Via Croce, scoppia il caso politico Il sindaco vuole il ritiro dell’odg

di Andrea Pellegrino

Non c’è accordo completo sulle mozioni per chiedere il ripristino della ztl in via Monti e del doppio senso di circolazione. Il sindaco Napoli propone il ritiro degli argomenti dal Consiglio comunale fissato per lunedì, azionando un inevitabile caso politico. Ieri pomeriggio il vertice di maggioranza in vista della seduta consiliare. Nonostante le molte assenze, a quanto pare si sarebbe stabilito un ritiro dei due argomenti che da mesi ormai tengono banco in città. Soprattutto la vicenda legata al ripristino del doppio senso di circolazione, la cui mozione, all’ordine del giorno del Consiglio comunale d’inizio settimana, vede in calce 21 firme di consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. In pratica se dovesse passare il principio stabilito nel vertice di maggioranza, ad eccezione di conclusioni tecniche, si aprirebbero due strade: il ritiro della mozione su proposta del sindaco o dell’assessore al ramo o una frattura politica interna alla maggioranza dalle inaspettate conseguenze. In mattinata, Donato Pessolano ha presentato una raccolta firme di cittadini che si oppongono alla riapertura del doppio senso di circolazione di via Croce. Dall’altro lato, molti dei consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, proseguono la loro battaglia. La mozione presentata al sindaco qualche giorno fa e calendarizzata dall’ultima conferenza dei capigruppo, porta la firma di Nico Mazzeo, consigliere comunale di maggioranza che da sempre si batte per sperimentare il doppio senso di circolazione in via Croce e soprattutto per avviare seri interventi di messa in sicurezza del viadotto Gatto. Tra gli altri firmatari, oltre l’opposizione (ad eccezione di Antonio Cammarota), c’è il gruppo socialista al completo, poi i consiglieri comunali Mimmo e Peppe Ventura, Horace Di Carlo, Felice Santoro, Corrado Naddeo, Antonio D’Alessio, Leonardo Gallo, Pietro Stasi, Antonio Fiore, Rosa Scannapieco, Lucia Mazzotti e Paky Memoli. All’orizzonte, dunque, un ennesimo braccio di ferro con una seduta che, considerati gli ultimi sviluppi, si prevede scoppiettante.




Una sottoscrizione per il doppio senso in via Benedetto Croce

Andrea Pellegrino

Una petizione per ripristinare il doppio senso di circolazione lungo via Croce e via Indipendenza. La protesta di tantissimi cittadini ed automobilisti parte dai social network e si concretizza con una richiesta forte da parte di un nutrito gruppo di cittadini. Nelle prossime ore la raccolta di firme, che si allargherà anche ai territori di Vietri sul Mare, Costiera Amalfitana e Cava de’ Tirreni, sarà formalizzata ed inviata, poi, all’attenzione del sindaco di Salerno, Enzo Napoli, dell’assessore alla mobilità Mimmo De Maio ed anche del prefetto di Salerno e del presidente della provincia di Salerno, Giuseppe Canfora. Dopo i drammatici fatti di Genova, l’allarme sulla staticità e sicurezza del Viadotto Gatto è sempre più forte. Ma non solo. Da tantissimi anni, senza ottenere mai risposta da parte dell’amministrazione comunale di Salerno, si solleva il problema traffico, dovuto alla congestione dell’arteria di via Ligea per l’imponente transito dei mezzi pesanti verso il porto di Salerno e verso l’imbocco dell’autostrada. Una dura barriera innalzata da Palazzo di Città contro le richieste che si sono succedute, da dieci anni a questa parte, di ripristinare il senso di circolazione lungo via Croce. Ad oggi, però, pare che qualcosa si stia muovendo. Dalla maggioranza consiliare è Corrado Naddeo ad aprire un varco: «Non esistono alternative in caso di necessità ed in caso di alleggerimento del traffico sul viadotto. Si farà ciò che è necessario dopo le opportune verifiche. Sono impegnato, come altri, su questo versante». Anche i consiglieri comunali di opposizione Roberto Celano e Dante Santoro sono pronti a lanciare la petizione. In campo anche il neo consigliere provinciale Fulvio Mormile: «Spero non vi sia bisogno di ricorrere ad un petizione per far assumere una decisione di assoluto buon senso. Di sicuro quel piccolo tratto di strada per chi proviene dalla Costiera darebbe un vantaggio rilevante. Se poi si trovano dei soldi, il mio contributo ci sarà di sicuro». Anche da Cava de’ Tirreni, Alfonso Senatore, già assessore alla sicurezza, dice: «Organizziamoci, è in gioco la vita di tanti di noi costretti a passare per forza su quel ponte, unica via, per arrivare a Salerno».




