Esclusiva/ Emanuele Zoccola: “Perchè per noi non vale presunzione d’innocenza mentre per gli altri sì?”

di Erika Noschese

E’ un fiume in piena Emanuele Zoccola, figlio di Vittorio, il ras delle cooperative sociali finito prima agli arresti e poi ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati. Zoccola junior rivendica la presunzione di innocenza dopo la decisione dell’amministrazione comunale di revocare gli affidamenti dei servizi in quanto i titolari delle coop sono indagati. “In questa indagine ci sono 29 indagati, tra sindaci e assessori coinvolti (di questi 15 sono ancora al Comune a percepire ancora lo stipendio), volevo chiedere come mai c’è la presunzione di innocenza per loro mentre per noi cooperative non vale”, ha infatti dichiarato Emanuele Zoccola.

Emanuele, innanzitutto come stai?

“Malissimo perché stiamo vivendo cose che non ci saremmo mai aspettati”.

Tu eri al tavolo delle trattative durante l’incontro in prefettura per quanto riguarda il futuro dei lavoratori delle cooperative sociali…

“Perfetto, io ero lì per capire cosa stessero decidendo. Sentivo parlare l’assessore Natella e il prefetto: stavano ipotizzando un bando ponte dove le cooperative non possono partecipare perché stiamo aspettando il ricorso che abbiamo presentato. Ho preso la parola solo per dire che io sono il primo a volere il bene dei lavoratori: siamo le uniche cooperative che hanno scelto di pagare i dipendenti ancor prima che arrivassero i soldi del Comune e i nostri lavoratori non avanzano un euro; sono il primo a dire che non potevamo licenziarli perché se ci fosse stato un passaggio di cantiere loro non sarebbero stati presi in considerazione dalla ditta subentrante e dovevano essere messi in aspettativa. In questa indagine ci sono 29 indagati, tra sindaci e assessori coinvolti (di questi 15 sono ancora al Comune a percepire ancora lo stipendio), volevo chiedere come mai c’è la presunzione di innocenza per loro mentre per noi cooperative non vale quando su quest’indagine a noi venivano contestate solo due cose, ampiamente motivate davanti al magistrato: non avevamo il 30% degli svantaggiati e non è vero come emerge dalle nostre carte; assumevamo a gennaio e licenziavamo a dicembre, altra cosa errata. L’assessore Natella si è giustificato dicendo che il sindaco è indagato per un’altra vicenda ma non è così: il fascicolo l’ho letto, è tutto un calderone e come mai il Comune ha condannato noi cooperative mentre per loro c’è la presunzione di innocenza? Non siamo stati rinviati neanche a giudizio, le indagini sono state prolungate e non capisco i criteri che stanno adoperando. Delle altre cooperative nessuno ha fatto il ricorso, se avessimo fatto così anche noi ci avrebbero tolto tutti i servizi”.

Presunzione di innocenza anche per voi delle cooperative sociali, dunque…

“Io sono indagato, esattamente come il sindaco”.

Oggi si parla di sistema Salerno, tuo padre Vittorio è stato definito il dominus delle cooperative. Un sistema che nasce con lui…

“Come ho già avuto modo di dire, noi non abbiamo mai minacciato nessuno per il voto. È un episodio emerso in seguito all’audio diffuso e appartenente a Gianluca Izzo, lo conosco e tra di noi c’è un rapporto formale ma non ho neanche il suo numero di cellulare. Non penso si possa parlare di minacce, lui dice ai dipendenti che sono candidati e che per loro ci sono sempre stati, ragion per cui si sarebbero aspettati lo stesso trattamento, nulla di più. Non penso che parlasse di licenziamenti; poi, penso che questa cosa sia stata fatta per colpire De Luca ma ci stanno facendo passare per i narcos delle coop. Hanno detto che noi siamo sempre gli stessi: ad aprile è stato fatto un bando che chiedevamo da anni ma il Comune ci dava sempre proroga perché non era in grado di preparare un bando, alla fine – pubblicato su MePa – non ha partecipato nessuno e non perché noi ostacoliamo altri ma perché i prezzi sono bassi. Noi abbiamo nove persone, regolarmente pagate, e prendiamo 16mila euro al mese ma per lavorare ci vogliono attrezzature, benzina, miscela, camion e alle aziende non conviene. Noi abbiamo persone svantaggiate: tossici, muto, un ragazzo con problemi motori, una persona affetta da nanismo e, conti alla mano, non conviene. Il fenomeno Peppe Ventura dice che rubiamo da anni ma cosa?”.

