Pagani. Inchiesta “Criniera”: Pandolfi Elettrico chiede l’abbreviato

PAGANI.  Secondo round in udienza preliminare per gli indagati nell’ambito dell’operazione Criniera. Nel corso del dibattimento di ieri mattina sono state incardinate alcune richieste di rito abbreviato. Tra queste spicca quella avanzata dall’avvocato Guglielmo Scarlato per  Giovanni Pandolfi Elettrico. Quest’ultimo confida nello sconto di pena. Identica richiesta è stata avanzata dall’avvocato Ancarola  per Ruggiero e dal legale di Prisco Ceruso. Nella prossima udienza fissata per il sette dicembre saranno discusse le posizioni di chi ha deciso di essere giudicato attraverso il rito ordinario. Tra questi anche l’ex vice sindaco e assessore provinciale Massimo D’Onofrio ed il consigliere regionale Alberico Gambino. Per gli abbreviati si deciderà a febbraio




Inchiesta Criniera: annullata la misura cautelare per Massimo D’Onofrio

PAGANI. Operazione “Criniera”: annullata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla pg per Massimo D’Onofrio. Non sono ancora note le motivazioni. L’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia è ritornato alla libertà piena.  A prendere la decisione il tribunale del Riesame che è tornato ad esprimersi sulla vicenda. A maggio scorso, infatti, la Cassazione aveva annullato con rinvio l’ordinanza dello stesso tribunale del Riesame che confermava l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Massimo D’Onofrio.

D’Onofrio nell’indagine criniera è accusato di concorso esterno ad associazione per delinquere di stampo mafioso dei D’Auria Petrosino, clan egemone a Pagani. Per queste ipotesi di reato, il gip del tribunale di Salerno aveva sottoposto l’esponente di Fratelli d’Italia all’obbligo di presentazione alla pg. Contro questa misura cautelare, i difensori dell’indagato avevano proposto appello al tribunale del Riesame sui gravi indizi di colpevolezza e sulle esigenze cautelari ma i giudici della libertà ha respinto il ricorso (il Riesame poteva accoglierlo, riformarlo dando una misura più blanda o confermare l’ordinanza dl gip, ma in questo caso, non poteva peggiorarla). Contro la stessa misura del Gip, il pm Vincenzo Montemurro, avendo chiesto al giudice delle indagini preliminari l’arresto di D’Onofrio e avendo ottenuto una misura più lieve, ha rinnovato la richiesta di arresti al Riesame che lo ha accolto. In questo caso, i difensori dell’indagato hanno proposto un ricorso in Cassazione, discusso il 13 maggio scorso, dalla quinta sezione penale della Cassazione che ha esaminato il ricorso contro le misure cautelari disposte dal tribunale del Riesame di Salerno che a sua volta aveva accolto il ricorso della Dda di Salerno. In questo caso il Riesame aveva accolto il ricorso dei pm e aveva disposto la custodia  cautelare in carcere per l’ex sindaco Alberigo Gambino e attuale consigliere regionale, Massimo D’Onofrio, per i fratelli Daniele e Vincenzo Confessore, Giuseppe De Vivo, Francesco Fezza, Alfonso Cascella, Gennaro Napolano e Michele Califano. La Cassazione il 13 maggio aveva chiesto di valutare il provvedimento dell’altra sezione della Suprema corte, prima di decidere: se ne parlerà ora a settembre.




Inchiesta Criniera. Rinviata l’udienza in Cassazione, dove è indagato il consigleire regionale Gambino

Rinviata l’udienza in Cassazione sul ricorso dei legali di alcuni indagati dalla Dda contro l’ordinanza del Riesame che ordinava l’arresto tra gli altri de consiglierev regionale Albverico gambino e dell’ex assessore provicniale Massimo D’Onofrio. Il procuratore generale presso la cassazioen ha cheisto di conoscere prima le motivazioni con le quali la stessa corte aveva annullato nei giorno scorsi l’ordinazana del Riesame per D’Onofrio. L’incheista è “Criniera”, sul presunto intreccio tra politica e camorra (clan Fezza-D’Auria Petrosino)




Pagani. Politica: caos nel centrodestra. La sinistra ancora divisa

PAGANI. Caos centrodestra, mentre a sinistra sembra che stiano decidendo di far politica nel prossimo millennio. Tra liti all’interno delle stesse famiglie politiche, divisioni, posti in giunta da cambiare, partiti che si ricompongono il centrodestra paganese vive una fibrillazione, in attesa delle elezioni regionali. Partiamo da Fratelli d’Italia. Non è in maggioranza in città e a muoversi, in questi giorni, pare essere solo Alberico Gambino a suon di iniziative e scontri a destra e a manca. Non è certo più il sindaco super votato che si presentava, anche se condannato in secondo grado per l’uso improprio della carta di credito, imponendo la sua candidatura alle regionali, e facendo messe di voti. Da allora l’arresto nell’operazione anticamorra “Linea D’Ombra” (conclusasi con la sua condanna ma anche dall’assoluzione dai capi d’imputazione più importanti, ed ora in appello), la nuova inchiesta “Criniera sulla malavita paganese con un’altra richiesta di arresto pendente sul suo capo, il non essere in giunta a Pagani, lo sfaldamento del gruppo dei cirelliani in provincia di Salerno rischia di ridimensionare pesantemente il potenziale elettorale di Gambino. L’ex sindaco ha perso tutto quello che poteva perdere: elezioni alla provincia di un suo supportato, la possibilità del controllo del mercato ortofrutticolo finito nelle mani di Vincenzo Paolillo che vuole candidarsi al consiglio regionale, e del comune con la sconfitta al ballottaggio di Massimo D’Onofrio, anche quest’ultimo sotto il rischio di arresto per l’operazione Criniera. Nello stesso gruppo Fratelli d’Italia, ci sono due candidature forti, quello del sindaco Nunzio Carpentieri di Sant’Egidio del Monte Albino e di Salvatore Arena che potrebbe far man bassa di voti a Nocera Inferiore e che ha ottimi rapporti anche in Cilento.

