Inchiesta concessioni demaniali: «Ci hanno fatto smontare anche il box ufficio Ora siamo senza nulla»

di Andrea Pellegrino

Pontili, containers e box uffici da smontare. Questo è l’ordine partito dall’Autorità portuale di Salerno. Ieri mattina la disposizione ha già raggiunto alcune società presenti al molo Manfredi. Così alcune strutture mobili sono state già rimosse in attesa di nuove disposizioni. «Hanno iniziato dal gazebo (punto d’ombra per tutti i diportisti) – raccontano – poi un ombrellone, poi le piante, ora l’ufficio. Ovviamente paghiamo la concessione per tutto all’autorità portuale. Ora siamo sotto il sole, stanotte la passeremo fuori, o in macchina. Non abbiamo più niente, solo tanta rabbia. Siamo mortificati, viene voglia di gettare la spugna». Ad esprimere solidarietà è Gaetano Amatruda, portavoce di Stefano Caldoro che da “semplice cittadino” scrive: «Come è strana la mia città. Di fronte al Crescent, per me un monumento della speculazione edilizia, le autorità preposte chiedono di smantellare alcune strutture presenti sui pontili del porto commerciale. Offrono ristoro ed ombra ai diportisti. Sono piccole strutture (pochi metri quadrati) per i lavoratori che giorno e notte, in estate ed in inverno, garantiscono assistenza. Non sarebbero decorose dicono. Una balla. Qui c’è la cura e la dignità del lavoro. Ma non basta. Ed allora, in piena estate, vengono smontate. Si danneggia il turismo, i lavoratori ed i diportisti, per avvantaggiare alcuni privati che hanno strutture a Salerno. Il mostro del Crescent resta lì. In attesa qualcuno lo salvi definitivamente».

 




Salerno. Inchiesta sulle concessioni demaniali: l’elenco completo

Elenco della concessioni

1) Astra Sub conc 57/06
2) Associazione Marina Fips conc 14/08
3) Ormeggio Autuori conc 56/06
4) Nautica Salerno Mare conc 50/06
5) Telecom Italia conc 10/13
6) Delfino Sas conc 23/14
7) Eliristor srl conc 07/13
8) Punto Mare Sas conc 12/14
9) Azimut Yachting conc 28/08
10) Elidiport srl conc 51/06
11) Elidiport srl conc 06/09
12) Unicredit conc 03/12
13) Soc Rimorchiatori Salerno conc 06/12
14) Associazione Stella Maris conc 15/14
15) Cantiere Navale Gatto protocollo intesa 25/07/08
16) Nautica Salerno Mare sas conc 09/09
17) Coast Lines srl conc 25/14
18) Navigazione Libera nel Golfo srl conc 06/13
19) Alilauro spa conc 07/12
20) Circolo Nautico la Vela conc 01/10
21) Consorzio Costa Sud conc 17/08
22) Consorzio Salerno Charter conc 23/08
23) Comune Salerno conc 01/09
24) Chiardiluna srl conc 03/11
25) Consorzio Salerno Charter conc 24/14
26) Autuori & C srl conc 04/13
27) Corporazione Piloti del porto conc 03/14
28) Punto Mare Sas conc 26/14
29) Nautica Sud conc 20/02
30) Kuwait Petroleum conc 10/12
31) Società Autuori & C srl conc 03/13
32) Sig. Fiorillo Salvatore conc 02/14
33) Sig Bianco Monica conc 08/12
34) Gruppo Ormeggiatori del Porto di Salerno
35) Enel Distribuzione Spa conc 18/14
36) Magazzini Generali srl accordo sostitutivo 01/07
37) Grimaldi EuroMed scpa concessione 11/13
38) Telecom Italia spa concessione 09/13
39) Salerno Container Terminal conc 29/09
40) Società Delfino di Criscuolo Giuseppe e C Sas
41) Societa Tirrena sas conc 02/07
42) Coop Unica Lavoratori del porto conc 01/10
43) Dr cap Nicola De Cesare sas conc 25/99
44) Vitale Luigi srl conc 24/09
45) Amoruso Giuseppe spa conc 31/09
46) Amoruso Giuseppe spa conc 32/09
47) Amoruso Giuseppe spa conc 30/09
48) Terminal Frutta srl conc 23/09
49) Salerno Container Terminal conc 36/09
50) Grimaldi Euromed scpa conc 28/09
51) Grimaldi Euromed scpa conc 27/09
52) Salerno Auto Terminal srl conc 33/09
53) Salerno Impresa Compagnia Portuale conc 26/09
54) Alberto Soriente srl conc 04/14
55) Cantiere navale Ventura di Silvio Ventura e C
56) Centro Nautico Diemme conc 58/06
57) Sig Napoli Gennaro conc 05/14
58) Circolo Canottieri Irno conc 06/07
59) Silvio Ventura conc 09/08
60) Pontili Ventura di Ventura Antonio e Silvio snc
61) Nautica Ventura di Ventura Antonio e Silvio snc
62) Luigi Soriente srl conc 20/08
63) Soc Coop provinciale Pescatori di Salerno arl
64) Coop. provinciale Pescatori srl conc 16/14




