Salerno. Consiglieri provinciali, consegnate le deleghe

Nel giorno della seduta di Consiglio, il presidente Michele Strianese ha ufficializzato la sua squadra, consegnando le deleghe ai neo eletti consiglieri provinciali. Al vicepresidente Carmelo Stanziola andrà l’urbanistica mentre i lavori pubblici saranno seguiti dal primo cittadino di Cava de’ Tirreni, Enzo Servalli che si occuperà anche di ripascimento e depuratori. Nel segno della continuità, Antonio Rescigno che si occuperà di viabilità. Il capogruppo del Pd, già vicepresidente della Provincia nell’era Canfora, Luca Cerretani si occuperà di personale e società partecipate. Roberto Robustelli, invece, di protezione civile e anche di sport e politiche agricole. La salernitana Paky Memoli (Pd) si occuperà di cultura, musei, turismo e beni culturali; Antonio Sagarese (Campania Libera), invece, di edilizia scolastica; Fausto De Nicola, sempre del gruppo Campania Libera, di trasporti. Ancora Fausto Vecchio (Centro per i territori) di ambiente mentre il salernitano Felice Santoro di sanità, lavoro e politiche sociali. Il socialista Giovanni Guzzo, infine, si occuperà di programmazione della rete scolastica, pari opportunità e politiche giovanili.




Inchiesta Sma, Napoli: “Roberto De Luca non è più assessore al Bilancio. Noi vittime di un’aggressione”

Erika Noschese

“Roberto De Luca non è più assessore al Comune di Salerno”. Lo ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli, nel corso dell’inaugurazioni dell’avvio dei lavoratori per la realizzazione dell’oratorio a Giovi, frazione collinare di Salerno. “I nostri avversari politici usano tutti gli strumenti per una facile propaganda scadente. Roberto De Luca con un gesto di grande signorilità e grande onestà intellettuale e di grande responsabilità ha rassegnato le dimissioni da assessore. Non credo si debba discutere oltre e ringrazio Roberto per la sua grande sensibilità. Lo dico con grande dispiacere perchè sono fieramente convinto della totale innocenza – se è lecito usare questi termini – in questa torbida vicenda che è stata costruita ad arte, con la consapevolezza dei fini. Questa è una campagna di diffamazione rispetto alla quale poi vedremo quali saranno le posizioni da dover assumere in tutte le sedi possibili”, ha dichiarato ancora il primo cittadino.  “Le dimissioni sono un atto millaterale che viene protocollato e finisce qui. Roberto non è più assessore, purtroppo. E sottolineo purtroppo ma non è più assessore della mia giunta”. Il sindaco Napoli ha annunciato, inoltre, l’intenzione di trattenere per sè le deleghe “poi con calma verificheremo quali possono essere le possibilità di eventuali decisioni da prendere. C’è bisogno di fermezza e lucida calma perchè noi siamo vittime di un’aggressione che squalifica chi la fa. Quindi, dobbiamo capire fin dove arriva la protervia di alcuni, anche in termini più vari. Dunque, a mente fredda e razionalità analizzeremo la situazione e valuteremo.




