Nocera Inferiore. Si dimette Grimaldi, subentra Antonio Cuomo

NOCERA INFERIORE. Si dimette per motivi personali e professionali il consigliere comunale Giovanni Grimaldi.
Dopo un buon lovoro dai banchi dell’opposizione al posto dell’esponente di centrodestra subentrerà al prossimo consiglio comunale il medico Antonio Cuomo, stimato professionista nocerino.
«Purtroppo non posso svolgere compiutamente come vorrei il mio mandato elettorale a causa di motivi strettamente personali e per impegni crescenti legati alla mia carriera professionale -scrive Grimaldi- . L’impossibilità di poter esercitare con il necessario tempo e la dovuta abnegazione il compito conferitomi nel 2012, che mi spinge proprio per correttezza nei confronti degli elettori che in me hanno creduto e del Consiglio Comunale medesimo, a rinunciare al mandato per permettere ad un altro collega di sostituirmi a tempo pieno nell’attività istituzionale. L’esperienza vissuta in Consiglio Comunale mi ha offerto la possibilità di accrescere il mio patrimonio in termini di conoscenza e rapporti umani. Sono orgoglioso di aver ricoperto questa carica e di essermi battuto nel limite delle mie possibilità per le giuste cause dei nostri concittadini. Ringrazio e saluto tutti i componenti del Consiglio, i dirigenti e i dipendenti comunali, e auguro al dottore Antonio Cuomo, un buon lavoro a tutti sempre al servizio dei cittadini».




Ora Tonino Cuomo (Pd) è di nuovo deputato

Nella seduta pomeridiana di mercoledì della Camera dei Deputati sono state formalizzate le dimissioni di Fulvio Bonavitacola che ha rimosso l’incompatibilità scegliendo la vicepresidenza della giunta regionale della Campania e lasciano così lo scranno di Montecitorio. Al suo posto ora a Roma ritornerà Tonino Cuomo. Così mercoledì, dopo le comunicazioni del presidente l’assemblea di Montecitorio ha preso atto della comunicazione di Bonavitacola (gruppo Pd) e della conseguente cessazione del deputato democrat dal mandato parlamentare. Poi la surroga con la proclamazione di Antonio Cuomo, primo dei non eletti della lista Pd per il collegio Campania 2, a nuovo deputato della Repubblica.




Battipaglia. Incidente stradale: muore 19enne di Capaccio

Battipaglia.In mattinata, sulla strada provinciale 417, “Aversana”, in un incidente stradale,  è morto il motociclista Saverio Cuomo, 19enne di Capaccio, figlio di Vincenzo, dipendente di un’azienda florovivaistica della zona anche se originario di origine di Torre Annunziata.




