Emergenza rifiuti: la Regione cambia le carte in tavola

di Andrea Pellegrino

«La Giunta Regionale della Campania ha trovato il sistema più rapido per risolvere le criticità del ciclo dei rifiuti e per scongiurare l’imminente emergenza: cambiare le carte in tavola». Giovanni Romano, responsabile del dipartimento regionale ambiente e territorio della Lega di Salvini, analizza l’ultimo atto giuntale di Palazzo Santa Lucia che ridetermina l’ammontare delle ecoballe da smaltire sul territorio regionale. «Infatti, con la delibera numero 289 del 24 giugno, la Giunta regionale ha rideterminato l’ammontare complessivo dei rifiuti imballati (le cosiddette ecoballe) fissandolo in 4.310.380 tonnellate. Di fatto sono state eliminate, come se fossero state smaltite, circa 1.200.000 tonnellate di rifiuti imballati». Ma ecco perché, per Giovanni Romano: «La causa di questo “straordinario” risultato è stata indicata in una riduzione media del 21% dei rifiuti stoccati dovuto al progressivo dissolvimento della frazione umida, all’essiccazione della frazione cellulosica, al decadimento delle caratteristiche meccaniche delle plastiche nonché ad un processo di dissolvimento complessivo di tutte le componenti merceologiche presenti dovuto a reazioni chimico-fisiche indotte dall’aumento della temperatura superficiale e profonda dei cumuli».«Chiaramente – prosegue Romano – nessuna indicazione sul metodo utilizzato per rideterminare la quantità dei rifiuti e nessuna indicazione su dove siano andate a finire i rifiuti “trasformati” in altra materia e, di conseguenza, “eliminati”. Così come non vi è una sola parola sul fallimento di tutti i “piani” finora elaborati e dello sperpero di danaro per elaborare progetti inutili e pagare corpose consulenze». «Ma tant’è – incalza l’ex assessore regionale all’ambiente – in una Campania ormai prossima a dover subire una nuova e devastante emergenza, sulla base di una stima che non ha alcun riscontro reale, l’Amministrazione Regionale delle “meraviglie” può vantarsi di aver “smaltito”, con un semplice pezzo di carta, circa 1.200.000 tonnellate di rifiuti. Non c’è che dire: l’attuale Presidente pro tempore dimostra, ancora una volta, di superare ogni immaginazione in fatto di “balle”».




Eboli. Compostaggio: odori monitorati, pende un ricorso al Tar

EBOLI. La corretta gestione dell’impianto di compostaggio del comune di Eboli passa anche attraverso un attento monitoraggio del funzionamento della struttura in termini di emanazione di odori, motivo di qualche polemica nei mesi scorsi. In questa direzione si muove l’avvio delle le procedure per l’affidamento del servizio di monitoraggio odorigeno per il periodo di sei mesi. In definitiva si va ad una gara ad evidenza pubblica per la scelta del contraente a cui affidare il servizio, mediante procedura negoziata. In realtà si tratta di una procedura di emergenza, poiché il Comune di Eboli, proprietario dell’impianto di compostaggio, è anche titolare dell’autorizzazione regionale per l’esercizio e deve provvedere al monitoraggio delle condizioni meteoclimatiche ed odorigene presso l’area dell’impianto di compostaggio, in mancanza di affidamento della gestione. La gara per l’impianto di trattamento delle frazioni organiche proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, per una durata di tre anni, è stata esperita. Il capitolato di gara indicherebbe a carico del futuro concessionario un obbligo per eseguire l’attività di monitoraggio odorigeno, ma sulla procedura di aggiudicazione definitiva pende un ricorso amministrativo presso il TAR Campania – Sezione di Salerno, circostanza per la quale il procedimento di gara non si è ancora concluso. Nel frattempo, la fase di avviamento e di ottimizzazione è condotta dall’ATI Ladurner, cioè la ditta che ha realizzato l’impianto. Contemporaneamente sono state affidate nel tempo le attività di monitoraggio a diverse ditte, tra le quali l’Università di Salerno – Laboratorio di ingegneria Sanitaria del Dipartimento di Ingegneria Civile, ed alla società Progress srl di Roma.