Tu sei indagato mentre tuo padre è ai domiciliari. Vi sentite traditi dalla politica?

“Mio nonno lavorava al Comune di Salerno, mio padre sta lì da 40 anni perché faceva le pulizie. Nell’84 se non erro legò con De Luca ma questo non significa non rispettare la legge. Si è instaurato un rapporto di amicizia ma alle scorse comunali non abbiamo sostenuto la candidatura di Vincenzo Napoli bensì quella di Michele Sarno e abbiamo solo chiesto ai dipendenti di darci una mano ma il voto è libero; sono convinto che buona parte di loro abbia votato Napoli non Sarno”.

Perché da fedelissimi di De Luca siete passati al centro destra?

“Da quando De Luca è andato in Regione c’è il figlio Piero al Comune e si è affiancato a questi quattro personaggi che, per noi, sono degli inetti, incapaci di gestire la cosa pubblica”.

Di chi parli?

“Di Angelo Caramanno, Enzo Luciano, Dario Loffredo e da quando ci sono loro al Comune non c’è più un’amministrazione. L’ultima volta che mio padre ha incontrato De Luca era il 2019, non si vedevano mai e alla famosa riunione al golfo, la cena disse semplicemente che lui (il governatore ndr) aveva fatto tanto per questa città e da quando se ne è andato, lasciandoci in mano a questi soggetti, Salerno sta andando in malora a causa del figlio”.

De Luca dava indicazioni di voto perché vi affidavate a lui?

“Non ci affidavamo a De Luca. Prima delle regionali chiamarono mio padre e gli dissero che determinate persone erano candidate ma come accade ovunque. Faccio un esempio: se si candida il tuo direttore è chiaro che la redazione lo sostiene ma noi siamo una cooperativa, abbiamo molti dipendenti. È stato dato un riferimento: Picarone aveva avuto due mandati si era già fatto un nome mentre per Savastano era diverso, era la sua prima esperienza alle regionali. Non c’è niente di illegale, è campagna elettorale e funziona così ma senza nulla in cambio tanto che dopo le regionali il nostro lavoro non è incrementato e non abbiamo fatturato con la Regione, il lavoro è sempre lo stesso”.

A Salerno c’è un sistema che coinvolge direttamente le cooperative?

“No, assolutamente. Andassero a vedere le municipalizzate. Noi siamo otto cooperative, 120 voti al massimo mentre Salerno Pulita sono 500 dipendenti, Salerno solidale altri 300 poi ovvio che se il presidente della cooperativa sposa una causa ne parla ai dipendenti ma non penso che stiamo ‘parlando di qualcosa che possa compromettere il voto e mandare in galera mio padre, una persona incensurata che non ha mai avuto problemi con la giustizia”.

Come sta tuo padre?

“Malissimo. Poi, il problema è anche mia madre, fuori comune e si sente come se fosse Rosetta Cutolo. Lei ha sempre lavorato e ora è come stare in galera”.

Questa inchiesta andrà avanti ancora per le lunghe. Temi per la tua famiglia?

“Assolutamente sì. Noi siamo ignari di tutto, abbiamo sempre lavorato nel rispetto della legge e oggi siamo stati raggiunti da misure cautelari; ci viene negato il lavoro, sempre fatto con determinati criteri e ci cade il mondo addosso.

Cosa vorresti dire ai dipendenti delle cooperative?

“Sono fiducioso, non c’è nulla di illecito. Credo che tutto si risolva nel migliore dei modi e in fretta ma non tollero più vengano dette cose sul nostro conto, false: parlano di mio padre come del “re delle coop” ma loro hanno fatto questa indagine per arrivare a De Luca e poi hanno preso mio padre come referente perché si conoscono da 30 anni; poi, il pentito Zoccola ma cosa? Ha chiarito le sue posizioni. Non sto uscendo perché parlano di cose totalmente false”.

