Il tifoso del Napoli ferito trasferito al Gemelli

Operazione terminata per Ciro Esposito, il 30enne tifoso del Napoli ferito questo pomeriggio da un colpo d’arma da fuoco prima della finale di Coppa Italia. Il ragazzo e’ stato stabilizzato ma le sue condizioni rimangono gravi visto che il proiettile ha raggiunto la colonna vertebrale. Al termine dell’operazione il ragazzo e’ stato trasportato al policlinico Gemelli per un controllo neurochirurgico e per scongiurare eventuali lesioni alla colonna vertebrale. Con lui lo zio e il padre arrivato da Napoli appena avvisati dell’accaduto, chiamato dal cugino di Esposito, anche lui arrivato per assistere alla partita




In merito a quanto apparso su un quotidiano locale (Cronache del salernitano n.d.r) il quale segnala che, in occasione della finale di Coppa Italia  Salernitana – Monza, la “Salernitana” S.p.A. avrebbe messo a disposizione del Comune di Salerno n. 20 biglietti d’ingresso omaggio ed uno di questi sarebbe stato destinato ad un funzionario comunale, nella Commissione Trasparenza odierna si è svolto un ampio dibattito su tale ipotetico episodio dal quale è emersa, ad unanimità, la volontà di fare chiarezza su quanto eventualmente capitato e che, laddove fosse vero, di certo l’immagine del Comune di Salerno ne uscirebbe decisamente deteriorata.

Il Presidente della Commissione Trasparenza, Salvatore Gagliano, al termine dell’incontro ha dichiarato: “Indistintamente tutti i partecipanti alla Commissione hanno espresso con determinazione la volontà di fare chiarezza su tale episodio e comprendere anche il criterio utilizzato per stabilire l’elenco dei diversamente abili che sono stati inseriti nell’elenco trasmesso alla Salernitana Calcio. L’intento è quello di sapere, in maniera definitiva e trasparente, se realmente si trattasse di persone diversamente abili, oppure di qualcuno che in maniera poco corretta sia stato inserito in tale elenco per beneficiare di un qualcosa di cui non ne aveva diritto alcuno. E proprio per fare chiarezza, è stata inoltrata una nota al responsabile dell’Ufficio Cerimoniale, dott.ssa Anna Maria Barbato per avere copia conforme dell’elenco trasmesso dal Comune alla “Salernitana” Calcio. Naturalmente ci si augura che il tutto si sia svolto nella maniera più lineare e corretta onde evitare che un’ iniziativa, che voleva essere considerata meritoria , si possa prestare a delle giuste ed opportune critiche”.




Gregucci si agita: «Chi critica non è tifoso»

E’ un Gregucci molto nervoso quello che presenta, dal sito ufficiale della Salernitana (quindi senza contraddittorio e la possibilità di replicare…) la partita col Monza. Il tecnico non ha accettato le critiche piovute dopo il ko di Prato: “Siamo consapevoli di non aver fatto una buona gara. A quella parte sana e priva di pregiudizi della tifoseria non posso dire nulla. Dispiace constatare che purtroppo c’è sempre qualcuno, non certamente tifoso, che critica a prescindere”. Chi critica, per Gregucci, dunque non è tifoso. Dopo aver fatto 500 chilometri ed aver assistito allo scempio del Lungobisenzio, questa è la risposta del trainer. Ma c’è dell’altro. Gregucci inizia a dare… i numeri: “Questa squadra sotto la mia gestione è seconda solo al Lecce per rendimento in campo e per risultati conseguiti, con 28 gol fatti, di cui 17 fuori e 11 in casa e 13 gol subiti di cui 9 fuori e 4 in casa, e una qualificazione in Finale di Coppa Italia. Dispiace molto per la sconfitta ma questo non giustifica qualche critica eccessiva che ho sentito dopo la partita di domenica. Ho sentito parlare di vergogna. Permettermi di dissentire: stiamo facendo tutto quello che è possibile per migliorarci ogni giorno in ogni allenamento, anche con continui ritiri, speso anche richiesti dagli stessi atleti, come questo per la gara di domani per spezzare un lungo viaggio tra Prato e Salerno e ritrovare energie. Dispiace per i tifosi, sappiamo quanto ci tengono. Il nostro obiettivo è cercare di accontentarli sempre, a volte ci riusciamo a volte non ci riusciamo”. Vedremo se questa sera Angelo Adamo Gregucci ci riuscirà…