Passando in maggioranza c’è il nodo Alfonso Marrazzo, attuale assessore comunale in quota “Grande Pagani”. Il patron della civica azionista dell’amministrazione del sindaco Salvatore Bottone, Paolillo ha bisogno di fare il pienone di voti a Pagani. Nei grossi comuni dell’Agro nocerino, infatti, la battaglia è aspra e non si sa quanto dell’appoggio vantato da Paolillo del sindaco di Scafati Pasquale Aliberti riesca ad ottenere: l’obiettivo principale del primo cittadino scafatese è quello di far rieleggere la moglie Monica Paolino e potrebbe stringere più accordi nell’area nord della provincia. Per fare il pienone, Paolillo vuole tutti i fedelissimi al suo posto e pare che Marrazzo non sia più in questo elenco. Infatti, come è noto, nei giorni scorsi, tre consiglieri comunali di “Grande Pagani” hanno chiesto le dimissioni di Marrazzo e la sostituzione con un nome più vicino alla lista civica. Ma Marrazzo tiene duro e non si dimette. La richiesta è anche necessaria per stanare Bottone e verificare se appoggerà o meno Paolillo alle regionali.

Bottone deve destreggiarsi tra le richieste di sfiducia avanzata dai tre consiglieri Pietro Sessa, Luisa Paolillo e Goffredo Iaquinandi, e Marrazzo che non vuole dimettersi. Una scelta che non può più procrastinare all’infinito. Bottone, probabilmente, spera che Marrazzo attendi le dimissioni dell’assessore sfiduciato.

Forza Italia è alle prese con tentativi di ricompattamento e da Pagani potrebbe emergere una candidatura che certamente rischierebbe di rovinare la festa a agli “amici” di Grande Pagani.

Tra le varie anime della sinistra ancora non c’è una strategia comune e le ferite delle elezioni comunali dello scorso anno sono ancora vive. Intanto eletto all’unanimità il nuovo coordinatore della sezione paganese “Scannicchio e Spagna” di Sinistra Ecologia Libertà. Si tratta di Pierantonio Grimaldi, che prende il posto dell’uscente Giuseppe Mariconda eletto presidente del circolo. vicecoordinatore Marco Sbailò.




PAGANI. A giorni l’arrivo in consiglio comunale di Gino Mongibello.

PAGANI. A giorni l’arrivo in consiglio comunale Luigi, detto Gino, Mongibello.

Il 56enne Luigi Mongibello, residente a Nocera Inferiore, era un funzionario delle Poste ed ora in pensione. Mongibello è impegnato da anni in politica nel centrodestra paganese, ex assessore alle politiche sociali e presidente dell’istituzione (l’ex società partecipata del Comune di Pagani a favore delle persone bisognose) e primo dei non eletti, all’ultima elezione amministrative, nella lista “Gabbiano” con 388 voti a supporto del candidato sindaco Massimo D’Onofrio, perdente al ballottaggio con Salvatore Bottone.

Mongibello, venerdì scorso ha subito una perquisizione e sul suo conto e su quello di un collega si indaga solo per mancato accertamento della persona che ha cambiato gli assegni provenienti dall’Inps, nell’ambito dell’operazione“Mastrolindo”.




PAGANI. Consiglio comunale: esce Massimo D’Onofrio ed entra Gino Mongibello

PAGANI. Esce Massimo D’Onofrio ed entra Gino Mongibello. Si dimette da consigliere comunale un indagato in un’inchiesta della Dda di Salerno e subentra in consiglio un ex assessore, sott’indagine per “Mastrolindo”. Lo aveva annunciato nei giorni scorsi, D’Onofrio, su cui pende una decisione di arresto decisa dal tribunale del riesame nell’ambito dell’operazione “Criniera” per i suoi presunti rapporti con il clan “Fezza-D’Auria Petrosino” al quale avrebbe fatto favori in cambio di sostegno elettorale.

«La mia vita politica –ha dichiarato D’Onofrio– è stata caratterizzata negli anni da passione e onestà. Ho iniziato a 16 anni la mia militanza a destra e li sono rimasto in quanto convinto e appassionato sostenitore del pensiero sociale e liberale. Dopo cinque mandati in consiglio comunale ed uno al consiglio provinciale posso definirmi uomo delle istituzioni ed onorato della fiducia di migliaia di elettori che ho sempre cercato di rappresentare al meglio in ogni sede. Oggi, le battaglie politiche e sociali si possono affrontare anche al di fuori del consiglio comunale a dimostrazione che non ricerco potere ma solo il miglioramento del mio territorio. Per scelte politiche e personali mi sono dimesso negli anni passati da presidente del consiglio,assessore provinciale e consigliere comunale. Forse l’unico politico in Italia che ha più volte dimostrato il disinteresse per le poltrone. Oggi mi dimetto con animo tranquillo e con ancora tanta voglia di fare per le nostre comunità. Da uomo delle istituzioni però lo faccio anche in segno di rispetto verso gli inquirenti convinto che al più presto la giustizia come sempre farà trionfare la verità».