De Luca – Cozzolino, prime scintille. Prende quota Cuomo

di Andrea Pellegrino 

I tempi sono ristrettissimi ma la confusione è ancora generale. In casa Pd si combatte ancora tra le ipotesi di annullamento delle primarie, di primarie puramente confermative e di un accordo con Ncd, Udc e Popolari per l’Italia. Dunque, i giorni passano ma la situazione sembra non sbloccarsi. Con un unico ostacolo a questo punto: la data del 24 novembre per la presentazione delle candidature per gli aspiranti presidenti della Campania. Attualmente nessuna convocazione ufficiale per la direzione regionale da parte dei vertici del partito; una direzione annullata già due volte e che dovrebbe essere convocata entro il prossimo 24 novembre, se non addirittura proprio lunedì. Ma a quel punto davvero potrebbe succedere di tutto. Vincenzo De Luca per lunedì ha già prenotato l’Hotel Vesuvio di Napoli. Qui dopo aver presentato le firme e la documentazione per candidarsi alle primarie del 14 dicembre si presenterà ufficialmente. Ieri ha già aperto il suo comitato elettorale in Piazza Amendola e il sito web “cambiareora”. E non solo. Sempre ieri è stato sferrato un nuovo attacco ad Andrea Cozzolino, che la campagna elettorale l’ha aperta sabato scorso alla Mostra d’Oltremare. «Noi siamo in campo alle primarie del Pd, ma ho saputo che ci sono anche altri candidati – dice De Luca – Tra questi c’è un eurodeputato (Andrea Cozzolino, ndr). Eppure mi sembra che le elezioni europee ci siano state appena quattro mesi fa. Mi fa piacere che queste persone abbiano una grande passione per le campagne elettorali. La scelta è tra chi ha più credibilità, tra chi ha dimostrato di saper fare le cose e chi parla. Ora bisogna evitare pacchi di voti preconfezionati. sarà necessario fare un po’ di attenzione. Diciamo che c’è un po’ di effervescenza». E da Cozzolino la replica non si è fatta attendere: «De Luca ha già giocato la sua finale contro Caldoro, e ha perso. E ha deciso anche di tornarsene a fare il sindaco di Salerno. Lo capisco, stare sulla poltrona di primo cittadino è certamente una posizione più comoda del fare cinque anni di opposizione in Regione contro Caldoro. Squadra che perde si cambia, e la Campania non può permettersi di perdere ancora». Altro nome in lizza per le primarie è quello di Michele Di Salvo che ieri ha redarguito De Luca e Cozzolino. «Credo che sia al Pd che ai cittadini della Campania non faccia bene che questa “campagna verso le primarie” sia semplice confronto personale e storico tra due candidati – per altro entrambi in politica da decenni e con ruoli importanti. Nelle accuse reciproche – ancora una volta – assistiamo a “perché tu no” ma non si intravede il “perché io”, ed questo è esattamente quello che le persone ci chiedono: un confronto civile sui contenuti. Certo, servirebbe avere contenuti». Venerdì, invece, dovrebbe scendere in campo Angelica Saggese, la senatrice salernitana pronta a sfidare Cozzolino e De Luca all’appuntamento del 14 dicembre. Per ora il suo nome è sul tavolo ed il suo staff sta raccogliendo le firme necessarie per la presentazione della candidatura. Per la senatrice è «indispensabile l’accordo con i moderati». Insomma con Ncd e con l’Udc che, però, pare siano indecisi ancora sul da farsi. C’è chi sostiene che probabilmente ufficializzeranno la loro posizione solo dopo le eventuali primarie del Pd. O almeno dopo che il Partito democratico avrà deciso cosa fare della Campania. Sul tavolo di Renzi la proposta c’è da parte del Nuovo centrodestra. Alfano vorrebbe piazzare Gaetano Quagliariello per compensare il suo peso all’interno del governo nazionale e probabilmente giustificare lo strappo definitivo con Forza Italia. L’Ncd più locale – così come la De Girolamo – spingerebbe per una intesa a destra, confermando la fiducia a Stefano Caldoro. Poi l’Udc, diviso in più parti con i napoletani e Sommese in testa pronti a restare dove sono e Lugi Cobellis, invece, più propenso a virare a sinistra. Tempo 48 ore, però, ed il Pd nazionale e regionale dovrà esprimersi in un senso o nell’altro. Al momento il solco tracciato va nella direzione di un accordo tra le principali anime democrat regionali su un nome unico – semmai anche gradito ai moderati – riducendo così l’appuntamento del 14 dicembre, ad una semplice consultazione confermativa. Nella rosa i soliti nomi: da Enzo Cuomo, che prende quota, ad Amendola ad Irace. Il tutto mentre da Roma prosegue il pressing su Raffaele Cantone, un nome che all’improvviso potrebbe spazzare via le primarie, unire le correnti e puntare dritto a Palazzo Santa Lucia, con buona pace anche di eventuali alleati centristi.




Primarie: Caro Pd …Di Salvo io

di Andrea Pellegrino

Dopo Cozzolino spunta un nuovo candidato alle primarie del Pd per le Regionali. Si tratta del blogger napoletano Michele Di Salvo che rompe gli indugi e a mezzo internet annuncia la sua discesa in campo per la guida della Regione Campania. Intanto anche Angelica Saggese, area Vaccaro, spinge sull’acceleratore definendo «vecchio» il modello presentato dall’eurodeputato Cozzolino che ricorda la senatrice «è stato assessore regionale della giunta Bassolino». Per ora i tre ci sono, in attesa di Vincenzo De Luca che ufficialmente non ha formalizzato la sua candidatura ma che operativamente già da mesi ha “scaldato i suoi motori” e battuto il territorio regionale pezzo dopo pezzo, stringendo anche accordi con aree del centrodestra e scontenti della gestione e della riproposta di Stefano Caldoro. La prossima settimana dovrebbe riunirsi nuovamente la direzione regionale che vedrà la presenza del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, ormai vero condottiero della partita in Campania. Mentre, considerata l’aria che tira, Matteo Renzi, contrariamente a quanto promesso, avrebbe rinviato a data da destinarsi il consueto appuntamento a Bagnoli, fissato questa volta per il 7 novembre, quindi per venerdì, per valutare lo stato dell’arte del progetto di riqualificazione dell’area. Il premier, probabilmente, attende e spera in un rapida soluzione politica in Campania. Soprattutto attende di conoscere anche gli sviluppi di un possibile accordo con Ncd e Udc, ieri riunitisi a Roma per definire la nuova strategia politica in vista delle Regionali. Ancora, la diplomazia renziana starebbe ancora trovando un nome nuovo che superi i due big in campo, quindi Cozzolino e De Luca. In pratica un nome di un esponente politico, condiviso con i centristi, sostenuto da diverse anime del partito ma che comunque si sottoporrà alle primarie fissate per il 14 dicembre. In tal senso si lavora su Enzo Cuomo, figura che al momento accontenterebbe un po’ tutti. In particolare le aree che fanno riferimento ai moderati, tra cui Lello Topo (che da tempo auspica anche un accordo con l’Ncd), Piccolo, Casillo e all’eurodeputato Paolucci. Nonché con gli ex bassoliniani che non condividono la proposta Cozzolino. Naturalmente, il tutto con il via libera del Nazareno.