Scafati. Dirigenti: Spending Review di Saladino e ridistribuzione deleghe

Di Adriano Falanga

Ottimizzare i costi, questo l’input su cui parte l’attività amministrativa del Prefetto Vittorio Saladino, commissario prefettizio. La spending review parte da dirigenti e posizioni organizzative. La Segretaria comunale Immacolata Di Saia ha diramato una nota interna, nella quale si rende noto che tutti gli incarichi dirigenziali cessano alla data del 31 dicembre 2016 e di conseguenza vi è la risoluzione anche di tutti i contratti a tempo determinato. La motivazione che ha reso necessario il provvedimento è il deficit strutturale in cui versa l’ente. Addio alle posizioni organizzative esterne quindi mentre restano al loro posto ma con contratto ridimensionato, i 4 dirigenti di Palazzo Meyer: Laura Aiello, Anna Sorrentino, Giacomo Cacchione e Nicola Fienga. Lasciano Michele Russo (unità di intervento area Pip) e Gaetano De Lorenzi, alla guida del settore Scafati Solidale, che gestisce i servizi sociali. Ridistribuite le deleghe in capo ai dirigenti già in organico. La dottoressa Sorrentino confermata ai Servizi al Territorio, Laura Aiello ai Servizi al Cittadino, Giacomo Cacchione ai Servizi Finanziari. Conferme anche per Nicola Fienga all’Urbanistica che rileva ad interim anche i Lavori Pubblici e Unità Pip, mentre Vittorio Minneci resta all’Ambiente e ritorna, dopo essersi dimesso lo scorso anno, alla Scafati Solidale. Particolare molto “curioso”, perché Minneci lasciò dichiarando di essere “fisicamente stanco” in quanto i servizi sociali era un settore stressante. Oggi, senza Pasquale Aliberti (e Gaetano De Lorenzi) ci ha ripensato.  “Intoccabile” anche con l’avvento della gestione commissariale è la segretaria comunale Immacolata Di Saia, unica a rimanere al suo posto. Un ruolo però fortemente contestato dalle forze politiche avverse agli alibertiani. Tutti in coro hanno già chiesto la rimozione dall’incarico. Le stesse forze che chiedono anche gli azzeramenti dei cda di Acse e Scafati Sviluppo, oltre alle nomine di Andrea Inserra e Filippo Accardi nel Consorzio Farmaceutico Interprovinciale. “Bisogna dare un netto segnale di discontinuità con la passata amministrazione” hanno spiegato all’unisono Pd, Fdi, M5s, Scafati Arancione. Non sono escluse nei prossimi giorni azioni in tal senso da parte del commissario Saladino.




Scafati. Giunta, a Sicignano la Manutenzione. Quote rosa, le donne rifiutano?

Di Adriano Falanga

“Ognuno senta sulle sue spalle la ‪responsabilità del ruolo, il momento difficile che vive la politica e il Paese, ognuno dia il meglio di sé nel ‪‎solo ed esclusivo ‎interesse della ‪Città”. Così Pasquale Aliberti, nel comunicare alla città le nuove deleghe assessoriali. In realtà, di nuovo non c’è nulla, anzi, è tutto molto più simile alla vecchia giunta, ma a quella antecedente la fase decadenza. Raffaele Sicignano, che si era dimesso in forte polemica con la sua squadra consiliare, accusandoli di inerzia riguardo alla discussione sul voto al bilancio, non solo conserva la delega alle Finanze, ma viene “premiato” con la vecchia “Manutenzione”, che Aliberti aveva tenuto per se in questi mesi. Resta ancora in sospeso il taglio alle retribuzioni del 20%, così come Sicignano aveva chiesto. Una clausola, a dire il vero, che doveva essere rispettata prima del ritorno nell’esecutivo, assieme all’impegno di comporre giunta a sei. Probabilmente il tutto è rimandato alla prima riunione di Giunta. “L’assessorato e più in generale ogni ruolo politico, vuole impegno e dedizione. Bisogna ‪‎dialogare con la Città, cittadini, imprenditori e commercianti, ascoltare le loro difficoltà. La politica deve ‪accorciare le distanze tra il Palazzo comunale e le persone” è il buon auspicio di Pasquale Aliberti. Unico assessore ad andare via è stato Antonio Pignataro, che lascia le deleghe a Commercio e Personale. Esecutivo ridotto a sei, confermato Giancarlo Fele ai Lavori Pubblici, lo stesso tiene anche il vice sindacato. Nicola Acanfora conserva l’Urbanistica e acquisisce pure la Polizia Municipale. Quest’ultima è stata tolta a Diego Chirico (che pure aveva avuto un pesante scontro con il comandante dei caschi bianchi Alfredo D’Ambruoso). Chirico conserva Sport e prende pure il Personale. Antonio Fogliame resta a Cultura, Informatizzazione e Patrimonio. Raffaele Sicignano continuerà ad occuparsi di Bilancio, Cimitero e Manutenzione mentre l’unica quota rosa Annalisa Pisacane (foto in basso), seguirà la Pubblica Istruzione e le Politiche Giovanili.