Però tuo padre ha raccontato ai magistrati informazioni importanti…

“Assolutamente no. Mio padre ha solo chiarito le intercettazioni ma avevano tutte le informazioni. Io voglio solo ribadire che la presunzione d’innocenza vale solo per loro. Perché?”.




Dipendenti delle cooperative a rischio licenziamento: sospesi tutti i servizi

di Erika Noschese

Dipendenti delle cooperative sociali a rischio licenziamento. Da ieri, infatti, sono stati bloccati tutti i servizi gestiti dalle coop, finite sotto la lente della Procura di Salerno per lo scandalo degli appalti truccati. Ad interessarsi alla questione, dopo le sollecitazioni delle organizzazioni sindacali la Prefettura di Salerno che ha sollecitato la convocazione imminente dei sindacati da parte del Comune. Intanto, ieri mattina, Angelo Rispoli, segretario della Csa Fiadel ha incontrato i dipendenti delle otto cooperative, attualmente ferme, lanciando un appello al sindaco Napoli, dopo il fermo dei servizi. “Abbiamo chiesto un incontro al signor sindaco, la cosa drammatica è che, ad oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta e questo non aiuta. I lavoratori delle cooperative sono non sono dipendenti ma anche e soprattutto cittadini di Salerno – ha dichiarato Rispoli – Possiamo anche accettare di stare qualche altro giorno senza stipendio, come sta già avvenendo ma solo se avessimo prospettive che oggi mancano. Davanti alla mancanza di prospettive prevale la disperazione, non penso convenga spingere le persone alla disperazione”. Rispoli rinnova l’invito all’amministrazione comunale ad avere un confronto immediato sul futuro delle cooperative: “Questi dipendenti fanno lavori produttivi, oggi mantenere fermo il verde significa mettere in pericolo la sicurezza dei bambini, in molte scuole; significa creare elementi di pericolo nei parchi, molti di essi già fatiscenti e io non credo si possa decidere per la chiusura dei luoghi aperti al pubblico perché manca la manutenzione degli stessi – ha aggiunto il segretario della Csa Fiadel – Queste sono persone che lavorano, svolgono lavori manuali”. Si tratta all’incirca di 90 lavoratori, molti dei quali stipendiati part time, “a livello di sopravvivenza, con lavori da fame. Siamo a disposizione, vogliono solo lavorare”. Il segretario ricorda poi il “gesto coraggioso” dell’attuale governatore Vincenzo De Luca che, quando guidava la città, e visse una storia simile, con le cooperative di pulizia e parcheggiatori: “De Luca fece un grande gesto di coraggio, decise di costituire un soggetto unico che seguisse questa cosa, nacque Salerno Pulita, oggi azienda importante nel settore della differenziata e dello spazzamento e nacque Salerno Mobilità, dalla fusione di varie cooperative”. Da qui l’appello alla maggioranza Napoli: “La norma è la stessa, chiediamo di sederci al tavolo, esplorare le tante possibilità per dare stabilità alle persone perché anche all’epoca c’era un’inchiesta giudiziaria ma le due cose vanno separate: l’inchiesta punta a verificare le varie situazioni, sotto l’aspetto giudiziario e da cittadini siamo ben lieti di sapere che si faccia ciò che occorre ma a noi interessa applicare la clausola sociale, ovvero chi si prende il lavoro dovrà prendere anche i dipendenti rimasti fuori”. Intanto, cChiedono la convocazione del tavolo prefettizio il segretario generale della Cgil, Arturo Sessa e della Fp Cgil Salerno, Antonio Capezzuto che esprimono preoccupazione per il disagio vissuto in queste ore da numerosi lavoratori dipendenti, a seguito della sospensione dei servizi affidati alle Cooperative Sociali operanti sul territorio della città di Salerno. “Considerate le diverse notizie apprese dagli organi di stampa, il mancato confronto tra le parti, ma soprattutto preoccupati per le ripercussioni nell’immediato sulla continuità lavorativa e reddituale delle maestranze, le scriventi chiedono un incontro prefettizio al fine di discutere e individuare ogni utile soluzione a tutela delle stesse”, hanno dichiarato Sessa e Capezzuto chiedendo la convocazione di un tavolo prefettizio. Intanto, questo pomeriggio, alle 18, presso la sede della Cgil di via Manzo, l’organizzazione sindacale incontrerà i lavoratori interessati.