Candidatura Andrea Lembo:«E’ uno scivolone»

Erika Noschese

La candidatura a sindaco di Campagna del figlio del procuratore Capo, Andrea Lembo ha spaccato l’opinione pubblica. Dopo giorni di chiacchiericci e polemiche la questione sembra essere giunta al termine eppure così non è stato. A risollevare il polverone delle polemiche, stavolta sembra essere stato proprio il capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, che – a tal proposito – parla di “scivolone”: «Certamente, nell’ambito giudiziario, avvocati e giudici legati da parentela, non possono operare nello stesso distretto. Certo la politica non è la stessa cosa ma si comprende la discussione pubblica sull’opportunità di certe scelte. Non temo, comunque, per la tenuta democratica», ha dichiarato infatti il consigliere di maggioranza. La polemica iniziale era però stata sollevata dal capogruppo di Forza Italia, Roberto Celano riproponendo uno scritto in cui si parlava di un video che girava nelle chat whatsapp di alcuni magistrati che vedeva come protagonista proprio Andrea Lembo, per favorire la sua canidatura a sindaco. «Ed allora non siamo solo noi a sdegnarci, a denunciare la evidente inopportunità di un giovane che fa politica e si candida nella circoscrizione in cui il padre è il capo della Procura. Ed appare ancora più inopportuno se i suoi compagni di viaggio ed i suoi principali sponsor sono imputati (nella Procura in cui il papà è il capo) o suscitano sdegno per essere considerati l’esempio delle “clientele come Cristo comanda”. E lungi da noi essere giustizialisti. Chi controlla è in stretto legame di parentela con chi è in squadra con chi è “sotto controllo”», ha dichiarato Celano che ha poi aggiunto: « è un’evidente anomalia. Chi controlla non solo deve essere terzo (e non ho dubbi nella circostanza che lo sia) ma deve anche apparire tale. Immagino cosa si direbbe se una partita di calcio fosse arbitrata da un arbitro, il più bravo in assoluto, che però è il padre di un calciatore. Si è certi che la squadra avversaria potrebbe sentirsi del tutto garantita? E cosa penserebbero i suoi tifosi?». La candidatura di Andrea Lembo era stata resa nota ai più nel corso dell’incontro alla Leopolda, suscitando la dura reazione di Forza Italia, prima di dar vita ad un lungo ed immediato botta e risposta con il Pd che ha tentato di difendere Lembo Junior e la sua candidatura. Dal canto suo, il procuratore capo non si è mai espresso se non in occasione di una conferenza stampa tenutasi in Procura diverse settimane fa, liquidando la polemica con una semplice dichiarazione: « m i a madre diceva sempre il silenzio è d’oro e poi aggiungeva anche paga sempre. Io preferisco mantenere il silenzio su questa vicenda. Non aggiungo nient’altro». E da allora, il procuratore non ha più rilasciato alcuna dichiarazione. La vicenda sembra dunque non riuscire a finire nel dimenticatoio e ormai le chiacchiere si sprecano.