QUOTE ROSA, C’E’ LA RINUNCIA?

2-pisacaneSecondo la legge Delrio, meglio nota come “quote rosa”, giunte comunali e cda delle partecipate hanno l’obbligo di rappresentanza di genere nella misura minima del 40% a favore del sesso femminile. Nel caso di Scafati, l’attuale giunta a sei dovrebbe quindi avere 2 assessori donne, e non una. La questione è stata già affrontata nell’ultima rimodulazione, quando entrò Nicola Acanfora e sulla quale pende il giudizio del Tar, dietro esposto presentato dall’avvocato e consigliere comunale Mario Santocchio, in rappresentanza di alcune cittadine scafatesi. Il ricorso fu respinto nella fase di urgenza con queste motivazioni: «Considerato che, in sede di prima delibazione, non sussistono i presupposti per la concessione dell’invocata cautela, in quanto, nella comparazione dei contrapposti interessi, appare prevalente quello sotteso alla continuità della funzione giuntale, impregiudicata ogni decisione in rito e nel merito». L’avvocato Gennaro Maione, a difesa dell’ente e delle scelte del primo cittadino, presentò un documento in cui si attestava un’avvenuta ricognizione pubblica tra figure individuate dal sindaco al fine di attestare la volontà non realizzabile di trovare nella società civile una figura femminile che potesse sostituire l’attuale assessore Acanfora. Dal documento presentato a difesa dell’Ente si attestava che nella ricognizione effettuata nessuna delle 26 persone interpellate avesse voluto ricoprire il ruolo di assessore al commercio e alla pubblica istruzione. E la storia si dovrà ripetere anche oggi, Aliberti dovrà infatti dimostrare che non esiste donna disponibile ad occuparsi di bilancio e manutenzione, sia tra le consiglieri comunali che tra la società civile. Quindi, se Daniela Ugliano oggi siede all’opposizione, toccherà a Brigida Marra, Teresa Formisano e Carmela Berritto sottoscrivere un atto di rinuncia a sedere nell’esecutivo. Improbabile, ma non impossibile, per Pasquale Aliberti.




Scafati. La maggioranza “battezza” il Cotucit. Acse e Giunta, il via agli accordi