Coppa Italia, stasera Salernitana di scena a Monza per il primo atto della finale

di Marco De Martino

SALERNO. Quando arrivi in fondo ad una competizione, che si giochi all’oratorio o al Bernabeu, fai di tutto per vincerla. Alla Salernitana, diciamoci la verità, non è capitato spesso nella propria gloriosa storia, di arrivare a giocarsi un trofeo. E quelle poche volte in cui è giunta all’atto finale, spesso è stata costretta a masticare amaro. A distanza di 34 anni da quella maledetta finale di ritorno disputata e persa 4-0 all’Euganeo di Padova nella quale, per dirla alla Gigante, “qualcuno tradì la maglia granata”, la Salernitana ha la ghiotta opportunità di cancellare quella pagina buia, iscrivendo il proprio nome per la prima volta nell’albo d’oro della Coppa Italia di Lega Pro. Oggi come allora i granata avranno di fronte una compagine di categoria inferiore, il Monza allenato dall’ex ala del Napoli Antonino Asta. Non per questo la Salernitana potrà sentirsi già con la coccarda tricolore cucita sul petto. I brianzoli stanno preparando con cura il doppio confronto (si sono sprecati gli appelli dei tifosi biancorossi per riempire il Brianteo), anche se probabilmente Asta non schiererà nè Allegretti nè Gasbarroni. Pretattica? Probabile, ma la Salernitana dovrà cercare di fare risultato a prescindere da chi scenderà in campo. Gregucci attuerà un blando turn over. Tra i pali, vista l’assenza per infortunio dell’eroe di Coppa Berardi, ci sarà Gori con Iannarilli in panchina. In difesa i laterali saranno Luciani e Pasqualini, mentre Gregucci sarà obbligato a schierare sia Tuia che Bianchi, dal momento che Sembroni è squalificato. A centrocampo i favoriti per le due maglie da centromediani sono Perpetuini e Montervino, anche se Capua e lo stesso Pestrin hanno buone possibilità di essere spediti in campo. Qualche dubbio anche per quanto riguarda i quattro elementi offensivi che giocheranno dalla trequarti in su. La maglia numero sette sarà ancora sulle spalle di Foggia, unico vero insostituibile per Gregucci. Il posto lasciato vacante da Mancini, rimasto a Salerno con Ginestra, sarà preso da Ampuero (ma attenzione a Volpe…) mentre sulla sinistra Gustavo potrebbe essere preferito a Mounard. Staffetta in attacco, con Fofana che potrebbe ritrovare la 9 dal 1’, con Mendicino risparmiato in vista del Catanzaro. Da non sottovalutare però nemmeno l’ipotesi di un attacco col falso nueve -Gustavo- e l’innesto di Mounard, Ampuero o Ricci sulla sinistra. Tante ipotesi, tante soluzioni, tutte praticabili per una Salernitana che dovrà cercare di segnare per sfruttare al meglio la regola dei gol in trasferta nella partita di ritorno in programma il 16 aprile prossimo all’Arechi. Almeno un centinaio saranno i tifosi granata a spingere la squadra in questa andata. Perchè sarà anche un obiettivo minore, ma sollevare al cielo la Coppa Italia in un Arechi gremito non sarebbe male. Anzi…

COSI’ IN CAMPO

Stadio Brianteo ore 20,45-Diretta Raisport1

MONZA (5-3-2): MONZA (5-3-2): Chimini; Bianchi, Zullo, Briganti, Galimberti, Anghileri; Vita, Grauso, Candido; Sinigaglia, Ravasi. A disp.: Teodorani, Fisher, Santonocito, Bell, Allegretti, Gasbarroni, Finotto. All. Antonino Asta 

 

SALERNITANA: (4-2-3-1): Gori, Luciani, Tuia, Bianchi, Pasqualini; Montervino, Perpetuini; Gustavo, Ampuero, Foggia; Fofana. A disp.: Iannarilli, Scalise, Piva, Pestrin, Capua, Mendicino, Mounard. All.: Angelo Gregucci  

Arbitro: Pietro Dei Giudici di Latina (Colì/Villa)




