Scafati. I compensi della commissione: 166 mila euro a carico dello Stato

Di Adriano Falanga

Oltre 166 mila euro, questo il compenso impegnato da Palazzo Mayer per l’anno corrente, per le attività della commissione straordinaria. Nel dettaglio al Prefetto Gerardina Basilicata, Viceprefetto Maria De Angelis e Dirigente Area 1 Augusto Polito, ammonta a 4.123,40 euro ciascuno per una spesa totale di euro 12.370,20 mensile. Una somma complessiva annuale 136.072,20 euro per il pagamento delle indennità di funzione per l’intero anno 2017, a cui vanno aggiunti i rimborsi spesa, preventivati in 30 mila euro annui, salvo conguaglio a rendicontazione. Spese dovute, considerato che la triade per raggiungere Scafati si avvale di mezzi propri, dietro opportuna autorizzazione del Ministero Dell’Interno. L’importo complessivo non ricadrà però sulle scarne casse del Comune di Scafati, ma sono poste a carico dello Stato previa richiesta di rimborso da parte del Comune di Scafati delle somme a tal titolo anticipate. L’importo mensile di 4.123,40 euro è determinato dalla legge, che stabilisce, per i Comuni oltre i 50 mila abitanti come Scafati un’indennità complessiva pari al 50% di quella spettante al sindaco, a cui vanno aggiunte ulteriori percentuali dovute all’indennità spettante agli assessori e ai gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Questo perché la commissione straordinaria assomma in sé i poteri del Sindaco, della giunta e del Consiglio comunale.




Duemila euro al mese Ecco perché non mollano

di Marta Naddei

Un motivo in più per non volere la fine anticipata della consiliatura. Ad essere precisi, si tratta di diverse decine di migliaia di motivi che in un caso, quello dei consiglieri comunali, si chiamano “compensi derivanti dalla corresponsione dei gettoni di presenza” e nell’altro, quello di sindaco, presidente del Consiglio comunale e assessori, si chiamano “compensi derivanti dalla indennità di carica di amministratore”. Insomma, alla luce dei redditi pubblicati sul sito internet del Comune di Salerno, qualcosa in più sui continui rimandi sulla questione decadenza del primo cittadino Vincenzo De Luca, sulle continue sedute delle commissioni consiliari e via discorrendo, si capisce. Non fosse altro che i compensi derivanti dalle attività amministrative compongono buona parte di numerosi stipendi di consiglieri e assessori comunali che, quest’anno, al contrario dei precendenti, sono stati obbligati per legge a comunicare e pubblicare interamente i propri redditi per evitare una sanzione pecuniaria. Oltre la metà del compenso del sindaco De Luca deriva dell’indennità di carica che ammonta a 79mila euro (su complessivi 135 mila euro), mentre per il vicensindaco Eva Avossa l’entrata di 58 mila euro è l’unica denunciata. L’indennità più bassa, tra quelle dei componenti dell’esecutivo di Palazzo di Città, è quella dell’assessore all’annona Franco Picarone, che sui 65 mila euro complessivi di reddito ne incamera 27 mila da amministratore comunale. Si ferma a 40 mila, invece, l’assessore alle politiche sociali Nino Savastano. Le indennità degli altri assessori della Giunta De Luca si attestano intorno ai 50 mila euro. Se la passano peggio, ma non certamente male, i consiglieri comunali i cui gettoni di presenza fruttano somme che vanno dai 6.600 euro dell’onniassente Nobile Viviano, ai quasi 19 mila dei vari Avagliano, Caramanno, Criscito, Galdi, Loffredo, Mazzeo, Petillo, Provenza e Ventura. Nel mezzo cifre che spaziano dai 14 mila ai 17 mila euro derivanti dalla partecipazione alla vita amministrativa del Comune di Salerno. E mentre il consigliere comunale Antonio Cammarota vanta un reddito di 155 mila euro che cammina solo sulle gambe della sua professione di avvocato, un altro esponente della nobile arte forense, Anna Ferrazzano, su un reddito complessivo di 18.175 euro, può contare su compensi derivanti da gettoni di presenza pari a 17.730. Insomma, fare il consigliere comunale a Salerno, a quanto pare, frutta più che fare l’avvocatp. E’ chiaro, forse, perché da lì nessuno se ne voglia andare.




Dirigenti comunali a peso d’oro

di Marta Naddei

Dirigenti comunali a peso d’oro. Sono compensi importanti quelli corrisposti ai direttori dei vari uffici del Comune di Salerno per i servizi resi lo scorso anno. I dati sul sito istituzionale fanno riferimento a quelli che sono gli emolumenti del 2012 per coloro che hanno ricoperto, e tuttora ricoprono, incarichi dirigenziali negli uffici dell’amministrazione cittadina. Ebbene, sembra che la spending review, che la cinghia stretta sempre più, sia solo cosa da semplici dipendenti e non certamente da alti dirigenti. Questi ultimi proprio poco non costano: facendo una rapida somma dei compensi relativi ad uno dei 28 dirigenti in servizio lo scorso anno presso il Comune di Salerno, dalle casse di palazzo di Città sono venuti fuori ben due milioni e centotrentotto mila euro suddivisi in compensi che vanno dai 36mila agli oltre 100mila euro. Il “paperone” dei dirigenti comunali salernitani è l’ingegnere Domenico Barletta, dirigente del settore opere e lavori pubblici che, tra le competenze fisse pari ad 88mila euro e le variabili ammontanti a oltre 31mila euro, si è portato a casa 119 mila e 664 euro. Stipendi di tutto rispetto anche per Luigi Della Greca, responsabile del settore ragioneria, con i suoi quasi 95mila euro di competenze, così come Giovanni Micillo del servizio manutenzione e infrastrutture. A 90mila euro arrivano anche le spettanze di Annamaria Barbato (settore affari generali), Tommaso Esposito (politiche sociali e pubblica istruzione) ed Enrico Postiglione (servizio tributi). Fanalino di coda Raffaele Lupacchini, del settore politiche comunitarie con “soli” 36mila euro. Tutti gli altri, da Di Lorenzo a Criscuolo, passando per Pelosio e De Roberto, hanno potuto contare, per l’anno passato, su competenze tra i 60 e gli 89mila euro. Nessuna traccia, invece, della retribuzione di Luca Caselli del settore mobilità urbana e ambiente. Insomma, proprio male non se la passano. Al contrario dei dipendenti comunali, protagonisti, insieme alle rappresentanze sindacali, di un acceso scontro con i vertici dell’amministrazione per la questione del salario accessorio; una vicenda che ha portato a più di uno sciopero con le maestranze che più volte hanno sottolineato la discrepanza di trattamento rispetto ai dirigenti, per i quali sembra che la stringente politica economica non valga quanto per gli altri dipendenti del Comune di Salerno. Anzi, sono pronte altre sei assunzioni di dirigenti per un costo complessivo di 511mila euro (60% delle risorse totali), all’interno di quello che è il piano della dotazione organica e già terreno di scontro con le sigle sindacali che lamentano una carenza di personale in settori strategici, come asili nido, politiche sociali e polizia municipale.