Di Adriano Falanga

Ieri sera il “battesimo” del Cotucit in maggioranza. Prima riunione post bilancio, sul tavolo, la ridefinizione del cda Acse e della giunta. Compito non facile per Pasquale Aliberti, perché se da un lato Raviotta e Quartucci sembrano andarci cauti, per non alimentare ancora la voce dell’inciucio in cambio di poltrone, non è lo stesso per gli alibertiani, che gli sono rimasti vicini nel momento delicato. Aliberti però ha un chiodo fisso, recuperare Identità Scafatese. Non molla la presa e sabato pomeriggio avrebbe incontrato, a casa sua, di nuovo esponenti del gruppo oramai indipendente. Garantisce di rispettare comunque le loro proposte il primo cittadino, nonostante una fetta dei suoi non ha voluto firmare l’accordo. Poco importa, l’inciucio non basta a governare la città, perché l’equilibrio consiliare è in pareggio: 12-12. E’ il solo voto di Aliberti che garantisce la maggioranza, ma questo non significa avere “i numeri” per andare avanti, perché ognuno di loro può essere “l’ultimo uomo”, e alzare il “prezzo” ad ogni votazione. Brutto a dirsi, ma tutto sommato è ciò che accade. Ecco perché il rientro di Stefano Cirillo, Bruno Pagano e Daniela Ugliano è ancora la strada ideale per Aliberti. Nel peggiore dei casi basterebbe anche il rientro di uno o due di loro, in modo tale da uscire dall’incubo del tredicesimo. Non si esclude neanche un rientro di Raffaele Sicignano nella trattativa. L’ex assessore dimissionario ha incontrato liberti ieri mattina. Ancora non trapela nulla di ufficiale, ma voci insistono per l’ingresso di Antonio Mariniello in Giunta. L’attuale presidente della Scafati Sviluppo potrebbe fare staffetta con Eduardo D’Angolo, ex presidente Acse. Sempre in giunta è in pole Teresa Formisano, in rappresentanza del gruppo dei “fedelissimi”. Resta però da capire chi esce e le eventuali rimodulazioni delle deleghe. A Diego Chirico potrebbe ritornare la delega al Bilancio, lasciata da Sicignano. Discorso più complicato per la ricomposizione del cda della prima partecipata scafatese. E’ qui che Aliberti starebbe ricevendo le maggiori richieste, l’Acse è quotata molto più della giunta. Primo fra tutti Mimmo Casciello. Il consigliere di Cappella durante gli ultimi mesi si è molto preoccupato di far sapere in giro, anche a mezzo stampa e social network, che aveva un malessere politico, disertando riunioni e consigli comunali, fino a dichiarare ufficialmente di non votare il bilancio. Poi il cambio di rotta, c’è chi sostiene sia stato un atto d’amore e chi invece dietro ci intravede una poltrona Acse. Del resto la partecipata scafatese è stata ad un passo dal finire in gestione al figlio Michele, trattativa sfumata per il rifiuto di quest’ultimo. Almeno così fu raccontato. Casciello, oramai consapevole che non farà mai l’assessore, ha così optato per l’Acse. Probabilmente dovrà ridimensionare le sue ambizioni (o di chi per esso) al solo cda, perché la presidenza è materia attenzionata da Identità Scafatese, che ha chiesto uomini competenti e perché no, ben visti anche da loro. A breve i primi riscontri, le trattative non sono affatto finite, anzi.




Scafati. Deleghe ai consiglieri, ci sono ma non si “vedono” ancora

Di Adriano Falanga

Hanno firmato il 16 febbraio scorso, ma delle loro deleghe non c’è ancora traccia. Il lettore ricorderà certamente la rimodulazione delle deleghe alla giunta, che ha rischiato di far vacillare seriamente la maggioranza, dopo che Pasquale Aliberti aveva ridimensionato alcuni suoi assessori. Il primo cittadino ha tenuto per se deleghe importanti quali Piu Europa, Pip, Manutenzione, Avvocatura, Sanità, Ambiente, Politiche Sociali. E molte di queste le avrebbe girate ad alcuni consiglieri comunali, nell’ottica di una maggiore partecipazione. Cosicché a Teresa Formisano erano andate le politiche sociali (anche in un comunicato stampa è stato certificato) a Brigida Marra la Sanità, a Diego Del Regno l’Avvocatura, Daniela Ugliano all’Ambiente. Sul web erano apparse pure foto celebrative con i dovuti ringraziamenti per la fiducia riposta. Ad oggi, però, di quelle deleghe sindacali non c’è ancora traccia sull’albo on line. E questo significa che nulla è stato ufficializzato. Mimmo Casciello rifiutò di firmare la delega alla Manutenzione dopo che questa non fu abbinata, come da accordi con il sindaco, al Piu Europa e al Pip. Nonostante ciò, il consigliere di maggioranza si adopera come se fosse stato comunque delegato, e non solo, è piuttosto operativo anche sui social network, che usa come “sportello segnalazioni del cittadino”. Lo stesso Casciello è l’unico a non percepire, per sua scelta, nessun gettone di presenza per le sedute di commissione e di consiglio comunale.