La “nuova vita” dell’impianto di compostaggio, tra un mese si lavorerà a pieno regime

Brigida Vicinanza

L’impianto di compostaggio di Salerno riapre le porte, dopo i mesi in cui è stato nell’occhio del ciclone, attenzionato dall’Anac e soprattutto dopo il passaggio e l’affidamento alla società partecipata del Comune Salerno Pulita. Dalla Daneco alla società in house è un passo, ma adesso sono tutti pronti a riattivare le macchine e tra un mese sarà possibile anche cominciare con il conferimento dell’organico da trasformare in compost, parola dell’assessore Caramanno. Un impianto che potrebbe servire infatti a far rientrare in parte quell’emergenza che si sta vivendo in tutti i comuni della provincia di Salerno e per evitare che proprio a Salerno città si verifichi la stessa situazione. Ma l’impianto di via De Luca riapre soltanto previe prescrizioni dell’Arpac alle quali il Comune di Salerno ha dovuto porre rimedio. Entro 60 giorni infatti secondo la Regione Campania affinchè si potesse procedere ad avere l’autorizzazione integrata ambientale (Aia), l’Arpac doveva impegnarsi a “controllare” che il Comune effettuasse una serie di prescrizioni: “Per quanto attiene all’attuale situazione circa gli interventi necessari per il riavvio dell’ impianto, si ribadisce la necessità di un puntuale rapporto Arpac per verificare – si legge nell’elenco delle prescrizioni – l’effettiva presenza e quantità negli scrubber delle sostanze necessarie al loro funzionamento, l’avvenuta apposizione dei codici identificativi sui punti di emissione, l’avvenuto ripristino della pavimentazione diffusamente lesionata dall’area di conferimento/stoccaggio/deposito temporaneo dei rifiuti solidi, ripristino del reparto ricezione e spremitura, interno al capannone, con pavimentazione lesionata, ristabilimento dei due cassoni scarrabili in prossimità dell’uscita dei mezzi ed uno in prossimità dell ingresso, destinati al conferimento della “forsu” contenenti rifiuti indifferenziati, coperti da uno strato di polvere, ristabilimento del reparto prima manutenzione, interno al capannone, interessato da rilevanti rifiuti parzialmente lavorati nel corso della precedente gestione, ripristino dell’area sotto tettoia, destinata all’ immagazzinamento del materiale compostato, interessata dalla presenza di detto materiale compattato, ristabilimento dell’area di ricovero, mezzi sotto tettoia interessata dalla presenza di rifiuti di vario genere con la griglia di raccolta dei liquidi di percolazione quasi del tutto ostruita, ristabilimento dell’area di stoccaggio dei rifiuti liquidi, ripristino della rete di drenaggio delle acque meteoriche interessata dalla presenza di residui costituiti da terricci e fogliame”. Infine il gestore di Salerno Pulita “attesa la declaratoria dell’ Arpac di sostanziale funzionalità e conformità dell’ impianto è autorizzato ad horas al riavvio dell’ impianto previa risoluzione di tutte le criticità evidenziate nei rapporti Arpac. L’ Arpac è tenuta a svolgere attività di controllo e verifica delle suddette attività trasmettendo relazione ispettiva entro 30 giorni dall’ inizio dal riavvio dell’ impianto”. Dunque tutto pronto per la “nuova vita” dell’impianto di compostaggio tanto voluto da Vincenzo De Luca.