Inchiesta concessioni demaniali: spunta anche Piazza della libertà

di Andrea Pellegrino

C’è anche la concessione demaniale rilasciata al Comune di Salerno per la realizzazione del parcheggi della costruenda (attualmente ancora ferma) piazza della Libertà sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Salerno, ed in particolare del pubblico ministero Erminio Rinaldi che ha avviato un nuovo filone d’indagine che coinvolge l’Autorità portuale guidata da Andrea Annunziata. Tra le 64 concessioni al vaglio della magistratura c’è anche quella a favore del Comune di Salerno (numero 1 del 2009) che riguarda l’autorizzazione ad occupare “un’area demaniale marittima di metri quadri 10.136 complessivi, rientrante nella circoscrizione territoriale dell’autorità portuale di Salerno, e precisamente ricadente nell’area di Santa Teresa, allo scopo di realizzare parte di un parcheggio pubblico interrato sottostante la futura realizzando Piazza”. Per ora non ci sono indagati, e l’inchiesta riguarda l’occupazione marittima e non solo delle aree portuali del Porto Commerciale e del Molo Manfredi (area Santa Teresa) e di quelle del Masuccio Salernitano. Gli uomini della Finanza hanno l’incarico di eseguire le indagini per l’Autorità Giudiziaria e di raccogliere tutta la documentazione depositata presso gli enti coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni. Ma al vaglio ci sono anche i permessi che l’Autorità portuale ha rilasciato nel tempo al Circolo Canottieri Irno, ai cantieri Soriente e perfino all’Unicredit. Ma a lanciare l’allarme sono i consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi, preoccupati per gli operatori turistici. A quanto pare alcune strutture mobili sarebbero state già smontate. «Vanno benissimo tutte le inchieste sulle concessioni demaniali avviate dalla Procura – dice Celano – ma altra cosa è utilizzare queste azioni legittime per fare la guerra agli operatori turistici. In queste ore il combinato disposto delle Procura, dell’azione della Capitaneria e della autorità portuale rischia di danneggiare operatori, lavoratori e turisti». «Le azioni legittime della Procura – aggiunge Celano (tra l’altro componente dell’associazione Attiva Salerno) – non possono essere utilizzate da terzi per creare danni. Nel porto di Salerno ci sono pontili e realtà gestite da associazioni e cooperative che offrono servizi fondamentali. Serve a poco sgombrare strutture e ridurre assistenza senza un piano alternativo. Temiamo, ma ci auguriamo di sbagliare, che questa guerra fatta nel porto di Salerno serva ad avvantaggiare privati». «Sono certo – continua il consigliere comunale di Salerno – Capitaneria ed Autorità portuale interverranno per garantire lavoratori e turisti. Smantellare le strutture presenti, in piena estate , senza immaginare valide alternative rischia di essere solo un regalo a ‘certi privati’. Mi auguro, ma il dubbio è forte, che intervenga anche il Comune di Salerno. Nella città turistica si lavora per garantire tutti e non per aiutare gli amici». Per il coordinatore di Forza Italia Raffaele Adinolfi «bisogna tenere insieme le due esigenze: il rispetto delle norme e la tutela dei diportisti salernitani che hanno scelto il porto commerciale».




«Diverbi con De Luca e Bonavitacola»