Scafati. Nomine, deleghe, Anac. Aliberti prende tempo. Commissione d’accesso: “sono sereno”

Di Adriano Falanga

Niente consiglio comunale, poche e mirate le Giunte, ancora in alto mare le nomine e nulla di definitivo per quanto riguarda la programmazione delle nuove opere da realizzare con i fondi europei. A Palazzo Mayer si respira un’aria di attesa, la sensazione è che gli uffici procedano con il freno a mano tirato. Probabilmente una semplice opinione di chi scrive, fatto sta che tutto sembra essersi limitato alla ordinaria amministrazione. C’è silenzio sulle grandi opere, presenti e future, e argomenti quali il Pip, il Puc e la riqualificazione urbana sembrano essere finiti in un angolo. Il primo cittadino appare preoccupato, almeno stando a quello che raccontano i suoi consiglieri comunali. Doveva tenersi un consiglio comunale subito dopo l’Epifania, dove Aliberti avrebbe presentato la nuova Giunta e messo ai voti una fiducia nei suoi riguardi a mezzo approvazione di un nuovo documento programmatico. Una “resa dei conti” annunciata e mai attuata. Da Gennaio ad oggi si sono tenute riunioni settimanali con al centro più che altro le manovre politiche in seno alla maggioranza. Archiviata la fase rimodulazione Giunta, è stata avviata e conclusa anche la fase deleghe ai consiglieri ma nonostante la firma dei decreti sia avvenuta a metà febbraio, ad oggi ancora non sono stati pubblicati sull’albo on line del Comune. Questo alimenta un clima di incertezza tra le fila degli alibertiani, che faticano a capire cosa abbia eventualmente in mente il loro leader. Inoltre, le presenze del sindaco alle riunioni di maggioranza sono sempre più risicate e sporadiche.

3-palazzo mayerSul tavolo ancora le nomine del nuovo direttore e del cda di Scafati Solidale, del responsabile Avvocatura e dei componenti del Nucleo di Valutazione e del Controllo di Gestione. Per ognuna di queste posizioni è stata aperta una manifestazione d’interesse, tramite presentazione di curriculum indirizzati al primo cittadino, tutte concluse il 22 febbraio. Ufficiosamente le nomine sono frutto di una discussione di maggioranza, ufficialmente conseguenza delle valutazioni del sindaco dei curricula presentati. L’incertezza regna anche sulla delibera dell’Anac del dicembre scorso, quando il presidente Raffaele Cantone dichiarò incompatibile le nomine di Andrea Granata e Mario Ametrano, rispettivamente presidente della Scafati Solidale e amministratore delegato della Scafati Sviluppo. Non è noto se il responsabile dell’anticorruzione di Palazzo Mayer, il dirigente Giacomo Cacchione, abbia dato seguito a quanto impostogli dall’autorità nazionale anti corruzione, e quindi non si capisce se queste nomine siano state effettivamente revocate o meno. Unica certezza, è la relazione che Cacchione avrebbe trasmesso, già nel gennaio scorso, all’Anac. Nel documento si chiariva il ruolo di Ametrano nella società di trasformazione urbana con socio unico il Comune di Scafati, che porta avanti il progetto di riqualificazione dell’area Ex Copmes. Cacchione avrebbe spiegato a Cantone perché l’a.d. dovrebbe restare al suo posto, e ciò in virtù dei poteri gestionali che concede lo statuto della società, di fatto in capo al presidente e non all’amministratore delegato. A chiedere a Giacomo Cacchione di eseguire quanto imposto dall’Anac è il consigliere di Fratelli D’Italia Mario Santocchio, autore della segnalazione. “Aliberti compra il consenso politico suo e della moglie con queste nomine illegittime – poi, quasi a profetizzare – e molto altro deve ancora venire”.