L’impianto di rifiuti si farà Una trappola la nota Asi

La vicenda della realizzazione dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici che la Regione vuole realizzare a Fisciano si arricchisce di un elemento di novità. Rispondendo ad una richiesta del Comune di Fisciano, il Consorzio Industriale A.S.I. ha comunicato, con una nota del 5 luglio scorso, che nel perimetro della zona industriale non ci sarebbero aree idonee ad accogliere l’impianto. Il condizionale è d’obbligo perché è la stessa A.S.I. a precisare che la ricerca è stata condotta sui documenti che sono stati reperiti lasciando intendere che ce ne potrebbero essere altri. La nota dell’A.S.I. è stata accolta positivamente dai Comitati cittadini che si oppongono alla realizzazione dell’impianto perché confermerebbe la non idoneità del sito di Soccorso individuato dall’Amministrazione Comunale in quanto lo stesso si troverebbe, appunto, nel perimetro della zona A.S.I. Ma, a ben vedere, c’è qualcosa che non convince e che dovrebbe consigliare di non abbassare la guardia. Secondo il Movimento Civico Sanseverinese, la nota dell’A.S.I. potrebbe addirittura essere controproducente e, paradossalmente, sancire definitivamente che il sito di Soccorso è l’unico dove risulta possibile realizzare l’impianto. Il sito era originariamente compreso nel perimetro della zona industriale ed era classificato come “zona agricola a tutela” a protezione dei centri abitati rispetto all’agglomerato industriale. Se avesse mantenuto questa destinazione urbanistica sarebbe stato certamente non idoneo perché un impianto industriale non può essere realizzato in zona agricola. Solo che il Comune di Fisciano con il suo strumento urbanistico attualmente vigente (P.U.C.) ha classificato urbanisticamente la zona di Soccorso come idonea ad accogliere “impianti tecnologici” (quindi anche l’impianto di trattamento dei rifiuti organici) anche perché in quel sito esiste da tempo l’impianto di raccolta e trasferenza dei rifiuti di Fisciano Sviluppo, l’azienda comunale che gestisce il ciclo dei rifiuti. In altri termini, per “sanare” le strutture della Fisciano Sviluppo il Piano Comunale ha cambiato la destinazione di tutta l’area, compresa quella dove si è deciso di realizzare l’impianto di trattamento dei rifiuti. E’ opportuno ricordare che il Comune, utilizzando i fondi regionali, ha già provveduto ad espropriare e a pagare i suoli e per alcuni di questi suoli è intervenuta come acquirente proprio la società Fisciano Sviluppo. Quindi, allo stato, il sito di Soccorso è idoneo e la risposta dell’A.S.I., interpretata da un altro punto di vista, confermerebbe l’impossibilità di delocalizzare l’impianto perché in tutto il perimetro “non ci sono aree idonee ad accoglierlo”. Circostanza strana perché mentre la zona A.S.I. di S.Severino è satura ormai da vent’anni, quella di Fisciano ha invece molti lotti non ancora edificati che sono classificati come industriali e che, quindi, sarebbero idonei ad accogliere l’impianto. Probabilmente non si vuole intaccare il “mercato” dei suoli industriali e non si vuole compromettere la “serenità” delle aziende già operanti nella zona A.S.I. con la previsione di delocalizzare l’impianto da Soccorso. Del resto va ricordato che nella seduta del Consiglio Comunale dedicata all’argomento, la maggioranza politica di centrosinistra che sostiene l’Amministrazione di Fisciano, incalzata dalle opposizioni che chiedevano una dichiarazione chiara di non disponibilità ad accogliere sul territorio l’impianto, si rifiutò di votare optando per la ricerca di un sito alternativo per delocalizzare l’impianto. E allora viene da chiedersi: in tale contesto che valore dare alla nota dell’A.S.I.? In fondo, per eliminare definitivamente il pericolo della realizzazione dell’impianto a Soccorso basterebbe una semplice e chiara delibera dell’Amministrazione Comunale di Fisciano di rifiuto a realizzare l’impianto sull’esempio di quelle già espresse dal Consiglio Comunale di Montoro e di Mercato S.Severino. Ricordiamo che a S.Severino furono le opposizioni consiliari del Movimento Civico e del Movimento 5 Stelle ad incalzare la maggioranza di centrosinistra portandola a votare contro la realizzazione dell’impianto in modo secco e deciso. Perché l’Amministrazione di Fisciano continua ad mantenere un comportamento ambiguo? Per gli espropri e i pagamenti già effettuati che andrebbero restituiti alla Regione? Per garantire il ruolo della Fisciano Sviluppo? Per gli “impegni” assunti con la Regione tramite i referenti politici locali? L’impianto di Fisciano rientra tra i quindici che la Regione ha deciso di realizzare anche contro la volontà delle Comunità locali.




Compostaggio, l’Anac ora indaga sull’affidamento a Salerno Pulita

Andrea Pellegrino

Vincenzo De Luca vorrebbe il sito di compostaggio aperto entro il 5 maggio. L’annuncio del governatore risale a venerdì scorso durante il consueto appuntamento televisivo di Lira Tv. Ma a Palazzo di Città nessuno sa nulla. Non fosse altro che sull’impianto di compostaggio, oltre la Procura della Repubblica che indaga sulla passata gestione, ci sono ancora gli occhi dell’Anac. Archiviata la prima fase ed inviata la documentazione alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, l’Authority di Cantore ha all’esame una nuova denuncia e riguarda direttamente l’affidamento a Salerno Pulita. Tant’è che il Consiglio comunale, durante l’ultima seduta, ha dovuto correre ai ripari con una delibera che dettaglia nello specifico i rapporti tra il Comune di Salerno e la società municipalizzata, stabilendo il regime di provvisorietà dell’appalto in attesa di procedere poi a gara. Il primo problema sollevato dall’Anac riguaderebbero i costi, che restano – anche nell’ultima deliberazione – i più alti d’Italia, per quanto riguarda il conferimento. Poi sulla gestione: «La congruità economica del prezzo inerente la gestione – si legge – deriva da una pregressa gara ad evidenza pubblica, la quale si basava su di una erronea stima del valore dell’appalto, come già rilevato a settembre 2016». Tra l’altro fino all’ultima seduta consiliare mancava la relazione alla base dell’accordo tra il Comune e la Salerno Pulita. Il 9 febbraio 2018, Anac scriveva: «Si chiede di fornire la relazione di cui all’articolo 34». Relazione che «deve essere pubblicata sul sito web dell’ente, che dà conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico, indicando le compensazioni economiche se previste». Relazione che è stata inviata all’Anac solo qualche giorno fa.