MARX, GRILLO E CARFAGNA di Alberto Cuomo

 L’incisione di Francisco Goya intitolata “il sonno della ragione genera mostri” raffigura un personaggio in bianco (la ragione) che, addormentatosi, lascia aleggiare intorno a sè ogni tipo di mostri. La frase è stata ripresa nel suo blog da Mara Carfagna per illustrare l’atteggiamento, “folle”, dei grillini, i quali, rivolti ad abbattere Berlusconi, appaiono intenzionati a distruggere anche le sue imprese che offrono lavoro a migliaia di persone. L’incisione, con il suo titolo, risale alla fine del settecento, quando appunto la ragione spesso era messa in crisi dal ritorno di superstizioni e credenze e, con queste, dal riaffermarsi delle sovranità e dei poteri che vi si fondavano. Ed il settecento, ovvero l’illuminismo, è il secolo in cui ha origine la razionalizzazione dei sistemi produttivi ed economici che condurrà anche ad una nuova coscienza sociale promossa dal proletariato, così come illustra Karl Marx evocato da Grillo nell’incontro con Napolitano, nel corso del quale si è eretto a baluardo democratico rispetto alla volontà rivoluzionaria che animerebbe gli elettori 5stelle. Invero Marx appare essere attuale ben oltre Grillo. La critica a Marx si appunta di solito al suo materialismo e, quindi, al suo elevare la “struttura” economica a fondamento oltrestorico, in una rinnovata metafisica secondo cui l’uomo si sostanzierebbe nella materia e nel bisogno. Una tale critica non tiene conto di come egli, concependo l’uomo nella sua relazione trasformativa con il mondo, abbia invece criticato il materialismo, quello di Feuerbach, che interpretava la materia stessa come nuovo dio, e di come ritenesse il fattore economico, più che fondativo di storia, quale elemento attraverso cui “in ultima istanza” comprendere le ragioni della storia. Appare evidente quindi come Marx abbia anticipato l’attuale rendersi di ogni cosa all’economico, ed anzi, nel farsi merce di scambio dello stesso valore d’uso, al finanziario, così come ha pure previsto l’attuale tendenza al monopolismo economico-finanziario cui la cosiddetta democrazia è al servizio. Per Marx, malgrado sia da riconoscere al capitalismo il merito di aver ampliato capacità produttive e beni prodotti, la sua logica, rivolta ad un sempre maggiore profitto mediante l’intensificazione dei dispositivi tecnologici (il capitale fisso) sempre più costosi, lo condurrà alla dissoluzione, la quale però non avverrà meccanicamente, quasi una naturale evoluzione, quanto attraverso la rivoluzione promossa dal proletariato. E qui cade del tutto l’evocazione della rivoluzione da parte di Grillo, perchè i grillini, e gli elettori 5stelle, non sono ravvisabili tout court quali “proletari” (se mai una tale categoria ha ancora senso), essendo in gran parte solo “indignati”, rappresentanti cioè del ceto medio impoverito e della piccola-borghesia, incazzati della perdita di terreno sociale, con qualche presenza sottoproletaria. Marx non riconoscerebbe quindi alla loro possibile violenza, che Grillo sostiene di contenere, il carattere della rivoluzione, quanto quello della rivolta destinata solo a fuochi tanto improvvisi che inconcludenti, con attacchi a persone e cose estemporanei anche se talvolta organizzati, come è accaduto nel ferimento del poliziotto presso palazzo Chigi o nell’aggressione, per ora solo virtuale (si spera), alla Carfagna. Ho sostenuto qui che il grillismo tocca questioni vere, quali quella della rappresentazione dei bisogni oltre la retorica politico-parlamentare, e che, quindi, non sarà un fenomeno passeggero, sebbene abbia spesso chiarito come il grillismo, che Grillo non sembra saper interpretare, vada al di là del suo leader essendo un fenomeno proprio a molte popolazioni le quali cercano sempre più sovente la piazza per “ribellarsi” alla politica. Singolarmente in Italia, gran parte dei ceti “ribelli”, oggi rappresentati dai 5stelle, più che vicini alla sinistra sono, e sono stati, vicini a Berlusconi, per cui se Grillo sbaglia ad inseguire la sinistra contro il cavaliere, la sinistra, incapace di interpretare sia la rivoluzione che la ribellione, appare altresì incapace di incanalare lo scontento verso logiche riformatrici. Il problema italiano è nell’assenza di un partito riformista, sì da farci essere costantemente senza prospettive innovative, di lungo o breve termine, e solo sempre incazzati.