«Attività persecutoria dei vigili» Scoppia la polemica in maggioranza

Andrea Pellegrino

Tra bilanci personali di fine anno e una lunga discussione sull’esito della vigilia di Natale, la consiliatura Napoli ha archiviato anche il 2017. Un Consiglio comunale tecnico, colorito da aspetti politici, da obbligatori resoconti natalizi, dalle Luci d’Artista e da qualche frattura ormai sempre più profonda in maggioranza. Tutti presenti, ad eccezione di Pietro Stasi, assente giustificato ma politicamente, invece, ancora sull’ «Aventino» in attesa di conoscere, da un lato, gli sviluppi dell’ormai datata vicenda Falcone e, dall’altro, di capire cosa succederà all’interno del suo partito. Non fosse altro che Nino Marotta è già pronto a traslocare nel centrodestra, riabbracciando il Cavaliere. Nel mezzo, poi, c’è la vicenda del baratto amministrativo, la cui approvazione era stata “promessa” entro la fine dell’anno. Promessa che, a questo punto, slitta a data da destinarsi. Enzo Napoli, invece, si è svestito della carica di consigliere provinciale e, ieri mattina, a Palazzo Sant’Agostino ha fatto il suo ritorno il sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe. Dimissioni che hanno fatto storcere il naso a molti dei consiglieri comunali di maggioranza che ambivano alla carica e che sono stati “stroncati”, invece, dalla candidatura del capo dell’amministrazione, su indicazione del cerchio magico deluchiano. Corrado Naddeo, invece, non ha nascosto tutta la sua soddisfazione per la buona riuscita della vigilia di Natale, ribadendo la bontà della sua linea. Autocomplimenti e soddisfazione, seguiti a ruota da Leonardo Gallo (altro consigliere che nelle settimane scorse ha sollevato il caso), che hanno ricucito lo strappo con il sindaco Napoli. L’unica voce fuori dal coro, quella di Eugenio Stabile, consigliere comunale dei Progressisti per Salerno, che proprio a proposito delle attività messe in campo dalla polizia municipale di Salerno su indicazione delll’amministrazione comunale – lo scorso 24 dicembre – ha parlato di «attività persecutoria, con i vigili urbani che sono stati alla ricerca di diffusori musicali nelle attività commerciali». A Stabile, insomma, non è piaciuto l’eccessivo zelo della polizia municipale che, a suo parere, nel giorno della vigilia di Natale, ha perso di vista obiettivi ben più importanti: «Hanno prestato tanta attenzione al demone della musica alta – ha detto durante il suo intervento in assise – mentre non si sono accorti che alle 16 c’erano già ragazzini completamente ubriachi, non controllati da nessuno. Ecco, la vendita incondizionata di alcolici non è stata tenuta sotto controllo». Al consigliere, però, non è sfuggito un altro particolare, ovvero quello dei venditori di caldarroste: «Ce n’era uno che, con brace a fiamma viva, vendeva le sue castagne. Oltre ad una disposizione di legge che vieta l’utilizzo della fiamma viva – ha detto ancora Eugenio Stabile – c’è da dire che, nonostante io abbia ripetutamente chiamato la comandante della polizia municipale, nessuno è intervenuto. Non è possibile consentire l’esercizio di questa attività a qualcuno sì e ad altri no solo in virtù di amicizie». Un intervento molto duro, quello di Stabile, che ha suscitato anche le reazioni di alcuni consiglieri di maggioranza, come ad esempio Leonardo Gallo, che ha bacchettato, pur non facendone mai il nome, il collega di scranno. Capitolo Luci d’Artista. Come ogni dicembre che si rispetti l’argomento è piombato in aula. Costi elevati per l’opposizione, con Dante Santoro che ha snocciolato tutte le cifre: «Come è possibile che qui l’allestimento della Villa costa 400mila euro nel mentre negli altri comuni si spendono al massimo 40mila euro?». Ed in più, ha rincarato Santoro: «Che fine hanno fatto le luci di Santa Teresa? Ci sono nei bozzetti ma non per strada». Anche da Antonio D’Alessio (consigliere comunale di Campania Libera) l’invito a rendere più partecipe la città: «Questo evento non è ben visto dai salernitani. Gli effetti positivi vengono spesso cancellati dalle polemiche». Sui mercati di Natale e sulle ultime polemiche è il presidente della commissione annona Massimilano Natella a chiedere che si riveda il tutto: «Sono stato il primo a sostenere la gestione diretta del Comune dell’evento ma considerato quello che sta accadendo forse dobbiamo pensare ad affidare il tutto ad un soggetto esterno». Compostaggio e sito di biomasse al centro delle arringhe di Celano e Lambiase. «L’impianto di compostaggio di Salerno, costato circa 30 milioni di euro, realizzato con pubblico denaro e per un importo di circa 3 volte superiore al valore di mercato, riaprirà nella migliore delle ipotesi, non prima di maggio/giugno del 2018 – annuncia il capogruppo di Forza Italia – E’ quanto abbiamo appreso dei vertici della Salerno Pulita che, smentendo quanto dichiarato dal sindaco Vincenzo Napoli secondo cui l’impianto per il recupero del rifiuto organico sarebbe ripartito a febbraio, hanno evidenziato che sarà necessario attendere ancora l’esito di alcune gare e la consegna di macchinari che non potrà avvenire prima di quattro mesi dell’affidamento delle stesse». Infine approvati tutti i punti all’ordine del giorno, compreso l’appello al parlamento sul fiscal compact, con votazione unanime. Chiusura, poi, a tavola per alcuni consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione che si sono dati appuntamento in un ristorante per un pranzo augurale di buone feste e buon anno.