Caos coop, la Giunta comunale proroga gli affidamenti attuali

Brigida Vicinanza

Sull’emergenza rifiuti non bisogna distrarsi nemmeno un attimo. E’ questo il diktat del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto ieri durante la consueta trasmissione a Liratv. Tra i temi trattati dal Governatore anche l’impianto di compostaggio di Salerno, attenzionato dall’Anac di Cantone, attualmente chiuso e che dovrebbe riaprire a breve. Proprio secondo il governatore infatti la data della riapertura dovrebbe essere il 5 maggio, ma dal Comune di Salerno smentiscono, in quanto era stato pensato all’inizio di giugno. Probabilmente un “lapsus” alla base delle dichiarazioni rilasciate dall’ex sindaco di Salerno, ma non si escludono sorprese dell’ultimo minuto. “Emergenza rifiuti? Non bisogna distrarsi neanche un attimo. Noi dobbiamo avere il massimo dei controlli possibili, ma avere anche l’intelligenza di pensare a non andare in emergenza – ha sottolineato Vincenzo De Luca – Io credo che a Napoli bisogna fare di più dal punto di vista della differenziata e lì stiamo aspettando che il Comune dica alla Regione dove mettere l’impianto di compostaggio. La Regione darà 20 milioni di euro di contributo per la realizzazione, con un contributo anche per l’incremento della raccolta differenziata. Ma bisogna muoversi. Riparte il 5 maggio l’impianto di compostaggio di Salerno, era fermo per lavori di manutenzione che bisognava fare – ha continuato, ma l’impianto era stato chiuso proprio per l’inchiesta in corso – credo che dobbiamo insistere sugli impianti di compostaggio, a parte Salerno e qualche piccolo impianto qua e là, in Campania non ce ne sono e dobbiamo portare i rifiuti umidi fuori, pagando fino a 190 euro a tonnellata, costi che si scaricando sulle bollette delle famiglie. Ci vogliono fra 12 e 15 impianti di compostaggio”. Non è mancato durante l’intervento un punto sulla sanità campana ma soprattutto il discorso “nazionale” sul Governo e l’apertura al Movimento 5 stelle, nonostante in passato tra De Luca e Di Maio ci sono stati “colpi” a distanza, a suon di tweet e post su facebook, ma mai un confronto tanto voluto dallo stesso presidente della Regione Campania, soprattutto durante l’ultima campagna elettorale per le politiche del 4 marzo.




Terreni comprati a caro prezzo L’Ue: «Monitoriamo la situazione»

Andrea Pellegrino

Costi del terreno per la realizzazione dell’impianto di compostaggio troppo elevanti. E’ la prima criticità che la commissione europea fa emergere sull’impianto di Salerno, attualmente ancora chiuso. Nella risposta all’interrogazione presentata dall’europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martusciello, si evidenzia che: « Secondo le informazioni fornite dall’autorità di gestione, i controlli effettuati in data 16 luglio 2013 avevano già fatto emergere che i costi di acquisizione del terreno erano al di sopra del limite massimo del 10% del costo totale del progetto. La corrispondenza e le valutazioni successive hanno portato l’autorità di gestione ad accettare tali spese». SUOLI ESPROPRIATI ALL’ASI

Tre milioni e quattrocentomila euro.: è questa, nel dettaglio, la somma che il Comune di Salerno ha sborsato per l’acquisto dei fondi del sito di compostaggio di Salerno. Suoli che erano di proprietà dell’Asi, espropriati, poi, per la realizzazione dell’impianto. Fondi che, però, insieme a tutta la gestione dell’impianto di Salerno, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Anac di Cantone ed anche della Procura della Repubblica di Salerno.