E SFIDA L'OPPOSIZIONE: "BEN VENGA LA COMMISSIONE D'ACCESSO"

2-aliberti“Nutro una incrollabile fiducia nei magistrati che stanno indagando su di me e sulla mia amministrazione; attenderò con la stessa serenità anche una eventuale commissione d'accesso chiesta palesemente dai miei oppositori”. Pasquale Aliberti non smentisce l’imminente arrivo di una commissione d’accesso a Palazzo Mayer, ma si dichiara sereno nel caso questa possa insediarsi. Punta però l’indice contro i suoi nemici: “Contro gli speculatori a cui non ho fatto edificare centri commerciali solo per salvaguardare il commercio della mia città, contro quelli che volevano continuare a fare del comune il loro centro di arricchimento, con incarichi legali milionari non dovuti, contro quelli che hanno denunciato persino me e i miei genitori per abusi edilizi, applicando una doppia morale ed una diversa valutazione per le loro case ed i loro abusi –  l’autodifesa del primo cittadino – contro tutti questi diffamatori che, pur bocciati costantemente dai cittadini al voto cercano di convincere quegli stessi cittadini che io sia un camorrista e che abbiano sbagliato a votarmi tante volte, io continuo e continuerò a fare barriera, supportato solo dalla passione per la mia città che nutro da ragazzo, dal sogno di poter fare politica anche a livelli alti senza avere nessun padrino o nessuna tradizione familiare di antica nobiltà, e con la consapevolezza di essere una persona onesta”. Secondo Pasquale Aliberti, lo scontro politico nasce nel 2012, quando negò la stabilizzazione della moglie dell’ex capogruppo del Pd, Vittorio d’Alessandro. “il GUP, all'esito dell'udienza di ieri  mattina da persona arguta e preparata, rinviando a giudizio l'architetto Anna Matrone, per rivelazione di segreti di ufficio, ha individuato una evidente responsabilità penale – fa presente il primo cittadino – nella qualità di dipendente comunale, incaricata di un pubblico servizio, la Matrone utilizzò dati informatici contenuti all'interno di un computer del Comune, consegnandoli al marito Vittorio D'Alessandro. L’ex capogruppo del Pd, nonostante le sue conoscenze di avvocato, presumo non avesse ritenuto le informazioni non divulgabili, consegnò pertanto i dati alla Guardia di Finanza facendo scaturire un procedimento a carico di alcuni dirigenti comunali per i quali è stata esclusa ogni e qualsiasi responsabilità penale mentre per altri il procedimento è ancora in corso, difatti anche a proposito della mia posizione rimango dispiaciuto perché il giudice ha ritenuto che nelle mie dichiarazioni ci potesse essere una volontà diffamatoria”. Aliberti crede che tutto ciò che lo ha investito sia frutto di un disegno politico avverso nei suoi confronti. “Nonostante le pesantissime accuse che hanno investito me e la mia famiglia lo scorso anno, con il coinvolgimento dell'Antimafia nelle inchieste, vado avanti, anche se con la morte nel cuore perché la rappresentazione che viene fatta di me e del mio operato mi distrugge. Eppure continuo, soprattutto dopo ieri, ad essere fiducioso che la verità verrà a galla, a poco a poco e grazie alla stessa magistratura che costoro tentano di usare”.




Scafati.Deleghe ad interim alla Corte dei Conti

SCAFATI. L’Avvocatura, così come la Politiche Sociali, il Piu Europa, la Manutenzione, è tra le deleghe che dopo la nuova rimodulazione di Giunta, il sindaco ha voluto tenere per se stesso. O meglio, le ha “girate” ad alcuni consiglieri comunali, ma di fatto ogni potere gestionale ed esecutivo è sua esclusiva competenza. Ed è ancora sull’Avvocatura che si concentra l’attenzione di Fratelli D’Italia. Minacciano di presentare un esposto alla Corte dei Conti i due consiglieri Cristoforo Salvati e Mario Santocchio. "Dopo le dimissioni dell'avvocato Francesco Romano da responsabile dell'ufficio Avvocatura che continuava ad esercitare la professione privatamente nonostante la convezione con l'ente e la nomina in sua sostituzione ad interim della dottoressa Anna Sorrentino – così in una stampa – continua lo sperpero di danaro pubblico con incarichi legali a professionisti del Cilento, Vertullo Giuseppe e del Vallo di Diano, Antico Paolo”. Secondo il gruppo di minoranza, il motivo di questi incarichi è politico: “lo fanno per onorare presunti rapporti politici regionali, nonostante il grande numero dei convenzionati esterni e la notevole cifra spesa per le transazioni con variazioni di bilancio ad hoc”. Uno spreco di denaro pubblico, secondo Salvati e Santocchio: “Restiamo sgomenti dell'uso improprio del danaro pubblico e continuiamo a chiedere una inversione di tendenza alla Giunta ed un maggiore senso di responsabilità collettiva, prima di presentare un esposto circostanziato alla Corte dei Conti per segnalare l'uso scellerato del danaro pubblico al solo fine di ricercare "facili" consensi "familiari" regionali”. af