Napoli mette il silenziatore. Stop a dj e musica alta

Erika Noschese

La musica ci sarà ma con delle restrizioni. E’ emerge dall’ordinanza sindacale emessa ieri dal sindaco Enzo Napoli dopo il polverone sollevato dal consigliere Corrado Naddeo, capogruppo di Campania Libera che ne chiedeva lo stop totale per evitare atti incivili e problemi che si verificano nei giorni delle festività natalizie. La proposta di Naddeo ha spaccato – ancora una volta – la maggioranza, con favorevoli e contrari e repliche da parte di assessori e consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. In occasione delle festività natalizie e di fine anno – in particolare nei giorni 22,23,24, 30 e 31 dicembre – i gestori dei pubblici esercizi hanno avanzato richiesta di svolgimento dei tradizionali festeggiamenti augurali di Natale e Capodanno quale momento di aggregazione sociale e di sostegno alle principali attività. A questa richiesta, l’amministrazione comunale ha risposto, disponendo che in quei giorni lo svolgimento dei tradizionali festeggiamenti natalizie sono consentiti solo alle 12 alle 19 e con delle restrizioni: la musica dovrà essere autoriprodotta solo all’interno del locale, a mezzo di apparecchio radio, filodiffusione o impianto hi-fi. All’esterno del locale, infatti, non potranno essere collocati diffusori acustici e non dovranno essere diffuse emissioni sonore. Inoltre, le attività all’esterno dei locali e su area di pertinenza dovranno essere regolarmente autorizzate e potranno avvenire esclusivamente mediante strumenti musicali acustici, e non elettrificati. L’attività dovrà dunque essere limitata alla sola area di pertinenza al fine di non ostacolare l’attività di esercizi commerciali limitrofi. Inoltre, dovrà essere garantito il rispetto dei livelli di emissioni sonore previsti dalla normativa vigente in materia di tutela dell’ambiente dal fenomeno dell’inquinamento acustico.

Dante Santoro: «Si mortificano artisti e commercianti» Stamattina sit in di protesta

Dopo l’ordinanza sindacale emessa nella mattinata di ieri dal sindaco Enzo Napoli che limita l’utilizzo della musica nei giorni delle festività natalizie, stamane alle 11 si terrà un sitin di protesta sotto al Comune con gli artisti, gli esercenti salernitani e gli amanti della movida che vogliono dire no ai divieti mascherati ed alle demonizzazioni di chi prova a dare un servizio alla città nel rispetto delle regole. “Chiediamo venga rivista quest’ordinanza che mortifica e danneggia non solo gli artisti e gli esercenti, ma la città intera. Basterebbe fare qualche pattugliamento in più e prevenire i pericoli con momenti di sensibilizzazione per evitare determinati inconvenienti. In queste settimane è stata promossa una vergognosa campagna denigratoria verso chi prova a ravvivare la nostra città con eventi artistici. Va tutelata l’immagine di tante persone perbene che organizzano momenti di intrattenimento con spirito sano ed innovativo. Gli incivili ci saranno sempre, ma ciò non vuol dire che a Salerno dobbiamo fare il coprifuoco. Ancor più grave e meschino è che certe decisioni vengano prese a due giorni dalla vigilia di Natale. Vogliamo evitare un’ altra occasione persa per Salerno, continuando a dire sì alla musica ed ai momenti artistici. ”, ha dichiarato il consigliere di Giovani Salernitani-demA, Dante Santoro. L’appuntamento è dunque fissato per stamane dinanzi Palazzo di Città quando gli esercenti mostreranno il loro dissenso all’ordinanza emessa in seguito alla lettera che la Procura ha inviato al Comune, chiedendo di prendere provvedimenti contro la musica che i locali, come ogni anno, diffondo fuori dai loro locali nei giorni delle festività natalizie.