L’EUROPA VIGILERA’

Ma ancora si legge: «Per quanto riguarda i costi operativi relativi ai primi 2 anni, il contratto di cessione stabiliva che tali costi sarebbero stati interamente sostenuti dal Comune di Salerno. Per quanto riguarda la consultazione con l’Autorità nazionale anticorruzione, in seguito alla comunicazione da parte dell’Anac del 27 luglio 2017, l’autorità di gestione ha scritto al Comune di Salerno chiedendo chiarimenti e conferma riguardo alla funzionalità dell’impianto e alla relativa produzione di energia. Il 10 novembre 2017, il Comune di Salerno ha risposto all’Anac, con riferimento alle attività svolte al fine di ripristinare il funzionamento dell’impianto. Per il momento, non è ancora pervenuta un’ulteriore comunicazione da parte dell’Anac. La Commissione intende continuare a monitorare la situazione».




Slitta la riapertura del sito di Salerno «Comune ha certificato il fallimento»

Andrea Pellegrino

Si allungano i tempi per l’apertura del compostaggio di Salerno. Le difficoltà organizzative, oltre che la spada di Damocle delle inchieste giudiziarie e dell’Anac di Cantone, avrebbero fatto slittare ad inizio estate la possibile riapertura dell’impianto. «Presumibilmente – si legge nella determina – per il mese di Giugno l’impianto sarà ripristinato». Ed intanto i rifiuti saranno smaltiti alla Ge.sco di Battipaglia, con un ulteriore aggravio di costo. Per il 2018, infatti, l’amministrazione comunale ha stanziato 2 milioni e 765mila euro circa per lo smaltimento. Il tutto mentre Vincenzo De Luca, ex sindaco ed attuale governatore, porta come esempio di efficienza e di funzionamento la struttura salernitana. «Questa volta è lo stesso Comune di Salerno – spiega l’ex assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano – a certificare il fallimento dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici propagandato con la consueta enfasi come “straordinario” dall’attuale Presidente pro-tempore della Regione Campania. Di straordinario c’è solo l’ulteriore salasso a danno dei cittadini salernitani che, fino a giugno (forse!), saranno costretti a coprire con le loro bollette i costi per il trattamento dei rifiuti organici fissati dalla determinazione del Dirigente comunale a circa 190 euro a tonnellata contro i 130 euro preventivati se l’impianto fosse statofunzionante. Infatti – prosegue Romano – Salerno Pulita dovrà corrispondere a Gesco circa 2.800.000 euro ribaltando i costi sul Comune di Salerno e, quindi, sui cittadini. In tal modo è stato sconfessato clamorosamente il Sindaco della Città che aveva annunciato lo scorso autunno la piena ripresa dell’impianto per febbraio. Ancora una prova, dunque, della fondatezza delle nostre denunce. Lo “straordinario” impianto di compostaggio di Salerno altro non è che un “pacco”, frutto di incompetenza, di sciatteria, di errori progettuali e di mala amministrazione. E’ costato 30.000.000 di euro mentre per impianti similari ne bastano 12. E’ stato finanziato quasi interamente dall’Unione Europea in violazione delle norme regolamentaricomunitarie perché si è omesso di rilevare che l’impianto genera delle entrate. Sono state pagate parcelle milionarie a progettisti e consulenti, assolutamente ingiustificate visto il misero epilogo. Non ha mai prodotto un solo chilovattora di energia elettrica, ne’ ha mai prodotto ilcompost che sarebbe dovuto essere destinato all’agricoltura. La gestione è costata più del doppio rispetto a quanto preventivato perché il precedentegestore (Daneco) ha portato i rifiuti trattati in una discarica di sua proprietà senza una regolare gara di appalto. Insomma, un vero e proprio “pacco”, servito ad alimentare clientele e sbandierato come “modello” mistificando la realtà e imbrogliando i cittadini ai quali si fa pagare la tariffa più alta d’Italia, obbligandoli a sistemi di raccolta differenziata costosi e, in definitiva, inutili visto il risultato finale. Tutte cose accertate anche dall’Autorita’ Nazionale Anti Corruzione (Anac) che ha informato la Procura della Repubblica». Intanto, l’Autorità guidata da Raffaele Cantone dovrebbe nei prossimi giorni – dopo le ulteriori controdeduzioni fornite dall’amministrazione comunale – emettere il verdetto definitivo nel mentre si attendono anche sviluppi da parte della Procura che sul funzionamento dell’impianto ha aperto un fascicolo. «Restiamo – conclude Romano – ancora in attesa della valutazione da parte dell’Autorità Giudiziaria delle nostre circostanziate denunce e della deliberazione dell’Anac che meriterebbero ben altra attenzione attesa la gravità di quanto è accaduto e la rilevanza di quanto si sta ancora verificando». La vicenda, infine, è approdata anche a Bruxelles e non si esclude che la Corte dei Conti Europea possa aprire un fascicolo.