di Andrea Pellegrino

Di Roberto Di Giannantonio – già direttore dell’Agenzia del Demanio Campania – Vincenzo De Luca disse ai pm: “Credo di avere conosciuto Di Giannantonio, come lei mi sta chiedendo, non ricordo per la quale circostanza in particolare”. Allo smemorato sindaco di Salerno pare ci abbia pensato direttamente Roberto Di Giannantonio che, interrogato nell’ambito dell’inchiesta sul comparto di Santa Teresa (Crescent e Piazza), ricorda benissimo come andò la prima volta con Vincenzo De Luca. Di Giannantonio, infatti, racconta ai pm Valenti ed Alfano una vera e propria “aggressione verbale” da parte del primo cittadino che lamentava la lunghezza dei procedimenti. L’interrogatorio – così come emerge dalle carte pubblicate dal blog di Angela Cappetta – è avvenuto il 10 maggio 2013. «Ho conosciuto personalmente il sindaco De Luca. La prima volta che l’ho incontrato – dice l’ex direttore dell’agenzia del demanio Campania – è stato nel periodo luglio – agosto 2008. Ricordo che lo conobbi in occasione di una mia visita di cortesia istituzionale per presentarmi ai sindaci della Campania. Mi colpì il fatto che in quella occasione, che ripeto non era un’occasione di lavoro, il sindaco, dopo che io mi presentai, mi aggredì verbalmente, lamentandosi dei tempi lunghi che, a suo dire, caratterizzavano i procedimenti di competenza dell’Agenzia in generale». Quanto al Crescent – ricorda il dirigente – «Mi chiese anche del Crescent, delle cui problematiche ancora non aveva una cognizione precisa e si lamentò anche del fatto che sul punto io non ero in quel momento in grado di fornirgli indicazioni utili». Ma agli incontri romani per liberare l’area dal vincolo demaniale, De Luca pare non ci sia mai andato. Ma Di Giannantonio ricorda la presenza di Fulvio Bonavitacola, ex presidente dell’Autorità portuale di Salerno, oggi parlamentare del Pd e soprattutto deluchiano di ferro. Anche in questo caso l’allora direttore dell’agenzia pare non abbia avuto un approccio tranquillo. «Abbiamo avuto anche un diverbio piuttosto acceso – racconta il dirigente – in occasione di una conversazione telefonica, nel corso della quale Bonavitacola sollecitava in maniera insistente la definizione degli iter amministrativi dei procedimenti in questione». In pratica Di Giannantonio è il dirigente (incaricato per la sdemanalizzazione dell’area di Santa Teresa) che afferma di aver avuto “perplessità” sulla procedura da adottare per liberare dal vincolo di inalienabilità l’area del Crescent e che, per questo motivo, avrebbe sollecitato lo stesso Maranca e la collega del settore legale del Demanio a chiedere il parere dell’Avvocatura generale dello Stato per chiarimenti sulla procedura di “novazione parziale”. Ed ancora riferisce – in merito alla perizia di stima – ai pm di “essere saltato dalla sedia” «quando ho letto nell’invito a presentarmi (della Procura) che i valori degli immobili prenotati erano di gran lunga più alti rispetto a quelli da noi individuati che erano pari a 4500 euro per gli alloggi». «In effetti – racconta – l’intervento in questione era estremamente particolare e complesso e abbiamo cercato di individuare un valore di mercato che non fosse superiore al valore degli alloggi centrali di Salerno assimilabili e un valore di mercato che in un certo qual modo compensasse la straordinarietà dell’intervento con il deprezzamento degli immobili che in quel periodo aveva già cominciato ad avere un trend in tal senso, perché già all’epoca si parlava di una bolla speculativa edilizia». Chi pagò materialmente quanto dovuto? «Non so nulla – dice Di Giannantonio – o comunque ora non ricordo circa eventuali finanziamenti da parte di istituti di credito richiesti e ottenuti dal Comune o da soggetti privati per la realizzazione dell’opera. Ricordo – dice, invece – che il Monte dei Paschi di Siena era, probabilmente, l’istituto presso cui fu stipulata la polizza fideiussoria (che garantiva il pagamento dell’area all’Agenzia del Demanio, ndr)».




Fusandola, concessione temporanea ma senza pareri

di Andrea Pellegrino

Una concessione temporanea di quattro anni per la deviazione del torrente Fusandola e per le relative opere accessorie. Questo è l’oggetto della nuova e dura interrogazione dei consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi che oltre gli uffici comunali, tirano in ballo il Comandante del Porto di Salerno, il dirigente del Genio Civile, il Noe dei Carabinieri e la Soprintendenza, nonché il Ministero delle Infrastrutture. Una lunga lista di destinatari per denunciare l’ennesimo atto rilasciato per la deviazione del torrente Fusandola. «L’ufficio Patrimonio e Demanio del Comune di Salerno – dicono i due consiglieri d’opposizione – avrebbe rilasciato (a chi non è dato sapere) incredibilmente e incomprensibilmente, una Concessione temporanea quadriennale per la deviazione del Fusandola e relative opere accessorie (di mq 500 circa). Dall’esame della concessione temporanea e del relativo rinnovo non risulterebbero emessi i necessari pareri preventivi né le necessarie autorizzazioni da parte di tutti gli enti competenti per poter consentire al Settore del comune di Salerno di emettere tale concessione. Per noi è certamente chiaro che per la deviazione di un torrente non sarebbe in alcun modo sufficiente il rilascio di una concessione temporanea, specie – proseguono Celano ed Adinolfi – come nel caso in questione, se si sia già edificato con opere pubbliche e private definitive sul preesistente tracciato del torrente». Tra l’altro, ricordano i consiglieri, «il torrente Fusandola è gravato da vincolo di cui al D.M. 5 agosto 1957 dei Lavori pubblici “dallo sbocco all’origine”, imposto a seguito dell’alluvione dell’anno 1954. Vincolo che non sarebbe stato mai rimosso. Per la rimozione dello stesso avrebbe dovuto essere adottato un provvedimento da parte del Ministero delle Infrastrutture e trasporti, in uno ad altri ministeri (ambiente e beni culturali) nel caso di specie inesistente. Così come il Genio civile di Salerno, espressamente incaricato di eseguire l’ordine ministeriale, non risulterebbe aver rilasciato alcuna autorizzazione allo svincolo». Ma non solo: «Il Torrente è gravato da ulteriore specifico vincolo dal Codice dei Beni Culturali, in quanto iscritto nell’elenco delle acque pubbliche della provincia di Salerno, in quanto torrente incluso nella fascia costiera dei 300 metri dalla linea di battigia». Ma cosa ancor più grave, segnalano Celano ed Adinolfi: «Si rileverebbe la quasi totale occlusione della foce del torrente Fusandola. Ed è per questo che chiediamo un intervento urgente da parte degli organi preposti».