«Controllare il consumo di alcol, non la musica»

E’ ancora polemica in merito alla proposta del capogruppo di Campania Libera, Corrado Naddeo, di vietare, per le vigilie di Natale e Capodanno, la diffusione della musica all’esterno dei locali. Il consigliere di Davvero Verdi, Peppe Ventura ha tenuto a ribadire la propria contrarietà alla posizione espressa dal collega: «I commercianti – spiega Ventura – hanno subito già notevoli restrizioni, come quelle riguardanti i tavolini e i dehors. Certo, qui non si chiede di dare il via libera a discoteche all’aperto in pieno centro cittadino ma ad un po’ di musica sì. Spero che l’assessore Loffredo si prodighi al fine di ripristinare la situazione. E’ il consumo di alcol che bisogna controllare, non un po’ di musica all’esterno delle attività commerciali».




Fgs, Cicalese attacca Naddeo: «Si al rispetto delle tradizioni»

“Sei bella che la musica non ci dovrebbe essere?”. A parafrasare uno dei tormentoni del panorama musicale italiano “La musica non c’è” è il presidente regionale Fgs Campania, Vittorio Cicalese che puntualizza la posizione della Federazione dei Giovani Socialisti di Salerno e della Campania in merito alle recenti dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali sulla necessità di “bandire” la musica all’esterno dei locali durante la vigilia di Natale e quella di Capodanno. «Salerno da sempre ha, tra le sue tradizioni più amate e rispettate, lo “struscio” (che non è il titolo di un film di Tinto Brass): tantissimi salernitani, ed in particolare i giovani, si ritrovano in giro per le strade salernitane per scambiarsi i tradizionali auguri di buone feste e condividere un drink in compagnia di amici e parenti. Vietare la musica all’esterno come se fosse motivo di “destabilizzazione” dell’ordine pubblico o della fruibilità dei diversi esercizi commerciali aperti in giro per la città, significa non condividere le tradizioni salernitane e non garantire il giusto spazio alla cittadinanza che intende festeggiare senza esagerare. Le già applicate ordinanze, in termini di sicurezza, consentiranno allo “struscio” di realizzarsi senza usi e abusi di bottiglie di vario genere che potrebbero creare problemi di ordine pubblico e di inciviltà, per cui è ipotizzabile un freno sostanzioso alle esagerazioni che nulla hanno a che vedere con il problema dell’intrattenimento musicale», ha dichiarato Cicalese. «Si deve, pertanto, garantire la sicurezza della cittadinanza mediante l’osservanza delle regole e non per mezzo di inutili divieti che andrebbero a destabilizzare non solo le attività commerciali ma anche le tradizioni salernitane. Come già annunciato dal consigliere comunale Massimiliano Natella, è necessario regolamentare e garantire sicurezza a chiunque voglia percorrere le varie zone nevralgiche della città, senza in alcun modo vietare l’esecutio di una tradizione. Si provveda, anzi, a proporre in tempi brevi un accordo con la Siae per favorire le esibizioni di giovani artisti salernitani che vorrebbero e meriterebbero più spazio sul territorio, senza dover necessariamente gravare sulle casse dei gestori dei locali volenterosi», ha poi aggiunto.




Ventura rilancia: «Vendiamo l’Arechi e riqualifichiamo gli altri impianti»

Erika Noschese

Sembra essere presa seriamente in considerazione la proposta del consigliere comunale di Davvero Verdi Peppe Ventura che, recentemente, ha proposto di vendere lo stadio Arechi alla società Us Salernitana. Nella giornata di ieri, infatti, si è riunita la Commissione Sport, presieduta da Corrado Naddeo, per discutere della questione. In sintesi, Ventura sostiene che attualmente l’Arechi porterebbe spreco di denaro per una struttura ormai fatiscente che, dunque per queste ragioni, potrebbe essere venduta a Claudio Lotito, patron del club granata. Del resto, per il Comune di Salerno non sarebbe la prima volta vendere una società di proprietà dell’ammininistrazione comunale, basta pensare infatti alla Centrale del Latte, una delle poche società attive del Comune. Con i soldi che si potrebbero ricavare dalla vendita dello stadio Arechi – secondo Peppe Ventura – riqualificare le strutture sportive della città che, di conseguenza, porterebbero ad aumentare i posti di lavoro in città. Insomma, la richiesta avanzata dal consigliere di Davvero Verdi potrebbe portare la Salernitana ad avere uno stadio di proprietà ma a deciderlo non sarà solo l’amministrazione comunale in quanto non si esclude la possibilità che Lotito non voglio investire nell’acquisto ma l’ultima parola spetta sempre al Comune.