«Intervenga la magistratura»

Andrea Pellegrino

«Sul compostaggio ora intervenga con urgenza la magistratura». Oreste Agosto, avvocato amministrativista, ricostruisce la vicenda ed attende sviluppi da parte dell’autorità giudiziaria. «Il fiore all’occhiello dell’amministrazione deluchiana sui rifiuti è il tanto decantato impianto di compostaggio di Salerno, impianto per il trattamento dei rifiuti della città di Salerno», spiega Agosto. «Un impianto costato alla collettività oltre 25 milioni di euro, che oggi non funziona e forse non ha mai funzionato! Impianto sotto l’occhio del ciclone dell’Autorità Nazionale anticorruzione del presidente Cantone. Anche la Magistratura penale salernitana – prosegue l’avvocato – è stata allertata dalla relazione di Cantone che ne ha svelato le inadeguatezze e le illegittimità del suo funzionamento, o meglio del suo mancato funzionamento. Da cittadini salernitani e quindi campani ci chiediamo dove vengono portati i nostri rifiuti. Certamente in discariche! Quali sono i costi della gestione! Chi paga? Come è noto la legislazione ambientale prevede che i dati ambientali vengano portati a conoscenza della cittadinanza e che alcun segreto può essere opposto alla loro conoscibilità. Sta di fatto che il sindaco di Salerno, l’assessore all’ambiente salernitano non hanno ancora pubblicato ope legis i dati del compostaggio di Salerno. Per quale motivo c’è detta omissione. Eppure la normativa di settore obbliga le amministrazioni pubbliche a garantire, ai fini della piu’ ampia trasparenza, che l’informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione». «Il Comune, la regione e gli organi competenti devono rendere note – prosegue Agosto – le misure poste in essere per la tutela della salute dell’ambiente derivante dagli impianti di trattamento dei rifiuti. Quali sono le politiche del Comune di Salerno poste in essere? Quale è l’attività di programmazione e pianificazione approvata dal Comune di Salerno! Non siamo a conoscenza di nulla perché nulla è stato fatto. Anche da un punto di vista finanziario, l’assessore al Bilancio, il figlio assessore di De Luca, dovrebberenderci edotti dell’analisi costi- benefici e delle altre ipotesi economiche usate per l’attività di smaltimento dei rifiuti a Salerno. Nulla! Una cosa è certa che la politica deluchiana continua a concentrare il flusso economico in società partecipate che hanno fatto la sua fortuna politica. Infatti con decreto dirigenziale della dirigente Anna Martinoli del dipartimento della giunta regionale della Campania, del luglio 2017, dopo la revoca della titolarità dell’autorizzazione integrata ambientale della Daneco Impianti spa, l’Aia è stata volturata a favore della società Salerno Pulita spa». «Vogliamo chiarezza – incalza Agosto – sullo stato dell’ambiente, della salute ed anche economico del ciclo dei rifiuti salernitani. A questo punto ci auguriamo che la Procura della Repubblica dia risposte immediate sull’impianto di compostaggio salernitano. Danni ambientali, danni alla salute umana non sono da sottovalutare. Danni erariali per i costi altissimi sopportati e da sopportare non sono da trascurare. Anche il Ministero dell’Ambiente ha le sue responsabilità per il mancato controllo del territorio salernitano. E’ il tempo che i diversi ordini della magistratura facciano con urgenza il loro dovere da quella penale alla Corte dei conti. Per i cittadini salernitani che da decenni non vedono una opposizione al sistema capace di contrastare le illegalità, non v’è altra via che quella della denuncia dell’intervento della Magistratura. I cittadini in assenza di una giustizia giusta sono l’ultimo baluardo a difesa della democrazia».




«Opposizione più forte, scardiniamo il Sistema»

Andrea Pellegrino

Berlusconi allenatore o bomber?

