno provocato sovente numerosi arrivi di ambulanze. Un tempo, all’ospedale di vallo della Lucania si rivolgevano la metà degli utenti di quelli di Agropoli, ma dalla chiusura della struttura sanitaria agropolese, i pazienti sono triplicati e il presidio di Vallo della Lucania serve un territorio vastissimo che va da Palinuro – Marina di Camerota fino a Paestum passando per l’alto Cilento. Sapri è lontanissimo e poco attrezzato. Togliere Agropoli ha causato uno sconquasso viste anche le condizioni in cui sono ridotte le strade in special modo la Cilentana e per un’ambulanza è molto difficile percorrere le strade. La  professionalità del pronto soccorso  di Vallo della Lucania comunque non può essere a rischio tuttavia le proteste dei sindacati negli ultimi tempi si fanno sempre più copiose per il sovraccarico di interventi e di lavoro che penalizza soprattutto gli utenti. Un altro buon motivo per riaprire l’ospedale di Agropoli. Sergio Vessicchio
  • SAPRI/POLLA/ROCCADASPIDE. Gli ospedali di Sapri, Polla e Roccadaspide sono tre realtà tranquille dove gli accessi, tranne nei mesi estivi non sono numerosi e i tempi di accesso per ottenere una visita rientrano nella norma. Certamente, non si tratta di strutture attrezzatissime ma svolgono una funzione di presidio, almeno per la gestione ordinaria dell’emergenza. Nei mesi estive si registrano un numero maggiore di prestazioni ma comunque non tali da fare andare in tilt l’organizzazione sanitaria delle tre aree più lontane del capoluogo nella provincia di Salerno. In particolare quello di Sapri vede aumentare gli accessi di utenti in estate: potrebbe essere utile anche per la zona a sud di Agropoli, ma le distanze e le condizioni non ottimali delle strade non ne consentono un reale utilità. Difficile, inoltre, il trasferimento in ambulanza di pazienti gravi, con trasferte che durano anche due e più ore. Maurizio Condelli