Naddeo annuncia: «E’ il momento delle scelte»

di Andrea Pellegrino

«Salerno è molto bella e per offrirsi degnamente ai tanti che desiderano condividerne i preziosi aspetti ha bisogno di decoro, sicurezza, servizi, rispetto delle regole».Corrado Naddeo, consigliere comunale di “Campania Libera” con tanto di foto allegate, esorta i colleghi di maggioranza. «E’ il momento delle scelte (che non anticipo) e di rimarcare gli obiettivi che ci poniamo», scrive Naddeo che rimanda la discussione a giovedì prossimo nel corso del vertice di maggioranza, alla presenza del sindaco Enzo Napoli. Tra Naddeo ed il resto della maggioranza da tempo non scorre buon sangue. L’ultimo episodio che avrebbe fatto innervosire l’establishment deluchiano riguarda le primarie. Naddeo, infatti, avrebbe sponsorizzato e “brindato” alla vittoria di Pietro De Luca, figlio di Antonio, ex sindaco di Amalfi, capolista della mozione Emiliano. Un gesto che non sarebbe passato inosservato allo staff e ai consiglieri di Palazzo di Città. A Naddeo, invece, arriva l’appello del consigliere comunale di Forza Italia, Roberto Celano: « Apprezzo molto la sua obiettività, poco comune non solo tra gli amministratori della nostra città ma anche tra tanti salernitani che preferiscono talvolta vivere nel degrado piuttosto che “non compiacere” e “scontentare” la dinastia che distribuisce risorse e “sorrisi” premiando fedeltà più che merito. Auspico ora, però, che in coerenza con quanto dice e scrivi, possiamo finalmente votare insieme in commissione ed in consiglio».




Chiesa del Galiziano: l’incognita della nota Cei

 

di Andrea Pellegrino

Il progetto della nuova Chiesa del Galiziano agita non poco la maggioranza. Ora s’attendono le eventuali osservazioni alla variante che si presenteranno entro il 26 aprile ma intanto il progetto, le sue modalità e le sue dimensioni agitano qualche consigliere comunale di maggioranza. Tra questi Corrado Naddeo (Campania Libera), che nonostante abbia approvato il progetto in aula consiliare, negli ultimi giorni avrebbe cambiato il tiro, chiedendo una “consultazione popolare”. Un comitato già c’è (Save Galiziano) e già da mesi raccoglie firme e promuove incontri con i residenti della zona. Sostanzialmente alla base della contestazione c’è un progetto invasivo che ridurrebbe il verde pubblico del parco del Galiziano, utilizzato con frequenza dal popoloso quartiere di Salerno. Ma a scuotere gli animi a Palazzo di Città ci sarebbe una nota della Cei (conferenza episcopale italiana) alla quale si sarebbero aggrappati i consiglieri comunali che hanno detto sì al progetto durante la seduta di Consiglio comunale di dicembre. Ma la nota, a quanto pare, nessuno l’avrebbe vista. Allegata alla proposta, infatti, è apparsa la lettera del parroco che sposava il progetto ma non quella invocata dalla conferenza dei Vescovi. Si dice, infatti, che nella nota la Cei abbia indicato le volumetrie per accedere al finanziamento di più di quattro milioni di euro. Ma si tratta sempre di ipotesi. Non fosse altro che la somma stanziata sarebbe già stata accordata anche senza l’indicazione dei volumi, che sarebbero, dunque, a discrezione dell’amministrazione comunale e quindi del progettista che dovrà innalzare la struttura religiosa, con tanto di annessa casa per il parroco e vani in generale. Qualcuno pare inizi a preoccuparsi al punto da chiedere la visione della famosa lettera che per ora resta un mistero. il tutto mentre si preparano le osservazioni alla variante. E stavolta, a quanto pare, non sarà una battaglia facile per l’amministrazione comunale del sindaco Napoli e per l’assessore all’urbanistica Mimmo De Maio, promotore dell’intervento.