Amicizia lunga 40 anni con Savastano che per due volte ha visto fase di stop

di Pina Ferro

Un rapporto di lunga data quello tra il consigliere regionale Nino Savastano e Fiorenzo Zoccola. Un rapporto che risale a 40 anni fa e che, come lo stesso Zoccola sottolinea ai giudici, ad un tratto si è interrotto. Un black out durato 15 anni. “Poi ci siamo riavvicinati e l’ho aiutato nella campagna elettorale. Poi Zoccola al Gup, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a cui è stato sottoposto a seguito dell’arresti, dice “A Salerno, il sindaco è manovrato da certi personaggi”. Subito dopo torna a parlare del consigliere Savastano “… A giugno del 2020 mi sono rappacificato con Savastano; una settimana dopo le elezioni buttarono fuori mio fratello a favore di un altro del “cerchio magico”: Da questo sgarbo ho deciso di tirarmi fuori da questa parete politica. Salassano mi ha dato una mano a sollecitare i bandi e proprio per questo gli abbiamo fatto la campana elettorale.
Io mi sono sempre preoccupato per il lavoro mio e della mia famiglia. Con Savastano ho chiuso i rapporti tanto che mi sono spostato verso il centro destra. Alle mie cooperative io davo indicazioni di voto. dopo l’elezione di Savastano abbiamo fatto una cena a cui sono intervenute anche Socofasa, Landi e Meo”. Poi Zoccola spiega anche di essere stato aiutato da Savastano sia prima che dopo il voto. Ma ha anche sottolineato che egli non era per nulla favorevole alle proroghe: “Io volevo i bandi. Le proroghe dipendevano dalla cattiva gestione del comune, dall’errore di De Luca che ha dato la gestione al figlio Piero e al sui “cerchio magico”. E’ ricco di particolari il racconto che Fiorenzo Vittorio Zoccola rende alla al giudice per le indagini preliminari, così ricco che gli atti sono stati secretati e quelli resi noti, ancora oggi contengono numerosi omissis. Zoccola vuota il sacco facendo riferimento non solo a Savastano manche a dirigenti del Comune e, ad altri consiglieri comunali. “Ventura in campagna elettorale ha chiamato tutti i dipendenti delle cooperative prospettando che sarebbero passati a “Salerno Pulita”. Balzano era un intimo amico mio e di Savastano, era presidente di quartiere a Mariconda. Balzano ha sostenuto Savastano e Picarone: si metteva davanti ai seggio e andava nelle case. Picarone quando parla delle 7 proroghe si riferisce al presidente della Socofasa, il patto di sangue a cui si riferisce è l’aiuto che gli doveva dare alle elezioni, gli ho fatto 25 anni di campagna elettorale, siamo amici d’infanzia”E ancora Zoccola delinea anche inquadro di riferimento di ogni singola cooperativa. “Il 70% delle persone che ho assunto mi sono state mandate da politici. “Lavoro vero” si riferisce a Loffredo; la “San Matteo” a Francese; la Socofasa a Savastano oppure a chi indicava il governatore . Io venivo ricevuto da lui al Genio Civile, l’ultima volta, 15 giorni prima delle elezioni. Noi siamo amici dal1989. Per le regionali avevo circa 1000 voti, mi sono fatto dare da Savastano un altro nome e lui mi ha dato Fogliame: questa accoppiata consentiva di controllare i voti miei.