«Può fare tutto». Fulvio Martusciello scalda i motori e, in tour in provincia di Salerno, prepara la prossima campagna elettorale. Il primo obiettivo: «Scardinare e sconfiggere il Sistema Salerno».Questa, dice Martusciello, «è la strada per vincere le elezioni. Occorre una forte opposizione a Vincenzo De Luca e sto tentando di mettere a confronto i due sistemi di governo e di antigoverno: quello di De Luca e quello di Caldoro».

Onorevole Martusciello, per combattere De Luca ci vuole un’opposizione sveglia, vivace. Gli argomenti non mancano…

«Questo mi fa rabbia alle volte, proprio perché gli argomenti non mancano. Ci sarebbe tanto da scrivere e tanto su cui intervenire sul sistema Salerno. Dobbiamo avere la consapevolezza che il livello del confronto, su ciò che sta accadendo in questi anni a Salerno, va alzato e in qualche modo la mia presenza serve anche a questo. Abbiamo la possibilità di cogliere i suggerimenti che ci arrivano da pezzi di classe dirigente di Forza Italia perché alcuni sono davvero impegnati nell’opposizione».

Il Sistema Salerno è ormai Sistema Campania: le dichiarazioni ed il metodo utilizzato da Franco Alfieri, attuale capostaff del governatore, per imporre la propria candidatura al Parlamento ne sono la dimostrazione…

«Non c’è dubbio. Io penso che se noi riusciamo a scardinare il sistema Salerno, in automatico cade il sistema Campania. Quanto ad Alfieri, i simili ai simili: Alfieri è frutto di questi anni, non sarebbe esistito con la democrazia cristiana o il partito socialista, lo avrebbero messo alla porta o lo avrebbero messo in ottava fila».

Quasi (o più) di dieci inchieste aperte qui a Salerno, anche in stato avanzato, ma di cui non si hanno più notizie: qual è secondo lei il rapporto tra questo sistema e la giustizia?

«Io credo che presto o tardi tutte le inchieste aperte trovino la loro conclusione ma quando si mette in moto la giustizia la vedo difficile immaginare che le inchieste non si concludano, quindi io credo che questo sistema stia arrivando alla sua conclusione e alla sua implosione».

Il centrodestra, in questo momento, viaggia a mille. Non c’è pericolo che possano saltare in molti sul carro dei vincitori?

«Sicuramente salgono sul carro dei vincitori fuoriclasse e mezze schiappe. Noi dobbiamo avere la capacità di valorizzare in qualche modo i fuori classe, la società civile, amministratori e sindaci. Io sono orgoglioso di aver portato in Forza Italia i sindaci Fortunato e Sica, due amministratori di grande livello. Nei collegi devono essere candidati i migliori, la classe dirigente deve fare un passo indietro e noi dobbiamo scegliere i più rappresentativi, i più capaci di difendere il territorio e la comunità. Io voglio in ogni collegio i migliori e se il migliore è anche una persona che non ha mai fatto nulla non mi interessa perché io faccio parte di un partito, di una coalizione. Berlusconi deve avere con sé una squadra di parlamentari in grado di seguirlo, lungo il cammino difficile».

Sulla candidatura di Lembo junior?

«Se sarà candidato ed il popolo lo voterà sarà sindaco di Campagna. Se non lo voterà sarà un consigliere di opposizione. Non ritengo che questo sia un elemento discriminatorio né ritengo che in qualche maniera questo possa condizionare le attività che mette in campo la Procura di Salerno. Io ritengo che altri, la vera rovina di questo ragazzo, siano coloro che tentano di mettere il cappello sulla sua candidatura immaginando chissà quale utilità. Questo è il vero dramma di questacandidatura. Consiglio a Lembo junior di guardarsi più dagli amici che dai nemici politici».

La nuova legge elettorale impone accordi e coalizioni. Qui in provincia di Salerno il rapporto con i Fratelli d’Italia di Edmondo Cirielli non è stato mai ottimo..

«Ritengo che la forza della coalizione sia l’elemento che possa portare alla vittoria. In quest’ottica Fratelli d’Italia è un partito strutturato, ragionato, organizzato e so che in qualche maniera il tavolo si comporrà in questi giorni. Aniello Salzano (coordinatore cittadino di Forza Italia, ndr) ha intenzione di convocare gli alleati. Siamo sulla buona strada».

Le passate elezioni regionali sono state perse uno scarto minimo, dovuto ad Udc, Ala, senatore D’Anna ed altri esponenti provenienti dal centrodestra. Ora sareste pronti a raccoglierli tutti?