Gregucci: Vogliamo mettere in bacheca la Coppa Italia

ROMA. E’ un Gregucci carico quello che arriva alla finale d’andata di Coppa Italia: «Ci teniamo molto a mettere in bacheca un trofeo importante come la Coppa Italia di Lega Pro. Le stesse motivazioni, però, le avrà anche il Monza, che sicuramente non è arrivato in finale per caso: ha eliminato squadre importanti e questo vuol dire che ha meritato questo traguardo. Abbiamo pieno rispetto dei nostri avversari, consapevoli che entrambe le squadre partono con il cinquanta per cento di possibilità di vincere la coppa». Turn over o no, Gregucci vuole una Salernitana pronta a vincere: «Poter disporre di una rosa ampia serve proprio a far fronte a diversi impegni. Il mancato recupero di Berardi potrebbe dare spazio a Iannarilli, ma non ho ancora deciso la formazione e mi riservo le ultime valutazioni per le prossime ore. Come più volte ribadito, essenziale per me è il concetto di squadra, che viene sempre prima di ogni singolo calciatore». La Coppa Italia, per il trainer, non è un ripiego, anzi: «E’ una finale e in quanto tale va onorata nel migliore dei modi. Ce la siamo guadagnata con il lavoro dei ragazzi e degli allenatori che mi hanno preceduto in questo percorso. Guardiamo sempre di partita in partita e adesso la nostra concentrazione è completamente rivolta al Monza. Da giovedì penseremo al campionato».




Gigante: Nella finale con il Padova qualcuno si tirò indietro

di Marco De Martino

SALERNO. La Salernitana, mercoledì prossimo a Monza, tornerà a giocare, 34 anni dopo, una finale di Coppa Italia. Ed alla mente di una intera generazione di appassionati granata non può non tornare in mente la doppia finale del 1980, quel Salernitana-Padova, che è inserita nella lista delle gare più discusse della ultranovantennale storia granata. Da quel giorno in cui i veneti ribaltarono l’1-3 subito al Vestuti con un incredibile 4-1 all’Euganeo, due scuole di pensiero si fronteggiano a Salerno. Quella dei “la partita fu venduta” contro quella dei “fu una partita storta, nulla più”. La storia, tramandata di padre in figlio, è giunta ai nostri giorni tra fatti accertati e leggende metropolitane. Quello che è certo è che la Salernitana visse in quella stagione, una delle crisi economiche più serie della propria storia. La Salernitana cambiò tre presidenti. Si partì con Antonio Ventura che lasciò a dicembre. Gli subentrò Federico De Piano che però dopo poche settimane lasciò il posto ad Enzo Grieco. I calciatori non percepirono gli stipendi e così a marzo decisero di mettere in mora la società Sulla panchina era tutto un viavai di allenatori: Viviani, Giammarinaro, Gigante, ancora Giammarinaro e, infine, ancora Gigino Gigante. Il tecnico salernitano, tra indicibili difficoltà, condusse la Salernitana al settimo posto in classifica ed, appunto, alla finalissima di Coppa Italia. Chi meglio di lui può dirci come andò? «In quella finale alcuni giocatori non fecero il proprio dovere fino in fondo -tuona l’ex allenatore granata- nella gara di ritorno qualcuno non s’impegnò al massimo». Gigante scende nei particolari: «In tanti non vedevano l’ora di lasciare Salerno e la Salernitana, ed a Padova fecero soltanto la comparsa. Non c’era in loro più la voglia di indossare la maglia granata». Il perché é presto detto: «I calciatori non percepivano gli stipendi da diversi mesi ed era comprensibile che qualcuno non avesse le motivazioni giuste per affrontare una partita così importante. Il mio più grande rammarico -prosegue Gigante- nasce però dal fatto che mi aspettavo che si sacrificassero almeno per questa ultima partita ed invece qualcuno tradì la mia fiducia». Una delusione enorme per il salernitano, che da quel triste giorno non ha più messo piede in panchina: «Dopo quella sconfitta di Padova -racconta Gigi Gigante- decisi che non avrei più fatto l’allenatore. Dopo tante peripezie eravamo riusciti a risollevarci, soprattutto perché tanti calciatori mi stimavano e giocavano solo per il rapporto di amicizia che ci legava. Avrei voluto regalare una gioia alla tifoseria, che dopo il successo dell’andata al Vestuti credeva di conquistare l’ambito trofeo. Ed invece qualcuno decise di non giocare al massimo e così -conclude Gigante- la Coppa Italia finì nella bacheca del Padova». Partita venduta o partita storta? Il dubbio rimane e, probabilmente, rimarrà per sempre. Alla Gregucci band l’arduo ma stimolante compito di riscrivere la storia. Con un lieto fine, stavolta.