Mimmo Ventura indicava i nomi delle persone da assumere nelle cooperative sociali

Fratelli d’Italia, seppur indirettamente, cade nella trappola del Sistema delle cooperative sociali e degli appalti truccati. A svolgere un ruolo da protagonista è infatti Mimmo Ventura, consigliere d’opposizione che – in questa tornata elettorale – ha aderito al partito guidato, a livello nazionale, da Giorgia Meloni, risultando il primo degli eletti. A tirare in ballo Ventura è Vittorio Zoccola che durante i due interrogatori svela i retroscena di quel sistema che ha portato lui in carcere, l’assessore Nino Savastano e il dirigente comunale Luca Caselli in carcere. Dopo una lunga serie di omissis, infatti, emerge il nome del consigliere comunale: “gli svantaggiati con precedenti giudiziari e/o altri soggetti mi venivano segnalati dal consigliere Mimmo Ventura o da altri soggetti e/o consiglieri comunali”, ha detto Zoccola che non chiarisce però chi sono gli altri amministratori coinvolti nella vicenda. “Uno dei fratelli Palumo è stato assunto, su indicazione di Ventura, nella cooperativa di Minelli”, ha detto ancora il dominus delle coop. Zoccola tira in gioco i fratelli Ventura in più occasioni, nel corso dei due interrogatori, chiarendo sia il ruolo di Mimmo che di Giosuè.




“Esiste un accordo tra le cooperative e la politica”: ecco i rappresentanti

di Erika Noschese

Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire, alle prime, la continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci ma che in realtà sono loro dipendenti. Vittorio Zoccola, ras delle cooperative sociali, vuota il sacco e ammette il coinvolgimento attivo della politica locale nella vicenda degli appalti truccati. Gli atti, nei giorni scorsi, sono stati disecretati, dopo oltre 15 ore di interrogatorio al quale è stato sottoposto lo stesso Zoccola, attualmente in carcere a Fuorni, assistito dall’avvocato penalista Michele Sarno. Il Ras delle coop svela dunque il Sistema Salerno, raccontando e facendo nomi dei consiglieri coinvolti. “Per meglio precisare voglio dire che sono normalmente i politici, ed in particolare i referenti delle cooperative in consiglio comunale ad indicare le persone da assumere quando vi è necessità di procedere ad assunzioni – ha detto Zoccola dinanzi al Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli e ai sostituti procuratori Elena Cosentino e Guglielmo Valenti – Le cooperative, dal canto loro, proprio per garantire il mantenimento dei posti di lavoro devono lavorare con continuità”. Dunque ad ogni tornata elettorale ogni cooperativa sostiene il consigliere di riferimento, con un’indicazione di voto che viene data a tutti i dipendenti. Ed è proprio sulla base di questo patto con la politica che entra in gioco Gianluca Izzo e l’audio diffuso su whatsapp pochi giorni prima del voto per le elezioni comunali del 3 e 4 ottobre. A confermarlo è Vittorio, all’anagrafe Fiorenzo, Zoccola che tira in ballo il marito di Alessandra Francese, candidata al consiglio comunale con la lista Progressisti per Salerno e prima dei non eletti. Izzo è infatti amministratore di fatto della cooperativa San Matteo: ai suoi dipendenti aveva chiesto di votare per la moglie, Francese e chiarisce anche la frase “noi per voi ci siamo sempre stati, stateci vicino”: “si riferisce a questo meccanismo”, dice il presidente delle cooperative sociali che fa i nomi dei rappresentati in consiglio comunale: Il Leccio è stata fatta costituire da Dario Barbirotti, allora presidente di Bacino Salerno 2, in precedenza era stato assessore comunale e consigliere regionale. “E’ stato Barbirotti che ha fatto costituire la cooperative e che le ha affidato i lavori alla discarica di Sardone”, ha chiarito Zoccola. La cooperativa Lavoro Vero fa capo a Dario Loffredo, ex assessore al Commercio del Comune di Salerno, tagliato fuori dalla rosa della giunta, dopo lo scandalo degli appalti truccati. “I rapporti con Loffredo si sono instaurati successivamente alla costituzione e si sostanziano nella tutela che questi garantisce alla cooperativa per la continuità del lavoro – ha detto ancora il dominus – Il presidente delle cooperative ha avuto un incarico in un’azienda pubblica anche se non ricordo quale, ha rapporti per altro sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli che sottoscrive la delibera con conferimento di consulenza”. Zoccola chiarisce che “tutelare la continuità significa che Loffredo è l’interlocutore della cooperativa ogni qual volta deve sollecitarsi una delibera che possa favorirla”. Nella cooperativa San Matteo il capo era Gianluca Izzo, cognato del presidente Davide Francese. Il referente di Izzo in consiglio comunale era Dario Loffredo dopo la rottura con i fratelli Ventura. “Nell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali, la cooperativa San Matteo ha sostenuto la Francese, in particolare l’abbinamento Francese Alessandra/Dario Loffredo”, ha detto ancora il dominus delle coop.