Scafati. Casciello non firma le deleghe, accordi non rispettati.

Di Adriano Falanga

“Vengo anch’io, no tu no” cantava Enzo Jannacci, canzone metaforicamente idonea per rappresentare la surreale situazione del consigliere comunale Mimmo Casciello. Per lui non c’è un posto in giunta, però tutti riconoscono che gli spetta. Per lui non c’è accordo sulle deleghe, ma tutti riconoscono che è uno dei più stacanovisti consumatori di marciapiede, o meglio, tra i consiglieri comunali più presenti sul territorio. E allora la domanda è: ci sono o ci fanno? Perché pare che se da un lato a Casciello viene riconosciuto l’impegno, alla prova del nove questo è sempre costretto al passo indietro. E a forza di restare indietro, il consigliere di Cappelle rischia di perdere di vista l’orizzonte della maggioranza. Gli accordi in maggioranza e con il primo cittadino avevano previsto per lui la delega alla Manutenzione e al Piu Europa, ma all’atto della firma, martedi sera, sul decreto compare solo la Manutenzione. Cosicché Casciello saluta e ancora una volta, amaramente ringrazia, senza però firmare nulla. Non solo sono deleghe di rappresentanza e non gestionali, non solo sono impegni a totale costo zero, rispetto ai circa 1700 euro della retribuzione di un assessore, possibile che adesso una o due deleghe possono creare qualche difficoltà? Si sarà chiesto l’alibertiano. E facendone una questione di principio, Casciello preferisce non firmare nulla, lasciando le deleghe sul tavolo, a disposizione della sua maggioranza. “Io mi sono sempre Accontentato, ne è la dimostrazione dei passi indietro fatti per l’unità della maggioranza – scrive sulla sua pagina web il consigliere eletto in lista Udc – Delega si Delega no. Non ha importanza, dalle 8 di stamattina sono in giro per problematiche che riguardano la Manutenzione”. Deluso si, dispettoso no. Casciello fa sapere che la sua velleità personale non intacca la fiducia a Pasquale Aliberti. Come a dire: “tu mi maltratti, ma io resto comunque fedele. Ricordalo”. Ad ogni modo, Aliberti ha il timone puntato sulla firma all’accordo di programma sui nuovi progetti da finanziare con circa 10 milioni di euro. L’Europa concede la facoltà di rendicontare il tutto entro marzo 2017 e ad oggi manca ancora la firma, mancano i progetti, e mancano i soldi. Altro che deleghe.




Scafati. Le deleghe accontentano tutti tranne Casciello. Vitiello fuori dalla commissione Urbanistica