Le finali il 26 marzo e il 16 aprile

Si disputeranno il 26 marzo e il 16 aprile le due finali della Coppa Italia di Lega Pro. La Salernitana dopo aver eliminato il Grosseto attende la vincente della sfida tra Monza e Cremonese. All’andata a Cremona ha vinto il Monza con il punteggio di 2-1. Il ritorno è in programma domani sera, fischio d’inizio alle 20.30. Successivamente è in programma il sorteggio per stabilire quale finalista giocherà l’andata in casa. Nel primo match non ci sarà Sembroni, ieri ammonito e che sarà squalificato. Per i granata è la seconda finale della storia. La prima nella stagione 1979/80. all’andata i granata allenati da Gigi Gigante al Vestuti vinsero 3-1 con doppietta di Messina e gol di Moscon. Al ritorno all’Appiani la Salernitana perse quattro a zero a causa di una giornata storta del portiere Nevio Favaro mentre il portiere del Padova, Gennari, fu grandissimo protagonista negando più volte la rete a Messina. (fabset)




Salernitana “due” da urlo: è in finale di Coppa Italia

di Marco De Martino

 GROSSETO. La Salernitana espugna Grosseto e per la seconda volta nella sua storia e dopo ben 34 anni dall’ultima (stagione 79/80 con il Padova), approda alla finale di Coppa Italia di Lega Pro. L’avversaria uscirà dalla seconda semifinale che si disputerà domani tra Monza e Cremonese (all’andata 1-2 per i brianzoli a Cremona). A decidere il confronto, dopo il 3-2 granata maturato all’andata, sono state le reti messe a segno da Montervino e Gustavo. Di Bombagi la rete della bandiera del Grosseto. La Coppa sarà anche un obiettivo minore, ma la qualificazione all’atto finale è comunque prestigiosa, ottenuta con una formazione imbottita di seconde linee contro un Grosseto affidatosi all’undici titolare, che può dare una grande spinta, soprattutto emotiva, alla Salernitana anche per la fase decisiva del campionato. Al 1′ Bombagi con una conclusione dal limite scalda le mani a Berardi che respinge sui piedi di Ferretti che deposita in rete ma l’arbitro non convalida per fuorigioco. L’avvio fulminante del Grosseto è però un fuoco di paglia. La Salernitana prende in mano il pallino del gioco ed a metà primo tempo colpisce. E’ il 23′ quando con un lancio di prima Foggia mette Gustavo davanti a Lanni. Il brasiliano salta il portiere che lo stende in piena area: è rigore per la Salernitana e solo giallo per Lanni. Dal dischetto va Montervino che trasforma, ma il direttore di gara annulla ed ammonisce il capitano granata per essersi fermati durante la conclusione. Montervino si ripresenta al tiro, cambia angolo ma il risultato è il medesimo: palla in rete ed 1-0 per la Salernitana. Il Grosseto s’innervosisce ma praticamente non tira mai in porta. La Salernitana controlla il vantaggio fino al riposo. Al rientro in campo ennesima azione fulminante sull’asse Foggia-Gustavo e stavolta il brasiliano batte Lanni. 0-2 e qualificazione alla finalissima ormai in pugno per la Salernitana. Il Grosseto è stordito, Acori prova a rimescolare le carte ma di tiri in porta ne arrivano davvero pochi. E’ anzi la Salernitana, con Ampuero, che al 55′ coglie il palo, e con il neo entrato Fofana, a sfiorare il tris. La gara poi diventa pura accademia fino all’accademico rigore dell’1-2 segnato da Bombagi ed al triplice fischio finale che sancisce la qualificazione alla finalissima di Coppa Italia di Lega Pro della Salernitana.

 

GROSSETO – SALERNITANA 1-2

GROSSETO (4-3-3): Lanni; Formiconi, Burzigotti, Biraschi, Gotti; Perini, Obodo, Onescu (35′ Gioè); Pagano (57′ Mancini), Ferretti (60′ Mat. Ricci), Bombagi. A disp.: Maurantonio, Legittimo, Brenci, Colombi. All.: Acori.