Crescent: quattro motivi per sospendere il processo a Palazzo Spada

di Andrea Pellegrino

Troppi tasselli ancora da comporre, c’è l’istanza di sospensione del processo sul Crescent al Consiglio di Stato da parte di Italia Nostra e No Crescent. Praticamente si prospetterebbe, se accolta la richiesta degli avvocati Oreste Agosto e Pierluigi Morena, lo slittamento dell’udienza (che avrebbe dovuto stabilire in via definitiva il destino della mezza luna di Bofill) fissata per il 15 ottobre dai giudici di Palazzo Spada. Una nuova mossa difensiva nell’ambito della sempre più complessa vicenda che riguarda allo stato tutta la riqualificazione dell’area di Santa Teresa. Quindi anche Piazza della Libertà, dopo i recenti sviluppi tecnici e le numerose problematiche tecniche emerse. Quanto al Crescent, da Italia Nostra e No Crescent la richiesta di sospensione del processo pendente al Consiglio di Stato si baserebbe su quattro considerazioni. La prima: al Tar è ancora pendente il ricorso relativo al primo settore del Crescent ed a quanto pare, la sezione salernitana del tribunale amministrativo avrebbe fissato l’udienza di merito (dopo aver sospeso i lavori in quel settore) per dicembre. Questo, dicono da Italia Nostra, impone la necessità di attendere la sentenza del Tar che si esprimerà su una parte dell’opera di Bofill. La seconda: la Sist srl che avrebbe dovuto realizzare un settore del Crescent (nella porzione un tempo occupata dal Jolly Hotel) non ha ancora avviato i lavori (e forse non ne sarebbe nemmeno più intenzionata) e il suo permesso a costruire sarebbe addirittura scaduto. La terza: con molta probabilità all’orizzonte si prospetta anche un ricorso contro la costruzione della nuova sede dell’autorità portuale (che dovrebbe sorgere in una torre del Crescent) i cui suoli non sono ancora sdemanalizzati. La quarta riguarda le recenti verificazioni che saranno oggetto di impugnativa. «Si basano – fanno sapere – su una variante in corso d’opera. Per noi quel parere sismico non ha alcun senso». In un certo senso, dunque, l’intera vicenda potrebbe ritornare nuovamente al Tribunale amministrativo di Salerno che, per ora, è chiamato a pronunciarsi sul primo settore ma che tra non molto potrebbe essere investito di nuove richieste sospensive e di merito, arricchendo, così l’enorme fascicolo Crescent. Intanto c’è un nuovo esposto in Procura con una nuova richiesta di sequestro del cantiere. Al centro, ancora una volta, il demanio. «La deviazione del Fusandola – sostengono dal comitato No Crescent- è abusiva, un’ampia porzione del comparto di Santa Teresa, pari a oltre 23 mila metri quadrati, è senza sdemanializzazione – come risulta da una nota dello scorso aprile della Capitaneria di Porto -, di cui oltre 15 mila metri quadrati utilizzati a fini edificatori quale superficie territoriale. Altro che “piccola particella” come affermato dal primo cittadino a Report, l’intervento Crescent – piazza della Libertà è chiaramente abusivo. Il dossier demaniale è stato presentato in Procura, con nuova richiesta di sequestro immediato dell’area. Gli atti demaniali saranno notificati anche al sottosegretario De Luca perché il ministero delle Infrastrutture, competente per le aree demaniali, tuteli i propri beni».