Di Adriano Falanga

“Anche questa sera insieme ai consiglieri e assessori della mia ‪‎grande maggioranza con cui in questi anni ho lavorato per la nostra città con passione ed energia”. Parole che Pasquale Aliberti scrive a contorno di una foto che ritrae parte della sua squadra attorno al tavolo delle conferenze presso la stanza del sindaco. Intende sottolineare la ritrovata serenità, dopo un lungo periodo di dissensi, malumori, e contestazioni. C’è Stefano Cirillo, e c’è anche Bruno Pagano, segno di una ritrovata quadra politica. Stabilite le deleghe ai consiglieri comunali, manca soltanto il decreto di nomina. Mimmo Casciello rileva la Manutenzione, Daniela Ugliano l’Ambiente, Brigida Marra la Sanità mentre l’Avvocatura va a Diego Del Regno. Le deleghe ai consiglieri sono tutt’altra cosa di quelle in capo agli assessori. E questo perché il consigliere comunale, da Costituzione, esercita una funzione di controllo, non di gestione. Insomma, non può ricoprire ruolo do controllato e controllore. Nessun atto ufficiale può essere sottoscritto dal consigliere delegato, in quanto i poteri sono in capo al sindaco. Il consigliere delegato può solo “seguire”, per conto del sindaco, le competenze della delega ricevuta. Teresa Formisano seguirà le Politiche Sociali, di contro lascerà la presidenza della omonima commissione a Bruno Pagano, che pure reclamava la delega. Lo stesso Pagano che aveva espresso dissenso, poi rientrato, in quanto gli è stata concessa anche la facoltà di poter indicare un nome per il rinnovo del cda di Scafati Solidale. Pagano ha espresso una quota rosa, persona a lui vicina. Roberto Barchiesi ha ricevuto via libera sull’indicazione del nuovo presidente di Scafati Solidale, sarà il coordinatore infermieristico Angelo Romano a succedere ad Andrea Granata. Romano, già candidato in lista Grande Scafati (con lo stesso Barchiesi) lascia il precedente incarico al Nucleo Di Valutazione. Il suo nome non ha trovato particolari ostacoli tra i consiglieri di maggioranza, e questo è certamente un buon segno.

1-vitiello coppolaIl terzo componente del nuovo corso di Scafati Solidale sarà individuato dal primo cittadino, qualcuno crede possa essere uomo vicino a Michele Raviotta, ma è una ipotesi tutta da confermare. Altra novità il cambio di presidenza della commissione Urbanistica. Questo settore, con le politiche sociali, è stato interessato più di tutti di una vera e propria rivoluzione. La delega assessoriale è stata infatti revocata al vice sindaco Giancarlo Fele, passando al giovane Nicola Acanfora, attualmente ritenuto il più fidato del primo cittadino. E’ cambiato anche il dirigente, via Andrea Matrone, l’area Urbanistica è passata a Nicola Fienga. A chiudere il cerchio sarà la revoca di Pasquale Vitiello da presidente della commissione, al suo posto siederà Teresa Formisano, senza dubbio l’alibertiana di ferro. Vitiello, pur eletto in maggioranza, è il braccio destro di Pasquale Coppola, presidente del consiglio comunale e con esso già messo fuori dalla maggioranza da oltre un anno. La sua revoca certifica la chiusura di un rapporto politico, confermando il divorzio chiesto dai suoi ex colleghi. Non è esclusa anche la mozione di sfiducia allo stesso Coppola, seppur in un secondo momento. Quanto alla nuova programmazione delle opere pubbliche, alcuni consiglieri hanno chiesto al primo cittadino maggiore attenzione per le periferie, in particolare per il confine con Boscoreale, una zona dimenticata rispetto agli altri quartieri di confine. A rivendicare più attenzione verso questa fetta di territorio i consiglieri Stefano Cirillo, Alfonso Carotenuto e Brigida Marra. Quest’ultima ha avuto un forte diverbio con Aliberti, che le avrebbe contestato di non essere “attenta” al suo territorio come lo sarebbero gli altri consiglieri di maggioranza.

Colpo di scena ieri sera, Mimmo Casciello ringrazia e non firma. Mancherebbe la delega al Piu Europa, come da accordi con il primo cittadino. “Le velleità personali non intaccano il sostegno a questa maggioranza” ha chiarito laconicamente il consigliere eletto in lista Udc, resta chiaramente la perplessità e la delusione.