 

La posizione dell’ingegnere Luca Caselli rischia di aggravarsi? “Lui era a conoscenza di tutto”

“Caselli era perfettamente a conoscenza del fatto che la forma cooperativa mascherava in realtà un’impresa individuale”. La posizione del dirigente comunale, ora agli arresti domiciliari, Luca Caselli potrebbe aggravarsi ulteriormente dopo le parole di Vittorio Zoccola. Dinanzi al Pm il dominus delle coop spiega dettagliatamente il ruolo dell’ingegnere e il suo ruolo all’interno delle cooperative sociali, smentendo che avessero un unico capo di interesse facente capo a lui. Ciascuna cooperativa rispondeva ad un presidente: Terza Dimensione era guidata da Mariagrazia Mosca che aveva sostituito il marito; Tre SSS era guidata da Lucia Giorgio, moglie di Zoccola ma di entrambe lui era consulente, dal 2017 quando – per motivi fiscali – “mi conveniva poter emettere fattura per le mie prestazioni”, ha chiarito il ras. Il consorzio Solidarietà Salernitana, costituito sette anni fa, era finalizzato infatti unicamente a consentire alle cooperative di partecipare a gare più importanti: la forma giuridica consentiva infatti di tenere conto della somma dei fatturati di tutte le singole cooperative ma il consorzio viene sciolto a fine giugno 2020, dopo che nel decreto di perquisizione veniva fatto riferimento allo stesso come elemento dimostrativo dell’esistenza di un unico centro di interessi. E qui entra in gioco il Comune di Salerno: dopo le prime perquisizioni furono infatti cambiati i rappresentanti legali delle cooperative, quelli che risultavano indagati, perché “non avremmo potuto ottenere nessun appalto. Il Comune non parlò esclusivamente con me in qualità di rappresentante di tutti gli interessati ma ebbe una separata interlocuzione con ciascuno di essi. Personalmente questa necessità mi fu rappresentata da Caselli e dal direttore dei Lavori Ugo Ciaparrone”. Ed è qui che Zoccola conferma che Caselli era a conoscenza di tutto ciò che girava attorno al sistema, messo in piedi proprio dall’uomo, vicino all’amministrazione e a De Luca.

 

Giosué Ventura licenziato dopo 10 anni per colpa del fratello

Nel sistema delle cooperative sociali, i fratelli Ventura Mimmo e Giosuè sembrano giocare un ruolo strategico. Di fatti, la cooperativa San Matteo venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura: la moglie di Domenico Ventura, attuale consigliere d’opposizione in quota Fratelli d’Italia, ha lavorato per 16-18 mesi nella cooperativa ed il fratello Giosué ha svolto nella stessa, per dieci anni, le mansioni di caposquadra fino a quando venne licenziato a seguito dell’intervento di Giuseppe Ventura in consiglio comunale, nel corso del quale si censuravano le modalità di affidamento degli appalti da parte del Comune. Episodio, questo, per il quale Vittorio Zoccola ha sporto querela. Dall’interrogatorio di Vittorio Zoccola emerge anche il “ruolo” chiave di Giuseppe, ex consigliere d’opposizione. A lui si deve infatti il licenziamento di Giosué, impegnato nella cooperativa da 10 anni e cacciato dopo l’intervento in consiglio comunale.