SALERNITANA (4-2-3-1): Berardi; Scalise, Sembroni, Tuia, Piva; Montervino, Perpetuini; Foggia, Ricci (57′ Fofana), Ampuero (78′ Volpe); Gustavo (81′ Mounard). A disp.: Iannarilli, Pasqualini, Luciani, Capua. All.: Gregucci.

ARBITRO: Lanza di Nichelino (Di Salvo/Rossi).

RETI: 25′ Montervino (rig); 46′ Gustavo, 89′ Bombagi (rig.)

NOTE: Spettatori un migliaio circa con sparuta rappresentanza salernitana. Ammoniti Lanni (G), Montervino (S), Perini (G), Formiconi (G), Gustavo (S), Burzigotti (G), Sembroni (S), Tuia (S). Recupero 0′ e 3′




Grosseto-Salernitana: diretta televisiva su Telecolore

La Salernitana questo pomeriggio alle 14,30 si giocherà sul campo del Grosseto l’accesso alla finale di Coppa Italia. Si partirà da un vantaggio minimo, 3-2, con i granata che approderanno in finale vincendo oppure pareggiando. Quasi certa l’eliminazione in caso di ko, tranne se dovesse arrivare realizzando dai tre gol in su. Gregucci farà affidamento su una formazione imbottita di calciatori poco utlizzati ultimamente ma comunque molto valida. La semifinale sarà trasmessa in diretta televisiva su Telecolore. A Grosseto pochissimi i tifosi: ieri erano stati venduti solo 7 biglietti. GROSSETO (4-3-3): Lanni; Formiconi, Burzigotti, Biraschi, Gotti; Perini, Obodo, Onescu; Pagano, Ferretti, Bombagi. SALERNITANA (4-2-3-1): Berardi; Luciani, Tuia, Sembroni, Piva; Montervino, Perpetuini; Gustavo, Ampuero, Ricci; Mendicino. arbitro: Lanza di Nichelino.




Coppa Italia: oggi a Grosseto per la finalissima

SALERNO. Affidate al sito ufficiale della Salernitana, le parole di Angelo Gregucci ribadiscono un concetto: priorità al campionato, ma la Coppa Italia non va snobbata: «Come più volte sottolineato, la priorità stagionale è il campionato. La semifinale riveste comunque una certa importanza perché potrebbe darci la possibilità di giocarci una finale ed è per questo che vogliamo onorarla nel migliore dei modi». Su un possibile turnover: «Sono trascorse poche ore dall’ultima partita disputata a Viareggio ed è giusto dare spazio ai giocatori più freschi che potranno garantire una prestazione di spessore. In ritiro siamo in ventitré e manderò in campo le migliori gambe e le migliori teste per affrontare al meglio l’impegno di domani». Sull’avversario che oggi la Salernitana affronterà: «Il Grosseto domenica ha riposato e questo potrebbe essere un punto a loro favore. Nessuno ci sta a perdere e, nonostante il fatto che anche loro privilegino il campionato, mi aspetto che schiereranno la migliore formazione per cercare di ribaltare il risultato dell’andata». Nessun dubbio sull’atteggiamento che la Salernitana dovrà avere nel match contro i maremmani: «Dovremo cercare di mettere in campo tutte le nostre armi per fare una buona gara. È vero che si ragiona nell’ottica dei 180 minuti, ma sarebbe un errore pensare di avere a disposizione due risultati su tre: dovremo fare la nostra partita contro un avversario forte che proverà a metterci in difficoltà». Precedenza al campionato, ma per Gregucci l’impegno di Coppa Italia non rappresenta un intoppo al lavoro settimanale della squadra: «È un modo per vedere all’opera tutti in vista del rush finale della stagione. Gli impegni sono serrati e penso sia fondamentale che ognuno dia il proprio contributo alla causa. Ecco perché ritengo che il match di domani rappresenti un’opportunità per mettersi in mostra per chi nell’ultimo periodo ha trovato meno spazio». Ieri è stato il gran giorno dell’inaugurazione del Campo “Volpe”. Un momento importante ed auspicato da tempo: «Sin da quando sono arrivato ho apprezzato l’impegno della Società e la disponibilità delle istituzioni nel voler completare il prima possibile questa struttura. Sono soddisfatto perché è molto importante che una squadra di calcio abbia una propria casa entro cui lavorare». In conclusione Gregucci ribadisce: «Ora la testa è rivolta esclusivamente al Grosseto – ha concluso Gregucci – da domani sera ci concentreremo sul campionato e sul prossimo impegno contro il Benevento».