«Le Regionali le abbiamo perse in due comuni: a Napoli e a Caserta abbiamo vinto mentre a Salerno ed Avellino abbiamo perso, dove in qualche maniera nelle liste di Forza Italia c’è stata una flessione rispetto alla media regionale. Se avessimo fatto liste più competitive avremmo vinto le Regionali e la porta per entrare in quelle liste era troppo stretta. Non bisogna avere paura delle competizioni dobbiamo avere il coraggio di far entrare amministratori sindaci e giovani. Quando è entrata in Forza Italia gente che ha fatto dell’insulto a Berlusconi un metodo di fare politica io sono stato contrario. Una cosa è chi è andato per ragionamenti politici, altro sono coloro che hanno fatto dell’insulto a Berlusconi un metodo di propaganda politica».

Berlusconi allenatore o bomber in questa tornata elettorale?

«Entrambi. Berlusconi potrebbe fare tutto. È un pezzo di storia del nostro paese e ha dimostrato di poter vincere le elezioni da solo. Sono convinto che la sua intelligenza e la sua capacità ci consentiranno di dare all’Italia un buon governo. Personalmente, io ho scelto di non candidarmi alle elezioni politiche perché preferisco dare una mano a chi si candida. Pretendo ci siano candidature di livello in ogni collegio. Apprezzo le dichiarazioni di Fasano che propone un passo indietro della dirigenza provinciale ma io penso che dobbiamo fare un passo avanti e sono convinto che insieme possiamo vincere in provincia di Salerno, in Campania e in Italia».

Luci d’Artista e compostaggio indagine sui fondi europei

Fondi europei e sistema Salerno. Martusciello è in prima linea ed annuncia la sua battaglia e le sue prossime mosse. Attenzione anche all’ambiente e alle Fonderie Pisano. Sui centri commerciali di Lettieri, invece, dice: «Da assessore regionale cercai di disciplinare queste attività». Onorevole Martusciello ci sono almeno tre vicende che riguardano direttamente l’Unione Europea: il sito di compostaggio finanziato con fondi europei e attualmente chiuso; le luci d’artista che l’Europa paga 2 milioni all’anno e piazza della Libertà, pagata due volte sempre all’Unione Europea. «Tre argomenti, tre interrogazioni, tre inchieste aperte, tre esposti alla Corte dei Conti Europea. Nei giorni scorsi è stato aperto un fascicolo sulle Luci d’Artista. Non si posso immaginare sprechi di questo genere. E’ la medesima vicenda di Elton John: Comune e Regione Campania furono sanzionati perché finanziarono un evento che non aveva alcuna ricaduta per l’Europa. Elton John e Luci d’Artista sono figli della stessa logica: lo sperpero dei fondi europei solo per compiaceremomentaneamente l’opinione pubblica senza lasciare poi traccia. Sul sito di compostaggio abbiamo prodotto, con Giovanni Romano e con Stefano Caldoro, un dossier, ed anche in questo caso penso che sarà aperto un fascicolo. La vicenda del compostaggio finirà malissimo, a mio avviso». Passiamo all’ambiente. Caso Fonderie Pisano di Salerno.. «Il tema ambientale in provincia di Salerno è un’emergenza quotidiana e costante rispetto al quale abbiamo cercato di intervenire ma è indiscutibile che su alcuni argomenti ci sia una debolezza di voce come nel caso delle Fonderie. La mia presenza qui è dar voce e coraggio a chi vuole parlare, denunciare e alzare il livello di scontro e di confronto sapendo di poter contare su una squadra in cui giocano autorevolissimi colleghi europarlamentari come il presidente del Parlamento Antonio Tajani». Poco distante dalle Fonderie c’è il primo centro commerciale di Lettieri, un tempo esponente vicino a Forza Italia oggi, invece, vicino alle posizioni di Vincenzo De Luca. Lettieri che tra l’altro sta sostituendo un’altra fabbrica con un altro centro commerciale.. «Io da assessore regionale alle attività produttive avevo stabilito per legge regionale il divieto a non aprire nuovi centri commerciali per almeno un anno, avevo finanziato i cosiddetti centri commerciali naturali che erano aggregazioni di piccole botteghe, artigiani, proprio per far riprendere fiato al commercio al dettaglio. I primi atti della giunta De Luca sono state le abolizioni di queste leggi e le abolizioni dei finanziamenti. Quanto al caso specifico, Lettieri non ha mai nascosto una sua amicizia con De Luca. Se andiamo a riprende la stampa delle elezioni del 2016 possiamo vedere anche gli sponsor».