Sospiro di sollievo per i lavoratori: a breve il passaggio di cantiere

Erika Noschese

Sembrano poter tirare un sospiro di sollievo i lavoratori delle cooperative sociali che hanno perso lo spazzamento. Da ieri mattina, infatti, i dipendenti sono senza lavoro e hanno dato vita ad una protesta sotto Palazzo di Città, per chiedere un incontro con il sindaco Enzo Napoli e l’assessore all’Ambiente Angelo Caramanno, chiedendo loro l’applicazione della clausola di salvaguardia dei posti di lavoro prevista dalla legge regionale 14/2016. Un incontro, quello tra il sindaco Napoli ed una delegazione di dipendenti che si è concluso sono nella tarda mattinata ma il tutto potrebbe concludersi per il meglio, nei prossimi giorni, con la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Nello specifico, la situazione sembra essere più complessa del previsto in quanto due sono le problematiche da affrontare, una relativa alle cooperative che si occupano dello spazzamento e l’altra della manutenzione stradale. «Questa amministrazione, insieme alla giunta regionale che ci ha accompagnato in questo percorso in maniera intelligente, ha consentito a quest’amministrazione di aver stabilizzato 95 dipendenti del Consorzio che sono passati a Salerno Pulita, 85 più 11 intercantieri», ha dichiarato l’assessore Caramanno spiegando che venerdì scorso è giunto il parere della Regione Campania che in sostanza punta l’attenzione sulla possibilità di procedere con le stabilizzazioni dei dipendenti interinali, dunque almeno altre 132 persone che troveranno posto di lavoro fisso. Inoltre, dal parere si evince che altre fattispecie di lavoratori, purché collegati al ciclo dei rifiuti, possono “subire” la stessa sorte, riferendosi a coloro che almeno per 5 anni hanno lavorato nel ciclo integrato dei rifiuti. «Quest’amministrazione ha sollevato un problema all’esito del passaggio di cantiere dei lavoratori del Consorzio perchè noi ci trovavamo di fronte ad una norma non chiarissima: se si doveva aspettare l’esaurito di tutto il ciclo regionale del trapasso dei dipendenti, per poi procedere con gli interinali», ha aggiunto l’assessore all’Ambiente, spiegando di essere al lavoro per il passaggio di cantiere per i lavoratori delle cooperative sociali che hanno i requisiti per farlo, per poi procedere con la riorganizzazione. Dopo tutto questo lavoro, l’amministrazione comunale è ora intenzionata a puntare tutto su una città più pulita. Per la manutenzione, invece, il sindaco ha ribadito il suo no alle proroghe ma si sta verificando come bypassare il problema in sede tecnica. «Si sta lavorando ad un atto che consenta a queste persone di continuare a lavorare», ha poi aggiunto il primo cittadino. La gara, nel frattempo, procede spedita e si tenta di accelerare la procedura di aggiudica. «Ora ciascuno dovrà fare con maggiore forza e maggiore senso di responsabilità il suo dovere, per un fatto morale e di rispetto nei confronti di chi si sta impegnando per far prevalere i diritti dei lavoratori, come il governatore De Luca e poi noi – ha poi aggiunto il sindaco Napoli – Successivamente, quando noi avremo acquisito la chiarezza della dislocazione delle responsabilità, allora mano ferma e severa per quanto riguarda eventuali trascuratezze». I lavoratori delle cooperative sociali sono fiduciosi, almeno per il momento, fermo restando che di altro non si tratta che di semplici chiacchiere che dovranno poi concretizzarsi in fatti. La legge regionale, infatti, impone ai vincitori dei lotti di assumere i lavoratori che ne sono invece usciti sconfitti, ragion per cui la cooperativa sociale Leccio dovrebbe presto passare sotto il controllo di Salerno Pulita, la società che si occupa dello spazzamento in città. E proprio su questo l’assessore Caramanno non sembra essere intenzionato a mollare ma anzi, punta tutto su una città ancora più pulita, dopo le varie campagne di sensibilizzazione e la lotta dell’amministrazione comunale. Intanto, sempre nella mattinata di ieri altra protesta è stata quella dei dipendenti del Consorzio di Bacino Salerno 2 che chiedono all’amministrazione comunale nuove assunzioni




Un nuovo caso Cooperative sociali, sotto la lente di ingrandimento il bando

Brigida Vicinanza

Si apre una nuova pagina sul tema delle cooperative sociali a Salerno. Ieri una Commissione Trasparenza, in cui la questione è tornata a far discutere sul tavolo dei consiglieri comunali. Su indicaizione del consigliere Mimmo Ventura infatti, il presidente Antonio Cammarota, ha voluto vederci chiaro, ascoltando proprio in Commissione, il Rup Nobile e il presidente della commissione esaminatrice Lupacchini per il bando per l’affidamento di 4 lotti per la pulizia delle strade alle cooperative sociali. E proprio il bando in questione ha fatto accendere la discussione. Al centro di questa l’avvalimento che le coop avevano fatto da alcune società. Ma il bando non lo predeva, infatti una di esse era stata esclusa. Ma quest’ultima rivendica il proprio posto, facendo riferimento a una sentenza del Tar che invece nel caso specifico lo permetterebbe. In più a quanto pare che la domanda di partecipazione al bando di un’altra cooperativa con lo stesso “problema” invece sarebbe stata accettata. E i consiglieri vorrebbero vederci chiaro. Ma durante la Commissione infatti, il presidente e consigliere di opposizione Antonio Cammarota avrebbe sospeso l’audizione in quanto i due hanno riferito proprio in questa sede che la gara di concorso è ancora in atto. Infatti si attenderà il 3 maggio, data in cui verrà fatta una seduta pubblica per verificare eventuali anomalie sia nel bando che nelle domande di partecipazione pervenute. E proprio per non influire sulla gara in corso, Cammarota ha deciso di sospendere il tutto, rinviando la questione a dopo il 3 maggio, per evitare di compromettere proprio il “concorso” ancora in atto. Ma ci sarà da verificare, sicuramente. Soprattutto perchè adesso le due partecipanti in questione rimangono con il punto interrogativo. Soprattutto quella che avrebbe voluto partecipare ma alla quale non è stato consentito proprio in virtù dell’avvalimento con un’altra società. Si apre dunque un ulteriore caso a Palazzo di Città.




Cooperative sociali, ecco l’aggiudica. Ribassi dallo 0,50 al 1,50% sul prezzo a base d’asta

di Andrea Pellegrino

Oscillano tra lo 0,50 e l’1,50% i ribassi per l’aggiudica della gara di affidamento dei servizi di manutenzione ordinaria e conservativa del patrimonio cittadino a cooperative sociali. Unica eccezione è rappresentata dal ribasso presentato dalla cooperativa “Eolo” che ha effettuato uno sconto del 7,5% sull’importo a base d’asta. Dopo le numerose proroghe e le diverse richieste di chiarimenti politici e non solo, le cooperative hanno avuto – da parte del Comune di Salerno – la loro aggiudica definitiva. In questa tranche l’unica che sarebbe rimasta fuori, secondo la determina di affido, è la cooperativa sociale “Sud Service”. Circa 2 milioni di euro la spesa complessiva impegnata dal Comune di Salerno per dodici mesi per i servizi affidati alle cooperative sociali di Salerno. Il servizio partirà da gennaio 2017 e fino ad allora resteranno in proroga quelle già operanti. Si tratta della cooperativa “San Matteo” che si è aggiudicata un appalto del servizio per 198 mila euro circa, la cooperativa “Le Ali” per 198 mila euro, “Lavoro vero” per 197.500 euro circa e ancora la cooperativa “Alba Nova” per 197mila euro, la “3 S.S.S” per 200mila euro circa, la cooperativa “Il Leccio” per 197mila euro circa. Ancora nell’elenco ci sono le cooperative “Terza Dimensione”, che si è aggiudicata un appalto per 199mila euro, e la cooperativa “Eolo” per 185mila euro. Il caso delle cooperative era approdato anche in Commissione Trasparenza presieduta dal consigliere Antonio Cammarota.